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	<title>algoritmi &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>ChatGPT : tutte le novità spiegate bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Di Cuia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[ChatGPT Work segna il passaggio dal semplice chatbot a un vero assistente operativo. In questa guida analizzeremo tutte le novità introdotte da OpenAI con ChatGPT Work e la famiglia GPT-5.6, spiegando in modo chiaro funzionalità, modelli, sicurezza, interfaccia e differenze tra la versione desktop e quella web. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-e75bed05 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il 9 luglio OpenAI ha <a href="https://openai.com/it-IT/index/gpt-5-6/">presentato</a> il nuovo ambiente ChatGPT Work insieme a GPT-5.6, la nuova famiglia di modelli pensata per affrontare attività professionali complesse, utilizzare strumenti digitali e produrre contenuti completi con meno interventi da parte dell’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’ambiente di ChatGPT Work rappresenta un’evoluzione significativa rispetto all’esperienza classica di ChatGPT. Nella chat tradizionale l’interazione avviene principalmente attraverso una sequenza di domande e risposte: l’utente formula una richiesta, riceve un risultato e prosegue la conversazione con nuove istruzioni. Work, invece, è progettato per ricevere un lavoro complesso più ampio, raccogliere il contesto necessario, pianificare le diverse fasi dell’attività e intervenire direttamente su file, applicazioni e servizi collegati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il risultato non è quindi soltanto una risposta testuale, ma può assumere la forma di un documento, una presentazione, un foglio di calcolo, una dashboard o un’applicazione web pronta per essere esaminata e perfezionata. OpenAI descrive <a href="https://openai.com/it-IT/chatgpt-work/">Work</a> come un ambiente agentico nel quale ricerca, pianificazione, produzione e revisione possono convergere all’interno dello stesso flusso operativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A supportare questa nuova modalità è la famiglia GPT-5.6, composta da tre modelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Sol</strong>: il modello più potente. È pensato per programmazione avanzata, ricerca, analisi, progettazione, documenti professionali e attività lunghe o particolarmente difficili.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Terra</strong>: cerca un equilibrio tra qualità, velocità e costo. È pensato per la maggior parte dei lavori quotidiani.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Luna</strong>: il più veloce ed economico. È adatto alle attività frequenti, relativamente semplici o da eseguire su larga scala.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Più che un semplice aggiornamento del chatbot, ChatGPT Work segna quindi il passaggio da un’intelligenza artificiale utilizzata soprattutto come interlocutore a un sistema capace di partecipare in modo più diretto all’esecuzione del lavoro, un vero e proprio “agente”, simile a Cowork di Anthropic.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Le principali novità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le principali novità di GPT-5.6 figura la Programmatic Tool Calling, una funzionalità disponibile nella Responses API e destinata agli sviluppatori. Essa consente al modello di generare ed eseguire piccoli programmi temporanei per coordinare automaticamente gli strumenti utilizzati durante un&#8217;attività, riducendo il numero di chiamate al modello, il consumo di token e la necessità di scrivere manualmente il codice che gestisce il flusso di lavoro. Sebbene questa funzione non sia esposta direttamente nell&#8217;interfaccia di ChatGPT Work, rappresenta una delle tecnologie che permettono di realizzare agenti sempre più autonomi ed efficienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche nell’app ChatGPT Work le attività complesse vengono suddivise in più passaggi e svolte attraverso gli strumenti disponibili. La Programmatic Tool Calling indica però una specifica modalità tecnica offerta agli sviluppatori nella Responses API, mentre nell’app la pianificazione e il coordinamento delle operazioni avvengono automaticamente dietro le quinte, senza che l’utente debba configurarne il funzionamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un’altra novità importante è la funzione Multi-agent, disponibile in beta nelle Responses API con GPT-5.6, che permette a un agente principale di suddividere un’attività complessa tra più sottoagenti. In questo caso GPT-5.6 può coordinare più sub-agenti che lavorano in parallelo su parti diverse dello stesso problema e poi riunire i risultati in una risposta unica. La funzione è indicata soprattutto per attività complesse che possono essere suddivise in filoni indipendenti, come una ricerca su più fonti, l’analisi di un grande progetto software o la preparazione di un documento composto da sezioni diverse. La tecnologia equivalente presente nell’interfaccia di ChatGPT Work che adotta anch’essa un approccio multi-agente è il livello di sforzo Ultra di cui parleremo successivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">GPT-5.6 Sol migliora anche sul piano dell’efficienza: riesce a raggiungere prestazioni elevate generando meno token di output. Questo può rendere le risposte più rapide, concise e meno costose nei flussi di lavoro intensivi. Quando l’utilizzo compreso nel piano viene esaurito, ChatGPT può offrire la possibilità di acquistare crediti aggiuntivi per continuare a utilizzare determinate funzioni. I crediti non corrispondono direttamente a un numero fisso di token: il consumo dipende dal modello, dalla complessità dell’attività, dalla quantità di dati elaborati e dalla lunghezza del risultato. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI pubblica <a href="https://help.openai.com/en/articles/11481834-chatgpt-rate-card-business-enterpriseedu?utm_source=chatgpt.com">una Rate Card ufficiale</a> per i piani aziendali, mentre per gli account personali prezzi e disponibilità devono essere verificati nella sezione Utilizzo e crediti del proprio profilo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sul fronte della progettazione, GPT-5.6 Sol è in grado di creare interfacce web e applicazioni più curate, con una struttura più ordinata, una gerarchia visiva più efficace e scelte estetiche più coerenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo stesso miglioramento riguarda anche il lavoro sui contenuti professionali, in quanto il modello può raccogliere informazioni frammentate provenienti da diversi strumenti: per esempio messaggi e discussioni dalla piattaforma aziendale Slack, documentazione e note presenti in Notion, documenti, fogli Excel e presentazioni di Microsoft 365 e file archiviati in Google Drive.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel caso delle presentazioni (es. Powerpoint), GPT-5.6 Sol può analizzare lo stile di un file di riferimento, riconoscendone impaginazione, caratteri, colori, spaziature, struttura delle diapositive ed elementi ricorrenti. In questo modo riesce a creare nuove slide mantenendo lo stesso linguaggio visivo del documento originale, una capacità particolarmente utile quando si aggiorna una presentazione aziendale senza alterarne l’identità grafica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche documenti e fogli di calcolo risultano più rifiniti, grazie a una migliore gestione di tipografia, layout, equazioni, tabelle e modelli finanziari. L’obiettivo non è soltanto produrre contenuti corretti, ma renderli anche più leggibili, coerenti e professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro passo avanti riguarda la capacità di interpretare le richieste dell’utente: il modello riesce più spesso a dedurre l’obiettivo finale e il livello di approfondimento richiesto, riducendo la necessità di descrivere ogni singolo passaggio. Resta comunque importante indicare con chiarezza i vincoli, i criteri di successo, i limiti operativi e i casi in cui è necessario chiedere conferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, GPT-5.6 gestisce meglio anche le immagini. Quando viene utilizzato il livello di dettaglio originale o automatico, può preservarne le dimensioni iniziali invece di ridimensionarle arbitrariamente. Questo permette un’analisi più accurata dei contenuti visivi, anche se immagini molto grandi possono aumentare il consumo di token e i tempi di elaborazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">GPT-5.6 Sol mostra progressi anche in ambiti scientifici e tecnici particolarmente complessi. In biologia computazionale, OpenAI segnala risultati migliori su GeneBench v1, un benchmark dedicato all’analisi genomica e alla biologia quantitativa. Il modello avrebbe superato GPT-5.5 utilizzando meno token, un dato che suggerisce sia una maggiore capacità di affrontare analisi lunghe e articolate, sia una migliore efficienza nell’uso delle risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro settore centrale è la cybersicurezza. OpenAI presenta GPT-5.6 Sol come il proprio modello più avanzato fino a quel momento per attività come l’analisi del software, la ricerca di vulnerabilità e il supporto alla correzione delle falle. Nei benchmark citati, il modello ottiene risultati competitivi consumando meno token e migliora ulteriormente quando gli viene assegnato un livello di ragionamento più elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI precisa però che queste capacità non equivalgono alla possibilità di condurre autonomamente un attacco completo. Nei test su browser come Chromium e Firefox, Sol è riuscito a individuare bug e componenti utili alla costruzione di exploit, ma non a realizzare da solo una catena di attacco completa e funzionante. Per questo motivo, secondo la valutazione dell’azienda, il modello non supera la soglia più critica prevista dal quadro interno a OpenAI di preparazione e prevenzione dei rischi (<a href="https://openai.com/index/updating-our-preparedness-framework/?utm_source=chatgpt.com">Preparedness Framework</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Considerata la natura particolarmente sensibile di questi ambiti, OpenAI afferma di aver adottato un sistema di sicurezza multilivello. Le protezioni comprendono l’addestramento al rifiuto delle richieste vietate, controlli durante la generazione delle risposte, classificatori specifici per i rischi cyber e biologici, monitoraggio a livello di account e accesso differenziato alle funzionalità più sensibili. Nei casi più rischiosi, una risposta può essere sospesa, riesaminata e bloccata prima di essere mostrata all’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI ha inoltre dedicato molte risorse al red teaming automatizzato, cioè a una serie di test di sicurezza eseguiti in modo automatico per cercare punti deboli nel modello. Per svolgere questi test, OpenAI dichiara di aver utilizzato una quantità di potenza di calcolo equivalente a oltre 700.000 ore di funzionamento di GPU A100. Le GPU sono processori molto potenti, progettati anche per addestrare ed eseguire modelli di intelligenza artificiale; l’A100 è un modello professionale prodotto da NVIDIA e impiegato nei grandi centri di calcolo. Una parte importante del lavoro è stata dedicata alla ricerca dei cosiddetti jailbreak universali, cioè tecniche capaci di aggirare le protezioni del modello in molti contesti diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questi test automatici sono stati affiancati esperti esterni, con l’obiettivo di individuare modalità di abuso non previste. La sicurezza viene quindi trattata non come una verifica conclusiva prima del rilascio, ma come un processo continuo di individuazione, correzione e aggiornamento delle difese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa guida strutturata presenteremo nel dettaglio ChatGPT Work sulla nuova app desktop e le principali differenze rispetto alla versione web.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La nuova app desktop: un&#8217;unica piattaforma per Chat, Work e Codex</strong></h3>



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<h3 class="wp-block-accordion-heading has-icon has-icon-right"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-1-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" id="accordion-item-1" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Interfaccia principale (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div aria-labelledby="accordion-item-1" data-wp-bind--hidden="state.isHidden" data-wp-on--beforematch="actions.handleBeforeMatch" id="accordion-item-1-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con il lancio di ChatGPT Work, OpenAI ha rinnovato anche l’app desktop (<a href="https://chatgpt.com/it-IT/download/" data-type="link" data-id="https://chatgpt.com/it-IT/download/">scaricabile qui</a>) per Windows e MacOS, trasformandola in un ambiente di lavoro unificato. L’obiettivo è consentire all’utente di gestire attività diverse da un’unica interfaccia, riducendo la necessità di passare continuamente dal browser agli editor di testo, agli strumenti di sviluppo e alle applicazioni esterne.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Rispetto alla precedente versione, denominata ChatGPT Classic, la nuova app introduce le capacità agentiche di Work e Codex, senza rinunciare alle funzioni tradizionali di conversazione. L’applicazione mette quindi a disposizione tre modalità principali: Chat, dedicata alle conversazioni e alle ricerche tradizionali; Work, destinata a compiti più complessi e prolungati e Codex, progettata specificamente per lo sviluppo software.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="464" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/interfaccia_ChatGPT_Work.webp" alt="" class="wp-image-14862" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/interfaccia_ChatGPT_Work.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/interfaccia_ChatGPT_Work-766x395.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/interfaccia_ChatGPT_Work-600x309.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/interfaccia_ChatGPT_Work-300x155.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1- interfaccia ChatGPT Work nella versione desktop</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella nuova applicazione desktop l&#8217;accesso a ChatGPT Work avviene in modo diverso rispetto alla versione web. Non è presente, infatti, il selettore Chat / Work nella parte superiore della finestra. Per scegliere la modalità di lavoro è necessario utilizzare il menu situato nell&#8217;angolo superiore sinistro dell&#8217;applicazione. Facendo clic sul nome dell&#8217;ambiente corrente si apre un menu a discesa che consente di selezionare la modalità desiderata.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una delle differenze più importanti rispetto alla versione web riguarda l&#8217;accesso alle risorse del computer. Con l&#8217;autorizzazione dell&#8217;utente, l&#8217;app desktop può lavorare direttamente con file locali e interagire con applicazioni installate nel sistema operativo. Inoltre, integra un browser che consente all&#8217;agente di consultare siti web, raccogliere informazioni e utilizzare strumenti online senza uscire dall&#8217;ambiente di lavoro. Queste capacità non sono disponibili nella stessa forma all&#8217;interno dell&#8217;interfaccia web, che opera principalmente con contenuti presenti nel cloud e con le applicazioni connesse.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="472" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra_del_prompt.webp" alt="" class="wp-image-14864" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra_del_prompt.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra_del_prompt-300x157.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra_del_prompt-600x315.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra_del_prompt-767x402.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 2- Focus sulla barra del prompt e sui vari modelli selezionabili</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla barra centrale del prompt è possibile selezionare, tramite il menù a tendina i vari modelli disponibili.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="484" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/livelli_di_sforzo.webp" alt="" class="wp-image-14865" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/livelli_di_sforzo.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/livelli_di_sforzo-300x161.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/livelli_di_sforzo-600x323.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/livelli_di_sforzo-768x413.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 3- Focus sulla barra del prompt e sui vari livelli di sforzo selezionabili</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oltre alla scelta del modello, è possibile impostare il livello di sforzo, cioè la quantità di ragionamento e di lavoro che il modello deve dedicare all’attività. Aumentando lo sforzo, ChatGPT può esplorare più soluzione, verificare meglio i passaggi e utilizzare più tempo e risorse; di conseguenza, però, la risposta può richiedere più tempo e consumare più rapidamente la quota di token disponibile. I vari livelli di sforzo son i seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Leggero</strong>: privilegia velocità e minore consumo di risorse. È adatto alle attività semplici, alle modifiche rapide, alla formattazione di testi e alle richieste che non richiedono una lunga analisi. Nella terminologia tecnica dell’API corrisponde al livello low, consigliato da OpenAI per le applicazioni in cui è importante ottenere risposte rapide e ridurre al minimo i tempi di attesa.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Medio:</strong> rappresenta il compromesso predefinito tra velocità e qualità. È indicato per la maggior parte dei lavori quotidiani, come la preparazione di documenti, le ricerche ordinarie, le analisi non particolarmente complesse e la creazione di contenuti. OpenAI lo descrive come il livello di ragionamento standard e lo consiglia come punto di partenza equilibrato.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Alto:</strong> concede al modello più tempo per ragionare ed è adatto alle attività articolate, con più passaggi, vincoli o strumenti da coordinare. Può essere utile, per esempio, per analisi approfondite, progettazione, programmazione o lavori che richiedono maggiori verifiche. OpenAI lo definisce un livello di ragionamento esteso.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Molto alto:</strong> corrisponde al livello tecnico high o, nella Chat tradizionale, a Extra High. È pensato per problemi difficili, attività lunghe e situazioni nelle quali una maggiore elaborazione produce un miglioramento concreto della qualità. Richiede normalmente più tempo e più quota rispetto ai livelli precedenti.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Massimo:</strong> è una delle novità introdotte con GPT-5.6. Offre al modello il maggior tempo possibile per approfondire, esplorare alternative e verificare il risultato. OpenAI consiglia di riservarlo ai lavori più difficili nei quali la qualità viene prima di velocità e consumo, come analisi complesse, debugging particolarmente ostinato, ricerca avanzata o progetti con molti vincoli. In ChatGPT Work e Codex, il livello Max è disponibile per tutti gli utenti che hanno accesso a GPT-5.6, ma deve essere abilitato nelle impostazioni.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Ultra</strong>: non è semplicemente un ulteriore livello di ragionamento del singolo modello. È una modalità multi-agente: ChatGPT può affidare parti diverse del lavoro a più agenti secondari, eseguirle anche in parallelo e poi riunire i risultati. È indicata per progetti complessi che possono essere suddivisi in filoni indipendenti, per esempio ricerca su più fonti, analisi di un grande progetto software o produzione di un elaborato composto da diverse sezioni. Può migliorare qualità e rapidità complessiva sui lavori adatti alla parallelizzazione, ma consuma più velocemente la quota di utilizzo, come segnala anche l’interfaccia. In ChatGPT Work è disponibile per i piani Pro ed Enterprise; in Codex è disponibile dai piani Plus in su.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="472" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra-laterale-sinistra.webp" alt="" class="wp-image-14867" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra-laterale-sinistra.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra-laterale-sinistra-300x157.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra-laterale-sinistra-600x315.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/barra-laterale-sinistra-767x402.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 4- Focus sulle funzionalità disponibili nella barra laterale sinistra</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver selezionato l’ambiente ChatGPT Lavoro, nella barra laterale sinistra dell’interfaccia compare il comando Nuova attività, che permette di avviare un nuovo lavoro. Ogni attività rappresenta un&#8217;esecuzione indipendente dell&#8217;agente, con il proprio contesto, i propri file e il relativo risultato finale. Di seguito è mostrato un esempio di attività complessa che è stata effettuata grazie all&#8217;aiuto del modello GPT 5.6 Sol.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="480" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Esempio-attivita-complessa.webp" alt="" class="wp-image-14868" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Esempio-attivita-complessa.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Esempio-attivita-complessa-300x160.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Esempio-attivita-complessa-600x320.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Esempio-attivita-complessa-767x409.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 5- Esempio attività complessa</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La richiesta riguardava la creazione di un sito web interattivo dedicato alle strutture ricettive della Puglia. L’obiettivo era mostrare su una mappa almeno 300 alloggi turistici realmente geolocalizzati, tra hotel, bed and breakfast, case vacanza e villaggi, disponibili per un soggiorno di due persone nell’ultima settimana di luglio oppure nella prima settimana di agosto. Per ciascuna struttura doveva essere indicato direttamente sulla mappa anche il relativo prezzo, così da consentire un confronto immediato tra le diverse soluzioni disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nelle attività, ChatGPT Work mette a disposizione una serie di strumenti che consentono di definire il contesto nel quale l&#8217;agente dovrà operare. A differenza della chat tradizionale, infatti, ogni attività può essere personalizzata indicando quali risorse utilizzare, quale obiettivo perseguire e quali strumenti mettere a disposizione dell&#8217;agente. Cliccando sul + presente o digitando il simbolo <strong>@</strong>nella barra del prompt sono presenti le seguenti opzioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Accesso a file e cartelle: </strong>Consente di autorizzare ChatGPT Work a utilizzare documenti e directory presenti sul computer durante lo svolgimento dell&#8217;attività. In questo modo l&#8217;agente può leggere, modificare e creare file necessari al completamento del lavoro.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Obiettivo:</strong> Questa funzione permette di definire un obiettivo permanente per l&#8217;attività. Si tratta di un&#8217;istruzione di alto livello che guida il comportamento dell&#8217;agente durante tutto il processo, aiutandolo a mantenere il focus sul risultato richiesto.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Modalità Piano: </strong>Attivando questa opzione, l&#8217;agente elabora un piano di lavoro prima di iniziare l&#8217;esecuzione. Il piano può essere rivisto e approvato dall&#8217;utente, risultando particolarmente utile per attività articolate o di lunga durata.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="590" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/menu-delle-funzionalita.webp" alt="" class="wp-image-14870" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/menu-delle-funzionalita.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/menu-delle-funzionalita-300x197.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/menu-delle-funzionalita-600x393.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/menu-delle-funzionalita-767x503.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 6- Focus sul menu delle funzionalità presenti nelle attività</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Plugin e app: </strong>possono essere attivate per consentire a ChatGPT Work di usare strumenti esterni o funzioni specifiche durante l’attività.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Conversazioni ChatGPT</strong>: mostra invece alcune chat precedenti, che possono essere richiamate nell’Attività corrente. Selezionando uno di questi elementi, ChatGPT Work può utilizzare il relativo contenuto come riferimento per continuare il lavoro. In questo modo non è necessario copiare manualmente informazioni da una vecchia chat o caricare nuovamente un documento.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="477" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Funzione-Annotazione.webp" alt="" class="wp-image-14871" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Funzione-Annotazione.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Funzione-Annotazione-300x159.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Funzione-Annotazione-600x318.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Funzione-Annotazione-768x407.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 7- Funzione Annotazione (riquadro in blu selezionato) per apportare modifiche</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre un&#8217;attività è in esecuzione, ChatGPT Work consente di aprire nuove risorse senza interrompere il lavoro in corso. Facendo clic sul pulsante &#8220;+&#8221;, posto nella barra superiore dell&#8217;area di anteprima, si apre un menu con tre opzioni che permettono di ampliare il contesto operativo dell&#8217;agente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>File:</strong> Consente di aprire o aggiungere un nuovo file al progetto corrente. Questa funzione è utile quando, durante lo svolgimento dell&#8217;attività, si rende necessario consultare un documento aggiuntivo o integrare nuovi contenuti senza creare una nuova sessione di lavoro.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Attività laterale:</strong> Permette di avviare una seconda attività indipendente che viene eseguita parallelamente a quella principale. È una funzione particolarmente utile quando si desidera svolgere una ricerca o sviluppare un&#8217;attività complementare senza interrompere il lavoro già in corso. Le due attività rimangono separate ma possono essere utilizzate contemporaneamente.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Browser:</strong> Apre una nuova scheda del browser integrato di ChatGPT Work. L&#8217;agente può così navigare sul Web, consultare siti Internet, effettuare ricerche e raccogliere informazioni direttamente all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di lavoro, senza dover passare a un browser esterno.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque, in soli 26 minuti e con alcune indicazioni aggiuntive per rifinire il risultato, ChatGPT Work ha generato un sito web completo con una mappa interattiva della Puglia. All’interno della mappa sono visualizzate le strutture ricettive geolocalizzate, insieme ai prezzi disponibili per i due periodi selezionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se si vuole modificare qualcosa del risultato ottenuto basta cliccare sull&#8217;icona a forma di nuvoletta, posta nell&#8217;angolo superiore destro dell&#8217;anteprima, ed attivare la modalità Annotazione. A questo punto basterà selezionare direttamente l’elemento specifico della pagina che si desidera modificare e inserire un commento con le indicazioni richieste. ChatGPT Work utilizzerà l&#8217;annotazione come riferimento per aggiornare soltanto quella specifica sezione del progetto, senza dover rigenerare l&#8217;intero sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’interfaccia consente anche di cercare direttamente una città o una struttura specifica attraverso la barra “Cerca una località o struttura”. Sul lato sinistro è presente un menu di filtri che permette di restringere i risultati in base alla fascia di prezzo e alla tipologia di alloggio, ad esempio hotel, B&amp;B, case vacanza o villaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sotto la sezione dei filtri compare l’elenco delle strutture trovate, con le informazioni principali e il prezzo indicativo. Selezionando una struttura, l’utente può accedere alla relativa pagina di approfondimento o al sito ufficiale per verificare disponibilità e condizioni di prenotazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Realizzare manualmente un progetto di questo tipo avrebbe richiesto molto più tempo: sarebbe stato necessario raccogliere e verificare i dati delle strutture, geolocalizzarle, confrontare i prezzi, progettare l’interfaccia e sviluppare tutte le funzioni della mappa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il risultato ottenuto in meno di mezz’ora mostra quindi il vero potenziale di ChatGPT Work: non soltanto velocizzare singole operazioni, ma coordinare ricerca, organizzazione dei dati, progettazione e sviluppo in un unico processo, riducendo drasticamente tempi e competenze tecniche necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È importante fare una specifica sulla sincronizzazione dei dati. A differenza delle chat che si sincronizzano automaticamente fra l’app sul desktop e la versione web, le Attività create in Work sul desktop, invece, rimangono legate al computer sul quale sono state avviate, soprattutto quando utilizzano cartelle o file locali. Questi contenuti non vengono trasferiti automaticamente alla versione web.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per questo motivo, l’app desktop è più adatta ai lavori che richiedono un accesso diretto ai documenti presenti sul computer, alle applicazioni installate o a progetti locali. La versione web è invece più indicata quando si lavora principalmente con contenuti online, file caricati e servizi cloud collegati.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="469" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/funzione-Progetti.webp" alt="" class="wp-image-14872" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/funzione-Progetti.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/funzione-Progetti-600x313.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/funzione-Progetti-768x400.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/funzione-Progetti-300x156.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 8- Focus barra laterale sinistra: funzione Progetti</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Adesso passiamo ad analizzare la sezione Progetti. I Progetti rappresentano uno degli elementi centrali di ChatGPT Work. Servono a organizzare attività complesse e di lunga durata, mantenendo nello stesso spazio di lavoro tutti gli elementi necessari: file, conversazioni, attività, istruzioni permanenti e deliverable ovvero i risultati concreti di un lavoro prodotti dall&#8217;agente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta creati, i progetti vengono raccolti in questa sezione, che funge da archivio centrale, da cui è possibile tutti gli ambienti di lavoro già configurati, controllare la cartella o la fonte associata e riaprire rapidamente il progetto su cui si desidera continuare a lavorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella parte superiore è disponibile anche una barra di ricerca, utile per trovare più velocemente un progetto quando l’elenco diventa più lungo. Il pulsante Nuovo, collocato in alto a destra, consente invece di crearne uno nuovo scegliendo tra Parti da zero e Usa una cartella esistente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="474" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/progetto_nuova-attivita.webp" alt="" class="wp-image-14873" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/progetto_nuova-attivita.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/progetto_nuova-attivita-600x316.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/progetto_nuova-attivita-767x404.webp 767w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/progetto_nuova-attivita-300x158.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 9- Associazione di un progetto ad una nuova attività direttamente dalla barra del prompt</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per associare una nuova attività a un progetto è sufficiente fare clic su “Scegli progetto” direttamente dalla barra del prompt. Da qui è possibile selezionare un progetto già esistente oppure crearne uno nuovo. La voce “Nuovo progetto” offre due possibilità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Parti da zero: </strong>questa opzione crea un nuovo progetto locale vuoto. Dopo aver assegnato un nome al progetto, l’app prepara una cartella dedicata sul computer, nella quale ChatGPT Work può salvare i file generati. Dalla documentazione ufficiale al momento non risulta alcuna impostazione che permetta di scegliere una cartella predefinita in cui salvare automaticamente tutti i nuovi progetti di ChatGPT Work o Codex.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Usa una cartella esistente:</strong> permette di selezionare una directory già presente sul computer. L’utente può creare una cartella nel punto desiderato del computer e selezionarla come progetto locale. In questo modo ChatGPT Work può analizzarne il contenuto e, previa autorizzazione dell&#8217;utente, creare, modificare o aggiornare i file già esistenti. Questa opzione è particolarmente utile quando si lavora su un progetto già avviato, come un repository di codice, un sito web o una cartella di documentazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Accanto al selettore del progetto è disponibile il pulsante Plugin, dal quale è possibile scegliere gli strumenti che ChatGPT Work potrà utilizzare durante l&#8217;esecuzione dell&#8217;attività. A seconda delle estensioni installate, l&#8217;agente può lavorare con documenti, fogli di calcolo, presentazioni, browser e altri servizi collegati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione successiva Programmate, nella barra laterale sinistra raccoglie le attività pianificate per essere eseguite automaticamente in un momento successivo oppure con una determinata frequenza. È utile per automatizzare operazioni ricorrenti, come la produzione periodica di report o il monitoraggio di specifiche informazioni.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="469" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/attivita_programmate.webp" alt="" class="wp-image-14874" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/attivita_programmate.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/attivita_programmate-600x313.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/attivita_programmate-300x156.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/attivita_programmate-768x400.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 10- Funzione attività pianificate nell’app desktop: Programmate</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nell’app desktop, un’attività programmata può essere collegata a un progetto locale, cioè a una cartella salvata sul computer. In questo modo l’agente può lavorare direttamente sui file presenti al suo interno, aprendoli, modificandoli o creandone di nuovi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Poiché l’accesso avviene in locale, però, al momento dell’esecuzione programmata il computer deve essere acceso, l’app desktop deve essere ancora in funzione e la cartella del progetto deve risultare disponibile sul disco. Se anche una sola di queste condizioni non è soddisfatta, ChatGPT Work non può accedere ai file locali e l’attività non può essere completata come previsto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="507" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/plugin.webp" alt="" class="wp-image-14875" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/plugin.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/plugin-600x338.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/plugin-767x432.webp 767w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/plugin-300x169.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 11- Focus funzione plugin</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Cliccando sulla sezione Plugin è possibile gestire le integrazioni con servizi esterni e applicazioni compatibili. Questi strumenti consentono all&#8217;agente di accedere a dati e funzionalità aggiuntive, ampliando le possibilità operative di ChatGPT Work. Sulla barra in alto a sinistra affianco alla funzione plug in è presente la finestra con la funzione Skill.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="470" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill.webp" alt="" class="wp-image-14876" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill-300x157.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill-600x313.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill-768x401.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 12- Focus sulla funzione Skill</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una skill è un pacchetto riutilizzabile di istruzioni, procedure e risorse che insegna a ChatGPT Work o Codex come svolgere un determinato tipo di attività. Può includere regole operative, conoscenze specialistiche, script, documentazione e modelli. Può, per esempio, stabilire il formato di un report, le fasi da seguire durante un’analisi, le regole editoriali da rispettare o gli strumenti da utilizzare. Una volta configurata, la stessa skill può essere richiamata in attività diverse, evitando di ripetere ogni volta tutte le indicazioni nel prompt.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il concetto è simile a quello dei GPT personalizzati, perché in entrambi i casi si definiscono istruzioni permanenti e competenze specifiche. La differenza principale riguarda però il modo in cui vengono utilizzati: un GPT personalizzato è un assistente autonomo, con una propria identità e una chat dedicata, mentre una skill è una capacità modulare che può essere aggiunta a un’attività o a un agente già esistente. In altre parole, con un GPT si crea un nuovo assistente specializzato; con una skill si fornisce a ChatGPT Work una procedura o una competenza da applicare quando serve. Per creare una skill da zero nella versione desktop devo selezionare dal menù l’applicazione Skill Creator.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="900" height="1028" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill_creator.webp" alt="" class="wp-image-14877" style="width:442px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill_creator.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill_creator-525x600.webp 525w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill_creator-768x877.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/skill_creator-263x300.webp 263w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 13- App per la creazione delle Skill</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, l’ultima sezione presente nella barra laterale sinistra della nostra interfaccia genarle è dedicata alla funzione Chat</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="590" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Chat_desktop.webp" alt="" class="wp-image-14878" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Chat_desktop.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Chat_desktop-767x503.webp 767w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Chat_desktop-600x393.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Chat_desktop-300x197.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 14- La nuova finestra delle Chat nell’app desktop</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La voce Chat permette di passare rapidamente dalla modalità Work alla tradizionale esperienza conversazionale di ChatGPT. I due ambienti restano distinti: le normali conversazioni vengono gestite come chat, mentre i lavori più articolati vengono organizzati come attività di Work. Le conversazioni della modalità Chat sono disponibili sia sul browser sia nell’app desktop e possono quindi essere riprese da dispositivi diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Continuando ad analizzare l’interfaccia generale in basso a sinistra troviamo l’icona dell’account con il quale abbiamo effettuato il log-in.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="795" height="412" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/impostazioni.webp" alt="" class="wp-image-14879" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/impostazioni.webp 795w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/impostazioni-300x155.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/impostazioni-768x398.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/impostazioni-600x311.webp 600w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 15- Focus sulle impostazioni del profilo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Facendo clic sul nome del proprio profilo si apre un menu dal quale è possibile controllare lo stato dell&#8217;abbonamento, accedere alle impostazioni e gestire alcune opzioni dell&#8217;applicazione. Le principali voci disponibili sono le seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Utilizzo residuo</strong>: Mostra il consumo delle risorse previste dal proprio piano di abbonamento. Solitamente viene indicata la percentuale di utilizzo residuo settimanale, utile per monitorare quanto resta disponibile prima del rinnovo del periodo di riferimento.</li>



<li><strong>Fai l&#8217;upgrade a Pro</strong>: Consente di passare a un piano superiore per ottenere limiti di utilizzo più elevati e funzionalità aggiuntive.</li>



<li><strong>Scopri di più</strong>: Reindirizza alla documentazione e alle informazioni sulle funzionalità disponibili e sui diversi piani di ChatGPT.</li>



<li><strong>Nascondi mascotte</strong>: è il pulsante che ti permette di attivare o disattivare la piccola mascotte animata visualizzata nell&#8217;angolo inferiore destro della finestra dell&#8217;app.</li>



<li><strong>Impostazioni</strong>: Apre il pannello di configurazione dell&#8217;app desktop, dal quale è possibile gestire preferenze, autorizzazioni, integrazioni, plugin, account e altre opzioni di funzionamento.</li>



<li><strong>Esci</strong>: Chiude la sessione dell&#8217;utente nell&#8217;applicazione, richiedendo un nuovo accesso al successivo utilizzo.</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>



<div data-wp-context="{ &quot;autoclose&quot;: false, &quot;accordionItems&quot;: [] }" data-wp-interactive="core/accordion" role="group" class="wp-block-accordion is-layout-flow wp-block-accordion-is-layout-flow">
<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-2&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading has-icon has-icon-right"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-2-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" id="accordion-item-2" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Impostazioni account (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div aria-labelledby="accordion-item-2" data-wp-bind--hidden="state.isHidden" data-wp-on--beforematch="actions.handleBeforeMatch" id="accordion-item-2-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa sezione andiamo ad analizzare nello specifico tutte le impostazioni del nostro account.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="470" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_generali.webp" alt="" class="wp-image-14881" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_generali.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_generali-300x157.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_generali-600x313.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_generali-768x401.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 16- Impostazioni Generali dell’account</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle impostazioni Generali sono presenti&nbsp;tre livelli di autorizzazioni&nbsp;che definiscono il rapporto tra autonomia e controllo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con le <strong>autorizzazioni predefinite</strong>, ChatGPT può leggere e modificare i file presenti nell’area di lavoro e deve chiedere accesso quando prova a superarne i confini. Quindi ChatGPT può lavorare solo dentro la cartella o il progetto che gli hai aperto. Può leggere e modificare quei file. Quando prova ad andare fuori da quella zona, per esempio aprire un’altra cartella o usare una risorsa non prevista, deve chiederti il permesso.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con <strong>Revisione automatica</strong>, invece di chiedere subito a te, ChatGPT fa valutare la richiesta a un secondo controllo automatico. Questo controllo decide se l’azione aggiuntiva sembra sicura. È più comodo, ma può sbagliare, quindi non è prudente quanto la conferma manuale. Nei test avversariali interni effettuati da OpenAI avrebbe bloccato tutti i tentativi esaminati di estrarre dati protetti, compresi attacchi non presenti nell’addestramento del modello di controllo. I dati però riguardano un programma di red teaming, ovvero una prova di sicurezza fatta cercando volontariamente di mettere in difficoltà un sistema, definito dal produttore e non costituiscono una garanzia assoluta per ambienti, integrazioni e tecniche future.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con <strong>Accesso completo</strong>, ChatGPT può modificare file anche fuori dal progetto e può eseguire comandi che usano Internet senza chiederti ogni volta. È l’opzione più autonoma, ma anche la più rischiosa, perché un errore potrebbe coinvolgere molti più file o dati. OpenAI accompagna quest’ultima modalità con un avvertimento esplicito: l’accesso completo&nbsp;aumenta in modo significativo il rischio di perdita dei dati, diffusione di informazioni o comportamenti imprevisti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione successiva è dedicata al Profilo e offre una panoramica dell&#8217;attività dell&#8217;utente, delle statistiche di utilizzo dei token e dei plugin impiegati. Nella parte superiore sono visualizzati l&#8217;immagine del profilo, il nome dell&#8217;account e il piano di abbonamento attivo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="465" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Imp_profilo.webp" alt="" class="wp-image-14883" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Imp_profilo.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Imp_profilo-600x310.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Imp_profilo-766x396.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Imp_profilo-300x155.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 17- Sezione Profilo delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In alto a destra c’è la possibilità di condividere il profilo, gestirne la visibilità (pubblico o privato) e modificarne le informazioni principali (nome visualizzato/nome utente).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="648" height="434" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Modifica_nomeutente.webp" alt="" class="wp-image-14884" style="width:648px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Modifica_nomeutente.webp 648w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Modifica_nomeutente-300x201.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/Modifica_nomeutente-600x402.webp 600w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 18-Modifica del nome utente</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tornano alla schermata principale del Profilo, nella parte inferiore si trova la sezione Approfondimenti sull&#8217;attività, che riassume alcune informazioni statistiche sull&#8217;utilizzo di ChatGPT Work. Tra queste vengono riportati la modalità di elaborazione utilizzata con maggiore frequenza, il livello di ragionamento più impiegato, il numero di skill esplorate e utilizzate e il totale delle attività svolte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="467" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_aspetto.webp" alt="" class="wp-image-14885" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_aspetto.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_aspetto-600x311.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_aspetto-300x156.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_aspetto-767x398.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 19- Sezione Aspetto delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione successiva, Aspetto, permette di personalizzare l&#8217;interfaccia grafica di ChatGPT Work, adattandola alle proprie preferenze estetiche e alle esigenze di leggibilità. Nella parte superiore è possibile scegliere il tema dell&#8217;applicazione tra tre modalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sistema</strong>: adotta automaticamente il tema chiaro o scuro configurato nel sistema operativo;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Chiaro</strong>: utilizza un&#8217;interfaccia con sfondo chiaro;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Scuro</strong>: applica una grafica con colori scuri, particolarmente indicata per lavorare in ambienti poco illuminati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sotto l&#8217;anteprima del tema è presente un editor che consente di personalizzare nel dettaglio la palette cromatica dell&#8217;interfaccia. È possibile modificare diversi elementi grafici, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Accent:</strong> ovvero il colore principale utilizzato per pulsanti, collegamenti e controlli interattivi;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Sfondo:</strong> determina il colore di base dell&#8217;interfaccia;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Primo piano: </strong>utilizzato per testi e altri elementi in evidenza;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Carattere UI: </strong>consente di scegliere il font utilizzato dall&#8217;applicazione;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Barra laterale semitrasparente:</strong> opzione che rende la barra laterale parzialmente trasparente per ottenere un effetto grafico più moderno;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Contrasto</strong>: regolabile tramite un cursore per aumentare o diminuire la differenza tra colori chiari e scuri, migliorando così la leggibilità.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Utilizzo puntatore cursori</strong>: Quando è attivata, il tradizionale cursore del mouse viene sostituito da un puntatore che mette maggiormente in evidenza gli elementi interattivi dell&#8217;interfaccia, facilitando l&#8217;individuazione di pulsanti, collegamenti e controlli.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Riduci movimento</strong>: Consente di limitare o disattivare le animazioni dell&#8217;interfaccia. L&#8217;opzione può seguire automaticamente le preferenze del sistema operativo (Sistema) oppure essere attivata o disattivata manualmente. È particolarmente utile per chi preferisce un&#8217;interfaccia più statica o desidera ridurre gli effetti visivi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dimensione del font dell&#8217;interfaccia utente</strong>: Permette di modificare la dimensione dei caratteri utilizzati nell&#8217;interfaccia di ChatGPT Work. Aumentando o diminuendo il valore espresso in pixel è possibile migliorare la leggibilità in base alle proprie esigenze o alla risoluzione del monitor.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Indicatori di differenza</strong>: Definisce il modo in cui vengono evidenziate le modifiche nei contenuti. È possibile utilizzare la visualizzazione <strong>a colori</strong>, che distingue visivamente aggiunte e rimozioni, oppure gli indicatori <strong>+/-</strong>, che segnalano le modifiche mediante simboli testuali. Questa opzione risulta particolarmente utile durante la revisione di documenti, codice o altri contenuti soggetti a modifiche.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, è possibile importare un tema già esistente, copiare la configurazione corrente o scegliere uno dei temi predefiniti disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa sezione offre quindi un livello di personalizzazione decisamente superiore rispetto a quello disponibile nella tradizionale interfaccia di ChatGPT, permettendo di adattare l&#8217;ambiente di lavoro non solo scegliendo tra modalità chiara e scura, ma anche intervenendo sui singoli colori, sul carattere tipografico e su altri elementi dell&#8217;interfaccia. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="461" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_voce.webp" alt="" class="wp-image-14886" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_voce.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_voce-300x154.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_voce-600x307.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_voce-767x393.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 20- Sezione Voce delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Voce raccoglie tutte le impostazioni dedicate alla dettatura vocale, consentendo di configurare il modo in cui ChatGPT Work acquisisce e trascrive il parlato. La prima opzione riguarda il microfono da utilizzare per la dettatura. Se al computer sono collegati più dispositivi audio, è possibile scegliere quello desiderato oppure lasciare attiva l&#8217;impostazione Predefinito di sistema, che utilizza automaticamente il microfono selezionato dal sistema operativo. Subito sotto è disponibile la configurazione delle scorciatoie da tastiera per avviare la dettatura.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Tasto di scelta rapida</strong>: tieni premuto per dettare permette di registrare la voce soltanto mentre si mantiene premuto il tasto configurato. Rilasciando il tasto, la registrazione termina automaticamente.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Attiva/disattiva il tasto di scelta rapida per la dettatura</strong>: consente invece di utilizzare un tasto come interruttore: una prima pressione avvia la registrazione, mentre una seconda la interrompe. Questa modalità risulta particolarmente pratica durante dettature lunghe.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Mantieni visibile la barra della dettatura</strong>: mantiene sullo schermo il piccolo pannello di controllo della registrazione anche quando la dettatura non è in corso, rendendo più immediato l&#8217;accesso ai comandi vocali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dizionario per la dettatura</strong>: permette di aggiungere parole o espressioni personalizzate che il sistema dovrà riconoscere durante la trascrizione. Si tratta di una funzione utile quando si utilizzano frequentemente nomi propri, termini tecnici, sigle aziendali o vocaboli specialistici che potrebbero non essere riconosciuti correttamente. Attraverso il pulsante Aggiungi voce è possibile ampliare in qualsiasi momento il dizionario personale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dettature recenti</strong>: conserva temporaneamente le ultime trascrizioni effettuate. Questa funzione permette di recuperare rapidamente un testo dettato qualora l&#8217;inserimento non sia andato a buon fine o si desideri riutilizzarlo senza dover ripetere la registrazione.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="478" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_configurazione.webp" alt="" class="wp-image-14887" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_configurazione.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_configurazione-766x407.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_configurazione-300x159.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_configurazione-600x319.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 21- Sezione Configurazione delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Configurazione raccoglie le impostazioni avanzate che regolano il comportamento di ChatGPT Work durante l&#8217;esecuzione delle attività, in particolare quando l&#8217;agente opera sul computer dell&#8217;utente, esegue comandi o utilizza l&#8217;ambiente locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima area riguarda le impostazioni personalizzate del file config.toml, il file di configurazione utilizzato dall&#8217;applicazione per definire il comportamento di alcune funzioni avanzate. Tra le opzioni disponibili figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Politica di approvazione:</strong> stabilisce quando ChatGPT Work deve richiedere il consenso dell&#8217;utente prima di eseguire determinate operazioni. Ad esempio, è possibile scegliere che l&#8217;agente chieda sempre l&#8217;autorizzazione oppure soltanto per le operazioni considerate più sensibili.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Impostazioni dell&#8217;ambiente sandbox</strong>: definisce il livello di accesso dell&#8217;agente all&#8217;ambiente di esecuzione isolato (sandbox). Nella configurazione mostrata è impostata la modalità Sola lettura, nella quale ChatGPT può consultare file e risorse senza modificarli. A seconda delle autorizzazioni concesse, possono essere disponibili modalità con privilegi più estesi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Funzionalità del modello permette invece di personalizzare alcune caratteristiche dei modelli di intelligenza artificiale. In particolare, è possibile configurare i livelli di ragionamento disponibili, cioè il numero di modalità di elaborazione che verranno mostrate nella selezione del modello. &nbsp;È inoltre presente l&#8217;opzione Ultra in model picker slider, che abilita la visualizzazione della modalità Ultra tra i livelli selezionabili del modello, qualora disponibile per l&#8217;account.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;ultima sezione è dedicata alle dipendenze dell&#8217;area di lavoro, cioè ai componenti software necessari affinché ChatGPT Work possa eseguire attività locali più avanzate. Tra le opzioni disponibili troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dipendenze di Codex</strong>, che consentono all&#8217;app di utilizzare gli strumenti di sviluppo integrati, come gli ambienti Python e Node.js necessari per creare applicazioni, analizzare codice ed eseguire script.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Verifica i problemi nell&#8217;area di lavoro di Codex</strong>, funzione che controlla la corretta installazione dei componenti richiesti ed esegue una diagnosi dell&#8217;ambiente locale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Reimposta e installa l&#8217;area di lavoro</strong>, che elimina l&#8217;installazione corrente e reinstalla automaticamente tutti gli strumenti necessari nel caso si verifichino problemi di configurazione.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="471" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_personalizzazione.webp" alt="" class="wp-image-14888" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_personalizzazione.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_personalizzazione-766x401.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_personalizzazione-600x314.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_personalizzazione-300x157.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 22- Sezione Personalizzazione delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Personalizzazione permette di definire il comportamento generale di ChatGPT Work, scegliendo il tono delle risposte, fornendo istruzioni permanenti e gestendo le funzionalità sperimentali legate alla memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso un menu a tendina è possibile scegliere lo stile con cui ChatGPT interagirà durante le conversazioni: amichevole, per ottenere risposte con un tono più cordiale, collaborativo e disponibile; pragmatica, che privilegia uno stile più diretto, sintetico e orientato all&#8217;esecuzione delle attività. Questa impostazione influisce soprattutto sul modo in cui vengono formulate le risposte, senza modificare le capacità del modello.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Subito sotto si trova il riquadro Istruzioni personalizzate, nel quale è possibile inserire indicazioni permanenti che ChatGPT dovrà seguire in tutte le nuove attività. Si possono specificare, ad esempio, il formato preferito delle risposte, lo stile di scrittura, la lingua da utilizzare, il livello di dettaglio desiderato oppure altre regole di comportamento. In questo modo non è necessario ripetere le stesse istruzioni all&#8217;inizio di ogni conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine è presente una sezione dedicata alla Memoria, una funzionalità ancora indicata come sperimentale, che permette a ChatGPT Work di conservare alcune informazioni tra un&#8217;attività e l&#8217;altra. Le opzioni disponibili consentono di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Attivare o disattivare la memoria</strong>, permettendo all&#8217;assistente di ricordare informazioni utili e riutilizzarle nelle attività successive.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Consentire la generazione della memoria da attività assistite da strumenti</strong>, autorizzando ChatGPT a creare nuovi ricordi anche quando utilizza strumenti esterni, plugin, server MCP o la ricerca sul Web.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Reimpostare la memoria</strong>, eliminando tutte le informazioni memorizzate in precedenza e ripristinando uno stato iniziale.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="469" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_mascotte.webp" alt="" class="wp-image-14889" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_mascotte.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_mascotte-300x156.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_mascotte-768x400.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_mascotte-600x313.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 23- Sezione Mascotte delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Mascotte permette di scegliere il piccolo personaggio animato che accompagna l&#8217;utente durante l&#8217;utilizzo di ChatGPT Work. La mascotte viene visualizzata nell&#8217;angolo inferiore destro della finestra dell&#8217;app ma può essere spostata in qualsiasi punto dello schermo e ha una funzione esclusivamente estetica, senza influire sul funzionamento dell&#8217;assistente. La schermata mostra l&#8217;elenco di tutte le mascotte disponibili, ciascuna accompagnata da un nome e da una breve descrizione che ne caratterizza la personalità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="479" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_tastiera.webp" alt="" class="wp-image-14890" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_tastiera.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_tastiera-600x319.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_tastiera-300x160.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_tastiera-767x408.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 24- Sezione Scorciatoie da tastiera delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Scorciatoie da tastiera permette di visualizzare e personalizzare tutte le combinazioni di tasti disponibili in ChatGPT Work, così da eseguire rapidamente le operazioni più comuni senza ricorrere ai menu dell&#8217;interfaccia. Nella parte superiore è presente una barra di ricerca, utile per individuare velocemente una determinata scorciatoia quando l&#8217;elenco diventa particolarmente esteso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Uno degli aspetti più interessanti di questa sezione è la possibilità di personalizzare completamente le combinazioni di tasti. Facendo clic sull&#8217;icona della matita è infatti possibile sostituire la scorciatoia predefinita con una combinazione più adatta alle proprie abitudini di lavoro, mentre il cestino consente di eliminarla se non si desidera utilizzarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa funzione rende ChatGPT Work molto più vicino a un&#8217;applicazione professionale o a un ambiente di sviluppo, permettendo agli utenti che utilizzano frequentemente la tastiera di velocizzare notevolmente il flusso di lavoro attraverso scorciatoie completamente personalizzabili.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="468" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_utilizzo.webp" alt="" class="wp-image-14891" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_utilizzo.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_utilizzo-600x312.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_utilizzo-767x399.webp 767w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/imp_utilizzo-300x156.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 25- Sezione Utilizzo e fatturazione delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Utilizzo e fatturazione consente di consultare le informazioni relative al proprio abbonamento, monitorare i limiti di utilizzo e gestire gli aspetti amministrativi dell&#8217;account. Infine, la voce Account reindirizza automaticamente al browser web, aprendo la pagina dell&#8217;account ChatGPT.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Successivamente abbiamo integrazioni che si possono aggiungere mentre si sta usando l’ambiente Work e sono: plug-in, browser e Computer use&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="469" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/sezione_plugin.webp" alt="" class="wp-image-14892" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/sezione_plugin.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/sezione_plugin-300x156.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/sezione_plugin-768x400.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/sezione_plugin-600x313.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 26- Integrazioni: I Plug-in</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Plugin, già presente anche nella schermata principale, permette di gestire tutti gli strumenti aggiuntivi che ChatGPT Work può utilizzare durante le attività. Si tratta delle integrazioni con servizi di terze parti che l&#8217;agente può utilizzare durante le attività, come piattaforme di produttività, archiviazione cloud o altri strumenti supportati. A fianco è presente un’altra scheda che mostra le applicazioni esterne collegate al proprio account ChatGPT.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="638" height="494" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/app_collegate.webp" alt="" class="wp-image-14893" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/app_collegate.webp 638w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/app_collegate-300x232.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/app_collegate-600x465.webp 600w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 27- Focus sulle app collegate</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, è presente una scheda MCP, dedicata ai server MCP (Model Context Protocol) configurati. Un server MCP è un collegamento standardizzato che permette a ChatGPT Work di comunicare con sistemi esterni, applicazioni, database o servizi aziendali. Grazie a questi server, l&#8217;agente può accedere a dati e strumenti aggiuntivi, sempre nel rispetto delle autorizzazioni concesse dall&#8217;utente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="466" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/MCP.webp" alt="" class="wp-image-14894" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/MCP.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/MCP-600x311.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/MCP-767x397.webp 767w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/MCP-300x155.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 28- Focus su MCP</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tornando alle integrazioni, la funzione Browser consente a ChatGPT di aprire e utilizzare pagine web, compilare moduli, cliccare e spostarsi tra schede. Il browser integrato ha una sessione separata dal tuo normale browser; per usare invece le schede e gli account già aperti in Chrome bisogna effettuare il collegamento dalla funzione <a href="https://help.openai.com/en/articles/20001277-using-the-built-in-browser-in-the-chatgpt-desktop-app?utm_source=chatgpt.com">Utilizzo del computer.</a></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="478" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/broswer.webp" alt="" class="wp-image-14895" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/broswer.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/broswer-300x159.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/broswer-600x319.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/broswer-766x407.webp 766w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 29- Integrazioni: Browser</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Utilizzo del computer permette di stabilire quali applicazioni locali ChatGPT Work può controllare direttamente sul PC. Questa funzione consente all’agente di interagire con il computer in modo simile a una persona: può osservare ciò che appare sullo schermo, fare clic sui pulsanti, digitare testo, cambiare finestra e seguire procedure che coinvolgono più programmi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="464" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/utilizzo_del_computer.webp" alt="" class="wp-image-14896" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/utilizzo_del_computer.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/utilizzo_del_computer-300x155.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/utilizzo_del_computer-766x395.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/utilizzo_del_computer-600x309.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 30- Integrazioni- Utilizzo del computer</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella schermata è possibile scegliere il livello di accesso da concedere. L’opzione “Qualsiasi app” autorizza ChatGPT a controllare tutte le applicazioni compatibili presenti sul computer, mentre le singole voci permettono di abilitare solo programmi specifici. Per alcune applicazioni può essere necessario installare un’estensione o un componente aggiuntivo, come indicato accanto a Chrome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un’applicazione viene abilitata, ChatGPT Work può utilizzarla durante un’attività: per esempio può aprire un foglio Excel, inserire dati, passare a PowerPoint, aggiornare una presentazione e poi controllare il risultato nel browser.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione “App sempre consentite” mostra invece le applicazioni autorizzate in modo permanente. In questo modo l’utente può controllare con precisione quali programmi l’agente può utilizzare senza dover concedere ogni volta una nuova autorizzazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="742" height="523" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/computer_use.webp" alt="" class="wp-image-14897" style="width:742px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/computer_use.webp 742w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/computer_use-600x423.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/computer_use-300x211.webp 300w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 31- Computer Use</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È importante distinguere questa schermata dal plugin Computer Use visibile nell’elenco dei plugin. Il plugin fornisce la capacità tecnica di controllare il computer, mentre questa sezione delle impostazioni serve a definire quali applicazioni può effettivamente usare e con quali permessi. In altre parole, il plugin abilita la funzione; questa pagina ne regola l’accesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non significa però che ChatGPT abbia automaticamente accesso a tutto il computer. Sei tu a decidere quali applicazioni può usare e a quali file o finestre può accedere. Puoi scegliere le applicazioni consentite, interrompere le azioni in qualsiasi momento e controllare se gli screenshot possono essere utilizzati per l’addestramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle impostazioni mostrate negli allegati compaiono controlli distinti per il browser, per l’uso del computer e per i plugin, insieme alla possibilità di selezionare applicazioni sempre consentite.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’esperienza varia però tra i sistemi operativi. Su&nbsp;MacOS, dopo aver concesso i permessi di registrazione dello schermo e accessibilità, alcune attività circoscritte possono procedere in background. Su Windows, invece, Computer Use opera sul desktop attivo, muove il puntatore e utilizza la tastiera in primo piano. Non può quindi lavorare invisibilmente nella stessa sessione mentre la persona continua a usare il computer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova app desktop di ChatGPT Work integra anche alcune capacità provenienti da Codex. Per questo, nelle impostazioni compaiono strumenti tecnici come Hook, Git, Ambienti e Worktree. Queste funzioni permettono all&#8217;agente di lavorare in modo più avanzato sui progetti locali, isolare le modifiche, configurare l&#8217;ambiente di esecuzione e automatizzare determinate operazioni. Non sono indispensabili per le normali attività documentali, ma diventano particolarmente utili quando Work viene impiegato per creare siti, applicazioni o modificare repository di codice. Infine, dalle impostazioni è possibile accedere alle attività archiviate.</p>
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<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>L&#8217;Audio Overview di quest&#8217;articolo con NotebookLM (italiano) </strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/ChatGPT_Work_e_i_modelli_GPT-5-online-audio-converter.com_.mp3"></audio></figure>



<div style="height:63px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti sugli strumenti AI di Google spiegati nella guida</h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="2560" height="268" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp" alt="" class="wp-image-14592" style="width:221px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp 2560w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-600x63.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1100x115.webp 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-300x31.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-768x80.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1536x161.webp 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-2048x214.webp 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>1. Che cos&#8217;è ChatGPT Work e in cosa differisce dalla chat tradizionale?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>ChatGPT Work</strong> è un ambiente progettato per affrontare attività professionali complesse in modo &#8220;agentico&#8221;. A differenza della chat classica, che si basa su uno scambio di domande e risposte, Work è in grado di <strong>raccogliere il contesto, pianificare le fasi di un lavoro e intervenire direttamente</strong> su file, applicazioni e servizi collegati</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>2. Quali modelli compongono la famiglia GPT-5.6?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La famiglia è composta da tre modelli principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>GPT-5.6 Sol</strong>: Il più potente, ottimizzato per programmazione avanzata, analisi complessa e documenti professionali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Terra</strong>: Un modello equilibrato tra qualità, velocità e costo, ideale per le attività quotidiane.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Luna</strong>: Il più veloce ed economico, adatto a compiti semplici o su larga scala</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>3. Quali sono i vantaggi della nuova App Desktop rispetto alla versione web?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;app desktop funge da ambiente unificato per <strong>Chat, Work e Codex</strong>. A differenza della versione web, può accedere direttamente ai <strong>file locali</strong> (previa autorizzazione) e interagire con le applicazioni installate nel sistema operativo. Include inoltre un <strong>browser integrato</strong> per consultare siti web senza uscire dall&#8217;ambiente di lavoro</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>4</strong>. <strong>Cosa si intende per livello di sforzo &#8220;Ultra&#8221;?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il livello <strong>Ultra</strong> è una modalità <strong>multi-agente</strong>. Invece di usare un singolo modello, ChatGPT suddivide l&#8217;attività tra più sotto-agenti che lavorano in parallelo su diverse parti del progetto, riunendo poi i risultati. È la scelta ideale per ricerche su più fonti o grandi progetti software, anche se consuma i token più velocemente.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>5. Cosa sono le &#8220;Skill&#8221; e come differiscono dai GPT personalizzati?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una <strong>Skill</strong> è un pacchetto modulare di istruzioni e procedure che insegna a Work come svolgere un&#8217;attività specifica (es. formattare un report). Mentre un <strong>GPT personalizzato</strong> è un assistente autonomo con una sua chat, una <strong>Skill</strong> è una competenza che può essere richiamata all&#8217;interno di diverse attività esistenti quando necessario</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>6. Le attività svolte su desktop sono sincronizzate con il browser web?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre le conversazioni della modalità <strong>Chat</strong> si sincronizzano ovunque, le <strong>Attività di Work</strong> create su desktop rimangono legate al computer locale, specialmente se utilizzano file o cartelle del PC. La versione web è quindi più indicata per lavori basati su cloud e file caricati online</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>7. ChatGPT Work può aiutarmi a creare presentazioni aziendali?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sì, in particolare il modello <strong>GPT-5.6 Sol</strong> può analizzare un file di riferimento per apprenderne lo stile (caratteri, colori, impaginazione) e generare nuove slide che mantengano la stessa <strong>identità visiva</strong> del documento originale</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Strumenti AI di Google in redazione: una guida pratica</title>
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					<comments>https://www.interskills.it/2026/06/24/strumenti-ai-di-google-in-redazione-una-guida-pratica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Di Cuia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 13:03:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn352024]]></category>
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					<description><![CDATA[Una guida pratica e dettagliata per esplorare quattro strumenti AI di Google — Gemini, NotebookLM, Pinpoint e SynthID — e il loro possibile impiego nel lavoro giornalistico: dalla preparazione di briefing alla gestione delle fonti, dalla ricerca nei grandi archivi documentali alla verifica dell’origine dei contenuti digitali. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-e75bed05 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’intelligenza artificiale è ormai una presenza stabile nelle redazioni, ma il suo utilizzo resta spesso incerto. Molte testate giornalistiche non hanno ancora definito indicazioni chiare su come utilizzare questi strumenti in modo responsabile e proficuo. A frenare l’adozione sono soprattutto la mancanza di fiducia, la scarsa conoscenza delle possibilità operative e il timore di perdere il controllo sul processo editoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Prendendo spunto da un <a href="https://youtu.be/hHIvVLwzIzw?si=nHe_xfyGQH3r4jwA">corso tenuto da Colleen Kimmit</a>, giornalista ed educatrice della Google News Initiative, proponiamo una guida pratica pensata per giornalisti e redazioni. L’obiettivo è mostrare come l’intelligenza artificiale possa diventare un supporto concreto al lavoro giornalistico, senza sostituire il giudizio, la verifica e la responsabilità professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Durante la presentazione, che abbiamo rivisitato ampliandola e dettagliandola, la giornalista illustra quattro strumenti di Google pensati per supportare diverse fasi del lavoro giornalistico. Il primo è Gemini, il modello di intelligenza artificiale generativa capace di lavorare con testo, immagini, video e codice, utile per preparare briefing, scalette, domande e contenuti redazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il secondo è NotebookLM, uno strumento che offre al giornalista un ambiente più protetto e orientato alle fonti: consente di lavorare su documenti selezionati, mantenere il controllo del materiale caricato e ottenere risposte collegate alle fonti, rendendo più semplice la verifica e l’organizzazione delle informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il terzo è Pinpoint che, come il precedente, rappresenta un ambiente protetto basato su fonti caricate dall’utente. È uno strumento da giornalismo investigativo pensato per la ricerca documentale all’interno di grandi archivi con migliaia di PDF, immagini, e-mail, documenti scansionati, appunti scritti a mano, audio o video. Risulta dunque particolarmente utile nelle inchieste in quanto permette di cercare schemi, nomi, luoghi, organizzazioni, parole chiave e trascrizioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, SynthID è una tecnologia sviluppata da Google DeepMind, il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale di Google. Integrata in diversi prodotti AI dell’azienda, tra cui Gemini per alcune funzioni di verifica, consente di inserire nei contenuti generati o modificati con l’AI di Google un watermark digitale invisibile, una sorta di firma nascosta utile a riconoscerne l’origine.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I quattro strumenti</strong></h3>



<div data-wp-context="{ &quot;autoclose&quot;: false, &quot;accordionItems&quot;: [] }" data-wp-interactive="core/accordion" role="group" class="wp-block-accordion is-layout-flow wp-block-accordion-is-layout-flow">
<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-3&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading has-icon has-icon-right"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-3-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" id="accordion-item-3" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Gemini (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div aria-labelledby="accordion-item-3" data-wp-bind--hidden="state.isHidden" data-wp-on--beforematch="actions.handleBeforeMatch" id="accordion-item-3-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gemini è il modello di intelligenza artificiale generativa di Google. È uno strumento ricco di funzionalità che può aiutare un giornalista a preparare un briefing, sintetizzare informazioni, generare domande per un’intervista, proporre titoli, creare bozze, organizzare una ricerca, produrre immagini, trasformare un report in una pagina web o in un’infografica e tanto altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per il giornalista, non andrebbe inteso come uno strumento che scrive automaticamente un articolo pronto per la pubblicazione (anche se ovviamente in grado di farlo), ma come un assistente che aiuta a &#8220;mettere ordine&#8221; soprattutto nella fase preparatoria del lavoro. Il suo valore aumenta quando il giornalista fornisce istruzioni precise al modello tramite la costruzione di un prompt efficace e dettagliato e quando controlla sempre le risposte ottenute.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima operazione consiste nell’accedere a Gemini dal browser con il proprio account Google, e digitare l’indirizzo<a href="https://gemini.google.com/app"> gemini.google.com</a> nella barra dell’indirizzo del browser: a questo punto si aprirà la pagina con l’interfaccia di Gemini.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="427" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini.webp" alt="" class="wp-image-14795" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-300x142.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-600x285.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-767x364.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1-Interfaccia principale di Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Partendo dalla barra laterale sinistra, nella parte superiore troviamo il logo di Gemini. Subito sotto compare il pulsante “Nuova chat”, che permette di avviare una nuova conversazione, separata da quelle già presenti nella cronologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Poco più in basso si trova il comando “Cerca nelle chat”, utile per ritrovare rapidamente una conversazione o una risposta precedente non solo nel titolo, ma anche nel contenuto delle chat.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Segue poi la sezione “Raccolta”, non un semplice archivio statico o una cartella di backup, bensì un vero e proprio centro di gestione della conoscenza e della personalizzazione dell&#8217;utente con alcune differenze in base al tipo di piano attivato su Gemini.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Scendendo ancora, troviamo la sezione “Recenti”, che mostra l’elenco delle conversazioni avvenute, ordinate dalla più recente alla meno recente. Nella parte inferiore della barra laterale è presente la voce “Attività”, collegata alla cronologia e alla gestione delle attività dell’account.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ancora più in basso è presente il nome e l’immagine dell’account con cui si è effettualo l’accesso a Gemini. &nbsp;Affianco al nome si trova l’icona “ingranaggio” che rappresenta le impostazioni. Facendo clic sull&#8217;icona si apre un menu ricco di funzionalità strategiche. Vediamo adesso nel dettaglio cosa offre ciascuna voce e come utilizzarla per migliorare l&#8217;esperienza quotidiana.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="602" height="911" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni.webp" alt="" class="wp-image-14797" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni.webp 602w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni-198x300.webp 198w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni-396x600.webp 396w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 2-Focus menù delle impostazioni</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Contesto personale: </strong>Questa opzione ti permette di gestire la &#8220;memoria&#8221; di Gemini o le istruzioni personalizzate.
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Memoria:</strong> Gemini impara dalle tue chat precedenti per conoscerti meglio. D’altra parte, l’eliminazione delle chat precedenti ne rimuove il contenuto anche dalla memoria.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Le tue istruzioni</strong>: qui puoi inserire dettagli rilevanti su di te ad esempio il tuo lavoro, i tuoi interessi o il modo in cui preferisci che ti venga data una risposta, in modo che Gemini possa fornire risposte più precise e su misura per te.</li>
</ul>
</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Importa informazioni salvate in Gemini</strong>: Si tratta di una vera e propria funzione di &#8220;trasloco digitale&#8221;, pensata per chi usa diversi assistenti virtuali e non vuole ogni volta ricominciare da zero. Ti permette infatti di trasferire direttamente su Gemini le personalizzazioni, le abitudini e le preferenze che avevi già impostato in altre Intelligenze Artificiali, come ChatGPT o Claude. Per attivare questa funzionalità bisogna prima attivare la funzione di “Memoria” nel Contesto personale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Limiti di utilizzo: </strong>In questa sezione puoi visualizzare in tempo reale la tua capacità residua e lo stato dei limiti del tuo piano: ad esempio, il consumo delle risposte o la disponibilità delle funzioni avanzate.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>App connesse: </strong>Questa è la sezione dedicata alle Estensioni o integrazioni. Da qui puoi autorizzare e gestire il collegamento di Gemini con altre applicazioni e servizi (ad esempio l&#8217;ecosistema Google come Google Workspace, YouTube, Google Maps, ecc.). Questo permette a Gemini di cercare informazioni o eseguire azioni direttamente all&#8217;interno di quelle app per tuo conto.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>I tuoi link pubblici: </strong>Ogni volta che decidi di condividere una chat di Gemini generando un link condivisibile, quel collegamento diventa pubblico. Questa sezione funge da registro: ti mostra tutti i link che hai creato in passato e ti permette di gestirli o di eliminarli per interrompere la condivisione pubblica delle tue conversazioni.</li>



<li><strong>Tema: </strong>Permette di personalizzare l&#8217;aspetto visivo dell&#8217;interfaccia di Gemini. Cliccando sulla freccia a lato, puoi scegliere tra:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tema chiaro</strong>: interfaccia con sfondo bianco/chiaro.</li>



<li><strong>Tema scuro</strong>: interfaccia con sfondo nero/scuro (ideale per non affaticare la vista al buio).</li>



<li><strong>Predefinito di Sistema</strong>: adatta automaticamente il colore in base alle impostazioni del tuo sistema operativo.</li>
</ul>
</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Visualizza gli abbonamenti: </strong>Questa voce ti rimanda alla gestione del tuo account Google per controllare lo stato del tuo piano tariffario. Ti mostra se stai utilizzando la versione gratuita o se hai un abbonamento attivo a piani avanzati (come Google One AI Premium), permettendoti di gestire i pagamenti o effettuare l&#8217;upgrade/downgrade.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-right:0;margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);margin-left:0"><strong>NotebookLM: </strong>Si tratta di un collegamento rapido a NotebookLM, un servizio sperimentale di Google focalizzato sulla sintesi e l&#8217;analisi avanzata di documenti personali. Cliccandoci verrai reindirizzato sulla pagina specifica dello strumento. Una recente novità è l’integrazione di Gemini in NotebookLM. Se si effettua l’accesso a NotebookLM con lo stesso account Google che si utilizzai per Gemini, il collegamento comparirà nella barra laterale sinistra. Cliccandoci sopra avrai la possibilità di avviare una nuova chat su uno specifico notebook e di sfruttare a pieno tutte le funzionalità messe a disposizione da Gemini.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Invia feedback: </strong>Se riscontri un bug, se una risposta non è corretta o se vuoi suggerire una nuova funzionalità, questa opzione ti permette di inviare una segnalazione direttamente al team di sviluppo di Google. Puoi anche decidere di allegare uno screenshot della schermata corrente.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida: </strong>Cliccando su questa voce (che si espande tramite la freccia) si accede al centro assistenza ufficiale di Gemini. Contiene guide all&#8217;uso, risposte alle domande frequenti (FAQ), aggiornamenti sulle ultime novità rilasciate e la documentazione sui termini di servizio e sulla privacy<strong>.</strong></li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Gem: </strong>I &#8220;Gem&#8221; sono prompt salvati, pensati per attività ripetitive con scopi specifici (ad esempio, un Gem programmatore, un Gem correttore di bozze). Una redazione può creare i Gem per generare testi alternativi per le immagini, per proporre titoli secondo la linea editoriale ecc&#8230;</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>I GEM</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’opzione GEM è presente nelle impostazioni e, dopo averne creato almeno uno, anche nella barra laterale. Essa ti permette di accedere direttamente al pannello di gestione dei tuoi Gem, per crearne di nuovi, modificarli e anche condividerli con altri utenti</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="504" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem.webp" alt="" class="wp-image-14799" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-600x336.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-300x168.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-768x430.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 3-Pannello del gestore dei Gem</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">All&#8217;interno del Gestore dei Gem, Google mette a disposizione una sezione speciale chiamata &#8220;Predefiniti di Google&#8221;. Si tratta di veri e propri assistenti AI specializzati e pronti all&#8217;uso, progettati per coprire i compiti più disparati. In questa vetrina puoi trovare, ad esempio, Storybook, ideale per dare vita a libri illustrati personalizzati, o il Generatore di idee, perfetto quando si è a caccia di ispirazione per feste, regali o nuove attività. La comodità sta nel fatto che basta un clic su una di queste schede (o sulla voce &#8220;Mostra altro&#8221; per esplorare l&#8217;intero catalogo) per attivare l&#8217;assistente che fa al caso tuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella parte sottostante invece è presente una sezione con i tuoi Gem salvati. Cliccando sul pulsante “+ Nuovo Gem” puoi costruirne uno personalizzato da zero come mostrato nell’esempio:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="511" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem.webp" alt="" class="wp-image-14801" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-600x341.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-300x170.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-768x436.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 4-Esempio creazione Gem</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sarà richiesta la compilazione di una serie di campi: un nome chiaro che identifica il compito specifico del Gem; una descrizione del ruolo che deve assumere, per esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Sei un Research Assistant e Fact-Checker professionista, specializzato nella ricerca di fonti accademiche, giornalistiche e scientifiche di altissimo livello.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nelle istruzioni devi indicare invece quali sono i principali obiettivi e funzionalità del tuo Gem e come vuoi che sia lo stile di risposta per esempio<em>:</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><em>“Il tuo obiettivo è aiutare l&#8217;utente a raccogliere documentazione per la scrittura di articoli, garantendo il massimo della neutralità e del rigore scientifico. Consulta solo fonti autorevoli e per ogni fonte che trovi forniscimi il titolo dello studio/articolo, autore o istituzione che lo ha pubblicato, una sintesi oggettiva del contenuto (2-3 frasi) ed il link o riferimento per trovarlo.</em> <em>Usa un tono analitico, distaccato, preciso e professionale. Non prendere posizione, limitati a riportare i dati e le evidenze scientifiche disponibili.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, quando inizi una conversazione nuova con il Gem, bisogna selezionare anche uno strumento predefinito (Crea immagine, Canvas, Deep Research, Crea musica, apprendimento guidato che spiegheremo dopo nel dettaglio). Nel nostro esempio non abbiamo selezionato nessuno strumento predefinito. Infine c’è la possibilità di aggiungere dei file a cui il tuo Gem può fare riferimento direttamente nella sezione “Conoscenza” tramite l’icona del “+”. Al temine della creazione del Gem bisogna cliccare in alto a destra sul pulsante “Salva Gem” e successivamente su “Avvia chat” per iniziare ad utilizzarlo per i nostri scopi.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>La barra del prompt</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tornando ad analizzare l’interfaccia della chat, al centro della schermata è presente la barra del prompt ovvero il campo in cui scrivi la richiesta a Gemini. A sinistra, nella barra del prompt, c’è il simbolo “+” che, nel caso della nostra immagine, è stato già cliccato e ci ha mostrato il menù a cascata con le seguenti funzioni disponibili:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="882" height="588" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt.webp" alt="" class="wp-image-14802" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt.webp 882w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt-600x400.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt-300x200.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 882px) 100vw, 882px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 5-La barra del prompt e il menù delle funzionalità disponibili</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Carica file: </strong>È il comando per fare l&#8217;upload di un file direttamente dal tuo dispositivo locale. Puoi caricare immagini, PDF, documenti di testo o fogli di calcolo per chiedere a Gemini di riassumerli, analizzarli o estrarre dati.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Aggiungi da Drive:</strong> Questa opzione permette un&#8217;integrazione diretta con l&#8217;ecosistema Google. Cliccandoci, puoi pescare file direttamente dal tuo cloud di Google Drive (come Google Docs, Fogli o file salvati online) senza doverli prima scaricare sul tuo dispositivo.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Altri caricamenti: </strong>Questa voce indica un sottomenu espandibile. Serve per accedere ad altre sorgenti di caricamento integrate come Google foto e notebook</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="424" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini.webp" alt="" class="wp-image-14803" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-600x283.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-766x361.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-300x141.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 6-Altri caricamenti: notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo caso si attiverà il collegamento a NotebookLM e ci sarà la possibilità di combinare più Notebook contemporaneamente aggiungendone due ad una stessa chat per poi magari porre delle domande</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="429" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini.webp" alt="" class="wp-image-14805" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-600x286.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-768x366.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 7-Aggiungere due notebook alla chat per confrontarli</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Crea immagine</strong>: Una funzionalità che permette di attivare direttamente il motore di generazione di immagini IA di Google, Nano Banana 2. Il modello si distingue per un&#8217;accurata comprensione del contesto, precisione spaziale e resa impeccabile del testo grafico. Oltre alla creazione di immagini fotorealistiche e illustrazioni in vari formati, introduce funzioni creative uniche come Gemini Me (per inserire il proprio volto in qualsiasi scenario), la combinazione di foto, lo stile action figure e i restyling estetici vintage. Supporta l&#8217;editing conversazionale e locale:scrivendo un prompt, Gemini genererà un&#8217;immagine da zero basandosi sulle tue indicazioni e garantisce la tracciabilità dei contenuti grazie alla filigrana digitale invisibile SynthID.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Canvas:</strong> Questa opzione apre uno spazio di lavoro dedicato e interattivo. È pensato per progetti di scrittura più lunghi, programmazione o brainstorming, creazione di tabelle o roadmap e, nei casi più avanzati, per lo sviluppo di contenuti interattivi come piccole app, giochi o pagine in HTML e JavaScript.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Deep Research</strong>: È una modalità di ricerca avanzata. Quando attivata, Gemini non si limita a dare una risposta immediata, ma effettua una ricerca sul web approfondita, strutturata e multi-step, analizzando più fonti contemporaneamente per sintetizzare report dettagliati su argomenti complessi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Crea musica</strong>: Un&#8217;altra aggiunta recente che consente di generare tracce musicali, melodie o piccoli brani partendo da un input testuale in cui viene descritto il genere, il mood o gli strumenti musicali desiderati.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Apprendimento guidato</strong>: Questa opzione trasforma Gemini in un tutor personale. È una modalità progettata per lo studio o l&#8217;apprendimento di nuovi concetti in cui l&#8217;IA ti guida passo dopo passo attraverso spiegazioni strutturate, quiz o simulazioni per aiutarti a comprendere a fondo un argomento.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="513" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash.webp" alt="" class="wp-image-14807" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-600x342.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-300x171.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-767x437.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 8-Menù dei modelli AI di Gemini e il livello di ragionamento</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sulla destra della barra del prompt compare la voce &#8220;Flash&#8221; con una freccia verso il basso che indica il modello AI attualmente attivo. Cliccandoci sopra, puoi configurare l&#8217;esperienza di chat scegliendo un modello diverso o passando a un&#8217;altra modalità tra quelle disponibili. I tre modelli attualmente disponibili rappresentano un equilibrio diverso tra velocità, capacità complessiva e specializzazione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>3.1 Flash-Lite</strong> (&#8220;Risposte più rapide&#8221;): È la versione più leggera e scattante, ideale per compiti semplici e immediati. Se hai bisogno di riassumere un testo breve, correggere una mail, fare una traduzione al volo o una domanda secca da &#8220;botta e risposta&#8221;, questo modello ti dà il risultato nel minor tempo possibile consumando meno risorse.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>3. 5 Flash</strong> (&#8220;Aiuto completo&#8221;): È il modello standard bilanciato di ultima generazione. È il &#8220;tuttofare&#8221; ideale per la maggior parte delle attività quotidiane. Ha un&#8217;ottima capacità di comprensione, è creativo, gestisce bene testi lunghi e complessi, pur rimanendo molto veloce nelle risposte. È il perfetto compromesso per la produttività di tutti i giorni.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>3.1 Pro</strong> (&#8220;Matematica e programmazione avanzata&#8221;): È il modello più pesante, intelligente e strutturato della serie 3.1. È pensato per i compiti più duri. Se devi scrivere o fare il debug di codice di programmazione, risolvere problemi matematici complessi, analizzare dati o fare ragionamenti logici a più passaggi, questo è il modello che commette meno errori e analizza il problema più a fondo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, oltre alla scelta del modello, sempre in questa sezione è possibile selezionare fra due livelli di ragionamento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Standard: </strong>Ideale per la maggior parte delle domande,genera la risposta in modo diretto e immediato. Per compiti di scrittura, riassunti, domande di cultura generale, brainstorming o conversazioni normali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Esteso: Ideale per la risoluzione di problemi complessi. </strong>Attiva quello che in gergo si chiama <em>Chain of Thought</em> (catena di pensiero), una tecnica utilizzata nei modelli linguistici (LLM) per affrontare problemi complessi scomponendoli in passaggi intermedi prima di fornire direttamente la risposta finale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Affianco alla funzione Flash è presente l’icona del microfono, ovvero la funzione di dettatura vocale, ideale se preferisci non usare la tastiera. Cliccandoci sopra, potrai dettare direttamente a voce la tua richiesta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="613" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade.webp" alt="" class="wp-image-14809" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-600x409.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-300x204.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-768x523.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 9-Interfaccia Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In alto a destra è presente il pulsante “Fai l’upgrade”, usato per passare a un piano di Gemini superiore.&nbsp; Accanto c’è una piccola icona a forma di matita, che consente di aprire una <a href="https://support.google.com/gemini/answer/13275745?co=GENIE.Platform%3DDesktop&amp;hl=En&amp;rd=1&amp;visit_id=639146984139351584-452085868&amp;utm">chat temporanea</a>, ovvero una chat che non compare nella cronologia recente né nell’attività di Gemini. Una volta cliccata su questa icona ti apparirà la seguente schermata. Questa opzione non è disponibile per gli account di lavoro o scolastici e non può essere usata in alcune integrazioni, come Gemini in Chrome o in Google Messaggi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="566" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea.webp" alt="" class="wp-image-14810" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea-600x377.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea-300x189.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea-766x482.webp 766w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 10-Schermata della chat temporanea su Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ora che abbiamo preso confidenza con l&#8217;interfaccia e gli strumenti a disposizione, entriamo nel vivo dell&#8217;utilizzo pratico. Come per tutti i chatbot di IA, il passaggio fondamentale per l&#8217;utilizzo efficace di questo strumento è la scrittura del prompt, ovvero la domanda o la richiesta che una persona pone al sistema di intelligenza artificiale. Il prompt, troppo spesso sottovalutato, rappresenta una vera istruzione di lavoro e dalla quantità di dettagli e particolari che conterrà, dipenderà la qualità e la profondità della risposta che riceveremo. A tal proposito è bene seguire delle piccole indicazioni per scrivere un prompt di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Prima si assegna un ruolo allo strumento, per esempio: </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Agisci come un editor di cronaca locale</em>” oppure “<em>Agisci come un giornalista investigativo</em>”; poi si indica il compito: “<em>prepara un briefing</em>”, “<em>genera domande per un’intervista</em>”, “<em>riassumi i punti principali</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Successivamente si specifica il pubblico di riferimento, il contesto, le fonti da privilegiare, eventuali limiti e il formato desiderato della risposta. Un prompt efficace, per esempio, potrebbe essere:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Agisci come un editor di una redazione locale. Devo scrivere un articolo sull’approvazione di un nuovo piano comunale per la mobilità urbana. Prepara un briefing di lavoro: riassumi il tema, indica i soggetti coinvolti, suggerisci domande per il sindaco, per i commercianti, per i residenti e per le associazioni ciclistiche. Organizza la risposta in sezioni brevi e segnala quali documenti ufficiali dovrei cercare</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver inviato il prompt, Gemini produce una prima risposta. A questo punto non bisogna fermarsi anzi bisogna passare alla fase successiva, e forse quella più importante, ovvero l’iterazione. Nel lavoro con l’IA, iterare significa affinare progressivamente la richiesta e la risposta: si legge il risultato, si individuano lacune, genericità o punti non verificabili, e si chiede allo strumento di correggere o raffinare. Per esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Rigenera la risposta indicando per ogni punto quale fonte dovrei verificare</em>”,</p>



<p class="wp-block-paragraph">oppure: “<em>Aggiungi solo informazioni che possano essere controllate in documenti pubblici</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">oppure: “<em>Trasforma questo briefing in una lista di domande per un’intervista</em>”</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="419" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale.webp" alt="" class="wp-image-14811" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-300x140.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-600x279.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-767x357.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 11-Focus menù della chat</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando siamo all’interno di una chat normale cliccando sui tre puntini in alto affianco al pulsante “Fai l’upgrade”, abbiamo la possibilità di condividere la conversazione, fissarla nella cronologia delle conversazioni in alto a tutte, rinominarla o eliminarla</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="431" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt.webp" alt="" class="wp-image-14812" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-600x287.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-766x367.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-300x144.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 12-Focus sugli strumenti a disposizione dopo aver ottenuto una risposta</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta generata la risposta, nella parte finale del messaggio sono presenti diversi strumenti per interagire con il risultato. È possibile lasciare un feedback positivo o negativo tramite le icone del pollice su o giù per aiutare l&#8217;IA a migliorare. È possibile anche cliccare sull&#8217;icona della freccia per chiedere di riformulare la risposta, renderla più breve/più lunga o copiare quella già fornita. Infine cliccando sui tre puntini si aprirà un menù con diverse opzioni disponibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Crea una nuova chat da qui: </strong>Questa funzione è utilissima se la conversazione ha preso una piega interessante e vuoi approfondire quel singolo argomento senza &#8220;inquinare&#8221; la chat attuale. Cliccandoci, la piattaforma prenderà la risposta come punto di partenza e aprirà una conversazione completamente nuova.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Ascolta:</strong> Se non hai voglia di leggere un testo lungo o se in quel momento sei impegnato a fare altro, una voce artificiale ti leggerà, parola per parola, l&#8217;intera risposta che ti ha fornito. È ottima anche per verificare la pronuncia di parole straniere.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Esporta in Documenti:</strong> Scegliendo questa opzione, l&#8217;intera risposta verrà formattata e inviata direttamente su Google Documenti (Google Docs). Verrà creato un nuovo file nel tuo account Google, pronto per essere modificato, stampato o condiviso, evitandoti il classico &#8220;copia e incolla&#8221;.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Bozza in Gmail:</strong> Molto simile alla funzione precedente, ma pensata per la posta elettronica. Se la risposta contiene il testo di una mail che hai chiesto di scrivere, o se vuoi semplicemente inviare queste informazioni a qualcuno, questa opzione apre una nuova bozza su Gmail. Ti ritroverai il testo già inserito nel corpo della mail, pronto per aggiungere il destinatario e premere &#8220;Invia&#8221;.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Segnala un problema legale:</strong> Questa è una voce di sicurezza e tutela. Se ritieni che la risposta che l’AI ti ha fornito violi il copyright, contenga materiale protetto da proprietà intellettuale senza autorizzazione, o infranga in qualche modo la legge, puoi usare questo tasto per inviare una segnalazione formale al team di supporto. Serve a garantire che i contenuti generati siano sempre rispettosi delle normative.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Visualizza fonti:</strong> Cliccando su questa voce, si aprirà un elenco sulla destra dei siti web da cui Gemini ha attinto per formulare la risposta. È lo strumento ideale quando l&#8217;IA fornisce dati, fatti storici o notizie complesse e si vuole fare del sano <em>fact-checking</em>: ti permette infatti di verificare l&#8217;accuratezza delle informazioni in un attimo e di approfondire la lettura direttamente sulle fonti originali.</li>



<li style="margin-top:0;margin-bottom:0"><strong>Visualizza dettagli della risposta:</strong> Questa opzione ti mostra i &#8220;dietro le quinte&#8221; tecnici della risposta. Ti permette di vedere dettagli come il modello di intelligenza artificiale specifico che è stato utilizzato per risponderti ed eventualmente altre informazioni tecniche collegate alla generazione del testo come lo strumento utilizzato per dare la risposta.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se si sta lavorando su un tema complesso, si può usare la funzione Deep Research (Ricerca approfondita) da selezionare prima di inviare il prompt cliccando sul + nella barra del prompt. In questo caso lo strumento preparerà prima un &#8220;piano di ricerca&#8221; in cui ci indica quali aspetti intende analizzare e quali fonti prenderà in considerazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="566" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research.webp" alt="" class="wp-image-14813" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-300x189.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-600x377.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-766x482.webp 766w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 13-Deep research</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalista deve leggere il piano, modificarlo se manca qualcosa cliccando su “Modifica il Piano” e, solo dopo, cliccare sul pulsante &#8220;Avvia la ricerca&#8221;. Alla fine, Gemini ci restituirà un report più lungo e strutturato, con sezioni, collegamenti e riferimenti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="426" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca.webp" alt="" class="wp-image-14815" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-600x284.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-300x142.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-767x363.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 14-Interfaccia piano di ricerca e funzionalità</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In alto a destra abbiamo a disposizione il Sommario, ovvero un indice dettagliato che include tutte le sezioni in cui si articola il piano di ricerca. Quest’ultimo può anche essere copiato, condiviso tramite link pubblico o esportato in Google Docs e usato come base di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver generato, con la funzione di Deep Research, un testo, un report o un briefing, cliccando sul pulsante in alto a destra &#8220;Crea&#8221; si può chiedere di trasformarlo in un contenuto specifico come ad esempio una pagina web, un’infografica, un quiz, delle flash card o un overview audio.</p>
</div>
</div>
</div>



<div data-wp-context="{ &quot;autoclose&quot;: false, &quot;accordionItems&quot;: [] }" data-wp-interactive="core/accordion" role="group" class="wp-block-accordion is-layout-flow wp-block-accordion-is-layout-flow">
<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-4&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading has-icon has-icon-right"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-4-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" id="accordion-item-4" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">NotebookLM (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div aria-labelledby="accordion-item-4" data-wp-bind--hidden="state.isHidden" data-wp-on--beforematch="actions.handleBeforeMatch" id="accordion-item-4-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">NotebookLM è uno strumento pensato per interrogare un insieme definito di documenti, un “notebook”, costruito dal giornalista. La differenza principale rispetto a Gemini è che NotebookLM è ancorato alle fonti; dunque, risponde alle richieste fatte dall&#8217;utente solo sulla base dei materiali caricati da quest’ultimo. Per questo motivo, lo strumento è considerato meno incline alle allucinazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per una redazione è particolarmente utile quando si lavora su inchieste, dossier, reportage lunghi, archivi di articoli o trascrizioni di interviste. Uno dei vantaggi è che quando lo strumento fornisce un’informazione, ci indica da quale documento proviene, permettendo di risalire al passaggio preciso.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima operazione da effettuare è quella di collegarsi a NotebookLM tramite browser all’indirizzo <a href="https://notebooklm.google.com/">https://notebooklm.google.com/</a> effettuando l&#8217;accesso con il proprio account Google.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="431" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14819" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-600x287.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-300x144.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-766x367.webp 766w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 15-Schermata iniziale NotebookLM</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta nella schermata iniziale, basterà cliccare sul pulsante &#8220;Crea un nuovo notebook&#8221; per aprire uno spazio di lavoro digitale interamente dedicato a un nuovo tema, progetto o inchiesta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="428" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14820" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-600x285.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-768x365.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 16-Interfaccia generica del notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver creato il notebook, nella parte superiore della schermata si trova una barra di navigazione comune a tutti i notebook. In alto a sinistra compare il simbolo di NotebookLM, seguito dal nome del progetto, in questo caso “Notebook di prova”. Assegnare fin dall’inizio un nome chiaro permette di ritrovare più facilmente il lavoro e di distinguerlo dagli altri notebook presenti nel proprio account.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Spostandoci verso destra, nella stessa barra superiore, è presente il pulsante “Crea notebook”, che consente di avviare un nuovo spazio di lavoro. Accanto si trova il comando “Condividi”, utilizzato per la condivisione del link del nostro notebook con altre persone. Il pulsante “Impostazioni” permette invece di accedere alle seguenti opzioni di configurazione disponibili:</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="578" height="890" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14821" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm.webp 578w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm-195x300.webp 195w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm-390x600.webp 390w" sizes="(max-width: 578px) 100vw, 578px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 17-Focus sulle impostazioni del notebook</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida di NotebookLM</strong>: Questa voce apre la documentazione di supporto di Google dedicata a NotebookLM. È utile per comprendere il funzionamento generale della piattaforma, imparare ad aggiungere e gestire le fonti, utilizzare la chat, generare contenuti nello spazio Studio e risolvere eventuali dubbi operativi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Invia feedback: </strong>Questa opzione consente di comunicare direttamente a Google osservazioni, suggerimenti o problemi riscontrati durante l’utilizzo di NotebookLM. Può essere usata, per esempio, per segnalare un malfunzionamento, descrivere un comportamento inatteso, proporre un miglioramento o esprimere un giudizio su una nuova funzione.</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Discord</strong>: Questa voce permette di accedere alla community Discord collegata a NotebookLM. All’interno della community gli utenti possono confrontarsi, condividere esperienze, suggerimenti, modalità d’uso e casi pratici.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Lingua di output</strong>: Questa impostazione consente di scegliere la lingua nella quale NotebookLM deve generare le risposte e i contenuti.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Licenze</strong>: Questa sezione, di carattere tecnico e amministrativo, mostra le informazioni relative alle licenze software, ai componenti utilizzati dalla piattaforma e agli eventuali termini legali associati.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dispositivo: </strong>Questa opzione riguarda l’aspetto visivo dell’interfaccia. All’interno di questo menu sono disponibili tre possibilità:<ul><li><strong>Modalità Luce</strong>: Imposta manualmente un’interfaccia con sfondo chiaro e testi scuri. </li></ul><ul><li><strong>Modalità Buio</strong>: Imposta manualmente un’interfaccia con sfondo scuro e testi chiari.</li></ul><ul><li><strong style="font-size: clamp(0.984em, -0.172em + 0.984rem + 0.86vw, 1.5em)">Dispositivo</strong><span style="font-size: clamp(0.984em, -0.172em + 0.984rem + 0.86vw, 1.5em)">: Lascia che sia il sistema operativo a decidere quale tema applicare.</span></li></ul></li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Esegui l’upgrade di NotebookLM</strong>: Questa voce consente di accedere a un piano superiore o a una versione potenziata del servizio. L’upgrade può offrire funzionalità aggiuntive, limiti di utilizzo più elevati o strumenti avanzati, a seconda del piano disponibile.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sempre nella barra in alto a destra seguono l’icona con la griglia delle applicazioni Google e l’immagine associata all’account dell’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Passiamo adesso ad analizzare la colonna di sinistra denominata “Fonti” che rappresenta la base documentale del notebook. È qui che l’utente inserisce tutti i materiali che NotebookLM dovrà analizzare e utilizzare per produrre risposte, riassunti e contenuti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="426" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14822" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-600x284.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-300x142.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-767x363.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 18-Schermata caricamento delle fonti al notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Cliccando sul pulsante “+ Aggiungi Fonti” si possono recuperare materiali da Google Drive, caricare documenti presenti sul nostro computer, presentazioni, fogli di calcolo, immagini, file audio, link a pagine web o video pubblici di YouTube. Si può anche incollare un testo copiato da un’altra parte ed utilizzarlo come fonte cliccando su “testo copiato”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="422" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14823" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-600x281.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-300x141.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-768x360.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 19-Aggiunta delle fonti con la ricerca rapida</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Subito sotto il pulsante di caricamento si trova un’“area di ricerca rapida” che trasforma NotebookLM in un vero e proprio hub di esplorazione integrato. Questa sezione permette di scovare nuovi materiali direttamente online, senza costringerti a uscire dalla piattaforma o a cambiare scheda nel browser. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La barra presenta due menu a tendina: il primo, impostato su &#8220;Web&#8221;, definisce il raggio d&#8217;azione dell&#8217;IA permettendo di scegliere se cercare su internet o attingere direttamente al proprio Google Drive. Il secondo menu consente invece di scegliere il livello di approfondimento della ricerca. Nell’esempio è selezionata la modalità “Ricerca rapida”, pensata per ottenere risposte in tempi brevi, ma è possibile optare anche per funzioni più avanzate come “Deep Research”, adatta quando serve un’analisi più ampia, articolata e strutturata di un argomento complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa sezione di ricerca può essere utile nelle fasi iniziali di un progetto, quando l’utente non dispone ancora di tutti i documenti necessari e vuole esplorare rapidamente un argomento. Nel nostro caso, dopo aver formulato il quesito di interesse, sono state trovate diverse fonti che possono essere visualizzate più nello specifico cliccando su “Visualizza” e poi successivamente aggiunte al notebook tramite il pulsante “+ Importa”. Le fonti selezionate richiedono comunque un&#8217;attenta valutazione, volta a verificarne l&#8217;autorevolezza, la pertinenza e la tempestività dell&#8217;aggiornamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La parte inferiore della colonna mostra invece l’elenco delle fonti caricate da noi. Accanto al nome di ciascun documento, video o pagina web compare una casella di selezione: quando la casella è spuntata, quella fonte viene inclusa tra i materiali che NotebookLM può consultare per rispondere alle domande inserite nella chat. Il comando “Seleziona tutto” permette invece di attivare o disattivare contemporaneamente tutte le fonti presenti nell’elenco. Nella versione gratuita si possono avere fino a <a href="https://support.google.com/notebooklm/answer/16269187?hl=it#zippy=%2Climiti-di-notebooklm">100 notebook</a>, ciascuno contenente un massimo di 50 fonti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="856" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14824" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm-300x285.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm-768x730.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm-600x571.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 20-Focus sul notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La parte centrale dell’interfaccia è dedicata alla chat e costituisce lo spazio nel quale l’utente dialoga con NotebookLM. In questa area è possibile porre domande, chiedere spiegazioni, confrontare documenti, ottenere riassunti o richiedere la creazione di nuovi contenuti. In alto è presente la copertina, il titolo del notebook, il numero di fonti caricate e la data del progetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="425" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook.webp" alt="" class="wp-image-14825" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-300x142.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-600x283.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-767x362.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 21-Finestra della funzione Personalizza del notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Cliccando sull’icona “Personalizza” si apre una finestra da cui è possibile cambiare l’immagine di copertina del notebook, modificare il titolo e inserire un riepilogo personalizzato al posto di quello generato automaticamente. Il pulsante “Fine” salva le modifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta aggiunti i documenti, NotebookLM riassume il contenuto complessivo e fornisce anche una sintesi delle singole fonti. Questa prima panoramica è utile per capire rapidamente che tipo di materiale è stato caricato e se il corpus è completo oppure sbilanciato. Il risultato può essere salvato nelle note (presenti in una sezione dedicata sulla destra), copiato o valutato con i pulsanti “mi piace” e “non mi piace”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella parte inferiore sono presenti eventuali domande suggerite e la barra “Fai una domanda o crea qualcosa”, da usare per interrogare le fonti, chiedere riassunti, confronti o nuovi contenuti. Accanto alla barra viene indicato quante fonti sono attive.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È importante porre delle domande precise per esempio : </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Quali sono le motivazioni ufficiali indicate nei documenti</em>?”, “<em>Quali dati economici compaiono nelle fonti</em>?”, “<em>Ci sono contraddizioni tra le dichiarazioni dell’ente e le interviste</em>?”, “<em>Quali passaggi posso usare per costruire una timeline</em>?”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="849" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14826" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm-300x283.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm-600x566.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm-767x724.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 22- Focus sul richiamo specifico ad ogni fonte (i numeri piccoli indicano la fonte)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">NotebookLM restituisce una risposta organizzata e accompagna le informazioni con riferimenti alle fonti. Il giornalista può cliccare sui riferimenti per vedere il documento di origine e il punto preciso in cui compare l’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine,andiamo ad analizzare nel dettaglio la colonna di destra denominata “Studio”. Questa sezione consente di trasformare le fonti e le informazioni elaborate nel notebook in prodotti più strutturati. Qui NotebookLM mette a disposizione diversi strumenti per organizzare, presentare o ripassare i contenuti:</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="490" height="841" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm.webp" alt="" class="wp-image-14827" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm.webp 490w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm-350x600.webp 350w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm-175x300.webp 175w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 23-Focus colonna destra Studio</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Overview audio</strong>: permette di creare una panoramica in formato audio. Può essere utile per ascoltare una sintesi dei documenti, ripassare un argomento mentre si svolgono altre attività o rendere i contenuti più accessibili a chi preferisce l’ascolto alla lettura.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Presentazione: </strong>serve ad organizzare le informazioni sotto forma di presentazione con slide. Può rappresentare un punto di partenza per una lezione, una riunione, un intervento pubblico o una sintesi progettuale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Overview video</strong>: consente di ottenere una sintesi in forma video. Questa modalità integra una presentazione visiva delle informazioni e può risultare utile per la divulgazione, la formazione o il ripasso.</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Mappa mentale</strong>: permette di visualizzare graficamente i concetti principali e i collegamenti tra di essi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Report</strong>: genera un documento strutturato a partire dalle fonti. Può essere utilizzata per creare sintesi approfondite, guide, analisi o testi organizzati in sezioni.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Flashcard</strong>: trasformano i contenuti in schede di domanda e risposta. Sono particolarmente adatte allo studio e alla memorizzazione, perché consentono di ripassare definizioni, date, concetti e informazioni essenziali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Quiz</strong>: permette di generare domande di verifica. Può essere impiegato dagli studenti per controllare il livello di preparazione oppure dai docenti per creare esercizi e attività formative.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Infografica</strong>: trasforma le informazioni in una rappresentazione visiva sintetica. Le infografiche possono facilitare la comunicazione di dati, sequenze, confronti o processi, soprattutto quando il contenuto deve essere presentato a un pubblico non specialistico.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Tabella di dati</strong>: organizza le informazioni in righe e colonne. Questa funzione è utile quando le fonti contengono elementi confrontabili, per esempio nomi, date, caratteristiche, valori, vantaggi e svantaggi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sotto le schede è presente l’area nella quale vengono salvati i contenuti generati da Studio. Questa zona funziona quindi come un archivio degli elaborati prodotti. L’utente può tornare sui contenuti generati, consultarli e utilizzarli nelle fasi successive del proprio lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella parte inferiore della colonna si trova il pulsante “Aggiungi nota”. Le note sono utili per salvare osservazioni personali, idee, passaggi importanti, citazioni, promemoria o risultati emersi durante la conversazione.</p>
</div>
</div>
</div>



<div data-wp-context="{ &quot;autoclose&quot;: false, &quot;accordionItems&quot;: [] }" data-wp-interactive="core/accordion" role="group" class="wp-block-accordion is-layout-flow wp-block-accordion-is-layout-flow">
<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-5&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading has-icon has-icon-right"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-5-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" id="accordion-item-5" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Pinpoint (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div aria-labelledby="accordion-item-5" data-wp-bind--hidden="state.isHidden" data-wp-on--beforematch="actions.handleBeforeMatch" id="accordion-item-5-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Pinpoint è uno strumento pensato per la ricerca e l’analisi documentale su larga scala. È particolarmente utile quando una redazione deve lavorare con grandi quantità di file, per esempio, documenti ottenuti tramite accesso agli atti, fascicoli giudiziari, archivi storici, registri, file audio o video.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per i giornalisti, il valore principale di <a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/12011834?hl=en-GB&amp;ref_topic=11948319&amp;sjid=4822295195790891112-EU">Pinpoint</a> sta nella possibilità di orientarsi rapidamente dentro grandi archivi di documenti. Lo strumento legge testi contenuti in scansioni e immagini grazie al riconoscimento ottico dei caratteri, trascrive audio e video, individua nomi di persone, luoghi, organizzazioni e aziende, e permette di ritrovare parole chiave o frasi esatte in tutta la raccolta.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo strumento è raggiungibile dall’indirizzo <a href="https://journaliststudio.google.com/pinpoint/collections">goo.gle/pinpoint</a>, oppure cercando “Pinpoint Google Journalist Studio”. Raggiunta la schermata bisognerà cliccare sul pulsante in alto a destra “Inizia” per configurare l’account Google.</p>



<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="454" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14829" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:cover" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-300x151.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-600x303.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-767x387.webp 767w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 24-Schermata di verifica identità al primo accesso a Pinpoint</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="740" height="862" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2.webp" alt="" class="wp-image-14830" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2.webp 740w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2-515x600.webp 515w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2-258x300.webp 258w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 24-Schermata di verifica identità al primo accesso a Pinpoint</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al primo accesso, viene richiesto di indicare il proprio profilo professionale e di specificare che la piattaforma sarà utilizzata per attività giornalistiche o di ricerca. Al termine di questa procedura apparirà una schermata con il vostro workspace. Bisognerà cliccare sul pulsante “+ Nuova raccolta privata”, cioè uno spazio di lavoro dedicato a un progetto specifico, da nominare in modo chiaro in base al contenuto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="429" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14832" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-768x366.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-600x286.webp 600w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 26-Creazione di una nuova raccolta privata</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver creato la raccolta, Pinpoint consente anche di aggiungere materiali scaricati sul computer, importati da Google Drive o tramite URL, a condizione che il link sia pubblico e rimandi a una pagina web, a un PDF o a un’immagine. Non possono invece essere importati contenuti protetti da login, paywall o altre limitazioni di accesso.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="438" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14833" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-600x292.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-300x146.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-766x373.webp 766w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 27-Schermata iniziale della raccolta vuota</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Andando ad analizzare nello specifico l’interfaccia dello strumento, in alto a sinistra compare il logo di Pinpoint con la dicitura “For Professionals”, che identifica l’ambiente destinato a giornalisti, ricercatori e professionisti. Ogni utente con questo tipo di account ha a disposizione <a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/17006598?hl=it">100 GB</a> di spazio per organizzare le proprie raccolte e, in ciascuna di esse, può caricare fino a 240.000 file al giorno. Per questo Pinpoint si presta bene al lavoro d’inchiesta, soprattutto quando la redazione deve esaminare archivi molto ampi, fascicoli amministrativi o grandi quantità di file eterogenei.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="642" height="321" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14834" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint.webp 642w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint-300x150.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint-600x300.webp 600w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 28-Interfaccia generale di Pinpoint</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella barra superiore, spostandosi verso destra, compare il pulsante “Dati strutturati”. Questa funzione permette di trasformare la tua raccolta di&nbsp;documenti con struttura simile&nbsp;in un foglio di lavoro. Accanto si trova il pulsante “Pubblica”, che ci dà la possibilità di rendere pubblica una propria raccolta di documenti inserendola nella sezione “<a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/13623755?hl=en">Esplora</a>&#8221; (<em>Explore</em>), un archivio pubblico globale di Google Pinpoint a cui chiunque può accedere. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://journaliststudio.google.com/pinpoint/explore">All&#8217;interno di Esplora</a> sono presenti raccolte di documenti storici, atti giudiziari, database sanitari o file d&#8217;indagine declassificati, messi a disposizione da importanti testate giornalistiche internazionali (es. <em>The New York Times</em>, <em>Associated Press</em>), organizzazioni non profit o università. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Subito dopo compare il pulsante blu “Condividi”, utilizzato per autorizzare altri utenti ad accedere alla raccolta e collaborare alla consultazione dei materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Procedendo ancora verso destra si incontrano alcune icone di servizio. La prima, a forma messaggio, serve per inviare un feedback. Seguono l’icona con il punto interrogativo, dedicata ad una guida per assistenza, e quella a forma di ingranaggio, che apre le impostazioni dell’account. All’estrema destra compare infine il cerchio che rappresenta il profilo dell’utente connesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Poco più in basso, nella parte sinistra della schermata, compare il percorso della raccolta aperta. Il primo elemento indica l’account o lo spazio di lavoro, mentre il secondo è il nome assegnato alla raccolta, nel nostro caso “Raccolta di prova”. Alla destra di questa intestazione è presente il menu con i tre puntini verticali, dal quale si possono gestire le opzioni di modifica relative alla raccolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al centro dell’interfaccia compaiono due schede. La prima è “Documents”, attualmente selezionata, che ci mostra tutti i file caricati nella raccolta. La seconda, “Saved sessions”, che serve a ritrovare eventuali sessioni di lavoro salvate, per esempio ricerche o analisi già effettuate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto le schede si trova la barra di ricerca “Cerca nei documenti”. Qui il giornalista può inserire parole chiave, nomi, frasi esatte o altri termini per individuare rapidamente i punti in cui compaiono all’interno dei file caricati. All’estremità destra della barra è presente un’icona con un punto interrogativo, utile per ottenere indicazioni sugli operatori di ricerca.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="249" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14835" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-600x166.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-766x212.webp 766w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-300x83.webp 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 29-Focus sulle operazioni effettuabili sul singolo documento</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alla destra della barra di ricerca compare il pulsante “+ Aggiungi documenti”. Quando viene selezionato, si apre un menu che permette di scegliere da dove importare i materiali (da Google Drive, dal computer oppure tramite URL). Una volta importati tutti i documenti, la fase successiva che Pinpoint mette in atto è quella di analisi ed elaborazione dei file caricati.&nbsp; I documenti infatti vengono convertiti in un formato leggibile, il testo nelle immagini viene riconosciuto tramite il riconoscimento ottico dei caratteri, gli audio e i video vengono trascritti. Tutti i file infine vengono convertiti in formato pdf. Passando con il cursore sopra ad uno specifico documento, esso può essere etichettato, rinominato o eliminato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra l’area centrale e il pannello laterale destro sono presenti due icone verticali. Quella superiore, simile a una stella, richiama le funzioni di Gemini integrate in Pinpoint.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="509" height="929" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14836" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint.webp 509w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint-164x300.webp 164w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint-329x600.webp 329w" sizes="(max-width: 509px) 100vw, 509px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 30-Funzioni integrate di Gemini</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Trova risposte</strong>: è una funzione che ti permette di trovare delle informazioni specifiche all’interno dei documenti, formulando una domanda.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Riassumi</strong>: è una funzione che genera un riepilogo delle informazioni dei documenti selezionati o di una intera raccolta. Puoi anche specificare un argomento per filtrare i documenti pertinenti della raccolta che vuoi riepilogare.</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Confronta</strong>: è una funzione che ti permette di confrontare massimo 3 documenti della tua raccolta. Puoi anche specificare un argomento su cui vuoi applicare il confronto.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Estrai dati</strong>: è una funzione che ti permette di estrarre dati strutturati. È molto efficace soprattutto quando si lavora su tanti documenti organizzati nello stesso modo, come schede, moduli, registri o rapporti standardizzati. Puoi indicare quali campi vuoi ottenere nella matrice, inserendo per esempio “nome dell’autore”, “data del documento”, oppure altre domande specifiche. Per aggiungere nuove colonne è sufficiente usare il pulsante “+” e premere “Invio”.</li>
</ul>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-c30b8ca6 wp-block-columns-is-layout-flex" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="496" height="827" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2.webp" alt="" class="wp-image-14837" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2.webp 496w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2-180x300.webp 180w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2-360x600.webp 360w" sizes="(max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 31- Funzione Estrai i dati</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="437" height="839" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3.webp" alt="" class="wp-image-14838" style="aspect-ratio:0.5208588667860846;width:301px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3.webp 437w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3-313x600.webp 313w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3-156x300.webp 156w" sizes="(max-width: 437px) 100vw, 437px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 32- Focus sui risultati scaricabili in CSV</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalista può selezionare specifici documenti da cui estrarre i dati o considerare l’intera raccolta, definire i campi da estrarre manualmente (come mostrato in figura) e lasciare che la piattaforma recuperi quei dati. Il risultato può poi essere scaricato in formato CSV e analizzato in un normale foglio di calcolo. Questa funzione non serve tanto a leggere tabelle già presenti nei documenti, quanto a trasformare informazioni sparse e ricorrenti in dati ordinati, più facili da confrontare e verificare</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="480" height="911" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14839" style="aspect-ratio:0.5268942825807067" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint.webp 480w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint-158x300.webp 158w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint-316x600.webp 316w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 33-Menù Filtra raccolta</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’altra icona con tre linee orizzontali, che si trova sotto la funzione appena decritta di Gemini, apre invece il pannello “Filtra raccolta”. Questa sezione aiuta il giornalista a orientarsi dentro la raccolta in quanto organizza automaticamente le informazioni presenti nei documenti creando una “lista di entità”. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Si tratta di un indice dei principali elementi ricorrenti nel materiale caricato suddiviso per date, nomi di persone, per organizzazioni e luoghi citati nei file. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È una sezione molto funzionale perché invece di leggere manualmente ogni documento, il giornalista può aprire il filtro, selezionare per esempio il nome di una persona, di un ente o di una città, e visualizzare subito tutti i file in cui quell’elemento compare.</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Aprendo uno dei documenti indicati, Pinpoint permette poi di raggiungere direttamente il punto in cui il nome o il riferimento è citato, rendendo più rapida la consultazione e il confronto tra materiali diversi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="429" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint.webp" alt="" class="wp-image-14840" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-600x286.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-768x366.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 34-Schermata della trascrizione con tutte le funzionalità disponibili</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un’altra funzione utile di Pinpoint è la trascrizione automatica. Caricando un file audio o video, sempre tramite la funzione “+ Aggiungi documenti”, e successivamente cliccando sul file caricato, la piattaforma genera una trascrizione testuale consultabile e scaricabile, collegata al file originale tramite un player incorporato. I file audio e video devono avere una <a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/11991982?hl=en&amp;utm_">durata massima</a> di circa due ore a velocità normale e una dimensione inferiore a 8 GB.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalista può modificare direttamente la trascrizione in caso di errori cliccando sul tasto “Modifica” nella barra in alto a sinistra. Inoltre, cliccando sull’icona dei tre puntini, si apre un menù a cascata con tante altre funzionalità disponibili, fra cui la più utile, “trova” che ti permette di cercare parole specifiche all’interno del testo. Inoltre, sempre tra queste funzioni, c’è la possibilità di scaricare il file della trascrizione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Funzioni simili sono disponibili anche in altre piattaforme basate sull’intelligenza artificiale, come per esempio ChatGPT. La differenza, in questi casi, dipende soprattutto dai limiti di caricamento dei file, quindi dal loro peso, e dal tempo necessario al sistema per completare la trascrizione. Facendo una prova con un account Plus e caricando lo stesso video caricato su Pinpoint abbiamo notato che ad oggi ChatGPT ci mette un po’ più di tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine Pinpoint può essere usato anche per documenti storici o scansionati. Se una redazione lavora su archivi cartacei digitalizzati, lo strumento può riconoscere testo dattiloscritto e in alcuni casi anche manoscritto.</p>
</div>
</div>
</div>



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<h3 class="wp-block-accordion-heading has-icon has-icon-right"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-6-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" id="accordion-item-6" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">SynthID (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div aria-labelledby="accordion-item-6" data-wp-bind--hidden="state.isHidden" data-wp-on--beforematch="actions.handleBeforeMatch" id="accordion-item-6-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">SynthID è una tecnologia di Google pensata per rendere riconoscibili i contenuti come immagini, audio, testo e video creati o modificati con i suoi strumenti di intelligenza artificiale. Funziona attraverso un watermark digitale invisibile, cioè una sorta di firma nascosta inserita nel file che può essere rilevata solo da appositi sistemi di verifica. Questa tecnologia si adatta in base ai differenti contenuti digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nelle immagini, per esempio, SynthID modifica impercettibilmente alcuni pixel con un pattern statistico rilevabile da un detector. Nei contenuti audio, il watermark viene incorporato nel segnale sonoro senza essere percepibile dall’ascoltatore. Nel testo, invece, SynthID influenza leggermente la scelta dei token durante la generazione, creando una traccia statistica nella sequenza linguistica. In tutti i casi il segnale è pensato per essere rilevabile, ma può indebolirsi con modifiche pesanti, tagli, parafrasi, ricodifiche o trasformazioni aggressive.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo strumento, dunque, svolge una funzione diversa dagli altri descritti finora in quanto non supporta la scrittura o l’analisi dei documenti, ma aiuta i giornalisti a verificare l’origine dei materiali visivi, un passaggio sempre più rilevante nell’epoca dei contenuti generati con intelligenza artificiale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima operazione da fare per utilizzare questo strumento consiste nel salvare o recuperare un file da verificare. Può trattarsi di un’immagine ricevuta via e-mail, di un contenuto fornito da un ufficio stampa, di un video scaricato da una cartella condivisa o di un visual usato in una campagna. Noi, per esempio, abbiamo chiesto sia a Gemini che a OpenAI di generarci una immagine di un ciliegio in fiore.</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="900" height="675" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore.webp" alt="" class="wp-image-14842" style="aspect-ratio:1.333348498635123;width:402px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-600x450.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-300x225.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-768x576.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 35-Immagine di un ciliegio in fiore generata da ChatGPT</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="900" height="491" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore.webp" alt="" class="wp-image-14844" style="object-fit:cover;width:400px;height:260px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-300x164.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-600x327.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-766x418.webp 766w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 36-Immagine di un ciliegio in fiore generata da Gemini</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Successivamente, occorre aprire Gemini e avviare una nuova conversazione. Cliccando sul simbolo “+” nella barra della chat, si può caricare l’immagine da verificare e formulare una richiesta diretta, per esempio: </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Questa immagine contiene un watermark digitale SynthID</em>?” oppure “<em>Questa immagine risulta generata o modificata con Google AI</em>?”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il file è stato prodotto o alterato con strumenti di intelligenza artificiale di Google e conserva il watermark, Gemini può rilevarlo e segnalarlo. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="429" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat.webp" alt="" class="wp-image-14845" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-600x286.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-768x366.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 37-Verifica sull&#8217;immagine generata da ChatGPT</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel nostro test abbiamo sottoposto alla verifica entrambe le immagini, ottenendo risposte sostanzialmente simili.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="429" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI.webp" alt="" class="wp-image-14847" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-600x286.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-768x366.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 38-Verifica sull&#8217;immagine generata da Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come notiamo dalle risposte ottenute, sembra che in realtà Gemini non possa effettuare questo controllo. Questo perché Gemini per verificare file immagini, video o audio utilizza uno strumento specifico che deve essere attivato, ovvero Verify AI. Il suo funzionamento si basa su sistemi di identificazione e tracciabilità dei contenuti digitali come appunto SynthID e C2PA, che merita un approfondimento specifico e sarà analizzata successivamente.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-c30b8ca6 wp-block-columns-is-layout-flex" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="900" height="431" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai.webp" alt="" class="wp-image-14849" style="object-fit:cover;width:700px;height:300px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-600x287.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-300x144.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-766x367.webp 766w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 39-Schermata impostazioni app connesse</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="659" height="517" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2.webp" alt="" class="wp-image-14850" style="object-fit:cover;width:400px;height:280px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2.webp 659w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2-300x235.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2-600x471.webp 600w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 40-App connesse: Verify AI</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per attivare Verify AI, occorre aprire le impostazioni di Gemini cliccando sull’icona a forma di rotellina accanto al profilo utente e selezionare la voce “App connesse”.&nbsp; Si aprirà un menù in cui verranno mostrate tutte le possibili app esterne che si possono collegare a Gemini e in particolare Verify AI. Per abilitarla, è sufficiente flaggare l’apposito pulsante e, una volta collegata, Gemini utilizzerà questa funzione per la verifica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="900" height="429" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2.webp" alt="" class="wp-image-14853" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-600x286.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-768x366.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 41-Schermata risposta ottenuta dopo l&#8217;attivazione di Verify AI per l&#8217;immagine generata da Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta attivato lo strumento Verify AI, rifacciamo la procedura e la risposta che otteniamo è differente. Come potete notare in questo caso, Gemini riconosce che l’immagine è stata prodotta dalla sua intelligenza artificiale, oltre a segnalare la presenza di C2PA. Abbiamo fatto la prova anche con l’immagine generata invece da OpenAI e questa è stata la risposta che abbiamo ottenuto:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="429" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1.webp" alt="" class="wp-image-14852" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1.webp 900w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1-600x286.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1-300x143.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1-768x366.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 42-Schermata risposta ottenuta dopo l&#8217;attivazione di Verify AI per l&#8217;immagine generata da ChatGPT</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo tipo di immagini, invece, non sono presenti watermark digitali SynthID ma solo C2PA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In base alle fonti pubbliche ad oggi disponibili, di seguito alleghiamo una tabella che comprende le aziende AI che utilizzano SynthID</p>



<figure style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)" class="wp-block-table"><table class="has-contrast-color has-text-color has-link-color has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Azienda</strong></td><td><strong>Stato</strong></td><td><strong>Tipi di contenuto a cui viene applicato SynthID</strong></td><td><strong>Dettagli</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>OpenAI</strong></td><td>Già annunciato/attivo per immagini</td><td>Immagini generate</td><td>OpenAI dichiara di integrare <a href="https://openai.com/it-IT/index/advancing-content-provenance/">SynthID</a> a partire da immagini generate tramite ChatGPT, Codex o OpenAI API. Lo usa insieme ai metadati C2PA</td></tr><tr><td><strong>Google / Google DeepMind</strong></td><td>Già operativo</td><td>Immagini, video, audio, testo</td><td>Google dice che i watermark <a href="https://deepmind.google/models/synthid/">SynthID </a>sono incorporati nei contenuti AI generati dai suoi prodotti consumer e che coprono immagini, audio, testo e video. Per l’audio, cita esplicitamente Lyriae la funzione podcast di NotebookLM; per il testo, cita output generati da Gemini app e web experience.</td></tr><tr><td><strong>NVIDIA</strong></td><td>Già annunciato/attivo per video</td><td>Video</td><td>NVIDIA usa <a href="https://nvidianews.nvidia.com/news/nvidia-alphabet-and-google-collaborate-on-the-future-of-agentic-and-physical-ai">SynthID</a> per watermarkare solo per gli output AI generati da NVIDIA Cosmos, Cosmos WFM</td></tr><tr><td><strong>Kakao</strong></td><td>già annunciata/ partnership</td><td>Immagini e video</td><td>&nbsp;La <a href="https://finance.biggo.com/news/yI4jQ54BpwxG186NDznq">tecnologia</a> verrà applicata ai modelli Collage e Kinema di Kanana a partire dalla seconda metà di quest&#8217;anno, con un&#8217;implementazione prioritaria su Kanana Template, una funzionalità che crea brevi video generati dall&#8217;IA a partire da immagini condivise tramite KakaoTalk</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver chiarito il ruolo di SynthID, occorre approfondire anche C2PA, già richiamato tra i sistemi su cui può basarsi la verifica dei contenuti digitali. Si tratta di uno standard aperto che mira a documentare in modo verificabile l’origine, la storia e le eventuali modifiche di un file attraverso credenziali digitali firmate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando un contenuto viene creato o modificato da un sistema compatibile C2PA, il software genera un insieme strutturato di metadati chiamato manifest. Dentro il manifest possono esserci dichiarazioni, dette spesso assertions, sul contenuto: autore o organizzazione, strumento usato, tipo di operazione, cronologia delle modifiche, thumbnail, relazioni con file precedenti, uso di AI generativa, timestamp e altre informazioni. Quel manifest viene poi firmato digitalmente con una chiave crittografica associata all’organizzazione o al servizio che lo produce.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche in questo caso di seguito riportiamo una tabella con tutte le aziende che appongono ad oggi C2PA:</p>



<figure style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)" class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Azienda / prodotto AI</strong></td><td><strong>Tipi di contenuto a cui viene applicato C2PA / Content Credentials </strong></td><td><strong>Dettagli</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>OpenAI</strong></td><td>Immagini generate con ChatGPT, Codex e API; OpenAI dichiara anche Content Credentials per immagini DALL·E 3, ImageGen e Sora</td><td>Dal 2026 le immagini includono C2PA metadata. Il tool pubblico di verifica <a href="https://help.openai.com/en/articles/8912793-c2pa-and-synthid-in-openai-generated-images?utm_source=chatgpt.com" data-type="link" data-id="https://help.openai.com/en/articles/8912793-c2pa-and-synthid-in-openai-generated-images?utm_source=chatgpt.com">OpenAI</a>, al momento indicato, è focalizzato sulle immagini. </td></tr><tr><td><strong>Adobe / Firefly</strong></td><td>Contenuti generati con Adobe Firefly e API; contenuti creati/modificati in app Adobe come Photoshop, Lightroom, Adobe Stock e Premiere</td><td><a href="https://helpx.adobe.com/creative-cloud/apps/adobe-content-authenticity/content-credentials/overview.html" data-type="link" data-id="https://helpx.adobe.com/creative-cloud/apps/adobe-content-authenticity/content-credentials/overview.html">Adobe</a> dice che i Content Credentials sono applicati automaticamente ai contenuti generati con Firefly e API; le app Adobe possono includere origine, modifiche, AI usata e attribuzione. </td></tr><tr><td><strong>Microsoft / Bing Image Creator e Bing Video Creator</strong></td><td>Immagini generate con Bing Image Creator; video generati con Bing Video Creator</td><td><a href="https://www.bing.com/images/create/ai-image-generator?utm_source=chatgpt.com" data-type="link" data-id="https://www.bing.com/images/create/ai-image-generator?utm_source=chatgpt.com">Microsoft</a> indica per le immagini e per i video sia watermark visibile sia Content Credentials/provenance C2PA</td></tr><tr><td><strong>Google / Gemini Enterprise Agent Platform, Vertex AI, Imagen, Veo, Lyria</strong></td><td>Immagini e video creati o modificati con modelli Google supportati; la documentazione include modelli Gemini image, Imagen e Veo; indica anche Lyria tra i modelli supportati</td><td>Google dice che i media generati con modelli supportati ricevono automaticamente Content Credentials firmate da <a href="https://docs.cloud.google.com/gemini-enterprise-agent-platform/models/content-credentials?hl=it" data-type="link" data-id="https://docs.cloud.google.com/gemini-enterprise-agent-platform/models/content-credentials?hl=it">Google LLC</a>. La pagina aggiornata al 22 maggio 2026 elenca immagini/video e modelli supportati. </td></tr><tr><td><strong>Amazon / AWS Titan Image Generator</strong></td><td>Immagini generate con Amazon Titan Image Generator v1 e v2 su Amazon Bedrock</td><td><a href="https://aws.amazon.com/it/about-aws/whats-new/2024/09/content-credentials-amazon-titan-image-generator/" data-type="link" data-id="https://aws.amazon.com/it/about-aws/whats-new/2024/09/content-credentials-amazon-titan-image-generator/">AWS</a> afferma che le Content Credentials C2PA sono incluse di default nelle immagini generate e includono modello, piattaforma e tipo di task. </td></tr><tr><td><strong>Meta / Meta AI, Facebook, Instagram, Threads</strong></td><td>Immagini fotorealistiche create con Meta AI; inoltre etichettatura di immagini AI caricate sulle piattaforme quando rilevabili</td><td><a href="https://about.fb.com/news/2024/02/labeling-ai-generated-images-on-facebook-instagram-and-threads/?utm_source=chatgpt.com" data-type="link" data-id="https://about.fb.com/news/2024/02/labeling-ai-generated-images-on-facebook-instagram-and-threads/?utm_source=chatgpt.com">Meta</a> dichiara l’uso di marker visibili, watermark invisibili e metadati incorporati nei file per immagini fotorealistiche create con Meta AI; usa inoltre segnali standard per etichettare contenuti AI di terzi. </td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La C2PA mette a disposizione anche un <a href="https://contentcredentials.org/">portale di verifica.</a> All’interno del sito, in alto a destra, si trova la voce “Verify”. Da questa sezione è possibile caricare un contenuto multimediale e controllare se contiene metadati conformi allo standard C2PA. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se il file è stato creato o modificato seguendo queste specifiche, il portale permette di leggere alcune informazioni sulla sua storia: chi lo ha prodotto, quali passaggi ha attraversato, se è stato modificato e, quando dichiarato, se nella sua realizzazione sono stati impiegati strumenti di intelligenza artificiale. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo controllo funziona però solo se il contenuto conserva le credenziali digitali previste dallo standard C2PA. In caso contrario, il portale potrebbe non restituire informazioni utili.</p>
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<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>L&#8217;Audio Overview di quest&#8217;articolo con NotebookLM (italiano) </strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/I_quattro_strumenti_Google_per_giornalismo-online-audio-converter.com_.mp3"></audio></figure>



<div style="height:63px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti sugli strumenti AI di Google spiegati nella guida</h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><img decoding="async" width="2560" height="268" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp" alt="" class="wp-image-14592" style="width:221px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp 2560w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-600x63.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1100x115.webp 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-300x31.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-768x80.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1536x161.webp 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-2048x214.webp 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>1. </strong><strong>Quali sono gli elementi chiave per scrivere un prompt efficace per Gemini?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per ottenere risultati di qualità, bisogna assegnare uno <strong>specifico ruolo</strong> allo strumento (es. &#8220;giornalista investigativo&#8221;), indicare chiaramente il <strong>compito</strong>, specificare il <strong>pubblico</strong> di riferimento e il <strong>formato</strong> desiderato per la risposta. È inoltre fondamentale la fase di <strong>iterazione</strong>, ovvero affinare progressivamente la richiesta leggendo i risultati iniziali e correggendoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>2.</strong><strong>In cosa differisce NotebookLM rispetto a Gemini?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">A differenza di Gemini, che è un modello generativo generale, NotebookLM è <strong>ancorato esclusivamente alle fonti</strong> caricate dall&#8217;utente. Questo lo rende meno incline alle &#8220;allucinazioni&#8221; e permette al giornalista di ottenere risposte collegate direttamente a documenti specifici per una verifica immediata.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>3. NotebookLM può generare formati diversi dal testo semplice?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sì, tramite la funzione integrata <strong>Studio</strong>, NotebookLM può trasformare le fonti caricate in diversi formati come <strong>Overview audio (podcast), Overview video, mappe mentali, report, flashcard, quiz e infografiche</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>4</strong>. <strong>È possibile trascrivere file audio e video con questi strumenti?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sì, grazie a <strong>Pinpoint</strong> che offre una funzione di trascrizione automatica caricando un file audio o video. La piattaforma genera un testo consultabile, modificabile e scaricabile, collegato al file originale tramite un player incorporato.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>5. </strong><strong>Perché Pinpoint è considerato uno strumento utile per il giornalismo investigativo?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Pinpoint permette di analizzare <strong>enormi archivi di documenti</strong> (fino a 240.000 file al giorno) di diverso tipo, come PDF, e-mail e immagini scansionate tramite OCR. Inoltre, individua automaticamente nomi di persone, luoghi e organizzazioni, facilitando la ricerca di schemi e collegamenti in inchieste complesse</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>6. </strong><strong>Come funziona la tecnologia SynthID per la verifica dei contenuti generati dall&#8217;AI?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">SynthID inserisce un <strong>watermark digitale invisibile</strong> nei contenuti generati o modificati dall&#8217;IA (immagini, audio, video e testo). Questa firma nascosta può essere rilevata da appositi sistemi di verifica, aiutando i giornalisti a riconoscere l&#8217;origine dei materiali visivi o sonori.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>7. </strong><strong>Qual è la differenza tra SynthID e lo standard C2PA?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>SynthID</strong> è una tecnologia di filigrana invisibile incorporata direttamente nel file. Il <strong>C2PA</strong> è invece uno standard aperto che utilizza metadati firmati digitalmente (chiamati <em>manifest</em>) per documentare l’origine, la storia e le modifiche di un file. Entrambi possono essere rilevati tramite lo strumento <strong>Verify AI</strong> integrato in Gemini.</p>
</div>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.interskills.it/2026/06/24/strumenti-ai-di-google-in-redazione-una-guida-pratica/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Tre verità umane in un’era algoritmica</title>
		<link>https://www.interskills.it/2026/01/29/tre-verita-umane-in-unera-algoritmica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 14:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Media Digitali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=13588</guid>

					<description><![CDATA[Il report Media Trends 2026 di Dentsu individua tre “verità umane” che restano centrali anche nell’era degli algoritmi.
Semplicità, relazione e qualità dei contenuti diventano elementi chiave per ricostruire fiducia.
Il futuro dell’informazione passa dalla capacità di mantenere un giudizio umano consapevole.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il panorama dell’informazione non è più dominato solo dalle grandi piattaforme social o dai motori di ricerca tradizionali. L’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa, la frammentazione del pubblico e il cambiamento delle abitudini di ricerca hanno messo in discussione modelli che per anni sono sembrati solidi.<br>È all’interno di questo contesto che si colloca <em><a href="https://www.dentsu.com/reports/n2026_media_trends_report">Media Trends 2026 – Human Truths in the Algorithmic Era</a></em>, il report pubblicato da <strong>Dentsu</strong>, società internazionale giapponese attiva nei settori della pubblicità, del marketing e della comunicazione, con sede a Tokyo e una presenza operativa in oltre 145 Paesi</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il documento propone una lettura strategica dei mutamenti in atto nell’ecosistema dei media e della comunicazione, rivolta in primo luogo a brand, inserzionisti e operatori del mercato. Il report si basa su un’analisi che combina dati proprietari del gruppo Dentsu, ricerche di mercato quantitative e qualitative, studi sui comportamenti dei consumatori e insight elaborati dagli strategist del network, offrendo una visione articolata dei trend emergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il concetto centrale è che, in una fase di accelerazione tecnologica senza precedenti, ciò che tende a rimanere relativamente stabile sono i comportamenti umani. Le tecnologie evolvono rapidamente, mentre bisogni, aspettative e modalità di relazione delle persone cambiano con maggiore lentezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È su questo scarto temporale che Dentsu individua le cosiddette <em>human truths</em>, intese come punti di ancoraggio interpretativo in un ambiente sempre più dominato da algoritmi, automazione e processi opachi. Il rischio che emerge è che le logiche algoritmiche, se adottate in modo acritico, finiscano per influenzare non solo i modelli di business, ma la funzione stessa dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa direzione si inserisce il contributo di Mohammad El Hawary, direttore editoriale di Al-Fanar Media, piattaforma giornalistica indipendente focalizzata su scienza, conoscenza e media nel mondo arabo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">El Hawary <a href="https://al-fanarmedia.org/2026/01/human-truths-in-an-algorithmic-age-why-journalism-must-remain-human-centred/">afferma </a>che il rischio principale non è che l’intelligenza artificiale sostituisca i giornalisti, quanto piuttosto che il giornalismo finisca per adattarsi alle logiche delle macchine, rinunciando progressivamente alla propria voce per produrre contenuti sempre più rapidi, standardizzati e prevedibili. In questo caso si può notare come l’adozione acritica delle logiche algoritmiche possa incidere non solo sui modelli di business, ma sulla funzione stessa dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per evitare questa distorsione, diventa necessario riaffermare ciò che distingue il giornalismo di qualità ovvero alcune “verità umane” che, anche in un’epoca dominata dall’automazione, possono e devono continuare a orientare le scelte editoriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Verità 1: &nbsp;Siamo Semplici finché non diventiamo Complessi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In un flusso costante di stimoli, notifiche e informazioni, le persone  per necessità tendono a cercare scorciatoie cognitive. L’attenzione è una risorsa limitata e, quando viene continuamente sollecitata, il bisogno di semplicità e immediatezza diventa una forma di autodifesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È su questa dinamica che fanno leva gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale e gli agenti automatizzati: offrono risposte istantanee, riducono i passaggi intermedi, semplificano le decisioni quotidiane. Dal punto di vista dell’utente, il vantaggio è evidente, ovvero, meno tempo speso, meno fatica richiesta, più efficienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma quando la semplificazione diventa sistematica, rischia di produrre l’effetto opposto, ridurre troppo la complessità non sempre significa migliorare l’esperienza, spesso la rende più povera. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel mondo dell’informazione, il giornalismo oggi opera in un contesto fortemente influenzato dagli algoritmi, dalle logiche di indicizzazione e dalla competizione per l’attenzione. L’ottimizzazione per i motori di ricerca, i riassunti automatici e la standardizzazione dei formati spingono verso contenuti rapidi, facilmente riconoscibili e subito fruibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma l’informazione non è,  e non può essere, solo sintesi. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il lavoro giornalistico implica verifica, contestualizzazione, collegamento tra i fatti e responsabilità editoriale. Tutti elementi che richiedono tempo, mediazione e una certa dose di complessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È qui che entra in gioco il cosiddetto <em>paradosso della fruizione facile</em>: l’idea che eliminare ogni forma di resistenza o profondità non renda necessariamente l’esperienza migliore. In realtà, ciò che rende un contenuto solido, affidabile e memorabile è proprio il fatto che richieda attenzione, tempo e partecipazione. Una complessità ben dosata non è un ostacolo, ma un valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcune testate scelgono di non assecondare la spinta alla semplificazione estrema. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È il caso di <em>Al-Fanar Media</em>, piattaforma indipendente con un forte impegno nella divulgazione scientifica e culturale nel mondo arabo. Invece di puntare sulla rapidità del consumo, investe in analisi approfondite, reportage di lunga durata e contenuti che richiedono tempo per essere letti e compresi. Perché non tutte le storie possono essere semplificate senza perdere significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque, il nodo centrale, dunque, non è rifiutare l’intelligenza artificiale, ma comprendere come e dove utilizzarla, senza sacrificare ciò che rende il giornalismo davvero rilevante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Verità 2: Siamo Animali Sociali </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se la prima verità individuata dal report riguarda il bisogno di semplicità come risposta alla complessità tecnologica, la seconda sposta lo sguardo su un altro pilastro fondamentale dell’esperienza umana: <strong>la relazione</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In un mondo in cui le interazioni avvengono sempre più attraverso schermi, piattaforme e intelligenze artificiali, il bisogno di connessione non si è affievolito. Al contrario, è diventato ancora più urgente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le persone continuano a cercare legami autentici, momenti di confronto, occasioni per sentirsi parte di una comunità. Condividere esperienze, riconoscersi in un gruppo, costruire appartenenze, tutto ciò resta centrale. E, paradossalmente, cresce proprio in risposta a un ambiente che tende a rendere i rapporti più impersonali e frammentati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalismo, da sempre, ha avuto un ruolo chiave in questa dimensione sociale. Prima che fossero gli algoritmi a decidere cosa vedere e cosa ignorare, le notizie non si limitavano ad essere lette ma erano discusse nei bar, nelle scuole, nei circoli culturali. L’informazione viveva dentro uno spazio collettivo, contribuendo alla formazione di un’opinione pubblica attiva e plurale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oggi, però, questo spazio di confronto si è trasformato. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nell’ecosistema digitale attuale, sono le piattaforme a stabilire quali contenuti diventano visibili. Il risultato è una crescente frammentazione: comunità autoreferenziali, sempre più chiuse al dissenso e alla complessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il report interpreta questa trasformazione come una sfida, ma anche come un’opportunità. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se da un lato i media rischiano di rincorrere le metriche di coinvolgimento, adattandosi ai meccanismi delle piattaforme, dall’altro possono scegliere una strada diversa, ovvero <strong>tornare a essere spazi di relazione</strong>, non solo canali di distribuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo significa ripensare formati e linguaggi, privilegiare contenuti che favoriscano il dialogo, la continuità e il senso di appartenenza, come newsletter tematiche, community journalism, eventi editoriali, iniziative che ristabiliscano un contatto diretto tra chi produce informazione e chi la riceve. In un ambiente dominato da logiche algoritmiche, la relazione umana può tornare ad essere un <strong>fattore strategico</strong>, non un semplice retaggio del passato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Verità 3: Non &#8220;Leggiamo&#8221; la Pubblicità </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il pubblico non ha smesso di leggere le notizie né di prestare attenzione ai messaggi dei brand. Ha smesso, piuttosto, di dedicare tempo a contenuti che non percepisce come rilevanti. In un ambiente informativo sempre più affollato, le persone scelgono con maggiore attenzione cosa leggere, guardare o ignorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa dinamica non è nuova, ma oggi è diventata più evidente. Già negli anni Sessanta il pubblicitario statunitense <strong>Howard Luck Gossage</strong> osservava che «nessuno legge la pubblicità; le persone leggono ciò che le interessa e, a volte, si tratta di un annuncio». Un’intuizione che anticipa un comportamento oggi amplificato dalla sovrabbondanza di contenuti digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’ecosistema informativo contemporaneo è segnato da fenomeni come il <em>doomscrolling</em>, la fruizione compulsiva di contenuti spesso negativi, e dalla diffusione dell’<em>AI slop</em>, ovvero contenuti generati automaticamente, ripetitivi e di bassa qualità. In questo contesto, l’attenzione non è semplicemente limitata: viene attivamente difesa dal pubblico, che sviluppa strategie di selezione sempre più rigide.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo atteggiamento si traduce in un rifiuto del “giornalismo vuoto”: notizie superficiali, sensazionalistiche o ripetitive, che finiscono per indebolire il valore dell’informazione. Per le testate e per i brand, rispondere a questa crisi non significa aumentare il volume dei contenuti. Al contrario, puntare sulla quantità rischia di alimentare una spirale regressiva che riduce l’efficacia dei messaggi e contribuisce all’inquinamento informativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come evidenziato dal report, il 2026 potrebbe segnare un passaggio importante: dall’ossessione per la saturazione a un approccio più attento alla qualità, alla rilevanza e alla capacità dei contenuti di generare un impatto duraturo. In questo scenario, non è il formato a fare la differenza, ma la profondità dell’esperienza che un contenuto riesce a offrire.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’IA allontana i lettori, il giornalismo resta solo</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/06/27/lia-allontana-i-lettori-il-giornalismo-resta-solo/</link>
					<comments>https://www.interskills.it/2025/06/27/lia-allontana-i-lettori-il-giornalismo-resta-solo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 13:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=12488</guid>

					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale generativa cambia il giornalismo, riducendo il contatto diretto tra lettori e fonti. Le risposte sintetiche diminuiscono traffico e coinvolgimento, minando la sostenibilità delle redazioni. La GEO adatta i contenuti agli algoritmi, producendo un’informazione impersonale che indebolisce il pensiero critico e il dibattito pubblico.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Da qualche tempo ormai, chi osserva con attenzione il mondo dell’informazione  e in  particolare del giornalismo ha imparato a confrontarsi con una realtà nuova rappresentata dall’intelligenza artificiale generativa, che ha trasformato profondamente il modo in cui cerchiamo, produciamo e consumiamo notizie. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un tempo il traffico web era considerato il termometro dell’interesse dei lettori. Bastava contare i clic per capire se un pezzo aveva colto nel segno. Oggi, quel segnale si fa sempre più sottile, le IA, integrate nei motori di ricerca e nei chatbot, rispondono direttamente alle domande degli utenti. L’IA serve la risposta su un piatto d’argento, ma nel farlo salta un passaggio cruciale ovvero il contatto tra il lettore e la fonte. Ed è lì che il giornalismo, quello vero, rischia di perdersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Axios <a href="https://www.axios.com/2025/06/19/ai-search-traffic-publishers">ha documentato</a> con precisione questa decrescita, affermando che il calo di traffico non è episodico, è strutturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non si tratta più di fare a gara per una posizione migliore su Google o di affinare strategie SEO, perchè è il meccanismo stesso della “discovery” ad essere cambiato. Le risposte sintetiche fornite dalle IA, per quanto spesso corrette, svuotano di significato il principio stesso della citazione, trasformando i giornali in semplici serbatoi di dati per modelli linguistici che raramente riconoscono la paternità delle idee.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Matthew Prince, CEO di Cloudflare, azienda che protegge e accelera i siti web rendendoli più sicuri e performanti, <a href="https://www.axios.com/2025/06/19/ai-search-traffic-publishers">ha centrato </a>il punto con una lucidità disarmante: nell’ecosistema informativo dominato dalle intelligenze artificiali, il lettore non arriva più alla fonte. Anche quando i link ci sono, raramente vengono cliccati. È il segnale di un cambiamento non solo tecnologico, ma cognitivo, la soglia d’attenzione si è abbassata, il desiderio di approfondire si affievolisce. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’utente si accontenta della risposta sintetica, del frammento, della superficie. Il clic, quel gesto minimo che significava curiosità, coinvolgimento, volontà di capire sta scomparendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri raccontano questo declino con precisione. Dieci anni fa, Google portava un lettore a un editore ogni due pagine analizzate. Sei mesi fa, il rapporto era di uno ogni sei. Oggi, è precipitato a uno ogni diciotto. E le piattaforme di AI fanno ancora peggio: sei mesi fa, OpenAI portava un visitatore ogni 250 pagine; oggi uno ogni 1.500. Anthropic è passata da uno ogni 6.000 a uno ogni 60.000. Un crollo verticale, che rivela non solo un problema di redistribuzione del valore, ma anche un mutamento nel comportamento stesso dell’utente: più passivo, più veloce, meno disposto ad approfondire.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo contesto, la notizia perde spessore, si appiattisce. Diventa una notizia indistinta, trattata dagli algoritmi come materia grezza da sintetizzare in risposte rapide, efficaci, pronte all’uso. Ma nel farlo, si perde tutto ciò che fa dell’informazione un bene culturale e non solo un dato: il contesto, il tono, la firma, la responsabilità. Gli algoritmi non conoscono né la fatica della verifica, né l’etica di una scelta editoriale, né l’autorevolezza costruita in anni di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ed è qui che il problema si allarga, diventando strutturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le redazioni si reggono sui lettori: sono loro che generano valore economico, attraverso la pubblicità che visualizzano, gli abbonamenti che sottoscrivono o le licenze che finanziano la produzione di contenuti. Ma se tra chi scrive e chi legge si inserisce un filtro artificiale che intercetta le domande, rielabora le risposte e le consegna già pronte, allora quel legame diretto si spezza. E con esso si rompe il modello economico che sostiene l’intero sistema informativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma non è solo una questione economica,è anche una questione di attenzione ed interesse del lettore. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando l’utente riceve risposte immediate, già confezionate, senza dover leggere un articolo intero, senza confrontarsi con uno stile, un ragionamento, un punto di vista, smette di attivare un pensiero critico. Non si crea più un vero incontro tra il lettore e l’autore. L’informazione diventa una pillola da ingerire al volo, senza domande, senza contesto e così perde rilevanza trasformandosi in un altro dato tra mille, facilmente dimenticabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">I modelli IA generativi non solo oscurano i giornali, ma <a href="https://www.theatlantic.com/technology/archive/2025/06/generative-ai-pirated-articles-books/683009/">si nutrono</a> dei loro contenuti. Milioni di articoli, saggi, libri, anche coperti da copyright sono stati utilizzati per addestrare modelli commerciali, spesso senza consenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"> Ad esempio, il caso del dataset “Books3” un’intera biblioteca digitale<a href="https://www.wired.com/story/battle-over-books3/"> sfruttata </a>come materia prima, senza autorizzazione, per potenziare sistemi che poi sottraggono visibilità proprio a chi quei contenuti li ha creati. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Stiamo parlando di una forma di esproprio invisibile ma profondamente reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le conseguenze oltre ad essere economiche sono anche culturali, in quanto il giornalismo perde autorevolezza e riconoscibilità. Quando l’informazione arriva già riformulata da un algoritmo, si spegne la voce dell’autore, si cancella la firma, si dissolve la prospettiva e soprattutto, si allontana il lettore in quanto abituato a risposte istantanee, il pubblico perde l’abitudine all’approfondimento. Il giornalista, intanto, si trasforma in un ghost writer al servizio di una macchina che non cita, non accredita e non risponde dei propri errori. E quando c’è un errore, non si sa più a chi attribuirlo. Chi risponde di un’informazione errata generata da un modello che ha parafrasato un pezzo senza citarlo?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel frattempo, le redazioni hanno cercato di reagire a questi soprusi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcune testate hanno siglato accordi di licenza con i produttori dei modelli di IA, nella speranza di ottenere una compensazione per l’uso dei propri contenuti. Ma spesso si tratta di accordi al ribasso, con compensi simbolici rispetto al valore reale del materiale ceduto. <br>Altre testate stanno tentando di proteggersi con soluzioni tecniche: sistemi anti-scraping, blocchi agli spider automatici, restrizioni sui contenuti accessibili ai bot. Sono però misure difensive, spesso facili da aggirare, che non risolvono il problema alla radice.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le due strategie ne sta emergendo una terza, più sottile e per certi versi ancora più preoccupante: la <strong>Generative Engine Optimization (GEO)</strong>. Si tratta di un adattamento del giornalismo ai meccanismi delle IA generative, simile almeno per logica  a quanto accaduto anni fa con la SEO (Search Engine Optimization). </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Solo che, se la SEO mirava a rendere i contenuti più visibili nei motori di ricerca <em>per gli utenti umani</em>, la GEO punta a rendere i contenuti “appetibili” <em>per le intelligenze artificiali</em>. In pratica, si comincia a scrivere pensando non più al lettore reale, ma all’algoritmo che sintetizzerà la notizia e la trasmetterà al lettore al suo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo significa usare strutture, linguaggi, parole chiave e toni che l’IA possa riconoscere facilmente e integrare nelle sue risposte. Non si cerca più di costruire un testo complesso, ricco, personale ma un’informazione neutra, standardizzata, pensata per essere inglobata da un sistema che ne farà uso senza necessariamente attribuirla.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Si passa dal giornalismo come atto di comunicazione umana, una voce che parla a un’altra, a una produzione orientata a un’interfaccia artificiale: in questo processo, il lettore viene marginalizzato, non è più al centro dell&#8217;atto comunicativo ma un destinatario passivo, che riceve risposte già rielaborate, private di profondità e contesto. Così, il giornalismo smette di essere esperienza, confronto, comprensione. Diventa un flusso informativo sterile, funzionale solo al consumo veloce.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Causando senza alcun dubbio l&#8217; impoverimento del dibattito pubblico, perché un’informazione che non riceve attenzione, che non stimola riflessione, che non costruisce un legame col lettore, è un’informazione che non incide. E un giornalismo senza lettori, reali, attivi, pensanti, è solo una voce che parla nel vuoto.</p>
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		<title>Il New York Times rinnova la home page: un sistema ibrido di algoritmi e scelte editoriali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 15:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmi]]></category>
		<category><![CDATA[gestione home page]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[giudizio editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[new york times]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn352024]]></category>
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					<description><![CDATA[Il New York Times ha introdotto un sistema ibrido che combina algoritmi e scelte editoriali per gestire la sua home page. Gli algoritmi selezionano e classificano le storie, ma gli editori mantengono il controllo sulla loro visibilità. Funzioni come "Exposure Boosting" e "Smart Refreshing" ottimizzano l'esperienza utente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-e75bed05 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il <a href="https://open.nytimes.com/how-the-new-york-times-incorporates-editorial-judgement-in-algorithms-to-curate-home-screen-content-85f48209fdad"><em>The </em></a><a href="https://open.nytimes.com/how-the-new-york-times-incorporates-editorial-judgement-in-algorithms-to-curate-home-screen-content-85f48209fdad"><em>New York Times</em></a> ha recentemente aggiornato il modo in cui gestisce i contenuti della sua home page, introducendo algoritmi che lavorano in collaborazione con gli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni giorno, il giornale pubblica più di 250 articoli, ma solo tra i 50 e i 60 possono essere visualizzati contemporaneamente sulla home page. Fino a poco tempo fa, la selezione e la programmazione delle storie erano gestite manualmente dagli editori. Questo approccio, pur garantendo una programmazione di alta qualità, richiedeva un notevole dispendio di tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ottimizzare e accelerare questo processo, il Times ha sviluppato algoritmi che non si limitano a classificare le notizie basandosi su dati e interazioni degli utenti, ma incorporano anche le modalità tipiche di pubblicazione utilizzate da redattori ed editori, in ogni fase della programmazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)">Questo sistema consente al team editoriale di promuovere contenuti importanti e rilevanti utilizzando un sistema automatico che però si basa sulle impostazioni tipiche degli editori. In particolare, gli algoritmi aiutano a mettere in evidenza non solo le notizie più recenti, ma anche articoli di approfondimento e contenuti provenienti da sub-brands (sotto-marchi) del Times, come The Athletic e Wirecutter.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="561" height="690" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-1-rit.webp" alt="" class="wp-image-10162" style="width:700px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-1-rit.webp 561w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-1-rit-488x600.webp 488w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-1-rit-244x300.webp 244w" sizes="(max-width: 561px) 100vw, 561px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1- Home page del N<em>YT</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)">Il sistema algoritmico introdotto dal New York Times si basa su tre fasi principali:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)"><strong>Pooling</strong>: la creazione di un insieme di storie idonee per un determinato modulo della home page, chiamato Pool, che può essere creato in due modi, manualmente dagli editori, che scelgono gli articoli da includere, oppure, automaticamente tramite una query, ossia una richiesta automatizzata che estrae storie basate su criteri specifici stabiliti dalla redazione. Ad esempio, la query potrebbe filtrare gli articoli per argomento, categoria o altre regole definite dagli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ranking</strong>: Una volta che le storie sono state organizzate all&#8217;interno di un Pool, vengono classificate tramite un meccanismo di classificazione, che stabilisce quale storia sia più rilevante o importante. La classificazione può avvenire, mediante l’algoritmo Contextual Bandit, che apprende in tempo reale come gli utenti interagiscono con determinati articoli. L&#8217;algoritmo è in grado di fare previsioni sul livello di coinvolgimento che un determinato articolo può generare, prendendo in considerazione vari fattori come la provenienza geografica del lettore e altre caratteristiche specifiche del pubblico. Questo approccio consente una stima più accurata su quale tipo di contenuto potrebbe interessare maggiormente al lettore. Parallelamente all&#8217;algoritmo, gli editori mantengono la possibilità di ordinare le storie manualmente, tenendo conto di criteri editoriali come la novità e l&#8217;importanza di una notizia. Gli editori possono quindi creare una classifica personalizzata delle storie, considerando quelle più nuove e rilevanti come più importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)"><strong>Finishing: </strong>In questa fase finale, vengono applicate le linee guida editoriali e le regole aziendali per garantire che le storie rispettino gli standard stabiliti. Dopo aver creato una lista ordinata di articoli in base alla loro importanza, vengono apportate modifiche finali in base a regole specifiche stabilite con i redattori. Ad esempio, c’è una funzione chiamata Pinning, che permette agli editori di fissare in alto storie importanti, forzando l’algoritmo. In aggiunta, vengono introdotti anche filtri che riducono la comparsa delle storie che l&#8217;utente ha già visto (already – seen) o letto diverse volte (already – read) . In questo modo, il giornale garantisce al lettore un’esperienza dinamica e pertinente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="645" height="564" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-2.jpeg" alt="" class="wp-image-10163" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-2.jpeg 645w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-2-600x525.jpeg 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-2-300x262.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 645px) 100vw, 645px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 2- Tre fasi della programmazione algoritmica</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per migliorare ulteriormente l&#8217;esperienza degli utenti e offrire agli editori un maggiore controllo sulla visibilità dei contenuti, il New York Times ha introdotto una serie di funzionalità avanzate, tra cui:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Exposure Boosting</strong>: consente di aumentare temporaneamente la visibilità di una storia sulla home page. A differenza della funzione di Pinning, l&#8217;Exposure Boosting è più flessibile: la storia in questione inizialmente appare in alto nella classifica, ma scende gradualmente, ad una velocità stabilita dagli editori, fino a tornare sotto il controllo completo dell&#8217;algoritmo. Questo permette agli editori di dare maggiore visibilità a determinati articoli per un certo periodo di tempo senza che essi rimangano fissi in alto troppo a lungo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)"><strong>Smart Refreshing </strong>: rimuove automaticamente gli articoli che un lettore ha già visto più volte senza cliccare, sostituendoli con contenuti nuovi. Per i lettori frequenti, il numero di impressioni, ovvero articoli visti senza essere cliccati, aumenta solo dopo un certo periodo di tempo, evitando continui cambiamenti. Per gli utenti meno frequenti, le raccomandazioni si aggiornano automaticamente dopo un po&#8217;, anche se non è stato raggiunto un numero massimo di impressioni.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="207" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-3.jpeg" alt="" class="wp-image-10164" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-3.jpeg 691w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-3-600x180.jpeg 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/figura-3-300x90.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 3- Rappresentazione grafica delle funzionalità di Exposure Boosting e Smart Refreshing</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Exposure minimums </strong>: garantisce che ogni storia, anche quelle meno popolari, ottenga un numero minimo di impressioni sulla home page prima di essere gestita dall&#8217;algoritmo. In questo modo, gli editori possono essere certi che nessun contenuto venga trascurato. Tuttavia, impostare un numero minimo troppo alto potrebbe interferire con l&#8217;ottimizzazione algoritmica e ridurre il coinvolgimento dei lettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte dell’automazione dei processi di gestione delle notizie, nonostante venga incorporato il giudizio editoriale, le difficoltà che lamentavano gli editori riguardavano la comprensione di come gli algoritmi gestissero i loro articoli, soprattutto quelli già letti. Per risolvere la questione il <em>New York Times</em> ha introdotto strumenti per monitorare l’efficacia degli algoritmi nella gestione dei contenuti. È stata sviluppata un&#8217;estensione del browser che consente agli editori di monitorare i moduli algoritmici sulla home page, visualizzare in anteprima possibilità di risultato e rivedere tutte le storie selezionate e idonee per la promozione per ciascun modulo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, viene sviluppato anche un sistema di notifiche automatiche che informa gli editori sui cambiamenti dell&#8217;algoritmo, tra cui nuove storie aggiunte al pool e qualsiasi aggiornamento di titolo o riepilogo. Per non farsi mancare nulla, il team di data-science ha aggiunto anche una dashboard per fornire analisi e statistiche quasi in tempo reale per gli articoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);font-size:clamp(1.039rem, 1.039rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.935), 1.6rem);"><strong>L&#8217;<a href="https://www.interskills.it/2024/10/10/notebooklm-da-google-un-assistente-virtuale-personale/">Audio Overview</a> di quest&#8217;articolo con NotebookLM (inglese) e trascrizione</strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/Untitled-notebook.wav"></audio></figure>



<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center has-base-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-92c771d0 wp-block-columns-is-layout-flex" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30)">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-system-sans-serif-font-family wp-block-paragraph" style="margin-top:0">Trascrizione generata con <a href="https://otter.ai/home">otter.ai</a><br>tradotta e adattata con ChatGPT</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://otter.ai/home"><img loading="lazy" decoding="async" width="362" height="139" src="https://interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/Otter.ai_company_logo.webp" alt="" class="wp-image-9876" style="width:138px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/Otter.ai_company_logo.webp 362w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/Otter.ai_company_logo-300x115.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 362px) 100vw, 362px" /></a></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Ti capita mai di sentirti sommerso dalle notizie ogni giorno? È come se&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> &#8230;ci chiedessimo come possiamo tenere il passo con tutto questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> E, cosa più importante, come facciamo a capire cosa merita davvero la nostra attenzione?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Proprio per questo oggi parleremo di qualcosa di molto interessante: come il New York Times utilizza algoritmi per curare la sua homepage.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> La loro homepage è un po&#8217; come la prima pagina nell&#8217;era digitale, giusto? Tantissime decisioni importanti si basano su quelle scelte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Ci hai mandato questo articolo, quindi sappiamo che ti interessa anche a te. E non si tratta solo di termini tecnici. Si parla di trovare un equilibrio tra editor umani, esperti con anni di esperienza, e la ricerca del mix perfetto di notizie, quel mix&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> &#8230;che riesce a essere importante, coinvolgente e rilevante per tutti contemporaneamente. Un&#8217;impresa ardua.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Ora immagina questo: sei un editor del NYT. Ogni giorno ti arrivano 250 nuovi articoli. 250! È tanto, ma&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> &#8230;hai solo 50-60 spazi sulla homepage. Parliamo di vera e propria fatica decisionale, giusto?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Come fai a scegliere? Ecco la domanda da un milione di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> È un vero esercizio di equilibrio. Come mantieni quegli standard editoriali altissimi per cui il Times è famoso, sfruttando al contempo la potenza degli algoritmi e tutto il resto? Perché&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> &#8230;non possiamo negare che gli algoritmi siano bravi in certe cose, come analizzare numeri e individuare schemi, cose in cui noi umani non siamo altrettanto bravi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong><br>E quindi, come approccia tutto questo il NYT? Hanno sviluppato quello che chiamano&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> &#8230;un sistema ibrido, un modo elegante per dire che gli algoritmi assistono, ma non sostituiscono, gli editor umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Mi piace l&#8217;idea del sistema ibrido. Nell&#8217;articolo si parla di un approccio in tre fasi: pooling, ranking e finishing. Suona bene, vero? È come una sorta di catena di montaggio tecnologica per le notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Bella analogia. Allora, pooling: è la fase uno. Immagina di suddividere tutti quegli articoli della giornata in categorie, in base a grandi temi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Tipo notizie internazionali, affari, sport, cose del genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto. Gli editor possono creare queste categorie manualmente o usare quelle che si chiamano query, che sono filtri automatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi, se sono super interessato alle notizie internazionali, la query raccoglie tutti gli articoli su quel tema in un unico posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto! E questo semplifica la gestione. Poi si passa al ranking, ed è qui che entra in gioco l&#8217;algoritmo contextual bandit.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Contextual bandit&#8230; sembra intrigante, ma anche un po&#8217; spaventoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Non preoccuparti, è piuttosto interessante. Immaginalo come un editor super intelligente che impara costantemente e osserva in tempo reale su cosa i lettori fanno clic.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi, in pratica, prevede cosa potrebbe interessarmi basandosi su ciò su cui cliccano gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Più o meno. Ma, cosa importante, gli editor possono comunque riordinare manualmente gli articoli all&#8217;interno di queste categorie. Non è solo l&#8217;algoritmo a decidere. Si tratta di mescolare tutto con la competenza editoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> L&#8217;algoritmo è come un assistente molto intelligente che fa proposte, ma l&#8217;editor ha sempre l&#8217;ultima parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Poi c’è la fase finale, il finishing. È qui che aggiungono quei tocchi umani essenziali. Gli editor possono evidenziare articoli importanti in modo che siano sicuri di essere visti. Inoltre, ci sono filtri che evitano di mostrarti lo stesso articolo più volte mentre navighi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Meno male, nessuno vuole notizie stantie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Neanche io! Voglio sempre contenuti freschi. Ma ecco una domanda: e se c&#8217;è una notizia che non è così importante da essere fissata in alto, ma che gli editor vogliono comunque dare un po&#8217; di visibilità in più? Possono farlo senza sovvertire tutto il sistema?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Assolutamente sì. Ecco che entra in gioco l&#8217;esposizione potenziata. È come puntare temporaneamente i riflettori su un articolo, dandogli più visibilità per un certo periodo di tempo, una sorta di promozione temporanea, e poi l’algoritmo riprende il controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi è una questione di equilibrio, giusto? Non ignorare completamente i dati, ma neanche lasciare che dominino tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Trovare quel punto di equilibrio tra gli insight basati sui dati e il buon vecchio giudizio umano, che resta ancora incredibilmente prezioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Soprattutto in un mondo in cui fiducia e credibilità sono più importanti che mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esattamente. Ma come fanno a essere sicuri che gli algoritmi stiano funzionando come dovrebbero? Sperano solo nel meglio?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> No, hanno sistemi di monitoraggio molto avanzati. Hanno persino sviluppato un&#8217;estensione del browser per gli editor, così possono vedere in tempo reale come si comportano gli algoritmi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Wow, quindi possono vedere cosa succede dietro le quinte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Esatto, ma non si tratta solo di trovare errori. Serve a capire come gli algoritmi prendono decisioni e assicurarsi che siano allineate con i valori giornalistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Si parla quindi di trasparenza e responsabilità, anche per gli algoritmi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Assolutamente. E oltre a questo, hanno delle dashboard dettagliatissime con tonnellate di dati e analisi, una sorta di &#8220;pagella&#8221; delle performance degli algoritmi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Sì, dando agli editor insight su cosa funziona, cosa no e cosa potrebbe necessitare di qualche aggiustamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> È davvero incredibile, una specie di centro di comando delle notizie basato sui dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Sì, ma torniamo un attimo con i piedi per terra. Cosa significa tutto questo per la persona comune, il lettore di tutti i giorni, come me, che vuole solo essere informato senza dover prendere una laurea in informatica?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Bella domanda. E la risposta è piuttosto incoraggiante: questo sistema non serve solo a facilitare la vita al NYT, ma a creare un&#8217;esperienza di lettura più personalizzata e coinvolgente per te, il lettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Ora che lo dici, ho notato che la homepage del Times ha sempre qualcosa che cattura la mia attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Esatto, ti fa tornare. Ma a volte il contenuto personalizzato può sembrare un po&#8217;&#8230; da Grande Fratello, come se&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> &#8230;sapessero troppo su di me.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Capisco, è un timore legittimo. Ma l&#8217;obiettivo, almeno in teoria, non è quello di rinchiuderti in una bolla o di limitare le prospettive che incontri. Si tratta di tagliare il rumore e assicurarsi che le notizie che vedi siano rilevanti per te, coinvolgenti e che ti tengano informato, un po&#8217; come avere un curatore personale delle notizie che rispetta la tua intelligenza e curiosità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Ora questo è un concetto che posso sostenere, un curatore di notizie che mi capisce. Ma cosa succede quando queste prospettive si scontrano? Le notizie non sono sempre belle. Come fa il NYT a mantenere l’integrità del proprio giornalismo pur offrendo contenuti personalizzati?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> È davvero un atto di equilibrio. Devono stare attenti a non creare un effetto &#8220;camera dell&#8217;eco&#8221;, e ci lavorano attivamente. Lo fanno incorporando diverse voci e opinioni nei loro reportage, in modo che, anche se ricevi contenuti personalizzati, sei comunque esposto a prospettive diverse, il che è davvero importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Sì, ha senso. L&#8217;ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che tutti restino chiusi nelle loro bolle.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Esatto. Vogliono promuovere discussioni informate, non creare silos. E il fatto che stiano usando algoritmi in modo consapevole per migliorare il giornalismo anziché sostituirlo è rassicurante.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Assolutamente d&#8217;accordo. Sembra un approccio piuttosto innovativo alla distribuzione delle notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Sicuramente, e solleva anche importanti domande sul futuro del giornalismo. Man mano che la tecnologia evolve, dobbiamo considerare come influisce sulla nostra comprensione delle notizie e del mondo che ci circonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Allora, cosa ne pensi? Gli algoritmi sono il futuro del giornalismo o solo una moda passeggera?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Penso un po&#8217; entrambe le cose. La chiave è trovare un modo per integrare la tecnologia mantenendo l’essenza del giornalismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> E mantenere quel tocco umano, giusto?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Esattamente. Perché alla fine non si tratta solo delle notizie in sé, ma di come ci connettiamo con esse e tra di noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Ben detto. Restiamo sintonizzati per vedere come si evolve la situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Senz&#8217;altro! Grazie per averci seguito!</p>
</div>



<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<div style="height:210px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti <strong>sull&#8217;approccio ibrido del New York Times alla gestione della homepage</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><a href="https://notebooklm.google/"><img loading="lazy" decoding="async" width="265" height="24" src="https://interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/image.png" alt="" class="wp-image-9738" style="width:221px;height:auto"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>1. Perché il New York Times ha deciso di cambiare il modo<br>in cui gestisce la sua homepage?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0">Il New York Times pubblica ogni giorno un&#8217;enorme quantità di articoli, ma solo una frazione di questi può essere visualizzata sulla homepage. La gestione manuale di questa selezione era diventata inefficiente e dispendiosa in termini di tempo. Per ottimizzare il processo e garantire una maggiore visibilità a tutti i contenuti, il giornale ha introdotto un sistema ibrido che combina algoritmi e scelte editoriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>2. Come funziona il sistema ibrido di gestione dei contenuti?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema si basa su tre fasi:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Finishing:</strong> applicazione di regole editoriali e aziendali, come il &#8220;Pinning&#8221; di storie importanti e la limitazione della visibilità di articoli già visti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pooling:</strong> creazione di gruppi di articoli (Pool) idonei per specifiche sezioni della homepage, sia manualmente dagli editori che tramite query automatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ranking:</strong> classificazione degli articoli all&#8217;interno di ciascun Pool in base alla rilevanza, utilizzando l&#8217;algoritmo Contextual Bandit e il giudizio editoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>3. Quali sono i vantaggi dell&#8217;utilizzo di algoritmi nella<br>gestione della homepage?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli algoritmi consentono di:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ottimizzare il processo di selezione:</strong> automatizzare la classificazione e la visualizzazione degli articoli, liberando tempo per gli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Personalizzare l&#8217;esperienza utente:</strong> mostrare contenuti pertinenti in base agli interessi e al comportamento del lettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Promuovere contenuti di alta qualità:</strong> mettere in evidenza articoli di approfondimento e contenuti provenienti da sub-brands.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>4. In che modo gli editori mantengono il controllo sulla homepage?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli editori mantengono il controllo attraverso diverse funzionalità:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Strumenti di monitoraggio:</strong> analizzare l&#8217;efficacia degli algoritmi e intervenire in caso di necessità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pinning:</strong> fissare storie importanti in cima alla homepage.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Exposure Boosting:</strong> aumentare temporaneamente la visibilità di determinati articoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Exposure Minimums:</strong> garantire un numero minimo di impressioni per ogni storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>5. Cos&#8217;è l&#8217;algoritmo Contextual Bandit e come funziona?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Contextual Bandit è un algoritmo di apprendimento automatico che impara in tempo reale come gli utenti interagiscono con gli articoli. Analizza fattori come la provenienza geografica del lettore e le sue preferenze per prevedere il livello di coinvolgimento con un determinato contenuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>6. Quali sono le funzionalità &#8220;Smart<br>Refreshing&#8221; e &#8220;Already-seen&#8221;?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Smart Refreshing:</strong> sostituisce automaticamente gli articoli visti più volte senza clic con nuovi contenuti, offrendo una homepage dinamica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Already-seen:</strong> limita la visibilità degli articoli già visti dall&#8217;utente, evitando ripetizioni e promuovendo la scoperta di nuovi contenuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>7. Come il New York Times garantisce la trasparenza del<br>sistema algoritmico?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il giornale ha sviluppato strumenti che consentono agli editori di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Monitorare i moduli algoritmici sulla homepage.</li>



<li>Visualizzare in anteprima le possibili configurazioni della homepage.</li>



<li>Rivedere tutte le storie selezionate per la promozione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ricevere notifiche sui cambiamenti dell&#8217;algoritmo</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>8. Quali sono i risultati ottenuti con l&#8217;introduzione del<br>sistema ibrido?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema ibrido ha permesso al New York Times di:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aumentare la trasparenza del processo decisionale legato alla visualizzazione dei contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Offrire un&#8217;esperienza utente più personalizzata e coinvolgente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promuovere una varietà di contenuti di alta qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottimizzare il processo di gestione della homepage e liberare tempo per gli editori.</p>
</div>
</div>
</div>
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					<wfw:commentRss>https://www.interskills.it/2024/10/14/il-new-york-times-rinnova-la-home-page-un-sistema-ibrido-di-algoritmi-e-scelte-editoriali/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>SØØn &#8211; Newsletter n°9 del 23 febbraio 2024</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 12:10:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli argomenti trattati questa settimana sono:
- Google vuole salvare o uccidere il giornalismo?
- 725 siti pubblicano fake news artificiali
- Parola d’ordine: open source
- La persuasione occulta con l’IA: una ricerca statunitense
- The New York times investe ancora sull’IA
- Gemini è razzista? Google blocca la produzione delle immagini
- Continua la battaglia legale tra OpenAI e Il The New York Times

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		<title>Procedura di contestazione del Garante della Privacy ad OpenAI</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/02/02/procedura-di-contestazione-del-garante-della-privacy-ad-openai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 11:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmi]]></category>
		<category><![CDATA[allucinazioni chatbot]]></category>
		<category><![CDATA[base giuridica]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[garante della privacy]]></category>
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		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
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		<category><![CDATA[protezione dati]]></category>
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		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn052024]]></category>
		<category><![CDATA[task force]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[violazione normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[
Il Garante Privacy italiano ha bloccato ChatGPT a marzo per rischi sulla privacy, ma il servizio è ripreso ad aprile dopo modifiche di OpenAI. A gennaio, il Garante ha notificato a OpenAI nuove violazioni del GDPR, con possibili sanzioni del 2-4% del fatturato.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.corrierecomunicazioni.it/privacy/openai-di-nuovo-nel-mirino-del-garante-privacy-chatgpt-viola-la-privacy/">L’impegno</a> del Garante della Privacy per garantire la protezione dei dati degli utenti italiani che utilizzano ChatGpt, è ancora in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">A fine marzo scorso, il Garante Privacy italiano aveva identificato seri rischi per la privacy degli utenti di Open AI, portando alla temporanea limitazione del trattamento dei dati degli utenti italiani e al blocco di ChatGpt nel paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In risposta, Open AI aveva temporaneamente oscurato la piattaforma. Il blocco era durato un mese, con il ripristino di ChatGpt alla fine di aprile, dopo che OpenAI aveva apportato alcune delle modifiche richieste dal Garante su alcuni degli aspetti critici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Da quel momento, il Garante ha richiesto a OpenAI di conformarsi a una serie di regole per adeguarsi al contesto legislativo europeo, contestualmente, ha però avviato un&#8217;istruttoria per verificare se la società di Sam Altman avesse compiuto altri illeciti rispetto a quanto stabilito dal GDPR.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il 29 gennaio, il Garante ha comunicato i risultati dell&#8217;istruttoria in corso, <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9978020">notificando</a> ufficialmente a Open AI le contestazioni per la violazione della normativa sulla protezione dei dati personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ora, la società americana ha 30 giorni per rispondere e presentare le proprie difese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Garante ha anche comunicato che nella definizione del procedimento terrà conto dei lavori in corso nell’ambito della speciale&nbsp;<a href="https://edpb.europa.eu/news/news/2023/edpb-resolves-dispute-transfers-meta-and-creates-task-force-chat-gpt_en">task force</a>, istituita lo scorso anno dal Board che riunisce le Autorità di protezione dati dell’Ue (Edpb). <a href="https://www.wired.it/article/chatgpt-garante-privacy-denuncia-illeciti-gdpr/">Il procedimento</a> potrebbe portare a sanzioni significative per Open AI, con una possibile penalità tra il 2% e il 4% del fatturato della società, traducibile in decine di milioni di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le contestazioni riguardano questioni del 2023, come la base giuridica del trattamento dei dati personali, le &#8220;allucinazioni&#8221; del chatbot che generano risposte inesatte e possono portare a una gestione impropria delle informazioni, la trasparenza e la tutela dei minori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Garante ha inviato la contestazione ad OpenAI. Presso la sua sede europea, in Irlanda.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo processo sottolinea l&#8217;importanza di una regolamentazione chiara sull&#8217;uso degli algoritmi di intelligenza artificiale al fine di mitigare i rischi legati a bias e pregiudizi; infatti, nonostante i numerosi provvedimenti legislativi sembra che la strada da percorrere sia ancora lunga.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L’espansione della creatività umana: il caso del libro giapponese scritto con l’uso dell’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/01/26/lespansione-della-creativita-umana-il-caso-del-libro-giapponese-scritto-con-luso-dellintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Bullone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 11:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[akutagawa prize]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmi]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[mercato dei libri]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[qualità letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni positive]]></category>
		<category><![CDATA[sony world photography awards]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn042024]]></category>
		<category><![CDATA[the tokyo tower of sympathy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=5323</guid>

					<description><![CDATA[
La scrittrice giapponese Rie Kudan ha vinto il premio Akutagawa con "The Tokyo Tower of Sympathy", ammettendo di aver usato ChatGPT per il 5% del romanzo. La notizia ha suscitato dibattiti sull'uso dell'IA nella creatività.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Rie Kudan, scrittrice giapponese, ha vinto il prestigioso premio <a href="https://edition.cnn.com/2024/01/19/style/rie-kudan-akutagawa-prize-chatgpt/index.html">Akutagawa Prize</a> con il libro &#8220;<strong><em>The Tokyo Tower of Sympathy”</em></strong>. Il fatto che ha reso la vittoria particolarmente interessante è la sua onesta ammissione di aver utilizzato l&#8217;intelligenza artificiale per la stesura del romanzo. In particolare, ChatGPT ha <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/24_gennaio_20/rie-kudan-la-scrittrice-vince-un-prestigioso-premio-letterario-e-poi-confessa-l-ho-scritto-con-chatgpt-dd4a7ae5-c019-402e-a0cc-20635d569xlk.shtml">contribuito al 5%</a> del suo romanzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il romanzo è incentrato sui dilemmi di un architetto incaricato di costruire una confortevole prigione a Tokyo dove vengono riabilitati i trasgressori della legge, e presenta l&#8217;intelligenza artificiale come tema.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Kudan ha detto che, nella sua vita, avrebbe consultato ChatGPT su problemi che sentiva di non poter dire a nessuno. &#8220;Quando l&#8217;IA non diceva quello che mi aspettavo&#8221;, ha detto, &#8220;a volte riflettevo i miei sentimenti nelle battute del personaggio principale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La notizia ha suscitato diverse reazioni nella comunità letteraria, mentre alcuni elogiano l&#8217;approccio innovativo, altri esprimono preoccupazioni per il futuro della creatività, sollevando interrogativi etici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Keiichiro Hirano, membro del comitato che ha selezionato l&#8217;opera di Kudan, ha dichiarato che l&#8217;intervento di ChatGPT non è da considerare un problema: &#8220;Sembra che il fatto che la storia sia stata scritta usando l&#8217;IA generativa sia stato frainteso&#8230; Se la leggete, vedrete che l&#8217;IA generativa è stata menzionata nell&#8217;opera. Ci saranno problemi con questo tipo di utilizzo in futuro, ma non è questo il caso di &#8220;Tokyo Sympathy Tower”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Altri invece hanno giudicato la scelta della scrittrice come &#8220;irrispettosa&#8221; nei confronti dei colleghi che scelgono di non utilizzare l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Quest’episodio inevitabilmente ha riaperto il dibattito sull&#8217;uso di questa tecnologia, soprattutto in settori tradizionalmente basati sulla creatività umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Infatti, altri settori creativi come la fotografia, <a href="https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/scrittrice-vince-un-premio-letteraio-e-poi-svela-il-trucco-ho-usato-chatgpt/">avevano già affrontato</a> controversie simili nel 2023, quando il fotografo Boris Eldagsen vinse i Sony World Photography Awards con un&#8217;immagine generata da intelligenza artificiale, rifiutandosi successivamente di accettare il riconoscimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">E è rilevante, per comprendere meglio opinioni e fatti, quanto Eldagsen <a href="https://www.theguardian.com/artanddesign/2023/apr/18/ai-threat-boris-eldagsen-fake-photo-duped-sony-judges-hits-back">dichiarò</a> al The Guardian alcuni giorni dopo la vittoria e successiva rinuncia, del premio: “Amo la fotografia, amo generare immagini con l&#8217;intelligenza artificiale, ma mi sono reso conto che non sono la stessa cosa. Si scrive con la luce, si scrive con i suggerimenti. Sono collegati, il linguaggio visivo è stato appreso dalla fotografia, ma ora l&#8217;IA ha una vita propria. Se la gente vuole tacere e non parlarne, è sbagliato&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Riconoscere e sfruttare i benefici derivanti dall&#8217;utilizzo di strumenti tecnologici non dovrebbe necessariamente essere considerato un errore. La diffusione e l’utilizzo di tali tecnologie, quando integrato in modo trasparente e appropriato come in questo caso, dovrebbe renderne l&#8217;impiego accettabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, è cruciale distinguere questa prospettiva positiva da un utilizzo inappropriato di tali strumenti, come nel caso del mercato dei libri generati interamente da algoritmi, dove si assiste ad un&#8217;alterazione della qualità letteraria, con opere artificiali infiltrate nei siti di e-commerce mediante recensioni positive e prezzi allettanti. Questa scorciatoia per ottenere profitti rapidi mina la fiducia degli acquirenti, che si trovano a fronteggiare opere di bassa qualità caratterizzate da scrittura approssimativa, ripetitività ed evidenti errori grammaticali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La consapevolezza e la riflessione sull&#8217;impiego di queste tecnologie sono fondamentali per garantire un progresso sostenibile ed etico nel mondo digitale.</p>
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