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	<title>consumo energetico e ia &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Intelligenza artificiale e consumo energetico, non è una semplice equazione</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/07/05/intelligenza-artificiale-e-consumo-energetico-non-e-una-semplice-equazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 09:19:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono tanti in questi giorni gli articoli, le discussioni e le relazioni, serie e preoccupate, sul pericolo di un’intelligenza artificiale che possa estinguere le risorse energetiche globali. Proviamo ad osservare la questione con un diverso approccio
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In un mondo in rapida evoluzione in cui l’intelligenza artificiale (IA) si dirama e fluisce in modo capillare in ogni ambito della vita umana, le grandi aziende tecnologiche si trovano ad affrontare una sfida crescente: l’aumento del <a href="https://www.bloomberg.com/graphics/2024-ai-data-centers-power-grids/">consumo energetico</a> dei data center che ospitano i potenti chip di Intelligenza Artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I data center che alimentano la moderna Internet e oggi sono alla base delle tecnologie dell’IA esistono da decenni, ma la quantità di elettricità di cui hanno bisogno ora sta aumentando vertiginosamente. L’addestramento di modelli di intelligenza artificiale e l’utilizzo ormai universale dell’IA, stanno mettendo a dura prova le disponibilità energetiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo il rapporto di <a href="https://www.goldmansachs.com/intelligence/pages/gs-research/generational-growth-ai-data-centers-and-the-coming-us-power-surge/report.pdf">Goldman Sachs</a> dall’eloquente titolo “Generational Growth &#8211; AI, data centers and the coming US power demand surge”, pubblicato lo scorso 28 aprile, si prevede un tasso di crescita media composto (CAGR) &nbsp;del 15% della domanda di energia dei data center dal 2023 al 2030, portando questo fabbisogno a costituire l&#8217;8% della domanda totale di energia degli Stati Uniti entro il 2030, rispetto a circa il 3% attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, si ipotizza che la domanda di energia dei data center, al netto dei consumi relativi alle criptovalute, crescerà del 160% nel 2030 rispetto ai livelli del 2023, con un aumento di circa 650 TWh entro il 2030.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1042" height="715" src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2024/07/bc35c54a-3146-4e79-b054-b70260b7226e_1042x715.webp" alt="" class="wp-image-6113" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/07/bc35c54a-3146-4e79-b054-b70260b7226e_1042x715.webp 1042w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/07/bc35c54a-3146-4e79-b054-b70260b7226e_1042x715-300x206.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/07/bc35c54a-3146-4e79-b054-b70260b7226e_1042x715-1024x703.webp 1024w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/07/bc35c54a-3146-4e79-b054-b70260b7226e_1042x715-768x527.webp 768w" sizes="(max-width: 1042px) 100vw, 1042px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le grandi aziende tecnologiche, in ottica di responsabilità sociale d’impresa, consapevoli dell’emergenza climatica in atto e della possibile crisi energetica, riconoscono la necessità di trovare nuove <a href="https://www.washingtonpost.com/business/2024/06/21/artificial-intelligence-nuclear-fusion-climate/">fonti di energia pulita</a> .</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Queste aziende stipulano accordi di fornitura per acquistare energia sostenibile (eolica, solare, geotermica) ma le utility, ovvero le aziende fornitrici di elettricità, essendo questa tipologia di energia insufficiente a soddisfare il fabbisogno complessivo, si trovano a dover compensare le forniture con energia di fonte fossile da immettere in rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, la questione energetica è complessa e strutturata su molteplici livelli, che attengono l’economia, l’industria, la tecnologia e l’organizzazione sociale e culturale delle nostre civiltà: non è semplificabile ad una equazione algebrica dove si possa identificare un unico fattore causale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo contesto ed in un’ipotesi di una crisi energetica imminente, è essenziale effettuare una riflessione ad ampio raggio sui molteplici aspetti che definiscono consumi, abitudini, necessità e sviluppo sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella vita quotidiana l’utilizzo di elettrodomestici di vario tipo, non sempre necessari, di dispositivi tecnologici per lo svago e di apparati e sistemi che caratterizzano profondamente le nostre abitudini e comportamenti, non viene sottoposto ad una così profonda ed attenta analisi come in questo momento sono i sistemi di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il <a href="https://arstechnica.com/ai/2024/06/is-generative-ai-really-going-to-wreak-havoc-on-the-power-grid/">discorso</a> è ampio ma viene da chiedersi se una tecnologia potenzialmente foriera di sviluppo, crescita sociale e culturale come l’IA debba avere meno “diritto al consumo” rispetto, ad esempio, a &nbsp;elettrodomestici come frigoriferi e condizionatori d&#8217;aria che sono immensi divoratori di energia che assorbono rispettivamente il&nbsp;17%&nbsp;e il&nbsp;<a href="https://www.iea.org/reports/the-future-of-cooling">20%</a>&nbsp;della domanda mondiale di elettricità (AIE).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche i PC da gioco e console varie, che sono in genere visti come valide fonti di intrattenimento, non sono oggetto di critica nonostante il loro notevole consumo energetico. Infatti, a livello globale, questi apparati utilizzano circa&nbsp;<a href="https://sites.google.com/site/greeningthebeast/faqs">75 miliardi di Kwh</a>&nbsp;di elettricità all&#8217;anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://iea.blob.core.windows.net/assets/6b2fd954-2017-408e-bf08-952fdd62118a/Electricity2024-Analysisandforecastto2026.pdf">L&#8217;Agenzia Internazionale dell’energia (IEA) stima</a>&nbsp;che una query ChatGPT richieda circa 10 volte più energia di una ricerca standard su Google: ma, d&#8217;altra parte, questo consumo significativo di energia previsto può essere considerato come un prezzo da pagare per una tecnologia che rivoluzionerà le nostre vite in maniera sostanziale?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Riteniamo quindi che la questione meriti una più articolata riflessione sulla scelta dei criteri in base ai quali definiamo un consumo energetico necessario e buono e quale inutile e dannoso per la società. &nbsp;Comprendere se i compromessi inerenti all’inclusione dell’Intelligenza Artificiale in tutti gli ambiti della vita umana siano necessari, implica giudizi di valore e visioni differenti e a volte anche contrastanti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IA e ambiente: uno studio ne misura l’impatto</title>
		<link>https://www.interskills.it/2023/12/13/ia-e-ambiente-uno-studio-ne-misura-limpatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 10:58:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[consumo energetico e ia]]></category>
		<category><![CDATA[IA e ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[machine learning]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn102023]]></category>
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					<description><![CDATA[L'impatto delle nuove tecnologie sul cambiamento climatico e sulla diffusione di CO2 è un tema di crescente rilevanza, anche in riferimento alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in particolar modo con i nuovi strumenti di intelligenza artificiale e il machine learning.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.wired.it/article/immagine-ai-consumi-energia/">Secondo una recente stima</a> dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia, attualmente i data center di tutto il mondo rappresentano tra <a href="https://www.iea.org/">l&#8217;1 e l&#8217;1,5% dell&#8217;utilizzo di elettricità</a> a livello globale. Tuttavia, la comunità scientifica concorda sul fatto che la rapida diffusione di nuove tecnologie comporterà un significativo aumento dell&#8217;utilizzo di energia nel settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217; impatto di queste tecnologie sulla società rende cruciale la comprensione e la mitigazione dei loro effetti ambientali. Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University ha approfondito la questione dei consumi energetici e le emissioni di carbonio derivanti dall&#8217;implementazione di modelli di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://arxiv.org/pdf/2311.16863.pdf">Secondo i risultati di questa ricerca</a>, il settore dell&#8217;IA, ha un notevole impatto sull&#8217;ambiente. Nel periodo compreso tra il 2017 e il 2021, l&#8217;elettricità utilizzata dai principali fornitori di cloud computing, come Meta, Amazon, Microsoft e Google, è più che raddoppiata.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le analisi precedenti si sono concentrate principalmente sulla quantificazione dell&#8217;energia operativa e delle emissioni di carbonio necessarie per l&#8217;addestramento dei modelli di machine learning. Tuttavia, il processo di inferenza, in cui i modelli vengono utilizzati per compiti specifici, è altrettanto rilevante e frequentemente influenzato dalla distribuzione su larga scala dei modelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2023/12/09/generare-foto-con-lia-consuma-quanto-caricare-uno-smartphone_37b7625b-304e-4e81-bc79-97c6f3143280.html">Lo studio ha esaminato</a> 88 modelli in 10 diverse attività e 30 set di dati, coprendo applicazioni nel linguaggio naturale e nella visione artificiale. Per ogni attività, l&#8217;energia utilizzata è stata misurata attraverso uno strumento chiamato Code Carbon, che calcola l&#8217;energia consumata dal computer durante l&#8217;esecuzione del modello.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I ricercatori hanno identificato notevoli differenze nella quantità di energia richiesta per l&#8217;inferenza tra modelli, modalità e attività. La generazione di immagini è emersa come il compito che richiede più energia: produrre un’immagine con IA richiede un’energia pari a quella che serve per equiparare la ricarica completa di uno smartphone. Tra le varie applicazioni utilizzate il modello più esoso è risultato essere <a href="https://stability.ai/stable-diffusion">Stable Diffusion XL</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le analisi hanno evidenziato una considerevole variabilità tra i modelli di generazione delle immagini. In media, ciascuna immagine generata ha un consumo energetico equivalente al 24% della carica di uno smartphone.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ripetere questa operazione per creare 1.000 immagini con un modello potente di intelligenza artificiale comporta un&#8217;impronta di carbonio pari a guidare un&#8217;auto media a benzina per oltre 6,6 chilometri.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dallo studio è stato inoltre evidenziato che il consumo energetico varia notevolmente in base alla dimensione del modello, all&#8217;architettura e al paradigma di apprendimento (task-specifico o multi-task/multi-scopo). Modelli di calcolo di grandi dimensioni richiedono un maggiore dispendio energetico, e l&#8217;utilizzo di sistemi multiuso comporta un bilanciamento tra vantaggi operativi e costi energetici. Ad esempio, utilizzare un modello generativo per classificare le recensioni dei film in base alla loro polarità consuma circa 30 volte più energia rispetto all&#8217;utilizzo di un modello ottimizzato creato appositamente per tale compito.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo studio rappresenta il primo sforzo sistematico per misurare l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;inferenza dei modelli di machine learning. I risultati evidenziano l&#8217;importanza di considerare attentamente tutte le fasi di implementazione dei modelli, non solo l&#8217;addestramento, per valutare in modo completo l&#8217;impronta ecologica delle tecnologie dell&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli autori ritengono che lo studio attualmente non sia rappresentativo di tutti i contesti e le possibili implementazioni, e incoraggiano ulteriori analisi su modelli open-source, perché questo tipo di studi possono essere utili sia per i ricercatori e gli sviluppatori di IA, sia per i governi e i politici impegnati nella regolamentazione dell&#8217;IA e del suo impatto ambientale.</p>
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