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	<title>cospirazionismo &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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		<title>L’Intelligenza Artificiale per combattere il cospirazionismo</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/13/lintelligenza-artificiale-per-combattere-il-cospirazionismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 08:09:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[
Uno studio MIT-Cornell mostra che il dialogo con IA come GPT-4 può ridurre del 20% le convinzioni cospirative, con effetti duraturi. L'IA offre potenziale nella lotta alla disinformazione, ma la sfiducia rimane un ostacolo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo uno studio sviluppato da alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology e della Cornell University <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.adq1814">pubblicata su Science</a>, le persone che sostenevano teorie del complotto sono diventate più inclini a riconsiderare le proprie opinioni dopo aver avuto un dialogo con un modello linguistico avanzato di IA, come GPT-4 Turbo di OpenAI. Questa apertura mentale si è manifestata anche tra i soggetti più ostinati e si è protratta nel tempo, con un effetto che è durato almeno due mesi dopo l&#8217;interazione con l&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il risultato è sorprendente poiché contraddice l&#8217;idea diffusa che le persone profondamente coinvolte in teorie del complotto siano irrimediabilmente chiuse al confronto con dati e prove. La ricerca ha coinvolto quasi 2.200 partecipanti che avevano manifestato credenze cospirative su argomenti come gli attacchi terroristici dell&#8217;11 settembre 2001, la frode elettorale nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 e la pandemia di Covid-19, considerata orchestrata da alcuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il chatbot ha fornito prove e argomentazioni per contrastare queste convinzioni, riducendo in media del 20% il livello di certezza autovalutata dei partecipanti rispetto alle loro teorie cospirative. Questo effetto è stato misurato attraverso sondaggi condotti sia subito dopo l&#8217;interazione che a distanza di due mesi, dimostrando la persistenza del cambiamento.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2024/09/Immagine.webp" alt="" class="wp-image-6407"/></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nell’introduzione gli autori evidenziano che, secondo le principali teorie psicologiche, le credenze cospirazioniste non derivano dalla mancanza di informazioni, ma rispondono a bisogni o motivazioni psicologiche profonde. Di conseguenza, convincere i sostenitori di teorie cospirative a rivedere le proprie convinzioni attraverso fatti e prove contrarie risulta estremamente difficile, poiché queste credenze soddisfano esigenze personali e psichiche radicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli autori, pertanto, hanno ipotizzato che gli interventi basati su informazioni fattuali e correttive possano sembrare inefficaci semplicemente perché mancano di sufficiente profondità e personalizzazione. Per testare questa ipotesi, sono stati utilizzati i grandi modelli linguistici (LLM) di IA generativa, che hanno la capacità di generare argomentazioni su misura. Gli LLM possono quindi confutare direttamente prove specifiche che ogni individuo cita a supporto delle proprie convinzioni cospirative.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo i ricercatori, la capacità dell&#8217;IA di generare controprove specifiche e mirate per contrastare complesse teorie cospirative rappresenta un&#8217;enorme potenzialità per la lotta contro la disinformazione su larga scala. Questo metodo potrebbe fornire una base per lo sviluppo di interventi educativi su ampia scala, mirati a correggere credenze errate in modo personalizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">David Rand, uno dei ricercatori dello studio e professore alla Sloan School of Management del Massachusetts Institute of Technology (MIT), ha sottolineato che lo studio &#8220;dipinge un quadro più luminoso della mente umana&#8221; di quanto molti si aspettassero. Rand ha osservato che &#8220;anche molti teorici della cospirazione rispondono a fatti e prove accurate&#8221;, a patto che vengano affrontati direttamente in modo empatico e rispettoso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante i risultati incoraggianti, la ricerca non ignora i limiti e le sfide che emergono dall&#8217;uso dell&#8217;IA in questo contesto. Un primo ostacolo è rappresentato dalla difficoltà di far sì che le persone con convinzioni cospirative radicate si impegnino effettivamente a interagire con un chatbot. La sfiducia verso le istituzioni scientifiche o tecnologiche è spesso molto alta tra chi sostiene queste teorie, e potrebbe essere difficile convincerli a utilizzare uno strumento che considerano parte del sistema che criticano.</p>
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