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	<title>Difesa e sicurezza &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>E Anthropic disse &#8220;NO&#8221; a Trump</title>
		<link>https://www.interskills.it/2026/03/05/e-anthropic-disse-no-a-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 15:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Sorveglianza digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Pentagono aveva chiesto ad Anthropic di rimuovere i limiti sull’uso militare della sua AI, minacciando la revoca del contratto da 200 milioni di dollari. L’azienda ha rifiutato, mantenendo il divieto su sorveglianza di massa e armi autonome. Uno scontro che riapre il dibattito sui limiti dell’intelligenza artificiale nella sicurezza nazionale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Pentagono aveva dato ad Anthropic un ultimatum: eliminare le restrizioni sull’uso militare del suo modello di intelligenza artificiale oppure affrontarne le conseguenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth <a href="https://www.military.com/daily-news/2026/02/24/hegseth-warns-anthropic-let-military-use-companys-ai-tech-it-sees-fit.html?">aveva fissato</a> una scadenza precisa: venerdì 27 febbraio, alle 17:01. Entro quell’ora l’azienda avrebbe dovuto rendere <em>Claude </em>disponibile per “tutti gli usi leciti”, rimuovendo i limiti che oggi ne impediscono l’impiego in alcuni ambiti sensibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In caso di rifiuto, il Dipartimento della Difesa avrebbe imposto misure come la revoca del contratto da 200 milioni di dollari firmato nel 2025, la possibile classificazione dell’azienda come “rischio per la supply chain” della difesa e persino il ricorso al Defense Production Act (DPA), la legge che consente al governo di imporre la collaborazione alle imprese private per ragioni di sicurezza nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante le possibili conseguenze, Anthropic ha rifiutato. Il CEO Dario Amodei <a href="https://www.ai4business.it/intelligenza-artificiale/anthropic-il-grande-rifiuto-a-trump-che-ce-in-ballo/">ha confermato</a> che l’azienda non rimuoverà le salvaguardie che impediscono l’uso del modello per la sorveglianza di massa dei cittadini statunitensi e per il controllo di armi completamente autonome.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una decisione che porta ad una contrapposizione tra una delle principali aziende di IA e l’apparato della difesa americana, infatti, per comprenderne la portata, è necessario capire il contesto in cui si colloca.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Negli ultimi tre anni l’IA di frontiera è passata da tecnologia sperimentale a infrastruttura critica. I modelli linguistici di grandi dimensioni non sono più strumenti di supporto operativo, ma piattaforme cognitive integrate nei flussi decisionali: analisi di intelligence, simulazioni strategiche, pianificazione logistica, gestione di dati classificati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo contesto si inserisce il contratto firmato nel luglio 2025 tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa, del valore di 200 milioni di dollari. Con quell’accordo, il governo americano ha iniziato a utilizzare <em>Claude </em>all’interno di reti classificate, cioè sistemi informatici che gestiscono informazioni riservate e sensibili per la sicurezza nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Claude </em>è stato il primo modello IA generativa autorizzato a operare in questi ambienti protetti. Questo significa che l’IA non veniva più impiegata solo per attività sperimentali o di supporto esterno, ma entrava direttamente nei processi interni della difesa: analisi dei dati, supporto alle decisioni, gestione di informazioni strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Proprio perché <em>Claude </em>era già entrato nei sistemi classificati della difesa, la questione delle limitazioni incorporate nel modello è diventata centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Da qui prende forma la richiesta del Pentagono.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non si trattava di un semplice aggiornamento tecnico o di un ampliamento marginale del contratto, ma di una modifica sostanziale della <em>governance</em> del modello: chi decide cosa l’IA può o non può fare?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Dipartimento della Difesa ha chiesto che Claude fosse disponibile per “tutti gli usi leciti”, eliminando le restrizioni interne inserite da Anthropic. In sostanza, il governo chiedeva che fosse la legge e non il codice a stabilire il perimetro di utilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In concreto, le barriere da rimuovere riguardavano due ambiti ben definiti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’impossibilità di utilizzare il modello per attività di <em>sorveglianza di massa</em> sul territorio nazionale;</li>



<li>il divieto di impiego in <em>sistemi d’arma completamente autonomi</em>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In termini istituzionali, la posizione del Pentagono risulta coerente: l’onere giuridico dell’uso di uno strumento tecnologico ricade su chi lo impiega. Se un utilizzo è conforme alla legge, non dovrebbe essere un limite tecnico preimpostato a impedirne l’attuazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il nodo centrale, però, emerge proprio in questo passaggio. Accettare la richiesta avrebbe significato spostare il controllo dall’architettura etica del modello alla piena discrezionalità dell’apparato militare. Il fornitore non avrebbe più esercitato alcun ruolo di garanzia preventiva, trasformandosi in un semplice erogatore di capacità tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È qui che si colloca la <a href="https://www.anthropic.com/news/statement-department-of-war">scelta</a> di Anthropic.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le ragioni del rifiuto: affidabilità tecnica e responsabilità sistemica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anthropic ha costruito la propria identità su un principio preciso: i modelli di frontiera devono essere sviluppati con limiti incorporati, non delegati esclusivamente all’utente. Per questo il rifiuto non è stato presentato come una presa di posizione ideologica, ma come una valutazione fondata su due livelli di analisi distinti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>1. Livello tecnico-operativo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’azienda sostiene che l’attuale stato dell’arte dell’AI non garantisce un livello di affidabilità sufficiente per l’integrazione in sistemi d’arma autonomi. In scenari ad alta complessità, la probabilità di errore non è eliminabile. E in un contesto letale, anche un errore statisticamente marginale può avere effetti irreversibili: fuoco amico, escalation involontaria, compromissione di missioni strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>2. Livello istituzionale e costituzionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sul versante della sorveglianza, Anthropic ritiene che l’uso dell’IA per aggregare dati su larga scala possa alterare l’equilibrio tra sicurezza e libertà civili, soprattutto in assenza di una normativa specifica sull’IA applicata alla sicurezza interna.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo senso, l’azienda si assume un ruolo para-regolatorio: inserisce nel modello limiti che il legislatore non ha ancora codificato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La dichiarazione del CEO Dario Amodei  che <a href="https://www.anthropic.com/news/statement-department-of-war">ha definito</a> “intrinsecamente contraddittorie” le minacce del Pentagono evidenzia il paradosso: un’azienda considerata al tempo stesso rischio per la sicurezza e indispensabile alla sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Implicazioni economiche e strategiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il contratto da 200 milioni di dollari è solo la parte più visibile della vicenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto più delicato riguarda l’ipotesi di classificare Anthropic come “rischio per la supply chain” della difesa. È una misura che di solito viene applicata a soggetti considerati vicini a potenze straniere ostili. Usarla nei confronti di un’azienda americana per una divergenza sull’uso dell’intelligenza artificiale segnerebbe un cambio di passo nei rapporti tra governo e imprese tecnologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze potrebbero essere concrete. Gli investitori potrebbero diventare più cauti nel finanziare aziende che operano nel settore della difesa tecnologica. Le startup di intelligenza artificiale potrebbero evitare di imporre limiti rigidi ai propri modelli per non esporsi a pressioni istituzionali. E, soprattutto, il governo potrebbe rivolgersi con maggiore rapidità a fornitori più disponibili ad accettare le condizioni richieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non è un caso che, proprio mentre lo scontro era in corso, OpenAI abbia <a href="https://x.com/sama/status/2027578652477821175?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2027578652477821175%7Ctwgr%5E7e113a4024442beac09fc400d4ab0edd84a546ae%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Festeri%2F26_febbraio_28%2Fopenai-accordo-con-pentagono-per-impiego-nostri-modelli-e6045e83-5097-4eb6-940b-8c8f5c9d1xlk.shtml">annunciato </a>un accordo con il Dipartimento della Difesa per operare sulle reti classificate. In un settore strategico come questo, gli spazi lasciati liberi vengono rapidamente occupati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il caso Anthropic va oltre la semplice cronaca. La domanda che pone è: può un’azienda imporre limiti etici alla propria tecnologia anche di fronte a una richiesta del governo? E fino a che punto lo Stato può chiedere la rimozione di barriere inserite nel codice?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A rendere la vicenda ancora più importante è il tema della sorveglianza. L’intelligenza artificiale può rafforzare la capacità preventiva dello Stato, analizzando grandi quantità di dati su movimenti, comunicazioni e comportamenti. Ma lo stesso strumento, se utilizzato su larga scala, può incidere in modo significativo sulla privacy e sulle libertà individuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque occorre chiedersi fino a che punto l’intelligenza artificiale possa essere integrata nei meccanismi della sicurezza evitando di trasformarsi in uno strumento di controllo permanente.</p>
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