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	<title>Election Integrity Network &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>La rete pro-Trump per screditare le elezioni: l’inchiesta del The New York Times con l’IA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 06:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ein]]></category>
		<category><![CDATA[Election Integrity Network]]></category>
		<category><![CDATA[the new york times]]></category>
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					<description><![CDATA[Il New York Times ha indagato sull'Election Integrity Network (EIN), un'organizzazione conservatrice connessa al Partito Repubblicano, volta a screditare il sistema elettorale USA. L'inchiesta ha utilizzato oltre 400 ore di videoregistrazioni analizzate con intelligenza artificiale per identificare temi e ospiti rilevanti.Ogni dato è stato verificato manualmente per garantire l'accuratezza e il rispetto del contesto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il <em>The New York Times</em> <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2024/10/28/us/politics/inside-the-movement-behind-trumps-election-lies.html?unlocked_article_code=1.Vk4.ucv9.dbHVquTQaf0G&amp;smid=nytcore-ios-share&amp;referringSource=articleShare">ha pubblicato un‘inchiesta</a> sull’Election Integrity Network (EIN), un’estesa organizzazione conservatrice, capitanata dall’avvocatessa Cleta Mitchell, che ha come obiettivo quello di influenzare e screditare il sistema elettorale degli Stati Uniti. L’EIN si presenta come una rete apartitica ma ha in realtà stretti legami con il Partito Repubblicano e il Republican National Committee (RNC) di Donald Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Quello che qui ci interessa è la modalità</strong> con cui il NYT ha realizzato questa indagine: sono stati acquisiti oltre 400 ore di videoregistrazioni degli incontri dei membri di questa rete, successivamente è stato utilizzato un modello di apprendimento automatico per trascrivere le registrazioni ed in seguito tutto il materiale video è stato analizzato utilizzando diversi modelli IA di grandi dimensioni. Questo ha consentito di cercare argomenti di interesse nelle trascrizioni, cercare ospiti degni di nota e identificare temi ricorrenti per evidenziare i vari punti chiave dell’inchiesta.<br>A seguire il materiale è stato analizzato e visionato dai giornalisti per determinare il significato e la pertinenza di ogni clip.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al <em>Times</em> però ci tengono a spiegare che l’IA è stata solo uno strumento di ricerca e di verifica:<br>“L&#8217;intelligenza artificiale è stata utilizzata solo per supportare il nostro processo di reporting. Ogni citazione e clip video degli incontri in questo articolo è stata confrontata con la registrazione originale per garantire che fosse accurata, rappresentasse correttamente il significato del relatore e rappresentasse equamente il contesto in cui era stata detta.”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Sintesi dell’inchiesta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La rete EIN, supportata finanziariamente da importanti donatori e istituzioni conservatrici come Rebecca Dunn, Richard Uihlein e la Bradley Impact Foundation, è stata un progetto del Conservative Partnership Institute, associato a figure vicine a Trump come l’ex capo dello staff Mark Meadows.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso oltre 400 riunioni in videoconferenza, l’EIN ha costruito un’infrastruttura nazionale composta da attivisti locali e membri delle commissioni elettorali incaricati di monitorare i seggi. Le attività includono il reclutamento di migliaia di osservatori elettorali e la proposta di riforme legislative per limitare il diritto di voto, con particolare attenzione alla presunta (ma mai provata) frode elettorale legata al voto di “non cittadini”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mitchell e altri leader del gruppo sostengono teorie non verificate, ad esempio l’idea che i democratici registrino immigrati clandestini per alterare i risultati. L’inchiesta evidenzia come queste teorie siano state diffuse e amplificate dai media conservatori, influenzando funzionari elettorali e politici repubblicani. La rete ha dedicato molte risorse a identificare quegli elettori presenti nelle liste ufficiali, mirando in particolare a chi fosse considerato &#8220;sospetto&#8221;. Questi sospetti includevano, ad esempio, elettori che non vivevano fisicamente nello stato ma avevano comunque diritto al voto, come i militari in missione all&#8217;estero. Spesso, le metodologie impiegate per verificare l&#8217;idoneità di questi elettori erano poco rigorose o addirittura discriminatorie, basandosi su criteri inaccurati o pregiudizi che rischiavano di escludere persone legittimamente iscritte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’articolo mette in luce anche il coinvolgimento di attivisti locali che, attraverso strumenti software discutibili, cercano di identificare elettori presunti irregolari. Alcuni procuratori repubblicani hanno persino offerto supporto a tali attivisti, nonostante il parere contrario di esperti che considerano queste tecniche inutili o pericolose per l’integrità del processo elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il NYT mostra come il RNC abbia assistito logisticamente e operativamente il lavoro dell’EIN, mantenendo tuttavia una facciata di indipendenza per rispettare i requisiti legali di gruppo apartitico. Questa “alleanza difficile” tra attivisti estremisti e il partito tradizionale ha richiesto mediazioni costanti per mantenere l’illusione di imparzialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, il NYT sottolinea che l’EIN non mira solo a influenzare le elezioni a breve termine ma si pone obiettivi a lungo termine per consolidare un movimento conservatore in grado di trasformare il sistema elettorale, con ambizioni che si estendono fino alla riscrittura delle normative federali in caso di vittoria repubblicana.</p>
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