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	<title>emmett shear &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Problemi dell’IA: oltre la punta del naso</title>
		<link>https://www.interskills.it/2023/11/24/problemi-dellia-oltre-la-punta-del-naso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 05:47:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’episodio della rimozione di Sam Altman da OpenAI evidenzia il bisogno di trasparenza e controllo nell'IA generativa. Non è il timore di un dominio delle macchine, ma il rischio di opacità nella governance aziendale che preoccupa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ciò che emerge dalla storia che segue è forse l’aspetto più inquietante delle problematiche imputabili all’IA generativa: il problema non è il parossistico timore che le macchine sostituiscano gli uomini o che prendano il sopravvento su di noi, ma la necessità di un controllo trasparente di questi sistemi e delle aziende che li governano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Abbiamo seguito in questi giorni le “strane” vicende della rimozione di Sam Altman dalla guida di OpenAI che, per chi non avesse seguito la singolare vicenda, riepiloghiamo fattualmente e brevemente di seguito:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>17 Novembre 2023</strong>: Reuters <a href="https://www.reuters.com/technology/openai-ceo-sam-altman-step-down-2023-11-17/">riferisce</a> che Sam Altman viene rimosso dalla posizione di CEO di OpenAI. La notizia sorprende analisti, dipendenti e partner e, almeno apparentemente, la stessa Microsoft, che è un importante investitore in OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>19 Novembre 2023</strong>: malcontento e confusione all&#8217;interno di OpenAI. <a href="https://twitter.com/karaswisher/status/1726599700961521762">Una lettera</a> firmata da 505 dei 700 dipendenti di OpenAI chiede le dimissioni dell&#8217;intero consiglio di amministrazione e la restaurazione di Sam Altman e del dimissionario presidente di OpenAI, Greg Brockman, che se n&#8217;era andato dopo che Altman era stato estromesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>20 Novembre 2023</strong>: Reuters <a href="https://www.reuters.com/technology/sam-altman-will-not-return-ceo-openai-information-2023-11-20/">riporta</a>, tramite The Information, che Sam Altman non tornerà a ricoprire il ruolo di CEO di OpenAI nonostante gli sforzi degli esecutivi dell&#8217;azienda di riportarlo indietro. Emmett Shear, cofondatore di Twitch, è stato nominato CEO ad interim. Nel frattempo Altman e Brockman vengono annunciati in entrata in Microsoft, alla guida di una nuova unità interna per l’IA.<br>L’AD di Microsoft (che è il principale finanziatore di OpenAI), Satya Nadella <a href="https://twitter.com/satyanadella/status/1726509045803336122">twitta</a>: “<em>Rimaniamo impegnati nella nostra partnership con OpenAI […]. Non vediamo l&#8217;ora di conoscere Emmett Shear e il nuovo gruppo dirigente di OAI e di lavorare con loro. E siamo estremamente entusiasti di condividere la notizia che Sam Altman e Greg Brockman, insieme ai colleghi, si uniranno a Microsoft per guidare un nuovo team di ricerca sull&#8217;intelligenza artificiale avanzata. Non vediamo l’ora di agire rapidamente per fornire loro le risorse necessarie per il loro successo.</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>22 Novembre 2023</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sam Altman <a href="https://news.yahoo.com/sam-altman-return-openai-ceo-060655300.html">è stato confermato nuovamente</a> come CEO di OpenAI, concludendo cinque giorni di intense discussioni e trattative seguite al suo improvviso licenziamento dalla startup da lui co-fondata​​.</li>



<li>È stato anche istituito <a href="https://www.foxbusiness.com/technology/openai-brings-back-sam-altman-ceo-establishes-new-board#:~:text=Sam%20Altman%20will%20return%20to%20OpenAI%20as%20CEO,the%20previous%20board%20that%20decided%20to%20drop%20Altman.">un nuovo consiglio di amministrazione</a> composto da Bret Taylor (presidente), Larry Summers e Adam D&#8217;Angelo, quest&#8217;ultimo l&#8217;unico membro presente nel precedente consiglio che aveva deciso di rimuovere Altman​​.</li>



<li>Satya Nadella twitta, facendo totale retromarcia rispetto alle dichiarazioni di due giorni prima: “<em>Siamo incoraggiati dalle modifiche al board di OpenAI. Riteniamo che questo sia un primo passo essenziale verso una governance più stabile, ben informata ed efficace. Sam, Greg e io abbiamo parlato e concordato che hanno un ruolo chiave da svolgere insieme al gruppo dirigente dell&#8217;OAI nel garantire che l&#8217;OAI continui a prosperare e a sviluppare la sua missione. Non vediamo l’ora di consolidare la nostra forte partnership e di offrire il valore di questa prossima generazione di intelligenza artificiale ai nostri clienti e partner</em>.”</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">A questo punto urge chiedersi: ma cosa è successo davvero? Abbiamo letto di tutto in questi 5 giorni: la fine di OpenAI, le possibili conseguenze legali per Microsoft per presumibili azioni da parte di OpenAI, la nascita di un monopolio dell’IA in Microsoft, etc.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ovviamente, con il senno del poi, ovvero della possibilità di scrivere di questi fatti “ex post”, rileviamo, ove mai ve ne fosse bisogno, che i commenti “a caldo” e soprattutto le illazioni su vicende di cui non si ha alcun tipo di conoscenza reale, oltre la notizia di “fatti” sostanziali ma di cui non vi è contezza delle cause, sono inutili e pericolosi, per una corretta informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma come avrebbe mai potuto OpenAI fare causa a Microsoft che ne è sostanzialmente non tanto occulto azionista di maggioranza? E d’altra parte sarebbe stata una sostanziale incorporazione di altra azienda da parte di Microsoft, azienda quotata sul mercato azionario, senza seguire le procedure ufficiali di acquisizione ed incorporamento. E come avrebbe reagito la Federal Trade Commission di fronte alla nascita di un colosso dell’IA che opera in maniera quasi monopolistica in altri settori? Ricordiamo i già numerosi provvedimenti intrapresi da FTC e dall’UE nei confronti di Microsoft in passato per le varie posizioni monopolistiche sui browser, sui dati, sui sistemi operativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In primis occorre immaginare che una estromissione di Altman dal board di OpenAI non sarebbe mai potuta avvenire senza la condiscendenza di Microsoft, anzi senza il suo esplicito parere favorevole.&nbsp; È probabile che Microsoft abbia tentato di fare assopigliatutto con OpenAI, ma che poi si sia resa conto delle gravi conseguenze che questa operazione avrebbe portato e, quindi, il dietrofront: ma cosa è meglio di controllare una delle principali aziende di IA generativa sul mercato senza bisogno di integrarla nel proprio assetto societario?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Microsoft sta già introducendo all’interno delle sue numerose piattaforme e strumenti (da Office ad Azure a Bing) i tools di OpenAI, rendendola di fatto parte del suo business e, nel frattempo nessuno le impedisce di costruire al suo interno l’equivalente e <a href="https://news.microsoft.com/source/features/ai/in-house-chips-silicon-to-service-to-meet-ai-demand/#:~:text=Today%20at%20Microsoft%20Ignite%20the,processor%20tailored%20to%20run%20general">di avviare addirittura la produzione di processori dedicati all’AI</a>.</p>
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