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	<title>Eric Schmidt &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Problemi dell’intelligenza artificiale per le redazioni locali</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/02/02/problemi-dellintelligenza-artificiale-per-le-redazioni-locali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 11:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[axel springer]]></category>
		<category><![CDATA[click-through]]></category>
		<category><![CDATA[deepfake]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn052024]]></category>
		<category><![CDATA[testate locali]]></category>
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					<description><![CDATA[
L'intelligenza artificiale impatta sia i media mainstream che locali, ma la scarsità di dati nelle notizie locali può compromettere l'efficacia dei modelli e aumentare la disinformazione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Abbiamo spesso affrontato l&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza artificiale <a href="https://www.interskills.it/soon-intelligenza-artificiale-e-informazione/">nell’ecosistema dell’informazione</a>, con particolare riferimento alle testate mainstream.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale impatto è altrettanto complesso per le testate locali, come ricorda un articolo del <a href="https://www.poynter.org/commentary/2024/how-ai-could-sap-or-save-local-news/"><em>Poynter</em></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Come sappiamo i modelli linguistici avanzati richiedono una vasta quantità di dati per funzionare in modo ottimale, raccolta che diventa problematica nel contesto delle notizie locali, dove le informazioni sono spesso limitate. La scarsità di dati lascia inoltre emergere dubbi sulla possibile efficacia dei modelli, poiché potrebbero risultare limitati nella comprensione delle sfumature e delle peculiarità delle comunità locali. Un po’ la difficoltà che abbiamo “noi” umani nel comprendere le sfumature dei contesti di linguaggi stranieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo potrebbe tradursi in servizi di IA di qualità inferiore nelle comunità con poche notizie, aumentando il rischio di disinformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un ulteriore problematica è legata sempre all’addestramento incompleto dell&#8217;IA che potrebbe causare la diffusione di informazioni false, minando la fiducia del pubblico, elemento cruciale per le testate locali per essere considerate fonti autorevoli. La manipolazione delle informazioni su basi dati limitate, infatti potrebbe avere conseguenze significative sulla percezione della realtà da parte delle comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo scenario potrebbe generare quello che gli studiosi chiamano “liar’s dividend” (&#8220;<em>dividendo del bugiardo&#8221; – ndr</em>), ovvero l&#8217;idea che le manipolazioni e la disinformazione diffuse attraverso l&#8217;intelligenza artificiale possano portare nell’immediato vantaggi ad alcuni soggetti ma nel lungo temine compromettere la qualità delle basi di dati, riducendo la capacità dei soggetti di discernere tra fatti e finzione, portandoli a dubitare della veridicità delle informazioni ricevute.<br>Chi sono i bugiardi che potrebbero approfittarne? I politici sicuramente.&nbsp;<a href="https://www.tampabay.com/news/florida-politics/2023/12/22/trump-lincoln-project-ad-ai-artificial-intelligence-clips-politifact/">Donald Trump ha recentemente</a>&nbsp;affermato che uno spot pubblicitario composto da video clip reali in cui era presente era un intruglio di intelligenza artificiale. Eppure molti lo vedranno come reale:&nbsp;<a href="https://www.theatlantic.com/technology/archive/2023/05/generative-ai-social-media-integration-dangers-disinformation-addiction/673940/">come hanno scritto Eric Schmidt e Jonathan Haidt</a>&nbsp;per The Atlantic, &#8220;Maggiore è il volume di deepfake che vengono introdotti in circolazione (compresi quelli apparentemente innocui come quello del papa), più il pubblico esiterà a fidarsi di qualsiasi cosa. Le persone saranno molto più libere di credere a ciò che vogliono&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sul versante economico, l&#8217;automazione dell&#8217;erogazione di notizie potrebbe causare una diminuzione del traffico verso i siti di informazione locale, mettendo a rischio l&#8217;esistenza stessa di questi media. In passato, le aziende tecnologiche sostenevano che l&#8217;indicizzazione dei titoli delle notizie da parte dei loro spider avrebbe portato traffico grazie ai link.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma l&#8217;IA non presenta questa caratteristica: il pericolo è proprio nel fatto che questi sistemi “rispondono” nella stragrande maggioranza dei casi senza fornire il link alle fonti di informazione o anche, fornendo risposte esaustive che se anche il link fosse presente, non sarebbe utile consultarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il fenomeno del Click-through, infatti, portava tante visite anche sui piccoli siti di notizie. Questa transizione potrebbe causare reali perdite economiche per l&#8217;intero settore, come evidenziato dal Wall Street Journal che stima una possibile perdita del 20% al 40% del traffico generato da Google.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un aspetto complesso da affrontare riguarda il tema del copyright, nonostante le aziende operanti nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale generativa sostengano che il loro utilizzo rientri nel concetto di &#8220;fair use&#8221; sostenendo che i testi originali seppur presi vengano trasformati. Dall&#8217;altra parte, gli editori avanzano argomenti contrari, sostenendo che la copia diretta costituisce una chiara violazione del <a href="https://www.interskills.it/2023/12/07/copyright-e-ia-getty-images-vs-stability-ai/">copyright</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma se da un lato le grandi realtà editoriali, come <a href="https://www.interskills.it/2023/12/22/axel-springer-sigla-un-accordo-storico-con-openai/">Axel Springer</a>, stipulano accordi con le aziende di intelligenza artificiale o il <a href="https://www.interskills.it/2024/01/04/la-battaglia-legale-tra-il-new-york-times-microsoft-e-openai/"><em>New York Times</em></a>, che ha la capacità di affrontare legalmente una causa. Dall’alto sorgono interrogativi sul destino delle piccole aziende locali, prive della stessa forza negoziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il CEO della <a href="https://www.nab.org/default.asp">National Association of Broadcasters</a> la voce delle emittenti radiofoniche e televisive americana, ha citato un caso in cui una piattaforma di intelligenza artificiale ha replicato notizie da un sito web televisivo locale senza il consenso dell&#8217;emittente, evidenziando la vulnerabilità di tali realtà di fronte a controversie legali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In considerazione di ciò, emerge la necessità di istituire un&#8217;entità in grado di negoziare collettivamente per conto degli editori, al fine di garantire la tutela dei loro diritti di copyright. Questo diventa particolarmente cruciale non solo per risolvere controversie legali, ma anche per preservare l&#8217;equilibrio tra grandi e piccoli attori nell&#8217;ambito dell&#8217;intelligenza artificiale generativa.Inizio modulo</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante queste problematiche, ci sono iniziative interessanti che cercano di integrare l&#8217;IA per sostenere il giornalismo locale. Progetti volti a tradurre contenuti, rispondere alle domande dei lettori e migliorare la produzione di notizie attraverso l&#8217;IA rappresentano un tentativo di coniugare innovazione tecnologica e necessità locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ad esempio, l&#8217;American Journalism Project ha ottenuto finanziamenti da OpenAI per supportare redazioni locali senza scopo di lucro nell&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale. Altri esempi includono l&#8217;uso dell&#8217;IA da parte del Centro de Periodismo Investigativo (è un ente senza scopo di lucro per promuovere l&#8217;accesso all&#8217;informazione per il popolo di Porto Rico) per tradurre contenuti e l&#8217;implementazione di strumenti basati sull&#8217;IA o ancora il <em>THE CITY</em> (New York) utilizza questi strumenti per trovare le informazioni online, rispondere alle domande dei newyorkesi e ricevere suggerimenti dai lettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;intelligenza artificiale nelle notizie locali presenta una doppia sfida: offre opportunità di miglioramento attraverso l&#8217;automazione e l&#8217;analisi dei dati, ma solleva anche rischi significativi che richiedono una gestione attenta. In questo senso, trovare un equilibrio che consenta di sfruttare appieno i vantaggi dell&#8217;IA senza compromettere l&#8217;integrità e l&#8217;autenticità delle informazioni a livello locale diventa cruciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La definizione di linee guida etiche e pratiche diventa quindi essenziale per garantire che l&#8217;intelligenza artificiale contribuisca positivamente al giornalismo locale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Kyutai il nuovo laboratorio francese di IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2023/11/24/kyutai-il-nuovo-laboratorio-francese-di-ia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 01:20:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Schmidt]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale generativa]]></category>
		<category><![CDATA[kyutai]]></category>
		<category><![CDATA[nvidia]]></category>
		<category><![CDATA[rodolphe saadé]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn072023]]></category>
		<category><![CDATA[xavier niel]]></category>
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					<description><![CDATA[Kyutai è un laboratorio francese di IA generativa, co-fondato da Niel, Saadé e Schmidt, situato a Parigi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://kyutai.org/">Kyutai</a> il nuovo laboratorio francese di IA, è stato inaugurato il 17 novembre durante la conferenza <a href="https://www.ai-pulse.eu/">ai-PULSE</a>. Kyutai è co-fondato da Xavier Niel, CEO e fondatore di Iliad Group, Rodolphe Saadé, presidente di CMA CGM Group specializzato in logistica, ed Eric Schmidt, ex CEO di Google, aspira a diventare un punto di riferimento nel settore dell&#8217;intelligenza artificiale generativa in Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/l-europa-ha-sua-openai-francia-arriva-kyutai-dote-300-milioni-AF4mI2fB">Il progetto privato</a> è senza scopo di lucro, parte con un fondo di 300 milioni di euro e il supporto tecnologico di Nvidia, oltre al contributo del servizio cloud di Iliad Scaleway e mira ad attrarre i migliori talenti del settore, promuovendo un approccio open-source allo sviluppo dell&#8217; IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Situato a Parigi nell&#8217;hub di startup Station F,&nbsp; il progetto vanta di un team di rinomati ricercatori francesi nel campo dell&#8217;IA come Patrick Pérez, direttore e esperto in computer vision e machine learning con oltre tre decenni di esperienza, guida il team che include talenti come Alexandre Défossez, specializzato in matematica applicata al machine learning, Edouard Grave con competenze in machine learning e computer vision, Hervé Jégou, esperto in algoritmi di ricerca in vasti database di immagini e video, Laurent Mazaré, con una solida base in matematica applicata, informatica e crittografia, e Neil Zeghidour, con un dottorato in machine learning e studi in finanza quantitativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Schmidt «il team ha le giuste caratteristiche, sono tutti ricercatori appassionati, che non mollano e sono sempre disponibili»</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.ai4business.it/intelligenza-artificiale/open-source-in-francia-debutta-kyutai-laboratorio-di-ricerca-sullai">Il comitato scientifico</a> vanta nomi illustri come Yann LeCun, pioniere del deep learning, Yejin Choi, esperta in elaborazione del linguaggio naturale e computer vision, e Bernhard Schölkopf, direttore del Max Planck Institute for Intelligent Systems.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Jen-Hsun Huang, CEO di Nvidia, ha parlato dell&#8217;avvento di una &#8220;seconda era dell&#8217;AI&#8221;, enfatizzando l&#8217;importanza dell&#8217;IA nel biotech e nella manifattura.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Rodolphe Saadé ha sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;AI nella logistica e per le generazioni future, evidenziando che il progetto è cruciale non solo per la Francia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Così come emerge dalla presentazione Kyutai si impegna a mantenere uno spirito di &#8220;scienza aperta&#8221;, i ricercatori hanno intenzione di rilasciare modelli open-source, ma anche il codice sorgente dell’addestramento e i dati che spiegano come sono stati creati questi modelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Kyutai dimostra la volontà europea di giocare un ruolo centrale in questo campo, enfatizzando l&#8217;importanza di una regolamentazione che promuova l&#8217;innovazione senza compromettere la sicurezza dei cittadini e il tessuto democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Niel, nella presentazione del progetto <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/23_novem">ha affermato</a>: «L&#8217;Europa ha tutte le carte in regola per vincere la corsa all&#8217;intelligenza artificiale, abbiamo tutta la potenza di calcolo necessaria e un ecosistema di AI molto dinamico.&nbsp;Con la creazione di un laboratorio di ricerca open source a Parigi stiamo accelerando ulteriormente il passo”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha supportato l&#8217;iniziativa, ribadendo l&#8217;importanza dell&#8217;open-source “Anch’io credo molto nell’open source e dobbiamo trasformarlo in una risorsa francese”.</p>
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