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	<title>Francia &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Europa vs USA, due visioni sull’impatto dell’IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/09/07/europa-vs-usa-due-visioni-sullimpatto-dellia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 07:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale trasforma radicalmente il giornalismo, minacciando modelli economici e credibilità. Francia e Spagna adottano misure diverse: protezione delle fonti e obbligo di trasparenza. Negli USA l’IA giustifica il mantenimento dei monopoli digitali. Il settore giornalistico, impoverito e delegittimato, rischia di perdere ruolo democratico centrale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Da tempo seguiamo le trasformazioni che stanno ridefinendo il giornalismo contemporaneo e l’intero ecosistema dell’informazione, in un contesto politico ed economico globale sempre più instabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’evoluzione tecnologica, nello specifico l&#8217;IA, sta modificando in modo strutturale non solo i modelli produttivi dell&#8217;informazione, ma anche le dinamiche di potere, accesso e sostenibilità del settore. Questi cambiamenti sono stati spesso descritti come inevitabili, se non addirittura inarrestabili mettendo sotto pressione norme consolidate e modelli editoriali storici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, di fronte a questa spinta all’innovazione, gli editori e le redazioni hanno continuato a cercare un punto d&#8217;incontro per tutelare la qualità del proprio operato e garantire la sopravvivenza del giornalismo come presidio democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il paradosso è che, mentre si cercano soluzioni per governare l’impatto dell’IA, a subirne le prime conseguenze sono proprio coloro che l’informazione la producono: giornalisti, redazioni, editori. In altre parole, chi produce e difende l’informazione viene indebolito dagli stessi strumenti che dovrebbero rafforzarla. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa tensione tra l’intelligenza artificiale e il giornalismo si manifesta ormai su scala globale, attraversando diversi paesi e sistemi mediatici, che pur agendo in contesti giuridici e politici distinti, stanno intervenendo in modo complementare, chi proteggendo la <em>fonte</em> dell’informazione, chi cercando di regolamentare il <em>prodotto finale</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In Francia il confronto <a href="https://www.rfi.fr/en/france/20250902-french-press-take-on-digital-databases-to-defend-journalist-copyright-against-ai?utm_source=chatgpt.com">si concentra </a>sulla materia prima ovvero il contenuto dell&#8217;informazione. Non a caso due delle principali associazioni editoriali del paese, l’Apig (<em>Alliance de la Presse d’Information Générale</em>) e il Sepm (<em>Syndicat des Éditeurs de la Presse Magazine</em>) che rappresentano oltre 800 testate, hanno lanciato un’azione coordinata contro l’utilizzo indiscriminato degli articoli giornalistici per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al centro della loro denuncia ci sono gli immensi archivi digitali, come <em>Common Crawl</em> e <em>Oscar</em>, che raccolgono e redistribuiscono sistematicamente contenuti protetti da copyright, spesso senza autorizzazione né limitazioni d’accesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo sistema, di fatto, consente alle aziende tecnologiche di accedere e utilizzare enormi quantità di materiale informativo tramite archivi intermediari, eludendo qualsiasi forma di negoziazione con gli editori e ignorando i diritti di proprietà intellettuale. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La strategia delle testate francesi prevede l’identificazione dei contenuti utilizzati, la richiesta formale di rimozione e l’avvio di eventuali azioni legali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre la Francia interviene sulla fonte, la Spagna si concentra sul prodotto finale e sugli effetti dell’IA generativa, introducendo regole severe per arginare la disinformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La Spagna ha <a href="https://www.euronews.com/next/2025/03/12/spain-could-fine-ai-companies-up-to-35-million-in-fines-for-mislabelling-content?">approvato </a>un disegno di legge che <a href="https://www.lamoncloa.gob.es/consejodeministros/referencias/Paginas/2025/20250311-referencia-rueda-de-prensa-ministros.aspx#artificial">mira </a>a garantire un utilizzo dell&#8217;Intelligenza Artificiale etico, inclusivo e vantaggioso per le persone<br>imponendo l&#8217;obbligo di trasparenza: qualsiasi contenuto generato artificialmente, inclusi i cosiddetti &#8220;deepfake&#8221;, deve essere chiaramente etichettato come tale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La mancata osservanza di questa norma è classificata come un &#8220;reato grave&#8221;, punibile con multe che possono arrivare a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale di un&#8217;azienda. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oscar López, ministro spagnolo per la trasformazione digitale dichiara &#8220;L&#8217;intelligenza artificiale è uno strumento molto potente che può essere utilizzato per migliorare le nostre vite&#8230; o per diffondere disinformazione e attaccare la democrazia&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il provvedimento include anche il divieto di pratiche manipolatorie, come l’utilizzo di tecniche subliminali per influenzare i gruppi sociali più vulnerabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">E mentre l&#8217;Europa cerca di stabilire nuove regole, Oltreoceano<a href="https://www.devdiscourse.com/article/technology/3614123-alphabets-victory-google-retains-monopoly-edge-post-antitrust-ruling"> si consolida</a> il potere di chi domina l&#8217;intero ecosistema digitale con la vittoria legale di Alphabet, società madre di Google, in un importante causa antitrust.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La causa è stata intentata nel 2020 dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro il motore di ricerca Google incriminato per abuso di posizione dominante nel mercato della ricerca online. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel <a href="https://www.reuters.com/legal/litigation/google-ruling-shows-how-tech-can-outpace-antitrust-enforcement-2025-09-04/?">verdetto </a>pronunciato dal giudice Amit Mehta, Google è stata riconosciuta colpevole di pratiche monopolistiche, ma il tribunale ha evitato soluzioni drastiche come lo smantellamento dell’azienda, giustificando tale scelta con l’argomento che l’emergere della IA generativa (come ChatGPT o Perplexity) rappresenterebbe già una forma di concorrenza emergente, sufficiente a riequilibrare il mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al contrario, <a href="https://www.devdiscourse.com/article/technology/3614123-alphabets-victory-google-retains-monopoly-edge-post-antitrust-ruling">ha optato</a> per rimedi più leggeri, come la condivisione di dati e l’interruzione di accordi esclusivi con i produttori di dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa decisione, che ha incrementato il valore di mercato di Alphabet di circa 206 miliardi di dollari, è stata interpretata dal mercato non come una punizione, ma come una conferma della solidità del monopolio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Si tratta di una decisione che, al di là dell’impatto economico immediato, porta alla luce una contraddizione più profonda. La stessa tecnologia che in Europa si cerca di regolamentare — accusandola di sottrarre valore o di favorire la diffusione di contenuti manipolati — negli Stati Uniti diventa invece giustificazione per non ridimensionare il potere di chi già controlla l’ecosistema informativo globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, da un lato l’intelligenza artificiale è descritta come una minaccia all’informazione professionale, alla trasparenza e alla tenuta democratica mentre dall’altro viene presentata come l’argomento ideale per sostenere che esista già abbastanza concorrenza e che quindi non servano interventi strutturali. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo scenario il giornalismo parte essenziale dell’infrastruttura democratica, si ritrova sempre più svuotato di potere, di risorse e di centralità.  I contenuti prodotti da redazioni e giornalisti vengono assorbiti dalle IA senza compenso, mentre gli effetti della disinformazione generata artificialmente ricadono proprio su di loro: sul loro lavoro quotidiano, sulla fiducia del pubblico, sulla credibilità delle fonti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalismo diventa vittima di una doppia delegittimazione: prima economica, perché privato della possibilità di trarre valore dal proprio prodotto; poi culturale, perché messo sullo stesso piano di contenuti automatici, virali, spesso opachi, ma più facilmente distribuiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La qualità, elemento che contraddistingue il giornalismo, diventa un fattore marginale in un ambiente in cui visibilità, velocità e viralità contano più della verifica e della responsabilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questo punto, la questione non riguarda più soltanto la sostenibilità economica di un settore, ma la sopravvivenza stessa di uno spazio di conoscenza pubblica fondato sulla fiducia tra editori e lettori. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infatti, se a dettare le regole della visibilità informativa sono algoritmi proprietari e se l’informazione è ridotta a merce, prodotta da chiunque e validata da nessuno, allora ci si deve chiedere se verrà mai trovata una quadra capace di garantire un futuro al giornalismo di qualità in una democrazia digitale.</p>
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