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		<title>Gli “strani” rapporti delle aziende di IA al vaglio della Federal Trade Commission</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/02/02/gli-strani-rapporti-delle-aziende-di-ia-al-vaglio-della-federal-trade-commission/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 11:34:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[La FTC degli Stati Uniti ha avviato un'indagine su investimenti e partnership nel campo dell'IA generativa, concentrandosi su Alphabet, Amazon, Microsoft, Anthropic e OpenAI. L'inchiesta esamina se tali accordi compromettano la concorrenza e distorcano l'innovazione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/jan/25/ftc-ai-inquiry-microsoft-alphabet-amazon">La Federal Trade Commission</a> (FTC) degli Stati Uniti ha avviato un&#8217;indagine approfondita sulle operazioni di investimento e le partnership nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale generativa. L&#8217;attenzione è concentrata su colossi tecnologici come Alphabet, Amazon, Microsoft, Anthropic e OpenAI. Giovedì scorso, l&#8217;organo regolatore ha emesso richieste dettagliate alle cinque aziende, chiedendo informazioni approfondite sulla portata e sugli effetti dei loro investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;indagine si propone di esaminare i privilegi conferiti dagli investimenti delle grandi aziende nelle startup di intelligenza artificiale emergenti, valutando se tali accordi possano compromettere la concorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lina Khan, presidente della FTC, ha dichiarato che lo studio si concentrerà sulla possibilità che gli investimenti e le partnership delle aziende dominanti possano aver distorto il settore dell&#8217;innovazione e minato il principio della concorrenza leale in un settore strategico fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Amazon ha investito 4 miliardi di dollari in Anthropic a settembre, mentre Google ha aumentato la propria quota nella società al 10%. Microsoft è il principale finanziatore di OpenAI, con un investimento di circa 10 miliardi di dollari, e detiene un ruolo nel consiglio di amministrazione, anche se senza diritto di voto, dopo il ritorno di Sam Altman come CEO.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le società coinvolte beneficiano della possibilità di integrare le tecnologie di intelligenza artificiale generativa sviluppate dalle startup nei loro servizi esistenti. Al contempo, le startup, grazie alle partnership con fornitori di servizi cloud, ottengono un accesso più conveniente alle risorse di rete e calcolo necessarie per addestrare e perfezionare i propri modelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La FTC, <a href="https://www.hwupgrade.it/news/web/ftc-un-indagine-per-fare-luce-sugli-investimenti-di-amazon-alphabet-e-microsoft-in-anthropic-e-openai_123759.html">tra le varie richieste avanzate</a>, vuole informazioni dettagliate sugli specifici accordi di investimento tra le società e su come le partnership influenzino il rilascio di prodotti, la concorrenza di mercato e il monitoraggio tecnologico. Le società hanno 45 giorni di tempo per rispondere alle richieste della FTC.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le collaborazioni, quella tra Microsoft e OpenAI è la più nota, ma anche Google e Amazon hanno recentemente stipulato accordi multimiliardari con Anthropic, una startup di intelligenza artificiale di San Francisco fondata da ex leader di OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Rima Alaily, vicepresidente e consulente legale generale di Microsoft, ha sottolineato che le partnership tra aziende indipendenti, come quella tra Microsoft e OpenAI, favoriscono la concorrenza e accelerano l&#8217;innovazione. La società ha dichiarato la disponibilità a fornire tutte le informazioni richieste dalla FTC per completare l&#8217;indagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le altre società coinvolte come Anthropic e Amazon hanno rifiutato di commentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa mossa della FTC rappresenta un importante impegno dell&#8217;agenzia nel valutare attentamente le attività delle aziende di intelligenza artificiale e le loro strategie di espansione attraverso partnership, anziché acquisizioni dirette. L&#8217;indagine solleva preoccupazioni sulla possibilità che le aziende dominanti possano ottenere un&#8217;influenza troppo elevata nel settore ed un accesso privilegiato a tali risorse, che potrebbe mettere a rischio la concorrenza leale nel settore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Problemi dell’IA: oltre la punta del naso</title>
		<link>https://www.interskills.it/2023/11/24/problemi-dellia-oltre-la-punta-del-naso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 05:47:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[emmett shear]]></category>
		<category><![CDATA[ftc]]></category>
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		<category><![CDATA[reuters]]></category>
		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn072023]]></category>
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					<description><![CDATA[L’episodio della rimozione di Sam Altman da OpenAI evidenzia il bisogno di trasparenza e controllo nell'IA generativa. Non è il timore di un dominio delle macchine, ma il rischio di opacità nella governance aziendale che preoccupa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ciò che emerge dalla storia che segue è forse l’aspetto più inquietante delle problematiche imputabili all’IA generativa: il problema non è il parossistico timore che le macchine sostituiscano gli uomini o che prendano il sopravvento su di noi, ma la necessità di un controllo trasparente di questi sistemi e delle aziende che li governano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Abbiamo seguito in questi giorni le “strane” vicende della rimozione di Sam Altman dalla guida di OpenAI che, per chi non avesse seguito la singolare vicenda, riepiloghiamo fattualmente e brevemente di seguito:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>17 Novembre 2023</strong>: Reuters <a href="https://www.reuters.com/technology/openai-ceo-sam-altman-step-down-2023-11-17/">riferisce</a> che Sam Altman viene rimosso dalla posizione di CEO di OpenAI. La notizia sorprende analisti, dipendenti e partner e, almeno apparentemente, la stessa Microsoft, che è un importante investitore in OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>19 Novembre 2023</strong>: malcontento e confusione all&#8217;interno di OpenAI. <a href="https://twitter.com/karaswisher/status/1726599700961521762">Una lettera</a> firmata da 505 dei 700 dipendenti di OpenAI chiede le dimissioni dell&#8217;intero consiglio di amministrazione e la restaurazione di Sam Altman e del dimissionario presidente di OpenAI, Greg Brockman, che se n&#8217;era andato dopo che Altman era stato estromesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>20 Novembre 2023</strong>: Reuters <a href="https://www.reuters.com/technology/sam-altman-will-not-return-ceo-openai-information-2023-11-20/">riporta</a>, tramite The Information, che Sam Altman non tornerà a ricoprire il ruolo di CEO di OpenAI nonostante gli sforzi degli esecutivi dell&#8217;azienda di riportarlo indietro. Emmett Shear, cofondatore di Twitch, è stato nominato CEO ad interim. Nel frattempo Altman e Brockman vengono annunciati in entrata in Microsoft, alla guida di una nuova unità interna per l’IA.<br>L’AD di Microsoft (che è il principale finanziatore di OpenAI), Satya Nadella <a href="https://twitter.com/satyanadella/status/1726509045803336122">twitta</a>: “<em>Rimaniamo impegnati nella nostra partnership con OpenAI […]. Non vediamo l&#8217;ora di conoscere Emmett Shear e il nuovo gruppo dirigente di OAI e di lavorare con loro. E siamo estremamente entusiasti di condividere la notizia che Sam Altman e Greg Brockman, insieme ai colleghi, si uniranno a Microsoft per guidare un nuovo team di ricerca sull&#8217;intelligenza artificiale avanzata. Non vediamo l’ora di agire rapidamente per fornire loro le risorse necessarie per il loro successo.</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>22 Novembre 2023</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sam Altman <a href="https://news.yahoo.com/sam-altman-return-openai-ceo-060655300.html">è stato confermato nuovamente</a> come CEO di OpenAI, concludendo cinque giorni di intense discussioni e trattative seguite al suo improvviso licenziamento dalla startup da lui co-fondata​​.</li>



<li>È stato anche istituito <a href="https://www.foxbusiness.com/technology/openai-brings-back-sam-altman-ceo-establishes-new-board#:~:text=Sam%20Altman%20will%20return%20to%20OpenAI%20as%20CEO,the%20previous%20board%20that%20decided%20to%20drop%20Altman.">un nuovo consiglio di amministrazione</a> composto da Bret Taylor (presidente), Larry Summers e Adam D&#8217;Angelo, quest&#8217;ultimo l&#8217;unico membro presente nel precedente consiglio che aveva deciso di rimuovere Altman​​.</li>



<li>Satya Nadella twitta, facendo totale retromarcia rispetto alle dichiarazioni di due giorni prima: “<em>Siamo incoraggiati dalle modifiche al board di OpenAI. Riteniamo che questo sia un primo passo essenziale verso una governance più stabile, ben informata ed efficace. Sam, Greg e io abbiamo parlato e concordato che hanno un ruolo chiave da svolgere insieme al gruppo dirigente dell&#8217;OAI nel garantire che l&#8217;OAI continui a prosperare e a sviluppare la sua missione. Non vediamo l’ora di consolidare la nostra forte partnership e di offrire il valore di questa prossima generazione di intelligenza artificiale ai nostri clienti e partner</em>.”</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">A questo punto urge chiedersi: ma cosa è successo davvero? Abbiamo letto di tutto in questi 5 giorni: la fine di OpenAI, le possibili conseguenze legali per Microsoft per presumibili azioni da parte di OpenAI, la nascita di un monopolio dell’IA in Microsoft, etc.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ovviamente, con il senno del poi, ovvero della possibilità di scrivere di questi fatti “ex post”, rileviamo, ove mai ve ne fosse bisogno, che i commenti “a caldo” e soprattutto le illazioni su vicende di cui non si ha alcun tipo di conoscenza reale, oltre la notizia di “fatti” sostanziali ma di cui non vi è contezza delle cause, sono inutili e pericolosi, per una corretta informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma come avrebbe mai potuto OpenAI fare causa a Microsoft che ne è sostanzialmente non tanto occulto azionista di maggioranza? E d’altra parte sarebbe stata una sostanziale incorporazione di altra azienda da parte di Microsoft, azienda quotata sul mercato azionario, senza seguire le procedure ufficiali di acquisizione ed incorporamento. E come avrebbe reagito la Federal Trade Commission di fronte alla nascita di un colosso dell’IA che opera in maniera quasi monopolistica in altri settori? Ricordiamo i già numerosi provvedimenti intrapresi da FTC e dall’UE nei confronti di Microsoft in passato per le varie posizioni monopolistiche sui browser, sui dati, sui sistemi operativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In primis occorre immaginare che una estromissione di Altman dal board di OpenAI non sarebbe mai potuta avvenire senza la condiscendenza di Microsoft, anzi senza il suo esplicito parere favorevole.&nbsp; È probabile che Microsoft abbia tentato di fare assopigliatutto con OpenAI, ma che poi si sia resa conto delle gravi conseguenze che questa operazione avrebbe portato e, quindi, il dietrofront: ma cosa è meglio di controllare una delle principali aziende di IA generativa sul mercato senza bisogno di integrarla nel proprio assetto societario?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Microsoft sta già introducendo all’interno delle sue numerose piattaforme e strumenti (da Office ad Azure a Bing) i tools di OpenAI, rendendola di fatto parte del suo business e, nel frattempo nessuno le impedisce di costruire al suo interno l’equivalente e <a href="https://news.microsoft.com/source/features/ai/in-house-chips-silicon-to-service-to-meet-ai-demand/#:~:text=Today%20at%20Microsoft%20Ignite%20the,processor%20tailored%20to%20run%20general">di avviare addirittura la produzione di processori dedicati all’AI</a>.</p>
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