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	<title>giornalismo e intelligenza artificiale &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>ChatGPT : tutte le novità spiegate bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Di Cuia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 08:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[ChatGPT Work segna il passaggio dal semplice chatbot a un vero assistente operativo. In questa guida analizzeremo tutte le novità introdotte da OpenAI con ChatGPT Work e la famiglia GPT-5.6, spiegando in modo chiaro funzionalità, modelli, sicurezza, interfaccia e differenze tra la versione desktop e quella web. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-e75bed05 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il 9 luglio OpenAI ha <a href="https://openai.com/it-IT/index/gpt-5-6/">presentato</a> il nuovo ambiente ChatGPT Work insieme a GPT-5.6, la nuova famiglia di modelli pensata per affrontare attività professionali complesse, utilizzare strumenti digitali e produrre contenuti completi con meno interventi da parte dell’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’ambiente di ChatGPT Work rappresenta un’evoluzione significativa rispetto all’esperienza classica di ChatGPT. Nella chat tradizionale l’interazione avviene principalmente attraverso una sequenza di domande e risposte: l’utente formula una richiesta, riceve un risultato e prosegue la conversazione con nuove istruzioni. Work, invece, è progettato per ricevere un lavoro complesso più ampio, raccogliere il contesto necessario, pianificare le diverse fasi dell’attività e intervenire direttamente su file, applicazioni e servizi collegati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il risultato non è quindi soltanto una risposta testuale, ma può assumere la forma di un documento, una presentazione, un foglio di calcolo, una dashboard o un’applicazione web pronta per essere esaminata e perfezionata. OpenAI descrive <a href="https://openai.com/it-IT/chatgpt-work/">Work</a> come un ambiente agentico nel quale ricerca, pianificazione, produzione e revisione possono convergere all’interno dello stesso flusso operativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A supportare questa nuova modalità è la famiglia GPT-5.6, composta da tre modelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Sol</strong>: il modello più potente. È pensato per programmazione avanzata, ricerca, analisi, progettazione, documenti professionali e attività lunghe o particolarmente difficili.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Terra</strong>: cerca un equilibrio tra qualità, velocità e costo. È pensato per la maggior parte dei lavori quotidiani.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Luna</strong>: il più veloce ed economico. È adatto alle attività frequenti, relativamente semplici o da eseguire su larga scala.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Più che un semplice aggiornamento del chatbot, ChatGPT Work segna quindi il passaggio da un’intelligenza artificiale utilizzata soprattutto come interlocutore a un sistema capace di partecipare in modo più diretto all’esecuzione del lavoro, un vero e proprio “agente”, simile a Cowork di Anthropic.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Le principali novità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le principali novità di GPT-5.6 figura la Programmatic Tool Calling, una funzionalità disponibile nella Responses API e destinata agli sviluppatori. Essa consente al modello di generare ed eseguire piccoli programmi temporanei per coordinare automaticamente gli strumenti utilizzati durante un&#8217;attività, riducendo il numero di chiamate al modello, il consumo di token e la necessità di scrivere manualmente il codice che gestisce il flusso di lavoro. Sebbene questa funzione non sia esposta direttamente nell&#8217;interfaccia di ChatGPT Work, rappresenta una delle tecnologie che permettono di realizzare agenti sempre più autonomi ed efficienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche nell’app ChatGPT Work le attività complesse vengono suddivise in più passaggi e svolte attraverso gli strumenti disponibili. La Programmatic Tool Calling indica però una specifica modalità tecnica offerta agli sviluppatori nella Responses API, mentre nell’app la pianificazione e il coordinamento delle operazioni avvengono automaticamente dietro le quinte, senza che l’utente debba configurarne il funzionamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un’altra novità importante è la funzione Multi-agent, disponibile in beta nelle Responses API con GPT-5.6, che permette a un agente principale di suddividere un’attività complessa tra più sottoagenti. In questo caso GPT-5.6 può coordinare più sub-agenti che lavorano in parallelo su parti diverse dello stesso problema e poi riunire i risultati in una risposta unica. La funzione è indicata soprattutto per attività complesse che possono essere suddivise in filoni indipendenti, come una ricerca su più fonti, l’analisi di un grande progetto software o la preparazione di un documento composto da sezioni diverse. La tecnologia equivalente presente nell’interfaccia di ChatGPT Work che adotta anch’essa un approccio multi-agente è il livello di sforzo Ultra di cui parleremo successivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">GPT-5.6 Sol migliora anche sul piano dell’efficienza: riesce a raggiungere prestazioni elevate generando meno token di output. Questo può rendere le risposte più rapide, concise e meno costose nei flussi di lavoro intensivi. Quando l’utilizzo compreso nel piano viene esaurito, ChatGPT può offrire la possibilità di acquistare crediti aggiuntivi per continuare a utilizzare determinate funzioni. I crediti non corrispondono direttamente a un numero fisso di token: il consumo dipende dal modello, dalla complessità dell’attività, dalla quantità di dati elaborati e dalla lunghezza del risultato. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI pubblica <a href="https://help.openai.com/en/articles/11481834-chatgpt-rate-card-business-enterpriseedu?utm_source=chatgpt.com">una Rate Card ufficiale</a> per i piani aziendali, mentre per gli account personali prezzi e disponibilità devono essere verificati nella sezione Utilizzo e crediti del proprio profilo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sul fronte della progettazione, GPT-5.6 Sol è in grado di creare interfacce web e applicazioni più curate, con una struttura più ordinata, una gerarchia visiva più efficace e scelte estetiche più coerenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo stesso miglioramento riguarda anche il lavoro sui contenuti professionali, in quanto il modello può raccogliere informazioni frammentate provenienti da diversi strumenti: per esempio messaggi e discussioni dalla piattaforma aziendale Slack, documentazione e note presenti in Notion, documenti, fogli Excel e presentazioni di Microsoft 365 e file archiviati in Google Drive.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel caso delle presentazioni (es. Powerpoint), GPT-5.6 Sol può analizzare lo stile di un file di riferimento, riconoscendone impaginazione, caratteri, colori, spaziature, struttura delle diapositive ed elementi ricorrenti. In questo modo riesce a creare nuove slide mantenendo lo stesso linguaggio visivo del documento originale, una capacità particolarmente utile quando si aggiorna una presentazione aziendale senza alterarne l’identità grafica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche documenti e fogli di calcolo risultano più rifiniti, grazie a una migliore gestione di tipografia, layout, equazioni, tabelle e modelli finanziari. L’obiettivo non è soltanto produrre contenuti corretti, ma renderli anche più leggibili, coerenti e professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro passo avanti riguarda la capacità di interpretare le richieste dell’utente: il modello riesce più spesso a dedurre l’obiettivo finale e il livello di approfondimento richiesto, riducendo la necessità di descrivere ogni singolo passaggio. Resta comunque importante indicare con chiarezza i vincoli, i criteri di successo, i limiti operativi e i casi in cui è necessario chiedere conferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, GPT-5.6 gestisce meglio anche le immagini. Quando viene utilizzato il livello di dettaglio originale o automatico, può preservarne le dimensioni iniziali invece di ridimensionarle arbitrariamente. Questo permette un’analisi più accurata dei contenuti visivi, anche se immagini molto grandi possono aumentare il consumo di token e i tempi di elaborazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">GPT-5.6 Sol mostra progressi anche in ambiti scientifici e tecnici particolarmente complessi. In biologia computazionale, OpenAI segnala risultati migliori su GeneBench v1, un benchmark dedicato all’analisi genomica e alla biologia quantitativa. Il modello avrebbe superato GPT-5.5 utilizzando meno token, un dato che suggerisce sia una maggiore capacità di affrontare analisi lunghe e articolate, sia una migliore efficienza nell’uso delle risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro settore centrale è la cybersicurezza. OpenAI presenta GPT-5.6 Sol come il proprio modello più avanzato fino a quel momento per attività come l’analisi del software, la ricerca di vulnerabilità e il supporto alla correzione delle falle. Nei benchmark citati, il modello ottiene risultati competitivi consumando meno token e migliora ulteriormente quando gli viene assegnato un livello di ragionamento più elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI precisa però che queste capacità non equivalgono alla possibilità di condurre autonomamente un attacco completo. Nei test su browser come Chromium e Firefox, Sol è riuscito a individuare bug e componenti utili alla costruzione di exploit, ma non a realizzare da solo una catena di attacco completa e funzionante. Per questo motivo, secondo la valutazione dell’azienda, il modello non supera la soglia più critica prevista dal quadro interno a OpenAI di preparazione e prevenzione dei rischi (<a href="https://openai.com/index/updating-our-preparedness-framework/?utm_source=chatgpt.com">Preparedness Framework</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Considerata la natura particolarmente sensibile di questi ambiti, OpenAI afferma di aver adottato un sistema di sicurezza multilivello. Le protezioni comprendono l’addestramento al rifiuto delle richieste vietate, controlli durante la generazione delle risposte, classificatori specifici per i rischi cyber e biologici, monitoraggio a livello di account e accesso differenziato alle funzionalità più sensibili. Nei casi più rischiosi, una risposta può essere sospesa, riesaminata e bloccata prima di essere mostrata all’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI ha inoltre dedicato molte risorse al red teaming automatizzato, cioè a una serie di test di sicurezza eseguiti in modo automatico per cercare punti deboli nel modello. Per svolgere questi test, OpenAI dichiara di aver utilizzato una quantità di potenza di calcolo equivalente a oltre 700.000 ore di funzionamento di GPU A100. Le GPU sono processori molto potenti, progettati anche per addestrare ed eseguire modelli di intelligenza artificiale; l’A100 è un modello professionale prodotto da NVIDIA e impiegato nei grandi centri di calcolo. Una parte importante del lavoro è stata dedicata alla ricerca dei cosiddetti jailbreak universali, cioè tecniche capaci di aggirare le protezioni del modello in molti contesti diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questi test automatici sono stati affiancati esperti esterni, con l’obiettivo di individuare modalità di abuso non previste. La sicurezza viene quindi trattata non come una verifica conclusiva prima del rilascio, ma come un processo continuo di individuazione, correzione e aggiornamento delle difese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa guida strutturata presenteremo nel dettaglio ChatGPT Work sulla nuova app desktop e le principali differenze rispetto alla versione web.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La nuova app desktop: un&#8217;unica piattaforma per Chat, Work e Codex</strong></h3>



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<h3 class="wp-block-accordion-heading"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-1-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" data-wp-on--keydown="actions.handleKeyDown" id="accordion-item-1" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Interfaccia principale (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div inert aria-labelledby="accordion-item-1" data-wp-bind--inert="!state.isOpen" id="accordion-item-1-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con il lancio di ChatGPT Work, OpenAI ha rinnovato anche l’app desktop (<a href="https://chatgpt.com/it-IT/download/" data-type="link" data-id="https://chatgpt.com/it-IT/download/">scaricabile qui</a>) per Windows e MacOS, trasformandola in un ambiente di lavoro unificato. L’obiettivo è consentire all’utente di gestire attività diverse da un’unica interfaccia, riducendo la necessità di passare continuamente dal browser agli editor di testo, agli strumenti di sviluppo e alle applicazioni esterne.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Rispetto alla precedente versione, denominata ChatGPT Classic, la nuova app introduce le capacità agentiche di Work e Codex, senza rinunciare alle funzioni tradizionali di conversazione. L’applicazione mette quindi a disposizione tre modalità principali: Chat, dedicata alle conversazioni e alle ricerche tradizionali; Work, destinata a compiti più complessi e prolungati e Codex, progettata specificamente per lo sviluppo software.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="518" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-1.png" alt="" class="wp-image-14702" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-1.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-1-600x310.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-1-300x155.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-1-768x396.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1- interfaccia ChatGPT Work nella versione desktop</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella nuova applicazione desktop l&#8217;accesso a ChatGPT Work avviene in modo diverso rispetto alla versione web. Non è presente, infatti, il selettore Chat / Work nella parte superiore della finestra. Per scegliere la modalità di lavoro è necessario utilizzare il menu situato nell&#8217;angolo superiore sinistro dell&#8217;applicazione. Facendo clic sul nome dell&#8217;ambiente corrente si apre un menu a discesa che consente di selezionare la modalità desiderata.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una delle differenze più importanti rispetto alla versione web riguarda l&#8217;accesso alle risorse del computer. Con l&#8217;autorizzazione dell&#8217;utente, l&#8217;app desktop può lavorare direttamente con file locali e interagire con applicazioni installate nel sistema operativo. Inoltre, integra un browser che consente all&#8217;agente di consultare siti web, raccogliere informazioni e utilizzare strumenti online senza uscire dall&#8217;ambiente di lavoro. Queste capacità non sono disponibili nella stessa forma all&#8217;interno dell&#8217;interfaccia web, che opera principalmente con contenuti presenti nel cloud e con le applicazioni connesse.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="526" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-2.png" alt="" class="wp-image-14703" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-2.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-2-600x314.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-2-300x157.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-2-768x402.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 2- Focus sulla barra del prompt e sui vari modelli selezionabili</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla barra centrale del prompt è possibile selezionare, tramite il menù a tendina i vari modelli disponibili.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="540" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-3.png" alt="" class="wp-image-14704" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-3.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-3-600x323.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-3-300x161.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-3-768x413.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 3- Focus sulla barra del prompt e sui vari livelli di sforzo selezionabili</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oltre alla scelta del modello, è possibile impostare il livello di sforzo, cioè la quantità di ragionamento e di lavoro che il modello deve dedicare all’attività. Aumentando lo sforzo, ChatGPT può esplorare più soluzione, verificare meglio i passaggi e utilizzare più tempo e risorse; di conseguenza, però, la risposta può richiedere più tempo e consumare più rapidamente la quota di token disponibile. I vari livelli di sforzo son i seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Leggero</strong>: privilegia velocità e minore consumo di risorse. È adatto alle attività semplici, alle modifiche rapide, alla formattazione di testi e alle richieste che non richiedono una lunga analisi. Nella terminologia tecnica dell’API corrisponde al livello low, consigliato da OpenAI per le applicazioni in cui è importante ottenere risposte rapide e ridurre al minimo i tempi di attesa.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Medio:</strong> rappresenta il compromesso predefinito tra velocità e qualità. È indicato per la maggior parte dei lavori quotidiani, come la preparazione di documenti, le ricerche ordinarie, le analisi non particolarmente complesse e la creazione di contenuti. OpenAI lo descrive come il livello di ragionamento standard e lo consiglia come punto di partenza equilibrato.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Alto:</strong> concede al modello più tempo per ragionare ed è adatto alle attività articolate, con più passaggi, vincoli o strumenti da coordinare. Può essere utile, per esempio, per analisi approfondite, progettazione, programmazione o lavori che richiedono maggiori verifiche. OpenAI lo definisce un livello di ragionamento esteso.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Molto alto:</strong> corrisponde al livello tecnico high o, nella Chat tradizionale, a Extra High. È pensato per problemi difficili, attività lunghe e situazioni nelle quali una maggiore elaborazione produce un miglioramento concreto della qualità. Richiede normalmente più tempo e più quota rispetto ai livelli precedenti.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Massimo:</strong> è una delle novità introdotte con GPT-5.6. Offre al modello il maggior tempo possibile per approfondire, esplorare alternative e verificare il risultato. OpenAI consiglia di riservarlo ai lavori più difficili nei quali la qualità viene prima di velocità e consumo, come analisi complesse, debugging particolarmente ostinato, ricerca avanzata o progetti con molti vincoli. In ChatGPT Work e Codex, il livello Max è disponibile per tutti gli utenti che hanno accesso a GPT-5.6, ma deve essere abilitato nelle impostazioni.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Ultra</strong>: non è semplicemente un ulteriore livello di ragionamento del singolo modello. È una modalità multi-agente: ChatGPT può affidare parti diverse del lavoro a più agenti secondari, eseguirle anche in parallelo e poi riunire i risultati. È indicata per progetti complessi che possono essere suddivisi in filoni indipendenti, per esempio ricerca su più fonti, analisi di un grande progetto software o produzione di un elaborato composto da diverse sezioni. Può migliorare qualità e rapidità complessiva sui lavori adatti alla parallelizzazione, ma consuma più velocemente la quota di utilizzo, come segnala anche l’interfaccia. In ChatGPT Work è disponibile per i piani Pro ed Enterprise; in Codex è disponibile dai piani Plus in su.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="526" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-5.png" alt="" class="wp-image-14706" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-5.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-5-600x314.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-5-300x157.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-5-768x402.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 4- Focus sulle funzionalità disponibili nella barra laterale sinistra</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver selezionato l’ambiente ChatGPT Lavoro, nella barra laterale sinistra dell’interfaccia compare il comando Nuova attività, che permette di avviare un nuovo lavoro. Ogni attività rappresenta un&#8217;esecuzione indipendente dell&#8217;agente, con il proprio contesto, i propri file e il relativo risultato finale. Di seguito è mostrato un esempio di attività complessa che è stata effettuata grazie all&#8217;aiuto del modello GPT 5.6 Sol.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="535" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-6.png" alt="" class="wp-image-14707" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-6.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-6-600x320.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-6-300x160.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-6-768x409.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 5- Esempio attività complessa</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La richiesta riguardava la creazione di un sito web interattivo dedicato alle strutture ricettive della Puglia. L’obiettivo era mostrare su una mappa almeno 300 alloggi turistici realmente geolocalizzati, tra hotel, bed and breakfast, case vacanza e villaggi, disponibili per un soggiorno di due persone nell’ultima settimana di luglio oppure nella prima settimana di agosto. Per ciascuna struttura doveva essere indicato direttamente sulla mappa anche il relativo prezzo, così da consentire un confronto immediato tra le diverse soluzioni disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nelle attività, ChatGPT Work mette a disposizione una serie di strumenti che consentono di definire il contesto nel quale l&#8217;agente dovrà operare. A differenza della chat tradizionale, infatti, ogni attività può essere personalizzata indicando quali risorse utilizzare, quale obiettivo perseguire e quali strumenti mettere a disposizione dell&#8217;agente. Cliccando sul + presente o digitando il simbolo <strong>@</strong>nella barra del prompt sono presenti le seguenti opzioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Accesso a file e cartelle: </strong>Consente di autorizzare ChatGPT Work a utilizzare documenti e directory presenti sul computer durante lo svolgimento dell&#8217;attività. In questo modo l&#8217;agente può leggere, modificare e creare file necessari al completamento del lavoro.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Obiettivo:</strong> Questa funzione permette di definire un obiettivo permanente per l&#8217;attività. Si tratta di un&#8217;istruzione di alto livello che guida il comportamento dell&#8217;agente durante tutto il processo, aiutandolo a mantenere il focus sul risultato richiesto.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Modalità Piano: </strong>Attivando questa opzione, l&#8217;agente elabora un piano di lavoro prima di iniziare l&#8217;esecuzione. Il piano può essere rivisto e approvato dall&#8217;utente, risultando particolarmente utile per attività articolate o di lunga durata.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="658" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-7.png" alt="" class="wp-image-14708" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-7.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-7-600x393.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-7-300x197.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-7-768x503.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 6- Focus sul menu delle funzionalità presenti nelle attività</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Plugin e app: </strong>possono essere attivate per consentire a ChatGPT Work di usare strumenti esterni o funzioni specifiche durante l’attività.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Conversazioni ChatGPT</strong>: mostra invece alcune chat precedenti, che possono essere richiamate nell’Attività corrente. Selezionando uno di questi elementi, ChatGPT Work può utilizzare il relativo contenuto come riferimento per continuare il lavoro. In questo modo non è necessario copiare manualmente informazioni da una vecchia chat o caricare nuovamente un documento.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="532" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-8.png" alt="" class="wp-image-14709" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-8.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-8-600x318.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-8-300x159.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-8-768x407.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 7- Funzione Annotazione (riquadro in blu selezionato) per apportare modifiche</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre un&#8217;attività è in esecuzione, ChatGPT Work consente di aprire nuove risorse senza interrompere il lavoro in corso. Facendo clic sul pulsante &#8220;+&#8221;, posto nella barra superiore dell&#8217;area di anteprima, si apre un menu con tre opzioni che permettono di ampliare il contesto operativo dell&#8217;agente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>File:</strong> Consente di aprire o aggiungere un nuovo file al progetto corrente. Questa funzione è utile quando, durante lo svolgimento dell&#8217;attività, si rende necessario consultare un documento aggiuntivo o integrare nuovi contenuti senza creare una nuova sessione di lavoro.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Attività laterale:</strong> Permette di avviare una seconda attività indipendente che viene eseguita parallelamente a quella principale. È una funzione particolarmente utile quando si desidera svolgere una ricerca o sviluppare un&#8217;attività complementare senza interrompere il lavoro già in corso. Le due attività rimangono separate ma possono essere utilizzate contemporaneamente.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Browser:</strong> Apre una nuova scheda del browser integrato di ChatGPT Work. L&#8217;agente può così navigare sul Web, consultare siti Internet, effettuare ricerche e raccogliere informazioni direttamente all&#8217;interno dell&#8217;ambiente di lavoro, senza dover passare a un browser esterno.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque, in soli 26 minuti e con alcune indicazioni aggiuntive per rifinire il risultato, ChatGPT Work ha generato un sito web completo con una mappa interattiva della Puglia. All’interno della mappa sono visualizzate le strutture ricettive geolocalizzate, insieme ai prezzi disponibili per i due periodi selezionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se si vuole modificare qualcosa del risultato ottenuto basta cliccare sull&#8217;icona a forma di nuvoletta, posta nell&#8217;angolo superiore destro dell&#8217;anteprima, ed attivare la modalità Annotazione. A questo punto basterà selezionare direttamente l’elemento specifico della pagina che si desidera modificare e inserire un commento con le indicazioni richieste. ChatGPT Work utilizzerà l&#8217;annotazione come riferimento per aggiornare soltanto quella specifica sezione del progetto, senza dover rigenerare l&#8217;intero sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’interfaccia consente anche di cercare direttamente una città o una struttura specifica attraverso la barra “Cerca una località o struttura”. Sul lato sinistro è presente un menu di filtri che permette di restringere i risultati in base alla fascia di prezzo e alla tipologia di alloggio, ad esempio hotel, B&amp;B, case vacanza o villaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sotto la sezione dei filtri compare l’elenco delle strutture trovate, con le informazioni principali e il prezzo indicativo. Selezionando una struttura, l’utente può accedere alla relativa pagina di approfondimento o al sito ufficiale per verificare disponibilità e condizioni di prenotazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Realizzare manualmente un progetto di questo tipo avrebbe richiesto molto più tempo: sarebbe stato necessario raccogliere e verificare i dati delle strutture, geolocalizzarle, confrontare i prezzi, progettare l’interfaccia e sviluppare tutte le funzioni della mappa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il risultato ottenuto in meno di mezz’ora mostra quindi il vero potenziale di ChatGPT Work: non soltanto velocizzare singole operazioni, ma coordinare ricerca, organizzazione dei dati, progettazione e sviluppo in un unico processo, riducendo drasticamente tempi e competenze tecniche necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È importante fare una specifica sulla sincronizzazione dei dati. A differenza delle chat che si sincronizzano automaticamente fra l’app sul desktop e la versione web, le Attività create in Work sul desktop, invece, rimangono legate al computer sul quale sono state avviate, soprattutto quando utilizzano cartelle o file locali. Questi contenuti non vengono trasferiti automaticamente alla versione web.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per questo motivo, l’app desktop è più adatta ai lavori che richiedono un accesso diretto ai documenti presenti sul computer, alle applicazioni installate o a progetti locali. La versione web è invece più indicata quando si lavora principalmente con contenuti online, file caricati e servizi cloud collegati.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="523" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-9.png" alt="" class="wp-image-14710" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-9.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-9-600x313.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-9-300x156.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-9-768x400.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 8- Focus barra laterale sinistra: funzione Progetti</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Adesso passiamo ad analizzare la sezione Progetti. I Progetti rappresentano uno degli elementi centrali di ChatGPT Work. Servono a organizzare attività complesse e di lunga durata, mantenendo nello stesso spazio di lavoro tutti gli elementi necessari: file, conversazioni, attività, istruzioni permanenti e deliverable ovvero i risultati concreti di un lavoro prodotti dall&#8217;agente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta creati, i progetti vengono raccolti in questa sezione, che funge da archivio centrale, da cui è possibile tutti gli ambienti di lavoro già configurati, controllare la cartella o la fonte associata e riaprire rapidamente il progetto su cui si desidera continuare a lavorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella parte superiore è disponibile anche una barra di ricerca, utile per trovare più velocemente un progetto quando l’elenco diventa più lungo. Il pulsante Nuovo, collocato in alto a destra, consente invece di crearne uno nuovo scegliendo tra Parti da zero e Usa una cartella esistente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="529" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-10.png" alt="" class="wp-image-14711" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-10.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-10-600x316.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-10-300x158.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-10-768x405.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 9- Associazione di un progetto ad una nuova attività direttamente dalla barra del prompt</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per associare una nuova attività a un progetto è sufficiente fare clic su “Scegli progetto” direttamente dalla barra del prompt. Da qui è possibile selezionare un progetto già esistente oppure crearne uno nuovo. La voce “Nuovo progetto” offre due possibilità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Parti da zero: </strong>questa opzione crea un nuovo progetto locale vuoto. Dopo aver assegnato un nome al progetto, l’app prepara una cartella dedicata sul computer, nella quale ChatGPT Work può salvare i file generati. Dalla documentazione ufficiale al momento non risulta alcuna impostazione che permetta di scegliere una cartella predefinita in cui salvare automaticamente tutti i nuovi progetti di ChatGPT Work o Codex.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Usa una cartella esistente:</strong> permette di selezionare una directory già presente sul computer. L’utente può creare una cartella nel punto desiderato del computer e selezionarla come progetto locale. In questo modo ChatGPT Work può analizzarne il contenuto e, previa autorizzazione dell&#8217;utente, creare, modificare o aggiornare i file già esistenti. Questa opzione è particolarmente utile quando si lavora su un progetto già avviato, come un repository di codice, un sito web o una cartella di documentazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Accanto al selettore del progetto è disponibile il pulsante Plugin, dal quale è possibile scegliere gli strumenti che ChatGPT Work potrà utilizzare durante l&#8217;esecuzione dell&#8217;attività. A seconda delle estensioni installate, l&#8217;agente può lavorare con documenti, fogli di calcolo, presentazioni, browser e altri servizi collegati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione successiva Programmate, nella barra laterale sinistra raccoglie le attività pianificate per essere eseguite automaticamente in un momento successivo oppure con una determinata frequenza. È utile per automatizzare operazioni ricorrenti, come la produzione periodica di report o il monitoraggio di specifiche informazioni.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="921" height="480" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-11.png" alt="" class="wp-image-14712" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-11.png 921w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-11-600x313.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-11-300x156.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-11-768x400.png 768w" sizes="(max-width: 921px) 100vw, 921px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 10- Funzione attività pianificate nell’app desktop: Programmate</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nell’app desktop, un’attività programmata può essere collegata a un progetto locale, cioè a una cartella salvata sul computer. In questo modo l’agente può lavorare direttamente sui file presenti al suo interno, aprendoli, modificandoli o creandone di nuovi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Poiché l’accesso avviene in locale, però, al momento dell’esecuzione programmata il computer deve essere acceso, l’app desktop deve essere ancora in funzione e la cartella del progetto deve risultare disponibile sul disco. Se anche una sola di queste condizioni non è soddisfatta, ChatGPT Work non può accedere ai file locali e l’attività non può essere completata come previsto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="566" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-12.png" alt="" class="wp-image-14714" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-12.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-12-600x338.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-12-300x169.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-12-768x433.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 11- Focus funzione plugin</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Cliccando sulla sezione Plugin è possibile gestire le integrazioni con servizi esterni e applicazioni compatibili. Questi strumenti consentono all&#8217;agente di accedere a dati e funzionalità aggiuntive, ampliando le possibilità operative di ChatGPT Work. Sulla barra in alto a sinistra affianco alla funzione plug in è presente la finestra con la funzione Skill.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="872" height="455" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-13.png" alt="" class="wp-image-14715" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-13.png 872w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-13-600x313.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-13-300x157.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-13-768x401.png 768w" sizes="(max-width: 872px) 100vw, 872px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 12- Focus sulla funzione Skill</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una skill è un pacchetto riutilizzabile di istruzioni, procedure e risorse che insegna a ChatGPT Work o Codex come svolgere un determinato tipo di attività. Può includere regole operative, conoscenze specialistiche, script, documentazione e modelli. Può, per esempio, stabilire il formato di un report, le fasi da seguire durante un’analisi, le regole editoriali da rispettare o gli strumenti da utilizzare. Una volta configurata, la stessa skill può essere richiamata in attività diverse, evitando di ripetere ogni volta tutte le indicazioni nel prompt.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il concetto è simile a quello dei GPT personalizzati, perché in entrambi i casi si definiscono istruzioni permanenti e competenze specifiche. La differenza principale riguarda però il modo in cui vengono utilizzati: un GPT personalizzato è un assistente autonomo, con una propria identità e una chat dedicata, mentre una skill è una capacità modulare che può essere aggiunta a un’attività o a un agente già esistente. In altre parole, con un GPT si crea un nuovo assistente specializzato; con una skill si fornisce a ChatGPT Work una procedura o una competenza da applicare quando serve. Per creare una skill da zero nella versione desktop devo selezionare dal menù l’applicazione Skill Creator.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="442" height="505" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-14.png" alt="" class="wp-image-14716" style="width:442px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-14.png 442w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-14-263x300.png 263w" sizes="(max-width: 442px) 100vw, 442px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 13- App per la creazione delle Skill</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, l’ultima sezione presente nella barra laterale sinistra della nostra interfaccia genarle è dedicata alla funzione Chat</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="658" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-15.png" alt="" class="wp-image-14717" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-15.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-15-600x393.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-15-300x197.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-15-768x503.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 14- La nuova finestra delle Chat nell’app desktop</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La voce Chat permette di passare rapidamente dalla modalità Work alla tradizionale esperienza conversazionale di ChatGPT. I due ambienti restano distinti: le normali conversazioni vengono gestite come chat, mentre i lavori più articolati vengono organizzati come attività di Work. Le conversazioni della modalità Chat sono disponibili sia sul browser sia nell’app desktop e possono quindi essere riprese da dispositivi diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Continuando ad analizzare l’interfaccia generale in basso a sinistra troviamo l’icona dell’account con il quale abbiamo effettuato il log-in.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="795" height="412" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-16.png" alt="" class="wp-image-14718" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-16.png 795w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-16-600x311.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-16-300x155.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-16-768x398.png 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 15- Focus sulle impostazioni del profilo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Facendo clic sul nome del proprio profilo si apre un menu dal quale è possibile controllare lo stato dell&#8217;abbonamento, accedere alle impostazioni e gestire alcune opzioni dell&#8217;applicazione. Le principali voci disponibili sono le seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Utilizzo residuo</strong>: Mostra il consumo delle risorse previste dal proprio piano di abbonamento. Solitamente viene indicata la percentuale di utilizzo residuo settimanale, utile per monitorare quanto resta disponibile prima del rinnovo del periodo di riferimento.</li>



<li><strong>Fai l&#8217;upgrade a Pro</strong>: Consente di passare a un piano superiore per ottenere limiti di utilizzo più elevati e funzionalità aggiuntive.</li>



<li><strong>Scopri di più</strong>: Reindirizza alla documentazione e alle informazioni sulle funzionalità disponibili e sui diversi piani di ChatGPT.</li>



<li><strong>Nascondi mascotte</strong>: è il pulsante che ti permette di attivare o disattivare la piccola mascotte animata visualizzata nell&#8217;angolo inferiore destro della finestra dell&#8217;app.</li>



<li><strong>Impostazioni</strong>: Apre il pannello di configurazione dell&#8217;app desktop, dal quale è possibile gestire preferenze, autorizzazioni, integrazioni, plugin, account e altre opzioni di funzionamento.</li>



<li><strong>Esci</strong>: Chiude la sessione dell&#8217;utente nell&#8217;applicazione, richiedendo un nuovo accesso al successivo utilizzo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div>
</div>
</div>



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<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-2&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-2-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" data-wp-on--keydown="actions.handleKeyDown" id="accordion-item-2" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Impostazioni account (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div inert aria-labelledby="accordion-item-2" data-wp-bind--inert="!state.isOpen" id="accordion-item-2-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa sezione andiamo ad analizzare nello specifico tutte le impostazioni del nostro account.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="524" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-17.png" alt="" class="wp-image-14719" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-17.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-17-600x313.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-17-300x157.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-17-768x401.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 16- Impostazioni Generali dell’account</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle impostazioni Generali sono presenti&nbsp;tre livelli di autorizzazioni&nbsp;che definiscono il rapporto tra autonomia e controllo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con le <strong>autorizzazioni predefinite</strong>, ChatGPT può leggere e modificare i file presenti nell’area di lavoro e deve chiedere accesso quando prova a superarne i confini. Quindi ChatGPT può lavorare solo dentro la cartella o il progetto che gli hai aperto. Può leggere e modificare quei file. Quando prova ad andare fuori da quella zona, per esempio aprire un’altra cartella o usare una risorsa non prevista, deve chiederti il permesso.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con <strong>Revisione automatica</strong>, invece di chiedere subito a te, ChatGPT fa valutare la richiesta a un secondo controllo automatico. Questo controllo decide se l’azione aggiuntiva sembra sicura. È più comodo, ma può sbagliare, quindi non è prudente quanto la conferma manuale. Nei test avversariali interni effettuati da OpenAI avrebbe bloccato tutti i tentativi esaminati di estrarre dati protetti, compresi attacchi non presenti nell’addestramento del modello di controllo. I dati però riguardano un programma di red teaming, ovvero una prova di sicurezza fatta cercando volontariamente di mettere in difficoltà un sistema, definito dal produttore e non costituiscono una garanzia assoluta per ambienti, integrazioni e tecniche future.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con <strong>Accesso completo</strong>, ChatGPT può modificare file anche fuori dal progetto e può eseguire comandi che usano Internet senza chiederti ogni volta. È l’opzione più autonoma, ma anche la più rischiosa, perché un errore potrebbe coinvolgere molti più file o dati. OpenAI accompagna quest’ultima modalità con un avvertimento esplicito: l’accesso completo&nbsp;aumenta in modo significativo il rischio di perdita dei dati, diffusione di informazioni o comportamenti imprevisti.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="519" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-18.png" alt="" class="wp-image-14720" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-18.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-18-600x310.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-18-300x155.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-18-768x397.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 17- Sezione Profilo delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione successiva è dedicata al Profilo e offre una panoramica dell&#8217;attività dell&#8217;utente, delle statistiche di utilizzo dei token e dei plugin impiegati. Nella parte superiore sono visualizzati l&#8217;immagine del profilo, il nome dell&#8217;account e il piano di abbonamento attivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In alto a destra c’è la possibilità di condividere il profilo, gestirne la visibilità (pubblico o privato) e modificarne le informazioni principali (nome visualizzato/nome utente).</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="648" height="434" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-20.png" alt="" class="wp-image-14722" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-20.png 648w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-20-600x402.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-20-300x201.png 300w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 18- Modifica del nome utente</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tornano alla schermata principale del Profilo, nella parte inferiore si trova la sezione Approfondimenti sull&#8217;attività, che riassume alcune informazioni statistiche sull&#8217;utilizzo di ChatGPT Work. Tra queste vengono riportati la modalità di elaborazione utilizzata con maggiore frequenza, il livello di ragionamento più impiegato, il numero di skill esplorate e utilizzate e il totale delle attività svolte.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="934" height="485" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-21.png" alt="" class="wp-image-14723" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-21.png 934w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-21-600x312.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-21-300x156.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-21-768x399.png 768w" sizes="(max-width: 934px) 100vw, 934px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 19- Sezione Aspetto delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione successiva, Aspetto, permette di personalizzare l&#8217;interfaccia grafica di ChatGPT Work, adattandola alle proprie preferenze estetiche e alle esigenze di leggibilità. Nella parte superiore è possibile scegliere il tema dell&#8217;applicazione tra tre modalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sistema</strong>: adotta automaticamente il tema chiaro o scuro configurato nel sistema operativo;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Chiaro</strong>: utilizza un&#8217;interfaccia con sfondo chiaro;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Scuro</strong>: applica una grafica con colori scuri, particolarmente indicata per lavorare in ambienti poco illuminati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sotto l&#8217;anteprima del tema è presente un editor che consente di personalizzare nel dettaglio la palette cromatica dell&#8217;interfaccia. È possibile modificare diversi elementi grafici, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Accent:</strong> ovvero il colore principale utilizzato per pulsanti, collegamenti e controlli interattivi;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Sfondo:</strong> determina il colore di base dell&#8217;interfaccia;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Primo piano: </strong>utilizzato per testi e altri elementi in evidenza;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Carattere UI: </strong>consente di scegliere il font utilizzato dall&#8217;applicazione;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Barra laterale semitrasparente:</strong> opzione che rende la barra laterale parzialmente trasparente per ottenere un effetto grafico più moderno;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Contrasto</strong>: regolabile tramite un cursore per aumentare o diminuire la differenza tra colori chiari e scuri, migliorando così la leggibilità.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Utilizzo puntatore cursori</strong>: Quando è attivata, il tradizionale cursore del mouse viene sostituito da un puntatore che mette maggiormente in evidenza gli elementi interattivi dell&#8217;interfaccia, facilitando l&#8217;individuazione di pulsanti, collegamenti e controlli.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Riduci movimento</strong>: Consente di limitare o disattivare le animazioni dell&#8217;interfaccia. L&#8217;opzione può seguire automaticamente le preferenze del sistema operativo (Sistema) oppure essere attivata o disattivata manualmente. È particolarmente utile per chi preferisce un&#8217;interfaccia più statica o desidera ridurre gli effetti visivi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dimensione del font dell&#8217;interfaccia utente</strong>: Permette di modificare la dimensione dei caratteri utilizzati nell&#8217;interfaccia di ChatGPT Work. Aumentando o diminuendo il valore espresso in pixel è possibile migliorare la leggibilità in base alle proprie esigenze o alla risoluzione del monitor.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Indicatori di differenza</strong>: Definisce il modo in cui vengono evidenziate le modifiche nei contenuti. È possibile utilizzare la visualizzazione <strong>a colori</strong>, che distingue visivamente aggiunte e rimozioni, oppure gli indicatori <strong>+/-</strong>, che segnalano le modifiche mediante simboli testuali. Questa opzione risulta particolarmente utile durante la revisione di documenti, codice o altri contenuti soggetti a modifiche.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, è possibile importare un tema già esistente, copiare la configurazione corrente o scegliere uno dei temi predefiniti disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa sezione offre quindi un livello di personalizzazione decisamente superiore rispetto a quello disponibile nella tradizionale interfaccia di ChatGPT, permettendo di adattare l&#8217;ambiente di lavoro non solo scegliendo tra modalità chiara e scura, ma anche intervenendo sui singoli colori, sul carattere tipografico e su altri elementi dell&#8217;interfaccia. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="514" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-22.png" alt="" class="wp-image-14724" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-22.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-22-600x307.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-22-300x154.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-22-768x393.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 20- Sezione Voce delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Voce raccoglie tutte le impostazioni dedicate alla dettatura vocale, consentendo di configurare il modo in cui ChatGPT Work acquisisce e trascrive il parlato. La prima opzione riguarda il microfono da utilizzare per la dettatura. Se al computer sono collegati più dispositivi audio, è possibile scegliere quello desiderato oppure lasciare attiva l&#8217;impostazione Predefinito di sistema, che utilizza automaticamente il microfono selezionato dal sistema operativo. Subito sotto è disponibile la configurazione delle scorciatoie da tastiera per avviare la dettatura.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Tasto di scelta rapida</strong>: tieni premuto per dettare permette di registrare la voce soltanto mentre si mantiene premuto il tasto configurato. Rilasciando il tasto, la registrazione termina automaticamente.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Attiva/disattiva il tasto di scelta rapida per la dettatura</strong>: consente invece di utilizzare un tasto come interruttore: una prima pressione avvia la registrazione, mentre una seconda la interrompe. Questa modalità risulta particolarmente pratica durante dettature lunghe.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Mantieni visibile la barra della dettatura</strong>: mantiene sullo schermo il piccolo pannello di controllo della registrazione anche quando la dettatura non è in corso, rendendo più immediato l&#8217;accesso ai comandi vocali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dizionario per la dettatura</strong>: permette di aggiungere parole o espressioni personalizzate che il sistema dovrà riconoscere durante la trascrizione. Si tratta di una funzione utile quando si utilizzano frequentemente nomi propri, termini tecnici, sigle aziendali o vocaboli specialistici che potrebbero non essere riconosciuti correttamente. Attraverso il pulsante Aggiungi voce è possibile ampliare in qualsiasi momento il dizionario personale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dettature recenti</strong>: conserva temporaneamente le ultime trascrizioni effettuate. Questa funzione permette di recuperare rapidamente un testo dettato qualora l&#8217;inserimento non sia andato a buon fine o si desideri riutilizzarlo senza dover ripetere la registrazione.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="533" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-23.png" alt="" class="wp-image-14725" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-23.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-23-600x319.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-23-300x159.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-23-768x408.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 21- Sezione Configurazione delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Configurazione raccoglie le impostazioni avanzate che regolano il comportamento di ChatGPT Work durante l&#8217;esecuzione delle attività, in particolare quando l&#8217;agente opera sul computer dell&#8217;utente, esegue comandi o utilizza l&#8217;ambiente locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima area riguarda le impostazioni personalizzate del file config.toml, il file di configurazione utilizzato dall&#8217;applicazione per definire il comportamento di alcune funzioni avanzate. Tra le opzioni disponibili figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Politica di approvazione:</strong> stabilisce quando ChatGPT Work deve richiedere il consenso dell&#8217;utente prima di eseguire determinate operazioni. Ad esempio, è possibile scegliere che l&#8217;agente chieda sempre l&#8217;autorizzazione oppure soltanto per le operazioni considerate più sensibili.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Impostazioni dell&#8217;ambiente sandbox</strong>: definisce il livello di accesso dell&#8217;agente all&#8217;ambiente di esecuzione isolato (sandbox). Nella configurazione mostrata è impostata la modalità Sola lettura, nella quale ChatGPT può consultare file e risorse senza modificarli. A seconda delle autorizzazioni concesse, possono essere disponibili modalità con privilegi più estesi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Funzionalità del modello permette invece di personalizzare alcune caratteristiche dei modelli di intelligenza artificiale. In particolare, è possibile configurare i livelli di ragionamento disponibili, cioè il numero di modalità di elaborazione che verranno mostrate nella selezione del modello. &nbsp;È inoltre presente l&#8217;opzione Ultra in model picker slider, che abilita la visualizzazione della modalità Ultra tra i livelli selezionabili del modello, qualora disponibile per l&#8217;account.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;ultima sezione è dedicata alle dipendenze dell&#8217;area di lavoro, cioè ai componenti software necessari affinché ChatGPT Work possa eseguire attività locali più avanzate. Tra le opzioni disponibili troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dipendenze di Codex</strong>, che consentono all&#8217;app di utilizzare gli strumenti di sviluppo integrati, come gli ambienti Python e Node.js necessari per creare applicazioni, analizzare codice ed eseguire script.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Verifica i problemi nell&#8217;area di lavoro di Codex</strong>, funzione che controlla la corretta installazione dei componenti richiesti ed esegue una diagnosi dell&#8217;ambiente locale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Reimposta e installa l&#8217;area di lavoro</strong>, che elimina l&#8217;installazione corrente e reinstalla automaticamente tutti gli strumenti necessari nel caso si verifichino problemi di configurazione.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="986" height="516" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-24.png" alt="" class="wp-image-14726" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-24.png 986w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-24-600x314.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-24-300x157.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-24-768x402.png 768w" sizes="(max-width: 986px) 100vw, 986px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 22- Sezione Personalizzazione delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Personalizzazione permette di definire il comportamento generale di ChatGPT Work, scegliendo il tono delle risposte, fornendo istruzioni permanenti e gestendo le funzionalità sperimentali legate alla memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso un menu a tendina è possibile scegliere lo stile con cui ChatGPT interagirà durante le conversazioni: amichevole, per ottenere risposte con un tono più cordiale, collaborativo e disponibile; pragmatica, che privilegia uno stile più diretto, sintetico e orientato all&#8217;esecuzione delle attività. Questa impostazione influisce soprattutto sul modo in cui vengono formulate le risposte, senza modificare le capacità del modello.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Subito sotto si trova il riquadro Istruzioni personalizzate, nel quale è possibile inserire indicazioni permanenti che ChatGPT dovrà seguire in tutte le nuove attività. Si possono specificare, ad esempio, il formato preferito delle risposte, lo stile di scrittura, la lingua da utilizzare, il livello di dettaglio desiderato oppure altre regole di comportamento. In questo modo non è necessario ripetere le stesse istruzioni all&#8217;inizio di ogni conversazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine è presente una sezione dedicata alla Memoria, una funzionalità ancora indicata come sperimentale, che permette a ChatGPT Work di conservare alcune informazioni tra un&#8217;attività e l&#8217;altra. Le opzioni disponibili consentono di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Attivare o disattivare la memoria</strong>, permettendo all&#8217;assistente di ricordare informazioni utili e riutilizzarle nelle attività successive.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Consentire la generazione della memoria da attività assistite da strumenti</strong>, autorizzando ChatGPT a creare nuovi ricordi anche quando utilizza strumenti esterni, plugin, server MCP o la ricerca sul Web.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Reimpostare la memoria</strong>, eliminando tutte le informazioni memorizzate in precedenza e ripristinando uno stato iniziale.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="523" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-25.png" alt="" class="wp-image-14727" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-25.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-25-600x313.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-25-300x156.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-25-768x400.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 23- Sezione Mascotte delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Mascotte permette di scegliere il piccolo personaggio animato che accompagna l&#8217;utente durante l&#8217;utilizzo di ChatGPT Work. La mascotte viene visualizzata nell&#8217;angolo inferiore destro della finestra dell&#8217;app ma può essere spostata in qualsiasi punto dello schermo e ha una funzione esclusivamente estetica, senza influire sul funzionamento dell&#8217;assistente. La schermata mostra l&#8217;elenco di tutte le mascotte disponibili, ciascuna accompagnata da un nome e da una breve descrizione che ne caratterizza la personalità.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1004" height="534" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-26.png" alt="" class="wp-image-14728" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-26.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-26-600x319.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-26-300x160.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-26-768x408.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 24- Sezione Scorciatoie da tastiera delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Scorciatoie da tastiera permette di visualizzare e personalizzare tutte le combinazioni di tasti disponibili in ChatGPT Work, così da eseguire rapidamente le operazioni più comuni senza ricorrere ai menu dell&#8217;interfaccia. Nella parte superiore è presente una barra di ricerca, utile per individuare velocemente una determinata scorciatoia quando l&#8217;elenco diventa particolarmente esteso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Uno degli aspetti più interessanti di questa sezione è la possibilità di personalizzare completamente le combinazioni di tasti. Facendo clic sull&#8217;icona della matita è infatti possibile sostituire la scorciatoia predefinita con una combinazione più adatta alle proprie abitudini di lavoro, mentre il cestino consente di eliminarla se non si desidera utilizzarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa funzione rende ChatGPT Work molto più vicino a un&#8217;applicazione professionale o a un ambiente di sviluppo, permettendo agli utenti che utilizzano frequentemente la tastiera di velocizzare notevolmente il flusso di lavoro attraverso scorciatoie completamente personalizzabili.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="522" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-27.png" alt="" class="wp-image-14729" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-27.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-27-600x312.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-27-300x156.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-27-768x399.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 25- Sezione Utilizzo e fatturazione delle impostazioni</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Utilizzo e fatturazione consente di consultare le informazioni relative al proprio abbonamento, monitorare i limiti di utilizzo e gestire gli aspetti amministrativi dell&#8217;account. Infine, la voce Account reindirizza automaticamente al browser web, aprendo la pagina dell&#8217;account ChatGPT.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Successivamente abbiamo integrazioni che si possono aggiungere mentre si sta usando l’ambiente Work e sono: plug-in, browser e Computer use&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="523" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-28.png" alt="" class="wp-image-14730" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-28.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-28-600x313.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-28-300x156.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-28-768x400.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 26- Integrazioni: I Plug-in</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione Plugin, già presente anche nella schermata principale, permette di gestire tutti gli strumenti aggiuntivi che ChatGPT Work può utilizzare durante le attività. Si tratta delle integrazioni con servizi di terze parti che l&#8217;agente può utilizzare durante le attività, come piattaforme di produttività, archiviazione cloud o altri strumenti supportati. A fianco è presente un’altra scheda che mostra le applicazioni esterne collegate al proprio account ChatGPT.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="638" height="494" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-29.png" alt="" class="wp-image-14731" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-29.png 638w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-29-600x465.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-29-300x232.png 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 27- Focus sulle app collegate</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, è presente una scheda MCP, dedicata ai server MCP (Model Context Protocol) configurati. Un server MCP è un collegamento standardizzato che permette a ChatGPT Work di comunicare con sistemi esterni, applicazioni, database o servizi aziendali. Grazie a questi server, l&#8217;agente può accedere a dati e strumenti aggiuntivi, sempre nel rispetto delle autorizzazioni concesse dall&#8217;utente.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="520" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-30.png" alt="" class="wp-image-14732" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-30.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-30-600x311.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-30-300x155.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-30-768x398.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 28- Focus su MCP</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tornando alle integrazioni, la funzione Browser consente a ChatGPT di aprire e utilizzare pagine web, compilare moduli, cliccare e spostarsi tra schede. Il browser integrato ha una sessione separata dal tuo normale browser; per usare invece le schede e gli account già aperti in Chrome bisogna effettuare il collegamento dalla funzione <a href="https://help.openai.com/en/articles/20001277-using-the-built-in-browser-in-the-chatgpt-desktop-app?utm_source=chatgpt.com">Utilizzo del computer.</a></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="533" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-31.png" alt="" class="wp-image-14733" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-31.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-31-600x319.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-31-300x159.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-31-768x408.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 29- Integrazioni: Browser</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Utilizzo del computer permette di stabilire quali applicazioni locali ChatGPT Work può controllare direttamente sul PC. Questa funzione consente all’agente di interagire con il computer in modo simile a una persona: può osservare ciò che appare sullo schermo, fare clic sui pulsanti, digitare testo, cambiare finestra e seguire procedure che coinvolgono più programmi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1004" height="518" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-32.png" alt="" class="wp-image-14734" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-32.png 1004w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-32-600x310.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-32-300x155.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-32-768x396.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /><figcaption class="wp-element-caption">&nbsp;<br>Figura 30- Integrazioni- Utilizzo del computer</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella schermata è possibile scegliere il livello di accesso da concedere. L’opzione “Qualsiasi app” autorizza ChatGPT a controllare tutte le applicazioni compatibili presenti sul computer, mentre le singole voci permettono di abilitare solo programmi specifici. Per alcune applicazioni può essere necessario installare un’estensione o un componente aggiuntivo, come indicato accanto a Chrome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un’applicazione viene abilitata, ChatGPT Work può utilizzarla durante un’attività: per esempio può aprire un foglio Excel, inserire dati, passare a PowerPoint, aggiornare una presentazione e poi controllare il risultato nel browser.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sezione “App sempre consentite” mostra invece le applicazioni autorizzate in modo permanente. In questo modo l’utente può controllare con precisione quali programmi l’agente può utilizzare senza dover concedere ogni volta una nuova autorizzazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="742" height="523" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-33.png" alt="" class="wp-image-14735" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-33.png 742w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-33-600x423.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/image-33-300x211.png 300w" sizes="(max-width: 742px) 100vw, 742px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 31- Computer Use</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È importante distinguere questa schermata dal plugin Computer Use visibile nell’elenco dei plugin. Il plugin fornisce la capacità tecnica di controllare il computer, mentre questa sezione delle impostazioni serve a definire quali applicazioni può effettivamente usare e con quali permessi. In altre parole, il plugin abilita la funzione; questa pagina ne regola l’accesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non significa però che ChatGPT abbia automaticamente accesso a tutto il computer. Sei tu a decidere quali applicazioni può usare e a quali file o finestre può accedere. Puoi scegliere le applicazioni consentite, interrompere le azioni in qualsiasi momento e controllare se gli screenshot possono essere utilizzati per l’addestramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle impostazioni mostrate negli allegati compaiono controlli distinti per il browser, per l’uso del computer e per i plugin, insieme alla possibilità di selezionare applicazioni sempre consentite.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’esperienza varia però tra i sistemi operativi. Su&nbsp;MacOS, dopo aver concesso i permessi di registrazione dello schermo e accessibilità, alcune attività circoscritte possono procedere in background. Su Windows, invece, Computer Use opera sul desktop attivo, muove il puntatore e utilizza la tastiera in primo piano. Non può quindi lavorare invisibilmente nella stessa sessione mentre la persona continua a usare il computer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova app desktop di ChatGPT Work integra anche alcune capacità provenienti da Codex. Per questo, nelle impostazioni compaiono strumenti tecnici come Hook, Git, Ambienti e Worktree. Queste funzioni permettono all&#8217;agente di lavorare in modo più avanzato sui progetti locali, isolare le modifiche, configurare l&#8217;ambiente di esecuzione e automatizzare determinate operazioni. Non sono indispensabili per le normali attività documentali, ma diventano particolarmente utili quando Work viene impiegato per creare siti, applicazioni o modificare repository di codice. Infine, dalle impostazioni è possibile accedere alle attività archiviate.</p>
</div>
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<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>L&#8217;Audio Overview di quest&#8217;articolo con NotebookLM (italiano) </strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/07/ChatGPT_Work_e_i_modelli_GPT-5-online-audio-converter.com_.mp3"></audio></figure>



<div style="height:63px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti sugli strumenti AI di Google spiegati nella guida</h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="2560" height="268" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp" alt="" class="wp-image-14592" style="width:221px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp 2560w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-600x63.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1100x115.webp 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-300x31.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-768x80.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1536x161.webp 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-2048x214.webp 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>1. Che cos&#8217;è ChatGPT Work e in cosa differisce dalla chat tradizionale?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>ChatGPT Work</strong> è un ambiente progettato per affrontare attività professionali complesse in modo &#8220;agentico&#8221;. A differenza della chat classica, che si basa su uno scambio di domande e risposte, Work è in grado di <strong>raccogliere il contesto, pianificare le fasi di un lavoro e intervenire direttamente</strong> su file, applicazioni e servizi collegati</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>2. Quali modelli compongono la famiglia GPT-5.6?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La famiglia è composta da tre modelli principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>GPT-5.6 Sol</strong>: Il più potente, ottimizzato per programmazione avanzata, analisi complessa e documenti professionali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Terra</strong>: Un modello equilibrato tra qualità, velocità e costo, ideale per le attività quotidiane.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>GPT-5.6 Luna</strong>: Il più veloce ed economico, adatto a compiti semplici o su larga scala</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>3. Quali sono i vantaggi della nuova App Desktop rispetto alla versione web?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;app desktop funge da ambiente unificato per <strong>Chat, Work e Codex</strong>. A differenza della versione web, può accedere direttamente ai <strong>file locali</strong> (previa autorizzazione) e interagire con le applicazioni installate nel sistema operativo. Include inoltre un <strong>browser integrato</strong> per consultare siti web senza uscire dall&#8217;ambiente di lavoro</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>4</strong>. <strong>Cosa si intende per livello di sforzo &#8220;Ultra&#8221;?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il livello <strong>Ultra</strong> è una modalità <strong>multi-agente</strong>. Invece di usare un singolo modello, ChatGPT suddivide l&#8217;attività tra più sotto-agenti che lavorano in parallelo su diverse parti del progetto, riunendo poi i risultati. È la scelta ideale per ricerche su più fonti o grandi progetti software, anche se consuma i token più velocemente.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>5. Cosa sono le &#8220;Skill&#8221; e come differiscono dai GPT personalizzati?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una <strong>Skill</strong> è un pacchetto modulare di istruzioni e procedure che insegna a Work come svolgere un&#8217;attività specifica (es. formattare un report). Mentre un <strong>GPT personalizzato</strong> è un assistente autonomo con una sua chat, una <strong>Skill</strong> è una competenza che può essere richiamata all&#8217;interno di diverse attività esistenti quando necessario</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>6. Le attività svolte su desktop sono sincronizzate con il browser web?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre le conversazioni della modalità <strong>Chat</strong> si sincronizzano ovunque, le <strong>Attività di Work</strong> create su desktop rimangono legate al computer locale, specialmente se utilizzano file o cartelle del PC. La versione web è quindi più indicata per lavori basati su cloud e file caricati online</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>7. ChatGPT Work può aiutarmi a creare presentazioni aziendali?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sì, in particolare il modello <strong>GPT-5.6 Sol</strong> può analizzare un file di riferimento per apprenderne lo stile (caratteri, colori, impaginazione) e generare nuove slide che mantengano la stessa <strong>identità visiva</strong> del documento originale</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Strumenti AI di Google in redazione: una guida pratica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Di Cuia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 13:03:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Una guida pratica e dettagliata per esplorare quattro strumenti AI di Google — Gemini, NotebookLM, Pinpoint e SynthID — e il loro possibile impiego nel lavoro giornalistico: dalla preparazione di briefing alla gestione delle fonti, dalla ricerca nei grandi archivi documentali alla verifica dell’origine dei contenuti digitali. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’intelligenza artificiale è ormai una presenza stabile nelle redazioni, ma il suo utilizzo resta spesso incerto. Molte testate giornalistiche non hanno ancora definito indicazioni chiare su come utilizzare questi strumenti in modo responsabile e proficuo. A frenare l’adozione sono soprattutto la mancanza di fiducia, la scarsa conoscenza delle possibilità operative e il timore di perdere il controllo sul processo editoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Prendendo spunto da un <a href="https://youtu.be/hHIvVLwzIzw?si=nHe_xfyGQH3r4jwA">corso tenuto da Colleen Kimmit</a>, giornalista ed educatrice della Google News Initiative, proponiamo una guida pratica pensata per giornalisti e redazioni. L’obiettivo è mostrare come l’intelligenza artificiale possa diventare un supporto concreto al lavoro giornalistico, senza sostituire il giudizio, la verifica e la responsabilità professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Durante la presentazione, che abbiamo rivisitato ampliandola e dettagliandola, la giornalista illustra quattro strumenti di Google pensati per supportare diverse fasi del lavoro giornalistico. Il primo è Gemini, il modello di intelligenza artificiale generativa capace di lavorare con testo, immagini, video e codice, utile per preparare briefing, scalette, domande e contenuti redazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il secondo è NotebookLM, uno strumento che offre al giornalista un ambiente più protetto e orientato alle fonti: consente di lavorare su documenti selezionati, mantenere il controllo del materiale caricato e ottenere risposte collegate alle fonti, rendendo più semplice la verifica e l’organizzazione delle informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il terzo è Pinpoint che, come il precedente, rappresenta un ambiente protetto basato su fonti caricate dall’utente. È uno strumento da giornalismo investigativo pensato per la ricerca documentale all’interno di grandi archivi con migliaia di PDF, immagini, e-mail, documenti scansionati, appunti scritti a mano, audio o video. Risulta dunque particolarmente utile nelle inchieste in quanto permette di cercare schemi, nomi, luoghi, organizzazioni, parole chiave e trascrizioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, SynthID è una tecnologia sviluppata da Google DeepMind, il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale di Google. Integrata in diversi prodotti AI dell’azienda, tra cui Gemini per alcune funzioni di verifica, consente di inserire nei contenuti generati o modificati con l’AI di Google un watermark digitale invisibile, una sorta di firma nascosta utile a riconoscerne l’origine.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I quattro strumenti</strong></h3>



<div data-wp-context="{ &quot;autoclose&quot;: false, &quot;accordionItems&quot;: [] }" data-wp-interactive="core/accordion" role="group" class="wp-block-accordion is-layout-flow wp-block-accordion-is-layout-flow">
<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-3&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-3-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" data-wp-on--keydown="actions.handleKeyDown" id="accordion-item-3" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Gemini (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div inert aria-labelledby="accordion-item-3" data-wp-bind--inert="!state.isOpen" id="accordion-item-3-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gemini è il modello di intelligenza artificiale generativa di Google. È uno strumento ricco di funzionalità che può aiutare un giornalista a preparare un briefing, sintetizzare informazioni, generare domande per un’intervista, proporre titoli, creare bozze, organizzare una ricerca, produrre immagini, trasformare un report in una pagina web o in un’infografica e tanto altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per il giornalista, non andrebbe inteso come uno strumento che scrive automaticamente un articolo pronto per la pubblicazione (anche se ovviamente in grado di farlo), ma come un assistente che aiuta a &#8220;mettere ordine&#8221; soprattutto nella fase preparatoria del lavoro. Il suo valore aumenta quando il giornalista fornisce istruzioni precise al modello tramite la costruzione di un prompt efficace e dettagliato e quando controlla sempre le risposte ottenute.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima operazione consiste nell’accedere a Gemini dal browser con il proprio account Google, e digitare l’indirizzo<a href="https://gemini.google.com/app"> gemini.google.com</a> nella barra dell’indirizzo del browser: a questo punto si aprirà la pagina con l’interfaccia di Gemini.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1913" height="908" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini.png" alt="" class="wp-image-14457" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini.png 1913w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-600x285.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-1100x522.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-300x142.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-768x365.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_gemini-1536x729.png 1536w" sizes="(max-width: 1913px) 100vw, 1913px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1- Interfaccia generale di Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Partendo dalla barra laterale sinistra, nella parte superiore troviamo il logo di Gemini. Subito sotto compare il pulsante “Nuova chat”, che permette di avviare una nuova conversazione, separata da quelle già presenti nella cronologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Poco più in basso si trova il comando “Cerca nelle chat”, utile per ritrovare rapidamente una conversazione o una risposta precedente non solo nel titolo, ma anche nel contenuto delle chat.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Segue poi la sezione “Raccolta”, non un semplice archivio statico o una cartella di backup, bensì un vero e proprio centro di gestione della conoscenza e della personalizzazione dell&#8217;utente con alcune differenze in base al tipo di piano attivato su Gemini.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Scendendo ancora, troviamo la sezione “Recenti”, che mostra l’elenco delle conversazioni avvenute, ordinate dalla più recente alla meno recente. Nella parte inferiore della barra laterale è presente la voce “Attività”, collegata alla cronologia e alla gestione delle attività dell’account.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ancora più in basso è presente il nome e l’immagine dell’account con cui si è effettualo l’accesso a Gemini. &nbsp;Affianco al nome si trova l’icona “ingranaggio” che rappresenta le impostazioni. Facendo clic sull&#8217;icona si apre un menu ricco di funzionalità strategiche. Vediamo adesso nel dettaglio cosa offre ciascuna voce e come utilizzarla per migliorare l&#8217;esperienza quotidiana.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:50%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="602" height="911" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni-2.png" alt="" class="wp-image-14460" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni-2.png 602w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni-2-396x600.png 396w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_impostazioni-2-198x300.png 198w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 2-Focus menù delle impostazioni</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Contesto personale: </strong>Questa opzione ti permette di gestire la &#8220;memoria&#8221; di Gemini o le istruzioni personalizzate.
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Memoria:</strong> Gemini impara dalle tue chat precedenti per conoscerti meglio. D’altra parte, l’eliminazione delle chat precedenti ne rimuove il contenuto anche dalla memoria.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Le tue istruzioni</strong>: qui puoi inserire dettagli rilevanti su di te ad esempio il tuo lavoro, i tuoi interessi o il modo in cui preferisci che ti venga data una risposta, in modo che Gemini possa fornire risposte più precise e su misura per te.</li>
</ul>
</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Importa informazioni salvate in Gemini</strong>: Si tratta di una vera e propria funzione di &#8220;trasloco digitale&#8221;, pensata per chi usa diversi assistenti virtuali e non vuole ogni volta ricominciare da zero. Ti permette infatti di trasferire direttamente su Gemini le personalizzazioni, le abitudini e le preferenze che avevi già impostato in altre Intelligenze Artificiali, come ChatGPT o Claude. Per attivare questa funzionalità bisogna prima attivare la funzione di “Memoria” nel Contesto personale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Limiti di utilizzo: </strong>In questa sezione puoi visualizzare in tempo reale la tua capacità residua e lo stato dei limiti del tuo piano: ad esempio, il consumo delle risposte o la disponibilità delle funzioni avanzate.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>App connesse: </strong>Questa è la sezione dedicata alle Estensioni o integrazioni. Da qui puoi autorizzare e gestire il collegamento di Gemini con altre applicazioni e servizi (ad esempio l&#8217;ecosistema Google come Google Workspace, YouTube, Google Maps, ecc.). Questo permette a Gemini di cercare informazioni o eseguire azioni direttamente all&#8217;interno di quelle app per tuo conto.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>I tuoi link pubblici: </strong>Ogni volta che decidi di condividere una chat di Gemini generando un link condivisibile, quel collegamento diventa pubblico. Questa sezione funge da registro: ti mostra tutti i link che hai creato in passato e ti permette di gestirli o di eliminarli per interrompere la condivisione pubblica delle tue conversazioni.</li>



<li><strong>Tema: </strong>Permette di personalizzare l&#8217;aspetto visivo dell&#8217;interfaccia di Gemini. Cliccando sulla freccia a lato, puoi scegliere tra:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tema chiaro</strong>: interfaccia con sfondo bianco/chiaro.</li>



<li><strong>Tema scuro</strong>: interfaccia con sfondo nero/scuro (ideale per non affaticare la vista al buio).</li>



<li><strong>Predefinito di Sistema</strong>: adatta automaticamente il colore in base alle impostazioni del tuo sistema operativo.</li>
</ul>
</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Visualizza gli abbonamenti: </strong>Questa voce ti rimanda alla gestione del tuo account Google per controllare lo stato del tuo piano tariffario. Ti mostra se stai utilizzando la versione gratuita o se hai un abbonamento attivo a piani avanzati (come Google One AI Premium), permettendoti di gestire i pagamenti o effettuare l&#8217;upgrade/downgrade.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-right:0;margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);margin-left:0"><strong>NotebookLM: </strong>Si tratta di un collegamento rapido a NotebookLM, un servizio sperimentale di Google focalizzato sulla sintesi e l&#8217;analisi avanzata di documenti personali. Cliccandoci verrai reindirizzato sulla pagina specifica dello strumento. Una recente novità è l’integrazione di Gemini in NotebookLM. Se si effettua l’accesso a NotebookLM con lo stesso account Google che si utilizzai per Gemini, il collegamento comparirà nella barra laterale sinistra. Cliccandoci sopra avrai la possibilità di avviare una nuova chat su uno specifico notebook e di sfruttare a pieno tutte le funzionalità messe a disposizione da Gemini.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Invia feedback: </strong>Se riscontri un bug, se una risposta non è corretta o se vuoi suggerire una nuova funzionalità, questa opzione ti permette di inviare una segnalazione direttamente al team di sviluppo di Google. Puoi anche decidere di allegare uno screenshot della schermata corrente.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida: </strong>Cliccando su questa voce (che si espande tramite la freccia) si accede al centro assistenza ufficiale di Gemini. Contiene guide all&#8217;uso, risposte alle domande frequenti (FAQ), aggiornamenti sulle ultime novità rilasciate e la documentazione sui termini di servizio e sulla privacy<strong>.</strong></li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Gem: </strong>I &#8220;Gem&#8221; sono prompt salvati, pensati per attività ripetitive con scopi specifici (ad esempio, un Gem programmatore, un Gem correttore di bozze). Una redazione può creare i Gem per generare testi alternativi per le immagini, per proporre titoli secondo la linea editoriale ecc&#8230;</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>I GEM</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’opzione GEM è presente nelle impostazioni e, dopo averne creato almeno uno, anche nella barra laterale. Essa ti permette di accedere direttamente al pannello di gestione dei tuoi Gem, per crearne di nuovi, modificarli e anche condividerli con altri utenti</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="616" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-1100x616.png" alt="" class="wp-image-14463" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-1100x616.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-600x336.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-300x168.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-768x430.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem-1536x860.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/schermata_gem.png 1609w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 3-Pannello del gestore dei Gem</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">All&#8217;interno del Gestore dei Gem, Google mette a disposizione una sezione speciale chiamata &#8220;Predefiniti di Google&#8221;. Si tratta di veri e propri assistenti AI specializzati e pronti all&#8217;uso, progettati per coprire i compiti più disparati. In questa vetrina puoi trovare, ad esempio, Storybook, ideale per dare vita a libri illustrati personalizzati, o il Generatore di idee, perfetto quando si è a caccia di ispirazione per feste, regali o nuove attività. La comodità sta nel fatto che basta un clic su una di queste schede (o sulla voce &#8220;Mostra altro&#8221; per esplorare l&#8217;intero catalogo) per attivare l&#8217;assistente che fa al caso tuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella parte sottostante invece è presente una sezione con i tuoi Gem salvati. Cliccando sul pulsante “+ Nuovo Gem” puoi costruirne uno personalizzato da zero come mostrato nell’esempio:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="625" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-1-1100x625.png" alt="" class="wp-image-14464" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-1-1100x625.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-1-600x341.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-1-300x170.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-1-768x436.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-1-1536x872.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gem-1.png 1592w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 4-Esempio creazione Gem</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sarà richiesta la compilazione di una serie di campi: un nome chiaro che identifica il compito specifico del Gem; una descrizione del ruolo che deve assumere, per esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Sei un Research Assistant e Fact-Checker professionista, specializzato nella ricerca di fonti accademiche, giornalistiche e scientifiche di altissimo livello.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nelle istruzioni devi indicare invece quali sono i principali obiettivi e funzionalità del tuo Gem e come vuoi che sia lo stile di risposta per esempio<em>:</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><em>“Il tuo obiettivo è aiutare l&#8217;utente a raccogliere documentazione per la scrittura di articoli, garantendo il massimo della neutralità e del rigore scientifico. Consulta solo fonti autorevoli e per ogni fonte che trovi forniscimi il titolo dello studio/articolo, autore o istituzione che lo ha pubblicato, una sintesi oggettiva del contenuto (2-3 frasi) ed il link o riferimento per trovarlo.</em> <em>Usa un tono analitico, distaccato, preciso e professionale. Non prendere posizione, limitati a riportare i dati e le evidenze scientifiche disponibili.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, quando inizi una conversazione nuova con il Gem, bisogna selezionare anche uno strumento predefinito (Crea immagine, Canvas, Deep Research, Crea musica, apprendimento guidato che spiegheremo dopo nel dettaglio). Nel nostro esempio non abbiamo selezionato nessuno strumento predefinito. Infine c’è la possibilità di aggiungere dei file a cui il tuo Gem può fare riferimento direttamente nella sezione “Conoscenza” tramite l’icona del “+”. Al temine della creazione del Gem bisogna cliccare in alto a destra sul pulsante “Salva Gem” e successivamente su “Avvia chat” per iniziare ad utilizzarlo per i nostri scopi.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>La barra del prompt</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tornando ad analizzare l’interfaccia della chat, al centro della schermata è presente la barra del prompt ovvero il campo in cui scrivi la richiesta a Gemini. A sinistra, nella barra del prompt, c’è il simbolo “+” che, nel caso della nostra immagine, è stato già cliccato e ci ha mostrato il menù a cascata con le seguenti funzioni disponibili:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="882" height="588" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt.png" alt="" class="wp-image-14465" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt.png 882w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt-600x400.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt-300x200.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_barra_prompt-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 882px) 100vw, 882px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 5-La barra del prompt e il menù delle funzionalità disponibili</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Carica file: </strong>È il comando per fare l&#8217;upload di un file direttamente dal tuo dispositivo locale. Puoi caricare immagini, PDF, documenti di testo o fogli di calcolo per chiedere a Gemini di riassumerli, analizzarli o estrarre dati.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Aggiungi da Drive:</strong> Questa opzione permette un&#8217;integrazione diretta con l&#8217;ecosistema Google. Cliccandoci, puoi pescare file direttamente dal tuo cloud di Google Drive (come Google Docs, Fogli o file salvati online) senza doverli prima scaricare sul tuo dispositivo.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Altri caricamenti: </strong>Questa voce indica un sottomenu espandibile. Serve per accedere ad altre sorgenti di caricamento integrate come Google foto e notebook</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="518" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-1100x518.png" alt="" class="wp-image-14466" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-1100x518.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-600x283.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-300x141.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-768x362.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini-1536x724.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_notebook_gemini.png 1899w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 6-Altri caricamenti: notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo caso si attiverà il collegamento a NotebookLM e ci sarà la possibilità di combinare più Notebook contemporaneamente aggiungendone due ad una stessa chat per poi magari porre delle domande</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="524" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-1100x524.png" alt="" class="wp-image-14467" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-1100x524.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-600x286.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-768x366.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini-1536x732.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/notebooklm_gemini.png 1898w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 7-Aggiungere due notebook alla chat per confrontarli</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Crea immagine</strong>: Una funzionalità che permette di attivare direttamente il motore di generazione di immagini IA di Google, Nano Banana 2. Il modello si distingue per un&#8217;accurata comprensione del contesto, precisione spaziale e resa impeccabile del testo grafico. Oltre alla creazione di immagini fotorealistiche e illustrazioni in vari formati, introduce funzioni creative uniche come Gemini Me (per inserire il proprio volto in qualsiasi scenario), la combinazione di foto, lo stile action figure e i restyling estetici vintage. Supporta l&#8217;editing conversazionale e locale:scrivendo un prompt, Gemini genererà un&#8217;immagine da zero basandosi sulle tue indicazioni e garantisce la tracciabilità dei contenuti grazie alla filigrana digitale invisibile SynthID.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Canvas:</strong> Questa opzione apre uno spazio di lavoro dedicato e interattivo. È pensato per progetti di scrittura più lunghi, programmazione o brainstorming, creazione di tabelle o roadmap e, nei casi più avanzati, per lo sviluppo di contenuti interattivi come piccole app, giochi o pagine in HTML e JavaScript.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Deep Research</strong>: È una modalità di ricerca avanzata. Quando attivata, Gemini non si limita a dare una risposta immediata, ma effettua una ricerca sul web approfondita, strutturata e multi-step, analizzando più fonti contemporaneamente per sintetizzare report dettagliati su argomenti complessi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Crea musica</strong>: Un&#8217;altra aggiunta recente che consente di generare tracce musicali, melodie o piccoli brani partendo da un input testuale in cui viene descritto il genere, il mood o gli strumenti musicali desiderati.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Apprendimento guidato</strong>: Questa opzione trasforma Gemini in un tutor personale. È una modalità progettata per lo studio o l&#8217;apprendimento di nuovi concetti in cui l&#8217;IA ti guida passo dopo passo attraverso spiegazioni strutturate, quiz o simulazioni per aiutarti a comprendere a fondo un argomento.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="627" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-1100x627.png" alt="" class="wp-image-14469" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-1100x627.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-600x342.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-300x171.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash-768x437.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_Flash.png 1127w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 8-Menù dei modelli AI di Gemini e il livello di ragionamento</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sulla destra della barra del prompt compare la voce &#8220;Flash&#8221; con una freccia verso il basso che indica il modello AI attualmente attivo. Cliccandoci sopra, puoi configurare l&#8217;esperienza di chat scegliendo un modello diverso o passando a un&#8217;altra modalità tra quelle disponibili. I tre modelli attualmente disponibili rappresentano un equilibrio diverso tra velocità, capacità complessiva e specializzazione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>3.1 Flash-Lite</strong> (&#8220;Risposte più rapide&#8221;): È la versione più leggera e scattante, ideale per compiti semplici e immediati. Se hai bisogno di riassumere un testo breve, correggere una mail, fare una traduzione al volo o una domanda secca da &#8220;botta e risposta&#8221;, questo modello ti dà il risultato nel minor tempo possibile consumando meno risorse.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>3. 5 Flash</strong> (&#8220;Aiuto completo&#8221;): È il modello standard bilanciato di ultima generazione. È il &#8220;tuttofare&#8221; ideale per la maggior parte delle attività quotidiane. Ha un&#8217;ottima capacità di comprensione, è creativo, gestisce bene testi lunghi e complessi, pur rimanendo molto veloce nelle risposte. È il perfetto compromesso per la produttività di tutti i giorni.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>3.1 Pro</strong> (&#8220;Matematica e programmazione avanzata&#8221;): È il modello più pesante, intelligente e strutturato della serie 3.1. È pensato per i compiti più duri. Se devi scrivere o fare il debug di codice di programmazione, risolvere problemi matematici complessi, analizzare dati o fare ragionamenti logici a più passaggi, questo è il modello che commette meno errori e analizza il problema più a fondo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, oltre alla scelta del modello, sempre in questa sezione è possibile selezionare fra due livelli di ragionamento:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Standard: </strong>Ideale per la maggior parte delle domande,genera la risposta in modo diretto e immediato. Per compiti di scrittura, riassunti, domande di cultura generale, brainstorming o conversazioni normali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Esteso: Ideale per la risoluzione di problemi complessi. </strong>Attiva quello che in gergo si chiama <em>Chain of Thought</em> (catena di pensiero), una tecnica utilizzata nei modelli linguistici (LLM) per affrontare problemi complessi scomponendoli in passaggi intermedi prima di fornire direttamente la risposta finale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Affianco alla funzione Flash è presente l’icona del microfono, ovvero la funzione di dettatura vocale, ideale se preferisci non usare la tastiera. Cliccandoci sopra, potrai dettare direttamente a voce la tua richiesta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="749" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-1100x749.png" alt="" class="wp-image-14470" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-1100x749.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-600x408.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-300x204.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade-768x523.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_upgrade.png 1322w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 9-Interfaccia Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In alto a destra è presente il pulsante “Fai l’upgrade”, usato per passare a un piano di Gemini superiore.&nbsp; Accanto c’è una piccola icona a forma di matita, che consente di aprire una <a href="https://support.google.com/gemini/answer/13275745?co=GENIE.Platform%3DDesktop&amp;hl=En&amp;rd=1&amp;visit_id=639146984139351584-452085868&amp;utm">chat temporanea</a>, ovvero una chat che non compare nella cronologia recente né nell’attività di Gemini. Una volta cliccata su questa icona ti apparirà la seguente schermata. Questa opzione non è disponibile per gli account di lavoro o scolastici e non può essere usata in alcune integrazioni, come Gemini in Chrome o in Google Messaggi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="936" height="589" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea.png" alt="" class="wp-image-14471" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea.png 936w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea-600x378.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea-300x189.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_temporanea-768x483.png 768w" sizes="(max-width: 936px) 100vw, 936px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 10-Schermata della chat temporanea su Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ora che abbiamo preso confidenza con l&#8217;interfaccia e gli strumenti a disposizione, entriamo nel vivo dell&#8217;utilizzo pratico. Come per tutti i chatbot di IA, il passaggio fondamentale per l&#8217;utilizzo efficace di questo strumento è la scrittura del prompt, ovvero la domanda o la richiesta che una persona pone al sistema di intelligenza artificiale. Il prompt, troppo spesso sottovalutato, rappresenta una vera istruzione di lavoro e dalla quantità di dettagli e particolari che conterrà, dipenderà la qualità e la profondità della risposta che riceveremo. A tal proposito è bene seguire delle piccole indicazioni per scrivere un prompt di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Prima si assegna un ruolo allo strumento, per esempio: </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Agisci come un editor di cronaca locale</em>” oppure “<em>Agisci come un giornalista investigativo</em>”; poi si indica il compito: “<em>prepara un briefing</em>”, “<em>genera domande per un’intervista</em>”, “<em>riassumi i punti principali</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Successivamente si specifica il pubblico di riferimento, il contesto, le fonti da privilegiare, eventuali limiti e il formato desiderato della risposta. Un prompt efficace, per esempio, potrebbe essere:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Agisci come un editor di una redazione locale. Devo scrivere un articolo sull’approvazione di un nuovo piano comunale per la mobilità urbana. Prepara un briefing di lavoro: riassumi il tema, indica i soggetti coinvolti, suggerisci domande per il sindaco, per i commercianti, per i residenti e per le associazioni ciclistiche. Organizza la risposta in sezioni brevi e segnala quali documenti ufficiali dovrei cercare</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver inviato il prompt, Gemini produce una prima risposta. A questo punto non bisogna fermarsi anzi bisogna passare alla fase successiva, e forse quella più importante, ovvero l’iterazione. Nel lavoro con l’IA, iterare significa affinare progressivamente la richiesta e la risposta: si legge il risultato, si individuano lacune, genericità o punti non verificabili, e si chiede allo strumento di correggere o raffinare. Per esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Rigenera la risposta indicando per ogni punto quale fonte dovrei verificare</em>”,</p>



<p class="wp-block-paragraph">oppure: “<em>Aggiungi solo informazioni che possano essere controllate in documenti pubblici</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">oppure: “<em>Trasforma questo briefing in una lista di domande per un’intervista</em>”</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="512" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-1100x512.png" alt="" class="wp-image-14472" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-1100x512.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-600x279.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-300x140.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-768x357.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale-1536x714.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_chat_normale.png 1907w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 11-Focus menù della chat</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando siamo all’interno di una chat normale cliccando sui tre puntini in alto affianco al pulsante “Fai l’upgrade”, abbiamo la possibilità di condividere la conversazione, fissarla nella cronologia delle conversazioni in alto a tutte, rinominarla o eliminarla</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="526" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-1100x526.png" alt="" class="wp-image-14473" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-1100x526.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-600x287.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-300x144.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-768x367.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt-1536x735.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_risposta_prompt.png 1900w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 12-Focus sugli strumenti a disposizione dopo aver ottenuto una risposta</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta generata la risposta, nella parte finale del messaggio sono presenti diversi strumenti per interagire con il risultato. È possibile lasciare un feedback positivo o negativo tramite le icone del pollice su o giù per aiutare l&#8217;IA a migliorare. È possibile anche cliccare sull&#8217;icona della freccia per chiedere di riformulare la risposta, renderla più breve/più lunga o copiare quella già fornita. Infine cliccando sui tre puntini si aprirà un menù con diverse opzioni disponibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Crea una nuova chat da qui: </strong>Questa funzione è utilissima se la conversazione ha preso una piega interessante e vuoi approfondire quel singolo argomento senza &#8220;inquinare&#8221; la chat attuale. Cliccandoci, la piattaforma prenderà la risposta come punto di partenza e aprirà una conversazione completamente nuova.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Ascolta:</strong> Se non hai voglia di leggere un testo lungo o se in quel momento sei impegnato a fare altro, una voce artificiale ti leggerà, parola per parola, l&#8217;intera risposta che ti ha fornito. È ottima anche per verificare la pronuncia di parole straniere.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Esporta in Documenti:</strong> Scegliendo questa opzione, l&#8217;intera risposta verrà formattata e inviata direttamente su Google Documenti (Google Docs). Verrà creato un nuovo file nel tuo account Google, pronto per essere modificato, stampato o condiviso, evitandoti il classico &#8220;copia e incolla&#8221;.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Bozza in Gmail:</strong> Molto simile alla funzione precedente, ma pensata per la posta elettronica. Se la risposta contiene il testo di una mail che hai chiesto di scrivere, o se vuoi semplicemente inviare queste informazioni a qualcuno, questa opzione apre una nuova bozza su Gmail. Ti ritroverai il testo già inserito nel corpo della mail, pronto per aggiungere il destinatario e premere &#8220;Invia&#8221;.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Segnala un problema legale:</strong> Questa è una voce di sicurezza e tutela. Se ritieni che la risposta che l’AI ti ha fornito violi il copyright, contenga materiale protetto da proprietà intellettuale senza autorizzazione, o infranga in qualche modo la legge, puoi usare questo tasto per inviare una segnalazione formale al team di supporto. Serve a garantire che i contenuti generati siano sempre rispettosi delle normative.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Visualizza fonti:</strong> Cliccando su questa voce, si aprirà un elenco sulla destra dei siti web da cui Gemini ha attinto per formulare la risposta. È lo strumento ideale quando l&#8217;IA fornisce dati, fatti storici o notizie complesse e si vuole fare del sano <em>fact-checking</em>: ti permette infatti di verificare l&#8217;accuratezza delle informazioni in un attimo e di approfondire la lettura direttamente sulle fonti originali.</li>



<li style="margin-top:0;margin-bottom:0"><strong>Visualizza dettagli della risposta:</strong> Questa opzione ti mostra i &#8220;dietro le quinte&#8221; tecnici della risposta. Ti permette di vedere dettagli come il modello di intelligenza artificiale specifico che è stato utilizzato per risponderti ed eventualmente altre informazioni tecniche collegate alla generazione del testo come lo strumento utilizzato per dare la risposta.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se si sta lavorando su un tema complesso, si può usare la funzione Deep Research (Ricerca approfondita) da selezionare prima di inviare il prompt cliccando sul + nella barra del prompt. In questo caso lo strumento preparerà prima un &#8220;piano di ricerca&#8221; in cui ci indica quali aspetti intende analizzare e quali fonti prenderà in considerazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="692" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-1100x692.png" alt="" class="wp-image-14474" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-1100x692.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-600x377.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-300x189.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research-768x483.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_deep_research.png 1113w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 13-Utilizzo della funzione di Ricerca approfondita</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalista deve leggere il piano, modificarlo se manca qualcosa cliccando su “Modifica il Piano” e, solo dopo, cliccare sul pulsante &#8220;Avvia la ricerca&#8221;. Alla fine, Gemini ci restituirà un report più lungo e strutturato, con sezioni, collegamenti e riferimenti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="520" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-1100x520.png" alt="" class="wp-image-14475" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-1100x520.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-600x284.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-300x142.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-768x363.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca-1536x727.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_piano_di_ricerca.png 1917w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 14-Interfaccia piano di ricerca e funzionalità</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In alto a destra abbiamo a disposizione il Sommario, ovvero un indice dettagliato che include tutte le sezioni in cui si articola il piano di ricerca. Quest’ultimo può anche essere copiato, condiviso tramite link pubblico o esportato in Google Docs e usato come base di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver generato, con la funzione di Deep Research, un testo, un report o un briefing, cliccando sul pulsante in alto a destra &#8220;Crea&#8221; si può chiedere di trasformarlo in un contenuto specifico come ad esempio una pagina web, un’infografica, un quiz, delle flash card o un overview audio.</p>
</div>
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</div>



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<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-4&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-4-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" data-wp-on--keydown="actions.handleKeyDown" id="accordion-item-4" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">NotebookLM (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div inert aria-labelledby="accordion-item-4" data-wp-bind--inert="!state.isOpen" id="accordion-item-4-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">NotebookLM è uno strumento pensato per interrogare un insieme definito di documenti, un “notebook”, costruito dal giornalista. La differenza principale rispetto a Gemini è che NotebookLM è ancorato alle fonti; dunque, risponde alle richieste fatte dall&#8217;utente solo sulla base dei materiali caricati da quest’ultimo. Per questo motivo, lo strumento è considerato meno incline alle allucinazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per una redazione è particolarmente utile quando si lavora su inchieste, dossier, reportage lunghi, archivi di articoli o trascrizioni di interviste. Uno dei vantaggi è che quando lo strumento fornisce un’informazione, ci indica da quale documento proviene, permettendo di risalire al passaggio preciso.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima operazione da effettuare è quella di collegarsi a NotebookLM tramite browser all’indirizzo <a href="https://notebooklm.google.com/">https://notebooklm.google.com/</a> effettuando l&#8217;accesso con il proprio account Google.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="527" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-1100x527.png" alt="" class="wp-image-14476" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-1100x527.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-600x288.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-300x144.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-768x368.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm-1536x736.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/interfaccia_notebooklm.png 1894w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption"><br>Figura 15-Schermata iniziale NotebookLM<br></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta nella schermata iniziale, basterà cliccare sul pulsante &#8220;Crea un nuovo notebook&#8221; per aprire uno spazio di lavoro digitale interamente dedicato a un nuovo tema, progetto o inchiesta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="523" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-1100x523.png" alt="" class="wp-image-14477" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-1100x523.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-600x285.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-768x365.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm-1536x731.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_notebooklm.png 1905w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 16-Interfaccia generica del notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver creato il notebook, nella parte superiore della schermata si trova una barra di navigazione comune a tutti i notebook. In alto a sinistra compare il simbolo di NotebookLM, seguito dal nome del progetto, in questo caso “Notebook di prova”. Assegnare fin dall’inizio un nome chiaro permette di ritrovare più facilmente il lavoro e di distinguerlo dagli altri notebook presenti nel proprio account.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Spostandoci verso destra, nella stessa barra superiore, è presente il pulsante “Crea notebook”, che consente di avviare un nuovo spazio di lavoro. Accanto si trova il comando “Condividi”, utilizzato per la condivisione del link del nostro notebook con altre persone. Il pulsante “Impostazioni” permette invece di accedere alle seguenti opzioni di configurazione disponibili:</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="578" height="890" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm.png" alt="" class="wp-image-14483" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm.png 578w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm-390x600.png 390w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_impostazioni_notebooklm-195x300.png 195w" sizes="(max-width: 578px) 100vw, 578px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 17-Focus sulle impostazioni del notebook</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida di NotebookLM</strong>: Questa voce apre la documentazione di supporto di Google dedicata a NotebookLM. È utile per comprendere il funzionamento generale della piattaforma, imparare ad aggiungere e gestire le fonti, utilizzare la chat, generare contenuti nello spazio Studio e risolvere eventuali dubbi operativi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Invia feedback: </strong>Questa opzione consente di comunicare direttamente a Google osservazioni, suggerimenti o problemi riscontrati durante l’utilizzo di NotebookLM. Può essere usata, per esempio, per segnalare un malfunzionamento, descrivere un comportamento inatteso, proporre un miglioramento o esprimere un giudizio su una nuova funzione.</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Discord</strong>: Questa voce permette di accedere alla community Discord collegata a NotebookLM. All’interno della community gli utenti possono confrontarsi, condividere esperienze, suggerimenti, modalità d’uso e casi pratici.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Lingua di output</strong>: Questa impostazione consente di scegliere la lingua nella quale NotebookLM deve generare le risposte e i contenuti.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Licenze</strong>: Questa sezione, di carattere tecnico e amministrativo, mostra le informazioni relative alle licenze software, ai componenti utilizzati dalla piattaforma e agli eventuali termini legali associati.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dispositivo: </strong>Questa opzione riguarda l’aspetto visivo dell’interfaccia. All’interno di questo menu sono disponibili tre possibilità:<ul><li><strong>Modalità Luce</strong>: Imposta manualmente un’interfaccia con sfondo chiaro e testi scuri. </li></ul><ul><li><strong>Modalità Buio</strong>: Imposta manualmente un’interfaccia con sfondo scuro e testi chiari.</li></ul><ul><li><strong style="font-size: clamp(0.984em, -0.172em + 0.984rem + 0.86vw, 1.5em)">Dispositivo</strong><span style="font-size: clamp(0.984em, -0.172em + 0.984rem + 0.86vw, 1.5em)">: Lascia che sia il sistema operativo a decidere quale tema applicare.</span></li></ul></li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Esegui l’upgrade di NotebookLM</strong>: Questa voce consente di accedere a un piano superiore o a una versione potenziata del servizio. L’upgrade può offrire funzionalità aggiuntive, limiti di utilizzo più elevati o strumenti avanzati, a seconda del piano disponibile.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sempre nella barra in alto a destra seguono l’icona con la griglia delle applicazioni Google e l’immagine associata all’account dell’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Passiamo adesso ad analizzare la colonna di sinistra denominata “Fonti” che rappresenta la base documentale del notebook. È qui che l’utente inserisce tutti i materiali che NotebookLM dovrà analizzare e utilizzare per produrre risposte, riassunti e contenuti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="520" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-1100x520.png" alt="" class="wp-image-14484" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-1100x520.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-600x284.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-300x142.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-768x363.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm-1536x726.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/aggiungi_fonti_notebooklm.png 1905w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 18-Schermata caricamento delle fonti al notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Cliccando sul pulsante “+ Aggiungi Fonti” si possono recuperare materiali da Google Drive, caricare documenti presenti sul nostro computer, presentazioni, fogli di calcolo, immagini, file audio, link a pagine web o video pubblici di YouTube. Si può anche incollare un testo copiato da un’altra parte ed utilizzarlo come fonte cliccando su “testo copiato”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="516" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-1100x516.png" alt="" class="wp-image-14485" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-1100x516.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-600x281.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-300x141.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-768x360.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm-1536x720.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot_fonti_notebooklm.png 1904w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 19-Aggiunta delle fonti con la ricerca rapida</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Subito sotto il pulsante di caricamento si trova un’“area di ricerca rapida” che trasforma NotebookLM in un vero e proprio hub di esplorazione integrato. Questa sezione permette di scovare nuovi materiali direttamente online, senza costringerti a uscire dalla piattaforma o a cambiare scheda nel browser. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La barra presenta due menu a tendina: il primo, impostato su &#8220;Web&#8221;, definisce il raggio d&#8217;azione dell&#8217;IA permettendo di scegliere se cercare su internet o attingere direttamente al proprio Google Drive. Il secondo menu consente invece di scegliere il livello di approfondimento della ricerca. Nell’esempio è selezionata la modalità “Ricerca rapida”, pensata per ottenere risposte in tempi brevi, ma è possibile optare anche per funzioni più avanzate come “Deep Research”, adatta quando serve un’analisi più ampia, articolata e strutturata di un argomento complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa sezione di ricerca può essere utile nelle fasi iniziali di un progetto, quando l’utente non dispone ancora di tutti i documenti necessari e vuole esplorare rapidamente un argomento. Nel nostro caso, dopo aver formulato il quesito di interesse, sono state trovate diverse fonti che possono essere visualizzate più nello specifico cliccando su “Visualizza” e poi successivamente aggiunte al notebook tramite il pulsante “+ Importa”. Le fonti selezionate richiedono comunque un&#8217;attenta valutazione, volta a verificarne l&#8217;autorevolezza, la pertinenza e la tempestività dell&#8217;aggiornamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La parte inferiore della colonna mostra invece l’elenco delle fonti caricate da noi. Accanto al nome di ciascun documento, video o pagina web compare una casella di selezione: quando la casella è spuntata, quella fonte viene inclusa tra i materiali che NotebookLM può consultare per rispondere alle domande inserite nella chat. Il comando “Seleziona tutto” permette invece di attivare o disattivare contemporaneamente tutte le fonti presenti nell’elenco. Nella versione gratuita si possono avere fino a <a href="https://support.google.com/notebooklm/answer/16269187?hl=it#zippy=%2Climiti-di-notebooklm">100 notebook</a>, ciascuno contenente un massimo di 50 fonti.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="909" height="865" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm.png" alt="" class="wp-image-14487" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm.png 909w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm-600x571.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm-300x285.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/chat_notebooklm-768x731.png 768w" sizes="(max-width: 909px) 100vw, 909px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 20-Focus sul notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La parte centrale dell’interfaccia è dedicata alla chat e costituisce lo spazio nel quale l’utente dialoga con NotebookLM. In questa area è possibile porre domande, chiedere spiegazioni, confrontare documenti, ottenere riassunti o richiedere la creazione di nuovi contenuti. In alto è presente la copertina, il titolo del notebook, il numero di fonti caricate e la data del progetto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="520" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-1100x520.png" alt="" class="wp-image-14486" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-1100x520.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-600x284.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-300x142.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-768x363.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook-1536x726.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/personalizza_notebook.png 1902w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 21-Finestra della funzione Personalizza del notebook</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Cliccando sull’icona “Personalizza” si apre una finestra da cui è possibile cambiare l’immagine di copertina del notebook, modificare il titolo e inserire un riepilogo personalizzato al posto di quello generato automaticamente. Il pulsante “Fine” salva le modifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta aggiunti i documenti, NotebookLM riassume il contenuto complessivo e fornisce anche una sintesi delle singole fonti. Questa prima panoramica è utile per capire rapidamente che tipo di materiale è stato caricato e se il corpus è completo oppure sbilanciato. Il risultato può essere salvato nelle note (presenti in una sezione dedicata sulla destra), copiato o valutato con i pulsanti “mi piace” e “non mi piace”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella parte inferiore sono presenti eventuali domande suggerite e la barra “Fai una domanda o crea qualcosa”, da usare per interrogare le fonti, chiedere riassunti, confronti o nuovi contenuti. Accanto alla barra viene indicato quante fonti sono attive.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È importante porre delle domande precise per esempio : </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Quali sono le motivazioni ufficiali indicate nei documenti</em>?”, “<em>Quali dati economici compaiono nelle fonti</em>?”, “<em>Ci sono contraddizioni tra le dichiarazioni dell’ente e le interviste</em>?”, “<em>Quali passaggi posso usare per costruire una timeline</em>?”.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="928" height="875" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm.png" alt="" class="wp-image-14488" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm.png 928w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm-600x566.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm-300x283.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/risposta_chat_notebooklm-768x724.png 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 22- Focus sul richiamo specifico ad ogni fonte (i numeri piccoli indicano la fonte)</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">NotebookLM restituisce una risposta organizzata e accompagna le informazioni con riferimenti alle fonti. Il giornalista può cliccare sui riferimenti per vedere il documento di origine e il punto preciso in cui compare l’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine,andiamo ad analizzare nel dettaglio la colonna di destra denominata “Studio”. Questa sezione consente di trasformare le fonti e le informazioni elaborate nel notebook in prodotti più strutturati. Qui NotebookLM mette a disposizione diversi strumenti per organizzare, presentare o ripassare i contenuti:</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="490" height="841" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm.png" alt="" class="wp-image-14489" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm.png 490w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm-350x600.png 350w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/Studio_notebooklm-175x300.png 175w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 23-Focus colonna destra Studio</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Overview audio</strong>: permette di creare una panoramica in formato audio. Può essere utile per ascoltare una sintesi dei documenti, ripassare un argomento mentre si svolgono altre attività o rendere i contenuti più accessibili a chi preferisce l’ascolto alla lettura.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Presentazione: </strong>serve ad organizzare le informazioni sotto forma di presentazione con slide. Può rappresentare un punto di partenza per una lezione, una riunione, un intervento pubblico o una sintesi progettuale.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Overview video</strong>: consente di ottenere una sintesi in forma video. Questa modalità integra una presentazione visiva delle informazioni e può risultare utile per la divulgazione, la formazione o il ripasso.</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Mappa mentale</strong>: permette di visualizzare graficamente i concetti principali e i collegamenti tra di essi.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Report</strong>: genera un documento strutturato a partire dalle fonti. Può essere utilizzata per creare sintesi approfondite, guide, analisi o testi organizzati in sezioni.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Flashcard</strong>: trasformano i contenuti in schede di domanda e risposta. Sono particolarmente adatte allo studio e alla memorizzazione, perché consentono di ripassare definizioni, date, concetti e informazioni essenziali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Quiz</strong>: permette di generare domande di verifica. Può essere impiegato dagli studenti per controllare il livello di preparazione oppure dai docenti per creare esercizi e attività formative.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Infografica</strong>: trasforma le informazioni in una rappresentazione visiva sintetica. Le infografiche possono facilitare la comunicazione di dati, sequenze, confronti o processi, soprattutto quando il contenuto deve essere presentato a un pubblico non specialistico.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Tabella di dati</strong>: organizza le informazioni in righe e colonne. Questa funzione è utile quando le fonti contengono elementi confrontabili, per esempio nomi, date, caratteristiche, valori, vantaggi e svantaggi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sotto le schede è presente l’area nella quale vengono salvati i contenuti generati da Studio. Questa zona funziona quindi come un archivio degli elaborati prodotti. L’utente può tornare sui contenuti generati, consultarli e utilizzarli nelle fasi successive del proprio lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella parte inferiore della colonna si trova il pulsante “Aggiungi nota”. Le note sono utili per salvare osservazioni personali, idee, passaggi importanti, citazioni, promemoria o risultati emersi durante la conversazione.</p>
</div>
</div>
</div>



<div data-wp-context="{ &quot;autoclose&quot;: false, &quot;accordionItems&quot;: [] }" data-wp-interactive="core/accordion" role="group" class="wp-block-accordion is-layout-flow wp-block-accordion-is-layout-flow">
<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-5&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-5-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" data-wp-on--keydown="actions.handleKeyDown" id="accordion-item-5" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">Pinpoint (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div inert aria-labelledby="accordion-item-5" data-wp-bind--inert="!state.isOpen" id="accordion-item-5-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Pinpoint è uno strumento pensato per la ricerca e l’analisi documentale su larga scala. È particolarmente utile quando una redazione deve lavorare con grandi quantità di file, per esempio, documenti ottenuti tramite accesso agli atti, fascicoli giudiziari, archivi storici, registri, file audio o video.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per i giornalisti, il valore principale di <a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/12011834?hl=en-GB&amp;ref_topic=11948319&amp;sjid=4822295195790891112-EU">Pinpoint</a> sta nella possibilità di orientarsi rapidamente dentro grandi archivi di documenti. Lo strumento legge testi contenuti in scansioni e immagini grazie al riconoscimento ottico dei caratteri, trascrive audio e video, individua nomi di persone, luoghi, organizzazioni e aziende, e permette di ritrovare parole chiave o frasi esatte in tutta la raccolta.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo strumento è raggiungibile dall’indirizzo <a href="https://journaliststudio.google.com/pinpoint/collections">goo.gle/pinpoint</a>, oppure cercando “Pinpoint Google Journalist Studio”. Raggiunta la schermata bisognerà cliccare sul pulsante in alto a destra “Inizia” per configurare l’account Google.</p>



<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="555" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-1100x555.png" alt="" class="wp-image-14491" style="aspect-ratio:4/3;object-fit:cover" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-1100x555.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-600x303.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-300x151.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-768x387.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint-1536x775.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint.png 1646w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 24-Schermata di verifica identità al primo accesso a Pinpoint</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="740" height="862" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2.png" alt="" class="wp-image-14492" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2.png 740w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2-515x600.png 515w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_identita_pinpoint_2-258x300.png 258w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 25- Informazioni richieste per la verifica dell&#8217;identità</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al primo accesso, viene richiesto di indicare il proprio profilo professionale e di specificare che la piattaforma sarà utilizzata per attività giornalistiche o di ricerca. Al termine di questa procedura apparirà una schermata con il vostro workspace. Bisognerà cliccare sul pulsante “+ Nuova raccolta privata”, cioè uno spazio di lavoro dedicato a un progetto specifico, da nominare in modo chiaro in base al contenuto.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="525" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-1100x525.png" alt="" class="wp-image-14494" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-1100x525.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-600x286.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-768x366.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint-1536x733.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/raccolta_prova_pinpoint.png 1893w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 26-Creazione di una nuova raccolta privata</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver creato la raccolta, Pinpoint consente anche di aggiungere materiali scaricati sul computer, importati da Google Drive o tramite URL, a condizione che il link sia pubblico e rimandi a una pagina web, a un PDF o a un’immagine. Non possono invece essere importati contenuti protetti da login, paywall o altre limitazioni di accesso.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="535" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-1100x535.png" alt="" class="wp-image-14495" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-1100x535.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-600x292.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-300x146.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-768x374.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint-1536x747.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/screen_raccolta_pinpoint.png 1914w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 27-Schermata iniziale della raccolta vuota</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Andando ad analizzare nello specifico l’interfaccia dello strumento, in alto a sinistra compare il logo di Pinpoint con la dicitura “For Professionals”, che identifica l’ambiente destinato a giornalisti, ricercatori e professionisti. Ogni utente con questo tipo di account ha a disposizione <a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/17006598?hl=it">100 GB</a> di spazio per organizzare le proprie raccolte e, in ciascuna di esse, può caricare fino a 240.000 file al giorno. Per questo Pinpoint si presta bene al lavoro d’inchiesta, soprattutto quando la redazione deve esaminare archivi molto ampi, fascicoli amministrativi o grandi quantità di file eterogenei.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="642" height="321" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint.png" alt="" class="wp-image-14498" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint.png 642w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint-600x300.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/pinpoint-300x150.png 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 28-Interfaccia generale di Pinpoint</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella barra superiore, spostandosi verso destra, compare il pulsante “Dati strutturati”. Questa funzione permette di trasformare la tua raccolta di&nbsp;documenti con struttura simile&nbsp;in un foglio di lavoro. Accanto si trova il pulsante “Pubblica”, che ci dà la possibilità di rendere pubblica una propria raccolta di documenti inserendola nella sezione “<a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/13623755?hl=en">Esplora</a>&#8221; (<em>Explore</em>), un archivio pubblico globale di Google Pinpoint a cui chiunque può accedere. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://journaliststudio.google.com/pinpoint/explore">All&#8217;interno di Esplora</a> sono presenti raccolte di documenti storici, atti giudiziari, database sanitari o file d&#8217;indagine declassificati, messi a disposizione da importanti testate giornalistiche internazionali (es. <em>The New York Times</em>, <em>Associated Press</em>), organizzazioni non profit o università. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Subito dopo compare il pulsante blu “Condividi”, utilizzato per autorizzare altri utenti ad accedere alla raccolta e collaborare alla consultazione dei materiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Procedendo ancora verso destra si incontrano alcune icone di servizio. La prima, a forma messaggio, serve per inviare un feedback. Seguono l’icona con il punto interrogativo, dedicata ad una guida per assistenza, e quella a forma di ingranaggio, che apre le impostazioni dell’account. All’estrema destra compare infine il cerchio che rappresenta il profilo dell’utente connesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Poco più in basso, nella parte sinistra della schermata, compare il percorso della raccolta aperta. Il primo elemento indica l’account o lo spazio di lavoro, mentre il secondo è il nome assegnato alla raccolta, nel nostro caso “Raccolta di prova”. Alla destra di questa intestazione è presente il menu con i tre puntini verticali, dal quale si possono gestire le opzioni di modifica relative alla raccolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al centro dell’interfaccia compaiono due schede. La prima è “Documents”, attualmente selezionata, che ci mostra tutti i file caricati nella raccolta. La seconda, “Saved sessions”, che serve a ritrovare eventuali sessioni di lavoro salvate, per esempio ricerche o analisi già effettuate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto le schede si trova la barra di ricerca “Cerca nei documenti”. Qui il giornalista può inserire parole chiave, nomi, frasi esatte o altri termini per individuare rapidamente i punti in cui compaiono all’interno dei file caricati. All’estremità destra della barra è presente un’icona con un punto interrogativo, utile per ottenere indicazioni sugli operatori di ricerca.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="304" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-1100x304.png" alt="" class="wp-image-14496" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-1100x304.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-600x166.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-300x83.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint-768x212.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/documenti_pinpoint.png 1364w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 29-Focus sulle operazioni effettuabili sul singolo documento</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alla destra della barra di ricerca compare il pulsante “+ Aggiungi documenti”. Quando viene selezionato, si apre un menu che permette di scegliere da dove importare i materiali (da Google Drive, dal computer oppure tramite URL). Una volta importati tutti i documenti, la fase successiva che Pinpoint mette in atto è quella di analisi ed elaborazione dei file caricati.&nbsp; I documenti infatti vengono convertiti in un formato leggibile, il testo nelle immagini viene riconosciuto tramite il riconoscimento ottico dei caratteri, gli audio e i video vengono trascritti. Tutti i file infine vengono convertiti in formato pdf. Passando con il cursore sopra ad uno specifico documento, esso può essere etichettato, rinominato o eliminato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra l’area centrale e il pannello laterale destro sono presenti due icone verticali. Quella superiore, simile a una stella, richiama le funzioni di Gemini integrate in Pinpoint.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="509" height="929" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint.png" alt="" class="wp-image-14501" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint.png 509w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint-329x600.png 329w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint-164x300.png 164w" sizes="(max-width: 509px) 100vw, 509px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 30-Funzioni integrate di Gemini</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Trova risposte</strong>: è una funzione che ti permette di trovare delle informazioni specifiche all’interno dei documenti, formulando una domanda.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Riassumi</strong>: è una funzione che genera un riepilogo delle informazioni dei documenti selezionati o di una intera raccolta. Puoi anche specificare un argomento per filtrare i documenti pertinenti della raccolta che vuoi riepilogare.</li>
</ul>
</div>
</div>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Confronta</strong>: è una funzione che ti permette di confrontare massimo 3 documenti della tua raccolta. Puoi anche specificare un argomento su cui vuoi applicare il confronto.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Estrai dati</strong>: è una funzione che ti permette di estrarre dati strutturati. È molto efficace soprattutto quando si lavora su tanti documenti organizzati nello stesso modo, come schede, moduli, registri o rapporti standardizzati. Puoi indicare quali campi vuoi ottenere nella matrice, inserendo per esempio “nome dell’autore”, “data del documento”, oppure altre domande specifiche. Per aggiungere nuove colonne è sufficiente usare il pulsante “+” e premere “Invio”.</li>
</ul>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-c30b8ca6 wp-block-columns-is-layout-flex" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="496" height="827" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2-2.png" alt="" class="wp-image-14502" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2-2.png 496w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2-2-360x600.png 360w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_2-2-180x300.png 180w" sizes="(max-width: 496px) 100vw, 496px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 31- Funzione Estrai i dati</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="437" height="839" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3.png" alt="" class="wp-image-14503" style="aspect-ratio:0.5208588667860846;width:301px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3.png 437w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3-313x600.png 313w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/gemini_pinpoint_3-156x300.png 156w" sizes="(max-width: 437px) 100vw, 437px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 32- Focus sui risultati scaricabili in CSV</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalista può selezionare specifici documenti da cui estrarre i dati o considerare l’intera raccolta, definire i campi da estrarre manualmente (come mostrato in figura) e lasciare che la piattaforma recuperi quei dati. Il risultato può poi essere scaricato in formato CSV e analizzato in un normale foglio di calcolo. Questa funzione non serve tanto a leggere tabelle già presenti nei documenti, quanto a trasformare informazioni sparse e ricorrenti in dati ordinati, più facili da confrontare e verificare</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="480" height="911" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint.png" alt="" class="wp-image-14504" style="aspect-ratio:0.5268942825807067" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint.png 480w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint-316x600.png 316w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/filtri_pinpoint-158x300.png 158w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 33-Menù Filtra raccolta</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’altra icona con tre linee orizzontali, che si trova sotto la funzione appena decritta di Gemini, apre invece il pannello “Filtra raccolta”. Questa sezione aiuta il giornalista a orientarsi dentro la raccolta in quanto organizza automaticamente le informazioni presenti nei documenti creando una “lista di entità”. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Si tratta di un indice dei principali elementi ricorrenti nel materiale caricato suddiviso per date, nomi di persone, per organizzazioni e luoghi citati nei file. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È una sezione molto funzionale perché invece di leggere manualmente ogni documento, il giornalista può aprire il filtro, selezionare per esempio il nome di una persona, di un ente o di una città, e visualizzare subito tutti i file in cui quell’elemento compare.</p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Aprendo uno dei documenti indicati, Pinpoint permette poi di raggiungere direttamente il punto in cui il nome o il riferimento è citato, rendendo più rapida la consultazione e il confronto tra materiali diversi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="525" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-1100x525.png" alt="" class="wp-image-14566" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-1100x525.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-600x286.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-768x366.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint-1536x733.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/trascrizione_pinpoint.png 1910w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 34-Schermata della trascrizione con tutte le funzionalità disponibili</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un’altra funzione utile di Pinpoint è la trascrizione automatica. Caricando un file audio o video, sempre tramite la funzione “+ Aggiungi documenti”, e successivamente cliccando sul file caricato, la piattaforma genera una trascrizione testuale consultabile e scaricabile, collegata al file originale tramite un player incorporato. I file audio e video devono avere una <a href="https://support.google.com/pinpoint/answer/11991982?hl=en&amp;utm_">durata massima</a> di circa due ore a velocità normale e una dimensione inferiore a 8 GB.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalista può modificare direttamente la trascrizione in caso di errori cliccando sul tasto “Modifica” nella barra in alto a sinistra. Inoltre, cliccando sull’icona dei tre puntini, si apre un menù a cascata con tante altre funzionalità disponibili, fra cui la più utile, “trova” che ti permette di cercare parole specifiche all’interno del testo. Inoltre, sempre tra queste funzioni, c’è la possibilità di scaricare il file della trascrizione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Funzioni simili sono disponibili anche in altre piattaforme basate sull’intelligenza artificiale, come per esempio ChatGPT. La differenza, in questi casi, dipende soprattutto dai limiti di caricamento dei file, quindi dal loro peso, e dal tempo necessario al sistema per completare la trascrizione. Facendo una prova con un account Plus e caricando lo stesso video caricato su Pinpoint abbiamo notato che ad oggi ChatGPT ci mette un po’ più di tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine Pinpoint può essere usato anche per documenti storici o scansionati. Se una redazione lavora su archivi cartacei digitalizzati, lo strumento può riconoscere testo dattiloscritto e in alcuni casi anche manoscritto.</p>
</div>
</div>
</div>



<div data-wp-context="{ &quot;autoclose&quot;: false, &quot;accordionItems&quot;: [] }" data-wp-interactive="core/accordion" role="group" class="wp-block-accordion is-layout-flow wp-block-accordion-is-layout-flow">
<div data-wp-class--is-open="state.isOpen" data-wp-context="{ &quot;id&quot;: &quot;accordion-item-6&quot;, &quot;openByDefault&quot;: false }" data-wp-init="callbacks.initAccordionItems" data-wp-on-window--hashchange="callbacks.hashChange" class="wp-block-accordion-item is-layout-flow wp-block-accordion-item-is-layout-flow">
<h3 class="wp-block-accordion-heading"><button aria-expanded="false" aria-controls="accordion-item-6-panel" data-wp-bind--aria-expanded="state.isOpen" data-wp-on--click="actions.toggle" data-wp-on--keydown="actions.handleKeyDown" id="accordion-item-6" type="button" class="wp-block-accordion-heading__toggle"><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-title">SynthID (clicca per espandere il contenuto)</span><span class="wp-block-accordion-heading__toggle-icon" aria-hidden="true">+</span></button></h3>



<div inert aria-labelledby="accordion-item-6" data-wp-bind--inert="!state.isOpen" id="accordion-item-6-panel" role="region" class="wp-block-accordion-panel is-layout-flow wp-block-accordion-panel-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">SynthID è una tecnologia di Google pensata per rendere riconoscibili i contenuti come immagini, audio, testo e video creati o modificati con i suoi strumenti di intelligenza artificiale. Funziona attraverso un watermark digitale invisibile, cioè una sorta di firma nascosta inserita nel file che può essere rilevata solo da appositi sistemi di verifica. Questa tecnologia si adatta in base ai differenti contenuti digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nelle immagini, per esempio, SynthID modifica impercettibilmente alcuni pixel con un pattern statistico rilevabile da un detector. Nei contenuti audio, il watermark viene incorporato nel segnale sonoro senza essere percepibile dall’ascoltatore. Nel testo, invece, SynthID influenza leggermente la scelta dei token durante la generazione, creando una traccia statistica nella sequenza linguistica. In tutti i casi il segnale è pensato per essere rilevabile, ma può indebolirsi con modifiche pesanti, tagli, parafrasi, ricodifiche o trasformazioni aggressive.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo strumento, dunque, svolge una funzione diversa dagli altri descritti finora in quanto non supporta la scrittura o l’analisi dei documenti, ma aiuta i giornalisti a verificare l’origine dei materiali visivi, un passaggio sempre più rilevante nell’epoca dei contenuti generati con intelligenza artificiale.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Guida pratica all&#8217;uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La prima operazione da fare per utilizzare questo strumento consiste nel salvare o recuperare un file da verificare. Può trattarsi di un’immagine ricevuta via e-mail, di un contenuto fornito da un ufficio stampa, di un video scaricato da una cartella condivisa o di un visual usato in una campagna. Noi, per esempio, abbiamo chiesto sia a Gemini che a OpenAI di generarci una immagine di un ciliegio in fiore.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-04822461 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1100" height="825" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-1100x825.png" alt="" class="wp-image-14568" style="aspect-ratio:1.333348498635123;width:402px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-1100x825.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-600x450.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-300x225.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore-768x576.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/ciliegio-in-fiore.png 1448w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 35-Immagine di un ciliegio in fiore generata da ChatGPT</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1100" height="600" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-1-1100x600.png" alt="" class="wp-image-14569" style="object-fit:cover;width:400px;height:260px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-1-1100x600.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-1-600x327.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-1-300x164.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-1-768x419.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/albero-in-fiore-1.png 1408w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 36-Immagine di un ciliegio in fiore generata da Gemini</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Successivamente, occorre aprire Gemini e avviare una nuova conversazione. Cliccando sul simbolo “+” nella barra della chat, si può caricare l’immagine da verificare e formulare una richiesta diretta, per esempio: </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Questa immagine contiene un watermark digitale SynthID</em>?” oppure “<em>Questa immagine risulta generata o modificata con Google AI</em>?”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il file è stato prodotto o alterato con strumenti di intelligenza artificiale di Google e conserva il watermark, Gemini può rilevarlo e segnalarlo. </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="524" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-1-1100x524.png" alt="" class="wp-image-14573" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-1-1100x524.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-1-600x286.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-1-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-1-768x366.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-1-1536x732.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-1.png 1919w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 37-Verifica sull&#8217;immagine generata da ChatGPT</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel nostro test abbiamo sottoposto alla verifica entrambe le immagini, ottenendo risposte sostanzialmente simili.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="524" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-1100x524.png" alt="" class="wp-image-14574" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-1100x524.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-600x286.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-768x366.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-1536x732.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI.png 1917w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 38-Verifica sull&#8217;immagine generata da Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come notiamo dalle risposte ottenute, sembra che in realtà Gemini non possa effettuare questo controllo. Questo perché Gemini per verificare file immagini, video o audio utilizza uno strumento specifico che deve essere attivato, ovvero Verify AI. Il suo funzionamento si basa su sistemi di identificazione e tracciabilità dei contenuti digitali come appunto SynthID e C2PA, che merita un approfondimento specifico e sarà analizzata successivamente.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-c30b8ca6 wp-block-columns-is-layout-flex" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1100" height="526" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-1-1100x526.png" alt="" class="wp-image-14577" style="object-fit:cover;width:700px;height:300px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-1-1100x526.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-1-600x287.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-1-300x144.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-1-768x367.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-1-1536x735.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai-1.png 1917w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 39-Schermata impostazioni app connesse</figcaption></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="659" height="517" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2.png" alt="" class="wp-image-14578" style="object-fit:cover;width:400px;height:280px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2.png 659w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2-600x471.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifyai_2-300x235.png 300w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 40-App connesse: Verify AI</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per attivare Verify AI, occorre aprire le impostazioni di Gemini cliccando sull’icona a forma di rotellina accanto al profilo utente e selezionare la voce “App connesse”.&nbsp; Si aprirà un menù in cui verranno mostrate tutte le possibili app esterne che si possono collegare a Gemini e in particolare Verify AI. Per abilitarla, è sufficiente flaggare l’apposito pulsante e, una volta collegata, Gemini utilizzerà questa funzione per la verifica.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><img decoding="async" width="1100" height="524" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-1100x524.png" alt="" class="wp-image-14582" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-1100x524.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-600x286.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-768x366.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2-1536x732.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_openAI-2.png 1917w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 41-Schermata risposta ottenuta dopo l&#8217;attivazione di Verify AI per l&#8217;immagine generata da Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta attivato lo strumento Verify AI, rifacciamo la procedura e la risposta che otteniamo è differente. Come potete notare in questo caso, Gemini riconosce che l’immagine è stata prodotta dalla sua intelligenza artificiale, oltre a segnalare la presenza di C2PA. Abbiamo fatto la prova anche con l’immagine generata invece da OpenAI e questa è stata la risposta che abbiamo ottenuto:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1100" height="524" fetchpriority="low" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1100x524.png" alt="" class="wp-image-14581" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1100x524.png 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-600x286.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-300x143.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-768x366.png 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2-1536x732.png 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/verifica_immagine_chat-2.png 1919w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 42-Schermata risposta ottenuta dopo l&#8217;attivazione di Verify AI per l&#8217;immagine generata da Gemini</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo tipo di immagini, invece, non sono presenti watermark digitali SynthID ma solo C2PA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In base alle fonti pubbliche ad oggi disponibili, di seguito alleghiamo una tabella che comprende le aziende AI che utilizzano SynthID</p>



<figure style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)" class="wp-block-table"><table class="has-contrast-color has-text-color has-link-color has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Azienda</strong></td><td><strong>Stato</strong></td><td><strong>Tipi di contenuto a cui viene applicato SynthID</strong></td><td><strong>Dettagli</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>OpenAI</strong></td><td>Già annunciato/attivo per immagini</td><td>Immagini generate</td><td>OpenAI dichiara di integrare <a href="https://openai.com/it-IT/index/advancing-content-provenance/">SynthID</a> a partire da immagini generate tramite ChatGPT, Codex o OpenAI API. Lo usa insieme ai metadati C2PA</td></tr><tr><td><strong>Google / Google DeepMind</strong></td><td>Già operativo</td><td>Immagini, video, audio, testo</td><td>Google dice che i watermark <a href="https://deepmind.google/models/synthid/">SynthID </a>sono incorporati nei contenuti AI generati dai suoi prodotti consumer e che coprono immagini, audio, testo e video. Per l’audio, cita esplicitamente Lyriae la funzione podcast di NotebookLM; per il testo, cita output generati da Gemini app e web experience.</td></tr><tr><td><strong>NVIDIA</strong></td><td>Già annunciato/attivo per video</td><td>Video</td><td>NVIDIA usa <a href="https://nvidianews.nvidia.com/news/nvidia-alphabet-and-google-collaborate-on-the-future-of-agentic-and-physical-ai">SynthID</a> per watermarkare solo per gli output AI generati da NVIDIA Cosmos, Cosmos WFM</td></tr><tr><td><strong>Kakao</strong></td><td>già annunciata/ partnership</td><td>Immagini e video</td><td>&nbsp;La <a href="https://finance.biggo.com/news/yI4jQ54BpwxG186NDznq">tecnologia</a> verrà applicata ai modelli Collage e Kinema di Kanana a partire dalla seconda metà di quest&#8217;anno, con un&#8217;implementazione prioritaria su Kanana Template, una funzionalità che crea brevi video generati dall&#8217;IA a partire da immagini condivise tramite KakaoTalk</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver chiarito il ruolo di SynthID, occorre approfondire anche C2PA, già richiamato tra i sistemi su cui può basarsi la verifica dei contenuti digitali. Si tratta di uno standard aperto che mira a documentare in modo verificabile l’origine, la storia e le eventuali modifiche di un file attraverso credenziali digitali firmate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando un contenuto viene creato o modificato da un sistema compatibile C2PA, il software genera un insieme strutturato di metadati chiamato manifest. Dentro il manifest possono esserci dichiarazioni, dette spesso assertions, sul contenuto: autore o organizzazione, strumento usato, tipo di operazione, cronologia delle modifiche, thumbnail, relazioni con file precedenti, uso di AI generativa, timestamp e altre informazioni. Quel manifest viene poi firmato digitalmente con una chiave crittografica associata all’organizzazione o al servizio che lo produce.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche in questo caso di seguito riportiamo una tabella con tutte le aziende che appongono ad oggi C2PA:</p>



<figure style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)" class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Azienda / prodotto AI</strong></td><td><strong>Tipi di contenuto a cui viene applicato C2PA / Content Credentials </strong></td><td><strong>Dettagli</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>OpenAI</strong></td><td>Immagini generate con ChatGPT, Codex e API; OpenAI dichiara anche Content Credentials per immagini DALL·E 3, ImageGen e Sora</td><td>Dal 2026 le immagini includono C2PA metadata. Il tool pubblico di verifica <a href="https://help.openai.com/en/articles/8912793-c2pa-and-synthid-in-openai-generated-images?utm_source=chatgpt.com" data-type="link" data-id="https://help.openai.com/en/articles/8912793-c2pa-and-synthid-in-openai-generated-images?utm_source=chatgpt.com">OpenAI</a>, al momento indicato, è focalizzato sulle immagini. </td></tr><tr><td><strong>Adobe / Firefly</strong></td><td>Contenuti generati con Adobe Firefly e API; contenuti creati/modificati in app Adobe come Photoshop, Lightroom, Adobe Stock e Premiere</td><td><a href="https://helpx.adobe.com/creative-cloud/apps/adobe-content-authenticity/content-credentials/overview.html" data-type="link" data-id="https://helpx.adobe.com/creative-cloud/apps/adobe-content-authenticity/content-credentials/overview.html">Adobe</a> dice che i Content Credentials sono applicati automaticamente ai contenuti generati con Firefly e API; le app Adobe possono includere origine, modifiche, AI usata e attribuzione. </td></tr><tr><td><strong>Microsoft / Bing Image Creator e Bing Video Creator</strong></td><td>Immagini generate con Bing Image Creator; video generati con Bing Video Creator</td><td><a href="https://www.bing.com/images/create/ai-image-generator?utm_source=chatgpt.com" data-type="link" data-id="https://www.bing.com/images/create/ai-image-generator?utm_source=chatgpt.com">Microsoft</a> indica per le immagini e per i video sia watermark visibile sia Content Credentials/provenance C2PA</td></tr><tr><td><strong>Google / Gemini Enterprise Agent Platform, Vertex AI, Imagen, Veo, Lyria</strong></td><td>Immagini e video creati o modificati con modelli Google supportati; la documentazione include modelli Gemini image, Imagen e Veo; indica anche Lyria tra i modelli supportati</td><td>Google dice che i media generati con modelli supportati ricevono automaticamente Content Credentials firmate da <a href="https://docs.cloud.google.com/gemini-enterprise-agent-platform/models/content-credentials?hl=it" data-type="link" data-id="https://docs.cloud.google.com/gemini-enterprise-agent-platform/models/content-credentials?hl=it">Google LLC</a>. La pagina aggiornata al 22 maggio 2026 elenca immagini/video e modelli supportati. </td></tr><tr><td><strong>Amazon / AWS Titan Image Generator</strong></td><td>Immagini generate con Amazon Titan Image Generator v1 e v2 su Amazon Bedrock</td><td><a href="https://aws.amazon.com/it/about-aws/whats-new/2024/09/content-credentials-amazon-titan-image-generator/" data-type="link" data-id="https://aws.amazon.com/it/about-aws/whats-new/2024/09/content-credentials-amazon-titan-image-generator/">AWS</a> afferma che le Content Credentials C2PA sono incluse di default nelle immagini generate e includono modello, piattaforma e tipo di task. </td></tr><tr><td><strong>Meta / Meta AI, Facebook, Instagram, Threads</strong></td><td>Immagini fotorealistiche create con Meta AI; inoltre etichettatura di immagini AI caricate sulle piattaforme quando rilevabili</td><td><a href="https://about.fb.com/news/2024/02/labeling-ai-generated-images-on-facebook-instagram-and-threads/?utm_source=chatgpt.com" data-type="link" data-id="https://about.fb.com/news/2024/02/labeling-ai-generated-images-on-facebook-instagram-and-threads/?utm_source=chatgpt.com">Meta</a> dichiara l’uso di marker visibili, watermark invisibili e metadati incorporati nei file per immagini fotorealistiche create con Meta AI; usa inoltre segnali standard per etichettare contenuti AI di terzi. </td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La C2PA mette a disposizione anche un <a href="https://contentcredentials.org/">portale di verifica.</a> All’interno del sito, in alto a destra, si trova la voce “Verify”. Da questa sezione è possibile caricare un contenuto multimediale e controllare se contiene metadati conformi allo standard C2PA. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se il file è stato creato o modificato seguendo queste specifiche, il portale permette di leggere alcune informazioni sulla sua storia: chi lo ha prodotto, quali passaggi ha attraversato, se è stato modificato e, quando dichiarato, se nella sua realizzazione sono stati impiegati strumenti di intelligenza artificiale. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo controllo funziona però solo se il contenuto conserva le credenziali digitali previste dallo standard C2PA. In caso contrario, il portale potrebbe non restituire informazioni utili.</p>
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<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>L&#8217;Audio Overview di quest&#8217;articolo con NotebookLM (italiano) </strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/I_quattro_strumenti_Google_per_giornalismo-online-audio-converter.com_.mp3"></audio></figure>



<div style="height:63px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti sugli strumenti AI di Google spiegati nella guida</h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><img decoding="async" width="2560" height="268" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp" alt="" class="wp-image-14592" style="width:221px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-scaled.webp 2560w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-600x63.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1100x115.webp 1100w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-300x31.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-768x80.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-1536x161.webp 1536w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/NotebookLM_logo.svg-2048x214.webp 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>1. </strong><strong>Quali sono gli elementi chiave per scrivere un prompt efficace per Gemini?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per ottenere risultati di qualità, bisogna assegnare uno <strong>specifico ruolo</strong> allo strumento (es. &#8220;giornalista investigativo&#8221;), indicare chiaramente il <strong>compito</strong>, specificare il <strong>pubblico</strong> di riferimento e il <strong>formato</strong> desiderato per la risposta. È inoltre fondamentale la fase di <strong>iterazione</strong>, ovvero affinare progressivamente la richiesta leggendo i risultati iniziali e correggendoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>2.</strong><strong>In cosa differisce NotebookLM rispetto a Gemini?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">A differenza di Gemini, che è un modello generativo generale, NotebookLM è <strong>ancorato esclusivamente alle fonti</strong> caricate dall&#8217;utente. Questo lo rende meno incline alle &#8220;allucinazioni&#8221; e permette al giornalista di ottenere risposte collegate direttamente a documenti specifici per una verifica immediata.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>3. NotebookLM può generare formati diversi dal testo semplice?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sì, tramite la funzione integrata <strong>Studio</strong>, NotebookLM può trasformare le fonti caricate in diversi formati come <strong>Overview audio (podcast), Overview video, mappe mentali, report, flashcard, quiz e infografiche</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>4</strong>. <strong>È possibile trascrivere file audio e video con questi strumenti?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sì, grazie a <strong>Pinpoint</strong> che offre una funzione di trascrizione automatica caricando un file audio o video. La piattaforma genera un testo consultabile, modificabile e scaricabile, collegato al file originale tramite un player incorporato.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>5. </strong><strong>Perché Pinpoint è considerato uno strumento utile per il giornalismo investigativo?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Pinpoint permette di analizzare <strong>enormi archivi di documenti</strong> (fino a 240.000 file al giorno) di diverso tipo, come PDF, e-mail e immagini scansionate tramite OCR. Inoltre, individua automaticamente nomi di persone, luoghi e organizzazioni, facilitando la ricerca di schemi e collegamenti in inchieste complesse</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>6. </strong><strong>Come funziona la tecnologia SynthID per la verifica dei contenuti generati dall&#8217;AI?</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">SynthID inserisce un <strong>watermark digitale invisibile</strong> nei contenuti generati o modificati dall&#8217;IA (immagini, audio, video e testo). Questa firma nascosta può essere rilevata da appositi sistemi di verifica, aiutando i giornalisti a riconoscere l&#8217;origine dei materiali visivi o sonori.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br>7. </strong><strong>Qual è la differenza tra SynthID e lo standard C2PA?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>SynthID</strong> è una tecnologia di filigrana invisibile incorporata direttamente nel file. Il <strong>C2PA</strong> è invece uno standard aperto che utilizza metadati firmati digitalmente (chiamati <em>manifest</em>) per documentare l’origine, la storia e le modifiche di un file. Entrambi possono essere rilevati tramite lo strumento <strong>Verify AI</strong> integrato in Gemini.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.interskills.it/2026/06/24/strumenti-ai-di-google-in-redazione-una-guida-pratica/feed/</wfw:commentRss>
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		<enclosure url="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2026/06/I_quattro_strumenti_Google_per_giornalismo-online-audio-converter.com_.mp3" length="5534751" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;AGI è già realtà?</title>
		<link>https://www.interskills.it/2026/04/14/lagi-e-gia-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:14:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[nvidia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=14012</guid>

					<description><![CDATA["Abbiamo raggiunto l’AGI.” Così Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ridefinisce il dibattito: non più teoria, ma capacità operativa.
Non più assistenza, ma esecuzione. L’AGI diventa una leva strategica per i nuovi equilibri globali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel corso di un’intervista rilasciata nel podcast di Lex Fridman, Jensen Huang, il CEO di NVIDIA <a href="https://lexfridman.com/jensen-huang-transcript">ha affermato</a> che l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) non sarebbe più un obiettivo teorico da raggiungere ma una realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;AGI è stata descritta come un sistema capace di replicare l’intelligenza umana in modo completo, ovvero in grado di apprendere, ragionare e adattarsi a qualsiasi contesto con la stessa flessibilità di una persona. Proprio per questo, la sua realizzazione è sempre stata collocata in un orizzonte temporale incerto e distante. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In più occasioni, Sam Altman <a href="https://www.interskills.it/2024/07/18/openai-tra-chatbot-e-agi-il-confine-tra-pubblicita-e-realta/">ha sottolineato</a> come lo sviluppo dell’AGI non debba essere interpretato come un evento improvviso, ma come un processo graduale, fatto di progressi incrementali distribuiti nel tempo. Anche le principali analisi di settore, tendono a collocare l’emergere di sistemi “AGI-like” tra il 2026 e il 2028, ovvero un intervallo indicativo, periodo in cui si prevede la convergenza di diversi fattori, come l’aumento della capacità computazionale, il miglioramento dei modelli e lo sviluppo di sistemi sempre più autonomi. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">All’interno di questo scenario, l’intervento di Huang segna un cambio di prospettiva nel dibattito <strong>sull’AGI</strong> spostando l’attenzione dal “<em>quando</em>” verrà raggiunta a una riflessione più profonda sul “cosa” essa sia e su come venga definita secondo la sua visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alla domanda su quanto mancasse al raggiungimento dell’AGI, la risposta è stata diretta: <em>“Penso che sia arrivato il momento. Penso che abbiamo raggiunto l’AGI.” </em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un affermazione che, più che anticipare le tempistiche, ridefinisce il concetto stesso di AGI. Secondo il CEO di NVIDIA, infatti, l’AGI non deve essere necessariamente intesa come una replica dell’intelligenza umana, ma come una capacità funzionale: quella di operare <strong>in autonomia</strong> <strong>su compiti complessi e generare valore.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa prospettiva, un sistema è “generale” quando non si limita a rispondere a input, ma è in grado di agire, prendere decisioni e portare a termine processi articolati senza supervisione continua. Il passaggio è proprio questo ovvero dalla risposta all’azione, in questo caso ciò che conta non è più la somiglianza con il pensiero umano, ma la capacità concreta di produrre risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcuni segnali di questa evoluzione sono già visibili. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Piattaforme come <em>OpenClaw</em> mostrano, almeno in fase sperimentale, la possibilità di sviluppare e gestire prodotti digitali in modo autonomo, senza un intervento umano costante.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo contesto si inserisce anche Anthropic, che <a href="https://qz.com/anthropic-claude-mythos-data-leak#">sta sviluppando</a> un nuovo modello denominato <em><strong>Claude Mythos.</strong></em> L’esistenza del sistema è emersa in seguito a un’esposizione accidentale di documenti interni, riportata dalla rivista <a href="https://fortune.com/2026/03/26/anthropic-says-testing-mythos-powerful-new-ai-model-after-data-leak-reveals-its-existence-step-change-in-capabilities/">Fortune</a>. L’episodio ha reso accessibili migliaia di file mai pubblicati, offrendo uno sguardo inedito sulle dinamiche di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nei documenti, il modello viene indicato anche con il nome “Capybara” e descritto come un salto di qualità significativo rispetto alle versioni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nello specifico, emergono performance superiori in ambiti come il ragionamento avanzato, lo sviluppo software e la sicurezza informatica, con risultati che supererebbero quelli di Claude Opus 4.6. Il sistema si collocherebbe così a un livello superiore nella gerarchia dei modelli Anthropic, confermando una traiettoria di sviluppo verso IA più generaliste.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sebbene il modello sia stato definito “il più potente mai realizzato”, l’accesso è attualmente limitato a un gruppo ristretto di utenti e non è stata ancora comunicata una data di rilascio pubblico. Questa cautela è legata non solo ai costi operativi elevati, ma soprattutto ai potenziali rischi associati a sistemi di questo livello.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le analisi condotte da esperti come Roy Paz e Alexandre Pauwels evidenziano come modelli avanzati possano aumentare in modo significativo la velocità e la sofisticazione degli attacchi informatici, creando un potenziale squilibrio tra capacità offensive e difensive. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per comprendere questa evoluzione verso l&#8217;AGI, è necessario guardare al livello infrastrutturale, i modelli più avanzati non nascono in modo isolato, ma sono il risultato di una trasformazione profonda dell’ecosistema tecnologico. NVIDIA, in questo senso, ha ridefinito il concetto stesso di computer, trasformando i data center in vere e proprie <strong><em>fabbriche di intelligenza</em></strong>, capaci di produrre continuamente output cognitivi e generare valore in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alla luce di queste trasformazioni, la dichiarazione iniziale di Huang può essere riletta in modo più preciso. <strong>L’AGI, intesa come replica completa dell’intelligenza umana, non è ancora stata raggiunta. </strong>Tuttavia, se la si definisce come la capacità di un sistema di operare in autonomia su problemi complessi e generare valore, allora è possibile sostenere che una forma funzionale e operativa di AGI sia già presente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come l’IA cambierà il giornalismo nel 2026</title>
		<link>https://www.interskills.it/2026/01/15/come-lia-cambiera-il-giornalismo-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 07:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Reuters Institute for the Study of Journalism]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=13486</guid>

					<description><![CDATA[A tre anni dal lancio di ChatGPT, il report How will AI reshape the news in 2026? del Reuters Institute fotografa un giornalismo in piena trasformazione. Il 2026 si profila come un anno decisivo, in cui le scelte editoriali conteranno più della tecnologia stessa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A tre anni dal lancio di ChatGPT, il giornalismo globale non si trova più in una fase che possa essere definita di semplice transizione. L’IA ha superato la soglia della sperimentazione ed è diventata, a tutti gli effetti, un’infrastruttura invisibile che attraversa l’intero ciclo dell’informazione: dalla produzione alla distribuzione, dalla verifica al rapporto con il pubblico, fino ai modelli economici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il report <a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/news/how-will-ai-reshape-news-2026-forecasts-17-experts-around-world"><em>How will AI reshape the news in 2026?</em>,</a> pubblicato dal Reuters Institute for the Study of Journalism, raccoglie le previsioni di 17 esperti internazionali, dirigenti editoriali, responsabili dell’innovazione, data journalist e ricercatori , che hanno individuato alcune traiettorie principali che, intrecciate tra loro, delineano il futuro prossimo dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un cambio di paradigma, dalle notizie come contenuti alle notizie come servizio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo gli esperti , gli utenti utilizzeranno sempre più chatbot e strumenti di ricerca basati sull&#8217;IA per ottenere informazioni, portando a un declino del traffico diretto verso i siti web delle testate. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Nicola Leech </strong>di <em>The National</em> evidenzia come i lettori più esigenti e motivati useranno le app LLM non tanto per leggere gli articoli completi, ma per decidere quali consumare e perché, basandosi sull&#8217;autorità del singolo articolo piuttosto che sul brand della testata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ciò consegue la perdita di controllo per le organizzazioni giornalistiche su come il loro lavoro viene presentato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come osservato da <strong>Mweha Msemo</strong>, l&#8217;IA &#8220;rompe&#8221; gli articoli in pezzi, estraendo solo ciò di cui ha bisogno, eliminando concetti tradizionali come la prima pagina o l&#8217;ordine fisso delle notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il risultato di questo cambiamento è la nascita della <em>&#8220;Answer Economy&#8221;</em>, un’economia dell’informazione in cui il valore non risiede tanto nell’articolo completo, quanto nella capacità di fornire spiegazioni personalizzate, adattate al contesto, al livello di competenza e ai bisogni pratici dell’utente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo spostamento verso risposte dirette e personalizzate si inserisce in una dinamica già osservata negli ultimi mesi, in cui l’accesso all’informazione tende a spostarsi dalle piattaforme editoriali tradizionali verso ambienti conversazionali e sistemi di ricerca generativa, <a href="https://www.interskills.it/2025/09/16/google-zero-quel-clic-che-scompare/">ridisegnando </a>il rapporto tra contenuto, distribuzione e valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo contesto, <strong>Cigdem Oztabak</strong> di <em>CNN Turkiye </em>prevede che il comportamento del pubblico si scinderà in due modalità: una &#8220;<em>modalità comfort</em>&#8220;, incentrata su riassunti e azioni suggerite, e una &#8220;<em>modalità fiducia</em>&#8220;, caratterizzata dalla richiesta esplicita di prove, fonti e citazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per gli editori, la sfida non sarà più solo aggiungere l&#8217;IA ai propri flussi di lavoro, ma assicurarsi di essere &#8220;aggiunti all&#8217;IA&#8221;, passando da una logica di &#8220;IA nei Media&#8221; a una di &#8220;Media nell&#8217;IA&#8221;, dove il giornalismo diventa uno strato essenziale e verificato all&#8217;interno dei grandi ecosistemi infromativi tecnologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La fine dell&#8217;articolo statico </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un&#8217;altra idea che nel 2026 andrà a svanire è quella di pensare che &#8220;un articolo equivale a una storia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Sannuta Raghu </strong>di <em>Scroll Media</em> spiega che l&#8217;articolo è sempre stato un &#8220;contenitore chiuso&#8221; a causa dei limiti fisici della carta o degli URL, presupponendo che ogni lettore arrivi con lo stesso livello di conoscenza. Con l&#8217;utilizzo dell&#8217;IA, l&#8217;articolo diventerà un punto di ingresso malleabile. Questi sistemi saranno in grado di richiamare materiale contestualmente rilevante dall&#8217;intero archivio di una redazione in base alle necessità del lettore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando l’esperienza informativa si sposta su interfacce conversazionali, multimodali e spesso esterne ai siti editoriali, anche i meccanismi tradizionali di accesso all’informazione iniziano a perdere centralità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo cambiamento ha un effetto diretto su uno dei pilastri storici dell’editoria digitale, il traffico verso i siti di news. Secondo il report, il calo dei <em>referral </em>non è un’anomalia temporanea, ma una tendenza destinata a proseguire.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come osservano diversi contributi raccolti nel report, l’informazione perde progressivamente la sua linearità e assume una forma modulare, fluida, adattabile. L’articolo non è più un punto di arrivo, ma una riserva di contenuti da cui l’intelligenza artificiale estrae frammenti, li riorganizza e li restituisce sotto forma di risposte. Ogni accesso genera una versione diversa della notizia, adattata al contesto e alla domanda dell’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conseguenza non è solo la perdita di traffico, ma un indebolimento del legame editoriale. Quando l’informazione viene incontrata attraverso interfacce conversazionali, la gerarchia delle notizie e l’esperienza di lettura costruita dalle redazioni tendono a dissolversi. La sfida non è più farsi trovare, ma restare riconoscibili anche quando il contenuto viene scomposto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’informazione diventa modulare, fluida, adattabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un processo che mette in crisi non solo il modello di distribuzione, ma anche l’identità stessa delle testate giornalistiche, sempre meno protette in un contesto di crescente <a href="https://www.interskills.it/2025/07/24/ai-overview-e-la-crisi-del-clic-cosa-perdiamo-quando-non-cerchiamo-piu/">disintermediazione</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Parallelamente, assisteremo a una convergenza tra le diverse modalità di fruizione. Come osserva <strong>Alessandro Alviani </strong>di <em>Süddeutsche Zeitung</em>, il 2026 potrebbe segnare il passaggio verso esperienze conversazionali basate sull’audio e prive di schermo. I confini tra leggere, ascoltare e interagire tenderanno a sfumare: un utente potrà porre una domanda a un assistente vocale e, senza soluzione di continuità, passare all’ascolto di un reportage approfondito.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La &#8220;Breaking Verification&#8221;: la fiducia come valore di mercato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In un ecosistema digitale inondato da contenuti sintetici, &#8220;slop&#8221; generati dall&#8217;IA e deepfake, la credibilità diventerà l&#8217;unico vero elemento di differenziazione per le testate giornalistiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli esperti prevedono che la <strong>&#8220;Breaking Verification&#8221;</strong> ovvero la verifica tempestiva sostituirà la &#8220;Breaking News&#8221; come priorità assoluta. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come sottolineato da<strong> Vinay Sarawagi</strong>, la fiducia deciderà chi sopravviverà nel mercato dei media.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Joshua Ogawa</strong> di <em>Nikkei </em>avverte che nel 2026 &#8220;vedere non sarà più credere&#8221;. Chiunque potrà creare immagini e video fotorealistici a basso costo, rendendo difficile mantenere gli standard giornalistici tradizionali. Per questo motivo, l&#8217;industria dovrà investire seriamente in strumenti di autenticazione come lo standard <strong><a href="https://www.interskills.it/2024/02/14/meta-etichetta-i-contenuti-per-distinguere-quelli-umani-da-quelli-artificiali/">C2PA</a></strong>, che crea una &#8220;catena di custodia digitale&#8221; per certificare l&#8217;origine e le alterazioni dei contenuti visivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Shuwei Fang</strong> dell&#8217;Harvard Kennedy School intravede in questa crisi un&#8217;opportunità commerciale, ovvero, il prodotto del futuro non sarà il contenuto, ma il processo di verifica. Entro il 2026, i contenuti sintetici diventeranno &#8220;avversari&#8221;, utilizzati  per manipolare i mercati o l&#8217;opinione pubblica. Poiché il pubblico non sarà in grado di distinguere i falsi da solo, <a href="https://www.interskills.it/2023/11/03/giornalisti-e-fact-checking-nuovi-strumenti-da-google/">delegherà </a>questo compito a entità affidabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le testate giornalistiche hanno la credibilità editoriale per occupare questo spazio, ma devono acquisire l&#8217;agilità necessaria per rispondere a queste minacce in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>L&#8217;Evoluzione della Redazione: Dagli Strumenti agli Agenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;integrazione dell&#8217;IA nelle redazioni passerà da una fase di sperimentazione di singoli strumenti, come generatori di titoli o riassunti, a un uso strategico di IA agentica. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>David Caswell </strong>osserva che l&#8217;automazione di compiti isolati ha mostrato limiti in termini di risparmio economico e strategico. Al contrario, gli agenti IA, dotati di capacità di ragionamento, saranno in grado di comprendere obiettivi generali, porre domande di chiarimento ed eseguire flussi di lavoro complessi end-to-end.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel 2026, questi agenti <a href="https://www.interskills.it/2025/08/23/come-cambia-il-nostro-lavoro-con-lia/">verranno </a>utilizzati strategicamente nella raccolta delle notizie, nelle inchieste, nelle interviste e nel fact-checking.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, questa accelerazione crea preoccupazioni, specialmente tra i giovani giornalisti, riguardo alla possibile perdita di posti di lavoro e alla pressione per una produzione di massa sempre più rapida. <strong>Pablo Urdiales Antelo s</strong>ottolinea come l&#8217;IA che gestisce interi flussi di lavoro costringerà i professionisti a confrontarsi seriamente con il concetto di integrità giornalistica in un terreno in costante movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per testate come il <em>New York Times</em>, la sfida consiste nel mantenere standard editoriali elevatissimi anche quando l&#8217;IA viene usata per compiti tecnici come i metadati o i riassunti. <strong>Rubina Fillion</strong> spiega che il loro approccio prevede lo sviluppo di framework per valutare la qualità editoriale dell&#8217;IA, misurando parametri come l&#8217;accuratezza per ogni frammento di testo generato e mantenendo sempre un rigoroso editing umano prima della pubblicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Sostenibilità e &#8220;Vibe Coding&#8221; </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per le piccole e medie redazioni, l&#8217;IA smetterà di essere un esperimento per diventare una necessità di sopravvivenza. <strong>Tshepo Tshabalala</strong> la paragona a un &#8220;interno digitale super-efficiente&#8221; capace di gestire compiti ripetitivi e noiosi (trascrizioni, analisi di dati semplici, riassunti), permettendo ai reporter umani di concentrarsi su storie di alto impatto per le proprie comunità. L&#8217;obiettivo per queste realtà è utilizzare l&#8217;IA per diventare economicamente sostenibili, implementando nuove strategie di crescita dei ricavi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un concetto innovativo che emergerà nel 2026 è il <strong>&#8220;vibe coding&#8221;</strong>, ovvero l&#8217;uso del linguaggio naturale per costruire strumenti software personalizzati. <strong>Sebastián Auyanet Torres </strong>prevede che le redazioni inizieranno a creare i propri sistemi interni perfettamente adattati alla loro realtà operativa, senza dipendere da software generici. Paradossalmente, l&#8217;automazione della logica complessa tramite questi strumenti libererà i giornalisti dalle incombenze burocratiche e operative, permettendo loro di fare ciò che gli algoritmi non possono, ovvero uscire dagli uffici per ascoltare, sentire e facilitare connessioni umane reali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Infrastruttura e potenziamento del Data Journalism</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il focus economico si sposterà dalla produzione alla distribuzione e monetizzazione. <strong>Katharina Schell </strong>di APA suggerisce che anche gli editori più riluttanti accetteranno accordi sui contenuti con le piattaforme di IA nel 2026. Allo stesso tempo, si svilupperanno nuovi prodotti basati sulla personalizzazione estrema.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Tess Jeffers</strong> del <em>Wall Street Journal</em> descrive l&#8217;uso di <strong>&#8220;modelli di pubblico sintetico&#8221;</strong>: chatbot addestrati per incarnare specifiche tipologie di lettori, che forniranno ai giornalisti feedback istantanei su un&#8217;idea o su un titolo. La personalizzazione non riguarderà solo i contenuti, ma anche il formato, il tono e lo stile, con l&#8217;IA capace di adattare la profondità di un articolo in base alle preferenze del singolo utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, l&#8217;IA potenzierà drasticamente le capacità dei <strong>data journalist</strong>, permettendo loro di setacciare immensi volumi di documenti a una scala senza precedenti. Martin Stabe del <em>Financial Times</em> mostra che, sebbene le analisi su archivi storici siano ormai routine, la vera sfida sarà raccogliere e analizzare &#8220;dati freschi&#8221; da fonti esterne per trovare nuovi scoop.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’accessibilità di questi strumenti favorirà anche un coinvolgimento diretto dei cittadini. <strong>Jaemark Tordecilla</strong> racconta, ad esempio, che durante le proteste nelle Filippine per casi di corruzione legati alle infrastrutture anti-alluvione ha creato uno script per estrarre dati dal sito ufficiale del governo e renderli pubblici in un foglio di calcolo. Una volta resi “AI-ready”, questi dataset possono essere interrogati tramite chatbot sia dai giornalisti sia dai cittadini, trasformando i dati pubblici da archivi statici a strumenti attivi di indagine collettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, il 2026 <a href="https://www.interskills.it/2026/01/06/intelligenza-artificiale-i-rischi-sistemici-di-una-corsa-senza-freni/">emerge </a>come un anno spartiacque per le decisioni editoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è probabilmente questa la vera lezione del forecast: il futuro del giornalismo non dipende dall’IA, ma da come il giornalismo sceglierà di usarla.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intelligenza artificiale, i rischi sistemici di una corsa senza freni</title>
		<link>https://www.interskills.it/2026/01/06/intelligenza-artificiale-i-rischi-sistemici-di-una-corsa-senza-freni/</link>
					<comments>https://www.interskills.it/2026/01/06/intelligenza-artificiale-i-rischi-sistemici-di-una-corsa-senza-freni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 12:28:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=13472</guid>

					<description><![CDATA[L’IA corre più della nostra capacità di controllo: crescono rischi di sicurezza, impatti ambientali e disinformazione. Senza regole e governance adeguate, i costi dell’innovazione possono superare i benefici già nel 2026.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il nuovo anno si apre dopo mesi di rapide evoluzioni nel campo dell’intelligenza artificiale. Un percorso che, osservato oggi nel suo insieme, assomiglia sempre più a una corsa difficile da arrestare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non si tratta solo di una percezione diffusa, a lanciare l’allarme sono anche gli esperti che lavorano direttamente sulla sicurezza dei modelli più avanzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">David Dalrymple, direttore di programma presso l’Advanced Research and Invention Agency (ARIA), agenzia britannica per la ricerca avanzata istituita dal governo del Regno Unito per finanziare progetti scientifici ad alto rischio ed impatto, <a href="https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/04/world-may-not-have-time-to-prepare-for-ai-safety-risks-says-leading-researcher">avverte </a>che l’umanità sta letteralmente “camminando nel sonno” verso un cambiamento, senza avere il tempo materiale per prepararsi ai rischi di sicurezza che ne derivano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sebbene l&#8217;IA continui a essere raccontata come una spinta decisiva per innovare diversi campi come la medicina, la ricerca scientifica e la gestione della crisi climatica, il ritmo con cui le sue capacità crescono, con prestazioni che in alcuni settori raddoppiano ogni otto mesi, rischia di superare la capacità umana di comprenderne gli effetti, governarne l’impiego e limitarne gli effetti indesiderati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È una dinamica che nel corso dell&#8217;anno passato abbiamo già evidenziato raccontando del crescente divario tra sviluppo dell&#8217;IA e le capacità di governance, soprattutto nel rapporto tra IA generativa, informazione e responsabilità editoriale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando la capacità supera il controllo umano</h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’intelligenza artificiale ha dimostrato un grande potenziale, aprendo nuove possibilità in ambiti come l’ottimizzazione dei processi industriali e l’analisi di grandi quantità di dati. In molti settori, questi sistemi stanno già offrendo strumenti in grado di aumentare l’efficienza umana e accelerare l’innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È proprio questa crescita rapida e sopratutto trasversale delle capacità, a far emergere il primo potenziale rischio, ovvero la possibilità che l’IA sia in grado di surclassare l’essere umano in un numero crescente di ambiti.  </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">David Dalrymple lo sintetizza affermando che &#8220;Dovremmo preoccuparci di sistemi in grado di svolgere tutte le funzioni che gli esseri umani svolgono per realizzare le cose nel mondo, ma meglio&#8221;.<br>Il punto, secondo Dalrymple, non è la singola applicazione tecnologica, ma l’effetto cumulativo di capacità sempre più generaliste, capaci di estendersi rapidamente da un ambito all’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come <a href="https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/04/world-may-not-have-time-to-prepare-for-ai-safety-risks-says-leading-researcher">riportato </a>da <em>The Guardian</em>, a rendere questa preoccupazione meno teorica contribuiscono anche i dati raccolti dall’AI Security Institute (AISI). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le valutazioni più recenti mostrano che i modelli di punta sono passati, in poco più di un anno, dal completare compiti di “livello apprendista” nel 10% dei casi a circa il 50%. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In diversi test controllati, questi sistemi sono già in grado di operare autonomamente su attività complesse per oltre un’ora consecutiva, mostrando anche capacità di autoreplicazione con tassi di successo superiori al 60%.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Dalrymple, la soglia critica potrebbe essere raggiunta molto presto. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Entro la fine del 2026, l’intelligenza artificiale potrebbe automatizzare l’equivalente di un’intera giornata di lavoro in ambito ricerca e sviluppo. Un passaggio che rischia di innescare una dinamica di auto-accelerazione delle capacità dei modelli stessi, rendendo sempre più difficile intervenire a posteriori con strumenti normativi o tecnici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le conseguenze di queste constatazioni non sarebbero limitate solo alla sfera tecnologica, in quanto se le macchine iniziano a svolgere i compiti più remunerativi meglio e a costi inferiori rispetto agli esseri umani, l’impatto potrebbe estendersi all’occupazione, alla distribuzione della ricchezza e agli equilibri economici e sociali. In altre parole, il rischio non è soltanto l’automazione del lavoro, ma una ridefinizione dei rapporti di potere tra chi controlla i sistemi e il resto della società.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Queste preoccupazioni trovano riscontro anche nella ricerca accademica. Come già evidenziato nel precedente articolo &#8220;<em><a href="https://www.interskills.it/2024/09/06/dal-mit-uno-studio-su-rischi-dellia/">Dal MIT uno studio sui rischi dell’IA&#8221;</a></em>, l’AI Risk Repository sviluppato dal Massachusetts Institute of Technology, ha censito oltre 770 rischi potenziali legati ai sistemi di intelligenza artificiale, classificandoli per ambito e livello di gravità. Il punto centrale che emerge da questo lavoro non è solo l’ampiezza delle criticità individuate, ma il fatto che tali rischi siano già noti e ampiamente documentati. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A mancare è una risposta sistemica in grado di tradurre questa consapevolezza in strumenti efficaci di governance, mentre il divario tra la velocità dello sviluppo tecnologico e la capacità di controllo istituzionale continua ad ampliarsi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il costo ambientale della potenza di calcolo</h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La corsa verso modelli IA sempre più potenti poggia su basi materiali e spesso fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ogni salto in avanti nelle prestazioni dell’intelligenza artificiale richiede un’espansione parallela dell’infrastruttura fisica che la sostiene, con costi crescenti in termini di energia, acqua e impatto ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il secondo grande fronte critico riguarda proprio questo aspetto. Data center sempre più grandi e affamati di risorse stanno mettendo sotto pressione le reti elettriche e gli approvvigionamenti idrici di diversi Paesi, trasformando l’IA in un fattore strutturale della domanda energetica globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In Irlanda, ad esempio, i Data Center <a href="https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/03/just-an-unbelievable-amount-of-pollution-how-big-a-threat-is-ai-to-the-climate">consumano </a>già circa un quinto dell’elettricità nazionale, con proiezioni che indicano un possibile aumento fino a un terzo nei prossimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Negli Stati Uniti, il caso del supercomputer <strong>Colossus</strong> di xAI, operativo a Memphis, ha reso particolarmente evidente l’impatto ambientale legato alla potenza di calcolo necessaria per i modelli di frontiera. Per alimentare il data center di South Memphis, l’azienda <a href="https://www.selc.org/press-release/elon-musks-xai-threatened-with-lawsuit-over-air-pollution-from-memphis-data-center/">ha installato </a>decine di turbine a gas metano, con emissioni di inquinanti atmosferici,  tra cui smog e sostanze chimiche come la formaldeide, paragonabili a quelle di una grande centrale elettrica. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque, più l’intelligenza artificiale richiede potenza di calcolo, più aumenta il consumo di energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando questa energia viene prodotta attraverso fonti fossili, come il gas, l’impatto ambientale cresce di pari passo con lo sviluppo tecnologico. In questo modo, l’espansione dell’IA rischia di tradursi direttamente in un aumento delle emissioni e dell’inquinamento locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questo si aggiunge un ulteriore elemento, l’intelligenza artificiale non viene usata solo nei data center, ma anche dalle aziende energetiche per rendere più efficiente l’estrazione di petrolio e gas. Gli stessi strumenti che permettono di analizzare grandi quantità di dati e migliorare le prestazioni dei sistemi digitali vengono impiegati per individuare nuovi giacimenti e sfruttare meglio quelli già esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il risultato è un circolo che si autoalimenta, l’IA ha bisogno di sempre più energia per funzionare, questa energia viene spesso prodotta da combustibili fossili e, allo stesso tempo, l’IA viene utilizzata per aumentare l’estrazione di quegli stessi combustibili. In questo scenario, l’innovazione tecnologica non riduce l’impatto ambientale, ma rischia di rafforzare un modello energetico già inquinante, rallentando la transizione verso soluzioni più sostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Contenuti illeciti, disinformazione e responsabilità</h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Accanto alla pressione ambientale, emerge una degradazione del contesto digitale, le attuali misure di sicurezza faticano a contenere l’uso improprio dei sistemi generativi. Il caso del <a href="https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/03/just-an-unbelievable-amount-of-pollution-how-big-a-threat-is-ai-to-the-climate">chatbot Grok</a> è emblematico, a causa di gravi lacune nei filtri, il sistema ha generato immagini sessualizzate di minorenni e deepfake non consensuali, spesso rimuovendo digitalmente i vestiti dalle persone senza il loro consenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La stessa xAI ha ammesso l’esistenza di falle nei sistemi di sicurezza, dichiarando di stare lavorando a miglioramenti urgenti dopo che numerosi utenti avevano condiviso screenshot delle immagini generate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le autorità britanniche hanno chiesto chiarimenti formali sull’accaduto, aprendo un fronte regolatorio che riguarda la responsabilità delle piattaforme nell’uso di modelli generativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo diversi esperti, il problema non riguarda solo Grok. Alcuni set di dati utilizzati per addestrare modelli di generazione di immagini <a href="https://www.reuters.com/business/media-telecom/britain-demands-elon-musks-grok-answers-concerns-about-sexualised-photos-2026-01-05/">contenevano</a> materiale pedopornografico, creando le condizioni per la produzione automatica di nuovi contenuti di sfruttamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questo si aggiunge l’uso dell’IA per la diffusione di disinformazione, messaggi di odio e teorie complottiste, come quella del “<a href="https://www.wired.it/article/grok-ai-olocausto/">genocidio bianco</a>”, già circolata in passato attraverso risposte generate automaticamente dall&#8217;IA Grok che inseriva, anche in contesti del tutto estranei, riferimenti a una presunta persecuzione sistematica dei bianchi sudafricani e mettendo in dubbio il&nbsp;numero delle vittime dell’Olocausto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema investe direttamente anche il mondo dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come analizzato nell’articolo <a href="https://www.interskills.it/2025/10/23/fieg-ai-overviews-di-google-viola-il-diritto-allinformazione/"><em>FIEG: AI Overviews di Google viola il diritto all’informazione</em>,</a> l’uso di sistemi di sintesi automatica delle notizie solleva interrogativi concreti sul rispetto del Digital Services Act, sulla trasparenza delle fonti e sul ruolo degli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a ciò, cresce la richiesta di interventi più incisivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricercatori e analisti chiedono moratorie sulla costruzione di nuovi data center, maggiore trasparenza sui consumi energetici e forme di tassazione specifiche sull’intelligenza artificiale per finanziare la lotta al cambiamento climatico. Ma soprattutto chiedono che la ricerca sulla sicurezza e sull’allineamento dei modelli proceda alla stessa velocità degli investimenti industriali. Il rischio, altrimenti, è che la transizione tecnologica venga guidata quasi esclusivamente dal profitto economico e dalla competizione geopolitica, lasciando alle istituzioni il compito di intervenire solo quando i problemi sono già diventati strutturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per comprendere la fase attuale dell’intelligenza artificiale, si può immaginarla come un treno ad altissima velocità che avanza mentre i binari vengono ancora tracciati. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La tecnologia corre più rapidamente della capacità di definire regole, limiti e responsabilità adeguate alla sua reale portata. Se non si interviene nei tempi giusti, il rischio è che lo sviluppo proceda senza un quadro di riferimento chiaro, generando effetti difficili da governare una volta consolidati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La corsa dell’intelligenza artificiale non è, di per sé, un problema né è inevitabilmente destinata a produrre esiti negativi. Al contrario, se accompagnata da una maggiore consapevolezza dei rischi e da scelte responsabili, è possibile che i benefici superino i costi, sia economici sia ambientali. </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.interskills.it/2026/01/06/intelligenza-artificiale-i-rischi-sistemici-di-una-corsa-senza-freni/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>IA generativa e giornalismo: questioni di fiducia, trasparenza e disintermediazione</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/11/06/ia-generativa-e-giornalismo-questioni-di-fiducia-trasparenza-e-disintermediazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 09:56:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Reuters Institute ha pubblicato un nuovo studio dal titolo “Generative AI and News Report 2025” analizzando come l’intelligenza artificiale stia trasformando il giornalismo, tra fiducia, etica e trasparenza]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il <strong>Reuters Institute </strong>ha pubblicato un nuovo studio dal titolo <em><a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/sites/default/files/2025-10/Gen_AI_and_News_Report_2025.pdf">“Generative AI and News Report 2025”,</a></em> a cura di Felix M. Simon, Rasmus Kleis Nielsen e Richard Fletcher.<br>Si tratta di una ricerca internazionale sul rapporto tra intelligenza artificiale e giornalismo, che analizza come il pubblico e i professionisti del settore percepiscano l’impatto dei modelli IA generativi sul giornalismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo studio si basa su un’indagine condotta da YouGov, società internazionale di analisi e ricerca demoscopica con sede a Londra, tra giugno e luglio 2025, su un campione rappresentativo di oltre 12.000 persone in sei Paesi – Argentina, Danimarca, Francia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.<br>L’obiettivo è comprendere come le persone utilizzano l’IA nella vita quotidiana, quanto si fidano dei suoi risultati e in che misura ne accettano l’impiego nei processi editoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come osservano gli autori, il pubblico vede l’IA ormai ovunque, ma conserva aspettative molto diverse sul suo impatto nei vari settori, incluso il giornalismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo i dati del report, il 61% degli intervistati ha utilizzato almeno una volta un sistema di IA generativa contro il 40% dell’anno precedente. L’uso settimanale è quasi raddoppiato, passando dal 18% al 34%. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La piattaforma più diffusa resta ChatGPT, con un utilizzo del 22% settimanale, seguita da Google Gemini con l&#8217;<strong>11% </strong>, Meta AI con il<strong> 9%</strong> e Microsoft Copilot con il <strong>6%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’uso dell’IA è ormai radicato soprattutto tra i giovani, nella fascia 18–24 anni, quasi sei su dieci interagiscono regolarmente con un chatbot. Eppure, questa quotidianità tecnologica non coincide con una comprensione profonda dei suoi meccanismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’Italia, pur non inclusa nel campione di questo studio, si riconosce in questa tendenza. Secondo il Quinto Rapporto Ital Communications – IISFA, realizzato con l’Istituto Piepoli e presentato al Senato nel luglio 2025, il 77% degli italian<strong>i</strong> ha già sperimentato strumenti e applicazioni basate su intelligenza artificiale, ma solo il 7% dichiara di comprenderne davvero i meccanismi di funzionamento.<br>Un dato che mostra con precisione il paradosso della modernità digitale, in cui l’uso ne precede la cultura. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Simon e Nielsen osservano che l’intelligenza artificiale si sta affermando come una nuova interfaccia cognitiva tra l’uomo e l’informazione, sottolineando che &#8220;Non è ancora una fonte di notizie, ma un filtro che le interpreta&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo dato, apparentemente tecnico, tocca una questione profonda ovvero quella che potremmo definire &#8220;delega cognitiva&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Quando un utente chiede a un chatbot di “spiegargli” un articolo o una notizia, non si limita a semplificare un linguaggio complesso, ma trasferisce ad un sistema IA la responsabilità di interpretare la realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Solo il <strong>12%</strong> degli intervistati si dice a proprio agio con notizie interamente prodotte da IA. La percentuale sale al <strong>21%</strong> se è previsto un controllo umano, e tocca il <strong>62%</strong> per le notizie scritte solo da giornalisti. È il cosiddetto <em>comfort gap</em> la distanza tra accettazione tecnologica e fiducia morale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque l’IA è benvenuta come strumento, ma rifiutata come autore. Perché nel giornalismo, affermano gli autori, scrivere non significa soltanto comporre testi, ma scegliere cosa raccontare e perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli usi più accettabili dell’IA, correzione ortografica, traduzione, indicizzazione, sono quelli definiti invisibili o meglio quelli che non alterano il senso dell’informazione.<br>Quando invece entra nella sfera del racconto e dunque nella forma, nel tono, nella scelta delle fonti, il disagio cresce infatti, solo il 19% del pubblico accetta la generazione autonoma di testi o immagini giornalistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fiducia e trasparenza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il <em>Generative AI and News Report 2025</em> mostra come la fiducia resti la parte più fragile del giornalismo contemporaneo, e come le differenze culturali pesino ancora molto nel modo in cui le persone percepiscono l’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello globale, solo il 29% del pubblico dichiara di fidarsi dei sistemi di IA applicati al settore dell&#8217;informazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la distribuzione è tutt’altro che uniforme.<br>Nei Paesi del Nord Europa, come la Danimarca, la fiducia verso l’uso dell’IA da parte dei media raggiunge valori più alti (circa un terzo del campione), grazie a una tradizione consolidata di trasparenza, alfabetizzazione digitale e cultura del servizio pubblico.<br>Nei Paesi anglosassoni, invece, i livelli di fiducia si abbassano: nel Regno Unito, dove il dibattito sul rischio di automazione è particolarmente acceso, la percentuale scende sotto il <strong>20%</strong>; negli Stati Uniti, dove l’IA è percepita come motore di efficienza ma anche di polarizzazione, la fiducia si attesta su valori simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Situazione analoga si riscontra in Francia, dove il 18% degli intervistati considera affidabili le applicazioni di IA nel giornalismo. Qui pesa la forte sensibilità verso il tema dell’autorialità e della tutela della cultura umana, elementi che rendono il pubblico più prudente verso la “scrittura algoritmica”.<br>Al contrario, in Paesi come il Giappone, la fiducia è più alta: oltre il 35% del campione ritiene che l’IA possa migliorare la qualità dei contenuti, riflettendo un atteggiamento più cooperativo e meno conflittuale tra uomo e macchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il dato più significativo, però, non è solo la percentuale di chi si fida, ma la quota di chi non sa quando l’IA entra davvero in gioco.<br>Il 77% degli utenti dichiara di informarsi ogni giorno, ma solo il 19% afferma di aver visto indicazioni chiare sull’uso dell’intelligenza artificiale in un contenuto giornalistico.<br>Ciò significa che la maggior parte del pubblico non è consapevole se le notizie che legge o ascolta siano state scritte, sintetizzate o rielaborate da una macchina.<br>Il problema, dunque, non è solo la diffidenza, ma la mancanza di trasparenza informativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel contesto italiano, il vuoto di trasparenza è più marcato.<br>Poche redazioni, con l’eccezione de <em><a href="https://www.interskills.it/2025/03/27/il-foglio-ai-un-giornale-completamente-scritto-dallia-cosa-ce-da-sapere/">Il Foglio</a></em>, che nel marzo 2025 ha dichiarato pubblicamente l’uso sperimentale di ChatGPT per la redazione di un supplemento, hanno reso note linee guida o policy di disclosure sull’uso dell’IA.<br>La maggior parte dei media utilizza strumenti di automazione, ma senza comunicare chiaramente al pubblico quando e come vengono impiegati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Eppure, come sottolinea il <em>Reuters Institute</em>, la trasparenza non è un aspetto tecnico, ma un principio etico: rappresenta il modo in cui una testata afferma la propria lealtà verso il lettore.<br>&#8220;Le persone accettano l’automazione se sanno che un essere umano ne controlla il risultato&#8221;, osserva Rasmus Kleis Nielsen, e dunque quando questo controllo diventa opaco, la fiducia evapora.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il report mette in evidenza tre tipi di approccio all’utilizzo dei sistemi IA nei media:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il modello nordico, basato su <strong>trasparenza e co-creazione</strong>: nei Paesi scandinavi l’IA è vista come uno strumento di supporto al giornalismo, integrato in processi editoriali chiari e regolati.<br>Qui la fiducia è più alta perché i lettori percepiscono che l’automazione non sostituisce, ma potenzia la qualità del lavoro umano.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il modello anglosassone, centrato sul <strong>dibattito etico e commerciale</strong>: negli Stati Uniti e nel Regno Unito la discussione ruota intorno all’impatto economico e alla perdita di controllo umano, alimentando scetticismo e attenzione ai rischi reputazionali.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il modello asiatico, orientato all’<strong>integrazione tecnologica</strong>: in Giappone e in altri Paesi dell’Asia orientale prevale una visione più pragmatica e meno conflittuale, in cui l’IA è percepita come parte naturale dell’evoluzione del lavoro umano.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia, pur non rientrando formalmente nel campione, si avvicina al modello anglosassone: la fiducia è bassa, la trasparenza scarsa e la cultura editoriale ancora in ritardo rispetto alla velocità della tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nostro Paese, il giornalista resta figura di garanzia e di fiducia, ma fatica a definire il proprio ruolo in un ecosistema in cui la tecnologia corre più della cultura professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo scenario, la <a href="https://www.interskills.it/2025/09/24/limpatto-della-legge-sullintelligenza-artificiale-sullinformazione/">legge italiana 1146/2025</a>, rappresenta un passo avanti significativo. La norma introduce obblighi di tracciabilità e trasparenza per i contenuti automatizzati e prevede la figura del responsabile editoriale per l’uso dell’IA nei media, con l’obiettivo di garantire che ogni processo resti sotto supervisione umana.<br>È un primo tentativo di istituzionalizzare la fiducia, traducendola in regole e responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">All’interno delle redazioni, l’IA continua però a essere impiegata soprattutto come strumento di efficienza, per la gestione dei flussi di lavoro, la traduzione automatica o l’ottimizzazione SEO, mentre la produzione autonoma di articoli resta limitata a progetti pilota o esperimenti controllati.<br>Il rischio, come sottolinea il report, è che la tecnologia venga usata come scorciatoia produttiva invece che come alleato cognitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque ci si orienta verso un modello di giornalismo ibrido che richiede redazioni preparate, politiche editoriali chiare e una formazione universitaria capace di integrare competenze tecnologiche e sensibilità etica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il report si chiude con un richiamo che riassume il senso di questa trasformazione globale: “Il valore del giornalismo non risiede nella quantità di contenuti prodotti, ma nella capacità di interpretarli e spiegarli. L’IA può assistere in questo processo, ma non può guidarlo.”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le risposte sbagliate (e fuorvianti) di ChatGPT, Gemini &#038; Co</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/10/27/le-risposte-sbagliate-e-fuorvianti-di-chatgpt-gemini-co/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 07:56:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[affidabilità delle notizie]]></category>
		<category><![CDATA[assistenti AI]]></category>
		<category><![CDATA[BBC EBU report]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo digitale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=13127</guid>

					<description><![CDATA[Secondo un’indagine congiunta di BBC e Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), quasi la metà delle risposte generate dagli assistenti di intelligenza artificiale contiene errori o imprecisioni. Lo studio, condotto in 18 Paesi, evidenzia problemi sistemici di accuratezza e reperimento delle fonti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oggi, per restare aggiornati sulle notizie, si sceglie quasi sempre di affidarsi agli assistenti di intelligenza artificiale. Strumenti come ChatGPT, Gemini, Copilot o Perplexity stanno diventando per molti la nuova porta d’accesso all’attualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><em>Ma quanto sono realmente affidabili?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questa domanda cerca di rispondere una recente <a href="https://www.ebu.ch/files/live/sites/ebu/files/Publications/MIS/open/EBU-MIS-BBC_News_Integrity_in_AI_Assistants_Report_2025.pdf?utm_source">indagine </a>dal titolo<em> &#8220;News Integrity in AI Assistants. An international PSM study&#8221;</em> condotta congiuntamente dalla BBC e dall’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU), che ha analizzato oltre 3.000 risposte fornite da questi modelli IA in 14 lingue e 18 Paesi, tra cui Francia, Germania, Spagna, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Ucraina, coinvolgendo 22 media di servizio pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">I risultati non sono rassicuranti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo lo studio, il 45% delle risposte generate dai modelli IA analizzati contiene almeno un errore significativo, mentre l’81% presenta qualche tipo di anomalia. Emergono dunque errori diffusi e sistemici, indipendentemente dalla lingua utilizzata o dal modello interrogato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’analisi si è concentrata su cinque criteri principali: accuratezza, reperimento delle fonti, distinzione tra fatti e opinioni, editorializzazione e contesto. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra questi, il<strong> reperimento delle fonti</strong> è risultato l’aspetto più critico. Il 31% delle risposte conteneva errori di <em>sourcing</em>, come citazioni fuorvianti, mancanza di fonti dirette o attribuzioni scorrette.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A guidare questa preoccupante statistica è l’assistente IA di Google <strong>Gemini</strong>, il 72% delle sue risposte mostrava errori significativi di reperimento delle fonti, più del triplo rispetto agli altri (Copilot e Perplexity 15%, ChatGPT 24%).</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="658" height="362" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-1-.png" alt="" class="wp-image-13133" style="width:700px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-1-.png 658w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-1--600x330.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-1--300x165.png 300w" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Figura 1 – Percentuale di risposte AI giudicate contenere problemi, lievi o significativi, nel reperimento delle fonti (sourcing)</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel report, Gemini risulta spesso privo di link diretti ai contenuti citati o presenta attribuzioni vaghe e non verificabili, come espressioni del tipo <em>“Secondo le fonti di Radio France&#8230;”</em> senza indicare collegamenti a fonti reali e verificabili.<br>Il risultato è una pericolosa <strong><em>“illusione di affidabilità”</em></strong> le risposte appaiono autorevoli anche quando non lo sono.<br>Gli assistenti IA non rispondono solo a domande ma silenziosamente ridefiniscono il nostro rapporto con la verità e con il gesto stesso del conoscere. Si assiste ad una transizione dal pensiero critico all’assenso automatizzato, che porta alla perdita della profondità della conoscenza facendo diventare l&#8217;informazione il riflesso rapido di una verità confezionata altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oltretutto, accanto ai problemi di <strong>sourcing</strong>, il report evidenzia criticità nell’<strong><em>accuratezza delle informazioni</em></strong> riportate, che è ciò che più dovrebbe preoccupare il giornalismo.<br>Perché se l’errore tecnico può essere corretto, l’errore informativo mina la fiducia.<br>Quando un assistente IA diffonde notizie scorrette o inventate con tono sicuro e linguaggio credibile, non compromette solo la verità dei fatti, ma anche la percezione di affidabilità dell’intero ecosistema informativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In un certo senso, l’autorità della forma finisce per sostituire la sostanza della verifica e i dati del report lo confermano: nel documento emerge infatti che il 20% delle risposte totali analizzate conteneva errori di accuratezza delle informazioni riportate significativi.<br>In questo caso, a differenza del sourcing, tutti gli assistenti hanno mostrato performance simili, con tassi d’errore compresi tra il 18% e il 22%.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="650" height="372" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-2-.png" alt="" class="wp-image-13135" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-2-.png 650w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-2--600x343.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/10/figura-2--300x172.png 300w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Figura 2 – Percentuale di risposte AI con citazioni dirette giudicate contenere problemi, lievi o significativi, di accuratezza delle citazioni</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ad esempio alla domanda “Chi è il Papa?”.<br>A maggio 2025, ChatGPT, Copilot e Gemini indicavano ancora Papa Francesco come pontefice in carica, ignorando la sua morte avvenuta ad aprile e l’elezione di Papa Leone XIV.<br>Copilot, in un caso, si è addirittura contraddetto nella stessa risposta, dichiarando Papa Francesco vivo e morto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questi errori sono aggravati dalla presentazione sicura e autorevole delle risposte.<br>Il <strong>fenomeno dell’<em>overconfidence</em></strong><em> </em>cioè la tendenza a rispondere anche quando non si conosce la risposta è evidente: solo lo 0,5% delle oltre 3.100 domande ha ricevuto un rifiuto, rispetto al 3% del precedente studio.<br>Gli assistenti mimano l’autorità giornalistica, ma senza il rigore giornalistico, creando un pericoloso effetto di fiducia automatica negli utenti meno esperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’agenzia di stampa Reuters <a href="https://www.reuters.com/business/media-telecom/ai-assistants-make-widespread-errors-about-news-new-research-shows-2025-10-21/?utm_source">ha contattato</a> le principali aziende coinvolte per un commento. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Google ha affermato di “accogliere con favore i feedback degli utenti per migliorare costantemente la piattaforma”. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI e Microsoft, da parte loro, hanno riconosciuto che il fenomeno delle cosiddette “allucinazioni” — ovvero la generazione di informazioni errate o inventate — rappresenta ancora una sfida aperta.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity, che ha ottenuto risultati più solidi, sostiene che la propria modalità “Deep Search” raggiunga una precisione del 93,9% in termini di fattualità, benché il report BBC-EBU mostri margini di errore più ampi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’analisi sottolinea che l’attuale livello di errore pone un problema concreto di affidabilità, soprattutto se l’uso degli assistenti AI dovesse consolidarsi come canale informativo principale per una parte dell’utenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il report chiede che gli sviluppatori di intelligenza artificiale si assumano la responsabilità dei contenuti generati, evidenziando come i miglioramenti rilevati siano ancora parziali. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le raccomandazioni finali del report: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rafforzare la trasparenza dei sistemi di generazione delle risposte;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">pubblicare regolarmente i risultati delle verifiche di affidabilità, distinti per lingua e area geografica;</li>



<li>inserire link diretti alle fonti originali, per garantire tracciabilità e verifica;</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">avviare un dialogo strutturato con le organizzazioni giornalistiche, al fine di definire regole comuni di trasparenza, correttezza e precisione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Perché in un’epoca in cui chiedere direttamente a un modello di intelligenza artificiale qualsiasi dubbio o curiosità è diventato un gesto quotidiano, la tutela della verità non può essere delegata solo all’algoritmo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto della legge sull’intelligenza artificiale sull&#8217;informazione</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/09/24/limpatto-della-legge-sullintelligenza-artificiale-sullinformazione/</link>
					<comments>https://www.interskills.it/2025/09/24/limpatto-della-legge-sullintelligenza-artificiale-sullinformazione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 07:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ai act]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 17 settembre 2025 il Senato ha approvato la prima legge italiana sull’intelligenza artificiale (n. 1146/2025).
Il provvedimento stabilisce regole, principi e deleghe per l’uso responsabile dell’IA ma, per ciò che riguarda l'informazione, appare come un insieme di buoni propositi difficili da mettere in atto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mercoledì 17 settembre, il Senato <a href="https://www.diritto.it/approvata-legge-delega-italiana-intelligenza-artifi/?utm_term=8572+-+https%3A//www.diritto.it/approvata-legge-delega-italiana-intelligenza-artifi">ha approvato</a> in via definitiva il disegno di legge n. 1146, <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/59313.pdf"><em>“Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”</em>,</a> rendendo l’Italia il primo Stato membro dell’Unione Europea a dotarsi di una normativa organica, dedicata alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il nuovo provvedimento <a href="https://innovazione.gov.it/notizie/articoli/approvata-in-via-definitiva-la-legge-italiana-sull-intelligenza-artificiale/?utm_source=">definisce </a>principi, regole e strumenti operativi per disciplinare lo sviluppo, l’impiego e la supervisione dell’intelligenza artificiale sul territorio nazionale. Tra i principi figurano il rispetto dei diritti fondamentali, la trasparenza dei processi, la sicurezza delle tecnologie, la protezione dei dati personali, la non discriminazione, la sostenibilità e l’inclusione sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questi si affianca un’attenzione specifica al ruolo imprescindibile del controllo umano, considerato essenziale per garantire un uso responsabile dell’IA e prevenire ogni forma di rischio derivante da applicazioni opache, scorrette o potenzialmente dannose per individui e collettività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta irrisolta, a nostro avviso, la questione cruciale di come questo controllo verrà esercitato nella pratica e chi controllerà che il controllo sia stato espletato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Entrando nel dettaglio delle misure operative, la legge introduce:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>obblighi di tracciabilità dei processi decisionali automatizzati, per garantire verificabilità e accountability;</li>



<li>obbligo di supervisione umana per tutte le decisioni a rischio elevato;</li>



<li>limitazioni all’uso dell’IA da parte dei minori, con regole specifiche per il consenso informato;</li>



<li>sanzioni penali per l’uso illecito dell’IA, in particolare per deepfake che ledano diritti individuali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Parallelamente, il testo prevede interventi normativi nei principali ambiti sensibili – come sanità, giustizia, pubblica amministrazione, lavoro, formazione e informazione – con condizioni d’uso basate su criteri di responsabilità, trasparenza e controllo etico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso si colloca anche l’intervento del sottosegretario alla trasformazione digitale, Alessio Butti, che <a href="https://www.reuters.com/technology/italy-enacts-ai-law-covering-privacy-oversight-child-access-2025-09-17/">ha sottolineato </a>come l’intento della legge sia quello di <em>“</em>riportare l’innovazione nel perimetro dell’interesse pubblico, orientando l’intelligenza artificiale verso la crescita, i diritti e la piena tutela dei cittadini.<em>”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Obiettivi e principi ovviamente condivisibili, ma non privi di complessità applicative. Per le redazioni giornalistiche, ad esempio, tali principi non potrebbero che tradursi in nuovi adempimenti, evidentemente con tempi e costi aggiuntivi: in un settore già fragile, quasi in preda alla disperazione, non riusciamo ad immaginare, in mancanza di adeguato sostegno anche economico, la effettività e la concretezza di tali &#8220;buoni propositi&#8221; normativi. E <a href="https://innovazione.gov.it/notizie/articoli/approvata-in-via-definitiva-la-legge-italiana-sull-intelligenza-artificiale">quel miliardo annunciato</a> come futuro impegno finanziario a sostegno delle imprese per progetti in IA, non sembra destinato a questo utilizzo.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20)"><strong>Governance: una regia pubblica per l’IA</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per garantire l’attuazione concreta della legge e l’efficace applicazione delle nuove regole, il legislatore ha previsto una governance nazionale strutturata, fondata sulla collaborazione tra più soggetti pubblici. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sul piano esecutivo sono state selezionate due <strong>autorità</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)</strong>, con il compito di promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici e privati, verificandone la conformità tecnica e curando lo sviluppo, la notifica, la valutazione e il monitoraggio dei sistemi.</li>



<li><strong>L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)</strong>, incaricata della vigilanza in materia di sicurezza informatica, con poteri ispettivi e sanzionatori.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A queste autorità operative si affianca un ruolo politico-strategico di regia, attribuito alla <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri,</strong> che avrà il compito di definire, adottare e aggiornare ogni due anni la<strong> </strong><em>Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale documento, redatto d’intesa con le autorità competenti conterrà:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>le priorità strategiche;</li>



<li>i criteri per promuovere innovazione e ricerca;</li>



<li>azioni di formazione e aggiornamento professionale;</li>



<li>misure per incentivare la collaborazione tra pubblico e privato.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30)"><strong>Giornalismo e informazione: cosa cambia davvero</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La legge n.1146/2025 inserisce l’informazione e l’editoria tra i settori “sensibili” ad alto impatto sociale, intervenendo con norme specifiche volte a regolare l’uso dell’IA  nel rispetto della trasparenza, della responsabilità e della tutela del diritto d’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per la prima volta, a livello normativo viene riconosciuta la tutela del diritto d’autore anche per le opere realizzate con il supporto dell’intelligenza artificiale, purché sia identificabile un apporto creativo umano. Si afferma così il principio secondo cui l’IA può potenziare il processo creativo, ma non può sostituirsi all’autore, che rimane giuridicamente e moralmente responsabile del contenuto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Principio che indubbiamente riconosce la centralità del lavoro umano, ma che apre un fronte di incertezza: chi deciderà quando l’intervento dell’autore è sufficiente, consistente ed effettivo? I sistemi di intelligenza artificiale sono oggi in grado di restituire testi la cui natura è assolutamente indeterminabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, la legge introduce anche una nuova disposizione (articolo 70-septies nella legge sul diritto d’autore) che disciplina l’estrazione e riproduzione di opere o altri materiali tramite modelli e sistemi IA, soggetta alle regole già presenti negli articoli 70-ter e 70-quater della legge sul diritto d’autore (l. 633/1941). <br>La norma consente di copiare e analizzare grandi quantità di opere (anche protette da copyright) per finalità di ricerca, se ci sono misure tecniche adeguate di sicurezza, da parte di università, enti di ricerca e biblioteche (70-ter). Mentre per usi anche commerciali, viene consentita l&#8217;estrazione ma con una clausola importante: i titolari dei diritti possono riservarsi l’uso (cioè escludere questa eccezione) tramite mezzi appropriati, come metadati o dichiarazioni chiare (70-quater).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In sostanza:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’IA viene usata da un’università per ricerca scientifica → vale l’eccezione del 70-ter. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’IA viene usata da un’azienda per scopi commerciali → si applica il 70-quater, quindi gli autori/ editori possono riservarsi i diritti e bloccare l’uso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Viene regimentato l&#8217;utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nell&#8217;informazione all&#8217;interno dei capisaldi costituzionali: &#8220;<em>L&#8217;utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nell&#8217;informazione avviene senza recare pregiudizio alla libertà e al pluralismo dei mezzi di comunicazione, alla libertà di espressione e all&#8217;obiettività, completezza, imparzialità e lealtà dell&#8217;informazione</em>&#8220;(art. 4, comma 1)</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche per l&#8217;informazione, l&#8217;utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale deve garantire il trattamento lecito, corretto e trasparente dei dati personali e la compatibilità con le finalità per le quali sono stati raccolti, in conformità al diritto dell&#8217;Unione europea in materia di dati personali e di tutela della riservatezza (art. 4, comma 2).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Altrettanto centrale è il principio di trasparenza: infatti, la legge stabilisce che nei contesti in cui si forma l’opinione pubblica, l’uso dell’IA deve essere dichiarato in modo esplicito, garantendo comunicazioni <em>“con linguaggio chiaro e semplice, in modo da garantire all’utente la conoscibilità dei relativi rischi e il diritto di opporsi ai trattamenti autorizzati dei propri dati personali”</em> (art. 4, comma 3). </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il messaggio alle redazioni è chiaro: la tecnologia non sostituisce il giornalista, ma lo affianca sotto vincoli di responsabilità, controllo e tracciabilità. Nonostante il contributo algoritmico sia riconosciuto parte integrante del lavoro giornalistico, dalla scrittura automatizzata alla generazione di contenuti visivi, la legge intende ribadire un principio essenziale:<strong> l’essere umano deve restare al centro del processo informativo, mantenendo salda la responsabilità editoriale, la titolarità creativa e la funzione pubblica dell’informazione</strong>, anche in un ambiente in cui le tecnologie &#8220;intelligenti&#8221; rendono sempre più sottili i confini tra “prodotto umano” e “prodotto artificiale&#8221;. Principi che riprendono in sostanza l&#8217;enunciato dell&#8217;art 19 del Codice Deontoligico dell&#8217;Ordine dei giornalisti, entrato in vigore lo scorso 1° giugno.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per affrontare le conseguenze di questi confini sempre più sfumati, la legge introduce misure contro la diffusione di disinformazione digitale attraverso l&#8217;introduzione di un nuovo reato specifico per la diffusione di deepfake<strong> </strong>lesivi: viene punito chi diffonde immagini, video o voci alterati con l’IA <em>“senza il consenso della persona rappresentata”</em> e <em>“idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità”</em>, precisando che chiunque <em>“cagiona un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo tali contenuti”</em> è soggetto alla reclusione da uno a cinque anni (art. 26, comma 1, lett. c – introduzione dell’art. 612-quater c.p.).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Va detto che molti di questi rischi erano già stati evidenziati, infatti già da tempo, esperti di media e giornalismo digitale segnalano l’urgenza di regole chiare per governare l’impatto dell’IA sull’informazione, dai rischi di automazione non controllata fino alla progressiva diluizione dell’autorialità. L’approvazione della legge arriva dunque come una prima risposta normativa, ma sarà la sua attuazione concreta a determinarne la reale efficacia.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30)"><strong>Prospettive Future e Punti Critici</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come accade per ogni nuovo provvedimento, anche questa legge non è stata accolta senza critiche, sollevando perplessità sia nel mondo politico che nella società civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una delle principali riguarda la scelta di affidare il controllo sull’IA ad autorità governative (AGID e ACN) invece di istituire un organismo indipendente. Secondo molti osservatori, una supervisione indipendente sarebbe necessaria per garantire imparzialità nelle valutazioni tecniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso sono le critiche sollevate dalla Rete per i Diritti Umani Digitali – coalizione di organizzazioni della società civile impegnate nella difesa dei diritti fondamentali nell’ambiente digitale – che, nella memoria depositata presso il Senato durante l’iter del DDL 1146, <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/431/041/Memoria_Rete_Diritti_Umani_Digitali.pdf?utm_source">ha sottolineato </a>come la norma concentri un ruolo eccessivamente centrale nelle mani del Governo, risultando priva di adeguate garanzie democratiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un secondo punto ampiamente criticato riguarda le risorse economiche messe a disposizione per l’attuazione della legge e per il sostegno all’innovazione nel campo dell&#8217;IA. Il Governo<a href="https://innovazione.gov.it/notizie/interventi/intelligenza-artificiale-si-alla-legge-c-e-un-miliardo/"> ha annunciato</a> un piano da circa un miliardo di euro, una cifra che appare ambiziosa nel contesto nazionale, ma che risulta ancora lontana dagli investimenti programmati da potenze tecnologiche come Stati Uniti, Cina, Francia e Regno Unito. In questo contesto, c’è il rischio che il sistema italiano, pur dotato di una cornice normativa ambiziosa, non sia sufficientemente competitivo sul piano internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come ha <a href="https://www.wired.it/article/ddl-ai-senato-approvazione-regole-controllo-autorita/?utm_source=">osservato </a>il senatore del PD Lorenzo Basso si tratta di “una legge che nasce già vecchia e che non stanzia abbastanza risorse: vengono solo introdotti nuovi reati, invece di adottare incentivi per privati e pubblica amministrazione. Mentre il governo perdeva tempo, altri hanno agito.”</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>“Il clic che scompare”: il caso Reach (Mirror, Express, Star) e l’effetto dell’IA nei motori di ricerca</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/09/09/il-clic-che-scompare-il-caso-reach-mirror-express-star-e-leffetto-dellia-nei-motori-di-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 06:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[AI overviews]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[reach]]></category>
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					<description><![CDATA[Reach, editore di Mirror, Express e Star, annuncia il licenziamento di 600 dipendenti (321 in redazione). L’effetto "AI Overview"  in ricerca pesa: quando appare un riassunto generato, i clic sui link scendono all’8% contro il 15% sui risultati tradizionali e i referral da Google calano fino al 25%. Il percorso informativo titolo–occhiello–articolo si interrompe]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lunedì 8 settembre 2025 il gruppo editoriale britannico Reach &#8211; editore di <em>Daily Mirror</em>, <em>Daily Express</em> e <em>Daily Star</em>, oltre a decine di testate locali &#8211; ha annunciato un piano di riorganizzazione che mette a rischio 600 posti di lavoro, di cui <strong>321 nelle redazioni</strong>, con la creazione in parallelo di 135 nuove posizioni orientate a video, audio e una rete di “live news”. Nella stessa nota l’azienda segnala un’accelerazione sulla strategia di abbonamenti digitali, per ridurre la dipendenza dal traffico che arriva dai motori di ricerca. È un punto di svolta che fotografa bene il momento: l’ecosistema dell’informazione <a href="https://www.theguardian.com/business/2025/sep/08/mirror-publisher-jobs-ai-reach-express-star">si sta riconfigurando</a> attorno a risposte generate dall’IA che intercettano l’utente prima che clicchi su un articolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Il dato che non si può ignorare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le <a href="https://www.pewresearch.org/short-reads/2025/07/22/google-users-are-less-likely-to-click-on-links-when-an-ai-summary-appears-in-the-results">ricerche</a> del Pew Research Center mostrano che, quando nei risultati appare un riassunto AI, gli utenti cliccano sui link tradizionali solo nell’8% delle visite, contro il 15% dei casi in cui l’overview non c’è. È quasi un dimezzamento della propensione al clic. Non stupisce allora che gli editori parlino di un “<strong>Google zero</strong>”, lo scenario in cui quasi nessun traffico organico raggiunge i siti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A supporto, <a href="https://digiday.com/media/google-ai-overviews-linked-to-25-drop-in-publisher-referral-traffic-new-data-shows/">i dati</a> di Digital Content Next (che aggrega i principali publisher premium) indicano cali di referral da Google tra l’1% e il 25% dopo l’introduzione delle AI Overviews. È un’erosione media, ma strutturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dalla “ricerca” alla “risposta”: come cambia il gioco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per oltre 20 anni l’architettura dell’online ha premiato il modello del link: cercavi, sceglievi, approfondivi. Con l’IA in SERP il percorso si accorcia: la risposta arriva in pagina, spesso con citazioni minime e—di fatto—senza bisogno di visitare le fonti. <em>The Guardian</em> <a href="https://www.theguardian.com/media/2025/sep/06/existential-crisis-google-use-ai-search-upended-web-publishers-models">ha raccolto</a> stime di editori che parlano di riduzioni fino al 90% dei clic per alcune tipologie di contenuto informativo, mentre Reach spiega il suo piano proprio con il combinato disposto di abitudini dei lettori e impatto dell’IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Di questo passaggio “da motore di ricerca a motore di risposte” ne avevamo scritto dettagliatamente in passato e recentemente nei ns articoli “<a href="https://www.interskills.it/2025/07/24/ai-overview-e-la-crisi-del-clic-cosa-perdiamo-quando-non-cerchiamo-piu/">AI Overview e la crisi del clic</a>” e “<a href="https://www.interskills.it/2025/06/27/lia-allontana-i-lettori-il-giornalismo-resta-solo/">L’IA allontana i lettori, il giornalismo resta solo</a>” .</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>C’è un problema a monte</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La crisi non è solo di ricavi. È <strong>cognitiva</strong>. Se l’utente resta dentro l’anteprima AI, perde il contesto: salta il percorso—titolo, occhiello, grafici, fonti, caveat—che dà senso alla notizia. Per un pubblico che già fatica a distinguere accuratezza da verosimiglianza, questo significa meno pensiero critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Una perdita enorme</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli annunci di Reach non sono solo numeri. Dietro ogni “321” ci sono competenze che rischiamo di perdere proprio quando servono di più: verifica, contestualizzazione, linguaggio visivo. Se la rete scivola verso il modello “risposta unica”, il giornalismo deve diventare l’antidoto, non l’eco.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il clic che scompare non è un destino: è un segnale. Il destino del giornalismo è nelle mani degli editori e dei giornalisti, non dell’intelligenza artificiale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Europa vs USA, due visioni sull’impatto dell’IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/09/07/europa-vs-usa-due-visioni-sullimpatto-dellia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 07:49:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[editori]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=12749</guid>

					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale trasforma radicalmente il giornalismo, minacciando modelli economici e credibilità. Francia e Spagna adottano misure diverse: protezione delle fonti e obbligo di trasparenza. Negli USA l’IA giustifica il mantenimento dei monopoli digitali. Il settore giornalistico, impoverito e delegittimato, rischia di perdere ruolo democratico centrale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Da tempo seguiamo le trasformazioni che stanno ridefinendo il giornalismo contemporaneo e l’intero ecosistema dell’informazione, in un contesto politico ed economico globale sempre più instabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’evoluzione tecnologica, nello specifico l&#8217;IA, sta modificando in modo strutturale non solo i modelli produttivi dell&#8217;informazione, ma anche le dinamiche di potere, accesso e sostenibilità del settore. Questi cambiamenti sono stati spesso descritti come inevitabili, se non addirittura inarrestabili mettendo sotto pressione norme consolidate e modelli editoriali storici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, di fronte a questa spinta all’innovazione, gli editori e le redazioni hanno continuato a cercare un punto d&#8217;incontro per tutelare la qualità del proprio operato e garantire la sopravvivenza del giornalismo come presidio democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il paradosso è che, mentre si cercano soluzioni per governare l’impatto dell’IA, a subirne le prime conseguenze sono proprio coloro che l’informazione la producono: giornalisti, redazioni, editori. In altre parole, chi produce e difende l’informazione viene indebolito dagli stessi strumenti che dovrebbero rafforzarla. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa tensione tra l’intelligenza artificiale e il giornalismo si manifesta ormai su scala globale, attraversando diversi paesi e sistemi mediatici, che pur agendo in contesti giuridici e politici distinti, stanno intervenendo in modo complementare, chi proteggendo la <em>fonte</em> dell’informazione, chi cercando di regolamentare il <em>prodotto finale</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In Francia il confronto <a href="https://www.rfi.fr/en/france/20250902-french-press-take-on-digital-databases-to-defend-journalist-copyright-against-ai?utm_source=chatgpt.com">si concentra </a>sulla materia prima ovvero il contenuto dell&#8217;informazione. Non a caso due delle principali associazioni editoriali del paese, l’Apig (<em>Alliance de la Presse d’Information Générale</em>) e il Sepm (<em>Syndicat des Éditeurs de la Presse Magazine</em>) che rappresentano oltre 800 testate, hanno lanciato un’azione coordinata contro l’utilizzo indiscriminato degli articoli giornalistici per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al centro della loro denuncia ci sono gli immensi archivi digitali, come <em>Common Crawl</em> e <em>Oscar</em>, che raccolgono e redistribuiscono sistematicamente contenuti protetti da copyright, spesso senza autorizzazione né limitazioni d’accesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo sistema, di fatto, consente alle aziende tecnologiche di accedere e utilizzare enormi quantità di materiale informativo tramite archivi intermediari, eludendo qualsiasi forma di negoziazione con gli editori e ignorando i diritti di proprietà intellettuale. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La strategia delle testate francesi prevede l’identificazione dei contenuti utilizzati, la richiesta formale di rimozione e l’avvio di eventuali azioni legali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre la Francia interviene sulla fonte, la Spagna si concentra sul prodotto finale e sugli effetti dell’IA generativa, introducendo regole severe per arginare la disinformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La Spagna ha <a href="https://www.euronews.com/next/2025/03/12/spain-could-fine-ai-companies-up-to-35-million-in-fines-for-mislabelling-content?">approvato </a>un disegno di legge che <a href="https://www.lamoncloa.gob.es/consejodeministros/referencias/Paginas/2025/20250311-referencia-rueda-de-prensa-ministros.aspx#artificial">mira </a>a garantire un utilizzo dell&#8217;Intelligenza Artificiale etico, inclusivo e vantaggioso per le persone<br>imponendo l&#8217;obbligo di trasparenza: qualsiasi contenuto generato artificialmente, inclusi i cosiddetti &#8220;deepfake&#8221;, deve essere chiaramente etichettato come tale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La mancata osservanza di questa norma è classificata come un &#8220;reato grave&#8221;, punibile con multe che possono arrivare a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale di un&#8217;azienda. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oscar López, ministro spagnolo per la trasformazione digitale dichiara &#8220;L&#8217;intelligenza artificiale è uno strumento molto potente che può essere utilizzato per migliorare le nostre vite&#8230; o per diffondere disinformazione e attaccare la democrazia&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il provvedimento include anche il divieto di pratiche manipolatorie, come l’utilizzo di tecniche subliminali per influenzare i gruppi sociali più vulnerabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">E mentre l&#8217;Europa cerca di stabilire nuove regole, Oltreoceano<a href="https://www.devdiscourse.com/article/technology/3614123-alphabets-victory-google-retains-monopoly-edge-post-antitrust-ruling"> si consolida</a> il potere di chi domina l&#8217;intero ecosistema digitale con la vittoria legale di Alphabet, società madre di Google, in un importante causa antitrust.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La causa è stata intentata nel 2020 dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro il motore di ricerca Google incriminato per abuso di posizione dominante nel mercato della ricerca online. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel <a href="https://www.reuters.com/legal/litigation/google-ruling-shows-how-tech-can-outpace-antitrust-enforcement-2025-09-04/?">verdetto </a>pronunciato dal giudice Amit Mehta, Google è stata riconosciuta colpevole di pratiche monopolistiche, ma il tribunale ha evitato soluzioni drastiche come lo smantellamento dell’azienda, giustificando tale scelta con l’argomento che l’emergere della IA generativa (come ChatGPT o Perplexity) rappresenterebbe già una forma di concorrenza emergente, sufficiente a riequilibrare il mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al contrario, <a href="https://www.devdiscourse.com/article/technology/3614123-alphabets-victory-google-retains-monopoly-edge-post-antitrust-ruling">ha optato</a> per rimedi più leggeri, come la condivisione di dati e l’interruzione di accordi esclusivi con i produttori di dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa decisione, che ha incrementato il valore di mercato di Alphabet di circa 206 miliardi di dollari, è stata interpretata dal mercato non come una punizione, ma come una conferma della solidità del monopolio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Si tratta di una decisione che, al di là dell’impatto economico immediato, porta alla luce una contraddizione più profonda. La stessa tecnologia che in Europa si cerca di regolamentare — accusandola di sottrarre valore o di favorire la diffusione di contenuti manipolati — negli Stati Uniti diventa invece giustificazione per non ridimensionare il potere di chi già controlla l’ecosistema informativo globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, da un lato l’intelligenza artificiale è descritta come una minaccia all’informazione professionale, alla trasparenza e alla tenuta democratica mentre dall’altro viene presentata come l’argomento ideale per sostenere che esista già abbastanza concorrenza e che quindi non servano interventi strutturali. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo scenario il giornalismo parte essenziale dell’infrastruttura democratica, si ritrova sempre più svuotato di potere, di risorse e di centralità.  I contenuti prodotti da redazioni e giornalisti vengono assorbiti dalle IA senza compenso, mentre gli effetti della disinformazione generata artificialmente ricadono proprio su di loro: sul loro lavoro quotidiano, sulla fiducia del pubblico, sulla credibilità delle fonti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalismo diventa vittima di una doppia delegittimazione: prima economica, perché privato della possibilità di trarre valore dal proprio prodotto; poi culturale, perché messo sullo stesso piano di contenuti automatici, virali, spesso opachi, ma più facilmente distribuiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La qualità, elemento che contraddistingue il giornalismo, diventa un fattore marginale in un ambiente in cui visibilità, velocità e viralità contano più della verifica e della responsabilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A questo punto, la questione non riguarda più soltanto la sostenibilità economica di un settore, ma la sopravvivenza stessa di uno spazio di conoscenza pubblica fondato sulla fiducia tra editori e lettori. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infatti, se a dettare le regole della visibilità informativa sono algoritmi proprietari e se l’informazione è ridotta a merce, prodotta da chiunque e validata da nessuno, allora ci si deve chiedere se verrà mai trovata una quadra capace di garantire un futuro al giornalismo di qualità in una democrazia digitale.</p>
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