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	<title>Meredith Ringel Morris &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Chi ha paura della Superintelligenza Artificiale?</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/11/06/chi-ha-paura-della-superintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 07:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale evolve rapidamente, e si prevede l’arrivo di una intelligenza artificiale capace di superare ampiamente le capacità umane. 

Sebbene questa "superintelligenza" sia ancora in fase teorica, i recenti progressi dell’IA lasciano supporre che potrebbe non essere così lontana. Tuttavia, non tutti gli esperti concordano sui tempi e sulle possibili implicazioni di tale sviluppo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa corsa senza fine all’innovazione tecnologica, la <a href="https://www.forbes.com/sites/bernardmarr/2024/10/31/why-artificial-superintelligence-could-be-humanitys-final-invention/">superintelligenza artificiale</a> ASI, definita come un’intelligenza che supera di gran lunga le capacità umane in quasi tutti i campi cognitivi, rappresenta uno dei più promettenti ma anche temibili approdi dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Sebbene l’ASI sia ancora in fase teorica, è già da tempo al centro dell’attenzione, attraverso a visioni anticipatorie come quella delineata nel 2014 dal filosofo svedese Nick Bostrom, nel suo libro “<em>Superintelligence: Paths, Dangers, Strategies”, </em>in cui esplora i possibili scenari che si aprirebbero se l’Intelligenza artificiale raggiungesse livelli di “superintelligenza” ipotizzando la possibilità di un nuovo corso per l’umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oggi, dieci anni dopo, gli sviluppi tecnologici suggeriscono che quel momento potrebbe non essere così lontano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Negli ultimi anni, la ricerca sull’intelligenza artificiale ha fatto notevoli progressi, portando esperti come <a href="https://www.forbes.com/sites/robtoews/2024/11/03/ai-that-can-invent-ai-is-coming-buckle-up/">Leopold Aschenbrenner</a>, ex ricercatore di OpenAI, nel suo recente saggio dal titolo <a href="https://situational-awareness.ai/wp-content/uploads/2024/06/situationalawareness.pdf?ref=forourposterity.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Situational Awareness&#8221;</a>, &nbsp;ad ipotizzare l’arrivo di una intelligenza artificiale generale (AGI) che sarebbe il livello precedente quello dell’ASI, entro il 2027. Aschenbrenner immagina sistemi di Intelligenza artificiale capaci di auto-migliorarsi a un ritmo esponenziale, in grado di gestire autonomamente la propria ricerca e sviluppo. Questo scenario vede come fine ultimo “un’esplosione di intelligenza”, con implicazioni difficili da prevedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;intelligenza artificiale auto-migliorante è un concetto che appare ancora astratto e ipotetico, ma sta di fatto iniziando a diventare più concreto. I ricercatori stanno raggiungendo risultati concreti nella realizzazione di sistemi <em>che possono a loro volta costruire sistemi di intelligenza artificiale migliori.</em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="958" height="454" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AIscientist.webp" alt="" class="wp-image-10534" style="width:600px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AIscientist.webp 958w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AIscientist-600x284.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AIscientist-300x142.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AIscientist-768x364.webp 768w" sizes="(max-width: 958px) 100vw, 958px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Figura 1-Capacità e flusso di lavoro dell&#8217;AI Scientist. Fonte: Sakana AI</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ad esempio, la startup giapponese Sakana AI sta sviluppando tecnologie che suggeriscono una crescente autonomia dell’IA con il progetto &#8220;AI Scientist&#8221;, sistema capace di analizzare testi scientifici, generare ipotesi, condurre esperimenti e persino redigere articoli, dimostrando che l’automazione della conoscenza scientifica potrebbe essere più vicina di quanto si pensasse.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">D’altra parte, non mancano prospettive ancora più radicali riguardo all’avvento dell’ASI, che ne ipotizzano un ulteriore evoluzione: l&#8217;Artificial Self-Preserving Intelligence (ASpI), concetto presentato su <em><a href="https://timesofindia.indiatimes.com/blogs/science-nomad/how-much-time-do-we-have-before-artificial-general-intelligence-agi-to-turns-into-artificial-self-preserving-intelligence-aspi/">The Times of India</a></em>( uno dei più importanti quotidiani dell&#8217;India&nbsp;ed è il giornale in&nbsp;lingua inglese&nbsp;di largo formato con la più grande tiratura al mondo) in cui si sostiene che in questa fase si avranno sistemi di intelligenza artificiale avanzati dotati di capacità di autoconservazione, una forma di consapevolezza che permetterà ai sistemi di riconoscere e reagire a minacce contro la propria esistenza e operatività, aprendo così nuove questioni etiche e di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">D’altra parte non tutti gli esperti concordano sull’imminenza di una superintelligenza, infatti una posizione più cauta viene proposta dall’informatica <a href="https://singularityhub.com/2024/11/01/what-is-ai-superintelligence-could-it-destroy-humanity-and-is-it-really-almost-here/">Meredith Ringel Morris</a> che ha proposto uno schema di classificazione dello sviluppo dell’IA, strutturato su sei livelli che va dal livello zero che corrisponde a “nessuna IA” al livello sei ovvero “sovrumano”. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo schema distingue tra sistemi “ristretti”, capaci di svolgere un numero limitato di attività, e sistemi “generali”, in grado di affrontare compiti diversificati. Secondo questa classificazione, siamo ancora lontani dal raggiungere una vera e propria superintelligenza generale, Morris, d’altra parte, avverte che il progresso verso livelli più avanzati di IA potrebbe comportare diversi rischi come l’eccessiva fiducia o dipendenza dai sistemi IA, il rischio di disoccupazione di massa e l’impatto sulle relazioni umane, che potrebbero degenerare in rapporti parasociali con le macchine.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1003" height="1100" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AI-Levels-Morris-1003x1100.webp" alt="" class="wp-image-10535" style="width:600px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AI-Levels-Morris-1003x1100.webp 1003w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AI-Levels-Morris-547x600.webp 547w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AI-Levels-Morris-274x300.webp 274w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AI-Levels-Morris-768x842.webp 768w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AI-Levels-Morris-1401x1536.webp 1401w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/AI-Levels-Morris.webp 1510w" sizes="(max-width: 1003px) 100vw, 1003px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Figura 2- Schema di classificazione dei livelli AI di Meredith Ringel Morris</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’utilizzo di un sistema a livelli per spiegare l’introduzione di un ulteriore tappa dell’IA non è una novità. Allo stesso modo, lo scorso luglio, <a href="https://www.interskills.it/2024/07/18/openai-tra-chatbot-e-agi-il-confine-tra-pubblicita-e-realta/">Sam Altman</a>, CEO di OpenAI, lo aveva proposto per spiegare a che distanza si trovava l’IA dall’AGI. Sebbene queste schematizzazioni siano sostanzialmente diverse tra loro, entrambe mirano a rassicurare la società, sostenendo che per quanto sia veloce l’innovazione tecnologica, l’IA si trova ben distante da queste forme di sviluppo evolute. &nbsp;</p>
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