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	<title>modelli di business &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>GenAI come Gatekeeper: come l’IA generativa riduce il traffico dei siti di news</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/03/07/genai-come-gatekeeper-come-lia-generativa-riduce-il-traffico-dei-siti-di-news/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 11:51:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[Reuters Institute for the Study of Journalism]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012025]]></category>
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					<description><![CDATA[L'IA generativa sta rivoluzionando il panorama mediatico, agendo da "gatekeeper" che interrompe il flusso di traffico dai motori di ricerca tradizionali verso i siti di news. I dati Comscore, basati su ~364 mila utenti desktop, evidenziano che solo il 3,2% del traffico da ChatGPT e il 7,4% da Perplexity raggiunge le testate giornalistiche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-e75bed05 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<div class="wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);font-size:clamp(1.039rem, 1.039rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.935), 1.6rem);"><strong>Il podcast di quest&#8217;articolo è generato con NotebookLM</strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/03/GenAIs-Impact-on-News-Site-Traffic_-A-Gatekeeper-Effect.wav"></audio></figure>
</div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Premessa</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Negli ultimi anni l’evoluzione degli algoritmi di intelligenza artificiale ha dato vita a cambiamenti radicali nel modo in cui le informazioni vengono prodotte, distribuite e fruite. L’introduzione dell’IA generativa, in particolare, ha modificato il tradizionale ecosistema mediatico, agendo come filtro e, in molti casi, come “gatekeeper” dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mi sono soffermato più volte<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> sull’osservazione di come la ricerca generativa e, più in generale l’IA generativa, potrebbero interrompere quello che è stato il flusso virtuoso di traffico dei motori di ricerca tradizionali verso i siti di news in questi pur difficili anni in cui il giornalismo ha dovuto, con fatica, adattarsi al mondo digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli accordi stipulati negli ultimi due anni tra editori ed aziende di IA per l’addestramento dei loro modelli con dati “affidabili”, ( tra questi ricordiamo&nbsp;<em>Associated Press, Reuters, The Atlantic, Axel Springer, Condé Nast, Financial Times, GEDI, Hearst, Le Monde, News Corp, Prisa (El País), Time e Vox Media</em>), hanno spostato di fatto i lettori, dai siti dei giornali a quei “walled garden” che sono i chatbot dell’IA. Ed il ragionamento, più volte ribadito, è semplice, se vogliamo elementare: in epoca in cui il tempo della lettura, statisticamente è drasticamente diminuito<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>, una persona che trova, all’interno di un chatbot IA (ChatGPT, Gemini, Perplexity, Claude, etc…) una risposta esaustiva ad una ricerca di informazioni, risposta dettagliata, ricca di particolari, “certificata” dai link che con tanta fatica gli editori hanno ottenuto siano posti in calce ai testi che ne citano i contenuti, <strong>per quale motivo dovrebbe poi approfondire ulteriormente la lettura?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">E non parliamo del fraintendimento che, l’uso di una terminologia antropomorfica<a href="#_ftn3" id="_ftnref3">[3]</a>, come “intelligenza” anteposto alla parola “artificiale” possa generare nelle persone: se è “intelligente” è anche attendibile…</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"></p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30)"><strong>Arrivano le dis”conferme”</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In uno studio presentato su Medium<a href="#_ftn4" id="_ftnref4">[4]</a>, Nicholas Diakopoulos, professore di studi sulla comunicazione alla Northwestern University di cui dirige il Computational Journalism Lab e Nick Hagar, postdoc nella stessa Università, hanno estratto alcune serie di dati provenienti da Comscore (società di ricerca e analisi digitale che si occupa di misurare il comportamento degli utenti su Internet, quotata al NASDAQ ed operante a livello globale) rilevando un cambiamento significativo nel comportamento degli utenti, che tendono a rivolgersi a piattaforme dotate di algoritmi generativi per ottenere risposte immediate e sintetiche. Tale fenomeno non solo diminuisce il flusso diretto verso i siti giornalistici, ma implica anche una ristrutturazione dei modelli di distribuzione delle notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo studio, come scritto, si basa su dati Comscore raccolti su un panel di ~364 mila utenti desktop (la precisazione è necessaria e non sufficiente in quanto l&#8217;accesso principale alle news resta il mobile) negli Stati Uniti, nel periodo luglio–novembre 2024, che utilizzavano ChatGPT e/o Perplexity come GenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">I risultati indicano che solo una frazione minima dei referral (cioè, delle visite fatte cliccando link suggeriti da questi strumenti AI) riguarda siti di news. In particolare, appena il <em>3,2%</em> del traffico in uscita da ChatGPT è diretto verso fonti di notizie, mentre per Perplexity la quota sale al <em>7,4%</em>​. La stragrande maggioranza dei link seguiti dagli utenti attraverso queste piattaforme punta invece verso altre tipologie di contenuti: siti educativi (fino al 30% del traffico di Perplexity), risorse tecniche e di programmazione (circa 18% del traffico da ChatGPT), oppure articoli scientifici e accademici open-access​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In termini assoluti, il volume di utenti del panel che approda su siti di news tramite AI è esiguo. Nell’arco di cinque mesi, solo il 7% degli utenti ChatGPT monitorati (circa 1.400 persone su ~20.000) ha cliccato almeno un link verso una testata giornalistica (!), percentuale che sale al 21% per gli utenti Perplexity (circa 800 su ~4.000)​. Su un totale di 143 siti di news tracciati, appena 5 testate hanno ricevuto più di 100 visitatori unici provenienti da queste due piattaforme AI nell’intero periodo considerato​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In altre parole, il contributo di ChatGPT e Perplexity al traffico delle news online appare al momento trascurabile. Gli autori dello studio sottolineano che, ad oggi, l’IA generativa non si è affermata come un intermediario significativo per il pubblico delle notizie​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Va notato che alcune differenze emergono tra i due servizi analizzati. Perplexity – un motore di ricerca AI con base di utenti più piccola ma focalizzato sulle query web – tende a indirizzare verso un numero maggiore di siti d’informazione (110 fonti news contro 69 per ChatGPT nello studio) ed ha le news come terza categoria per volume di referral (dopo istruzione e fonti accademiche)​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">ChatGPT invece sembra <em>meno orientato alle news</em>, con meno testate raggiunte e una maggiore propensione a linkare risorse tecniche o di altro genere. Ciò potrebbe riflettere differenze d’uso: Perplexity viene usato in modo più simile a un motore di ricerca classico, mentre ChatGPT è spesso impiegato per quesiti di natura generale o tecnica. In entrambi i casi, comunque, i contenuti giornalistici rimangono ai margini dell’ecosistema delle risposte fornite dall’IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"></p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30)"><strong>Il trend confermato da altre ricerche</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un rapporto di <em>Similarweb</em> citato da Press Gazette<a href="#_ftn5" id="_ftnref5">[5]</a> ha rilevato che il traffico web globale indirizzato da ChatGPT verso 14 tra i principali siti d’informazione (tra cui <em>New York Times</em>, <em>CNN</em>, <em>BBC</em>, <em>Guardian</em>, <em>Washington Post</em>, ecc.) è passato da circa 435.000 visite in agosto 2024 a 3,5 milioni in gennaio 2025, con un incremento di otto volte grazie anche all’introduzione della modalità “ChatGPT Search” con fonti citate​. &nbsp;Attenzione a male interpretare questa crescita apparentemente “impressionante” in valori assoluti: la quota rimane insignificante rispetto al traffico complessivo di quei siti: le stesse testate hanno totalizzato <em>3,8 miliardi</em> di visite nel solo gennaio 2025, il che significa che <strong>le visite provenienti da ChatGPT rappresentavano meno dello 0,1% del totale</strong>​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In altre parole, per ogni 1000 accessi a un sito di news, meno di 1 arrivava dal chatbot di OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche <strong>Perplexity.ai</strong> mostra numeri modesti: nel semestre osservato ha generato tra i 450.000 e 850.000 click al mese verso quelle 14 testate​. Inoltre, diversamente da ChatGPT, non ha registrato un trend di crescita altrettanto netto, forse perché la sua base utenti è più limitata o stabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questi dati confermano la tesi che, pur aumentando in valore assoluto, il contributo delle piattaforme di IA generativa al traffico dei publisher news rimane poco significativo e, sarebbe forse utile trovare il modo di rapportare questi incrementi in valore assoluto alla crescita degli strumenti di IA ed al numero degli utenti che “restano” invece nella ragnatela generativa, come fatto da Diakopoulos e Hagar​. Alcuni addetti ai lavori riportano sì un recente incremento di visite da ChatGPT (ad esempio <em>The Atlantic</em> ha dichiarato +80% di referral da ChatGPT tra dicembre e gennaio​), ma si tratta comunque di variazioni su numeri di partenza molto bassi. La maggior parte degli editori continua a vedere <strong>un flusso quasi nullo</strong> di utenti provenienti da queste fonti​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro dato interessante riguarda le abitudini degli utenti di questi chatbot: secondo un’analisi citata dagli stessi ricercatori, meno del 2% delle query poste ai modelli linguistici generativi riguarda notizie o attualità​. La stragrande maggioranza delle domande a ChatGPT e simili verte su altri ambiti (curiosità, istruzioni, coding, consigli pratici, etc.). Questo suggerisce che, almeno finora, il pubblico non sta usando massicciamente i chatbot AI per cercare e leggere notizie – preferendo forse altri canali tradizionali per informarsi – oppure che quando lo fa si accontenta della risposta sintetica senza approfondire oltre cliccando la fonte originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"></p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30)"><strong>L’impatto dell’AI generativa sulla ricerca Google e il “calo invisibile”</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oltre ai nuovi attori come ChatGPT e Perplexity, anche i giganti della ricerca web stanno integrando funzionalità di IA generativa che potrebbero incidere sul traffico degli editori. Google, in particolare, ha introdotto negli Stati Uniti e nel Regno Unito le AI Snapshot/Overview – riquadri in cima ai risultati di ricerca che forniscono una risposta generata dall’IA di Google (basata su il suo modello Gemini) con un breve riassunto e link alle fonti​.<a href="#_ftn6" id="_ftnref6">[6]</a> &nbsp;L’implementazione di queste <em>“risposte rapide”</em> ha sollevato preoccupazioni tra i publisher sin dal debutto, per il timore che gli utenti trovino ciò che cercano direttamente sul motore di ricerca senza più bisogno di cliccare sui siti di notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel mercato britannico, dove le AI Overviews sono attive da metà 2024, alcuni editori parlano già di un calo misurabile del traffico da Google Search. Secondo un rappresentante di una associazione editoriale britannica, citato da <em>The Media Leader<a href="#_ftn7" id="_ftnref7"><strong>[7]</strong></a></em>, nelle settimane successive al lancio delle risposte AI si è osservato un decremento del 5–10% delle visite da ricerca organica verso i siti di news​. Questa stima, definita “prudente”, potrebbe aggravarsi man mano che le AI Overviews diventeranno più comuni su ulteriori query, erodendo spazi che prima garantivano clic verso i contenuti editoriali​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un dirigente SEO di un grande gruppo media ha commentato che Google sta compiendo un cambiamento di strategia “<strong>da un indice dell’informazione mondiale a un motore di risposta”</strong>, cercando di trattenere gli utenti sul proprio ecosistema fornendo direttamente le risposte – e il risultato diretto è una riduzione del potenziale di traffico per gli editori​.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>NOTE</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> &#8211; <strong>Antonio Rossano</strong>, <em>ChatGPT è una minaccia per il giornalismo?</em>, interskills.it, 21 giugno 2024, https://www.interskills.it/2024/06/21/chatgpt-e-una-minaccia-per-il-giornalismo/<br><strong>&#8211; Antonio Rossano</strong>, <em>Giornalismo e IA: la sfida della complessità</em> , Media Studies, 27 settembre 2024, https://www.mstudies.it/2024/09/27/la-sfida-della-complessita/<br><strong>&#8211; Antonio Rossano</strong>, <em>Problemi dell’informazione: i motori di ricerca generativi</em>, interskills.it, 5 novembre 2024, https://www.interskills.it/2024/11/05/problemi-dellinformazione-i-motori-di-ricerca-generativi/</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> &#8211; il tempo medio settimanale dedicato ai libri tra chi si dichiara lettrice o lettore, nel 2024 è stato pari a 2 ore e 47 minuti, contro le 3 ore e 16 minuti del 2023- dati Associazione Italiana Editori (AIE), <strong>illibraio.it</strong>, <em>Ancora in calo il tempo medio dedicato alla lettura di libri in Italia</em>, https://www.illibraio.it/news/ebook-e-digitale/tempo-lettura-di-libri-1464607/<br>&#8211; Il tempo medio giornaliero dedicato alla lettura di notizie sui siti web è passato a soli 2 minuti e 35 secondi. Questo dato rappresenta una diminuzione di circa 1 minuto e 23 secondi rispetto al 2019. Dati Audiweb. <strong>Andrea Valente</strong>, <em>Quarto potere, anzi potere 4.0. Il tempo di lettura degli italiani online</em>, Informazione senza filtro, https://www.informazionesenzafiltro.it/tempo-di-lettura-italiani-online</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref3" id="_ftn3"><strong>[3]</strong></a><strong> </strong><strong>Luciano Floridi, Anna C Nobre</strong>, Anthropomorphising Machines and Computerising Minds: The Crosswiring of Languages between Artificial Intelligence and Brain &amp; Cognitive Sciences, Springer Nature, 25 aprile 2024, https://link.springer.com/article/10.1007/s11023-024-09670-4</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref4" id="_ftn4">[4]</a> <strong>Nicholas Diakopoulos, Nick Hagar</strong>, <em>GenAI as News Gatekeeper? What Traffic Data Shows</em>, Medium, 6 marzo 2025, https://generative-ai-newsroom.com/genai-as-news-gatekeeper-what-traffic-data-shows-783795ba2103</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref5" id="_ftn5">[5]</a> <strong>Bron Maher</strong>, ChatGPT referrals to top publishers up eight times in six months but still negligible, PressGazette, 21 febbraio 2025, https://pressgazette.co.uk/platforms/chatgpt-perplexity-news-ai-referral-search/</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref6" id="_ftn6">[6]</a> <strong>Carla Federico</strong>, <em>Le AI Overview di Google alla prova di Brightedge</em>, interskills.it, 26 luglio 2024, https://www.interskills.it/2024/07/26/le-ai-overview-di-google-alla-prova-di-brightedge/</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref7" id="_ftn7"><strong>[7]</strong></a><strong> Jack Benjamin</strong>, <em>Publishers say Google’s AI Overviews have reduced traffic potential</em>, The MediaLeader, 26 novembre 2024, https://uk.themedialeader.com/publishers-say-googles-ai-overviews-have-reduced-traffic-potential/</p>
</div>



<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<div style="height:210px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti <strong>su Gemini 2.0 Flash</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><a href="https://notebooklm.google/"><img decoding="async" width="265" height="24" src="https://interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/image.png" alt="" class="wp-image-9738" style="width:221px;height:auto"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br><strong><strong>Qual è il ruolo dell&#8217;IA generativa come &#8220;gatekeeper&#8221; dell&#8217;informazione e come sta influenzando il traffico dei siti di news?</strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0">L&#8217;IA generativa sta agendo come un filtro, e in molti casi come un &#8220;gatekeeper,&#8221; dell&#8217;informazione, modificando il tradizionale ecosistema mediatico. Gli utenti, trovando risposte esaustive direttamente nei chatbot IA (come ChatGPT, Gemini, Perplexity), potrebbero essere meno incentivati a visitare i siti di news originali. L&#8217;IA generativa interrompe il flusso virtuoso di traffico dai motori di ricerca tradizionali ai siti di news, che si erano adattati al mondo digitale con fatica. La tendenza è esacerbata dalla diminuzione del tempo dedicato alla lettura</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Quali dati supportano l&#8217;affermazione che l&#8217;IA generativa sta riducendo il traffico dei siti di news?</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Uno studio condotto da Nicholas Diakopoulos e Nick Hagar ha analizzato dati Comscore e ha rilevato che solo una minima frazione dei referral da piattaforme IA (ChatGPT e Perplexity) riguarda siti di news. In particolare, solo il 3,2% del traffico da ChatGPT e il 7,4% da Perplexity sono diretti a fonti di notizie. La maggior parte dei link punta a siti educativi, risorse tecniche o articoli scientifici. In termini assoluti, solo una piccola percentuale di utenti di ChatGPT e Perplexity clicca su link verso testate giornalistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0;font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>Ci sono differenze tra i vari strumenti di IA generativa (come ChatGPT e Perplexity) per quanto riguarda il referral di traffico verso i siti di news?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Sì, ci sono differenze. Perplexity, un motore di ricerca AI focalizzato sulle query web, tende a indirizzare verso un numero maggiore di siti di informazione rispetto a ChatGPT. ChatGPT, d&#8217;altra parte, sembra meno orientato alle news e più propenso a linkare risorse tecniche. Queste differenze potrebbero riflettere diversi modelli d&#8217;uso: Perplexity è usato più come un motore di ricerca tradizionale, mentre ChatGPT è impiegato per quesiti di natura generale o tecnica.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>Come si concilia la crescita del traffico dai chatbot IA verso i siti di news con l&#8217;affermazione che il loro impatto è trascurabile?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Anche se il traffico da piattaforme come ChatGPT verso i siti di news è aumentato in valore assoluto (ad esempio, un rapporto ha rilevato un incremento da 435.000 a 3,5 milioni di visite in pochi mesi), la quota rimane insignificante rispetto al traffico complessivo di quei siti. Ad esempio, per ogni 1000 accessi a un sito di news, meno di 1 arriva dal chatbot di OpenAI. È quindi importante rapportare questi incrementi alla crescita degli strumenti di IA e al numero di utenti che &#8220;restano&#8221; nella rete generativa senza cliccare sui link.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>Qual è l&#8217;impatto delle AI Overview di Google sul traffico dei siti di news?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Le AI Overview di Google (risposte generate dall&#8217;IA visualizzate in cima ai risultati di ricerca) sollevano preoccupazioni tra i publisher, poiché gli utenti potrebbero trovare ciò che cercano direttamente sul motore di ricerca senza bisogno di cliccare sui siti di notizie. Alcuni editori nel Regno Unito, dove le AI Overviews sono attive, hanno già segnalato un calo misurabile (5-10%) del traffico da Google Search verso i siti di news. Google sta passando da un &#8220;indice dell&#8217;informazione mondiale&#8221; a un &#8220;motore di risposta&#8221;, trattenendo gli utenti nel proprio ecosistema e riducendo il potenziale di traffico per gli editori.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>Quali sono le abitudini degli utenti quando utilizzano chatbot IA come ChatGPT?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Meno del 2% delle query poste ai modelli linguistici generativi riguarda notizie o attualità. La maggior parte delle domande verte su altri ambiti come curiosità, istruzioni, coding, e consigli pratici. Questo suggerisce che, finora, il pubblico non sta usando massicciamente i chatbot AI per cercare e leggere notizie, preferendo altri canali o accontentandosi di risposte sintetiche senza approfondire.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong><strong>Quali sono gli accordi tra editori e aziende di IA e come influenzano il traffico dei siti di news?</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Gli accordi tra editori e aziende di IA per l&#8217;addestramento dei modelli con dati &#8220;affidabili&#8221; (come Associated Press, Reuters, The Atlantic, Axel Springer, ecc.) hanno spostato di fatto i lettori dai siti dei giornali ai &#8220;walled garden&#8221; dei chatbot IA. Se una persona trova una risposta esaustiva e &#8220;certificata&#8221; in un chatbot, potrebbe non sentire la necessità di approfondire ulteriormente la lettura sul sito originale.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong><strong>Quali sono le implicazioni dell&#8217;uso di una terminologia antropomorfica, come &#8220;intelligenza artificiale&#8221;, sulla percezione dell&#8217;attendibilità delle informazioni generate dall&#8217;IA?</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">L&#8217;uso di una terminologia antropomorfica, come &#8220;intelligenza&#8221; anteposta alla parola &#8220;artificiale&#8221;, può generare fraintendimenti nelle persone, portandole a credere che, se qualcosa è &#8220;intelligente&#8221;, è anche automaticamente attendibile. Questo può influenzare la fiducia che gli utenti ripongono nelle risposte generate dall&#8217;IA, a discapito delle fonti di informazione tradizionali.</p>
</div>
</div>
</div>
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					<wfw:commentRss>https://www.interskills.it/2025/03/07/genai-come-gatekeeper-come-lia-generativa-riduce-il-traffico-dei-siti-di-news/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Reuters Institute: Tendenze e Previsioni per il 2025</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/01/09/reuters-institute-tendenze-e-previsioni-per-il-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 12:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di business]]></category>
		<category><![CDATA[Reuters Institute for the Study of Journalism]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012025]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=11197</guid>

					<description><![CDATA[Il giornalismo affronta un 2025 cruciale, tra sfide tecnologiche e opportunità innovative. Intelligenza artificiale, agenti conversazionali e nuovi modelli di business ridefiniscono il settore, ma emergono rischi per l’autenticità e la fiducia. Gli editori puntano su diversificazione e qualità per coinvolgere il pubblico, ma devono bilanciare innovazione e valori tradizionali per sostenere la democrazia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-e75bed05 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<div class="wp-block-group has-global-padding is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);font-size:clamp(1.039rem, 1.039rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.935), 1.6rem);"><strong>Il podcast di quest&#8217;articolo è generato con NotebookLM</strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/01/Journalism-Media-and-Technology-Trends-and-Predictions-2025.wav"></audio></figure>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Reuters Institute: Tendenze e Previsioni per il 2025</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Reuters Insititute ha pubblicato oggi, come ogni anno, il rapporto <strong>&#8220;Journalism and Technology Trends and Predictions 2025&#8221;, </strong>curato da Nic Newman e Federica Cherubini, con un ampio panorama sulle difficoltà e le opportunità che caratterizzeranno il settore dei media e del giornalismo nel prossimo futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il rapporto è basato su un sondaggio realizzato tra il 20 novembre e il 20 dicembre 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">326 partecipanti, provenienti da 51 paesi e territori, sono stati intervistati in quanto ricoprivano posizioni senior (editoriali, commerciali o relative al prodotto) in aziende editoriali tradizionali o native digitali ed erano responsabili di aspetti legati alla strategia digitale o ai media in generale</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il 2025 rappresenta un anno cruciale per il futuro del giornalismo, tra sfide tecnologiche, cambiamenti nei modelli di business e crescenti pressioni sociali. Le organizzazioni di notizie dovranno innovare senza perdere di vista i propri valori fondamentali. La capacità di adattarsi rapidamente e collaborare con piattaforme emergenti sarà fondamentale per mantenere la rilevanza e la fiducia del pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il documento rappresenta le molteplici difficoltà, ma evidenzia anche spunti di ottimismo che si possono sostanziare in una crescente attenzione verso contenuti di qualità, esperienze personalizzate e modelli di business diversificati, in un settore che sta cercando nuovi modi per sopravvivere in un panorama in continua evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>L’Intelligenza Artificiale (IA) come Trasformazione e Sfida</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;IA sta emergendo come forza centrale nell&#8217;evoluzione del giornalismo. Le piattaforme basate su modelli generativi, come ChatGPT e Perplexity, stanno rivoluzionando il modo in cui le notizie vengono create e distribuite. Questi strumenti sono in grado di produrre sintesi di articoli e risposte a domande basate su fonti giornalistiche, ma questo processo sta sollevando preoccupazioni significative:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="289" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/01/Newman-Trends-and-Predictions-2025-redazioni.webp" alt="" class="wp-image-11209" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/01/Newman-Trends-and-Predictions-2025-redazioni.webp 700w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/01/Newman-Trends-and-Predictions-2025-redazioni-600x248.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/01/Newman-Trends-and-Predictions-2025-redazioni-300x124.webp 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Trends and Predictions 2025</strong> &#8211;  Domanda: Come l&#8217;IA sta trasformando le redazioni?</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Rischio di perdita di traffico</strong>: Negli ultimi anni, il traffico di referral dai social media verso i siti di notizie ha subito un calo significativo, ma ora sono i motori di ricerca a rappresentare una sfida potenzialmente più grave. Le piattaforme stanno integrando sempre più sintesi generate dall’IA, che potrebbero ridurre ulteriormente la visibilità dei link verso contenuti giornalistici.<br>Gli editori temono che l&#8217;integrazione delle sintesi generative nelle ricerche riduca ulteriormente il traffico verso i loro siti web, già colpito dal crollo delle visite da piattaforme come Facebook (-67% negli ultimi due anni).<br>Secondo il sondaggio, il 74% degli editori si dice preoccupato per un possibile declino del traffico da motori di ricerca nel 2025. D’altra parte, l’opportunità di collaborare con le piattaforme per sviluppare nuovi modelli di monetizzazione e raggiungere un pubblico più ampio, può rappresentare un aspetto positivo.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Licenze e equità</strong>: La mancanza di trasparenza e la concentrazione di accordi con pochi grandi editori internazionali (come News Corp e Reuters) rischiano di accentuare le disuguaglianze a discapito delle realtà locali.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Polarizzazione e la Crisi della Fiducia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il rapporto evidenzia un aumento degli attacchi politici al giornalismo, in un contesto globale sempre più polarizzato. In paesi come gli Stati Uniti, leader politici preferiscono comunicare tramite canali propri o influencer, evitando i media tradizionali. Questo fenomeno, unito all&#8217;ascesa di creatori indipendenti senza formazione giornalistica, sta erodendo la fiducia nel giornalismo istituzionale. Solo il 41% dei leader intervistati si dice fiducioso sul futuro del giornalismo come istituzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al contempo, piattaforme come TikTok e Instagram stanno diventando sempre più influenti, soprattutto tra i giovani, offrendo una miscela di intrattenimento e opinioni politiche. Questo rappresenta una nuova concorrenza per le testate tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nuovi Modelli di Business e Prodotti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte alla contrazione delle entrate pubblicitarie e al rallentamento della crescita degli abbonamenti, gli editori stanno puntando su strategie innovative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Diversificazione delle entrate</strong>: L&#8217;abbonamento rimane la principale fonte di reddito per il 77% delle testate, ma altre strategie, come eventi, crowdfunding e sponsorizzazioni, stanno guadagnando terreno.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Lancio di nuovi prodotti</strong>: Molti editori stanno sviluppando offerte mirate, tra cui giochi (29%), prodotti educativi (26%) e contenuti video o audio personalizzati. E qui, osserviamo noi, ci si potrebbe/dovrebbe chiedere se questa mutazione morfologica delle aziende editoriali non rappresenti un vulnus per l’informazione come fondamento della democrazia.<br>In sostanza, non è che spostando l&#8217;attenzione da un&#8217;informazione approfondita e indipendente verso prodotti commerciali o di intrattenimento, si rischia di compromettere il ruolo cruciale del giornalismo nella società?<br><br></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli editori stanno integrando l’IA non solo nei processi di produzione, ma anche nell’esperienza utente. Funzionalità come sintesi audio, traduzioni multilingue e personalizzazione dei contenuti stanno rendendo le notizie più accessibili e fruibili. Tuttavia, questo progresso solleva interrogativi su occupazione, etica e qualità dell&#8217;informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Il Dilemma delle Relazioni con le Piattaforme</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le relazioni tra editori e grandi piattaforme tecnologiche come Google, OpenAI e Meta sono al centro del dibattito. Mentre molti editori stanno cercando di stringere collaborazioni per accedere a nuove fonti di reddito, altri preferiscono ridurre la dipendenza da queste aziende. La crescita di canali alternativi come Bluesky e WhatsApp riflette il desiderio degli editori di diversificare le loro strategie di distribuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un trend emergente, osservato nel Report, è la crescente influenza dei creatori di contenuti. Figure come Joe Rogan o Johnny Harris stanno ridefinendo il rapporto tra pubblico e informazione, grazie a formati innovativi e relazioni più dirette con gli spettatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Uno Sguardo al Futuro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante le sfide, il 56% dei leader del settore si dice ottimista sulle prospettive di crescita per il 2025. La capacità di innovare, mantenendo saldi i valori fondamentali del giornalismo, sarà cruciale per riconquistare la fiducia del pubblico e affrontare i rapidi cambiamenti tecnologici e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La domanda centrale per il futuro del giornalismo non è solo come adattarsi, ma come guidare il cambiamento, riaffermando la propria rilevanza in un panorama sempre più dominato da algoritmi e piattaforme digitali.</p>
</div>



<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<div style="height:210px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti <strong>su Gemini 2.0 Flash</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><a href="https://notebooklm.google/"><img decoding="async" width="265" height="24" src="https://interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/image.png" alt="" class="wp-image-9738" style="width:221px;height:auto"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br><strong><strong>Quali sono le principali sfide che il giornalismo affronterà nel 2025? nei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM)?</strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0">Nel 2025, il giornalismo si troverà a fronteggiare diverse sfide significative. Innanzitutto, continueranno gli attacchi da parte di figure politiche ostili e le difficoltà economiche, che metteranno a dura prova la sostenibilità delle testate. Si prevede anche una battaglia per la tutela della proprietà intellettuale contro piattaforme che sfruttano l&#8217;IA. In particolare, le modifiche ai motori di ricerca, con l&#8217;introduzione di risposte &#8220;simil-articolo&#8221; generate dall&#8217;IA, causeranno una riduzione della visibilità dei contenuti giornalistici. Inoltre, un ecosistema di notizie alternativo, guidato da personalità e creator esterni alle norme giornalistiche, sta guadagnando influenza e fiducia, erodendo il ruolo dei media tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong><strong><strong>Come sta cambiando il rapporto tra le testate giornalistiche e le grandi piattaforme tecnologiche?</strong></strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Le testate giornalistiche si trovano in una posizione ambivalente nei confronti delle piattaforme tecnologiche. Da un lato, alcune cercano di rafforzare i legami per accedere a nuove fonti di reddito e raggiungere un pubblico più ampio. Dall&#8217;altro, molte cercano di ridurre la loro dipendenza, viste le problematiche legate alla diminuzione del traffico di referral da social e motori di ricerca, e la scarsa trasparenza e concentrazione degli accordi di licenza con le piattaforme AI. Di conseguenza, si osserva una diversificazione delle strategie, con testate che esplorano canali alternativi come Bluesky e WhatsApp. Il rapporto è quindi in evoluzione, con alcuni che vedono un&#8217;opportunità per cambiare le regole del gioco a loro favore.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0;font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>Qual è l&#8217;impatto dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) sul giornalismo nel 2025?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">L&#8217;IA sta trasformando profondamente il giornalismo. Strumenti basati sull&#8217;IA generativa sono utilizzati per creare sintesi di articoli, rispondere a domande e automatizzare altri processi. Questo porta dei benefici, come la maggiore accessibilità dei contenuti grazie a sintesi audio, traduzioni e personalizzazione, ma anche dei rischi, quali la potenziale perdita di traffico verso i siti di notizie, l&#8217;aumento della disinformazione (AI slop), e problematiche legate ai diritti d&#8217;autore e alla remunerazione del lavoro giornalistico. L&#8217;IA è dunque un&#8217;opportunità, ma anche una sfida che le testate dovranno gestire con attenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>In che modo i modelli di business delle testate giornalistiche stanno evolvendo?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Di fronte alla contrazione delle entrate pubblicitarie e al rallentamento della crescita degli abbonamenti, le testate stanno diversificando i loro modelli di business. Gli abbonamenti restano la principale fonte di reddito, ma diventano cruciali entrate da eventi, crowdfunding, sponsorizzazioni, e-commerce e altri business correlati. Inoltre, si assiste a un aumento dell&#8217;offerta di prodotti nuovi, mirati a un pubblico più ampio e giovane, tra cui giochi, prodotti educativi, podcast, contenuti video e audio personalizzati. In particolare, la strategia del &#8220;bundling&#8221;, che offre un&#8217;unica sottoscrizione a più servizi, sta guadagnando popolarità.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>Come sta cambiando il ruolo dei giornalisti nell&#8217;ecosistema mediatico?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">L&#8217;ecosistema dei media sta diventando sempre più orientato alla figura del &#8220;creator&#8221;, con giornalisti che cercano più controllo sul loro lavoro e sulle relazioni con il pubblico, spesso lanciandosi come substacker, podcaster o youtuber. Questo fenomeno divide: alcuni lo vedono positivamente, come un&#8217;opportunità per nuove prospettive e connessioni con il pubblico, altri sono preoccupati per il rischio di una minore attenzione al controllo delle fonti, maggiore disinformazione e disparità di genere nella visibilità dei giornalisti. Si prevede anche un aumento di collaborazioni tra media tradizionali e figure influencer per raggiungere pubblici diversi e rafforzare la credibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong>Quali sono le preoccupazioni principali riguardo alla gestione del personale nelle redazioni?</strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Le testate giornalistiche sono sempre più preoccupate di attrarre e trattenere talenti, soprattutto nelle aree tecnologiche come la scienza dei dati e l&#8217;ingegneria del software. La perdita di talenti editoriali &#8220;di punta&#8221;, spesso attratti da piattaforme esterne o da un lavoro autonomo, è un&#8217;altra criticità. I media sono meno preoccupati di attrarre giornalisti editoriali in generale. Le figure di spicco vengono spesso riconosciute come fonte di engagement per le testate, rendendo più complesse le negoziazioni contrattuali e di permanenza. Si evidenzia la necessità per le redazioni di adattarsi e innovare nelle strategie di gestione del personale.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><br><strong><strong><strong><strong>Come stanno le testate reagendo alla crescente &#8220;news fatigue&#8221; tra il pubblico e i giornalisti?</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">Le testate stanno affrontando la crescente &#8220;news fatigue&#8221; in diversi modi. Da un lato, cercano di offrire un&#8217;informazione più &#8220;lenta&#8221;, con approfondimenti e analisi, e contenuti costruttivi che non generino ansia. Dall&#8217;altro, puntano a formati alternativi come l&#8217;audio e i video, anche sfruttando l&#8217;IA, o a contenuti più specifici per i target di riferimento come i giovani. Si assiste anche a un ritorno all&#8217;interesse per la carta stampata come strumento meno invasivo e più stimolante del digitale. L&#8217;obiettivo è di trovare nuove modalità per coinvolgere il pubblico e combattere la disinformazione in un mondo sovraccarico di contenuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong><strong><strong><strong><strong>Qual è l&#8217;impatto dei &#8220;conversational interfaces&#8221; e degli &#8220;intelligent agents&#8221; sul consumo di notizie?</strong></strong></strong></strong></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">I &#8220;conversational interfaces&#8221; e gli &#8220;intelligent agents&#8221; rappresentano una delle tendenze più importanti per il 2025. I consumatori saranno sempre più in grado di interagire con i contenuti attraverso la voce e di avere assistenti virtuali che ricercano e forniscono informazioni personalizzate. Questo cambiamento ha un impatto notevole sul consumo di notizie, con testate che sperimentano chatbot per rispondere alle domande dei lettori, e piattaforme che integrano funzionalità di &#8220;chat with the article&#8221; (dialoga con l&#8217;articolo). Questa evoluzione promette un&#8217;interazione più fluida e personalizzata con le notizie, ma solleva anche ulteriori questioni in merito alla visibilità e alla remunerazione dei contenuti giornalistici.</p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
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