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	<title>padre paolo benanti &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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		<title>Crescono le cause contro OpenAI per la violazione del copyright</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/29/crescono-le-cause-contro-openai-per-la-violazione-del-copyright/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 10:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel febbraio 2024, The Intercept, Raw Story e AlterNet hanno fatto causa a OpenAI, accusandola di violare il copyright copiando articoli senza attribuzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Nel mese di febbraio 2024, <em><a href="https://theintercept.com/">The Intercept</a></em>, <em><a href="https://www.rawstory.com/">Raw Story</a></em> e <em><a href="https://www.alternet.org/">AlterNet</a></em> hanno presentato <a href="https://www.theverge.com/2024/2/28/24085973/intercept-raw-story-alternet-openai-lawsuit-copyright">azioni legali</a> presso il tribunale distrettuale meridionale di New York contro OpenAI, rappresentate dallo studio legale Loevy &amp; Loevy.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Questi siti accusano ChatGPT di riprodurre proprie opere giornalistiche protette da copyright senza nemmeno fornire informazioni fondamentali come gli autori, i titoli, i diritti d&#8217;autore o i termini di utilizzo di tali opere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Tale mancanza di attribuzione aggraverebbe la violazione dei diritti degli autori e del rispetto delle norme sul copyright. Infatti i legali lamentano che ChatGPT replica letteralmente o quasi letteralmente i propri contenuti senza fornire le necessarie informazioni sul copyright.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Le azioni legali avanzate da Raw Story e AlterNet vanno oltre, sostenendo che OpenAI e Microsoft erano consapevoli che l&#8217;eventuale violazione del copyright avrebbe compromesso la popolarità e le entrate di ChatGPT. Entrambe le società offrono una copertura legale ai clienti paganti nel caso di denunce per violazione del copyright riguardanti l&#8217;utilizzo di strumenti come Copilot o ChatGPT Enterprise.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">È importante notare che OpenAI ha già affrontato <a href="https://www.interskills.it/2024/02/23/le-controversie-sul-copyright-nelladdestramento-dei-modelli-di-intelligenza-artificiale/">altre cause legali</a> riguardanti il copyright, dove l&#8217;azienda è riuscita a difendersi con successo. Nel luglio scorso, la comica Sarah Silverman insieme ad altri autori come Christopher Golden, Richard Kadrey, Paul Tremblay e Mona Awad aveva accusato OpenAI di aver utilizzato i loro lavori per addestrare ChatGPT senza consenso, violando il loro diritto d&#8217;autore. Tuttavia, il 19 febbraio 2024, la giudice federale Araceli Martínez-Olguín ha respinto le accuse.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Date queste premesse, <a href="https://www.niemanlab.org/2024/03/the-intercept-charts-a-new-legal-strategy-for-digital-publishers-suing-openai/">la strategia legale</a> di Loevy &amp; Loevy si concentra sulla presunta violazione della Digital Millennium Copyright Act (DMCA) del 1998 da parte di OpenAI. Il Digital Millennium Copyright Act rende illegali la produzione e la divulgazione di tecnologie, strumenti o servizi che aggirino le misure di accesso ai lavori protetti dal copyright (conosciuti anche come DRM) e criminalizza l&#8217;elusione di dispositivi di controllo d&#8217;accesso, anche senza violazione effettiva del diritto d&#8217;autore. Inoltre, prevede un inasprimento delle pene per la violazione del copyright su Internet. Lo studio legale sostiene che OpenAI avrebbe intenzionalmente rimosso le informazioni relative al copyright dagli articoli online di <em>The Intercept</em>, <em>Raw Story</em> e <em>AlterNet</em> inclusi nei set di dati di addestramento di ChatGPT, violando apertamente il DMCA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Affinché sia possibile citare direttamente OpenAI però gli editori devono mantenere una documentazione delle opere prodotte e utilizzate presso l&#8217;Ufficio copyright degli Stati Uniti. I giornali in formato cartaceo hanno la possibilità di pagare una tariffa mensile per registrare tutti i contenuti pubblicati durante il periodo considerato, mentre le pubblicazioni esclusivamente digitali devono gestire registrazioni elettroniche per ciascun singolo articolo, il che comporta costi significativi. Ad esempio, il processo di registrazione di tutti gli articoli presenti su un sito di notizie prolifico come <em>The Intercept</em> può rapidamente accumulare decine di migliaia di dollari. Questo crea un problema ulteriore per siti come The Intercept, <em>Raw Story</em> e <em>AlterNet</em> nel dimostrare tali le violazioni. In questo senso una delle <a href="https://www.milanofinanza.it/news/intelligenza-artificiale-ecco-le-proposte-consegnate-dalla-commissione-di-padre-benanti-a-giorgia-meloni-202403271156508846">linee di intervento</a> proposte nella relazione della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione, presentato alla premier Giorgia Meloni lo scorso 26 marzo, potrebbe rappresentare un utile strumento. La Commissione presieduta da padre Paolo Benanti propone la promozione della tracciabilità mediante la marcatura temporale dei contenuti editoriali con tre obiettivi: presidiare l&#8217;autenticità e la provenienza dei contenuti da fonti editoriali; garantire la patemità delle opere e la titolarità dei diritti; consentire l&#8217;attribuzione della responsabilità dei contenuti per contrastare la disinformazione.</p>
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		<title>La politica italiana sui temi dell’IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/01/26/la-politica-italiana-sui-temi-dellia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 11:44:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[task force]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 18 gennaio, Giorgia Meloni e Bill Gates hanno discusso dell'IA con Padre Benanti su rischi e opportunità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il 18 gennaio, <a href="https://www.governo.it/it/articolo/il-presidente-meloni-riceve-bill-gates-palazzo-chigi/24783">presso Palazzo Chigi</a>, si è tenuto un incontro tra il Presidente del Consiglio<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/intelligenza-artificiale-benanti-prima-sfida-e-difendere-giornalisti-formazione-fondamentale-AFJ57mNC">, Giorgia Meloni, e Bill Gates</a>, per discutere sulle sfide e le opportunità legate all&#8217;intelligenza artificiale. Alla riunione ha partecipato anche Padre Paolo Benanti, Presidente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’Informazione, noto esperto di etica delle tecnologie e intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;evento ha costituito un momento di riflessione per un&#8217;analisi approfondita dei rischi e delle opportunità derivanti dalle nuove tecnologie, con particolare attenzione al contesto italiano. Giorgia Meloni e Padre Paolo Benanti hanno accolto Bill Gates e hanno guidato la discussione su come gestire in modo proattivo i cambiamenti futuri indotti dall&#8217;IA, anziché subirli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Da alcune <a href="https://www.rainews.it/articoli/2024/01/meloni-riceve-bill-gates-a-palazzo-chigi-al-centro-del-confronto-lintelligenza-artificiale-c6692d25-3a4d-4285-8fb3-d436ba825ada.html">dichiarazioni rilasciate</a> da Benanti dopo l’incontro è emerso che durante il colloquio, sono state sollevate le principali preoccupazioni riguardo al potenziale pericolo che l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta per l&#8217;informazione e per il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche, sottolineando&nbsp; la necessità di difendere la figura del giornalista, evitando che diventi marginale nella produzione delle notizie, e ha esortato a garantire un adeguato sostegno al settore dell&#8217;editoria, specialmente nel difficile rapporto con le grandi aziende tecnologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre Bill Gates, da tecnologo ha soprattutto sottolineato i grandi vantaggi che possono arrivare dalla ottimizzazione di alcuni processi. &nbsp;Per quanto riguarda i rischi, per Gates, l&#8217;importante è che queste tecnologie siano “nelle mani giuste”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tali argomenti sono stati trattati, dallo stesso Benanti durante l’ <a href="https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-36771">audizione in commissione di Vigilanza Rai</a>, sempre del 18 gennaio sull’avvio dei lavori della task force focalizzata su editoria e intelligenza artificiale. L’obiettivo della task force è quello di affrontare le sfide dello sviluppo tecnologico in modo sostenibile e umano-centrico, puntando a valorizzare il lavoro umano nell&#8217;era dell&#8217;IA</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il presidente della commissione ha enfatizzato l&#8217;importanza di formare figure tecniche in grado di utilizzare l&#8217;IA responsabilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra i punti critici, la protezione della stampa e dei giornalisti è emersa come prioritaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Padre Benanti ha ribadito la necessità di ascoltare le voci di giornalisti, editori e attori tecnologici, evidenziando le sfide derivanti dalle grandi aziende tecnologiche che attualmente non rispondono alle logiche degli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.policymakermag.it/italia/intelligenza-artificiale-ed-editoria-le-misure-della-task-force-di-palazzo-chigi/">Altre questioni sollevate</a>, durante l’audizione, includono l&#8217;implementazione di sistemi di filigrana digitale (watermark) per il riconoscimento di contenuti prodotti da IA e la gestione del copyright. La discussione ha evidenziato le sfide nel rendere efficaci questi strumenti, considerando la facilità con cui la filigrana può essere aggirata e la difficoltà nel riconoscere i contenuti generati da IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ritornando all’incontro con Bill Gates è solo l&#8217;ultimo di una serie di incontri della Presidente del Consiglio sul tema dell&#8217;intelligenza artificiale, che include confronti con leader come il primo ministro inglese Rishi Sunak, il patron di Tesla Elon Musk ed il co-fondatore di Linkedin, Reid Hoffman.</p>
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