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	<title>Perplexity &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Sep 2025 06:58:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Comet Plus, l’upgrade premium di Comet che porta l’IA al servizio del giornalismo</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/09/04/comet-plus-lupgrade-premium-di-comet-che-porta-lia-al-servizio-del-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 06:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Comet]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Perplexity]]></category>
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					<description><![CDATA[Perplexity ha lanciato Comet, browser con IA integrata, e presentato Comet Plus, abbonamento per contenuti di qualità e remunerazione editori. L’assistente IA sintetizza pagine, gestisce email, calendario e video, e può agire autonomamente. Comet Plus pagherà editori per visite, citazioni e azioni agentiche, ma rischi legali e privacy restano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo scorso 9 luglio la startup americana <strong>Perplexity</strong> ha fatto il suo ingresso diretto nel mercato dei browser con <strong>Comet</strong>, motore di ricerca con intelligenza artificiale integrata. Poco dopo il 25 agosto è stato lanciato anche <strong><a href="https://www.perplexity.ai/hub/blog/introducing-comet-plus">Comet Plus</a></strong>, un abbonamento pensato per offrire agli utenti un’esperienza di navigazione avanzata, con contenuti di maggiore qualità e un modello di remunerazione più equo per gli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come funziona <em>Comet</em>? E quali prospettive apre <em>Comet Plus</em> per il futuro dell’informazione digitale?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Comet, il browser con assistente IA integrato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo il download dal <a href="https://www.perplexity.ai/comet">sito ufficiale </a>e l&#8217;installazione, l’utente si trova davanti alla schermata iniziale di Comet. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A differenza di una homepage tradizionale, che di solito offre solo una barra di ricerca e i link ai siti più visitati, qui l’approccio è diverso, Comet si presenta come una “scrivania virtuale”. L’idea è quella di trasformare il browser in uno spazio di lavoro integrato, dove organizzare e semplificare le attività digitali quotidiane. Infatti, oltre ai widget classici, come l’orologio e il meteo, sono disponibili strumenti aggiuntivi pensati per la produttività, ad esempio note digitali in stile post-it, utili per annotare rapidamente idee, promemoria o attività da svolgere senza dover passare da un’app esterna.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="804" height="418" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/09/image-1.png" alt="" class="wp-image-12717" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/09/image-1.png 804w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/09/image-1-600x312.png 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/09/image-1-300x156.png 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2025/09/image-1-768x399.png 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1 &#8211; Homepage Perplexity Comet</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Comet ha anche un <strong>assistente IA integrato</strong> pensato per affiancare la navigazione tradizionale con nuove funzioni. Su richiesta dell’utente può, ad esempio, sintetizzare articoli lunghi, suggerire contenuti pertinenti ai propri interessi o confrontare informazioni provenienti da fonti diverse, trasformando il browser da semplice strumento di accesso al web a un supporto attivo nella gestione quotidiana delle informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nello specifico, le funzionalità dell&#8217;assistente IA spaziano dalla gestione della posta elettronica, ad esempio selezionare le e-mail a cui non è stata data risposta, alla gestione del calendario personale per azioni come spostare appuntamenti, preparare incontri o mostrare gli impegni settimanali. In questo modo, Comet si propone non solo come finestra sul web, ma come un supporto attivo capace di inserirsi nel flusso di lavoro quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una delle caratteristiche che rende Comet diverso dai normali browser con IA è la funzione <strong>“@ menziona tab”</strong>, attivabile digitando <strong>@</strong>. Con questa funzione, si può chiedere all’assistente IA di analizzare i contenuti della scheda aperta, per esempio descrivere un profilo social in modo dettagliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre è possibile menzionare più schede contemporaneamente, come un video, un articolo o un post LinkedIn, e fare una vera a propria analisi combinata. L’assistente raccoglie e riassume informazioni da fonti diverse, aiutando a creare un quadro completo e approfondito dell’argomento trattato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa interessante è che, una volta menzionate le tab con <strong>@</strong>, si può procedere a far fare all’assistente azioni concrete, ad esempio, può creare e pubblicare un post sui social. In alcuni casi serve una conferma, ma l’assistente è in grado di generare il contenuto completo di didascalia e pubblicarlo, mostrando come può lavorare direttamente nel flusso di lavoro dell’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra funzione riguarda i <strong>video di YouTub</strong>e, quando si guarda un video, direttamente nel broswer l’assistente può generarne la trascrizione, evidenziare parole chiave, suggerire contenuti simili e nuovi video sullo stesso argomento. Questo rende più semplice fare un analisi combinata e trovare informazioni correlate, senza dover copiare link e usare altri strumenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, Comet segue una politica finalizzata alla completa trasparenza, infatti non si limita a indicare le fonti delle informazioni che fornisce, ma rende visibili anche tutte le fonti consultate durante il processo di ricerca. In questo modo, ogni dato e ogni risposta diventano facilmente verificabili dall’utente, permettendo di controllare direttamente l’attendibilità e l’origine delle informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Le insidie nascoste dietro browser IA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Così come le altre IA, il motore di questo sistema si basa su modelli linguistici avanzati (LLM), simili a quelli utilizzati da chatbot come ChatGPT.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza degli esseri umani, però, questi modelli non ragionano in modo autonomo: elaborano le informazioni seguendo schemi linguistici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per questo sono <a href="https://www.hdblog.it/sicurezza/articoli/n629480/vulnerabilita-ai-browser-comet-dati-personali/">vulnerabili </a>al <em>prompt engineering,</em> una tecnica che sfrutta input testuali nascosti o invisibili al lettore nelle pagine web per influenzare o manipolare le risposte dell’IA spingendo il modello a comportarsi in modi non previsti, mettendo in luce i limiti della sua comprensione autonoma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Durante i test <a href="https://www.hdblog.it/sicurezza/articoli/n629480/vulnerabilita-ai-browser-comet-dati-personali/">condotti </a>da <strong>Brave</strong> browser open-source attento alla privacy, è stato creato un thread su Reddit contenente testo &#8220;mascherato&#8221;. Quando all’assistente IA di Comet è stato richiesto di riassumere il contenuto, ha elaborato anche i comandi nascosti, condividendo dati sensibili come l’indirizzo email dell’utente e riuscendo persino ad accedere all’account Gmail. In pratica, l’IA agiva come un &#8220;vero utente&#8221;, bypassando i sistemi di sicurezza dimostrando l&#8217;incapacità di distinguere tra comandi legittimi dell&#8217;utente e istruzioni malevole nascoste nel contenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo test ha spinto gli esperti di Brave a suggerire di adottare alcune strategie di protezione come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>considerare ogni contenuto della pagina come potenzialmente non sicuro;</li>



<li>far sì che il modello verifichi passo dopo passo che le azioni rispettino l’intento dell’utente;</li>



<li>richiedere conferme prima di eseguire azioni automatiche;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Comet Plus: un modello sostenibile per il giornalismo digitale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity ha poi introdotto <strong>Comet Plus</strong>, un abbonamento pensato per affrontare una delle problematiche più urgenti degli ultimi tempi, ovvero la sostenibilità del giornalismo. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Con<strong> Comet Plus</strong>, Perplexity propone di condividere parte delle entrate con gli editori partner, offrendo loro un ritorno economico ogni volta che i contenuti vengono utilizzati all’interno del browser IA. Nello specifico, la startup americana si impegna a distribuire l&#8217;80% dei ricavi generati dall&#8217;abbonamento Comet Plus agli editori , trattenendo il restante 20% per coprire i costi di calcolo e gestione della piattaforma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In cambio, gli editori garantiscono a Comet l’accesso a contenuti affidabili e di qualità, rafforzando la credibilità delle risposte generate. L’obiettivo è superare il modello basato esclusivamente su clic e visualizzazioni, ormai insufficiente quando le IA riassumono contenuti senza generare traffico diretto ai siti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’abbonamento introduce tre canali di remunerazione per gli editori:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Visite Umane (Human Visits)</strong>: Gli editori ricevono un compenso quando un utente di Comet Plus cerca un argomento e apre un loro articolo.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Citazioni (Search Citations)</strong>: Viene riconosciuta una remunerazione quando il contenuto di un editore partner viene incluso o menzionato nelle risposte generate dall&#8217;IA di Perplexity.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Azioni Agenti (Agent Actions)</strong>: I compensi scattano quando l&#8217;assistente IA di Perplexity visita direttamente un sito per svolgere attività su richiesta dell&#8217;utente, come consultare articoli rilevanti per una specifica attività.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Comet Plus avrà un costo di <strong>5 dollari al mese </strong>ma sarà incluso per gli utenti che hanno già sottoscritto i piani Perplexity Pro e Max, inoltre, la lista iniziale degli editori partner sarà annunciata quando Comet sarà disponibile gratuitamente per tutti gli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La promessa di Comet Plus è ambiziosa: da un lato, si vuole garantire un ritorno economico agli editori; dall’altro, si vuole offrire agli utenti un’esperienza di fruizione delle informazioni più immediata, personalizzata. Ciò mette in relazione i due attori centrali del settore dell&#8217;informazione, chi produce i contenuti e chi li consuma, e si avvia a diventare un modello in cui i vantaggi dell’innovazione non si trovano su una sola parte, ma vengono distribuiti lungo l’intera filiera dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Proprio per questa potenziale capacità di mediare tra interessi diversi, il futuro di Comet Plus potrebbe rappresentare molto più di un semplice esperimento, la piattaforma Comet con questo abbonamento sembra avere il potenziale per diventare un nuovo standard nell’integrazione equa dell’IA nel giornalismo. Tuttavia, affinché ciò avvenga, è indispensabile collocare il lancio di Comet Plus in un contesto che tenga conto anche delle numerose dispute legali ed etiche in cui Perplexity è spesso stata coinvolta. Grandi gruppi editoriali come <em>Dow Jones</em>, <em>The New York Post</em>, <em>News Corp </em>e il <em>New York Times</em> hanno accusato la società di utilizzo improprio dei loro contenuti per l’addestramento dei modelli di IA. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non a caso, già nel luglio 2024, la startup aveva tentato di attenuare le tensioni con gli editori proponendo un <a href="https://www.interskills.it/2024/08/02/perplexity-condivide-i-ricavi-della-pubblicita-con-gli-editori/"><em>Publishers’ Program</em>,</a> un piano pensato per condividere parte dei ricavi pubblicitari con gli editori. In questo senso, Comet Plus può essere visto come il naturale proseguimento di questa strategia, non si tratta solo di un nuovo abbonamento, ma di un continuum della volontà di Perplexity partecipare all&#8217;innovazione tecnologica in atto garantendo il rispetto dei diritti degli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dal punto di vista dell&#8217;avanzamento tecnologico, l’introduzione di questo abbonamento non riguarda soltanto il settore dell&#8217;informazione, il suo lancio potrebbe accelerare l’integrazione dell’IA anche nei browser concorrenti e nei motori di ricerca già dominanti, come Chrome ed Edge, infatti se gli utenti coinvolti manifesteranno di avere un reale vantaggio in termini di efficienza e fruizione, altre piattaforme saranno spinte a introdurre funzionalità analoghe per non restare indietro.<br></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perplexity condivide i ricavi della pubblicità con gli editori</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/08/02/perplexity-condivide-i-ricavi-della-pubblicita-con-gli-editori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Bullone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 08:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Matt Mullenweg]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[Perplexity]]></category>
		<category><![CDATA[publishers'program]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[Perplexity ha lanciato il Publishers’ Program, offrendo editori ricavi pubblicitari, accesso a API e strumenti IA per una partnership vantaggiosa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity, la startup tecnologica che si occupa di sviluppare un motore di ricerca IA avanzato, <a href="https://www.perplexity.ai/hub/blog/introducing-the-perplexity-publishers-program">ha presentato</a>, lo scorso 30 luglio, &nbsp;un nuovo progetto, il Publishers&#8217; Program, ideato per affrontare uno dei principali problemi del panorama informativo moderno dominato dall’Intelligenza artificiale, ovvero garantire la sostenibilità e la sopravvivenza degli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso questo programma Perplexity intende creare partnership con editori che possano essere vantaggiose per entrambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Publishers&#8217; Program si basa su tre punti fondamentali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Condivisione delle Entrate</strong>: Perplexity introdurrà la pubblicità attraverso la sua funzionalità di domande correlate, query che hanno similitudini rispetto a quella inserita nella barra di ricerca, con gli editori che riceveranno una quota dei guadagni generati: quando Perplexity guadagna da un&#8217;interazione in cui viene fatto riferimento al contenuto di un editore, anche quell&#8217;editore riceverà una quota dei ricavi.</li>



<li><strong>Accesso alle API di Perplexity</strong>: Gli editori partner avranno accesso gratuito alle API LLM online di Perplexity e al supporto degli sviluppatori, permettendo loro di creare motori di risposta personalizzati sui propri siti web, utilizzando i propri contenuti per coinvolgere i lettori in modo innovativo.</li>



<li><strong>Enterprise Pro per i Dipendenti</strong>: Perplexity offre gratuitamente per un anno il suo pacchetto Enterprise Pro a tutti i dipendenti degli editori partner, riconoscendo l&#8217;importanza degli strumenti di intelligenza artificiale nella ricerca e nel fact-checking.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L’aspetto più significativo e innovativo del programma è sicuramente l&#8217;accordo di condivisione dei ricavi dalle inserzioni. I brand possono pagare per porre domande di follow-up specifiche e correlate nell&#8217;interfaccia del motore di risposta e sulle Pagine. Come già detto, quando Perplexity guadagna da un&#8217;interazione in cui viene fatto riferimento al contenuto di un editore, anche quell&#8217;editore riceverà una quota dei ricavi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.theverge.com/2024/7/30/24208979/perplexity-publishers-program-ad-revenue-sharing-ai-time-fortune-der-spiegel">Secondo Sara Platnick</a>, portavoce di Perplexity, i pagamenti agli editori saranno effettuati in base alla fonte, compensando gli editori per ogni articolo utilizzato nelle risposte. Attualmente, non ci sono entrate effettive, quindi il programma fornirà anticipi di cassa sui ricavi agli editori mentre Perplexity sviluppa un modello pubblicitario sostenibile a lungo termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il programma ha già attirato un elenco di partner importanti, tra cui TIME, Der Spiegel, Fortune, Entrepreneur, The Texas Tribune, Automattic e WordPress.com.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Shevelenko, direttore commerciale di Perplexity, ha dichiarato che l&#8217;azienda ha iniziato a lavorare su questo progetto già a gennaio, ispirandosi al programma di condivisione dei ricavi pubblicitari della piattaforma social X ma il lancio è stato posticipato a causa del caso, <a href="https://www.interskills.it/2024/07/01/forbes-denuncia-perplexity-denuncia-per-violazione-di-diritti-dautore/">di cui abbiamo già parlato</a>, relativo all’articolo di Forbes.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity riconosce che la ricerca basata sull&#8217;intelligenza artificiale ha costi superiori rispetto a quella tradizionale e che è cruciale coprire rapidamente le spese di elaborazione. A maggio, la startup ha raccolto 250 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 3 miliardi di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Pagare gli editori aumenta ulteriormente i costi e Perplexity è consapevole che questa pratica non è comune per uno strumento di ricerca. &#8220;I nostri investitori non sono entusiasti di questa decisione perché preferirebbero margini di profitto simili a quelli di Google,&#8221; ha dichiarato Shevelenko.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.niemanlab.org/2024/07/perplexity-ai-search-engine-launches-revenue-sharing-with-six-news-publishers/">Sin dal suo lancio</a> nel 2022, Perplexity si è affermata come concorrente nel campo della ricerca basata sull&#8217;intelligenza artificiale generativa di Google, utilizzando l&#8217;intelligenza artificiale conversazionale per sintetizzare e riassumere siti web e articoli di notizie in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La startup e ben consapevole di non può competere con Google semplicemente imitandone le strategie ecco perché sta cercando nuovi sistemi, l’obiettivo è creare un business redditizio formando alleanze con i media e sviluppando strutture a lungo termine e i ricavi pubblicitari sembrerebbero un ottimo sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Matt Mullenweg, CEO di Automattic, ha sottolineato che l&#8217;accordo con Perplexity offre una condivisione dei ricavi molto vantaggiosa rispetto a Google, che praticamente non offre nulla. Sebbene i guadagni iniziali saranno di sicuro modesti, se Perplexity dovesse diventare il prossimo Google, i numeri potrebbero crescere significativamente, offrendo un&#8217;opportunità concreta per gli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per quanto riguarda la libertà degli editori nel controllare le risposte fornite dalla piattaforma Shevelenko ha affermato che: &#8221; Perplexity è felice di dare agli editori il pieno controllo, ma solo nella misura in cui ciò non comprometta la qualità del prodotto&#8221;; attualmente, offrire questo controllo è un “lavoro in corso” e l’azienda vuole evitare di dare agli editori la possibilità di alterare le risposte.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forbes denuncia Perplexity  per violazione di diritti d&#8217;autore</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/07/01/forbes-denuncia-perplexity-denuncia-per-violazione-di-diritti-dautore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 07:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[diritti d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[forbes]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Perplexity]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
		<category><![CDATA[wired]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=6083</guid>

					<description><![CDATA[Perplexity, startup AI sostenuta da Bezos e Wojcicki, è accusata da Forbes di aver copiato articoli senza attribuzione, violando i diritti d'autore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity, startup sostenuta da grandi nomi del settore tecnologico, tra cui Bezos, Jeff Dean di Google e l&#8217;ex CEO di YouTube Susan Wojcicki, ha sviluppato un motore di ricerca basato sull&#8217;intelligenza artificiale che combina le funzionalità dei motori di ricerca tradizionali con quelle dei chatbot, fornendo risposte concise e in tempo reale alle domande degli utenti. Questo strumento estrae informazioni da articoli recenti e indicizza il web quotidianamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, Perplexity ha suscitato polemiche per il suo approccio all&#8217;estrazione dei dati, poiché sembra ignorare il Robots Exclusion Protocol, uno standard web ampiamente accettato che impedisce ai bot di accedere a determinate aree dei siti web. Un&#8217;analisi di <a href="https://www.wired.com/story/perplexity-is-a-bullshit-machine/">WIRED</a> ha evidenziato che, nonostante le affermazioni di Perplexity di fornire &#8220;risposte immediate e affidabili a qualsiasi domanda con fonti complete e citazioni incluse&#8221;, il suo chatbot spesso riassume il lavoro giornalistico senza linkare la fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un caso particolarmente eclatante è stato <a href="https://www.forbes.com/sites/randalllane/2024/06/11/why-perplexitys-cynical-theft-represents-everything-that-could-go-wrong-with-ai/">riportato da Forbes</a>. Due dei suoi migliori giornalisti, Sarah Emerson e Rich Nieva, hanno lavorato a una serie di articoli sul progetto segreto dei droni dell&#8217;ex CEO di Google, Eric Schmidt. Il 6 giugno, Forbes ha pubblicato un articolo dettagliato sui test dei droni a Menlo Park e in Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giorno successivo, Perplexity ha pubblicato una propria &#8220;storia&#8221; che riprendeva gran parte dell&#8217;articolo di Forbes, con parole molto simili, alcuni frammenti interamente copiati e persino un&#8217;illustrazione presa da Forbes. Nonostante una piccola icona del logo Forbes e una vaga menzione delle &#8220;fonti&#8221; a fine paragrafo, il post di Perplexity non riconosceva adeguatamente la paternità del contenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity ha inoltre inviato questa storia “non originale” ai suoi abbonati tramite una notifica push mobile, creato un podcast generato dall&#8217;intelligenza artificiale e prodotto un video su YouTube basato sul rapporto di Forbes, senza attribuirne il merito. Questo video ha superato tutti i contenuti di Forbes sull&#8217;argomento nelle ricerche su Google. In questo modo, Perplexity ha preso il lavoro di Forbes senza permesso e lo ha ripubblicato su più piattaforme come se fosse proprio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per quanto riguarda il traffico web, Forbes ha rilevato che i referral da Perplexity costituiscono solo lo 0,014% del suo pubblico totale, rendendolo la 54esima fonte di traffico più grande per il sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Forbes <a href="https://www.axios.com/2024/06/18/forbes-perplexity-ai-legal-action-copyright">ha inviato una lettera</a> al CEO della startup di ricerca AI Perplexity accusando la società di aver rubato testo e immagini in una &#8220;violazione intenzionale&#8221; dei diritti d&#8217;autore di Forbes.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La lettera, datata giovedì scorso, chiede a Perplexity di rimuovere gli articoli fuorvianti, di rimborsare Forbes per tutti i ricavi pubblicitari guadagnati da Perplexity tramite la violazione e di fornire &#8220;prove soddisfacenti e assicurazioni scritte&#8221; di aver rimosso gli articoli in violazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Forbes ha anche richiesto a Perplexity di fornire &#8220;dichiarazioni e garanzie scritte&#8221; che confermino l&#8217;impegno a non utilizzare alcuna proprietà intellettuale o contenuto di Forbes per la generazione e la pubblicazione di articoli su chatbot con intelligenza artificiale, e a non violare i diritti d&#8217;autore di Forbes in futuro. Forbes ha espresso l&#8217;aspettativa di ricevere una risposta entro 10 giorni dalla ricezione della lettera e ha avvertito che si riserverà il diritto di intraprendere qualsiasi azione ritenuta necessaria per proteggere i suoi diritti.</p>
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		<title>Google si “prende” tutto il traffico nel suo walled garden</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/05/31/google-si-prende-tutto-il-traffico-nel-suo-walled-garden/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 08:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[AI overviews]]></category>
		<category><![CDATA[gemini]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[Perplexity]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn202024]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=5973</guid>

					<description><![CDATA[
Google ha migliorato la ricerca con l'IA, introducendo Gemini e AI Overviews per risposte rapide. Tuttavia, errori nelle risposte generano critiche, sollevando preoccupazioni sul futuro del giornalismo online e sulla riduzione del traffico verso i siti di notizie.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://blog.google/products/search/generative-ai-google-search-may-2024/">Google</a> nel corso di questi anni ha continuato a innovare e ampliare le capacità della sua ricerca, adeguandosi costantemente ai progressi tecnologici. Attraverso un miglioramento continuo dei suoi sistemi per la qualità delle informazioni, ha semplificato la ricerca per gli utenti, costruendo una vasta base di conoscenze, contenente miliardi di informazioni su persone, luoghi e oggetti, che garantissero un accesso rapido a dati affidabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Con l&#8217;introduzione dell&#8217;intelligenza artificiale, Google ha ulteriormente migliorato l&#8217;esperienza di ricerca. Ora, gli utenti possono chiedere qualsiasi cosa, dalla semplice ricerca alla pianificazione complessa, e Google svolgerà il lavoro per loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo è reso possibile grazie al modello Gemini, sviluppato specificamente per la Ricerca Google. Gemini combina capacità avanzate di ragionamento, pianificazione e multimodalità, integrandosi con i migliori sistemi di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/lia-rivoluziona-la-ricerca-google-e-scombina-tutti-gli-equilibri-del-web/">Lo scorso anno</a>, Google aveva già lanciato la <a href="https://blog.google/products/search/generative-ai-search/">Search Generative Experience</a>, permettendo agli utenti di provare nuove funzionalità sperimentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ora, le risposte generate con Gemini, all’interno del motore di ricerca, sono disponibili per tutti gli utenti negli Stati Uniti e saranno estese a molti altri Paesi entro la fine del 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Queste funzionalità saranno disponibili su tutte le piattaforme, sia sul Web che sui dispositivi mobili, e integrate nell&#8217;esperienza di ricerca nei browser.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Una caratteristica chiave di questa nuova esperienza è la funzione “AI Overviews”, che genera riassunti in cima ai risultati di ricerca. Questi riassunti rispondono direttamente alle query degli utenti, sintetizzando informazioni da vari siti web e offrendo link alle fonti originali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Queste “panoramiche” AI di Google mirano a evitare che gli utenti passino ad alternative come ChatGPT o Perplexity.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli annunci di ricerca sono una delle maggiori fonti di entrate dell&#8217;azienda, e cambiamenti nel loro posizionamento o design possono influire significativamente sui ricavi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Recentemente, le panoramiche IA annunciate da Google hanno fatto <a href="https://www.platformer.news/google-ai-overviews-eat-rocks-glue-pizza/">notizia a livello internazionale</a>, ma non per i motivi sperati. Attraverso Threads, Bluesky e X, gli utenti hanno riscontrato errori nelle risposte generate dall&#8217;intelligenza artificiale, come suggerire di mettere colla nella pizza o benzina negli spaghetti. Altri errori includevano affermazioni su un cane che ha giocato in diverse leghe sportive o su Batman che sarebbe un poliziotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La portavoce di Google, Meghann Farnsworth, <a href="https://www.theverge.com/2024/5/23/24162896/google-ai-overview-hallucinations-glue-in-pizza?ref=platformer.news">ha affermato</a> che questi errori provengono da domande insolite e non rappresentano le esperienze della maggior parte degli utenti. Google sta utilizzando questi esempi per continuare a perfezionare il prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Si è riscontrato che in realtà alcune delle domande erano davvero insolite, ma molte erano comuni. Chiedere informazioni sulla razza o religione dei presidenti degli Stati Uniti, o su come far aderire il formaggio alla pizza, sono usi comuni di Google che la versione precedente del motore di ricerca gestiva perfettamente, ma che oggi sembrano recare qualche problematica; Google avrebbe potuto scegliere di implementare le panoramiche AI in alcune categorie ristrette, ma ha preferito un approccio più ampio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo ha rivelato i limiti del nuovo approccio di Google alla ricerca. Senza una solida base di conoscenza propria, il modello linguistico riassume e riproduce semplicemente ciò che trova sul web. Questo approccio è stato criticato e definito &#8220;plagio automatizzato&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.wired.it/article/google-ricerche-intelligenza-artifciali-cambiamenti/">Le panoramiche AI di Google</a> tendono inoltre a identificare pochi editori credibili e comprimere la loro produzione in un formato sintetico. Questo potrebbe avvantaggiare i grandi editori a breve termine, ma a lungo termine potrebbe favorire un solo editore: Google stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le proposte fatte da Google in realtà sono solo versioni leggermente riformulate di testi giornalistici, progettate per dare alle persone sempre meno ragioni per uscire dal suo “giardino recintato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalismo online verrà sicuramente influenzato dai cambiamenti apportati da Google, le AI Overviews potrebbero ridurre le opportunità di mostrare annunci pubblicitari, poiché gli utenti potrebbero trascorrere meno tempo a effettuare ricerche aggiuntive riducendo quindi il traffico verso i siti web di notizie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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