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	<title>reach &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Sep 2025 07:24:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>“Il clic che scompare”: il caso Reach (Mirror, Express, Star) e l’effetto dell’IA nei motori di ricerca</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/09/09/il-clic-che-scompare-il-caso-reach-mirror-express-star-e-leffetto-dellia-nei-motori-di-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 06:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[AI overviews]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[reach]]></category>
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					<description><![CDATA[Reach, editore di Mirror, Express e Star, annuncia il licenziamento di 600 dipendenti (321 in redazione). L’effetto "AI Overview"  in ricerca pesa: quando appare un riassunto generato, i clic sui link scendono all’8% contro il 15% sui risultati tradizionali e i referral da Google calano fino al 25%. Il percorso informativo titolo–occhiello–articolo si interrompe]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lunedì 8 settembre 2025 il gruppo editoriale britannico Reach &#8211; editore di <em>Daily Mirror</em>, <em>Daily Express</em> e <em>Daily Star</em>, oltre a decine di testate locali &#8211; ha annunciato un piano di riorganizzazione che mette a rischio 600 posti di lavoro, di cui <strong>321 nelle redazioni</strong>, con la creazione in parallelo di 135 nuove posizioni orientate a video, audio e una rete di “live news”. Nella stessa nota l’azienda segnala un’accelerazione sulla strategia di abbonamenti digitali, per ridurre la dipendenza dal traffico che arriva dai motori di ricerca. È un punto di svolta che fotografa bene il momento: l’ecosistema dell’informazione <a href="https://www.theguardian.com/business/2025/sep/08/mirror-publisher-jobs-ai-reach-express-star">si sta riconfigurando</a> attorno a risposte generate dall’IA che intercettano l’utente prima che clicchi su un articolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Il dato che non si può ignorare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le <a href="https://www.pewresearch.org/short-reads/2025/07/22/google-users-are-less-likely-to-click-on-links-when-an-ai-summary-appears-in-the-results">ricerche</a> del Pew Research Center mostrano che, quando nei risultati appare un riassunto AI, gli utenti cliccano sui link tradizionali solo nell’8% delle visite, contro il 15% dei casi in cui l’overview non c’è. È quasi un dimezzamento della propensione al clic. Non stupisce allora che gli editori parlino di un “<strong>Google zero</strong>”, lo scenario in cui quasi nessun traffico organico raggiunge i siti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A supporto, <a href="https://digiday.com/media/google-ai-overviews-linked-to-25-drop-in-publisher-referral-traffic-new-data-shows/">i dati</a> di Digital Content Next (che aggrega i principali publisher premium) indicano cali di referral da Google tra l’1% e il 25% dopo l’introduzione delle AI Overviews. È un’erosione media, ma strutturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Dalla “ricerca” alla “risposta”: come cambia il gioco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per oltre 20 anni l’architettura dell’online ha premiato il modello del link: cercavi, sceglievi, approfondivi. Con l’IA in SERP il percorso si accorcia: la risposta arriva in pagina, spesso con citazioni minime e—di fatto—senza bisogno di visitare le fonti. <em>The Guardian</em> <a href="https://www.theguardian.com/media/2025/sep/06/existential-crisis-google-use-ai-search-upended-web-publishers-models">ha raccolto</a> stime di editori che parlano di riduzioni fino al 90% dei clic per alcune tipologie di contenuto informativo, mentre Reach spiega il suo piano proprio con il combinato disposto di abitudini dei lettori e impatto dell’IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Di questo passaggio “da motore di ricerca a motore di risposte” ne avevamo scritto dettagliatamente in passato e recentemente nei ns articoli “<a href="https://www.interskills.it/2025/07/24/ai-overview-e-la-crisi-del-clic-cosa-perdiamo-quando-non-cerchiamo-piu/">AI Overview e la crisi del clic</a>” e “<a href="https://www.interskills.it/2025/06/27/lia-allontana-i-lettori-il-giornalismo-resta-solo/">L’IA allontana i lettori, il giornalismo resta solo</a>” .</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>C’è un problema a monte</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La crisi non è solo di ricavi. È <strong>cognitiva</strong>. Se l’utente resta dentro l’anteprima AI, perde il contesto: salta il percorso—titolo, occhiello, grafici, fonti, caveat—che dà senso alla notizia. Per un pubblico che già fatica a distinguere accuratezza da verosimiglianza, questo significa meno pensiero critico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Una perdita enorme</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli annunci di Reach non sono solo numeri. Dietro ogni “321” ci sono competenze che rischiamo di perdere proprio quando servono di più: verifica, contestualizzazione, linguaggio visivo. Se la rete scivola verso il modello “risposta unica”, il giornalismo deve diventare l’antidoto, non l’eco.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il clic che scompare non è un destino: è un segnale. Il destino del giornalismo è nelle mani degli editori e dei giornalisti, non dell’intelligenza artificiale.</p>
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