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	<title>sam altman &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Sam Altman, il manipolatore: l’inchiesta del The New Yorker spiegata bene</title>
		<link>https://www.interskills.it/2026/04/22/sam-altman-il-manipolatore-linchiesta-del-the-new-yorker-spiegata-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Di Cuia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:31:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[open ai]]></category>
		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
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					<description><![CDATA[Il  The New Yorker ha condotto un’inchiesta molto approfondita su Sam Altman, CEO di OpenAI, che  evidenzia uno stile ritenuto manipolativo e poco trasparente nei confronti del CdA, tensioni sulla sicurezza e leadership controversa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il 6 Aprile 2026, il <em>The New Yorker</em>, una delle riviste più influenti e prestigiose al mondo, ha pubblicato <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2026/04/13/sam-altman-may-control-our-future-can-he-be-trusted">sul suo sito</a>, un’inchiesta dal titolo “Sam Altman May Control Our Future. Can He Be Trusted?” &nbsp;che apre nuovi interrogativi sul cofondatore e CEO di OpenAI. L’inchiesta si fonda su oltre cento interviste e su circa 200 pagine di documenti interni inediti, tra cui memo, messaggi Slack e note private.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ricostruire in modo approfondito la carriera di Sam Altman e la complessa vicenda del 2023 che lo vide prima estromesso da OpenAI e poi reintegrato nel giro di pochi giorni, è stato l’obiettivo principale dell’inchiesta che ha evidenziato un insieme coerente di dubbi, sospetti e testimonianze che mettono in discussione l’affidabilità di Altman come leader.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La mattina di venerdì 11 aprile 2026 una molotov è stata lanciata contro l&#8217;abitazione di Altman a San Francisco. Nessuno è rimasto ferito nell&#8217;incidente e un sospettato è stato successivamente arrestato presso la sede di OpenAI, dove minacciava di incendiare l&#8217;edificio, secondo quanto riferito dal dipartimento di polizia di San Francisco.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non esistono elementi che mettano in relazione diretta i due episodi ma, la sera stessa, Altman ha pubblicato <a href="https://blog.samaltman.com/2279512">un post sul proprio blog</a> sostanzialmente suggerendo un legame tra il clima di tensione esistente sull’IA ulteriormente alimentato dall’articolo del <em>The New Yorker</em> e l’attacco incendiario subito.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel post, accompagnato da un’immagine della sua famiglia, esprime il desiderio di dissuadere gesti simili, richiamando l’attenzione sul potere che anche una singola immagine può esercitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>L’inchiesta del The New Yorker</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’inchiesta del <em>New Yorker</em> mette in fila una serie di elementi che, presi insieme, delineano un ritratto fortemente polarizzato di Altman. Se da un lato, alcuni colleghi e collaboratori lo descrivono come un leader straordinariamente efficace, rapido nelle decisioni e capace di portare OpenAI a un livello di influenza globale senza precedenti, dall’altro, emergono valutazioni molto più critiche: soci ed ex colleghi lo dipingono come sfuggente, talvolta inaffidabile, incline a una comunicazione opaca o incompleta e, in alcuni casi, caratterizzato da tratti descritti come “non ancorati alla realtà” o persino sociopatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una parte dell’inchiesta riguarda memo interni attribuiti a Ilya Sutskever, ex cofondatore e ex Chief Scientist di OpenAI, che sollevano dubbi sulla completezza e accuratezza delle informazioni fornite al board, in particolare sulla questione della sicurezza. Tali materiali sarebbero confluiti in un dossier più ampio di circa settanta pagine contenente screenshot, messaggi Slack e documenti HR, in parte fotografati per eludere i controlli aziendali. Questo dossier descriverebbe un “pattern consistente” di comportamenti ritenuti fuorvianti da parte di Sam Altman, incluse dichiarazioni sui protocolli di sicurezza interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa prospettiva, la questione assume una dimensione non solo personale ma strutturale: il timore è che il board non fosse pienamente in grado di esercitare il proprio ruolo di controllo su un’organizzazione impegnata nello sviluppo di tecnologie altamente sensibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le fonti emerge anche Dario Amodei, CEO di Anthropic ed ex dirigente di OpenAI, che nelle sue note private, raccolte nel corso degli anni, esprime dubbi su leadership, fiducia e processi decisionali dentro OpenAI<strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Queste perplessità trovano riscontro anche in un episodio specifico, legato all’accordo con Microsoft del 2019, che evidenzia le tensioni tra i due. Al centro vi sarebbe una clausola coerente con la missione originaria di OpenAI, che prevedeva la collaborazione con altri soggetti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generale (AGI). Secondo la ricostruzione, Altman ne avrebbe tuttavia ridimensionato la portata, attenuandone la forza vincolante.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una fonte particolarmente critica del suo stile di leadership, riportata nell’inchiesta, parla di una “almost a sociopathic lack of concern”, ovvero di una “mancanza di preoccupazione quasi sociopatica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In relazione alla mancanza di trasparenza, quasi fraudolenta di Altman, <em>The New Yorker</em> riporta la testimonianza di un dirigente (anonimo) di Microsoft che ipotizza una “piccola ma reale” possibilità che Altman possa un giorno essere accostato a figure simbolo di grandi scandali aziendali come Bernie Madoff, autore di una delle più grandi frodi finanziarie della storia, o Sam Bankman-Fried, fondatore della piattaforma FTX crollata nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’inchiesta cita perfino il giudizio attribuito a Aaron Swartz, programmatore e attivista per l’accesso libero alla conoscenza, secondo cui Altman sarebbe stato “un sociopatico” di cui non fidarsi mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel loro insieme, queste testimonianze non si concentrano su un singolo episodio, ma suggeriscono l’esistenza di un modello ricorrente nella gestione delle informazioni, percepito come problematico, insieme a una propensione a privilegiare la crescita rispetto alle cautele legate alla sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Uno dei punti più sensibili dell’inchiesta riguardava il modo in cui le pratiche di sicurezza venivano rappresentate al consiglio di amministrazione. Secondo le ricostruzioni, il problema non sarebbe stato l’assenza di controlli, quanto il rischio che questi ultimi venissero descritti in modo impreciso o fuorviante, impedendo al consiglio di amministrazione di avere una visione pienamente fedele della situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra gli episodi citati, Altman avrebbe assicurato che GPT-4 fosse stato approvato da un safety panel interno; tuttavia, quando venne richiesta una documentazione a supporto, questa rappresentazione sarebbe risultata almeno parziale. Allo stesso modo, nei memo attribuiti a Ilya Sutskever emerge l’accusa che Altman tendesse a minimizzare l’importanza di approvazioni formali sulla sicurezza. In particolare, durante alcuni colloqui con Mira Murati, all’epoca Chief Technology Officer di OpenAI e responsabile dello sviluppo dei principali sistemi dell’azienda, Altman avrebbe fatto riferimento a presunti obblighi o interpretazioni legali, chiamando in causa il general counsel (ufficio legale); tuttavia, quando Murati verificò direttamente, il legale avrebbe dichiarato di non riconoscere l’origine di tali indicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo il <em>New Yorker</em>, OpenAI avrebbe parallelamente lavorato per attenuare alcune proposte normative, evidenziando una possibile tensione tra le dichiarazioni pubbliche e la strategia industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’inchiesta riporta anche episodi che suggeriscono una possibile tendenza di Altman a rappresentare in modo discutibile informazioni strategiche e principi fondativi dell’organizzazione. In un caso, avrebbe riferito a funzionari dell’intelligence statunitense che la Cina stava sviluppando un ambizioso progetto di AGI, sollecitando un sostegno pubblico americano, senza però fornire prove concrete quando richieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>La crisi di governance del 2023</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’inchiesta evidenzia inoltre una continuità nel tempo delle problematiche, non circoscritte solo al contesto di OpenAI ma già rintracciabili nelle precedenti esperienze professionali di Altman, suggerendo che non si tratti di un suo cambiamento improvviso emerso nella crisi di governance del 2023, quando Altman fu rimosso dall’incarico di CEO, bensì della riproposizione di tratti caratteriali e manageriali percepiti da diversi interlocutori lungo l’intero arco della sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Già in Loopt, startup fondata da Altman nel 2005, alcuni dirigenti senior avrebbero chiesto al board di rimuoverlo dal ruolo di CEO a causa della sua scarsa trasparenza. Anche durante la sua esperienza in Y Combinator, uno dei più importanti acceleratori di startup della Silicon Valley, sarebbero emersi e segnali di sfiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il momento di massima tensione in OpenAI arriva quando nel novembre 2023 il consiglio di amministrazione decide di licenziare Altman. La motivazione ufficiale parla di mancanza di trasparenza nelle comunicazioni. Dietro quella formula, secondo il <em>New Yorker</em>, ci sono mesi di frizioni, accuse interne e documenti che segnalano comportamenti ritenuti fuorvianti. Il consiglio di amministrazione era preoccupato che Altman stesse spingendo per uno sviluppo troppo rapido e commerciale dell&#8217;IA (in particolare con GPT-4 e progetti futuri), sacrificando la missione no-profit originaria di OpenAI, che poneva al primo posto la sicurezza dell&#8217;umanità. Quando il consiglio si convinse che Altman non fosse affidabile, lo licenziò bruscamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso una campagna aggressiva sui social media e la pressione di investitori e partner strategici, Sam Altman riuscì a ribaltare la situazione: tra questi Thrive Capital, società di venture capital che mise in pausa un accordo da 86 miliardi di dollari, ma anche Microsoft, principale partner tecnologico di OpenAI, e figure di rilievo come Brian Chesky, cofondatore e CEO di Airbnb, e Chris Lehane, esperto di comunicazione e public affairs. Insieme a gran parte dei dipendenti, questi attori si schierarono apertamente a sostegno di Altman, contribuendo in modo decisivo al suo rapido reintegro.&nbsp;Sutskever e altri membri del board persero la carica nel CdA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In risposta a questa imbarazzante raccolta di accuse e testimonianze, Altman, nel post sopra citato, fa una riflessione rivendicando con orgoglio alcune scelte fondamentali, come l’opposizione al tentativo di controllo unilaterale da parte di Elon Musk, che a suo avviso ha contribuito a preservare l’indipendenza e la continuità dell’organizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Allo stesso tempo, ammette limiti significativi, in particolare una forte avversione al conflitto, che avrebbe avuto conseguenze negative sia personali sia aziendali. Riconosce inoltre di aver gestito in modo inadeguato lo scontro con il precedente consiglio di amministrazione, contribuendo a una crisi grave per OpenAI. Più in generale, si descrive come una figura imperfetta al centro di una situazione estremamente complessa, segnata da tensioni inevitabili in un ambito ad altissimo impatto come quello dell’intelligenza artificiale, ammettendo: “Ho commesso molti altri errori, sono una persona imperfetta al centro di una situazione eccezionalmente complessa, che cerca di migliorare un po&#8217; ogni anno, sempre con l&#8217;obiettivo della missione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Il</strong> <strong>cambiamento culturale di OpenIA dopo il “the Bip”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un ulteriore asse dell’inchiesta riguarda il cambiamento culturale di OpenAI dopo il ritorno di Sam Altman, al termine dei cinque giorni di crisi del novembre 2023. Secondo questa ricostruzione, si sarebbe prodotta una cesura significativa: a una fase iniziale caratterizzata da maggiore cautela e riflessione sull’AGI sarebbe seguita una nuova impostazione in cui questa diventa una priorità centrale e identitaria, accompagnata da una retorica più assertiva, espressa anche in slogan interni come “feel the AGI”. Inoltre, si assiste ad un ridimensionamento delle strutture dedicate alla sicurezza, tra cui il team sui rischi esistenziali e il gruppo di superalignment co-guidato da Ilya Sutskever.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel suo post, Sam Altman risponde alle accuse interpretando le tensioni nel settore come il risultato di dinamiche di potere particolarmente intense, parlando di “un dramma shakespeariano tra le aziende del nostro settore”, che a suo avviso “spinge le persone a fare cose folli”. In questo contesto, utilizza una metafora evocativa: “Una volta che vedi l’AGI, non puoi più non vederla”, spiegando che attorno ad essa si crea una dinamica simile a quella dell’“anello del potere”, non tanto per la tecnologia in sé, quanto per l’idea totalizzante di essere colui che la controlla.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Da questa lettura deriva anche la sua proposta: per evitare che tale concentrazione di potere produca effetti distorsivi, sostiene la necessità di una più ampia condivisione della tecnologia e di un rafforzamento dei meccanismi democratici, affermando che “l’unica soluzione […] è orientarsi verso la condivisione della tecnologia con un pubblico più ampio, in modo che nessuno possieda l’anello” e che “è fondamentale che il processo democratico rimanga più forte delle imprese”. Alla fine, il punto non è solo Sam Altman. È il modello. L’inchiesta pone una domanda più ampia: le attuali strutture di governance sono adeguate a gestire una tecnologia con impatti economici, sociali e militari così profondi? Infine, la questione centrale: chi stabilisce i limiti dell’intelligenza artificiale in ambito militare? Il mercato? L’esecutivo? Il Congresso? Le aziende stesse? Tutte domande che ad oggi restano ancora aperte.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LeCun e l’IA di domani, tra innovazione tecnologica e responsabilità umanistica</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/02/04/lecun-e-lia-di-domani-tra-innovazione-tecnologica-e-responsabilita-umanistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 16:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[luciano floridi]]></category>
		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
		<category><![CDATA[yann lecun]]></category>
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					<description><![CDATA[Al World Economic Forum di Davos, Yann LeCun ha svelato una visione dell'intelligenza artificiale che va oltre i modelli generativi, immaginando sistemi in grado di comprendere il mondo fisico, conservare memorie e ragionare autonomamente. Le sue idee si intrecciano con le proposte evolutive di Sam Altman e l'approccio etico di Luciano Floridi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Al World Economic Forum di Davos, lo scorso 23 gennaio, durante una sessione dal titolo  “<a href="https://www.weforum.org/meetings/world-economic-forum-annual-meeting-2025/sessions/debating-technology/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Debating Technology</a>&#8220;, Yann LeCun, il capo dell&#8217;intelligenza artificiale di Meta, ha tracciato una visione futuribile dell’intelligenza artificiale, intrecciando riflessioni tecniche e considerazioni etiche in un racconto che sembra anticipare una nuova era. Con la sua solita lucidità, LeCun ha illustrato come l’IA attuale, per quanto utile, debba evolversi per poter comprendere appieno il mondo in cui viviamo.</p>



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<iframe src="https://www.weforum.org/event_player/a0PTG0000010A5G2AU/sessions/a0WTG000000c5GP2AY/player?locale=en&#038;lang=English&#038;theme=light" width="700" height="392" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:0">La sessione &#8220;Debating Technology&#8221; a Davos</p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">LeCun ha affermato che, nei prossimi 3-5 anni, assisteremo all’emergere di un nuovo paradigma nelle architetture dell’IA, capace di andare oltre le attuali modalità generative. Questa visione va oltre le soluzioni attuali, immaginando sistemi in cui la capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni e di organizzare una serie di comportamenti in funzione di obiettivi specifici, diventa realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Immaginate una tecnologia che non si limita a prevedere parole in sequenze, come fanno gli attuali modelli linguistici, ma che sia in grado di cogliere la complessità della realtà fisica, di conservare memorie che durino e di ragionare e pianificare con la stessa fluidità e adattabilità di un essere vivente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una trasformazione che, a suo dire, potrebbe inaugurare il decennio della robotica, dove macchine autonome non saranno più un’utopia, ma parte integrante della nostra quotidianità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Abbiamo <a href="https://www.interskills.it/2024/10/02/il-futuro-dellia-secondo-altman/">già scritto</a> di autorevoli visioni sul futuro dell’IA. Sam Altman, figura di spicco nel mondo dell’IA e CEO di OpenAI, in un post dal titolo “<a href="https://ia.samaltman.com/">The Intelligence Age</a>” sul suo blog, ha elaborato un percorso in cinque tappe che descrive il cammino dell’intelligenza artificiale verso una forma sempre più evoluta. Altman immagina un graduale passaggio: partendo da sistemi in grado di dialogare, passando per capacità sempre più complesse di ragionamento, fino ad arrivare a sistemi agentivi capaci di agire in autonomia, fino infine a raggiungere un livello in cui l’IA potrebbe gestire intere organizzazioni. La visione di Altman si fonde perfettamente con quella di LeCun: entrambi vedono un futuro in cui l’intelligenza artificiale non sarà solo uno strumento passivo, ma un collaboratore attivo, in grado di operare in ambienti complessi e dinamici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In una visione sovrapposta a queste prospettive tecniche, il filosofo Luciano Floridi ci offre una lente etica attraverso cui osservare l’evoluzione dell’IA. Floridi invita a riflettere sul ruolo dell’uomo in un mondo dove le macchine assumono un ruolo sempre più determinante.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Luciano Floridi | I veri rischi e le grandi opportunità dell’Intelligenza Artificiale" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/WzmWy5_EI4o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Prof. Luciano FLoridi per Focus Talks</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Floridi, l’intelligenza artificiale deve essere un mezzo per migliorare il benessere collettivo, integrandosi armoniosamente con le culture e le diversità umane. Questo approccioappare in armonia con le affermazioni di LeCun, che ha sottolineato l’importanza di adottare modelli open source per assicurare che la tecnologia non si concentri nelle mani di pochi, ma si diffonda in maniera democratica e inclusiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Così, mentre Altman delinea il percorso evolutivo dell’IA, Floridi ci ricorda che ogni passo avanti tecnologico deve essere accompagnato da una riflessione etica, affinché l’innovazione serva davvero l’umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L’insieme di queste visioni racconta una storia in cui la tecnologia non è fine a sé stessa, ma si intreccia con il tessuto sociale, culturale ed etico del nostro tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Immaginiamo le parole di LeCun, che guardano al futuro con una miscela di pragmatismo e speranza, fondersi con il percorso evolutivo proposto da Altman e con l’attenzione all’impatto umano e sociale evidenziata da Floridi. In questo scenario, l’intelligenza artificiale appare come un alleato in grado di aprire nuove prospettive: dalla capacità di gestire ambienti complessi fino alla possibilità di dare vita a robot e assistenti digitali che comprenderanno e risponderanno alle nostre esigenze in maniera sempre più sofisticata.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Così, in una narrazione che unisce la tecnica alla filosofia, il discorso di LeCun diventa un invito a immaginare un futuro dove il progresso tecnologico si sposa con un profondo rispetto per la diversità e la responsabilità umana. Un futuro in cui, anziché rimanere intrappolati in modelli limitati, potremo assistere alla nascita di sistemi capaci di adattarsi e agire come veri agenti del cambiamento, contribuendo a scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’innovazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il futuro dell’IA secondo Altman</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/02/il-futuro-dellia-secondo-altman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 06:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn332024]]></category>
		<category><![CDATA[the intelligence age]]></category>
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					<description><![CDATA[Sam Altman prevede un futuro con IA come assistenti autonomi. Serve uso etico e infrastrutture accessibili per evitare disuguaglianze.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In un post dal titolo &#8220;<a href="https://ia.samaltman.com/">The Intelligence Age</a>&#8221; sul suo blog, &nbsp;<a href="https://www.foxbusiness.com/technology/open-ai-ceo-says-ai-superintelligence-coming-sooner-than-you-think">Sam Altman</a>, CEO di OpenAI, ci propone una visione affascinante del futuro, in cui l&#8217;intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante, aiutandoci a risolvere problemi complessi e a migliorare la nostra vita. Nei prossimi anni, assisteremo a cambiamenti radicali. L&#8217;IA, infatti, sta evolvendo rapidamente e sta diventando sempre più capace di apprendere e di svolgere compiti complessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma cosa ci riserva il futuro? Secondo Altmann, le IA potrebbero diventare assistenti personali autonomi che svolgeranno compiti specifici per nostro conto ed inoltre aiutarci a trovare soluzioni ai problemi più urgenti del nostro pianeta, come il cambiamento climatico e potrebbe rivoluzionare settori come la medicina, l&#8217;educazione e i trasporti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per il CEO di OpenAI, nei prossimi due decenni, il mondo potrebbe trasformarsi in modi che ai nostri predecessori sarebbero sembrati magici e questo cambiamento, già in corso d’opera, sta per subire un&#8217;accelerazione senza precedenti e non grazie a un cambiamento genetico, ma grazie all&#8217;avanzamento senza sosta dell’Intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;avanzamento tecnologico ha portato l&#8217;umanità da epoche primitive fino ai giorni nostri, culminando nella scoperta del deep learning, algoritmi capaci di apprendere da qualsiasi tipo di dati. E questa tecnologia migliorerà costantemente grazie all&#8217;aumento delle risorse, anche quelle da essa stessa generate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, lo stesso Altmann afferma che è importante utilizzare questa nuova tecnologia con consapevolezza, garantendo un utilizzo etico e responsabile e che sia accessibile a tutti ed in particolare scrive &#8220;[&#8230;] se non costruiamo abbastanza infrastrutture, l&#8217;intelligenza artificiale sarà una risorsa molto limitata per cui si combatteranno guerre e che diventerà principalmente uno strumento per i ricchi.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo senso, affinché l'&#8221;Era dell&#8217;Intelligenza&#8221; decolli, il costo dell&#8217;informatica dovrà diminuire e l&#8217;infrastruttura dovrà essere robusta per&nbsp;fornire tutta l&#8217;energia e i chip necessari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Con un&#8217;intelligenza quasi illimitata e risorse abbondanti, il nostro potenziale di realizzazione è senza precedenti. Tuttavia, è fondamentale lavorare ora per massimizzare i benefici dell&#8217;IA e minimizzare i danni come, ad esempio, i cambiamenti che potrebbero emergere nel mercato del lavoro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OpenAI vuole diventare un’azienda profit</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/18/openai-vuole-diventare-unazienda-profit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 09:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[aziende di ia]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[OpenAI prevede di diventare una società a scopo di lucro entro il 2025 per favorire la crescita, ma dovrà bilanciare profitti e impegno etico per mantenere la fiducia degli utenti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI prevede di trasformarsi da organizzazione no-profit a una società a scopo di lucro tradizionale entro il 2025. Lo ha rivelato Sam Altman, CEO di OpenAI, durante una riunione con il suo staff il 13 settembre. Questo cambiamento rappresenta una svolta non solo per l&#8217;azienda, ma per l&#8217;intero settore dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ricordiamo che OpenAI è stata fondata nel 2015 come no-profit con l’obiettivo di sviluppare un&#8217;intelligenza artificiale “a beneficio dell&#8217;umanità”. Già a giugno di quest’anno, come riportato da <a href="https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/openai-ceo-says-company-could-become-benefit-corporation-information-2024-06-15/"><em>Reuters</em></a>, Altman aveva informato alcuni azionisti che la società stava esplorando la possibilità di modificare la propria struttura di governance per diventare una società a scopo di lucro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo <a href="https://fortune.com/2024/09/13/sam-altman-openai-non-profit-structure-change-next-year/"><em>Fortune</em></a>, la nuova direzione avvicinerà OpenAI ai modelli aziendali delle tradizionali imprese tecnologiche della Silicon Valley. Questo passaggio è motivato dalla necessità di garantire una crescita economica e tecnologica più sostenibile. La trasformazione permetterebbe a OpenAI di accedere a capitali significativamente più elevati, facilitando l&#8217;espansione, l&#8217;implementazione di progetti ambiziosi e l&#8217;accelerazione dello sviluppo di nuove tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, la transizione a una struttura profittevole potrebbe comportare opportunità di guadagno anche per i suoi fondatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dal 2019, OpenAI <a href="https://mashable.com/article/open-ai-moving-from-nonprofit-to-for-profit">opera come</a> una LLC (Limited Liability Company) con un modello di &#8220;capped-profit&#8221;, che le consente di generare profitti fino a un certo limite, per garantire che il denaro venga reinvestito in ricerca e sviluppo piuttosto che distribuito agli investitori. Questo modello ha attirato investitori come Microsoft, ma con il recente aumento delle entrate, raddoppiate nella prima metà del 2023 grazie agli abbonamenti a ChatGPT, i limiti di questo sistema sono diventati evidenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo switch potrebbe sbloccare il pieno potenziale economico: si prospetta infatti che la valutazione dell&#8217;azienda potrebbe arrivare a 150 miliardi di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale scenario aprirebbe, forse, la strada a una quotazione in borsa, simile a quanto avvenuto per altre grandi aziende del settore come Nvidia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Una quotazione in borsa rappresenterebbe una novità significativa per il mercato finanziario, con il potenziale di influenzare profondamente l&#8217;intero settore dell&#8217;intelligenza artificiale e attirare maggiore attenzione su questo settore come motore economico e tecnologico del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, il passaggio a una struttura orientata al profitto comporta dei rischi. OpenAI ha sempre avuto un forte impegno verso la sicurezza e l&#8217;etica nello sviluppo dell&#8217;AI, mirando a creare tecnologie che promuovessero il benessere globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Se OpenAI, quindi, vorrà continuare ad essere una delle leader indiscusse nel campo dell’intelligenza artificiale e preservare la fiducia guadagnata tra i suoi utenti, dovrà mettere in atto una grande pianificazione strategica per garantire che i principi fondanti dell’azienda non vengano schiacciati dalle grosse pressioni del mercato basato sui profitti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OpenAI: tra chatbot e AGI, il confine tra pubblicità e realtà</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/07/18/openai-tra-chatbot-e-agi-il-confine-tra-pubblicita-e-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 06:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agi]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[OpenAI ha introdotto un sistema a cinque livelli per classificare il progresso verso l’Intelligenza Artificiale Generale, rassicurando su sicurezza e trasparenza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le pieghe dell’incessante sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale che hanno radicalmente trasformato la nostra società e aperto nuove prospettive in diversi settori, crescono numerosi interrogativi e preoccupazioni. Oggi più che mai, l&#8217;Intelligenza Artificiale è al centro di un dibattito che non si limita al suo potenziale innovativo, ma si estende alle implicazioni etiche, sociali, politiche ed economiche della sua implementazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Se progrediscono accuratezza e correttezza relative alle risposte dei sistemi GenAI più diffusi e commercializzati, possiamo d’altra parte immaginare che la ricerca e l’innovazione all’interno dei laboratori delle aziende sia avanzata anche più di quanto immesso sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Capire cosa accade nei laboratori di OpenAI, di Google o di Anthropic e delle altre aziende che stanno rivoluzionando il nostro universo informativo e comunicativo, è la domanda che molti si pongono, spesso con velate preoccupazioni o dubbi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">D’altra parte, sono passati solo pochi mesi da quando, lo scorso novembre, una rivoluzione è avvenuta in OpenAI con il cambiamento improvviso del consiglio di amministrazione e la deposizione di Altman. La decisione di licenziare Altman è stata basata su una generica &#8220;<a href="https://www.wired.it/article/openai-chatgpt-sam-altman-ad-mira-murati/">perdita di fiducia</a>&#8221; nella sua capacità di guidare l&#8217;organizzazione. Licenziamento tanto repentino quanto breve, con il riposizionamento di Altman al vertice dopo poche settimane. Le specifiche motivazioni dietro questa perdita di fiducia sono, ad oggi, ancora opache ma, fonti affidabili hanno parlato di disaccordi significativi tra Altman e alcuni membri del consiglio su come gestire le questioni relative alla sicurezza e all&#8217;etica dell&#8217;intelligenza artificiale, nonché sulle strategie dell&#8217;azienda. La più preoccupante di queste indiscrezioni, narrava di OpenAI vicina alla realizzazione di una AGI (Intelligenza Artificiale Generale), ovvero una IA con abilità e competenze assimilabili a quelle umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo scenario appare pertanto comprensibilmente tranquillizzante la presentazione, da parte di OpenAI, ovvero del suo CEO, in una <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-07-11/openai-sets-levels-to-track-progress-toward-superintelligent-ai">riunione</a> con i dipendenti, di un sistema di classificazione a cinque livelli per misurare i progressi verso la costruzione dell’intelligenza artificiale generale (<a href="https://openai.com/index/planning-for-agi-and-beyond/">AGI</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Una presentazione fatta “all’interno” dell’azienda ma il cui probabile destinatario è un pubblico tutto esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo teorico sistema di classificazione si articola nei seguenti cinque livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Livello 1 &#8211; “</strong>ChatBots”: l&#8217;IA attualmente disponibile in grado di interagire in linguaggio colloquiale con le persone.</li>



<li><strong>Livello 2</strong> – “Reasoners”<strong>: </strong>sistemi in grado di svolgere attività di risoluzione di problemi di base, analoghe a quelle di un essere umano con un&#8217;istruzione di livello di dottorato, ma senza l&#8217;ausilio di strumenti.</li>



<li><strong>Livello 3</strong>&#8211; “Agents”: IA che possono agire per diversi giorni per conto di un utente, svolgendo compiti complessi e prolungati.</li>



<li><strong>Livello 4 </strong>&#8211; “Innovators”: IA capaci di elaborare nuove innovazioni, mostrando creatività e inventiva.</li>



<li><strong>Livello 5 – “</strong>Organizations”: IA in grado di svolgere il lavoro di un&#8217;intera organizzazione, dimostrando una competenza e una gestione di compiti su larga scala.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Attualmente, OpenAI afferma di trovarsi al Livello 1, con sistemi di Intelligenza Artificiale capaci di interazioni colloquiali e risposte complesse. Tuttavia, i recenti sviluppi in GPT-4, che hanno dimostrato nuove competenze sempre più simili al ragionamento umano, suggeriscono che il passaggio al Livello 2 sia prossimo. &nbsp;I livelli sono stati immaginati da dirigenti ed altri professionisti ai vertici di OpenAI ma sono ancora in fase di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Altman, mediante il sistema a 5 livelli ha delineato il quadro strategico che dovrebbe guidare OpenAI negli anni a venire esprimendo una trasparente e strutturata rassicurazione sulle capacità dell&#8217;Intelligenza Artificiale attuali e potenziali. D’altro canto, questo sistema potrebbe aiutare a fornire una definizione delle future tappe del “temuto” progresso dell’IA orientata alla costruzione dell’AGI, anziché lasciarlo all&#8217;interpretazione ed all’immaginazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa attività di evidenti PR, Altman adotta un approccio che mira a rasserenare l’opinione pubblica, puntando il suo discorso su criteri di sicurezza e fiducia. Inoltre, Altman propone di aiutare investitori, partner e il pubblico in generale a comprendere meglio il pensiero di OpenAI sulla sicurezza e il futuro dell&#8217;Intelligenza artificiale, tracciando e comunicando i progressi in modo più trasparente e responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Non a caso questa nuova scala di valutazione è stata introdotta un giorno dopo che OpenAI&nbsp;<a href="https://openai.com/index/openai-and-los-alamos-national-laboratory-work-together/">ha annunciato</a>&nbsp;la sua collaborazione con il Los Alamos National Laboratory, che mira ad esplorare come modelli di intelligenza artificiale avanzati come GPT-4o possano assistere in modo sicuro nella ricerca bioscientifica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>News Corp vende il suo giornalismo ad OpenAI</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/05/24/news-corp-vende-il-suo-giornalismo-ad-openai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 11:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[axel springer]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[new york times]]></category>
		<category><![CDATA[news corp]]></category>
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		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn192024]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 22 maggio, News Corp e OpenAI hanno annunciato un accordo pluriennale per integrare i contenuti delle notizie di News Corp nei prodotti di OpenAI.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo <a href="https://openai.com/index/news-corp-and-openai-sign-landmark-multi-year-global-partnership/">accordo </a>è significativo per due principali ragioni: un grande editore si allea con il principale produttore di tecnologie di intelligenza artificiale generativa, concedendogli i contenuti in cambio di un accordo commerciale rilevante, probabilmente il più importante di questo tipo fino ad oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI avrà accesso sia ai contenuti attuali che a quelli archiviati delle principali pubblicazioni di News Corp, tra cui <em>The Wall Street Journal, Barron&#8217;s, MarketWatch, Investor&#8217;s Business Daily, FN, New York Post, The Times, il Sunday Times, il Sun, The Australian</em>, <em>news.com.au, The Daily Telegraph, The Courier Mail, The Advertiser, Herald Sun</em> e altri ancora. La partnership esclude l&#8217;accesso ai contenuti di altre attività di News Corp.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Oltre a fornire i contenuti, News Corp metterà a disposizione la sua competenza giornalistica per assicurare che l’offerta di OpenAI mantenga i più elevati standard giornalistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Robert Thomson, amministratore delegato di News Corp, ha dichiarato: “Crediamo che questo accordo storico stabilirà nuovi standard di veridicità, virtù e valore nell’era digitale. Siamo lieti di aver trovato partner di principio in Sam Altman e nel suo team che comprendono l&#8217;importanza commerciale e sociale dei giornalisti e del giornalismo. Questo accordo storico non è la fine, ma l’inizio di una bellissima amicizia in cui ci impegniamo congiuntamente a creare e fornire istantaneamente comprensione e integrità”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sam Altman, CEO di OpenAI, ha aggiunto: “La nostra partnership con News Corp è un momento di orgoglio per il giornalismo e la tecnologia. Apprezziamo molto la storia di News Corp come leader nella segnalazione delle ultime notizie in tutto il mondo e siamo entusiasti di migliorare l&#8217;accesso dei nostri utenti alla sua reportistica di alta qualità. Insieme, stiamo gettando le basi per un futuro in cui l’intelligenza artificiale rispetta, migliora e sostiene profondamente gli standard del giornalismo di livello mondiale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">News Corp si unisce a<a href="https://www.interskills.it/2024/04/29/finacial-times-concede-i-suoi-dati-ad-openai-in-cambio-dei-link-alle-fonti/"> un crescente numero di editori</a> che hanno stretto accordi con OpenAI, tra cui Politico, Axel Springer (proprietario di Business Insider), l’Associated Press, Le Monde, il Financial Times e Dotdash Meredith (che pubblica People e Better Homes &amp; Gardens). Tuttavia, altri editori come il New York Times stanno contrastando OpenAI e il suo finanziatore Microsoft in tribunale, sostenendo che i loro contenuti sono stati utilizzati senza autorizzazione per addestrare strumenti di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/news-corp-sigla-accordo-open-ai-250-milioni-contenuti-e-archivio-AG9PVaE">Tra i vari accordi</a> editoriali di OpenAI, il patto triennale con Axel Springer vale almeno dai 25 ai 30 milioni di dollari in tre anni, secondo fonti citate dal Wall Street Journal. L’accordo con Financial Times, invece, si stima valga dai 5 ai 10 milioni di dollari l’anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ChatGPT 5 pronto per il lancio</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/29/chatgpt-5-pronto-per-il-lancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 10:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[addestramento modello]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn132024]]></category>
		<category><![CDATA[test di sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Solo un anno fa, OpenAI lanciò il suo GPT-4, pubblicizzato come più veloce e preciso nel fornire risposte rispetto al suo predecessore, il GPT-3 e, successivamente, introdusse GPT-4 Turbo, che risolveva anche il problema della cosiddetta "pigrizia", per cui il modello a volte esitava a rispondere alle richieste.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le vendite alle imprese, che pagano OpenAI per una versione avanzata di ChatGPT per le loro operazioni, costituiscono la principale fonte di entrate dell&#8217;azienda. Secondo indiscrezioni rilasciate da <a href="https://archive.is/20240320141522/https:/www.businessinsider.com/openai-launch-better-gpt-5-chatbot-2024-3">Business Insider</a>, sembrerebbe che GPT-5 sia già pronto per il lancio l&#8217;estate prossima: &#8220;OpenAI sta ancora addestrando GPT-5&#8221;, ha dichiarato una fonte anonima.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta completato l&#8217;addestramento, il modello sarà sottoposto a test di sicurezza interni e ulteriormente esaminato da un team dedicato, un processo in cui i dipendenti e talvolta anche esterni mettono alla prova lo strumento per individuare eventuali problemi prima del rilascio pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Non c&#8217;è una scadenza definita per questi test di sicurezza, il che potrebbe influenzare la data di lancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcuni clienti aziendali hanno già ricevuto una demo del nuovo modello e dei relativi miglioramenti di ChatGPT.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un CEO rimasto anch’esso anonimo che ha avuto recentemente una visione di GPT-5 ed avrebbe confermato miglioramenti apportati da OpenAI ed &nbsp;ha dichiarato che il nuovo modello è addestrato con dati specifici dell’azienda e che quindi riesce a dare risposte personalizzate e più specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La società ha accennato ad altre funzionalità del modello non ancora rilasciate, incluso il potenziale per chiamare agenti AI di OpenAI per eseguire compiti in modo autonomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I dati utilizzati per addestrare il nuovo modello non sono chiari ma sappiamo che &nbsp;la società di Altman sta negoziando accordi per ottenere dati coperti da copyright.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">D’altra parte, oltre le indiscrezioni di Business Insider, Sam Altman ha risposto in maniera evasiva alle domande su GPT-5 in un&#8217;ampia intervista sull&#8217;intelligenza artificiale. &nbsp;Sebbene Altman non abbia fornito un periodo di rilascio di GPT-5, ha affermato che OpenAI ha molte cose da rilasciare nei prossimi mesi. Come ospite del&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=jvqFAi7vkBc">podcast Lex Fridman</a>&nbsp;, Sam Altman ha affermato che la &#8220;risposta onesta&#8221; sulla data di rilascio di GPT-5 è che non lo sa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OpenAi nuovi accordi con le testate giornaliste: Le Monde e Prisa Media</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/15/openai-nuovi-accordi-con-le-testate-giornaliste-le-monde-e-prisa-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 12:12:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[associated press]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn112024]]></category>
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					<description><![CDATA[OpenAI ha annunciato nuove partnership con Le Monde e Prisa Media, dopo accordi con Associated Press e Axel Springer. Questi accordi mirano a migliorare l'accesso a notizie autentiche e aggiornate attraverso ChatGPT.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo aver stretto accordi con Associated Press a luglio 2023 e <a href="https://www.interskills.it/2023/12/22/axel-springer-sigla-un-accordo-storico-con-openai/">Axel Springer</a> a dicembre dello stesso anno, OpenAI ha concluso altre due partnership cruciali per garantire un flusso continuo di notizie autentiche e ufficiali che gli permetteranno di arricchire e aggiornare i modo continuo il suo LLM.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso un annuncio sul proprio <a href="https://openai.com/blog/global-news-partnerships-le-monde-and-prisa-media">blog</a>, ha rivelato una collaborazione con due importanti testate europee: il quotidiano francese Le Monde e il gruppo mediatico spagnolo Prisa Media. Questa partnership riguarda i contenuti pubblicati su piattaforme come El País, Cinco Días, As ed El Huffpost.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Con questo accordo, Sam Altman e il suo team ribadiscono il loro impegno nel sostenere il giornalismo, dopo aver affrontato critiche per l&#8217;uso indiscriminato di informazioni online.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Brad Lightcap, COO di OpenAI, ha dichiarato: &#8220;Ci impegniamo a sostenere il giornalismo attraverso l&#8217;applicazione di nuove tecnologie di intelligenza artificiale e migliorando le opportunità per i creatori di contenuti. In collaborazione con Le Monde e Prisa Media, miriamo a offrire agli utenti di ChatGPT di tutto il mondo un accesso innovativo, interattivo e approfondito alle notizie.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L’azienda sostiene che grazie a questo accordo nei mesi a venire, gli utenti di ChatGPT potranno interagire con i contenuti informativi tramite riepiloghi selezionati e link migliorati agli articoli originali, permettendo loro di accedere a ulteriori informazioni o articoli correlati direttamente dai siti di notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa partnership ha una grande rilevanza per la portata delle due testate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dal 2010, Le Monde è stato un precursore nell&#8217;ambito dei media digitali, mantenendo i suoi principi fondamentali pur adattandosi alle nuove sfide. Dal 2024, è il principale organo di informazione francese, con oltre 600.000 abbonati e 2,2 milioni di utenti unici al giorno, generando oltre 632 milioni di visualizzazioni di pagina al mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il CEO di Le Monde ha dichiarato: &#8220;Questa partnership con OpenAI ci permette di espandere la nostra portata e di mantenere il nostro impegno per una copertura giornalistica accurata e bilanciata su vasta scala.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Prisa Media, è leader nel settore mediatico ispanico, ha una vasta portata che spazia dalla Spagna all&#8217;America Latina e agli Stati Uniti. Con oltre 7 milioni di utenti unici giornalieri e oltre 1,650 miliardi di pagine visualizzate al mese, Prisa Media ha anche una forte presenza nell&#8217;audio e nel video digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Carlos Nuñez, Presidente e CEO di Prisa Media, ha aggiunto: &#8220;Unire le forze con OpenAI ci permette di raggiungere nuovi segmenti del nostro pubblico. Utilizzando le capacità di ChatGPT, possiamo presentare il nostro giornalismo in modi innovativi, raggiungendo coloro che cercano contenuti affidabili e indipendenti.&#8221;</p>
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		<title>SØØn &#8211; Newsletter n°10 del 8 marzo 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 12:06:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli argomenti trattati questa settimana sono:
- Google da’ una ripulita: aggiornamenti per il suo algoritmo di ranking
- NON è più tempo per le News, bellezza!
- Elon Musk fa causa ad OpenAI
- Claude 3 (Anthropic) sfida ChatGpt
- Continua la querelle tra Il The New York Times e OpenAI – Microsoft

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										<content:encoded><![CDATA[<p>[fusion_builder_container admin_label=&#8221;Iframe Newsletter&#8221; type=&#8221;flex&#8221; hundred_percent=&#8221;no&#8221; hundred_percent_height=&#8221;no&#8221; min_height_medium=&#8221;&#8221; min_height_small=&#8221;&#8221; min_height=&#8221;&#8221; hundred_percent_height_scroll=&#8221;no&#8221; align_content=&#8221;stretch&#8221; flex_align_items=&#8221;flex-start&#8221; flex_justify_content=&#8221;flex-start&#8221; flex_wrap_medium=&#8221;&#8221; flex_wrap_small=&#8221;&#8221; flex_wrap=&#8221;wrap&#8221; flex_column_spacing=&#8221;&#8221; hundred_percent_height_center_content=&#8221;yes&#8221; equal_height_columns=&#8221;no&#8221; container_tag=&#8221;div&#8221; menu_anchor=&#8221;&#8221; hide_on_mobile=&#8221;small-visibility,medium-visibility,large-visibility&#8221; status=&#8221;published&#8221; publish_date=&#8221;&#8221; class=&#8221;&#8221; id=&#8221;&#8221; margin_top_medium=&#8221;&#8221; margin_bottom_medium=&#8221;&#8221; margin_top_small=&#8221;&#8221; 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		<title>Elon Musk fa causa ad OpenAI</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/08/elon-musk-fa-causa-ad-openai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 11:26:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elon Musk ha intentato una causa contro OpenAI e il suo CEO, Sam Altman, accusando l'azienda di aver tradito la sua missione originaria di sviluppare intelligenza artificiale a beneficio dell'umanità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La notizia non è di oggi, ma la newsletter settimanale ci impone tempi più lenti (e forse maggior accuratezza): Elon Musk ha presentato una causa legale contro OpenAI e il suo CEO, Sam Altman, affermando che l&#8217;azienda ha abbandonato la sua missione originaria di sviluppare tecnologie di intelligenza artificiale a beneficio dell&#8217;umanità in modalità non profit.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.theverge.com/2024/3/1/24087473/elon-musk-openai-lawsuit-nonprofit-mission">La causa è stata depositata</a> lo scorso 29 febbraio presso un tribunale di San Francisco: sì, è proprio lo stesso Elon Musk che nel 2015 ha co-fondato OpenAI con Altman, e il presidente di OpenAI Greg Brockman, ma che attualmente non detiene più una partecipazione nella società.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le accuse avanzate da Musk includono: violazione del contratto, violazione del dovere fiduciario e pratiche commerciali sleali da parte di OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Musk sostiene che <a href="https://www.interskills.it/2023/12/07/il-legame-tra-microsoft-e-openai-si-rafforza/">la partnership di OpenAI con Microsoft</a> ha trasformato l&#8217;organizzazione in una &#8220;filiale di fatto a codice chiuso&#8221; di Microsoft, focalizzata sulla massimizzazione dei profitti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Musk, ciò costituisce una violazione dell&#8217;accordo originale tra lui, Altman e il presidente Greg Brockman, che si erano impegnati a mantenere l&#8217;organizzazione come entità no-profit e a mantenere la sua tecnologia open source.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il proprietario di Tesla afferma che OpenAI, sotto la sua nuova direzione, non solo sta sviluppando, ma sta anche perfezionando un&#8217;intelligenza artificiale generale (AGI) per massimizzare i profitti di Microsoft, anziché per il bene dell&#8217;umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Egli chiede che l&#8217;azienda torni alla filosofia open source e richiede un&#8217;ingiunzione per impedire a OpenAI, al suo presidente Gregory Brockman, al CEO Sam Altman e a Microsoft di lucrare sulla tecnologia di intelligenza artificiale generale dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nell’analisi della questione, Elon Musk si concentra anche sul licenziamento di Altman nel 2023 e sulla sua successiva reintegrazione come CEO.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Afferma che il licenziamento di Altman ha portato Microsoft a intervenire e a forzare le dimissioni dei membri del consiglio che avevano cercato di rimuoverlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il proprietario di Tesla afferma che i membri attuali del consiglio non hanno più comprensione della tecnologia e che il controllo di Microsoft su Altman e sul consiglio impedirà loro di riconoscere GPT-4 come AGI per mantenere la tecnologia privata e redditizia, ed ha dichiato: &nbsp;&#8220;I nuovi membri del Consiglio mancano di una sostanziale esperienza in materia di intelligenza artificiale e, in base alle informazioni e alle convinzioni, non sono attrezzati per determinare in modo indipendente se e quando OpenAI avrà raggiunto l&#8217;AGI &#8211; e quindi quando avrà sviluppato un algoritmo che è al di fuori dell&#8217;ambito di applicazione di Microsoft.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La causa mira a far rispettare l&#8217;accordo originale di OpenAI e a riportare l&#8217;azienda alla sua missione originale di sviluppare l&#8217;AGI a beneficio dell&#8217;umanità, anziché favorire Altman, Brockman e Microsoft.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In risposta alle accuse di Musk, OpenAI ha pubblicato una serie di e-mail che sembrano contraddire le sue affermazioni, spiegando che Musk aveva cercato di ottenere un controllo maggiore sull&#8217;azienda e di unirla a Tesla.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">“Mentre parlavamo di una for profit per portare avanti la nostra missione, Elon voleva che ci unissimo con Tesla o voleva l’intero controllo, ha fondato una società rivale e poi ci ha fatto causa quando abbiamo iniziato ad avere successo senza di lui», afferma <a href="https://openai.com/blog/openai-elon-musk">OpenAI sul suo blog</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La società ha inoltre ribadito il suo impegno per la missione originaria ovvero di beneficiare l&#8217;intera umanità con l&#8217;intelligenza artificiale generale, affermando: «Siamo concentrati a portare avanti la nostra missione e abbiamo ancora una lunga strada davanti a noi».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Va però ricordato che effettivamente La partnership tra OpenAI e Microsoft è attualmente all’esame da parte delle autorità di regolamentazione nel&nbsp;Regno Unito,&nbsp;<a href="https://www.interskills.it/2024/01/19/i-legami-di-microsoft-con-openai-allesame-dellantitrust-europeo/">nell’UE</a>&nbsp;e&nbsp;negli Stati Uniti&nbsp;per valutare se la loro relazione condivisa influisce sulla concorrenza.</p>
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