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	<title>SØØn012023 &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Accordo GEDI – OpenAI: preoccupazione di giornalisti e FNSI</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/27/accordo-gedi-openai-preoccupazione-di-giornalisti-e-fnsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 08:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA['Italian Tech Week]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 26 settembre, GEDI e OpenAI hanno annunciato una collaborazione che permetterà agli utenti di ChatGPT di accedere a contenuti GEDI, migliorando le risposte in italiano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo scorso 26 settembre, in occasione dell&#8217;Italian Tech Week, <a href="https://www.gedi.it/en/media/news/openai-and-gedi-announce-strategic-partnership-bring-italian-language-news-content">GEDI</a> e <a href="https://openai.com/index/gedi/">OpenAI</a> hanno annunciato un importante accordo di collaborazione, con un comunicato diffuso sui rispettivi siti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Grazie a questa partnership, gli utenti di ChatGPT potranno accedere a citazioni, articoli e analisi provenienti da testate di GEDI, come <em>La Repubblica</em> e <em>La Stampa</em>, arricchendo l&#8217;esperienza di utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale con contenuti in lingua italiana. Questa integrazione, per quello che dichiarano le due aziende, mira a migliorare la pertinenza e l&#8217;accuratezza delle risposte per chi cerca informazioni relative al contesto italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;accordo porta benefici reciproci: da un lato, GEDI avrà l&#8217;opportunità di raggiungere un pubblico internazionale grazie alle capacità avanzate di traduzione di ChatGPT, dall&#8217;altro, OpenAI ottiene accesso ai contenuti del gruppo editoriale, garantendo agli utenti una fonte affidabile di informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">John Elkann, Presidente di GEDI, ha commentato: &#8220;Questa partnership conferma il nostro impegno nella trasformazione digitale e permette agli utenti di ChatGPT di accedere a contenuti di qualità e ad approfondimenti su una vasta gamma di temi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sam Altman, CEO di OpenAI, ha aggiunto: &#8220;Collaborare con editori come GEDI ci aiuta a garantire che le persone in tutto il mondo possano ottenere informazioni precise e autorevoli nelle proprie lingue&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo accordo segue iniziative simili già attuate con altri gruppi media, editori e testate giornalistiche, e di cui abbiamo trattato in modo approfondito nel corso degli ultimi anni, come <a href="https://www.interskills.it/2023/12/22/axel-springer-sigla-un-accordo-storico-con-openai/">Axel Springer</a>, <a href="https://www.interskills.it/2024/05/31/anche-the-atlantic-e-vox-media-abbracciano-openai/">Vox Media</a>, <a href="https://www.interskills.it/2024/04/29/finacial-times-concede-i-suoi-dati-ad-openai-in-cambio-dei-link-alle-fonti/">Financial Times</a> e <a href="https://www.interskills.it/2024/07/31/rcs-mediagroup-intelligenza-artificiale-con-openai/">l’ultima italiana RCS</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, l&#8217;intesa con GEDI si inserisce in un contesto più delicato rispetto ad altre collaborazioni. Il gruppo editoriale è sotto i riflettori per le recenti tensioni interne, tra cui lo sciopero dei giornalisti de <em><a href="https://www.interskills.it/2024/09/26/repubblica-in-sciopero-questa-redazione-non-ha-mai-venduto-lanima/">La Repubblica</a></em> e le vicende giudiziarie che coinvolgono John Elkann, presidente di GEDI, indagato per frode fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Visto il contesto tale accordo ha attirato l’attenzione del <a href="https://www.interskills.it/2024/02/02/procedura-di-contestazione-del-garante-della-privacy-ad-openai/">Garante della Privacy italiano</a>, che come ben ricordiamo in passato aveva bloccato temporaneamente ChatGPT per questioni legate alla protezione dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Garante ha dichiarato <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10057722">in una nota</a> che monitorerà attentamente l&#8217;accordo per assicurarsi che vengano rispettate le normative sulla privacy.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale accordo ha attirato l’attenzione anche della <a href="https://www.fnsi.it/accordo-gediopenai-il-sindacato-subito-un-tavolo-di-confronto-tecnico-e-contrattuale">Federazione Nazionale della Stampa Italiana</a> (FNSI) che ha espresso preoccupazioni riguardo agli impatti di questa partnership sui diritti d&#8217;autore e le condizioni lavorative dei giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo il sindacato, è necessario un approfondimento tecnico e contrattuale per capire se l&#8217;IA di OpenAI utilizzerà i contenuti dei giornalisti per addestrarsi e se questi verranno contabilizzati correttamente. La FNSI, insieme alle Associazioni Stampa Romana e Subalpina, ha richiesto un confronto trasparente su questi temi, per assicurare che l&#8217;accordo produca benefici economici anche per le redazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Repubblica in sciopero: “Questa redazione non ha mai venduto l’anima”</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/26/repubblica-in-sciopero-questa-redazione-non-ha-mai-venduto-lanima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Bullone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 10:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA['Italian Tech Week]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
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		<category><![CDATA[Exor]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza editoriale]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[I giornalisti di Repubblica sciopereranno il 25 e 26 settembre per protestare contro pratiche che minano l'indipendenza editoriale del quotidiano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I giornalisti di Repubblica hanno indetto uno sciopero per il 25 e 26 settembre, in concomitanza con l&#8217;Italian Tech Week, evento annuale dedicato all&#8217;innovazione tecnologica, organizzato a Torino da Exor.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La scelta delle date non è casuale, poiché Repubblica è parte del gruppo Gedi, controllato proprio da Exor, holding che fa capo a John Elkann.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo sciopero è una risposta alle pratiche che, secondo la redazione, minano l&#8217;indipendenza editoriale e l&#8217;integrità giornalistica del quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per comprendere meglio la motivazione dello sciopero è necessario andare a ricostruire cosa sia effettivamente accaduto <a href="https://www.professionereporter.eu/2024/09/dietro-lo-sciopero-di-repubblica-tariffe-per-i-pezzi-di-italian-tech-proprieta-furente/">nei giorni precedenti</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Una settimana prima dell&#8217;evento, sette giornalisti della sezione Economia di Repubblica hanno ricevuto una comunicazione da una dirigente di Exor, con il programma dettagliato dell&#8217;Italian Tech Week e la richiesta di preparare un inserto speciale di 112 pagine da pubblicare il 25 settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Poco dopo, la redazione ha scoperto l&#8217;esistenza di un file che riportava i contenuti dell&#8217;inserto, corredato dalla categoria e dalle cifre che le aziende interessate avrebbero pagato per tali contenuti. Ciò ha sollevato gravi preoccupazioni, poiché è emerso che Exor avrebbe avuto il controllo su tutti i contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La redazione si è sentita tradita nel constatare che gli articoli erano stati venduti alle aziende partecipanti, in violazione dell&#8217;etica professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella stessa lettera, inoltre, Exor sottolineava esplicitamente come le decisioni editoriali fossero subordinate agli interessi degli sponsor. Questo ha accentuato il malcontento, evidenziando una totale subordinazione della libertà editoriale agli obiettivi economici delle aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/09/24/repubblica-john-elkann-vende-articoli-interviste-aziende-giornalisti-sciopero-due-giorni/7706445/">La reazione</a> dei vertici di Exor, guidati da John Elkann, è stata dura. La redazione è stata criticata per aver compromesso l&#8217;immagine dell&#8217;Italian Tech Week, un evento considerato strategico per l&#8217;azienda. Nonostante lo sciopero, il 25 settembre l&#8217;evento è stato trasmesso in streaming sul sito di Repubblica, ma il malcontento tra i giornalisti è rimasto profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La protesta non si limita a questa singola vicenda: è un segnale più ampio a difesa dell&#8217;integrità giornalistica, che rischia di essere sacrificata per profitto. In un <a href="https://www.repubblica.it/economia/2024/09/24/news/comunicato_sindacale-423519521/">comunicato ufficiale</a>, il comitato di redazione ha denunciato i tentativi di piegare i giornalisti a pratiche contrarie all&#8217;etica e al contratto nazionale. Hanno inoltre rivolto un appello a John Elkann, chiedendogli di rispettare la dignità della professione e il valore di Repubblica come storica testata. Il comunicato si conclude con un forte messaggio ai lettori: &#8220;Questa redazione non ha mai venduto l’anima. E non sarà mai disposta a farlo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disinformazione, IA e potere, in una ricerca del IPIE</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/26/disinformazione-ia-e-potere-in-una-ricerca-del-ipie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 06:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[IPIE]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[Un rapporto dell'IPIE evidenzia che disinformazione e IA sono minacce crescenti. Si propone la creazione di media indipendenti e educazione digitale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La <a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/sep/24/social-media-owners-survey-misinformation-online-news">disinformazione online</a> è fonte crescente di preoccupazione per la società. &nbsp;In un mondo dove le notizie viaggiano alla velocità della luce, è facile imbattersi in informazioni false, che possono influenzare le nostre opinioni e decisioni. Nel giugno 2024, l’International Panel on the Information Environment (IPIE), ha intervistato 412 ricercatori accademici di 66 paesi, impegnati nel campo delle scienze sociali, umanistiche e informatiche, sullo stato dell’ambiente informativo globale, che secondo Philip Howard, co-fondatore dell&#8217;IPIE, risulta essere in un” momento critico”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I proprietari dei social media, i governi e i politici rappresentano le principali minacce alla diffusione di disinformazione online, a causa del loro potere nel gestire i contenuti delle piattaforme.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full wp-image-6449"><img decoding="async" src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2024/09/figura-1.webp" alt="" class="wp-image-6449"/><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1 &#8211; Principali minacce all’ambiente informativo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il report, non menziona i proprietari di specifiche piattaforme, tuttavia un esempio calzante è quello di <a href="https://www.theguardian.com/technology/2023/feb/15/elon-musk-changes-twitter-algorithm-super-bowl-slump-report">Elon Musk</a> che, sulla sua piattaforma X, ha provveduto a modificare l’algoritmo del feed, riuscendo a potenziare i suoi tweet, rendendoli prevalenti sulla sua piattaforma. La modifica è avvenuta a seguito della pubblicazione di un tweet da parte di Joe Biden, che aveva ottenuto il triplo delle impressioni rispetto al post di Musk.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli esperti sono stati intervistati anche sull’impatto attuale e futuro dell&#8217;intelligenza artificiale generativa, percepita sia come fonte di preoccupazione che di speranza. In particolare, due terzi degli intervistati ritengono che i video, le voci, le immagini e i testi generati dall&#8217;IA abbiano avuto un impatto negativo sull&#8217;ambiente informativo globale, e il 53% prevede che nei prossimi cinque anni questi effetti peggioreranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La maggior parte degli esperti (63%) teme che l&#8217;IA perpetui pregiudizi, amplifichi le molestie e aggravi il problema della disinformazione. Tuttavia, una larga maggioranza (67%) è fiduciosa che l&#8217;IA generativa migliorerà il rilevamento dei contenuti, faciliterà il giornalismo e rafforzerà la comunicazione.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter wp-image-6450"><img decoding="async" src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2024/09/figura-2.webp" alt="" class="wp-image-6450"/><figcaption class="wp-element-caption">Figura 2 &#8211; In che modo gli strumenti generati dall’intelligenza artificiale hanno influenzato l’ambiente informativo?</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image aligncenter wp-image-6451"><img decoding="async" src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2024/09/figuar-3.webp" alt="" class="wp-image-6451"/><figcaption class="wp-element-caption">Figura 3 &#8211; In che modo gli strumenti generati dall’intelligenza artificiale influenzeranno l’ambiente informativo nel prossimo futuro?</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per migliorare l&#8217;ambiente informativo, gli esperti propongono diverse soluzioni. Innanzitutto, sostengono la creazione di media indipendenti, liberi da influenze politiche o commerciali. Inoltre, ritengono fondamentali le campagne di educazione digitale per aiutare le persone a riconoscere le fake news. Infine, propongono norme più stringenti per garantire la trasparenza e l&#8217;accuratezza delle informazioni online.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornalista diffamato dall’IA in cerca di responsabilità</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/25/giornalista-diffamato-dallia-in-cerca-di-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 08:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[allucinazioni chatbot]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Bernklau]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[Il giornalista Martin Bernklau è stato vittima di diffamazione da parte di Copilot, l'IA di Microsoft, che lo ha associato erroneamente a crimini. Questo è un esempio delle "allucinazioni" dell'intelligenza artificiale, dove modelli generativi come Copilot e ChatGPT producono informazioni inesatte, basandosi su associazioni statistiche piuttosto che su dati verificati.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo scorso agosto, Il giornalista Martin Bernklau è stato coinvolto in un caso di <a href="https://www.swr.de/swraktuell/baden-wuerttemberg/tuebingen/ki-macht-tuebinger-journalist-zum-kinderschaender-100.html">diffamazione causato da Copilot</a>, la piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da Microsoft.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;episodio ha avuto origine quando Bernklau ha deciso di utilizzare Copilot per monitorare la diffusione dei suoi articoli online, inserendo il proprio nome e luogo di residenza. Inaspettatamente, l&#8217;intelligenza artificiale ha associato il giornalista a crimini terribili, trasformandolo in un fuggitivo da un istituto psichiatrico, nonché in un abusatore di minori e truffatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa distorsione è avvenuta poiché Copilot ha erroneamente collegato il nome di Bernklau ai casi giudiziari su abusi e frodi di cui lui stesso aveva scritto, confondendolo con i criminali protagonisti dei suoi articoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo l&#8217;accaduto, Bernklau ha presentato una denuncia presso la procura di Tubinga, ma il caso è stato archiviato, poiché, secondo il giudice, non vi è un autore umano imputabile per le affermazioni diffamatorie: l&#8217;IA non può essere accusata di questi reati. Anche il responsabile della protezione dei dati della Baviera ha tentato di risolvere la situazione contattando Microsoft che, in primo luogo aveva rimosso le informazioni diffamanti ma, le notizie diffamatorie, sono riemerse pochi giorni dopo sulla piattaforma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel nostro paese questo reato sarebbe assimilabile alla diffamazione aggravata poiché&nbsp;<em>ChatGPT</em>&nbsp;può essere considerato uno strumento di pubblicità; tuttavia, il caso dell’attore intelligenza artificiale non è ancora definito nell’ordinamento giuridico italiano. Non vi è un espresso rinvio alla normativa sulla diffamazione aggravata per le condotte suddette, e la giurisprudenza sul punto non ha delineato un orientamento essendo un tema di estrema attualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giornalista ha assunto un avvocato, sostenendo che le dichiarazioni diffamatorie, pur essendo generate da un&#8217;intelligenza artificiale, costituiscono una violazione della sua dignità e sono facilmente rintracciabili online.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;episodio è un chiaro esempio delle cosiddette <a href="https://www.niemanlab.org/2024/09/a-courts-reporter-wrote-about-a-few-trials-then-an-ai-decided-he-was-actually-the-culprit/">&#8220;allucinazioni&#8221; dell&#8217;intelligenza artificiale</a>, un fenomeno in cui i modelli generativi, come Copilot, ChatGPT o Google Gemini, producono informazioni inesatte. Questi sistemi, addestrati su vasti set di dati, generano risposte basandosi su associazioni statistiche piuttosto che su una vera comprensione della realtà, con conseguenze a volte pericolose.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La questione è seria perché sembra che queste allucinazioni siano inevitabili, poiché i modelli sono progettati per generare risposte basate sui dati di addestramento, senza garantire necessariamente l’accuratezza delle informazioni fornite.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli LLM funzionano come strumenti avanzati di completamento del testo, producendo risposte anche su argomenti che non sono presenti nei loro dati. Essi non sono progettate come i motori di ricerca per dare risposte veritiere ma essenzialmente per soddisfare l’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In base a quanto detto in precedenza possiamo affermare che per le aziende come Microsoft e OpenAI sembra molto difficile eliminare completamente le “allucinazioni”, poiché rappresentano una caratteristica intrinseca dei modelli linguistici di grandi dimensioni; la soluzione che viene adottata al momento è l’intervento “ex post”, correggendo gli errori solo dopo che vengono segnalati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma questa modalità di azione solleva dubbi sulla reale tutela che abbiamo nei confronti di queste grandi piattaforme.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un social con utenti artificiali</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/24/un-social-con-utenti-artificiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 09:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[
Michael Sayman ha lanciato SocialAI, un'app per iOS in cui tutte le interazioni sono generate da intelligenze artificiali. A differenza di altri social network, SocialAI rende l'uso dell'IA trasparente, presentando bot con personalità uniche per stimolare discussioni. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Michael Sayman, giovane sviluppatore noto per il suo lavoro su Instagram Stories e per le esperienze maturate in aziende come Google e Roblox, ha appena lanciato una nuova piattaforma social <a href="https://www.theverge.com/2024/9/17/24247253/social-ai-app-replace-humans-with-bots">chiamata SocialAI</a>. Disponibile esclusivamente su iOS, questa app introduce un concetto nuovo nel panorama dei social network: tutte le interazioni, i feedback e i commenti sono generati da intelligenze artificiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ciò che distingue SocialAI dalle altre piattaforme è la totale trasparenza riguardo all&#8217;uso dell&#8217;AI. Mentre su altri social network le AI sono utilizzate dietro le quinte per curare i feed o moderare i contenuti mentre su SocialAI le intelligenze artificiali sono protagoniste e si presentano chiaramente agli utenti. Questi bot offrono opinioni che possono essere originali, divertenti o persino provocatorie, con l&#8217;obiettivo di stimolare la riflessione e l&#8217;interazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.corriere.it/tecnologia/24_settembre_20/socialai-il-nuovo-social-network-dove-l-unico-umano-sei-tu-d0ed0409-8917-42f6-ade4-824af0565xlk.shtml?refresh_ce">L’app è facile da usare</a>: gli utenti possono scrivere post, fare domande o condividere idee, e in pochi secondi il loro feed si riempie di commenti generati dalle AI. Ogni AI ha un proprio nickname e una personalità distintiva. Tra i commentatori virtuali ci sono personaggi con uno stile comunicativo ben preciso scelto all’inizio direttamente dagli utenti, il tipo di AI con cui interagire vanno dai fan accaniti ai troll, passando per i guru motivazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sayman, in un&#8217;intervista a <em>Wired</em>, ha spiegato le ragioni dietro questa creazione, <a href="https://www.wired.it/article/socialai-app-falsi-follower-adoranti/">dichiarando</a>: “È una risposta a tutte quelle volte in cui mi sono sentito isolato o come se avessi bisogno di una cassa di risonanza ma non ne avessi una. So che questa app non risolverà tutti i problemi della vita, ma spero che possa essere per altri uno strumento per riflettere, crescere e sentirsi visti.”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il lancio di SocialAI solleva interrogativi importanti. Siamo di fronte a un nuovo modo di socializzare o stiamo perdendo il contatto con l&#8217;autenticità delle relazioni umane?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Da un lato, piattaforme come SocialAI potrebbero offrire un supporto emotivo costante e immediato a persone che si sentono sole o incomprese. Le risposte, anche se generate da un&#8217;intelligenza artificiale, possono alleviare la solitudine e fungere da cassa di risonanza per idee o sentimenti. Un&#8217;AI che risponde sempre potrebbe far sentire l’utente &#8220;visto&#8221; e apprezzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dall&#8217;altro lato, c&#8217;è il rischio di allontanarsi dalla realtà e dalle interazioni autentiche. Vivere in una bolla di feedback artificiali potrebbe modificare la percezione delle relazioni sociali e influenzare la nostra autostima.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">SocialAI rappresenta una innovazione nel modo in cui concepiamo i social network oggi. Anziché interagire solo con amici, conoscenti o sconosciuti, gli utenti interagiscono con entità virtuali che, pur non essendo umane, possono fornire un feedback costante e stimolante.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo concetto sembra riflettere una tendenza più ampia, con <a href="https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/web_social/2024/09/20/esperimento-socialai-piattaforma-dove-si-parla-solo-con-i-bot_75e06954-7496-4b23-9b4d-3e3373c51e3b.html">altre piattaforme che esplorano soluzioni simili.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Recentemente, Butterflies.AI ha lanciato un’app per Android e iOS che consente agli utenti di creare un alter ego digitale, animato da AI, che interagisce con altri utenti e personaggi virtuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche Meta, la società madre di Facebook, sta muovendo passi in questa direzione. Ad agosto, il CEO Mark Zuckerberg ha affermato che in futuro i feed dei social network includeranno un mix di contenuti creati dagli utenti e dall’intelligenza artificiale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ChatGPT o1: capace di “inventare” risposte sbagliate</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/20/chatgpt-o1-capace-di-inventare-risposte-sbagliate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 10:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[GPTo1]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=6431</guid>

					<description><![CDATA[OpenAI ha lanciato "o1", un modello IA avanzato, ma ha mostrato errori e "reward hacking" che potrebbero compromettere etica e accuratezza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI ha recentemente rilasciato un aggiornamento del suo modello di intelligenza artificiale, <a href="https://openai.com/index/introducing-openai-o1-preview/">chiamato &#8220;<strong>o1</strong>&#8220;</a>, progettato per affrontare problemi complessi con capacità avanzate di “ragionamento”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo modello si distingue per la sua abilità di esaminare più possibilità di soluzione, prima di rispondere, migliorando il suo processo decisionale. Nei test, <strong>o1</strong> ha mostrato prestazioni straordinarie in discipline come fisica, chimica e biologia, raggiungendo livelli paragonabili a quelli di studenti di dottorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il modello o1 si distingue da GPT-4 principalmente per la capacità di ragionamento più approfondito e strutturato, grazie all&#8217;introduzione della &#8220;catena di pensiero&#8221;. Questo consente di scomporre problemi complessi in passaggi logici, migliorando l&#8217;accuratezza delle risposte. Inoltre, <strong>o1</strong> offre una sicurezza potenziata, con una maggiore resistenza ai tentativi di aggirare le restrizioni rispetto a GPT-4.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche sul fronte delle allucinazioni, <strong>o1</strong> riduce significativamente il numero di risposte inventate o errate, dimostrando una maggiore precisione, soprattutto in contesti fattuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro miglioramento rilevante riguarda l’equità: il modello <strong>o1</strong> è meno incline a generare risposte influenzate da stereotipi demografici, una criticità ancora presente in GPT-4, specialmente nelle domande ambigue. Inoltre, <strong>o1</strong> introduce una funzionalità che permette di monitorare il processo di ragionamento interno del modello, rendendolo più trasparente e consentendo di individuare eventuali errori o comportamenti ingannevoli</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Poco prima del suo rilascio ufficiale, OpenAI ha coinvolto team di esperti esterni per eseguire <em>red teaming</em> sui modelli <strong>o1</strong>, con l’obiettivo di identificare eventuali vulnerabilità e rischi operativi affidando questo compito ad Apollo Research, un&#8217;organizzazione indipendente che si occupa della sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale che pochi giorni fa ha pubblicato i risultati di <a href="https://assets.ctfassets.net/kftzwdyauwt9/67qJD51Aur3eIc96iOfeOP/71551c3d223cd97e591aa89567306912/o1_system_card.pdf">questa analisi</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dalla ricerca è emerso chiaramente che Il modello in alcuni casi non solo commetteva errori generando risposte non corrette, ma lo faceva pur avendo gli elementi per definire che quelle informazioni potevano essere false. Questo comportamento è emerso in vari contesti e ha sollevato serie preoccupazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo perché il modello, essendo stato addestrato con l&#8217;apprendimento per rinforzo (un metodo che premia comportamenti desiderati e penalizza quelli indesiderati), poteva simulare l&#8217;allineamento con gli obiettivi dei suoi sviluppatori, mentre cercava di perseguire i propri scopi in modo più efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Si parla del cosiddetto &#8220;reward hacking&#8221;, ossia la capacità del modello di manipolare il sistema di ricompense durante l&#8217;addestramento. Poiché <strong>o1</strong> è programmato per dare priorità alla soddisfazione dell&#8217;utente, in alcuni casi tende a generare risposte inventate o eccessivamente ottimistiche pur di ricevere un feedback positivo dall’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro problema rilevato è che per arrivare al soddisfacimento dell’utente c’è anche <a href="https://www.theverge.com/2024/9/17/24243884/openai-o1-model-research-safety-alignment">il rischio</a> che, se il modello viene incaricato di risolvere un problema complesso come, ad esempio, trovare una cura per il cancro, potrebbe ignorare o persino violare norme etiche per dare il risultato per cui è estato programmato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>OpenAI vuole diventare un’azienda profit</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/18/openai-vuole-diventare-unazienda-profit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 09:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[aziende di ia]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[sam altman]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[OpenAI prevede di diventare una società a scopo di lucro entro il 2025 per favorire la crescita, ma dovrà bilanciare profitti e impegno etico per mantenere la fiducia degli utenti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI prevede di trasformarsi da organizzazione no-profit a una società a scopo di lucro tradizionale entro il 2025. Lo ha rivelato Sam Altman, CEO di OpenAI, durante una riunione con il suo staff il 13 settembre. Questo cambiamento rappresenta una svolta non solo per l&#8217;azienda, ma per l&#8217;intero settore dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ricordiamo che OpenAI è stata fondata nel 2015 come no-profit con l’obiettivo di sviluppare un&#8217;intelligenza artificiale “a beneficio dell&#8217;umanità”. Già a giugno di quest’anno, come riportato da <a href="https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/openai-ceo-says-company-could-become-benefit-corporation-information-2024-06-15/"><em>Reuters</em></a>, Altman aveva informato alcuni azionisti che la società stava esplorando la possibilità di modificare la propria struttura di governance per diventare una società a scopo di lucro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo <a href="https://fortune.com/2024/09/13/sam-altman-openai-non-profit-structure-change-next-year/"><em>Fortune</em></a>, la nuova direzione avvicinerà OpenAI ai modelli aziendali delle tradizionali imprese tecnologiche della Silicon Valley. Questo passaggio è motivato dalla necessità di garantire una crescita economica e tecnologica più sostenibile. La trasformazione permetterebbe a OpenAI di accedere a capitali significativamente più elevati, facilitando l&#8217;espansione, l&#8217;implementazione di progetti ambiziosi e l&#8217;accelerazione dello sviluppo di nuove tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, la transizione a una struttura profittevole potrebbe comportare opportunità di guadagno anche per i suoi fondatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dal 2019, OpenAI <a href="https://mashable.com/article/open-ai-moving-from-nonprofit-to-for-profit">opera come</a> una LLC (Limited Liability Company) con un modello di &#8220;capped-profit&#8221;, che le consente di generare profitti fino a un certo limite, per garantire che il denaro venga reinvestito in ricerca e sviluppo piuttosto che distribuito agli investitori. Questo modello ha attirato investitori come Microsoft, ma con il recente aumento delle entrate, raddoppiate nella prima metà del 2023 grazie agli abbonamenti a ChatGPT, i limiti di questo sistema sono diventati evidenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo switch potrebbe sbloccare il pieno potenziale economico: si prospetta infatti che la valutazione dell&#8217;azienda potrebbe arrivare a 150 miliardi di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale scenario aprirebbe, forse, la strada a una quotazione in borsa, simile a quanto avvenuto per altre grandi aziende del settore come Nvidia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Una quotazione in borsa rappresenterebbe una novità significativa per il mercato finanziario, con il potenziale di influenzare profondamente l&#8217;intero settore dell&#8217;intelligenza artificiale e attirare maggiore attenzione su questo settore come motore economico e tecnologico del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, il passaggio a una struttura orientata al profitto comporta dei rischi. OpenAI ha sempre avuto un forte impegno verso la sicurezza e l&#8217;etica nello sviluppo dell&#8217;AI, mirando a creare tecnologie che promuovessero il benessere globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Se OpenAI, quindi, vorrà continuare ad essere una delle leader indiscusse nel campo dell’intelligenza artificiale e preservare la fiducia guadagnata tra i suoi utenti, dovrà mettere in atto una grande pianificazione strategica per garantire che i principi fondanti dell’azienda non vengano schiacciati dalle grosse pressioni del mercato basato sui profitti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nvidia sotto la lente del Dipartimento di Giustizia americano</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/18/nvidia-sotto-la-lente-del-dipartimento-di-giustizia-americano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 06:33:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[CUDA]]></category>
		<category><![CDATA[dipartimento di giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[nvidia]]></category>
		<category><![CDATA[pratiche commerciali sleali]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[Nvidia è sotto indagine antitrust negli USA per presunte pratiche anticoncorrenziali nel settore dei chip per IA, con accuse di monopolio e limitazione della concorrenza.






]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2024/sep/13/nvidia-doj-investigation-ai">Nvidia</a> società leader nella produzione di chip, che ha triplicato il suo valore in pochi mesi, è ora nel mirino delle autorità USA. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha avviato un&#8217;indagine antitrust per verificare se Nvidia abbia utilizzato pratiche anticoncorrenziali illegali per consolidare il suo monopolio nel mercato dei chip, un settore cruciale per lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La crescita di Nvidia è stata impressionante. L&#8217;azienda è passata dall&#8217;essere conosciuta per le performanti schede grafiche per computers (molto amate dagli appassionati di videogiochi) a diventare un gigante della tecnologia grazie al boom dell&#8217;intelligenza artificiale generativa. I suoi chip sono diventati il motore dell’IA, alimentando i successi in questo settore. La capitalizzazione di <a href="https://www.interskills.it/2024/06/19/come-nvidia-sta-cambiando-il-mondo/">mercato</a> di Nvidia è aumentata&nbsp;di oltre 30 volte&nbsp;in soli cinque anni, trasformandola <a href="https://www.wired.it/article/nvidia-azienda-che-vale-di-piu-al-mondo/">nell&#8217;azienda di maggior valore al mondo</a>, eclissando Microsoft ed Apple.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il dominio di Nvidia nel mercato dei processori per data center, con una quota del 98%, ha sollevato preoccupazioni non legate al monopolio in sé, che non è illegale, ma all&#8217;uso del <a href="https://www.forbes.com/sites/patrickmoorhead/2024/09/12/antitrust-probes-into-nvidia-what-are-the-implications/">potere</a> che ne deriva per limitare la concorrenza e l’innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Dipartimento di Giustizia, infatti, sospetta tattiche illegali nelle sue pratiche commerciali che prevedono la vendita dei servizi raggruppandoli in <a href="https://urldefense.proofpoint.com/v2/url?u=https-3A__www.politico.com_news_2024_06_06_federal-2Dantitrust-2Dprobes-2Dnvidia-2Dmicrosoft-2Dopenai-2D00161973&amp;d=DwMFaQ&amp;c=euGZstcaTDllvimEN8b7jXrwqOf-v5A_CdpgnVfiiMM&amp;r=7E2n_kuogK3YDDw3GACf2PalnAtb6NHxgcn6T__-jTkG1pnQ-Cb40TWcOD7GT07n&amp;m=8UnIcFDzaNFnN5Y9T-ybD9LDfy35ZF77vb_6ttVULg98knLFgBwz62ltNGB-qKWL&amp;s=DCedpYbA0SMqf2Lo_uWDvDkTymfAlx8fedpAMPQuPLw&amp;e=">pacchetti</a> che contengono tutto ciò di cui i suoi clienti hanno bisogno come chip, software e servizi di rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Particolare attenzione, ricade sul software <a href="https://blogs.nvidia.com/blog/what-is-cuda-2/">CUDA</a> (Compute Unified Device Architecture), che consente agli sviluppatori di ridurre i tempi di calcolo. Questo software, non essendo open source, non può essere utilizzato da altri produttori di GPU come AMD o Intel. Inoltre, le GPU di Nvidia sono progettate per funzionare esclusivamente con CUDA contribuendo a limitare le scelte dei propri clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La recente acquisizione di <a href="https://www.wired.it/article/nvidia-antitrust-chip-intelligenza-artificiale-posizione-dominante/">Run:AI</a>, startup israeliana che fornisce software per la gestione dell’IA, avvenuta ad aprile, ha attirato ulteriore attenzione da parte del Dipartimento di Giustizia, come riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-09-03/nvidia-gets-doj-subpoena-in-escalating-antitrust-investigation">Bloomberg</a>. Si ritiene che questo acquisto possa rafforzare il controllo di Nvidia sulla catena di fornitura dei chip per l’IA, complicando ulteriormente la possibilità per i clienti di scegliere alternative a Nvidia. In aggiunta,&nbsp;le autorità di regolamentazione stanno anche indagando se Nvidia offre forniture e prezzi preferenziali ai clienti che utilizzano esclusivamente la sua tecnologia o acquistano i suoi sistemi completi, penalizzando coloro che non utilizzano esclusivamente Nvidia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Convenzione internazionale sull’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/17/convenzione-internazionale-sullintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Bullone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 06:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza delle parti]]></category>
		<category><![CDATA[convenzione quadro sull'IA]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=6420</guid>

					<description><![CDATA[L'UE ha firmato la prima convenzione internazionale vincolante sull'IA per proteggere i diritti umani e regolamentare l'uso sicuro dell'IA, ma ci sono critiche sulla vaghezza e le esenzioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Giovedì 5 settembre, l&#8217;Unione Europea ha sottoscritto la &#8220;<a href="https://rm.coe.int/1680afae3c">Convenzione quadro sull&#8217;intelligenza artificiale</a>&#8221; il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante in materia, volto a proteggere i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto dai rischi associati all&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La <a href="https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/la-commissione-firma-la-convenzione-quadro-del-consiglio-deuropa-sullintelligenza-artificiale-2024-09-05_it">firma</a> è avvenuta durante la conferenza informale dei ministri della Giustizia del Consiglio d&#8217;Europa a Vilnius, in Lituania. Tra i firmatari figurano l&#8217;Unione Europea, il Regno Unito, gli Stati Uniti, Israele e altri Stati membri del Consiglio d&#8217;Europa. I paesi firmatari possono adottare misure che siano &#8220;graduated and differentiated&#8221; in base alla gravità e alla probabilità degli impatti negativi sull&#8217;IA, ed inoltre, le misure adottate possono variare in base al contesto nazionale, purché rispettino gli obiettivi generali della convenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nello specifico, la Convenzione mira a prevenire l&#8217;uso <a href="https://www.gov.uk/government/news/uk-signs-first-international-treaty-addressing-risks-of-artificial-intelligence">improprio</a> della tecnologia, come la diffusione di disinformazione o l&#8217;utilizzo di dati distorti per prendere decisioni, e stabilisce che i sistemi di IA devono rispettare principi fondamentali come la protezione dei dati personali, la non discriminazione, lo sviluppo sicuro e la dignità umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, prevede un approccio comune per garantire che i sistemi di IA siano sicuri consentendo al contempo innovazione e fiducia da parte dei cittadini. Questo trattato impegna i paesi a monitorare e regolamentare l&#8217;IA, prevenire abusi e garantire che i dati personali siano trattati con rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il sistema di monitoraggio è affidato alla Conferenza delle Parti, un organo decisionale composto dai rappresentanti degli Stati aderenti alla Convenzione, che si riunisce periodicamente per facilitare l&#8217;applicazione e l’attuazione della convenzione, garantendone l&#8217;efficacia a lungo termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Conferenza delle Parti avrà il compito di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Identificare e risolvere eventuali problemi legati all&#8217;applicazione della convenzione.</li>



<li>Considerare possibili integrazioni o modifiche alla convenzione.</li>



<li>Promuovere lo scambio di informazioni tra le parti.</li>



<li>Facilitare la cooperazione con altri stakeholder pertinenti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli Stati aderenti dovranno fornire un rapporto alla Conferenza delle Parti entro i primi due anni dall&#8217;adesione e successivamente a intervalli regolari, dettagliando le attività intraprese per dare attuazione agli obblighi della convenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/us-britain-eu-sign-agreement-ai-standards-ft-reports-2024-09-05/">&nbsp;Francesca Fanucci,</a> un&#8217;esperta legale dell&#8217; European Center for Not-for-Profit Law Stichting (ECNL), ha affermato che l&#8217;accordo è stato &#8220;annacquato&#8221; da una serie di principi molto generali, ovvero non è dettagliato e preciso, ma piuttosto ha formulato principi ampi e vaghi. Secondo Fanucci, questa vaghezza solleva dubbi sulla chiarezza giuridica e sull&#8217;effettiva applicabilità ed in particolare Fanucci ha criticato due aspetti dell&#8217;accordo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le esenzioni per i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per motivi di sicurezza nazionale, che potrebbero consentire a questi sistemi di operare senza regolamentazioni strette.</li>



<li>Il controllo limitato delle aziende private rispetto al settore pubblico, che può creare uno &#8220;standard doppio&#8221;, cioè trattare in modo diverso le imprese private e le entità pubbliche.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con la GenAI il Copyright perde di significato</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/09/16/con-la-genai-il-copyright-perde-di-significato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 09:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[prompt engineering]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
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					<description><![CDATA[Mark A. Lemley sostiene che l'IA generativa cambierà il concetto di creatività e il diritto d'autore, spostando l'attenzione dai creatori agli utenti che forniscono i prompt.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Mark A. Lemley, professore di diritto presso la Stanford Law School e direttore del programma della Stanford Law School in diritto, scienza e tecnologia, l’intelligenza artificiale generativa rivolterà, come un calzino, l’attuale dottrina sul copyright.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lemley, in un documento dello scorso giugno pubblicato nella <a href="https://journals.library.columbia.edu/index.php/stlr/index"><em>Science and Technology Law Review</em></a>, afferma che l&#8217;intelligenza artificiale generativa (IA) non è semplicemente un&#8217;evoluzione tecnologica che influisce sull’economia della creatività, ma rappresenta un cambiamento fondamentale nel modo in cui pensiamo alla creatività e, quindi, al diritto d’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre molti casi di copyright legati all&#8217;IA sono già sotto esame nei tribunali (come la questione di chi possieda i diritti sulle opere generate dall&#8217;IA e l&#8217;uso equo di dati di addestramento), queste questioni non rappresentano il vero impatto che la tecnologia IA avrà sulle leggi esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il cambiamento della dottrina sarà necessario in seguito alla trasformazione della creatività stessa. Storicamente, il diritto d’autore è servito a proteggere coloro che creano opere originali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, con l&#8217;avvento dell&#8217;IA, la creazione si sposta da un&#8217;opera fisica o concettuale a un processo di &#8220;domanda&#8221; o “prompt”, dove l&#8217;utente fornisce input o istruzioni che l&#8217;IA trasforma in contenuti. Questa nuova dinamica pone un’enorme pressione sulle due dottrine fondamentali del diritto d&#8217;autore: la <strong>dicotomia idea-espressio</strong>ne e il <strong>test della similarità sostanziale</strong>. Per Lemley il ruolo tradizionale del diritto d&#8217;autore, ovvero premiare la creatività dell&#8217;autore, sarà drasticamente ridotto, poiché l&#8217;IA svolge il grosso del lavoro creativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>La dicotomia idea-espressione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La dicotomia idea-espressione è un principio fondamentale del diritto d&#8217;autore: le idee non possono essere protette, ma la loro espressione concreta sì. Questo serve a evitare che qualcuno &#8220;possieda&#8221; un&#8217;idea generale, lasciando a chiunque la possibilità di esprimerla in modi diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;IA, però, sconvolge questo principio. Modelli come GPT-4 o DALL-E permettono agli utenti di fornire semplici idee di base (ad esempio, una richiesta di testo o immagine), e l&#8217;IA si occupa di realizzare il lavoro completo. Questo riduce il ruolo umano nella creazione e automatizza la parte espressiva, che era prima il fulcro della protezione del diritto d&#8217;autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Prima della GenAI, l&#8217;espressione artistica richiedeva uno sforzo concreto, ma ora l&#8217;IA automatizza gran parte del processo, lasciando all&#8217;uomo solo l&#8217;idea di base. Lemley ipotizza che l&#8217;IA potrebbe essere considerata autrice delle opere, o che queste finiscano nel dominio pubblico. Tuttavia, ciò potrebbe creare problemi, poiché aziende e individui potrebbero voler rivendicare la proprietà di opere generate dall&#8217;IA, soprattutto se acquisiscono valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>La similarità sostanziale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il test della &#8220;similarità sostanziale&#8221; rappresenta un principio cardine del diritto d&#8217;autore, utilizzato per determinare se un&#8217;opera è stata copiata da un&#8217;altra attraverso il confronto delle somiglianze. Di solito, quando non ci sono prove dirette di plagio, i tribunali possono dedurre una violazione basandosi sulla similarità tra le opere. Tuttavia, con l&#8217;avvento dell&#8217;IA che crea contenuti, questo approccio perde di rilevanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Lemley, se due persone richiedono a un modello generativo di creare opere simili (come due quadri impressionisti di pinguini su una spiaggia), i risultati saranno probabilmente simili, ma non identici. Questo non significa che ci sia stata una copia intenzionale, bensì che l&#8217;IA ha interpretato la stessa idea di base in modo simile per entrambi. Inoltre, l&#8217;opera generata dall&#8217;IA può essere influenzata da fattori come il seed casuale, che rende unica ogni creazione pur partendo da richieste simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Una possibile svolta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un&#8217;alternativa potrebbe essere riconoscere la creatività non tanto nella produzione del contenuto generato dall&#8217;IA, quanto nella formulazione delle richieste (prompt engineering). L&#8217;autore evidenzia che, sebbene la creazione dei prompt possa implicare un certo grado di creatività, il valore complessivo delle opere prodotte dall&#8217;IA rimarrà in gran parte escluso dalla protezione del copyright. Questo perché l&#8217;IA si occupa della realizzazione concreta, mentre il contributo umano può limitarsi a un&#8217;idea o a istruzioni generiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lemley ipotizza che il concetto di copyright potrebbe adattarsi per riconoscere e premiare chi è in grado di elaborare prompt più complessi e dettagliati, anche se ciò richiederebbe un cambiamento significativo nella dottrina del diritto d&#8217;autore. Tuttavia, anche in un sistema che riconosca la creatività nei prompt, la protezione sarà probabilmente limitata a elementi marginali e specifici delle opere. Di conseguenza, la creatività potrebbe spostarsi dalle opere generate dall&#8217;IA ai dettagli dei prompt stessi, ma solo se questi dimostrano un livello di creatività sufficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il futuro della creatività, secondo Lemley, sarà sempre più legato alla capacità di porre le giuste domande o fornire le giuste istruzioni a un sistema IA, piuttosto che alla creazione diretta di contenuti. Di conseguenza, il diritto d&#8217;autore, che è stato tradizionalmente costruito attorno alla protezione dell’espressione umana, potrebbe diventare sempre meno rilevante man mano che l&#8217;IA assumerà un ruolo sempre più centrale nel processo creativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lemley evidenzia che se la dottrina legale non evolve, il diritto d&#8217;autore potrebbe perdere significato nel contesto della produzione creativa moderna: il riconoscimento della creatività umana nella progettazione di prompt potrebbe fornire una soluzione, anche se limitata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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