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	<title>SØØn332024 &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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		<title>Bing Generative Search: la ricerca aumentata dall’IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/04/bing-generative-search-la-ricerca-aumentata-dallia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 06:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bing]]></category>
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		<category><![CDATA[motore di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn332024]]></category>
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					<description><![CDATA[Microsoft ha lanciato "Bing Generative Search", che fornisce riepiloghi AI per le query. In Italia è disponibile anche la "Ricerca approfondita".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Già lo scorso luglio Bing annunciava in anteprima, in <a href="https://blogs.bing.com/search/July-2024/generativesearch">un post sul blog</a>, la nuova esperienza di ricerca aumentata dall’intelligenza artificiale,“Bing Generative Search”. Molto simile alla versione di <a href="https://www.interskills.it/2024/07/26/le-ai-overview-di-google-alla-prova-di-brightedge/#:~:text=A%20fronte%20di%20questa%20crescente%20domanda,%20lo%20scorso%20maggio,%20Google">Google AI Overviews</a>, la nuova funzionalità aggrega informazioni dal web<strong>&nbsp;</strong>e genera un riepilogo in risposta alle query di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Bing Generative Search, ancora in fase di sviluppo, è stata resa disponibile negli Stati Uniti, ad una piccola percentuale di utenti per ricevere riscontri ed effettuare aggiustamenti. Per attivarla bisogna cercare <a href="https://blogs.bing.com/search/October-2024/The-next-step-in-Bing-generative-search#:~:text=In%20July,%20we%20introduced%20an%20early%20view%20of%20generative%20search">&#8220;Bing Generative Search</a>&#8221; su Bing, e l’utente si troverà sullo schermo un carosello di query da selezionare e che consentirà di sperimentare come la ricerca generativa possa fornire risposte più pertinenti e complete per un&#8217;ampia gamma di argomenti.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full wp-image-6499"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="697" height="392" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/bing.webp" alt="logo di bing e motore di ricerca" class="wp-image-9496" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/bing.webp 697w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/bing-600x337.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/bing-300x169.webp 300w" sizes="(max-width: 697px) 100vw, 697px" /></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per gli utenti negli altri paesi, inclusa l’Italia, è già disponibile il pulsante “Ricerca approfondita” che appare nella pagina dei risultati, nello specifico sul lato destro della pagina, in cui offre i risultati “approfonditi”, ovvero ulteriori spunti di ricerca, in relazione alla query di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso questa funzionalità, Bing consente di andare oltre i <a href="https://techcrunch.com/2024/10/01/microsoft-brings-ai-powered-overviews-to-bing/">risultati di ricerca tradizionali</a> , che non vengono rimossi e possono essere consultati nella parte sottostante, dando la possibilità all’utente di interfacciarsi con più risposte provenienti da fonti diverse.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, Bing informa che il caricamento di questi risultati potrebbe richiedere più tempo rispetto alle “normali” risposte di ricerca generativa in quanto, la funzione è ancora in fase beta e, dunque, fornisce i risultati di ricerca generativa quando l’IA ha effettuato le opportune verifiche di accuratezza e pertinenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Con questa innovazione nell’esperienza di ricerca, Microsoft punta a migliorare la capacità di Bing di comprendere la domanda dell’utente utilizzando modelli linguistici avanzati (LLM) e un’interfaccia ottimizzata grazie all’Intelligenza artificiale, non a&nbsp; caso la ricerca generativa di Bing non si limita a trovare <a href="https://www.html.it/magazine/bing-generative-search-microsoft-sfida-google-sulla-ricerca-ai/">una sola risposta</a> ma &#8220;[…] comprende la query di ricerca, esamina milioni di fonti di informazioni, abbina dinamicamente i contenuti e genera risultati di ricerca in un nuovo layout generato dall&#8217;intelligenza artificiale “.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il potenziamento dei motori di ricerca mediante l’IA è senza dubbio uno dei passi che apre le porte a una maggiore crescita e innovazione; tuttavia, minaccia anche di innescare un cambiamento radicale nelle abitudini di ricerca degli utenti sul web. Inoltre, le risposte esaustive fornite dall’IA possono diminuire le visite degli utenti alle fonti, ovvero ai siti di informazione, influenzando negativamente i ricavi degli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">A tal proposito, a luglio Microsoft aveva garantito che avrebbe &#8220;esaminato attentamente l&#8217;impatto della ricerca generativa sul traffico verso i siti di news&#8221; e aveva affermato di avere dati preliminari secondo cui la ricerca generativa di Bing &#8220;manteneva il numero di clic sui siti web&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma ad oggi la società non ha ancora condiviso informazioni in merito.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nuova irresistibile app del New York Times</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/03/la-nuova-irresistibile-app-del-new-york-times/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 10:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[dispositivi mobili]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn332024]]></category>
		<category><![CDATA[the new york times]]></category>
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					<description><![CDATA[Il New York Times rinnova la sua app mobile, migliorando l'esperienza utente e integrando sezioni tematiche per aumentare gli abbonamenti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0;margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dopo 14 anni dall’ultimo restyling, il <em>New York Times</em> ha deciso di <a href="https://www.fastcompany.com/91199198/the-new-york-times-app-redesign">rivoluzionare la sua app</a> per dispositivi mobili.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter"><img decoding="async" src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2024/10/app-NYT.webp" alt="" class="wp-image-6482"/></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il nuovo aggiornamento punta a consolidare i vari marchi del gruppo e a incrementare il numero di abbonamenti, migliorando al contempo l&#8217;esperienza utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L’app si conferma un canale importante per l’engagement, con il 90% degli abbonati che la utilizza regolarmente ogni settimana e dedica il doppio del tempo rispetto a chi preferisce accedere tramite il sito web. Nonostante la riprogettazione, alcuni elementi chiave, come la tipografia e la schermata &#8220;Today&#8221;, sono rimasti inalterati per preservare l&#8217;identità del giornale. Tuttavia, sono stati apportati cambiamenti sostanziali per migliorare la navigazione e l’usabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le novità più rilevanti, spicca una maggiore visibilità per sezioni come viaggi, cultura e lifestyle, precedentemente meno accessibili. Grazie a una nuova organizzazione, queste aree possono ora essere esplorate più intuitivamente, offrendo agli utenti un accesso facilitato ai contenuti di loro interesse.</p>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2024/10/g-2-91199198-nyt-app-redesign.webm"></video></figure>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La novità principale dell&#8217;aggiornamento è l&#8217;introduzione di un nastro orizzontale interattivo nella parte superiore dell&#8217;app, che suddivide l’esperienza in diverse sezioni tematiche. A differenza del passato, in cui esisteva un unico feed di notizie, ora gli utenti possono navigare tra dieci sezioni distinte, tra cui Cooking, Wirecutter, Games e The Athletic. Prima disponibili solo tramite app separate, queste sezioni sono ora integrate nella piattaforma principale, offrendo una navigazione più semplice e simile a quella di un giornale cartaceo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa integrazione incentiva l’adozione dell’abbonamento &#8220;All Access&#8221;, che include tutte le funzionalità del New York Times, rafforzando la strategia di &#8220;user retention&#8221; per mantenere l&#8217;attenzione degli utenti su un&#8217;unica app centralizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;aggiornamento dell&#8217;app risponde anche alle esigenze della Gen Z e dei Millennials, che consumano contenuti digitali in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti. In un contesto in cui molte testate faticano a trattenere abbonati, il New York Times punta a rendere la sua app più interattiva e coinvolgente, seguendo le tendenze di personalizzazione, maggiore utilizzo di contenuti visivi e un’interfaccia sempre più intuitiva e user-friendly.</p>
]]></content:encoded>
					
		
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			</item>
		<item>
		<title>Il futuro dell’IA secondo Altman</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/02/il-futuro-dellia-secondo-altman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 06:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[SØØn332024]]></category>
		<category><![CDATA[the intelligence age]]></category>
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					<description><![CDATA[Sam Altman prevede un futuro con IA come assistenti autonomi. Serve uso etico e infrastrutture accessibili per evitare disuguaglianze.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In un post dal titolo &#8220;<a href="https://ia.samaltman.com/">The Intelligence Age</a>&#8221; sul suo blog, &nbsp;<a href="https://www.foxbusiness.com/technology/open-ai-ceo-says-ai-superintelligence-coming-sooner-than-you-think">Sam Altman</a>, CEO di OpenAI, ci propone una visione affascinante del futuro, in cui l&#8217;intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante, aiutandoci a risolvere problemi complessi e a migliorare la nostra vita. Nei prossimi anni, assisteremo a cambiamenti radicali. L&#8217;IA, infatti, sta evolvendo rapidamente e sta diventando sempre più capace di apprendere e di svolgere compiti complessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma cosa ci riserva il futuro? Secondo Altmann, le IA potrebbero diventare assistenti personali autonomi che svolgeranno compiti specifici per nostro conto ed inoltre aiutarci a trovare soluzioni ai problemi più urgenti del nostro pianeta, come il cambiamento climatico e potrebbe rivoluzionare settori come la medicina, l&#8217;educazione e i trasporti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per il CEO di OpenAI, nei prossimi due decenni, il mondo potrebbe trasformarsi in modi che ai nostri predecessori sarebbero sembrati magici e questo cambiamento, già in corso d’opera, sta per subire un&#8217;accelerazione senza precedenti e non grazie a un cambiamento genetico, ma grazie all&#8217;avanzamento senza sosta dell’Intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;avanzamento tecnologico ha portato l&#8217;umanità da epoche primitive fino ai giorni nostri, culminando nella scoperta del deep learning, algoritmi capaci di apprendere da qualsiasi tipo di dati. E questa tecnologia migliorerà costantemente grazie all&#8217;aumento delle risorse, anche quelle da essa stessa generate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, lo stesso Altmann afferma che è importante utilizzare questa nuova tecnologia con consapevolezza, garantendo un utilizzo etico e responsabile e che sia accessibile a tutti ed in particolare scrive &#8220;[&#8230;] se non costruiamo abbastanza infrastrutture, l&#8217;intelligenza artificiale sarà una risorsa molto limitata per cui si combatteranno guerre e che diventerà principalmente uno strumento per i ricchi.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo senso, affinché l'&#8221;Era dell&#8217;Intelligenza&#8221; decolli, il costo dell&#8217;informatica dovrà diminuire e l&#8217;infrastruttura dovrà essere robusta per&nbsp;fornire tutta l&#8217;energia e i chip necessari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Con un&#8217;intelligenza quasi illimitata e risorse abbondanti, il nostro potenziale di realizzazione è senza precedenti. Tuttavia, è fondamentale lavorare ora per massimizzare i benefici dell&#8217;IA e minimizzare i danni come, ad esempio, i cambiamenti che potrebbero emergere nel mercato del lavoro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornalismo e IA: la sfida della complessità</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/01/giornalismo-e-ia-la-sfida-della-complessita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 08:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo digitale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Media Digitali]]></category>
		<category><![CDATA[media studies]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn332024]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=6475</guid>

					<description><![CDATA[L'IA sta trasformando il giornalismo, tra rischi e opportunità. I giornalisti devono acquisire competenze per preservare qualità e integrità professionale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Articolo già pubblicato su <a href="https://www.mstudies.it/2024/09/27/la-sfida-della-complessita/">Media studies</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><em>Il testo che segue è stato oggetto della mia relazione&nbsp; nel corso del convegno presso l’Università LUMSA a Roma,&nbsp; in occasione del premio giornalistico “Alessandra Bisceglia”, sul&nbsp; tema del giornalismo e intelligenza artificiale.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Come scriveva Domenico De Masi nel suo libro La felicità negata, riprendendo il concetto di Edgar Morin sulla “sfida della complessità”, il progresso della conoscenza – sia scientifica che umanistica – non è un percorso lineare e ordinato verso una sempre maggiore chiarezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">È palese che la sfida della complessità sia necessariamente applicabile al processo che è in corso in questo momento nel mondo dell’informazione con l’avvento dell’Intelligenza artificiale. Un processo al quale si tenta di dare risposte semplici, individuare formule risolutive che possano salvaguardare il giornalismo, il suo business e l’informazione giornalistica più in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Purtroppo, non funziona così.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo processo si sviluppa su molti piani, economico, giuridico, sociale, tecnologico, perché il percorso su cui ci stiamo avviando (siamo in realtà da tempo in cammino) è rivoluzionario, un “game changer” o, come dicono i sociologi, “un cambio di paradigma”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ci sono aspetti che sono potenzialmente positivi nell’uso di queste tecnologie per le redazioni, ma parallelamente i rischi sono rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Parto da un esempio concreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In quest’ultimo anno gli editori di tutto il mondo hanno stipulato accordi con le aziende di Intelligenza Artificiale, per consentire loro di addestrare i propri modelli su informazioni aggiornate, affidabili e verificate. Condé Nast, the Financial Times, the Associated Press, The Atlantic, Axel Springer, il Corriere della Sera, sono solo alcune di queste testate ed editori che hanno stipulato questi accordi.<br>In cambio agli editori verranno fornite tecnologie di IA, aggiornamento professionale e qualcosa che è stata ritenuta fondamentale: la citazione delle fonti nelle risposte dei BOT delle IA. In questo modo si spera di ottenere un effetto “motore di ricerca” per il quale i bot IA possano trasferire traffico alle pagine dei siti delle testate, dove queste raccolgono i dati dei propri lettori e fanno la pubblicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ed è già qui che si manifesta la complessità: gli editori corrono per arrivare primi in questa competizione tecnologica e per partecipare alla corsa cedono l’unico oggetto di valore che hanno: le informazioni che producono.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Valore, intendiamoci, non nel senso del valore economico di una notizia che da tempo ormai, nell’epoca della copia immediata ed indefinita del digitale, sono delle commodities. Ma è il valore del brand che le produce che conta e che viene ceduto, l’affidabilità e la qualità delle notizie. Valore che gli editori pensano di poter recuperare attraverso i link.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Quindi, nel momento storico in cui la quantità dei lettori e del testo letto è esponenzialmente diminuita, si presuppone che un lettore, dopo aver avuto una risposta esaustiva da un chatbot decida anche di visitare la fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Siamo sicuri che funzionerà proprio così?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa corsa frenetica, forse “affrettata” è il termine più corretto, riporta alla mente di chi l’ha vissuta, una analoga competizione, oltre una decina di anni fa, che indusse gli editori ad investire ingenti risorse nella visibilità sui social network, allora principalmente Facebook e Twitter.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Si aprì quindi un ampio dibattito sul tema, tra esperti di giornalismo, giornalisti, accademici, un po’ come adesso con l’intelligenza artificiale. Ricordo in particolare quando, ad ottobre del 2014, lo scomparso David Carr sul New York Times, stigmatizzò la questione, scrivendo:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">“<em>Per gli editori, Facebook è un po’ come quel grosso cane che galoppa verso di te nel parco. Il più delle volte, è difficile capire se vuole giocare con te o divorarti</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Non ci si era resi conto che in quel modo si cedeva a Zuckerberg ed affini molto più di un link ai propri articoli, si cedeva la gestione della propria immagine, della propria reputazione, dei propri lettori, della propria qualità.<br>Fino a quando questo è servito alle piattaforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sono ormai due anni che il traffico di ritorno dai social (cosiddetto “referral”) verso le testate è crollato in alcuni casi del 90%.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Potremmo quindi dire che il grosso cane, dopo aver giocato, le ha anche divorate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Oggi le bacheche dei social sono popolate da reel, storie e post di creators che, a loro volta, si affannano a crearsi spazi in quei luoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Domani (domani.. forse oggi) i social network saranno popolati di notizie ed immagini create sinteticamente. Anzi è notizia di questi giorni che è nato un nuovo social, “Social AI”, dove è possibile registrarsi scegliendo la tipologia dei contatti con cui si vuole interagire: amichevoli, critici, colti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Peccato che tutti i contatti siano dei bot, migliaia di bot, in grado di rispondere e conversare nelle modalità prescelte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un vero capolavoro dell’onanismo e dell’asocialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">E d’altra parte, la complessità di questo rapporto tra l’Intelligenza artificiale e gli editori si palesa nel fatto che altri attori non hanno stipulato accordi di quel tipo ed uno di questi si chiama&nbsp;<em>The New York Times.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Poi c’è la complessità nel comprendere dove va a finire il diritto d’autore che riguarda evidentemente anche l’informazione giornalistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Mark A. Lemley, professore di diritto presso la Stanford Law School, in un documento dello scorso giugno pubblicato sulla&nbsp;<em>Science and Technology Law Review</em>, afferma che, mentre molti casi di copyright legati all’IA sono già sotto esame nei tribunali ovvero la questione dell’uso equo di dati di addestramento come nel procedimento&nbsp;<em>The New York Times</em>&nbsp;vs OpenAI, queste questioni non rappresentano il vero impatto che la tecnologia IA avrà sulle leggi esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il cambiamento della dottrina sarà necessario in seguito alla trasformazione della creatività stessa. Storicamente, il diritto d’autore è servito a proteggere coloro che creano opere originali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, con l’avvento dell’IA, la creazione si sposta da un’opera fisica o concettuale a un processo di “domanda” o “prompt”, dove l’utente fornisce input o istruzioni che l’IA trasforma in contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa nuova dinamica pone un’enorme pressione sulle dottrine fondamentali del diritto d’autore: per Lemley il ruolo tradizionale del diritto d’autore, ovvero premiare la creatività dell’autore, sarà drasticamente ridotto, poiché l’IA svolge il grosso del lavoro creativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Quindi abbiamo già visto due tipologie di complessità; una riguarda l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul business model del giornalismo, l’altra il diritto d’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La questione potrebbe essere molto più ampia perché ci sono problemi di autorialità, di norme giuridiche che non riescono ad avere efficacia sovranazionale, a causa delle differenze culturali, politiche e dei diversi interessi economici che esistono nel mondo e che inevitabilmente si riflettono anche in questo campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Molto diverso per obiettivi e scenari il nuovo regolamento AI Act dell’Ue rispetto ai sistemi normativi presenti in altri continenti, Cina e Stati Uniti ad esempio.<br>Quindi? Quindi come dicevo all’inizio non esiste una soluzione “ex-ante”, semplice o definitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Come tutti i processi di trasformazione, rivoluzionari come questo, è necessario un tempo utile per la comprensione e la metabolizzazione dei cambiamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L’intelligenza artificiale è una rivoluzione già da tempo presente in tutte le nostre attività, nei nostri smartphone, nei programmi di traduzione e trascrizione, già da tempo nel giornalismo e nelle redazioni italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Diciamo la verità: non è l’automazione che ci preoccupa, che ci spaventa!</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">È più profondamente la fantasia (o ipotesi plausibile) della sostituzione del pensiero umano con un algoritmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L’ipotesi di divenire superflui, soverchi, ridondanti. Legittima come ogni paura ma da sola non serve.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">È la stessa paura che gli editori hanno avuto quando Internet ha effettuato la prima rivoluzione digitale, perdendo essi stessi l’occasione di divenire centrali nell’evoluzione dell’ecosistema informativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nelle redazioni, anche in quelle italiane, al web veniva messo chi era considerato meno bravo o inviso al direttore. La carta era il must. Poi, quando ci si è resi conto che tutto era cambiato è iniziata una affannosa e tardiva rincorsa all’online, perdente perché nel frattempo i luoghi della discussione, una volta davanti a un giornale, erano stati occupati dalle multinazionali social.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Possiamo imparare qualcosa da questa lezione?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Forse si, partendo innanzitutto dal guardare al futuro ed all’innovazione con attenzione, anche un pizzico di diffidenza, come quella che si può avere mettendosi al volante di una potente automobile mai guidata prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Bisogna conoscerla, imparare ad utilizzarla, fare molti tentativi e capirne i punti di forza e di utilità, come pure le vulnerabilità e i pericoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Qual è la differenza tra un articolo scritto da un giornalista e quello scritto da ChatGPT?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">È la stessa differenza che esiste tra l’intelligenza umana e quella definita artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Roger Penrose, matematico e premio Nobel per la fisica, ritiene che, nell’intelligenza, vi sono in gioco tanto la coscienza quanto ciò che la comprensione cosciente dei significati può fare per noi. Queste parole si implicano a vicenda: l’intelligenza richiede comprensione. E la comprensione richiede consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo ci porta a dire che un dispositivo, per essere definito “intelligente”, dovrebbe essere capace di comprensione. Ma se anche ammettessimo la comprensione, questo dispositivo, per essere definito “intelligente”, dovrebbe essere dotato di consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">E nei sistemi di IA, la comprensione e la consapevolezza è nei programmatori e progettisti che creano i Large Language Models, i modelli alla base di questi sistemi, non nel modello o nell’hardware.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Almeno fino ad ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">E tornando alla domanda, fatta questa premessa, la risposta è che l’articolo scritto da un giornalista è stato creato con una comprensione cosciente e consapevole, quello scritto da una IA è basato sul sistema di algoritmi del suo modello.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">E questa differenza è evidente nella personalizzazione che il giornalista fa nella descrizione del “fatto”, nel suo particolare e specifico punto di vista, mentre l’IA risponde sulla base del suo modello e dei dati con cui è stato addestrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ed il carattere e l’angolazione della descrizione, contenuti in quell’articolo, nascono dal sistema cognitivo del giornalista, dalle sue convinzioni, dalla sua comprensione consapevole della realtà, dalla sua visione del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>E, non dimentichiamolo, dalla ricerca della verità dei fatti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per questo motivo, l’unica possibilità di sopravvivenza per il giornalismo ed i giornalisti sarà la loro capacità di comprensione consapevole della realtà. Quindi, per i giornalisti che intendono attraversare questo ulteriore processo di cambiamento, non c’è altra possibilità che acquisire le competenze per poter utilizzare questi sistemi con consapevolezza e comprensione, liberandosi di tutte quelle attività che possono essere svolte da sistemi sintetici: traduzioni, trascrizioni, montaggi al volo, bollettini, raccolte di dati.<br>Il giornalista che sarà in grado di affrancare la sua professione giornalistica dai vincoli delle routine e della ripetitività avrà il tempo reale dell’analisi, dello studio, della ricerca, dell’inchiesta, della scrittura.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sono molti ormai i casi di inchieste giornalistiche che sono state portate avanti grazie all’intelligenza artificiale, alla sua capacità di analizzare enormi quantità di dati, di ritrovare in essi schemi e ripetizioni che consentono di formulare le ipotesi da verificare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Non ultime quest’anno due inchieste che hanno utilizzato il supporto del’IA hanno vinto premi Pulitzer, una di queste proprio dal The New York Times.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Non c’è quindi altra possibilità che accettare il cambiamento dotandosi delle competenze e degli strumenti per comprenderlo e farne parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La tecnologia e l’evoluzione non si possono arrestare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Se, al contrario, editori e giornalisti decidessero di delegare la loro funzione di comprensione consapevole della realtà a questi sistemi allora i nuovi editori e giornalisti saranno le aziende dell’IA.</p>
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		<title>California: no alle restrizioni sull’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/01/california-no-alle-restrizioni-sullintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 07:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[restrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[restrizioni ia]]></category>
		<category><![CDATA[SB1047]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn332024]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=6470</guid>

					<description><![CDATA[Il 29 settembre, il governatore della California, Gavin Newsom, ha posto il veto su un disegno di legge per la sicurezza dell'IA, che avrebbe regolato eticamente modelli avanzati.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Domenica 29 settembre, il governatore della California, Gavin Newsom, ha deciso di <a href="https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/california-governor-vetoes-contentious-ai-safety-bill-2024-09-29/">porre un veto</a> sul disegno di legge sulla sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale, noto come &#8220;Safe and Secure Innovation for Frontier Artificial Intelligence Models Act&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La proposta, approvata dal Senato della California il 28 agosto, avrebbe introdotto per la prima volta una regolamentazione etica e di sicurezza volta a proteggere la società da potenziali abusi dell&#8217;IA, come attacchi informatici o la creazione di armi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.interskills.it/2024/09/06/la-california-vuole-controllare-lia/">Il disegno di legge</a>, identificato come SB 1047, avrebbe imposto agli sviluppatori requisiti stringenti, tra cui l’obbligo di implementare misure di sicurezza contro accessi non autorizzati e di conservare una copia non censurata dei protocolli di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In caso di incidenti legati all&#8217;IA, gli sviluppatori sarebbero stati tenuti a informare il Procuratore Generale entro 72 ore. Il testo prevedeva anche una tutela per i whistleblower, ossia i dipendenti che avrebbero segnalato violazioni della sicurezza, e la creazione di un&#8217;agenzia apposita, il &#8220;Board of Frontier Models&#8221;, incaricata della supervisione sulla conformità alle norme. Tra le misure proposte, figuravano anche test di sicurezza per i modelli di IA avanzati e l’introduzione di un &#8220;kill switch&#8221;, un meccanismo per disattivare i modelli in caso di emergenza. Questi requisiti sarebbero stati particolarmente stringenti per progetti con costi superiori a 100 milioni di dollari o che utilizzano grandi quantità di potenza di calcolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante le intenzioni della legge, la proposta ha incontrato una forte opposizione da parte delle startup, delle grandi aziende tecnologiche e di alcuni membri democratici della Camera.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Newsom ha giustificato il suo veto esprimendo preoccupazioni riguardo l’impatto della legge sull’industria tecnologica nazionale, sostenendo che essa avrebbe imposto requisiti troppo rigidi e inadeguati per la maggior parte dei sistemi IA, senza distinguere tra l&#8217;uso in contesti ad alto rischio o per decisioni critiche. Secondo il governatore, l&#8217;applicazione di standard così severi anche a sistemi di base avrebbe compromesso la competitività del settore tecnologico, nel paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, Newsom ha chiarito di non voler lanciare un segnale sbagliato e ha invitato gli esperti di intelligenza artificiale generativa a collaborare per creare misure di sicurezza più pratiche e basate su analisi scientifiche, inoltre ha ordinato alle agenzie statali di ampliare la loro valutazione dei rischi legati a potenziali scenari catastrofici derivanti dall&#8217;uso dell&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa vicenda mette in luce un problema ricorrente: le proposte legislative mirate a garantire maggiore protezione nei confronti dei rischi legati all&#8217;intelligenza artificiale si scontrano spesso con il timore che regolamenti troppo rigidi possano frenare l’innovazione e la competitività. Le istituzioni, preoccupate che misure così rigide possano scoraggiare lo sviluppo tecnologico e allontanare le aziende, spesso decidono di fare un passo indietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il senatore democratico Scott Weiner, promotore del disegno di legge<a href="https://www.bbc.com/news/articles/cj9jwyr3kgeo">, ha definito</a> il veto di Newsom “una battuta d’arresto” per coloro che sostengono la necessità di una maggiore supervisione sulle grandi aziende tecnologiche, che prendono decisioni cruciali per la sicurezza pubblica. Weiner ha sottolineato che persino le aziende stesse riconoscono l&#8217;esistenza di rischi crescenti legati ai modelli IA, affermando che “gli impegni volontari del settore raramente funzionano a beneficio del pubblico”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sostenitori del provvedimento, come Elon Musk e rappresentanti di Anthropic, hanno evidenziato che la legge avrebbe potuto introdurre maggiore trasparenza e responsabilità nello sviluppo di modelli di IA su larga scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Vale la pena ricordare che la California ospita molte delle principali aziende di intelligenza artificiale a livello mondiale, il che significa che ogni iniziativa legislativa in questo settore ha ripercussioni non solo a livello statale, ma anche su scala nazionale e globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il Garante ha dichiarato <a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/10057722">in una nota</a> che monitorerà attentamente l&#8217;accordo per assicurarsi che vengano rispettate le normative sulla privacy.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale accordo ha attirato l’attenzione anche della <a href="https://www.fnsi.it/accordo-gediopenai-il-sindacato-subito-un-tavolo-di-confronto-tecnico-e-contrattuale">Federazione Nazionale della Stampa Italiana</a> (FNSI) che ha espresso preoccupazioni riguardo agli impatti di questa partnership sui diritti d&#8217;autore e le condizioni lavorative dei giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo il sindacato, è necessario un approfondimento tecnico e contrattuale per capire se l&#8217;IA di OpenAI utilizzerà i contenuti dei giornalisti per addestrarsi e se questi verranno contabilizzati correttamente. La FNSI, insieme alle Associazioni Stampa Romana e Subalpina, ha richiesto un confronto trasparente su questi temi, per assicurare che l&#8217;accordo produca benefici economici anche per le redazioni.</p>
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