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	<title>SØØn362024 &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 Nov 2024 07:35:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>LLM e giornalismo: test ed esperimenti</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/25/llm-e-giornalismo-test-ed-esperimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 15:43:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[chainofthoughtprompting]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[llm]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn362024]]></category>
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					<description><![CDATA[Testati i nuovi modelli linguistici "o1-preview" e "o1-mini" di OpenAI in ambito giornalistico. Questi modelli, progettati per affrontare compiti complessi attraverso il "chain-of-thought reasoning" (CoT), offrono risposte più dettagliate e logiche. I modelli si sono dimostrati utili per l'analisi dei dati e la selezione dei titoli, potenzialmente migliorando le prestazioni editoriali con un approccio strutturato]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In un <a href="https://generative-ai-newsroom.com/testing-openais-o1-models-a-look-at-chain-of-thought-prompting-for-journalism-tasks-f02404fa9098">articolo su Medium</a>, Nick Hagar, ricercatore della Northern University, ha effettuato alcuni test sui i nuovi modelli linguistici &#8220;o1-preview&#8221; e &#8220;o1-mini&#8221; di OpenAI in contesti specificamente giornalistici, come l’analisi dei dati e la selezione dei titoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per valutare l&#8217;efficacia relativa dei modelli o1, l’autore ha testato anche GPT-4o, GPT-4o-mini e Llama3.1–7b, quest&#8217;ultimo per valutare le prestazioni di un modello più piccolo che potesse essere eseguito localmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">I modelli “o1” sono sviluppati per risolvere compiti complessi attraverso un approccio di ragionamento a tappe, noto come <em>chain-of-thought reasoning</em> (CoT). Rispetto ai modelli standard come GPT-4o, questi modelli pianificano un percorso logico prima di rispondere, rendendoli adatti a compiti che richiedono più passaggi, come programmazione e analisi dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In sostanza il modello elabora e mostra una &#8220;catena&#8221; di passaggi intermedi, simile al modo in cui un essere umano spiegherebbe il proprio ragionamento. Di seguito alcuni semplici esempi per comprendere questo meccanismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esempi di risposte CoT</strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Problema di Matematica</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prompt</strong>: “Se ci sono 24 caramelle e ogni amico riceve 4 caramelle, quanti amici posso servire? Per favore, risolvi passo per passo.”</li>



<li><strong>Risposta CoT</strong>: “Prima, consideriamo quante caramelle ha ciascun amico: 4. Ora, dividiamo 24 caramelle per 4 per ottenere il numero di amici. Risultato: 6 amici.”</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Analisi Giornalistica</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prompt</strong>: “Analizza l&#8217;impatto delle emissioni di CO₂ sul cambiamento climatico, spiegando in fasi come contribuisce all&#8217;effetto serra.”</li>



<li><strong>Risposta CoT</strong>: “1. Le emissioni di CO₂ aumentano l&#8217;effetto serra. 2. L’effetto serra intrappola il calore solare nell’atmosfera. 3. Questo riscaldamento aumenta le temperature globali e causa scioglimento dei ghiacci.”</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Scelta Editoriale per Titoli</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prompt</strong>: “Valuta quale di questi titoli attira più lettori e spiega il motivo, passo dopo passo.”</li>



<li><strong>Risposta CoT</strong>: “1. Leggibilità: il primo titolo è più corto, quindi più attraente. 2. Interesse: il secondo titolo evidenzia una ‘scoperta’, che potrebbe suscitare curiosità. 3. Conclusione: il secondo titolo è preferibile per un maggiore coinvolgimento.”</li>
</ul>
</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Uso del CoT per il Giornalismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il CoT permette di affrontare compiti complessi, come la verifica delle fonti o l&#8217;interpretazione di dati, suddividendoli in fasi logiche. Questo approccio può offrire ai giornalisti un supporto dettagliato per l&#8217;analisi approfondita e la spiegazione di concetti articolati in modo comprensibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ritornando all’articolo ed ai test effettuati da Hagar, nel contesto dell&#8217;analisi dei dati, i modelli o1 hanno mostrato il potenziale del <em>chain-of-thought prompting</em> (CoT) perché, nonostante non superassero costantemente GPT-4o, riuscivano a eseguire compiti di elaborazione dati end-to-end, ovvero erano in grado di gestire l&#8217;intero processo di trattamento e analisi dei dati, dalla raccolta iniziale fino all&#8217;interpretazione finale dei risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Attraverso CoT, i modelli o1 sono stati guidati passo per passo nella pulizia, analisi e visualizzazione dei dati, come nel caso di una mappa termica degli incidenti per distretto di New York. Questo processo a tappe facilita la gestione di compiti complessi in cui è necessario un ragionamento strutturato e metodico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il CoT permette quindi ai modelli di IA di affrontare in modo ordinato attività articolate come l&#8217;analisi di dati economici o demografici, anche se i modelli o1 non sempre hanno superato le prestazioni di GPT-4o.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Altro test effettuato, che riguarda direttamente l’ambito giornalistico, è stato sulla selezione dei titoli. L’analisi dei modelli nella scelta dei titoli vincenti per test A/B (confronto tra più titoli per identificare il più efficace) ha rivelato alcune difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre GPT-4o si è dimostrato più accurato nei test, il CoT ha migliorato le prestazioni di o1-preview per la scelta di titoli, evidenziando che questo tipo di prompting è una strategia versatile per compiti editoriali che richiedono un&#8217;attenta analisi delle preferenze del pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ovvero, al momento è necessaria l’introduzione delle informazioni e dell’expertise umano per raggiungere risultati accettabili. Ma è chiaro che si tratta di una fase di transizione; laddove i modelli acquisiranno più informazioni, raggiungeranno percentuali di accuratezza previsionale maggiore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perplexity AI sotto accusa per violazione di diritto d’autore</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/24/perplexity-ai-sotto-accusa-per-violazione-di-diritto-dautore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 10:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[New York Post]]></category>
		<category><![CDATA[news corp]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[Perplexity AI]]></category>
		<category><![CDATA[robert thomson]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn362024]]></category>
		<category><![CDATA[the new york times]]></category>
		<category><![CDATA[the wall street journal]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=10304</guid>

					<description><![CDATA[Il 21 ottobre, The Wall Street Journal e New York Post hanno citato in giudizio Perplexity AI, accusandola di violazione del diritto d'autore. La società, finanziata da Jeff Bezos e Nvidia, utilizza contenuti protetti senza autorizzazione per il suo motore di ricerca AI. Dopo tentativi falliti di accordo, le testate chiedono risarcimenti milionari]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/oct/21/rupert-murdoch-ai-lawsuit-new-york-post-dow-jones">Lo scorso lunedì</a> 21 ottobre, presso il Tribunale del Distretto Sud di New York, le testate <em>The Wall Street Journal</em> insieme al <em>New York Post</em>, entrambe parte del gruppo News Corp, hanno avviato una causa contro Perplexity AI, azienda che ha sviluppato un motore di ricerca basato su chatbot con intelligenza artificiale generativa per rispondere alle domande degli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Perplexity AI, azienda tra i cui finanziatori vi sono Jeff Bezos e Nvidia, è stata accusata dalle testate giornalistiche statunitensi di aver violato i diritti d’autore utilizzando senza autorizzazione i loro contenuti protetti da diritto d’autore. Secondo la denuncia, Perplexity AI offre agli utenti un servizio che consente di ottenere informazioni accurate e aggiornate, senza rimandarli siti web degli editori originali, sottraendo così lettori e ricavi fondamentali alle testate giornalistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0"><a href="https://variety.com/2024/biz/news/news-corp-dow-jones-ny-post-sue-perplexity-copyright-infringement-1236184900/">Nel luglio 2024</a>, le due testate hanno tentato di risolvere la questione in via amichevole proponendo a Perplexity un accordo di licenza per l’uso dei contenuti, ma la startup non ha fornito alcuna risposta. Questo ha portato le aziende a intraprendere un&#8217;azione legale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">La causa di Dow Jones e del New York Post mira a bloccare l&#8217;uso improprio dei contenuti protetti da diritto d’autore da parte di Perplexity e a ottenere un risarcimento per i danni subiti. Come si legge nella <a href="https://variety.com/wp-content/uploads/2024/10/2024-10-21-ECF-No-1-Complaint.pdf">denuncia</a> la richiesta di compensazione arriva fino a 150.000 dollari per ogni violazione del diritto d’autore, inclusi i profitti generati dall’uso non autorizzato dei contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Nonostante la causa contro Perplexity, News Corp ha recentemente siglato un accordo con OpenAI, che prevede un pagamento di oltre 250 milioni di dollari in licenze nell&#8217;arco di cinque anni per l&#8217;uso legittimo dei contenuti del gruppo editoriale. Robert Thomson, CEO di News Corp, ha dichiarato: &#8220;Sosteniamo aziende che operano secondo principi etici come OpenAI, poiché riconoscono che integrità e creatività sono essenziali per realizzare appieno il potenziale dell&#8217;intelligenza artificiale.”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Questa causa si colloca all&#8217;interno di un dibattito più ampio sull&#8217;uso dei contenuti protetti dal diritto d’autore da parte dei sistemi di intelligenza artificiale. Un esempio rilevante è la causa intentata nel dicembre scorso dal <em><a href="https://www.interskills.it/2024/03/01/continua-la-battaglia-legale-tra-openai-e-il-the-new-york-times/">The New York Times</a></em> contro OpenAI e Microsoft, accusate di aver utilizzato milioni di articoli senza autorizzazione per addestrare i propri chatbot.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Si tratta solo di uno dei molti casi in cui le testate giornalistiche si trovano a difendere i propri diritti in un contesto tecnologico in rapida evoluzione. Sebbene il diritto d’autore abbia sempre garantito la tutela del lavoro creativo dei giornalisti, l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale ha sollevato nuove preoccupazioni. Le leggi attuali, infatti, spesso faticano a tenere il passo con queste innovazioni, e solo di recente i tribunali hanno iniziato ad affrontare casi di utilizzo massivo e non autorizzato di contenuti protetti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tesla e Blade Runner 2049: una querelle legale tra dirtto d&#8217;autore e futuro distopico</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/23/tesla-e-blade-runner-2049-una-querelle-legale-tra-dirtto-dautore-e-futuro-distopico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 06:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bladerunner]]></category>
		<category><![CDATA[elon musk]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn362024]]></category>
		<category><![CDATA[tesla]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=10308</guid>

					<description><![CDATA[Alcon Entertainment ha citato in giudizio Tesla, Elon Musk e Warner Bros Discovery per violazione del diritto d'autore, accusandoli di aver utilizzato immagini ispirate a "Blade Runner 2049" per promuovere il concept di robotaxi di Tesla, la "Cybercab". Le immagini, generate da intelligenza artificiale, sono state mostrate durante un evento senza il consenso di Alcon]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcon Entertainment, la società produttrice del film di fantascienza &#8220;Blade Runner 2049&#8221; ha citato in giudizio Tesla e il suo fondatore Elon Musk insieme a Warner Bros Discovery per violazione del diritto d’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">&nbsp;La disputa riguarda l&#8217;uso non autorizzato di immagini del film per promuovere il nuovo concept di robotaxi di Tesla, <strong>immagini realizzate con l&#8217;uso di tecnologie di intelligenza artificiale (AI)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il 10 ottobre scorso, durante un evento in streaming, Musk ha presentato la &#8220;Cybercab&#8221;, un robotaxi completamente autonomo che Tesla spera di produrre entro il 2027. Durante l’evento, un’immagine chiaramente ispirata a una scena di &#8220;Blade Runner 2049&#8221; è apparsa sullo schermo: un uomo in trench coat osserva le rovine di una città sotto una luce arancione, con le parole &#8220;Not This&#8221; sovrapposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo fotogramma, secondo la denuncia, è stato generato da un&#8217;IA utilizzando immagini del film, nonostante Alcon avesse rifiutato esplicitamente il permesso di utilizzare tale materiale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="&#x1f534;WATCH LIVE: Tesla &#039;We, Robot&#039; Robotaxi Event 2024" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/wTJmEFbUkis?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Il video di presentazione dell&#8217;evento &#8220;We robot&#8221; &#8211; Il fotogramma incriminato al minuto 1.07.07</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcon sostiene che l’uso di queste immagini ha violato il diritto d’autore e accusa Tesla e Warner Bros Discovery, partner nell&#8217;evento, di appropriazione indebita del brand di &#8220;Blade Runner 2049&#8221;. La casa di produzione <strong>ha inoltre espresso preoccupazione per l’associazione del film con Musk, citando le sue posizioni politiche estreme e il suo comportamento altamente politicizzato</strong>, considerato in contrasto con l’immagine che Alcon vuole dare del marchio.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20)"><strong>L’uso dell’intelligenza artificiale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">&nbsp;L’immagine proiettata durante l’evento di Tesla non era un semplice fotogramma del film, ma il risultato di un’elaborazione AI, che ha preso come riferimento scene iconiche del film per creare un’immagine simile, aggirando il rifiuto del permesso. Alcon ha definito questa pratica come una manovra in &#8220;malafede&#8221; e &#8220;intenzionalmente dannosa&#8221;, volta a rendere l’evento di Tesla più attraente per il pubblico globale, appropriandosi dell&#8217;estetica di un film famoso senza autorizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Musk, durante la presentazione, ha dichiarato: &#8220;Amo Blade Runner, ma non so se vogliamo quel futuro&#8221;, in riferimento all&#8217;atmosfera distopica del film. Tuttavia, le sue parole non hanno attenuato le critiche, con Alcon che ritiene che Tesla abbia deliberatamente cercato di collegare il suo prodotto futuristico al mondo di Blade Runner, senza rispettare i diritti di proprietà intellettuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La vicenda mette in evidenza un problema sempre più attuale: il ruolo dell’IA nella creazione di contenuti e il confine sottile tra ispirazione e violazione del copyright. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale viene utilizzata per generare immagini e testi in modo sempre più sofisticato, questa causa potrebbe segnare un punto di svolta legale per il settore dell’intrattenimento e oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcon sta anche lavorando a una nuova serie TV intitolata &#8220;Blade Runner 2099&#8221; e teme che l’associazione con Tesla e Musk possa danneggiare le sue future collaborazioni con altre case automobilistiche. Il caso rappresenta un intreccio complesso tra innovazione tecnologica, marketing e leggi sul copyright, con il rischio che il confine tra fantasia e realtà venga sempre più confuso, soprattutto quando l’IA entra in gioco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La guerra degli agenti IA tra Microsoft e Salesforce</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/22/la-guerra-degli-agenti-ia-tra-microsoft-e-salesforce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 08:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[agentforce]]></category>
		<category><![CDATA[copilot]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[salesforce]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn362024]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=10290</guid>

					<description><![CDATA[Microsoft e Salesforce hanno lanciato nuovi strumenti IA per trasformare la gestione aziendale. A settembre, Salesforce ha presentato Agentforce, una piattaforma di agenti IA autonomi per migliorare vendite, assistenza e marketing. Microsoft ha risposto con nuovi agenti IA per Dynamics 365 e la piattaforma personalizzabile Copilot Studio, in arrivo a dicembre]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Microsoft e Salesforce, i due colossi del settore tecnologico, hanno annunciato il lancio di nuovi strumenti avanzati basati sull’ intelligenza artificiale che promettono di rivoluzionare il modo in cui le imprese gestiscono operazioni quotidiane come la gestione delle vendite, il servizio clienti e la logistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo scorso <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-10-21/microsoft-launches-ai-agents-deepening-rivalry-with-salesforce?srnd=phx-latest&amp;leadSource=uverify%20wall">settembre</a>, durante la conferenza annuale Dreamforce, Salesforce ha annunciato <a href="https://www.salesforce.com/it/company/news-press/press-releases/2024/09/240912/">Agentforce</a>, la piattaforma di agenti IA autonomi progettati per potenziare i dipendenti e gestire le attività di assistenza, vendita, marketing ed e-commerce.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa innovazione mira a garantire maggiore efficienza nei servizi offerti e una maggiore soddisfazione per i clienti. La presentazione di Agentforce è stata uno dei temi principali dell&#8217;evento, durante il quale Marc Benioff, CEO di Salesforce, ha espresso forti critiche nei confronti di Microsoft Copilot, definendolo poco efficace e paragonandolo al vecchio assistente virtuale <a href="https://www.hdblog.it/microsoft/articoli/n596558/salesforce-agentforce-vs-microsoft-copilot-clippy/">Clippy</a> di Office.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Dreamforce 2024 Main Keynote with Marc Benioff | Welcome to Agentforce | Salesforce" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/_Cs-xTQeGfo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Il Keynote di Marc Benioff al Dreamforce 2024</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, appena un mese dopo le critiche di Benioff, il 21 ottobre, Microsoft ha annunciato sul suo <a href="https://blogs.microsoft.com/blog/2024/10/21/new-autonomous-agents-scale-your-team-like-never-before/">blog</a> il lancio di 10 nuovi agenti autonomi integrati nella sua piattaforma Dynamics 365 che racchiude un insieme di applicazioni aziendali intelligenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questi agenti sono progettati per svolgere compiti di routine con un intervento umano minimo, alcuni esempi riportati sul Blog di Microsoft sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Agente di Qualificazione delle Vendite</strong>: Aiuta i venditori a prioritizzare le opportunità di vendita, gestire gli interessi dei possibili compratori e facilitare il contatto con i clienti tramite e-mail.</li>



<li><strong>Agente di Comunicazione con i Fornitori</strong>: Ottimizza la supply chain (catena di fornitura) monitorando le prestazioni dei fornitori, rilevando ritardi e rispondendo in modo autonomo per ridurre le interruzioni.</li>



<li style="margin-bottom:0"><strong>Agenti di Customer Intent e Customer Knowledge Management</strong>: Supportano i team di assistenza clienti, apprendendo a risolvere i problemi e arricchendo autonomamente la base di conoscenza per migliorare le best practice.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La vera novità, però, è Copilot Studio, una piattaforma che consente alle aziende di creare i propri agenti IA personalizzati, anche senza una vasta conoscenza di programmazione. La piattaforma sfrutta i modelli IA di OpenAI, già integrati in molte soluzioni Microsoft e sarà disponibile il mese prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-10-21/microsoft-launches-ai-agents-deepening-rivalry-with-salesforce?srnd=phx-latest&amp;leadSource=uverify%20wall">Jared Spataro</a>, dirigente Microsoft, gli agenti IA sono visti come &#8220;app per l&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale&#8221;, progettati per risolvere compiti che le persone trovano noiosi o dispendiosi in termini di tempo. Questo approccio punta a un cambiamento significativo nella produttività aziendale, con molte grandi organizzazioni che, come affermato sul medesimo blog di Microsoft, già sperimentano risparmi e miglioramenti nelle prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sfida lanciata da Salesforce a Microsoft punta a capitalizzare il suo dominio nel campo della gestione delle relazioni con i clienti, cercando di dimostrare l’efficacia ed il valore tangibile e immediato dei suoi agenti IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La competizione evidentemente si estende a tutti i processi dell’Office automation potenziati dai sistemi sintetici e quindi, nel terreno industriale proprio di Microsoft che ha dovuto pertanto annunciare rapidamente la sua risposta che però partirà in fase &#8220;anteprima pubblica&#8221;, a partire da dicembre e fino all&#8217;inizio del 2025, quindi con un evidente ritardo rispetto al competitor.</p>
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		<title>La pedopornografia online generata dall’IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/10/21/la-pedopornografia-online-generata-dallia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 14:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Watch Foundation]]></category>
		<category><![CDATA[IWF]]></category>
		<category><![CDATA[pedopornografia]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn362024]]></category>
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					<description><![CDATA[Il report 2023 dell’Internet Watch Foundation (IWF) rivela una crescita preoccupante di materiale pedopornografico generato dall’intelligenza artificiale (IA). Negli ultimi sei mesi, le segnalazioni hanno superato quelle dell’intero anno precedente, con immagini spesso ospitate su siti pubblici, rendendo difficile distinguere tra vittime reali e creazioni IA. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Internet Watch Foundation (IWF) è un’organizzazione Britannica senza scopo di lucro che si occupa da quasi trent’anni della protezione dei minori online, alla ricerca di abusi sessuali su minori, perpetrati online, e tentando di rimuovere qualsiasi traccia online dell&#8217;abuso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell‘ ultimo <a href="https://www.iwf.org.uk/media/nadlcb1z/iwf-ai-csam-report_update-public-jul24v13.pdf">report annuale</a>, dal titolo “What has changed in&nbsp; the AI CSAM landscape?” (“Cosa è cambiato nel panorama del Materiale di Abuso Sessuale su Minori generato dall&#8217;intelligenza artificiale?”) IWF ha riscontrato una significativa crescita nella produzione e fruizione online di questi materiali pedopornografici generati con l’ausilio dell’IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi sei mesi, l&#8217;IWF ha registrato un notevole aumento delle segnalazioni di materiale generato dall&#8217;intelligenza artificiale, superando già il totale delle segnalazioni dell&#8217;intero anno precedente. Quasi tutte le immagini sono state trovate su siti pubblici, evidenziando la crescente accessibilità di questi contenuti. Il direttore esecutivo ad interim dell’IWF, Derek Ray-Hill, ha sottolineato che la sofisticazione di queste immagini suggerisce che gli strumenti di IA siano stati addestrati su immagini e video di vittime reali. “Gli ultimi mesi dimostrano che questo problema non sta scomparendo e anzi sta peggiorando&#8221;, ha dichiarato Ray-Hill.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un analista dell&#8217;IWF ha aggiunto che il fenomeno sta raggiungendo un <strong>“punto di svolta”</strong>, dove diventa sempre più difficile per le autorità determinare se un&#8217;immagine rappresenti un minore reale o una creazione generata dall&#8217;IA. Questo sta complicando le operazioni di controllo, rendendo difficile stabilire se ci sia una vittima reale bisognosa di aiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del semestre appena concluso, l’IWF ha agito su 74 segnalazioni di materiale generato dall’IA sufficientemente realistico da violare le leggi del Regno Unito. Le immagini includono non solo vittime reali, ma anche deepfake in cui pornografia per adulti è manipolata per farla sembrare materiale di abuso su minori. Inoltre, l’IA è utilizzata per “nudificare” immagini di bambini vestiti trovate online. La maggior parte dei server che ospitano questi contenuti si trovano in Russia e negli Stati Uniti, con ulteriori casi segnalati in Giappone e Paesi Bassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le segnalazioni di contenuti illegali provengono in gran parte da cittadini comuni che li trovano su forum pubblici o gallerie di IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel frattempo, piattaforme come <strong>Instagram</strong> stanno adottando misure contro il fenomeno della &#8220;sextortion&#8221;, introducendo una nuova funzionalità che sfoca automaticamente le immagini di nudo inviate tramite messaggi diretti, proteggendo così gli utenti da eventuali truffe o minacce di ricatto.</p>
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