<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Trump &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
	<atom:link href="https://www.interskills.it/tag/trump/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.interskills.it</link>
	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Jun 2025 04:58:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Trump decapita l&#8217;Ufficio Copyright. Un atto politico, culturale e tecnologico</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/05/16/trump-decapita-lufficio-copyright-un-atto-politico-culturale-e-tecnologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 12:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=12339</guid>

					<description><![CDATA[Il 10 maggio, l’amministrazione Trump ha rimosso Shira Perlmutter, direttrice dell’Ufficio Copyright, subito dopo la pubblicazione di un rapporto  sull’uso delle opere protette per addestrare l’IA. Il gesto, privo di spiegazioni ufficiali, è visto come un favore alle big tech e un attacco al diritto d’autore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Venerdì 10 maggio, una nuova mossa dell’amministrazione Trump scuote gli equilibri istituzionali a Washington: la direttrice dell’Ufficio Copyright, Shira Perlmutter, viene rimossa dal suo incarico tramite un’email inviata direttamente dalla Casa Bianca. Il messaggio, breve e senza alcuna spiegazione, afferma semplicemente: <em>&#8220;Il Presidente ha deciso di rimuoverla con effetto immediato</em>.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nessuna motivazione, ma il gesto appare come  un chiaro segnale: l’amministrazione in carica ha intenzione di cambiare profondamente le regole sui contenuti digitali e sull’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La <a href="https://www.theverge.com/news/664768/trump-fires-us-copyright-office-head">notizia</a> ha fatto rapidamente il giro del mondo, scatenando reazioni nel mondo culturale, tecnologico e politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma per capire cosa c’è davvero in gioco, bisogna guardare oltre il licenziamento formale e leggere tra le righe di un conflitto, affrontato già in diversi articoli, quello tra il diritto d’autore e l’industria dell’IA generativa, tra la protezione dei contenuti e la fame di dati che alimenta i nuovi modelli di <em>ML.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Shira Perlmutter, fino a poco fa a capo del Copyright Office degli Stati Uniti, è una giurista specializzata in proprietà intellettuale, Perlmutter era responsabile della direzione dell’ufficio federale che si occupa di registrare e proteggere i diritti d’autore nel Paese. Il Copyright Office, infatti, ha il compito di garantire che chi crea contenuti – come libri, film, musica &#8211; possa tutelare legalmente la propria opera. Oltre alla registrazione delle opere, l’ufficio fornisce consulenza al Congresso, emette pareri legali e promuove politiche pubbliche in materia di copyright.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Negli ultimi anni, un ruolo sempre più centrale dell’ente è stato affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie: intelligenza artificiale, data mining, piattaforme digitali. E proprio Perlmutter era alla guida di questa iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non a caso solo due giorni prima del suo allontanamento, Perlmutter <a href="https://www.copyright.gov/ai/Copyright-and-Artificial-Intelligence-Part-3-Generative-AI-Training-Report-Pre-Publication-Version.pdf">aveva firmato</a> un rapporto di 108 pagine che metteva in discussione l’uso non autorizzato di opere protette da copyright per addestrare modelli di IA. Il documento, frutto di un’ampia consultazione pubblica avviata nel 2023, è il più esplicito mai pubblicato da un’autorità statunitense su questo tema.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra i punti centrali del rapporto, emerge la preoccupazione per la riproduzione massiva di opere protette da copyright senza autorizzazione, soprattutto quando avviene per scopi commerciali. A differenza di ambiti come la ricerca scientifica o l’insegnamento, l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale generativa si muove in un’ottica di profitto e, nella maggior parte dei casi, avviene senza licenze esplicite.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il documento propone per la prima volta l’istituzione di mercati dedicati alle licenze di contenuti destinati all’addestramento dell’IA, e sottolinea l’importanza di garantire agli autori e ai titolari dei diritti strumenti concreti – sia tecnici sia economici – per mantenere un controllo effettivo sull’uso delle proprie opere da parte delle tecnologie emergenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un messaggio che, seppur formulato con cautela, sembra rivolgersi direttamente a chi ha il potere di regolamentare. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma è un messaggio che rischia di cadere nel vuoto, soprattutto in un contesto politico che appare più incline a tutelare gli interessi delle big tech, mentre l’intelligenza artificiale si afferma come pilastro dell’economia digitale globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, secondo <a href="https://www.cbsnews.com/news/trump-fires-director-of-u-s-copyright-office-shira-perlmutter-sources/">fonti</a> vicine al Congresso, l’episodio non è isolato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Infatti lo scorso 9 maggio anche Carla Hayden, bibliotecaria del Congresso e figura di riferimento per la gestione delle istituzioni culturali federali, è stata destituita. Al suo posto è <a href="https://apnews.com/article/trump-library-congress-todd-blanche-carla-hayden-cc2154fa8644a5c29d196e505e4faa51">stato nominato</a> Todd Blanche, avvocato personale di Donald Trump durante i suoi procedimenti giudiziari dello scorso anno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche esponenti politici hanno espresso forte preoccupazione, il rappresentante Joe Morelle, democratico dello Stato di New York e membro di rango della Commissione per l’Amministrazione della Camera, nel comunicato stampa pubbliato il 10 maggio <a href="https://democrats-cha.house.gov/media/press-releases/morelles-statement-abrupt-firing-shira-perlmutter-register-copyrights">ha definito</a> il licenziamento improvviso di Shira Perlmutter una “presa di potere sfacciata e senza precedenti, priva di qualsiasi base legale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Morelle, la tempistica non è casuale: la rimozione è avvenuta a meno di 24 ore dal rifiuto, da parte di Perlmutter, di approvare “gli sforzi di Elon Musk per estrarre tesori di opere protette da copyright per addestrare modelli di intelligenza artificiale”. Un passaggio che collega direttamente il licenziamento al recente rapporto contenente linee guida prudenziali sull’uso di materiali protetti nei dataset.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, Morelle ha elogiato il lavoro di Perlmutter alla guida dell’Ufficio, definendola “una patriota” che ha modernizzato in profondità l’istituzione e ne ha rafforzato il ruolo strategico nel 21° secolo, soprattutto nell’intersezione tra <strong>intelligenza artificiale e proprietà intellettuale</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La sua rimozione, ha aggiunto, “calpesta ancora una volta l’autorità dell’articolo uno del Congresso” e rischia di gettare nel caos “un’industria da trilioni di dollari”. Non essendo la prima mossa controversa sul fronte culturale da parte dell’amministrazione Trump, Morelle pone una domanda ai suoi colleghi repubblicani  semplice e retorica: “Quando decideranno che quando è troppo, è troppo?”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Per capire davvero cosa significa la rimozione di Shira Perlmutter, bisogna spostare lo sguardo. Guardare oltre la cronaca politica, oltre il licenziamento via email, e immergersi in un contesto più profondo.<br>Al centro della questione c’è l’intelligenza artificiale generativa, che sta diventando una forza culturale ed economica sempre più rilevante.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Modelli come GPT e altri si nutrono di enormi quantità di dati online, spesso senza il consenso degli autori. Questo mette in crisi giornalisti, editori e creatori: i contenuti originali vengono usati per generare testi sintetici che possono essere pubblicati e venduti in pochi secondi, senza riconoscere né credito né compenso agli autori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il pericolo è sempre più concreto: se l’intelligenza artificiale rimpiazza i contenuti prodotti dalle redazioni, viene meno la base economica su cui si regge il giornalismo indipendente e di qualità. Inolte, la rimozione di figure come Perlmutter sembra lanciare un segnale chiaro dall’alto: via libera all’IA, senza freni, anche se questo significa mettere da parte il diritto d’autore e le istituzioni che dovrebbero difenderlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque, non si tratta solo di favorire la crescita di un settore strategico come l&#8217;IA, ma di consolidare un’idea di sviluppo sociale e culturale che mette al centro l’interesse delle grandi piattaforme a scapito della pluralità culturale e dell’autonomia creativa. Con il rischio di trasformare il sapere, l’informazione e la cultura in pura materia prima, da estrarre e processare senza limiti. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il licenziamento di Shira Perlmutter, dunque, è molto più di una notizia politica. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">È il segno che la battaglia per il controllo dei dati, e quindi della conoscenza, è entrata in una fase nuova, più esplicita e più aggressiva, in questo scenario se vogliamo che l’IA non sia solo potente, ma anche equa, serve riconoscere che la creatività ha un valore e deve essere retribuita e che le regole devono valere per tutti, inclusi i giganti tecnologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">E chi prova a farle rispettare, come Shira Perlmutter, non può essere semplicemente spazzato via con un’email.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
