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	<title>Venezuela &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Operación Retuit: l’IA per proteggere i giornalisti</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/11/19/operacion-retuit-lia-per-proteggere-i-giornalisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 15:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[In Venezuela, il progetto "Operación Retuit" utilizza avatar IA per diffondere contenuti giornalistici su social media, proteggendo i giornalisti dalla repressione del governo Maduro. Grazie a brevi video condivisi su piattaforme come Instagram e WhatsApp, l’iniziativa combatte la censura e garantisce sicurezza per i giornalisti, attirando l’interesse internazionale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In <a href="https://theweek.com/media/how-ai-is-offering-journalists-protection-from-persecution-in-venezuela">Venezuela</a>, paese in cui la diffusione delle notizie è strettamente controllata dalla dittatura del governo Maduro, un gruppo di 20 &nbsp;organizzazioni mediatiche e circa 100 giornalisti, hanno iniziato a diffondere contenuti giornalistici in notiziari quotidiani letti da due avatar generati dall’IA, &#8220;La Chama&#8221; (la ragazza) e &#8220;El Pana&#8221; (il tizio). Successivamente, in formato di brevi clip video vengono condivisi sui social media, in particolare <a href="https://www.instagram.com/stories/highlights/18153412096320305/">Instagram</a>, Facebook e WhatsApp rendendo la comunicazione più immediata e difficile da tracciare per il governo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo progetto è stato chiamato “Operación Retuit”, ed ha l’obiettivo di informare il pubblico senza esporre i giornalisti alla dura repressione governativa.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/11/Venezuela-retweets.mp4"></video><figcaption class="wp-element-caption"><em>Video presentazione degli avatar AI di Operaciòn Retuit</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A seguito della sua controversa rielezione lo scorso luglio, contestata dall&#8217;opposizione e considerata fraudolenta da molti osservatori internazionali, il governo ha intensificato la persecuzione dei giornalisti critici incrementando la censura sui media tradizionali, bloccando l&#8217;accesso ai siti web di notizie non in linea con il governo e minacciando la sospensione di programmi radiofonici e televisivi che esprimono contenuti critici nei confronti di Maduro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://espaciopublico.ong/represion-y-censura-postelectoral-en-venezuela/"><em>Espacio Publico</em></a><em>,</em> organizzazione venezuelana che monitora la libertà di stampa, riporta che tra il 28 luglio e il 31 ottobre sono stati effettuati 49 arresti arbitrari che hanno riguardato cittadini, manifestanti e un totale di 21 giornalisti e operatori dei media, alcuni con accuse di terrorismo o incitamento all&#8217;odio, altri invece senza chiare accuse nei loro confronti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In questo contesto, &#8220;Operación Retuit&#8221; offre ai giornalisti una piattaforma per continuare a diffondere notizie senza mettere a rischio la propria sicurezza: Carlos Eduardo Huertas, direttore di Connectas e coordinatore dell&#8217;iniziativa, ha spiegato che l&#8217;obiettivo non è sostituire i giornalisti, ma proteggerli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, “Operación Retuit”, ha attirato l&#8217;attenzione <a href="https://edition.cnn.com/2024/09/18/americas/venezuela-retweets-ai-news-maduro-intl-latam/index.html">internazionale</a>. Huertas, ha riferito che organizzazioni per la libertà di stampa a Cuba e in Nicaragua hanno contattato Connectas, mostrando interesse per l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale come strumento per la libertà di espressione. Il team di &#8220;Operación Retuit&#8221; sta anche lavorando per rendere il contenuto disponibile in diverse lingue, tra cui russo e cinese, per raggiungere un pubblico più ampio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante questo mascheramento, <a href="https://edition.cnn.com/2024/09/18/americas/venezuela-retweets-ai-news-maduro-intl-latam/index.html">Shelly Palmer</a>, professoressa di Advanced Media alla Syracuse University afferma che nascondersi dietro un avatar potrebbe non essere sufficiente per garantire la sicurezza dei giornalisti, soprattutto se non si prendono misure per nascondere le proprie tracce digitali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
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