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	<title>Zuckerberg &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>USA: Zuckerberg rimuove il fact-checking da Facebook</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/01/09/usa-zuckerberg-rimuove-il-fact-checking-da-facebook-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 17:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
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		<category><![CDATA[Zuckerberg]]></category>
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					<description><![CDATA[Mark Zuckerberg ha annunciato la rimozione del programma di fact-checking su Facebook, Instagram e Threads, sostituendolo con "Community Notes", un sistema che permette agli utenti di aggiungere contesto ai contenuti. La decisione mira a ridurre la "censura eccessiva". L'Europa non è ancora coinvolta, data la legislazione più severa sul tema.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mark Zuckerberg, CEO di Meta, società madre di Facebook, Instagram e Threads, ha <a href="https://about.fb.com/news/2025/01/meta-more-speech-fewer-mistakes/">annunciato</a>, lo scorso 7 gennaio, una serie di cambiamenti nelle strategie di moderazione dei contenuti. Tra le novità principali figura l’abolizione del programma di fact-checking, sostituito da un sistema chiamato <em>Community Notes</em>, che consente agli utenti di aggiungere contesto ai contenuti condivisi. Zuckerberg ha spiegato che questa decisione nasce dalla volontà di ridurre una “censura eccessiva”, ritenendo che i sistemi adottati finora abbiano spesso limitato la libertà di espressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il programma di fact- checking, venne introdotto da Meta dopo le elezioni presidenziali statunitensi del 2016, per contrastare la diffusione di disinformazione e contenuti offensivi che si verificarono durante le elezioni di quell&#8217;anno. Ricordiamo, a tal proposito, il grave scandalo dei dati di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cambridge_Analytica#:~:text=Nel%202018%2C%20Cambridge%20Analytica%20%C3%A8,%2C%20alla%20caduta%20dell'azienda."><em>Cambridge Analytica</em>.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il programma&nbsp;abolito prevedeva la collaborazione con organizzazioni giornalistiche indipendenti e quotidiani accreditati dall&#8217;International Fact-Checking Network, unità del Poynter Institute che si occupa di riunire i fact-checker di tutto il mondo, i quali dovevano analizzare i post e, quando veniva rilevata una notizia falsa, applicavano un’etichetta, indicando che il contenuto era stato contestato da verificatori di terze parti. &nbsp;Gli utenti venivano invitati a consultare ulteriori informazioni prima di interagire con il contenuto, pur mantenendo la possibilità di accedervi.&nbsp;Infatti, queste etichette non oscuravano il contenuto, ma offrivano un avviso contestuale sulla sua credibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Zuckerberg ha tuttavia sostenuto che questo sistema, in vigore ormai da 8 anni, ha generato diverse problematiche come la rimozione ingiustificata di post legittimi o l’incapacità di cogliere il contesto culturale di alcune pubblicazioni, <a href="https://www.ilpost.it/2025/01/07/modifiche-fact-checking-contenuti-social-meta/">affermando</a> che “troppi contenuti innocui vengono censurati, troppe persone si ritrovano ingiustamente rinchiuse nella &#8220;prigione di Facebook&#8221;.”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il nuovo sistema, Community Notes, si baserà sulla verifica collaborativa delle informazioni: affiderà ad un gruppo di utenti riconosciuti come collaboratori il compito di aggiungere note di contesto ai contenuti, indicando se sono affidabili o meno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Altri utenti valuteranno l&#8217;utilità delle note proposte, esprimendo la loro opinione a riguardo. &nbsp;Una nota verrà resa pubblica solo se utenti di diverse prospettive politiche o sociali concordano sul fatto che sia informativa, la nota viene approvata. Al fine di garantire che le informazioni aggiunte siano equilibrate e non influenzate da un singolo punto di vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Una volta approvate, le note vengono visualizzate direttamente sotto il contenuto originale, offrendo agli utenti un contesto aggiuntivo per comprendere meglio il post, l&#8217;immagine o il video.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;autorevolezza delle note e l&#8217;imparzialità degli utenti possono essere messe in discussione, in special modo nel caso dei contenuti polarizzanti, ovvero quelli che tendono a dividere le opinioni e generare forti contrasti tra gli utenti, come quelli politici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La scelta di Zuckerberg è stata da <a href="https://www.ilpost.it/2025/01/07/modifiche-fact-checking-contenuti-social-meta/">alcuni</a> interpretata come un tentativo di riallinearsi con il presidente Donald Trump, in vista del suo imminente insediamento alla Casa Bianca e di &#8220;ammansire&#8221; la nuova leadership politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">A ben vedere tale critica non appare infondata, considerando le recenti modifiche nella governance dell’azienda, con la promozione di Joel Kaplan, ex consigliere di&nbsp;George W. Bush, a capo del team degli Affari Globali come responsabile delle principali politiche aziendali e l’inserimento nel consiglio di amministrazione dell&#8217;azienda di uno storico alleato di Donald Trump, <a href="https://about.fb.com/news/2025/01/dana-white-john-elkann-charlie-songhurst-meta-board-of-directors/">Dana White</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questi cambiamenti relativi ai controlli sulle informazioni non riguardano, almeno per il momento, <a href="https://tg24.sky.it/tecnologia/2025/01/08/meta-fact-checking-facebook-instagram">l’Europa</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il panorama politico europeo, infatti, è sostanzialmente diverso, e le norme imposte dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Services_Act#:~:text=Il%20Digital%20Services%20Act%20(DSA,pubblicit%C3%A0%20trasparente%20e%20alla%20disinformazione.">Digital Services Act</a> (DSA) obbligano le piattaforme a implementare misure adeguate a combattere la disinformazione. Meta potrebbe decidere di adottare altre soluzioni, come l&#8217;impiego dell&#8217;intelligenza artificiale o del machine learning, per rafforzare i propri sistemi di verifica.</p>
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