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	<title>contrasto &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Crescita significativa della ricerca generativa per gli acquisti online</title>
		<link>https://www.interskills.it/2025/03/19/crescita-significativa-della-ricerca-generativa-negli-acquisti-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 08:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[contrasto]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui accediamo alle informazioni, ma con conseguenze contrastanti: da un lato, spinge le vendite online semplificando gli acquisti, dall’altro riduce il traffico verso i siti di news, fornendo risposte dirette agli utenti. Mentre l’e-commerce prospera, il giornalismo deve reinventarsi per mantenere il proprio ruolo centrale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Da tempo l’intelligenza artificiale generativa <a href="https://www.theverge.com/ai-artificial-intelligence/631352/ai-search-adobe-analytics-google-perplexity-openai">sta cambiando</a> l’accesso al nostro mondo digitale, ma con effetti diversi a seconda del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo il recente rapporto della piattaforma di analisi dei dati <a href="https://blog.adobe.com/en/publish/2025/03/17/adobe-analytics-traffic-to-us-retail-websites-from-generative-ai-sources-jumps-1200-percent">Adobe Analytics</a>, tra luglio 2024 e febbraio 2025, il traffico referral dai motori di ricerca IA verso i siti di e-commerce è aumentato del 1200%, con un picco del 1950% durante il Cyber Monday<em>, </em>giornata di sconti online che segue il Black Friday.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Fino a poco tempo fa, chi desiderava acquistare un prodotto online lo cercava su Google, confrontava le opzioni su Amazon o altri marketplace e sceglieva in autonomia la soluzione migliore. Oggi, invece, sempre più utenti si affidano direttamente all’intelligenza artificiale per trovare il prodotto ideale, scoprire dove acquistarlo al prezzo più conveniente e valutare le alternative disponibili semplificando il processo di acquisto e  rendendo superflua la navigazione tra più siti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa efficienza rafforza anche la fiducia nelle raccomandazioni dell’IA.<br>Secondo uno studio di <a href="https://www.pymnts.com/artificial-intelligence-2/2024/how-ai-reshaped-retail-in-2024-10-key-developments/">PYMNTS</a>, &nbsp;il 56% di chi utilizza motori di ricerca basati sull’IA per trovare un prodotto poi lo acquista, una percentuale decisamente più alta rispetto a chi proviene dai motori di ricerca tradizionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In altre parole, l’IA non solo sta ridefinendo il modo in cui si cercano i prodotti online, ma sta anche influenzando le decisioni d’acquisto, rendendo il processo più rapido e diretto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">I grandi dell’e-commerce, come <a href="https://ainews.it/amazon-lancia-q-e-sfida-apertamente-chatgpt-e-gli-altri-big/?utm_source=chatgpt.com">Amazon</a> ed <a href="https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/alibaba-invest-more-than-52-billion-ai-over-next-3-years-2025-02-24/?utm_source=chatgpt.com">Alibaba</a>, hanno colto il cambiamento in atto e stanno investendo miliardi di dollari per integrare strumenti di IA nei loro sistemi di business attraverso l’introduzione di &nbsp;chatbot che suggeriscono prodotti, assistenti virtuali che guidano gli utenti e sistemi predittivi in grado di anticipare i desideri di acquisto prima ancora che vengano espressi. L’IA non è più un semplice filtro tra il consumatore e il prodotto, ma un vero e proprio assistente che prende decisioni, e seleziona prodotti al suo posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Se nel commercio online l’intelligenza artificiale è un acceleratore di traffico e vendite, nel giornalismo sta producendo l’effetto opposto. Gli stessi strumenti che aiutano a trovare il prodotto “perfetto”, quando si tratta di notizie si comportano in maniera completamente diversa, invece di indirizzare il pubblico verso i siti di informazione, trattengono gli utenti all’interno della loro piattaforma, fornendo risposte sintetiche e dettagliate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Come approfondito già in un nostro recente <a href="https://www.interskills.it/2025/03/07/genai-come-gatekeeper-come-lia-generativa-riduce-il-traffico-dei-siti-di-news/">articolo</a>, secondo un’analisi di Comscore, solo il 3,2% del traffico in uscita da ChatGPT e il 7,4% da Perplexity porta effettivamente a un sito di news, la stragrande maggioranza degli utenti si accontenta della risposta generata dall’IA e non sente il bisogno di approfondire.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Un tempo, così come per gli acquisti online, chi cercava una notizia digitava l’argomento su Google, esplorava diversi articoli e sceglieva in modo critico cosa leggere, in base a tanti fattori discriminanti come la rilevanza della testata giornalistica o l’autore. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Oggi, invece, sono sempre di più le<strong> </strong>persone che si rivolgono direttamente a un assistente virtuale IA, ponendo domande mirate come: &#8220;Cosa sta succedendo in Ucraina?&#8221;, &#8220;Chi ha vinto le elezioni in Francia?&#8221;, &#8220;Quali sono le nuove regole fiscali?&#8221;.<strong> </strong>L’IA risponde in modo chiaro e sintetico, includendo link alle fonti, ma spesso senza generare traffico significativo ai siti di informazione né riconoscere il lavoro dei giornalisti che hanno prodotto il contenuto originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo cambiamento sta provocando una rottura anche nel legame tra giornalisti e lettori, prima chi leggeva un articolo sapeva da chi stava ricevendo l’informazione, con quali fonti e secondo quale linea editoriale, oggi nella maggior parte dei casi, quel rapporto è mediato da algoritmi che operano secondo logiche opache. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le notizie non vengono più scelte dagli utenti, ma filtrate dall’IA, che decide cosa mostrare e cosa no ed il rischio è che le persone ricevano solo frammenti di informazione, privi del contesto necessario per comprenderle davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre il commercio online celebra il “boom” dell’IA, il giornalismo si trova davanti ad un bivio: accettare un ruolo marginale in un ecosistema informativo dominato dalle logiche algoritmiche delle piattaforme IA o trovare nuove strategie per mantenere il contatto diretto con il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">​Negli ultimi anni, diversi editori hanno attuato diverse strategie come la collaborazione con i colossi dell&#8217;IA per compensare il calo del traffico e dei ricavi pubblicitari. Ad esempio, nel maggio 2024, The Atlantic <a href="https://www.interskills.it/2024/07/25/the-atlantic-e-gli-accordi-con-openai/">ha annunciato</a> una partnership strategica con OpenAI, rendendo i suoi articoli accessibili tramite prodotti come ChatGPT. L&#8217;obiettivo era posizionarsi come fonte di notizie premium all&#8217;interno delle piattaforme di OpenAI, con la promessa di attribuzione e link agli articoli originali. </p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, queste collaborazioni non hanno prodotto i risultati sperati, nonostante gli accordi, il traffico verso i siti di informazione non è aumentato in modo significativo, lasciando irrisolto il problema della disintermediazione operata dalle piattaforme IA.</p>
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