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	<title>diritti d’autore &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>The Intercept vs OpenAI: la causa procede</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/12/03/the-intercept-vs-openai-la-causa-procede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2024 07:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alternet]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti d’autore]]></category>
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		<category><![CDATA[loevy & loevy]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[raw story]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn412024]]></category>
		<category><![CDATA[the intercept]]></category>
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					<description><![CDATA[A febbraio 2024, The Intercept, Raw Story e AlterNet hanno citato in giudizio OpenAI per violazioni di copyright, accusandola di usare articoli protetti per addestrare ChatGPT. Il caso di The Intercept è proseguito, con accuse di violazione del DMCA, mentre le denunce di Raw Story e AlterNet sono state respinte, ma potranno essere riformulate]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel mese di febbraio 2024, <em>The Intercept, Raw Story</em> e <em>AlterNet,</em> tre testate giornalistiche online, avevano avviato <a href="https://www.interskills.it/2024/03/29/crescono-le-cause-contro-openai-per-la-violazione-del-copyright/">azioni legali</a> contro OpenAI, accusandola di utilizzare articoli protetti da diritto d’autore per l&#8217;addestramento di ChatGPT senza fornire attribuzioni o rispettare le norme sul copyright.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, affinché sia possibile citare direttamente OpenAI gli editori devono mantenere una documentazione delle opere prodotte e utilizzate presso l’Ufficio copyright degli Stati Uniti. I giornali in formato cartaceo hanno la possibilità di pagare una tariffa mensile per registrare tutti i contenuti pubblicati durante il periodo considerato, mentre le pubblicazioni esclusivamente digitali dovevano gestire registrazioni elettroniche per ciascun singolo articolo, il che comportava costi significativi. Ad esempio, il processo di registrazione di tutti gli articoli presenti su un sito di notizie prolifico come&nbsp;<em>The Intercept</em>&nbsp;può rapidamente accumulare decine di migliaia di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Pertanto, non avendo per queste testate registrato i propri articoli all’ufficio del copyright, lo studio legale Loevy &amp; Loevy, rappresentante di tutte e tre le testate giornalistiche, decise di adottare una strategia differente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Poiché risultava agli istanti che OpenAI avesse intenzionalmente rimosso le informazioni relative al copyright, come il nome dell’autore, il titolo e i termini d’uso degli articoli online inclusi nei set di dati di addestramento di ChatGPT e aggirato le protezioni digitali di accesso alle opere (conosciute anche come DRM, Digital Rights Management), lo studio ha espresso le accuse in termini di violazioni del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), legge statunitense che proibisce la produzione e la divulgazione di tecnologie, strumenti o servizi che aggirino le misure di accesso ai lavori protetti da copyright. Inoltre, il DMCA prevede un inasprimento delle pene per la violazione del copyright su Internet.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le cause delle testate sono andate in giudizio con due giudici distinti: Jed Rakoff per <em>The Intercept</em> e Colleen McMahon per <em>Raw Story e AlterNet</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>The Intercept</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel mese di Novembre 2024, <a></a><a href="https://www.niemanlab.org/2024/11/copyright-claim-moves-ahead-in-the-intercepts-lawsuit-against-openai/">Jed Rakoff</a>, un giudice federale di New York, ha deciso di procedere nel giudizio &nbsp;<a href="https://theintercept.com/2024/11/22/openai-intercept-lawsuit/"><em>The Intercept</em></a> vs OpenAI. Nello specifico, il giudice ha ritenuto procedibile l’accusa secondo cui OpenAI avrebbe rimosso intenzionalmente informazioni come il nome dell’autore, il titolo e i termini d’uso e aggirato le protezioni degli articoli di <em>The Intercept</em> durante l’addestramento di ChatGPT. Questo comportamento, se confermato, costituirebbe una chiara violazione del DMCA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giudice Rakoff ha respinto però altre accuse di <em>The Intercept</em>, secondo cui OpenAI era consapevole di violare un&#8217;altra disposizione del DMCA,&nbsp;che vieta la distribuzione di contenuti sapendo che le informazioni sulla gestione del diritto d’autore sono state rimosse: il giudice ha ritenuto non ci fossero prove sufficienti per dimostrare che OpenAI fosse consapevole di questa rimozione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche le accuse contro Microsoft sono state respinte perché non sono state ritenute sufficientemente fondate o rilevanti nel contesto del caso, in quanto, nonostante Microsoft sia un investitore di OpenAI, non è emerso che abbia avuto un ruolo diretto nelle presunte violazioni del DMCA o nelle altre accuse presentate da <em>The Intercept</em>. In sostanza, il giudice ha stabilito che Microsoft non può essere considerata responsabile semplicemente per la sua relazione con OpenAI, in assenza di prove che dimostrino una partecipazione attiva o una responsabilità diretta nella rimozione delle informazioni sul copyright dagli articoli di <em>The Intercept</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La decisione di portare avanti l’accusa principale legata al DMCA è stata accolta con soddisfazione dai legali di The Intercept. Iinfatti, <a href="https://www.loevy.com/attorneys/matt-topic/">Matt Topic</a>, partner dello studio legale Loevy &amp; Loevy, ha sottolineato come questa sentenza sia un’opportunità per gli editori digitali di perseguire casi simili, anche in assenza di registrazioni presso l’USCO. Nel frattempo, proprio l’Ufficio del copyright, ad agosto ha introdotto una nuova regola che consente agli editori di registrare articoli in blocco, invece di registrarli singolarmente, rendendo meno gravoso tale compito e, conseguenzialmente, agevolando le azioni legali contro violazioni come quelle imputate a OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Dunque, il caso <em>The Intercept</em> rimane l’unico contenzioso basato sul DMCA che è riuscito a superare la fase preliminare. Questo rappresenta un evento importante, ma non tutti i giudici si sono mostrati altrettanto favorevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Raw Story e AlterNet</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">La causa di <em>Raw Story</em> e <em>AlterNet</em> ha avuto esito diverso. Il 7 novembre 2024, il giudice federale di New York, Colleen McMahon, ha respinto la causa, adottando un differente approccio giuridico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella sua sentenza, il giudice ha spiegato che il vero problema non risiede nella rimozione delle informazioni sul copyright, ma nell’uso stesso delle opere per addestrare ChatGPT senza compenso. Tuttavia, MacMahon ha consentito alle testate Raw Story e AlterNet di presentare una denuncia modificata, che è stata effettivamente depositata il 21 novembre. In questo nuovo atto, i querelanti hanno presentato accuse più dettagliate contro OpenAI e richiesto risarcimenti in due forme alternative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">per i danni effettivi e profitti ottenuti dai convenuti, il cui importo sarà determinato in base ai guadagni ottenuti dall&#8217;uso dei contenuti protetti.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">per i dannilegali pari ad almeno 2.500 dollari per ogni violazione delle disposizioni sul copyright e sulla rimozione delle informazioni di gestione del copyright, come previsto dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;importo complessivo dipenderà dal numero totale di violazioni dimostrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante le battute d’arresto poste a Raw Story e Alternet, la strategia legale di Loevy &amp; Loevy sembra focalizzarsi sempre più sul DMCA come punto di leva per procedere contro OpenAI. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">OpenAI, dal canto suo, continua a difendere le proprie pratiche affermando che l’addestramento dei suoi modelli si basa su dati pubblicamente disponibili e sul principio del <em>“fair use”</em> che prevede l&#8217;uso di materiali protetti da copyright in modo limitato e senza autorizzazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forbes denuncia Perplexity  per violazione di diritti d&#8217;autore</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/07/01/forbes-denuncia-perplexity-denuncia-per-violazione-di-diritti-dautore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 07:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[diritti d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[forbes]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Perplexity]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
		<category><![CDATA[wired]]></category>
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					<description><![CDATA[Perplexity, startup AI sostenuta da Bezos e Wojcicki, è accusata da Forbes di aver copiato articoli senza attribuzione, violando i diritti d'autore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity, startup sostenuta da grandi nomi del settore tecnologico, tra cui Bezos, Jeff Dean di Google e l&#8217;ex CEO di YouTube Susan Wojcicki, ha sviluppato un motore di ricerca basato sull&#8217;intelligenza artificiale che combina le funzionalità dei motori di ricerca tradizionali con quelle dei chatbot, fornendo risposte concise e in tempo reale alle domande degli utenti. Questo strumento estrae informazioni da articoli recenti e indicizza il web quotidianamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, Perplexity ha suscitato polemiche per il suo approccio all&#8217;estrazione dei dati, poiché sembra ignorare il Robots Exclusion Protocol, uno standard web ampiamente accettato che impedisce ai bot di accedere a determinate aree dei siti web. Un&#8217;analisi di <a href="https://www.wired.com/story/perplexity-is-a-bullshit-machine/">WIRED</a> ha evidenziato che, nonostante le affermazioni di Perplexity di fornire &#8220;risposte immediate e affidabili a qualsiasi domanda con fonti complete e citazioni incluse&#8221;, il suo chatbot spesso riassume il lavoro giornalistico senza linkare la fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un caso particolarmente eclatante è stato <a href="https://www.forbes.com/sites/randalllane/2024/06/11/why-perplexitys-cynical-theft-represents-everything-that-could-go-wrong-with-ai/">riportato da Forbes</a>. Due dei suoi migliori giornalisti, Sarah Emerson e Rich Nieva, hanno lavorato a una serie di articoli sul progetto segreto dei droni dell&#8217;ex CEO di Google, Eric Schmidt. Il 6 giugno, Forbes ha pubblicato un articolo dettagliato sui test dei droni a Menlo Park e in Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il giorno successivo, Perplexity ha pubblicato una propria &#8220;storia&#8221; che riprendeva gran parte dell&#8217;articolo di Forbes, con parole molto simili, alcuni frammenti interamente copiati e persino un&#8217;illustrazione presa da Forbes. Nonostante una piccola icona del logo Forbes e una vaga menzione delle &#8220;fonti&#8221; a fine paragrafo, il post di Perplexity non riconosceva adeguatamente la paternità del contenuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Perplexity ha inoltre inviato questa storia “non originale” ai suoi abbonati tramite una notifica push mobile, creato un podcast generato dall&#8217;intelligenza artificiale e prodotto un video su YouTube basato sul rapporto di Forbes, senza attribuirne il merito. Questo video ha superato tutti i contenuti di Forbes sull&#8217;argomento nelle ricerche su Google. In questo modo, Perplexity ha preso il lavoro di Forbes senza permesso e lo ha ripubblicato su più piattaforme come se fosse proprio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per quanto riguarda il traffico web, Forbes ha rilevato che i referral da Perplexity costituiscono solo lo 0,014% del suo pubblico totale, rendendolo la 54esima fonte di traffico più grande per il sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Forbes <a href="https://www.axios.com/2024/06/18/forbes-perplexity-ai-legal-action-copyright">ha inviato una lettera</a> al CEO della startup di ricerca AI Perplexity accusando la società di aver rubato testo e immagini in una &#8220;violazione intenzionale&#8221; dei diritti d&#8217;autore di Forbes.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La lettera, datata giovedì scorso, chiede a Perplexity di rimuovere gli articoli fuorvianti, di rimborsare Forbes per tutti i ricavi pubblicitari guadagnati da Perplexity tramite la violazione e di fornire &#8220;prove soddisfacenti e assicurazioni scritte&#8221; di aver rimosso gli articoli in violazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Forbes ha anche richiesto a Perplexity di fornire &#8220;dichiarazioni e garanzie scritte&#8221; che confermino l&#8217;impegno a non utilizzare alcuna proprietà intellettuale o contenuto di Forbes per la generazione e la pubblicazione di articoli su chatbot con intelligenza artificiale, e a non violare i diritti d&#8217;autore di Forbes in futuro. Forbes ha espresso l&#8217;aspettativa di ricevere una risposta entro 10 giorni dalla ricezione della lettera e ha avvertito che si riserverà il diritto di intraprendere qualsiasi azione ritenuta necessaria per proteggere i suoi diritti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consiglio svizzero della stampa e nuove linee direttrici su IA e giornalismo</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/20/consiglio-svizzero-della-stampa-e-nuove-linee-direttrici-su-ia-e-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lidia D'Alò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 11:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio svizzero della stampa]]></category>
		<category><![CDATA[dati sensibili]]></category>
		<category><![CDATA[diritti d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[etica giornalistica]]></category>
		<category><![CDATA[fonti dell'informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[verità]]></category>
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					<description><![CDATA[I sistemi di intelligenza artificiale generativa sono in grado di produrre contenuti (testi, immagini, suoni) molto convincenti e simili alla realtà e il loro utilizzo si sta sempre più intensificando, anche nel giornalismo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La legge svizzera non prevede un’istituzione di tipo ordinistico analoga al nostrano Ordine dei giornalisti con poteri di sorveglianza ed ammonimento con valore anche sostanziale (tra i poteri dell’Ordine, in un articolato procedimento, si può giungere alla radiazione del giornalista e quindi alla sua impossibilità di proseguire nella professione): in quel paese vige un sistema di autoregolamentazione, principalmente di natura etica e deontologica, che fa capo aI Consiglio svizzero della stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il <a href="https://presserat.ch/it/il-consiglio-della-stampa/aufgaben/">Consiglio svizzero della stampa</a> tutela la libertà di stampa e di espressione e vuole incentivare la riflessione su questioni etiche riguardanti i media: In Svizzera giornalisti e pubblico dei lettori possono ricorrere al Consiglio che può decidere rispetto alla validità di un articolo e la sua diffusione sui media, garantendo che non violi il codice giornalistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo scorso 6 marzo, l’organo di autoregolamentazione della stampa svizzera ha <a href="https://presserat.ch/it/newsletter_8/">pubblicato</a> le “<a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/ia_lineedirettrici/">l</a><a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/ia_lineedirettrici/">inee direttrici”&nbsp;</a>sull’approccio giornalistico all’intelligenza artificiale (AI), approvate nella riunione plenaria del 17 gennaio 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nella redazione di queste indicazioni normative il Consiglio ha ritenuto che i principi basilari per la regolamentazione dell’uso degli strumenti di IA fossero già ricompresi all’interno della &#8220;<a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/erklaerungen/">Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei giornalisti</a>&#8221; (anche Codice deontologico). Pertanto, partendo da questa osservazione, le linee sono state redatte in forma concisa e adatta all’uso quotidiano, basandosi sull’esperienza di professionisti qualificati, poiché le tre camere che compongono il Consiglio, comprendono giornalisti di tutti i media, da Tamedia, NZZ, Ringier, CH Media, RSI/RTR, «Le Temps» a «Republik» e WOZ.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le linee direttrici si concentrano in particolare sui programmi d’IA generativa, tant’è che nella introduzione delle stesse direttrici si indica che: «[…] i programmi d’IA generativa sono in grado di produrre contenuti verosimili (testi, immagini, suoni) con un effetto fortemente realistico. I giornalisti devono quindi essere attenti e cauti nell’utilizzo di questi programmi, in modo da garantire un giornalismo veritiero.»</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le direttrici, che di seguito riportiamo integralmente, sono sei e, ove indicato, riferiscono direttamente alla” Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei giornalisti”:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel caso di testi, immagini, audio, video e altri elementi generati artificialmente, i giornalisti e le redazioni sono sempre responsabili in ultima istanza del rispetto degli standard etico-professionali. I testi o le porzioni di testo generati con l’ausilio di programmi d’IA devono quindi venir utilizzati con cautela e consapevolezza, e prima della pubblicazione devono venir rigorosamente controllati in base ai consueti criteri giornalistici (veridicità, accuratezza, affidabilità). Il metodo di lavoro giornalistico rimane il medesimo anche quando vengono utilizzati programmi d’IA: si basa sulla ricerca della verità e richiede una corretta gestione delle fonti.</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/erklaerungen/">Cifra 1 della «Dichiarazione» </a>/ <a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/direttive/">Direttiva 1.1 (Rispetto della verità)</a></li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/erklaerungen/">Cifra 3 della «Dichiarazione»</a>/ <a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/direttive/">Direttiva 3.1 (Fonti dell’informazione)</a></li>
</ul>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I contenuti creati con l’aiuto di un programma d’IA devono essere segnalati come tali. A questo proposito, il Consiglio della stampa raccomanda la massima trasparenza possibile. Le redazioni devono indicare esplicitamente dove e come utilizzano gli strumenti d’IA.</li>



<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Le fonti su cui si basa il contenuto generato artificialmente devono essere note, valutate e citate come in un contributo giornalistico «tradizionale».</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/erklaerungen/">Cifra 3 della «Dichiarazione» </a>/ <a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/direttive/">Direttiva 3.1 (Fonti dell’informazione)</a></li>
</ul>



<ol start="4" class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Immagini, suoni o video generati artificialmente non devono mai essere fuorvianti o causare confusione per la loro somiglianza con la realtà.</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/erklaerungen/">Cifra 4 della «Dichiarazione»</a></li>
</ul>



<ol start="5" class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Non si possono inserire nei programmi d’IA dati riservati, personali o comunque sensibili, ove non sia garantito il controllo sul loro ulteriore utilizzo. Viceversa, occorre verificare se l’uso dei dati personali forniti dai programmi d’IA è consentito.</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/erklaerungen/">Cifra 7 della «Dichiarazione»</a></li>
</ul>



<ol start="6" class="wp-block-list">
<li style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Devono venir rispettati i diritti d’autore. I contenuti (testi, immagini, audio, video e altri elementi) che un programma d’IA prende da fonti esistenti devono essere citati nella pubblicazione secondo i criteri abituali.</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/erklaerungen/">Cifra 4 della «Dichiarazione»</a>/ <a href="https://presserat.ch/it/journalistenkodex/direttive/">Direttiva 4.7 (Plagio)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">In calce alle linee direttrici, il Consiglio della stampa, considerando la rapida evoluzione di queste tecnologie, si impegna a rivedere regolarmente le proprie linee guida e direttive (doveri e diritti), adattandole se necessario.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornalismo: nel 2024 l’IA al centro della scena</title>
		<link>https://www.interskills.it/2023/12/07/giornalismo-nel-2024-lia-al-centro-della-scena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 10:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[agi microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[Mario Garcia prevede che l'IA diventerà centrale nell'editoria per contenuti, design, marketing e pubblicità, mantenendo il ruolo cruciale dei giornalisti.






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<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">“L&#8217;intelligenza artificiale passerà rapidamente da un concetto innovativo a uno strumento centrale nell&#8217;editoria. Il suo ruolo sarà fondamentale non solo nella creazione e nella progettazione dei contenuti, ma anche nel marketing e nella pubblicità. Gli editori riconosceranno sempre più l&#8217;IA come indispensabile per operazioni efficienti e innovative”, afferma Mario Garcia, esperto di Media <a href="https://www.niemanlab.org/2023/12/ai-takes-center-stage/">su Nieman Lab</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Per Garcia l&#8217;IA sarà utilizzata non solo nella creazione di contenuti e nel design, ma anche nel marketing e nella pubblicità. Le organizzazioni mediatiche esploreranno l&#8217;uso dell&#8217;IA, ponendo attenzione alle questioni etiche e stabilendo linee guida per mantenere gli standard professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;IA permetterà di ridurre i costi e velocizzare i processi produttivi, giocando un ruolo chiave nell&#8217;automazione dei compiti di routine. La collaborazione tra l&#8217;intelligenza umana e le capacità analitiche dell&#8217;IA massimizzerà la creatività e l&#8217;efficienza. Tuttavia, per Garcia, il ruolo dei giornalisti rimarrà centrale, con un&#8217;enfasi sulla qualità e l&#8217;affidabilità che l&#8217;IA non può eguagliare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.niemanlab.org/2023/12/the-ai-copyright-watershed-comes-into-view/">Per Richard Tofel</a>, già presidente di ProPublica, l&#8217;impatto economico dell&#8217;intelligenza artificiale (AI) sul giornalismo dipenderà molto dalle decisioni in merito ai diritti d’autore. Il 2024 potrebbe essere un anno decisivo, con casi legali che potrebbero raggiungere la Corte Suprema degli Stati Uniti per stabilire se l&#8217;uso di AI nella generazione di contenuti è considerato &#8220;fair use&#8221; secondo la legge sul diritto d&#8217;autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Corte Suprema che, sottolinea Tofel, potrebbe non essere molto favorevole al mondo dell’informazione, vista <a href="https://www.propublica.org/series/supreme-court-scotus">l’inchiesta</a> che proprio ProPublica ha avviato sui giudici, con le evidenze dell&#8217;amicizia decennale del giudice della Corte Suprema Clarence Thomas con il magnate immobiliare Harlan Crow e i viaggi di lusso di Samuel Alito con il miliardario Paul Singer che ha sollevato domande sull&#8217;influenza e l&#8217;etica presso la più alta corte americana.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel caso i giudici decidessero che lo scraping delle IA sulle informazioni online sia “fair use”, le piattaforme potrebbero disintermediare in modo significativo le notizie stesse: si potrebbe chiedere a OpenAI di dire cosa c&#8217;è di nuovo nella guerra tra Israele e Hamas, o nella campagna presidenziale, o semplicemente quali sono le notizie in generale senza che essa faccia riferimento alle fonti sottostanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa questione ha implicazioni significative per l&#8217;industria dei media e le altre industrie creative. La decisione della corte influenzerà le modalità di collaborazione tra editori e fornitori di AI e potrebbe determinare il futuro economico del giornalismo e di altre forme di media.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La ricerca di Meta su modelli multimodali rappresenta una possibile direzione futura per l&#8217;IA e LeCun avverte che il testo da solo non è sufficiente per raggiungere l&#8217;AGI, sottolineando la necessità di risorse considerevoli per lo sviluppo di tali modelli avanzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Mentre aziende come Nvidia mantengano una posizione di leadership nel settore delle GPU, essenziali per l&#8217;addestramento dei modelli linguistici, LeCun rimane scettico sull&#8217;informatica quantistica, suggerendo che i benefici pratici e la fattibilità potrebbero non essere così evidenti come previsto, nonostante gli investimenti significativi di giganti tecnologici come Microsoft, IBM e Google.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Osservando il dibattito sull&#8217;evoluzione dell&#8217;Intelligenza Artificiale, viene da pensare che, nonostante le previsioni ottimistiche e gli avvertimenti sulla singolarità imminente, l&#8217;IA dovrebbe essere vista più come una collaboratrice che come una sostituta dell&#8217;intelligenza umana</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;Intelligenza Artificiale potrebbe diventare un prezioso alleato per l&#8217;umanità, facilitando compiti complessi e aprendo nuove opportunità senza necessariamente privarci della nostra unicità e della nostra empatia e, anche se l&#8217;Intelligenza Artificiale continuerà a evolversi, il suo ruolo principale sarà quello di aiutare l&#8217;umanità anziché rimpiazzarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ciò che conta è come questa transizione verrà gestita e come garantire che lo sviluppo dell&#8217;IA sia allineata con i valori umani.</p>
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