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	<title>TikTok &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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		<title>Giornalismo e Tik Tok: due mondi lontani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 11:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ricerca del Pew Research Center rivela che su TikTok gli adulti statunitensi preferiscono seguire celebrità e influencer piuttosto che giornalisti e media tradizionali. I giornalisti rappresentano meno dello 0,5% degli account seguiti, segnalando una marginalizzazione del giornalismo. Questa tendenza può alimentare la disinformazione se le fonti giornalistiche non riusciranno a ritagliarsi un ruolo significativo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-e75bed05 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--20);flex-basis:65%">
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel Report 2024 dell’Osservatorio sul giornalismo digitale dell’Ordine dei giornalisti, <strong>Giovanna Cosenza</strong>, Docente di Filosofia e teoria dei linguaggi all’Università di Bologna, nella <a href="https://www.odg.it/informazione-online-giovani-e-comunicazione-sui-social-media/56171">sua relazione</a> scientifica, aveva osservato come fossero mutate le tendenze nel consumo delle news, sempre più spostate verso un’informazione di “intrattenimento” ed un format orientato alla visualizzazione piuttosto che alla lettura. Nella relazione la Cosenza evidenziava come tali tendenze non fossero una caratteristica del pubblico più giovane, ma riguardassero, più in generale, tutto il pubblico di riferimento per l’informazione.  E, come vedremo, questa crescente tendenza sembra mostrare sempre più un allontanamento dalle fonti tradizionali dell’informazione. Anche oltreoceano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una <a href="https://www.pewresearch.org/data-labs/2024/10/08/who-u-s-adults-follow-on-tiktok/">ricerca appena pubblicata</a>, il Pew Research Center analizza l&#8217;uso di TikTok da parte degli adulti statunitensi evidenziando un panorama dove il giornalismo tradizionale è fortemente marginalizzato rispetto a contenuti di intrattenimento e cultura pop. Dall&#8217;analisi emerge come gli utenti adulti su TikTok siano molto più inclini a seguire account legati a celebrità e influencer internet-native piuttosto che giornalisti, politici o media tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo che TikTok <a href="https://datareportal.com/social-media-users">è oggi il 4° social media per numero di follower</a> a livello globale, con circa1,6 miliardi di utenti seguendo a breve distanza Instagram, (1,68 mld) e poi Facebook (2,24 mld) e Youtube (2,5mld).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)">D’altra parte le tendenze statunitensi non possono che rappresentare un indicatore “affidabile” rispetto a quelle più generali del pubblico occidentale ed europeo.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="394" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/DataReportal20240725Digital2024JulyGlobalStatshotReportp282.webp" alt="" class="wp-image-10138" style="width:700px" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/DataReportal20240725Digital2024JulyGlobalStatshotReportp282.webp 700w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/DataReportal20240725Digital2024JulyGlobalStatshotReportp282-600x338.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/DataReportal20240725Digital2024JulyGlobalStatshotReportp282-300x169.webp 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1- DataReportal &#8211; Social Media per numero di follower</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading" style="font-size:clamp(1.039rem, 1.039rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.935), 1.6rem);"><strong>Principali Tendenze e Criticità</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)">La maggior parte degli adulti statunitensi su TikTok segue account che pubblicano prevalentemente contenuti di intrattenimento. Circa il 59% degli account seguiti si concentra su cultura pop, musica e spettacolo, mentre solo il 5% posta contenuti specifici di notizie. Questo indica una piattaforma in cui gli utenti cercano principalmente evasione e divertimento, più che informazione.<br>Il rapporto mostra come i giornalisti e i media tradizionali rappresentino meno dello 0,5% degli account seguiti. Questo può essere visto come un chiaro sintomo di disinteresse o sfiducia nel giornalismo su TikTok, dove la forma breve e veloce dei video mal si presta a fornire approfondimenti di qualità. La presenza dei media tra i 100 account più seguiti è quasi nulla, con sole due eccezioni: ESPN e The Daily Show, che offrono contenuti di intrattenimento piuttosto che notizie.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="704" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_01.webp" alt="" class="wp-image-10141" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_01.webp 1024w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_01-600x413.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_01-300x206.webp 300w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_01-768x528.webp 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 2- Pew Research Center &#8211; Principali account seguiti da adulti negli USA e su cosa postano</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Declino dell&#8217;Interesse per la Politica e le Notizie</strong>: Sebbene circa il 41% degli utenti affermi di vedere contenuti politici sulla piattaforma, solo una piccola percentuale li cerca attivamente. La maggior parte degli account che trattano di politica o attualità lo fa mescolando questi argomenti con contenuti umoristici o di intrattenimento. Anche gli account seguiti da un ampio numero di utenti tendono a evitare discussioni politiche, mentre aumentano le menzioni di brand e contenuti sponsorizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20)"><strong>Differenze Generazionali nell&#8217;Uso della Piattaforma</strong>: Gli utenti più giovani (18-34 anni) seguono in media tre volte più account rispetto agli utenti sopra i 50 anni e mostrano una propensione maggiore per gli influencer con milioni di follower. Gli utenti più anziani, invece, sono leggermente più inclini a seguire account che trattano di notizie e politica, anche se la percentuale rimane comunque bassa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="444" src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_03.webp" alt="Account più seguiti in base alla popolarità" class="wp-image-10142" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_03.webp 640w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_03-600x416.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/pl_2024.10.08_tiktok_0_03-300x208.webp 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 3- Giuda al Blocco Note</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Marginalizzazione del Giornalismo e Potenziali Rischi per l&#8217;Informazione</strong>: La scarsa presenza di giornalisti e media tradizionali su TikTok potrebbe alimentare l&#8217;infodemia e la diffusione di disinformazione, poiché le fonti giornalistiche affidabili non riescono a ritagliarsi un ruolo significativo sulla piattaforma. Inoltre, la prevalenza di contenuti brevi e divertenti può ridurre la capacità degli utenti di approfondire temi complessi, portando a una visione semplificata della realtà.</p>



<h3 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);font-size:clamp(1.039rem, 1.039rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.935), 1.6rem);"><strong>L&#8217;<a href="https://www.interskills.it/2024/10/10/notebooklm-da-google-un-assistente-virtuale-personale/">Audio Overview</a> di quest&#8217;articolo con NotebookLM (inglese) e trascrizione</strong></h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/tiktok.wav"></audio></figure>



<div class="wp-block-columns are-vertically-aligned-center has-base-background-color has-background is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-92c771d0 wp-block-columns-is-layout-flex" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30)">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-system-sans-serif-font-family wp-block-paragraph" style="margin-top:0">Trascrizione generata con <a href="https://otter.ai/home">otter.ai</a><br>tradotta e adattata con ChatGPT</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://otter.ai/home"><img loading="lazy" decoding="async" width="362" height="139" src="https://interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/Otter.ai_company_logo.webp" alt="" class="wp-image-9876" style="width:138px;height:auto" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/Otter.ai_company_logo.webp 362w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/Otter.ai_company_logo-300x115.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 362px) 100vw, 362px" /></a></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Ho riflettuto su come ci arrivano le notizie oggi. Con tutte queste piattaforme come TikTok, sembra che stiamo vivendo una trasformazione totale nel modo in cui ci informiamo. Sta cambiando tutto, proprio davanti ai nostri occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Già, e non è solo roba da adolescenti che imparano nuovi passi di danza. Ci sono anche adulti che scoprono notizie importanti su TikTok, che di solito non è proprio famoso per il giornalismo serio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Esatto. Un nuovo studio del Pew Research Center ha analizzato proprio come gli adulti americani usano TikTok e come questo influisce sul loro livello di informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Interessante. Quali sono i risultati principali? Immagina una situazione: scorri il feed di TikTok e ogni tanto vedi qualcosa di attualità, ma la maggior parte dei contenuti è puro intrattenimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Sì, e lo studio lo conferma. Ben il 59% degli account seguiti riguarda musica, intrattenimento e contenuti leggeri. Invece, gli account di notizie sono solo il 5%.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Solo il 5%? Wow. Ok, non pensavo che fosse così basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> E c&#8217;è di più: pochissimi seguono giornalisti o grandi media tradizionali. Solo lo 0,5% degli utenti li ha tra i propri contatti principali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Non è nemmeno lontanamente equilibrato. È come cercare di urlare in mezzo al rumore di un aeroporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Già, ti viene da chiederti: è perché i media non hanno capito TikTok, o semplicemente le persone non vogliono informarsi lì?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Probabilmente entrambe le cose. TikTok è pensato per video brevi, quindi non è proprio ideale per le notizie approfondite.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Vero. Immagina spiegare una crisi internazionale in 15 secondi. Ma comunque, la gente vede notizie su TikTok, anche se non da fonti come il <em>New York Times</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto. Lo studio ha scoperto che il 41% degli utenti vede contenuti politici, ma di rado li cerca attivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi, è più che altro il classico &#8220;scroll, scroll, scroll&#8221;, e per caso appare un titolo o una notizia, ma subito dopo sei già passato a un video di gattini.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Proprio così. E questo tipo di &#8220;notizie accidentali&#8221; è molto diverso dal decidere di informarsi da fonti affidabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Sì, ti fa pensare: è abbastanza vedere notizie a caso per essere davvero informati?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> È come cercare di costruire qualcosa con metà delle istruzioni. Potresti riuscirci, ma ti mancano pezzi importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> E non succede solo negli Stati Uniti, giusto?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> No, è una cosa globale. Lo studio ha menzionato anche ricerche dall’Italia: sembra che ovunque le persone preferiscano contenuti leggeri, video che puoi vedere al volo piuttosto che leggere articoli lunghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi non è solo una questione americana, è un fenomeno globale e trasversale tra le generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Già. E non riguarda solo i giovani. Anche gli adulti più anziani stanno scoprendo un nuovo modo di interagire con le notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> È pazzesco. Ok, quindi stiamo davvero affrontando un cambiamento totale nel modo in cui riceviamo le informazioni, e questo accade in tutto il mondo, a prescindere dall&#8217;età.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Proprio così. Ecco, uno dei dati interessanti dello studio è che i giovani tra i 18 e i 34 anni seguono molti più account rispetto a chi ha più di 50 anni, e sono molto più attratti da influencer e celebrità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Più orientati all’intrattenimento, quindi. E gli utenti più anziani? Seguono più notizie?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Un po&#8217; di più, ma le percentuali restano comunque basse. L’intrattenimento resta la scelta principale per quasi tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi, in pratica, TikTok è visto quasi da tutti più come un passatempo che come una fonte d’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto. Questo fa riflettere su cosa significhi per il futuro del giornalismo. Come faremo a restare informati?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Sembra che le notizie stiano perdendo visibilità e importanza, sommerse da tanto intrattenimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Beh, è colpa degli algoritmi. Questi social vogliono solo tenerci incollati allo schermo, quindi ci mostrano ciò che ci piace. Se guardi molti video di gatti, vedrai sempre più gatti. L’algoritmo non si preoccupa di mostrarti notizie importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> È come se l&#8217;algoritmo ti dicesse: &#8220;Vuoi distrarti? Ecco qua.&#8221; Ma poi non ci lamentiamo se non sappiamo cosa accade nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto. Ma ci sono conseguenze per tutti, non solo per chi sceglie di usare i social così.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Come dire, cosa ci perdiamo davvero?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Quando le persone si informano solo da fonti casuali, aumentano le possibilità di imbattersi in fake news e disinformazione. Basta un meme o un video virale per influenzare le opinioni su questioni importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Giusto. E al giorno d’oggi è difficile sapere cosa sia vero e cosa no. Più un contenuto è strano, più clicchiamo, e così si diffonde.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto, come quei titoli scandalistici che vedevi in edicola, solo che ora riguardano questioni serie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Se la gente si informa male, non c’è dibattito, solo polarizzazione. Come facciamo a risolvere i problemi insieme?</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Diventa tutto più difficile. Meno fiducia negli altri, nelle istituzioni&#8230; e così finiamo a litigare senza ascoltarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Ok, quindi cosa possiamo fare? Sembra un problema enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Possiamo migliorare. I media devono adattarsi e noi utenti dobbiamo fare più attenzione a cosa scegliamo di seguire e condividere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi tocca a tutti noi trovare una soluzione. I media devono cambiare approccio e noi dobbiamo usare i social in modo più consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Assolutamente. Serve un po&#8217; di creatività per adattarsi a queste nuove piattaforme. Magari le notizie possono essere presentate in modo più accattivante, pur mantenendo l’integrità giornalistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Sì, perché limitarsi a postare un video del telegiornale su TikTok non è sufficiente. Bisogna ripensare il formato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Esatto, raggiungere il pubblico dove si trova. Fare in modo che la gente voglia davvero vedere quei contenuti informativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Quindi è una sfida, ma fattibile. Siamo noi a dover trovare un equilibrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Sì, e dobbiamo essere più attenti come consumatori. Prima di condividere o credere a una notizia sui social, controlliamo la fonte. Verificare i fatti fa una gran differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> E magari anche cercare opinioni diverse, uscire dalle nostre bolle di informazione ogni tanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Proprio così. Perché se vogliamo che il giornalismo, e la nostra democrazia, restino vivi, dobbiamo adattarci e rimanere cittadini informati. Sta a tutti noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Ok, quindi la prossima volta che sei su TikTok e vedi un video di un criceto che mangia un burrito, magari prenditi un secondo per aprire un&#8217;altra app, cercare una fonte affidabile e vedere cos&#8217;altro sta succedendo nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 2:</strong> Troviamo un equilibrio. Restiamo informati, ma senza farci sopraffare. Alla fine, è come avere una dieta mediatica sana.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Speaker 1:</strong> Esatto. E per concludere, se tutti ormai viviamo su queste piattaforme digitali, forse anche le notizie dovrebbero trovarci lì. Un’idea su cui riflettere. Alla prossima, rimanete curiosi.</p>
</div>



<div class="wp-block-column has-system-sans-serif-font-family has-medium-font-size is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10);flex-basis:35%">
<div style="height:210px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-group has-base-background-color has-background has-global-padding is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-288fbcef wp-block-group-is-layout-constrained" style="padding-top:var(--wp--preset--spacing--10);padding-right:var(--wp--preset--spacing--10);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--10);padding-left:var(--wp--preset--spacing--10)">
<h1 class="wp-block-heading" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.86), 1.5rem);">Domande frequenti su TikTok e il Consumo di Notizie</h1>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);margin-bottom:0">FAQ Realizzate con</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized wp-duotone-duotone-3"><a href="https://notebooklm.google/"><img loading="lazy" decoding="async" width="265" height="24" src="https://interskills.it/wp-content/uploads/2024/10/image.png" alt="" class="wp-image-9738" style="width:221px;height:auto"/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>1. Qual è il trend principale nel consumo di news secondo il Report 2024 dell&#8217;Osservatorio sul giornalismo digitale?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:0">Il Report 2024 dell&#8217;Osservatorio sul giornalismo digitale evidenzia un crescente spostamento verso un&#8217;informazione di &#8220;intrattenimento&#8221;, con un format orientato alla visualizzazione piuttosto che alla lettura. Questa tendenza non riguarda solo i giovani, ma l&#8217;intero pubblico di riferimento per l&#8217;informazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>2.</strong> <strong>Cosa rivela la ricerca del Pew Research Center sull&#8217;uso di TikTok da parte degli adulti statunitensi?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca del Pew Research Center dimostra come il giornalismo tradizionale sia fortemente marginalizzato su TikTok rispetto ai contenuti di intrattenimento e cultura pop. Gli utenti adulti sono molto più propensi a seguire celebrità e influencer che giornalisti, politici o media tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>3.</strong> <strong>Quali sono le principali categorie di account seguiti dagli adulti statunitensi su TikTok?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte degli adulti statunitensi su TikTok segue account che pubblicano contenuti di intrattenimento (59%), focalizzati su cultura pop, musica e spettacolo. Solo il 5% degli account seguiti pubblica contenuti specifici di news.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>4. Qual è la presenza dei giornalisti e dei media tradizionali su TikTok?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Giornalisti e media tradizionali rappresentano meno dello 0,5% degli account seguiti dagli adulti statunitensi su TikTok. Questo dato evidenzia un disinteresse o una sfiducia nel giornalismo sulla piattaforma, dove il formato breve dei video non si presta ad approfondimenti di qualità..</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>5. Come viene trattato l&#8217;argomento della politica su TikTok?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene il 41% degli utenti affermi di vedere contenuti politici su TikTok, solo una piccola percentuale li cerca attivamente. La maggior parte degli account che trattano di politica lo fa mescolandola con umorismo o intrattenimento, evitando discussioni serie.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>6. Ci sono differenze generazionali nell&#8217;uso di TikTok?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, gli utenti più giovani (18-34 anni) seguono in media tre volte più account rispetto agli over 50 e mostrano una maggiore propensione per influencer con milioni di follower. Gli utenti più anziani sono leggermente più inclini a seguire account di news e politica, ma la percentuale rimane comunque bassa. </p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>7. Quali sono i potenziali rischi della marginalizzazione del giornalismo su TikTok?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La scarsa presenza di giornalisti e media tradizionali su TikTok potrebbe favorire la diffusione di disinformazione, poiché le fonti giornalistiche affidabili non riescono a ritagliarsi un ruolo significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading has-system-sans-serif-font-family" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--20);font-size:clamp(0.929rem, 0.929rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.785), 1.4rem);"><strong>8. a prevalenza di contenuti brevi e divertenti su TikTok può influenzare la capacità degli utenti di informarsi?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, la prevalenza di contenuti brevi e divertenti potrebbe ridurre la capacità degli utenti di approfondire tematiche complesse e di distinguere tra informazione di qualità e disinformazione.</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>SØØn &#8211; Newsletter n°8 del 23 febbraio 2024</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 12:01:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli argomenti trattati questa settimana sono:
- La visione sull’IA del The New York Times
- Le controversie sul copyright nell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale
- IA e disinformazione: 20 big tech firmano un accordo a Monaco
- Reddit vende i dati degli utenti all’IA
- Anche OpenAI ha il suo text to video: nasce Sora
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										<content:encoded><![CDATA[<p>[fusion_builder_container admin_label=&#8221;Iframe Newsletter&#8221; type=&#8221;flex&#8221; hundred_percent=&#8221;no&#8221; hundred_percent_height=&#8221;no&#8221; min_height_medium=&#8221;&#8221; min_height_small=&#8221;&#8221; min_height=&#8221;&#8221; hundred_percent_height_scroll=&#8221;no&#8221; align_content=&#8221;stretch&#8221; flex_align_items=&#8221;flex-start&#8221; flex_justify_content=&#8221;flex-start&#8221; flex_wrap_medium=&#8221;&#8221; flex_wrap_small=&#8221;&#8221; flex_wrap=&#8221;wrap&#8221; flex_column_spacing=&#8221;&#8221; hundred_percent_height_center_content=&#8221;yes&#8221; equal_height_columns=&#8221;no&#8221; container_tag=&#8221;div&#8221; menu_anchor=&#8221;&#8221; hide_on_mobile=&#8221;small-visibility,medium-visibility,large-visibility&#8221; status=&#8221;published&#8221; publish_date=&#8221;&#8221; class=&#8221;&#8221; id=&#8221;&#8221; margin_top_medium=&#8221;&#8221; margin_bottom_medium=&#8221;&#8221; margin_top_small=&#8221;&#8221; 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		<title>IA e disinformazione: 20 big tech firmano un accordo a Monaco</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/02/23/ia-e-disinformazione-20-big-tech-firmano-un-accordo-a-monaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 11:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[
Il 16 febbraio 2024, durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, è stato firmato un accordo tra 20 grandi aziende tecnologiche,  per affrontare i rischi dei contenuti ingannevoli generati dall'IA.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Durante <a href="https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/nazioni/germania/2024/02/16/al-via-la-conferenza-di-monaco-sulla-sicurezza_245578ce-4b92-41d6-88a9-d992b56e86b4.html">la Conferenza sulla sicurezza di Monaco</a> , tenutasi il 16 febbraio 2024, riunione di leader politici ed esperti di sicurezza globali, è stato firmato un <a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/feb/16/tech-companies-precautions-ai-election">accordo</a> che coinvolge 20 aziende tecnologiche di spicco tra queste figurano le principali piattaforme social e le società di intelligenza artificiale, &nbsp;tra cui Google, Meta, Microsoft, OpenAI e TikTok.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;accordo si focalizza sull&#8217;affrontare i crescenti rischi legati ai contenuti ingannevoli generati dall&#8217;intelligenza artificiale, soprattutto in contesti elettorali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I firmatari si sono impegnati a sviluppare e implementare tecnologie atte a mitigare tali rischi, individuare e contrastare la diffusione di tali contenuti sulle loro piattaforme e adottare misure appropriate. Oltre a ciò, l&#8217;accordo prevede lo scambio di migliori pratiche, una trasparenza totale riguardo alle politiche adottate, un dialogo costante con la società civile e le istituzioni accademiche per ricevere feedback e promuovere la consapevolezza e la resilienza della società di fronte a tali minacce.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nick Clegg, presidente degli affari globali di Meta ha affermato “Nessuna azienda tecnologica, nessun governo, nessuna organizzazione della società civile è in grado di affrontare da sola l’avvento di questa tecnologia e il suo possibile uso nefasto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Sebbene l&#8217;accordo sia principalmente simbolico, esso mira a contrastare immagini, audio e video generati dall&#8217;intelligenza artificiale che possono falsificare o alterare l&#8217;aspetto, la voce o le azioni di figure politiche e funzionari elettorali, o diffondere informazioni false agli elettori. L&#8217;accordo invita le piattaforme a prestare particolare attenzione al contesto e a garantire la salvaguardia delle espressioni educative, documentaristiche, artistiche, satiriche e politiche, oltre a promuovere la massima trasparenza riguardo alle loro politiche e a educare il pubblico su come riconoscere la disinformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le aziende coinvolte non si sono impegnate a vietare o rimuovere i deepfake, ma si sono concentrate su metodi per individuare ed etichettare i contenuti ingannevoli dell&#8217;intelligenza artificiale sulle loro piattaforme e garantendo risposte rapide e proporzionate in caso di diffusione di tali contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante le critiche riguardo alla vaghezza degli impegni e alla mancanza di requisiti vincolanti. Rachel Orey, direttrice associata senior del progetto Bipartisan Policy Center, ha riconosciuto l&#8217;importanza di evitare che gli strumenti tecnologici compromettano elezioni libere ed eque ed ha sottolineato l&#8217;esigenza del monitoraggio attento per garantire l&#8217;attuazione degli impegni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Alcuni leader politici europei e statunitensi hanno accolto positivamente l&#8217;accordo, mettendo in guardia sui potenziali rischi della disinformazione alimentata dall&#8217;intelligenza artificiale e sottolineando l&#8217;importanza di un uso responsabile di tali tecnologie. Vera Jourová, vicepresidente della Commissione europea, ha affermato che sebbene un tale accordo non possa essere completo, &#8220;contiene elementi positivi e di grande impatto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nonostante molte aziende abbiano già <a href="https://www.interskills.it/2024/02/14/meta-etichetta-i-contenuti-per-distinguere-quelli-umani-da-quelli-artificiali/">adottato politiche per scoraggiare i post ingannevoli</a> sui processi elettorali, sono state sollecitate a fare di più. Alcune società di intelligenza artificiale sono state invitate a ridurre la diffusione della tecnologia fino a quando non saranno implementate misure di salvaguardia adeguate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Oltre alle aziende coinvolte direttamente nell&#8217;accordo, altre hanno sottolineato l&#8217;importanza della collaborazione, sottoscrivendo l’accordo: gli sviluppatori di chatbot Anthropic e Inflection AI, ElevenLabs, startup di clonazione vocale, Arm Holdings, progettista di chip, società di sicurezza McAfee e TrendMicro, e Stability . Un’assenza importante è&nbsp; quella di Midjourney, generatore di immagini IA,&nbsp;che però sembra che si stia muovendo già in <a href="https://www.interskills.it/2024/02/14/midjourney-in-campo-contro-i-deepfake/">questa direzione</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;IA nelle redazioni: lo studio del Tow Center for Digital Journalism</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/02/14/il-giornalismo-nelle-redazioni-lo-studio-del-tow-center-for-digital-journalism/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 11:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[columbia's graduate school of journalism]]></category>
		<category><![CDATA[data scientist]]></category>
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		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
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					<description><![CDATA[ Columbia Journalism Review ha pubblicato uno studio del Tow Center for Digital Journalism, firmato da Felix M. Simon, intitolato “Artificial Intelligence in the News: How AI Retools, Rationalizes, and Reshapes Journalism and the Public Arena”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È uscito nei giorni scorsi su Columbia Journalism Review uno studio del The Tow Center for Digital Journalism at Columbia&#8217;s Graduate School of Journalism, a firma Felix M.Simon, dal titolo “Artificial Intelligence in the News: How AI Retools, Rationalizes, and Reshapes Journalism and the Public Arena “ che tenta di fare il punto della situazione in relazione agli strumenti di IA nel giornalismo, suoi effetti e conseguenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Di seguito una <a href="https://www.cjr.org/tow_center_reports/artificial-intelligence-in-the-news.php">sintesi </a>dei punti che abbiamo ritenuto più rilevanti per i nostri lettori, di un documento che varrebbe la pena essere integralmente letto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Le motivazioni per l’uso dell’IA nelle redazioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le pressioni del mercato giocano un ruolo cruciale, con le testate giornalistiche ancora in fase di adattamento dopo il declino dei modelli di business tradizionali. Molti editori vedono nell&#8217;IA una potenziale salvezza da questa minaccia esistenziale, con la speranza di migliorare profitti e trovare nuovi modelli di business. Questa prospettiva è rafforzata da sondaggi che confermano la ricerca di modi per far crescere il pubblico, gli abbonamenti e il coinvolgimento degli utenti attraverso l&#8217;impiego dell&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le dinamiche competitive del settore spingono ulteriormente l&#8217;adozione dell&#8217;IA, con le testate giornalistiche che osservano attentamente i movimenti dei loro rivali per non rimanere indietro nelle innovazioni tecnologiche. Questa competizione costante agisce come un catalizzatore per l&#8217;implementazione tempestiva di nuove tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, l&#8217;incertezza sul futuro dell&#8217;IA, insieme all&#8217;entusiasmo e alla speranza che circondano questa tecnologia, alimenta gli investimenti, la sperimentazione e l&#8217;adozione precoce. La promessa di maggiore efficienza e possibilità precedentemente inimmaginabili spinge le testate giornalistiche a esplorare il potenziale dell&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Come viene utilizzata </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Recentemente, diversi studi hanno evidenziato come l&#8217;IA si sia gradualmente infiltrata in vari aspetti della produzione e distribuzione delle notizie, spesso in modo sottile e poco evidente al pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le applicazioni dell&#8217;IA nelle notizie possono essere raggruppate in diverse categorie, ognuna con il potenziale per migliorare il valore offerto dalle testate giornalistiche. Una di queste categorie comprende la creazione di nuovi prodotti o funzionalità, come ad esempio l&#8217;introduzione di una sintesi vocale per migliorare l&#8217;accessibilità agli articoli tramite app.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Allo stesso modo, l&#8217;IA supporta attivamente la raccomandazione e la cura dei contenuti su piattaforme gestite dalle testate. Questo si manifesta attraverso suggerimenti personalizzati basati sul comportamento degli utenti, consentendo un&#8217;esperienza più mirata e coinvolgente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, le testate stanno sfruttando l&#8217;IA per ottimizzare le newsletter, sia automatizzando alcune parti del contenuto che personalizzando i consigli offerti ai lettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia l’IA non è una panacea e molte delle sue attuali applicazioni possono sembrare relativamente banali rispetto alle aspettative create dal recente hype. È fondamentale comprendere che l&#8217;IA può portare vantaggi significativi, ma richiede un approccio realistico e consapevole delle sue limitazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Le aspettative</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;intelligenza artificiale (IA) nel giornalismo è al centro di un dibattito su come possa aumentare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia nel settore. Questo tema è stato citato da vari manager e dirigenti, sia negli Stati Uniti che in Germania, come una ragione chiave per adottare questa tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il dibattito sull’efficienza può essere sostanzialmente diviso in due campi. Da un lato, ci sono esperti e professionisti che credono che l’intelligenza artificiale libererà significativamente i giornalisti, consentendo loro di concentrarsi su compiti più creativi e strategici mentre la tecnologia si occuperà del lavoro duro. Altri sono più scettici e sostengono che l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produttività sarà probabilmente più limitato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un altro esempio saliente in questa categoria è l’uso dei paywall dinamici. Questi sistemi, sempre più popolari nelle redazioni, si basano su una vasta gamma di dati relativi al comportamento degli individui durante l&#8217;utilizzo di un sito Web (ora e durata della visita, dispositivo utilizzato, contenuto consumato, tempo trascorso a consumare contenuti) per prevedere la probabilità di convertirli in abbonati paganti. e adattare di conseguenza l&#8217;accesso al paywall.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un paywall ben implementato e attentamente ottimizzato può avere un grande impatto per l&#8217;attività di un&#8217;organizzazione giornalistica, come ha descritto Rohit Supekar, un data scientist del New York Times :&nbsp; “Il Times ha raggiunto il suo obiettivo di 10 milioni di abbonati e ha fissato un nuovo obiettivo di 15 milioni di abbonati entro la fine del 2027. Questo successo è stato possibile in parte grazie ai continui miglioramenti nella strategia di paywall nel corso degli anni.”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Altro aspetto significativo potrebbe essere il miglioramento per le attività di giornalismo investigativo laddove questo comporti l’analisi di grandi quantità di documenti. Un giornalista investigativo nel Regno Unito, ad esempio, ha identificato la “fuzzy matching” – una tecnica di apprendimento automatico in grado di identificare elementi simili ma non necessariamente identici all’interno di un set di dati – come un valido strumento per analizzare grandi quantità di documenti per indagare su argomenti come corruzione e evasione delle tasse:</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">“Penso che la “fuzzy matching” acceleri semplicemente il lavoro di analisi e ricerca, consentendo di scoprire abbastanza rapidamente se c&#8217;è una corrispondenza o meno nei dati, risparmiando di passare anni a sfogliare scrupolosamente i documenti cercando informazioni e corrispondenze.”</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Contrariamente a quanto inizialmente immaginato sull’intelligenza artificiale, la ricerca suggerisce che la sua capacità di migliorare l’efficienza del lavoro giornalistico – e più in generale il lavoro delle testate giornalistiche – non è così semplice come potrebbe sembrare. In primo luogo, non esiste un singolo processo giornalistico che possa essere nettamente separato e misurato in termini di miglioramenti in termini di efficienza (per non parlare di automatizzazione con l’intelligenza artificiale), così come non esiste un’unica “intelligenza artificiale” il cui effetto possa essere studiato a tutti i livelli. Ciò significa che l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro giornalistico varia a seconda dei compiti specifici da automatizzare. In alcuni casi, potrebbe, infatti, diminuire l’efficienza, ad esempio, se qualcosa prodotto dall’intelligenza artificiale finisce per dover essere faticosamente controllato da un essere umano, o se il suo risultato non può essere completamente attendibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Piattaforme e giornalismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il ruolo delle piattaforme nel contesto giornalistico è sempre più rilevante e impattante. Queste aziende, tra cui Facebook (Meta), Google (Alphabet), Twitter (ora X), Apple e TikTok (ByteDance), non solo forniscono un accesso al pubblico attraverso le loro piattaforme, ma indirizzano anche i lettori verso contenuti di notizie tramite i loro motori di ricerca. Inoltre, offrono una vasta gamma di servizi all&#8217;industria dell&#8217;informazione, che vanno dallo storage cloud all&#8217;analisi del pubblico e agli accordi di compartecipazione alle entrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ma ciò che rende queste società davvero centrali nell&#8217;ecosistema giornalistico è il loro ruolo di leader nello sviluppo e nell&#8217;applicazione dell&#8217;intelligenza artificiale (IA). Dispongono di ampi team interni di scienziati informatici che lavorano costantemente su miglioramenti e innovazioni nell&#8217;IA, e investono massicciamente per espandere le loro capacità in questo settore. Non solo, molte di queste società hanno acquisito o investito in aziende che si dedicano allo sviluppo dell&#8217;IA, consolidando così ulteriormente la loro posizione nel campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo ruolo di primo piano delle piattaforme digitali nell&#8217;IA ha portato a una crescente dipendenza delle testate giornalistiche da esse. Gli editori utilizzano sempre più le infrastrutture e i servizi di IA forniti da queste società per una varietà di compiti, dall&#8217;analisi dei dati alla trasformazione dei testi in audio. Questa dipendenza, tuttavia, solleva alcune preoccupazioni. Per esempio, rende le testate vulnerabili al blocco del fornitore e agli aumenti dei prezzi. Inoltre, potrebbe compromettere l&#8217;autonomia giornalistica, poiché le testate possono finire per adattarsi alle soluzioni preconfezionate offerte dalle piattaforme invece di sviluppare soluzioni personalizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Ricordiamo in proposito come, ad esempio, i recenti cambiamenti delle policy di Facebook nella diffusione delle notizie provenienti da fonti giornalistiche (dovuti in parte anche alle varie normative internazionali sul Copyright e sull’equo compenso agli editori) abbiano ridotto notevolmente il traffico di visitatori da Facebook verso le testate, con conseguente grave riduzione delle entrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, c&#8217;è da considerare che il controllo delle aziende che possiedono le piattaforme sull&#8217;IA potrebbe influenzare in modo significativo il panorama delle notizie e l&#8217;arena pubblica. Ad esempio, le decisioni algoritmiche prese da queste società possono modellare il flusso di informazioni online e influenzare ciò che il pubblico vede e legge. Pertanto, il ruolo delle piattaforme nell&#8217;IA solleva importanti questioni etiche e di governance che richiedono un&#8217;attenta valutazione e regolamentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;opacità nei processi interni delle piattaforme genera preoccupazioni tra i giornalisti riguardo all&#8217;affidabilità e all&#8217;imparzialità dei servizi di intelligenza artificiale. La mancanza di trasparenza riguardo alle metodologie di addestramento e ai criteri decisionali porta a dubbi sull&#8217;integrità e sulla neutralità dei risultati ottenuti attraverso tali sistemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><strong>Il futuro della professione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nell&#8217;ambito del giornalismo, l&#8217;adozione sempre più diffusa dell&#8217;intelligenza artificiale solleva interrogativi cruciali riguardanti il futuro della professione e la qualità dell&#8217;informazione disponibile al pubblico. Secondo alcuni esperti intervistati, vi è una sorta di &#8220;fiducia cieca&#8221; nell&#8217;intelligenza artificiale, simile a quello che lo studioso James C. Scott ha definito &#8220;alto modernismo&#8221;, una visione ottimistica del progresso tecnologico che trascura la possibilità di errori e disuguaglianze nell&#8217;implementazione dei benefici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Attualmente, i sistemi di intelligenza artificiale collaborano principalmente con giornalisti, product manager e analisti del pubblico anziché sostituirli completamente. Tuttavia, alcuni prevedono che in futuro l&#8217;IA potrebbe prendere il posto di redattori e illustratori, specialmente nelle redazioni con risorse limitate. Questa prospettiva solleva dubbi sulla direzione etica e sulla distribuzione del potere all&#8217;interno del giornalismo, con l&#8217;IA che potrebbe privilegiare gli interessi di chi detiene il controllo a discapito di chi crea le notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, vi è una crescente preoccupazione sulle conseguenze dell&#8217;uso dell&#8217;IA sulla qualità e sulla diversità dell&#8217;informazione giornalistica. Alcuni ritengono che l&#8217;IA potrebbe concentrarsi principalmente sull&#8217;efficienza e la produttività a scapito della creatività e della rilevanza delle notizie. Tuttavia, la tecnologia da sola non può garantire un giornalismo di qualità; dipende dalle decisioni prese dai dirigenti delle testate giornalistiche sull&#8217;utilizzo e l&#8217;implementazione dell&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Infine, vi è la sfida di mantenere l&#8217;integrità e l&#8217;autonomia del giornalismo di fronte all&#8217;avanzare dell&#8217;intelligenza artificiale. Sebbene l&#8217;IA possa supportare il lavoro giornalistico, non può sostituire l&#8217;importanza della ricerca sul campo e del reportage di qualità, né garantire una visione equilibrata e inclusiva del mondo. Pertanto, il futuro del giornalismo dipenderà dalle scelte e dalle azioni delle organizzazioni giornalistiche e dei loro dirigenti nell&#8217;utilizzare l&#8217;IA in modo responsabile e consapevole.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Meta, chiude Instant Articles, più spazio ai Reels</title>
		<link>https://www.interskills.it/2022/12/14/cambio-di-rotta-per-meta-chiude-instant-articles-piu-spazio-ai-reels/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Bullone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 08:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[erin miller]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[instant articles]]></category>
		<category><![CDATA[mark zuckerberg]]></category>
		<category><![CDATA[meta]]></category>
		<category><![CDATA[reels]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=3802</guid>

					<description><![CDATA[Il progetto degli Instant Articles lanciato nel 2015 aveva lo scopo di fornire agli editori un modo veloce per presentare gli articoli sulla piattaforma Facebook. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’aggiunta di link di riferimento permetteva di accedere rapidamente a siti web senza che dallo smartphone o tablet venisse aperto un browser.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo era quello di rendere Facebook una piattaforma complementare ai siti degli editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo, secondo le idee dell’epoca, avrebbe aumentato il tempo di permanenza degli utenti su Facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio Instant Articles però non è mai decollato tra gli utenti. Infatti, Erin Miller, portavoce di Meta, ha dichiarato che attualmente meno del 3% di ciò che le persone vedono nel feed di Facebook riguarda post con collegamenti ad articoli di notizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, la decisione è stata presa, Meta nel 2023<a href="https://www.axios.com/2022/10/14/meta-facebook-ending-support-instant-articles"> interromperà questa attività</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambiamenti erano stati apportati già all’inizio di quest’anno con lo spostamento dell’organico dalla sezione del News di Facebook e dalla newsletter Bulletin, che inoltre chiuderà proprio con l’arrivo del nuovo anno, per evitare lo spreco di risorse che non stava portando ai risultati previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa decisione è il risultato del cambiamento che hanno subito i social network con l’avvento di TikTok, Instagram ed i loro video brevi ed accattivanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il social cinese,&nbsp;con la sua impostazione innovativa, è diventato in tempi rapidi un punto di riferimento per operatori ed utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meta ha l’obiettivo di rendere la funzione del feed di Facebook più vicino a quella di TikTok, con la bacheca principale composta meno da articoli e più da contenuti video, incentrata sui consigli di contenuti che potrebbero piacere agli utenti, derivanti dal lavoro delle intelligenze artificiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo progetto è quindi, quello di allontanarsi, quasi del tutto, da quello che era stato il principale scopo di Facebook, preferire videoclip divertenti che possano arrivare ad un numero di persone sempre maggiore ed Intrattenere gli utenti con spunti sempre nuovi relativi ai loro interessi e basati su un coinvolgimento ad ampie vedute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il CEO di Meta, Mark Zuckerberg ha costatato che la visualizzazione di video oggi rappresenta il 50% de tempo che gli utenti trascorrono su Facebook , e che&nbsp; Reels è il formato di contenuto in più rapida crescita.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I social media trend 2022</title>
		<link>https://www.interskills.it/2022/01/18/i-social-media-trend-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 10:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social media]]></category>
		<category><![CDATA[inflencer marketing]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità sociale d’impresa]]></category>
		<category><![CDATA[social media trend 2022]]></category>
		<category><![CDATA[SØØn012023]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok]]></category>
		<category><![CDATA[TikTok Resumes]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.interskills.it/?p=3726</guid>

					<description><![CDATA[I social media hanno inaugurato l'era del consumatore che ha il potere di influenzare le strategie di marketing aziendali. Era che si è decisamente affermata con la pandemia di COVID-19. Questo è quanto emerge dall'ultimo rapporto di Talkwalker,  la piattaforma di accelerazione di Consumer Intelligence.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel documento <a href="https://www.talkwalker.com/resource/white-papers/rapporto-social-media-trends-2022.pdf">Talkwalker</a> analizza le dieci tendenze relative ai social media per il 2022. Per quanto riguarda la metodologia, l&#8217;azienda ha raccolto informazioni negli ultimi 13 mesi, prima di agosto 2021, anche se, per alcuni esempi, sono stati utilizzati fino a 5 anni di dati arretrati.  Le menzioni di argomenti sono state raccolte da una varietà di media, inclusi siti di notizie, canali di social media, blog e forum.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi del sentimento viene eseguita con una precisione media del 90%, con la capacità di rilevare sarcasmo e commenti ironici. Le query sono state utilizzate per identificare gli argomenti discussi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Uno degli elementi principali che hanno portato al top di questa classifica la piattaforma TikTok, è la funzionalità TikTok Resumes che consente agli utenti di pubblicare i propri curriculum e candidarsi ai lavori direttamente attraverso la piattaforma.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="541" src="https://interskills.it/interskills/wp-content/uploads/2022/01/Pagine-da-rapporto-social-media-trends-2022.webp" alt="Pagina da rapporto Social Media Trends 2022" class="wp-image-6534" srcset="https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2022/01/Pagine-da-rapporto-social-media-trends-2022.webp 700w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2022/01/Pagine-da-rapporto-social-media-trends-2022-600x464.webp 600w, https://www.interskills.it/wp-content/uploads/2022/01/Pagine-da-rapporto-social-media-trends-2022-300x232.webp 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Figura 1 &#8211; Pagina da rapporto Social Media Trends 2022</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--30);margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--30)">Afferma il Report: &#8220;<em>Con oltre 3.4K di conversazioni online e oltre 300 milioni di visualizzazioni su TikTok, questo hashtag sta guadagnando popolarità tra i più giovani che vogliono esprimere la propria creatività nel proporsi per un lavoro.&nbsp; Marchi come Chipotle, Shopify, Target e Alo Yoga accettano candidature per determinate posizioni tramite TikTok Resumes. Le conversazioni si sono incentrate anche sulle fasce salariali e sulla disponibilità di lavoro mentre la community abbraccia la nuova svolta dall’app..</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:0">Queste le dieci tendenze stilate nel report:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>TikTok</strong> diventerà il leader dei social media e altre piattaforme non potranno fare altro che adattarsi. Il report analizza l’ascesa di TikTok e il suo crescente dominio nello spazio social, nonché come le altre piattaforme si stanno adattando per rimanere competitive.</li>



<li>Gli annunci social si svilupperanno, man mano che <strong>i cookie</strong> vengono messi da parte perché stanno morendo.  In che modo i brand continueranno a offrire servizi più personalizzati restando nel rispetto delle regole?</li>



<li>La <strong>vendita tramite social</strong> semplificherà il percorso del cliente. Con la pandemia gli acquisti online sono aumentati e il report esplora come le varie piattaforme stanno affrontando la vendita tramite social e come la richiesta di quest’ultima aumenterà nel futuro.</li>



<li>I <strong>contenuti post-pandemia si adatteranno alle esigenze dei consumatori.</strong> I consumatori hanno sviluppato maggiori aspettative e gusti nei contenuti. In che modo questo plasmerà i contenuti in futuro, con un pubblico sempre attivo e che richiede contenuti di rapida e semplice fruibilità?</li>



<li><strong>Il coinvolgimento omnicanale cambierà il modo in cui i consumatori interagiscono con i social media.</strong> I consumatori non sono più fedeli a un unico canale. Questo porta ad una diffusione multipiattaforma dei contenuti più veloce che mai.</li>



<li><strong>L’influencer marketing è cresciuto</strong>. Con l’aumento della regolamentazione e della responsabilità, un numero maggiore di brand prende questo lavoro molto più seriamente. E dopo la pandemia, molti hanno un pubblico più grande e più coinvolto che mai. In che modo i brand sfrutteranno queste opportunità?</li>



<li><strong>I brand guideranno il decentramento sui social media.</strong> Molti marchi stanno costruendo i propri social network interni, con forum e funzionalità in-app, per riprendere il controllo del proprio pubblico.</li>



<li>I <strong>metaversi </strong>saranno la prossima connessione del consumatore. Le piattaforme più grandi stanno iniziando a comprenderlo: una comunità interattiva di utenti in grado d’impegnarsi in un’ampia varietà di attività social online.</li>



<li>La <strong>responsabilità sociale d’impresa</strong> ha rivestito grande importanza nel 2020. Per il 2022, i brand dovranno ascoltare e agire sui problemi sociali che contano di più per il pubblico. Le aziende saranno parte integrante del cambiamento globale in futuro.</li>



<li><strong>Le comunità si svilupperanno e prenderanno il controllo.</strong> Bisogna attendersi che gli utenti facciano sentire maggiormente la propria voce e un numero maggiore di cambiamenti guidati dalle comunità social, con i marchi che si adattano rapidamente per reagire.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">I fenomeni più importanti dei social media &#8211; socializzare, connettersi, mantenere le relazioni &#8211; sono proprio quello che, continua il report &#8220;il COVID-19 ha reso molto più complicato. I consumatori devono essere al centro di ogni contenuto, strategia o campagna messa in atto. Il segreto per conquistare il pubblico è coinvolgerlo, motivo per cui non dovrebbe sorprendere che <strong>la connessione</strong> sia il filo conduttore delle 10 tendenze delineate nel rapporto&#8221;.</p>
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