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	<title>stati uniti &#8211; Interskills &#8211; Media Company</title>
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	<description>Agenzia di Formazione e Comunicazione - Education and Communication Agency</description>
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		<title>Stati Uniti: i repubblicani chiedono indagini sugli accordi tecnologici con gli Emirati Arabi</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/07/18/stati-uniti-i-repubblicani-chiedono-indagini-sugli-accordi-tecnologici-con-gli-emirati-arabi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 09:12:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scorso aprile, Microsoft ha investito 1,5 miliardi di dollari in G42, Emirati Arabi, legando l’accordo alla rimozione di hardware Huawei e suscitando preoccupazioni USA.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lo scorso aprile Microsoft ha investito circa 1,5 miliardi di dollari nell’azienda di Intelligenza artificiale degli Emirati Arabi Uniti G42; <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/microsoft-investira-15-mld-%24-g42-societa-ai-emirati-arabi-AFqyHIYD?refresh_ce">l’accordo prevedeva</a>&nbsp; l’ingresso, nel consiglio di amministrazione dell’azienda araba, del presidente di Microsoft, Brad Smith, e l’utilizzo del cloud Azure da parte di G42 per le sue applicazioni di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale investimento era stato incoraggiato anche dal governo degli Stati Uniti in quanto un’altra parte dell’accordo prevedeva che G42 eliminasse l&#8217;hardware di Huawei, l&#8217;azienda cinese di telecomunicazioni, e che gli Emirati Arabi Uniti accettassero di rimuovere le apparecchiature di Huawei da alcune aree considerate sensibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tutto ciò appare congruo con lo scenario di guerra economica e tecnologica tra USA e Cina in atto, ci basti pensare alle restrizioni imposte nelle esportazioni dei <a href="https://www.interskills.it/2024/07/10/apple-entra-nel-cda-di-openai-come-osservatore-mentre-nvidia-fa-locchiolino-ai-cinesi/">chip di Nvidia</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">D’altro canto, i rapporti tra Stati Uniti ed Emirati Arabi sono in pieno sviluppo ma, solo nel momento in cui G42 ha dichiarato di voler recidere i suoi legami con la Cina, Microsoft ha avanzato la proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel mese di dicembre il direttore generale di G42, Peng Xiao, aveva pubblicamente preso le distanze dalla Cina affermando che &#8220;non poteva lavorare con entrambe le parti&#8221; e a febbraio, l’azienda ha dichiarato che il suo dipartimento di investimenti tecnologici, 42XFund, aveva venduto tutte le sue partecipazioni in società cinesi, ma ha rifiutato di rivelare a chi sono state vendute le partecipazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In questa situazione alquanto opaca, lo scorso 11 luglio alcuni esponenti repubblicani del governo americano <a href="https://www.ft.com/content/a5aa212b-39b4-480a-92e1-eabd91a6a290">hanno avanzato</a> delle preoccupazioni e delle riserve su questo accordo, in quanto si tratta di un trasferimento senza precedenti di una tecnologia altamente sensibile di origine statunitense, senza aver avuto in precedenza una consultazione del Congresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tale preoccupazione deriva dal fatto che i rapporti tra gi Emirati e Pechino è sempre stato stretto, ed inoltre gli investimenti cinesi di G42 sono ad oggi gestiti da Lunate, un nuovo investitore e gestore patrimoniale con sede proprio ad Abu Dhabi, sotto il controllo del governo degli emirati. I dubbi nascono dal fatto che Lunate sta gestendo le attività cinesi precedentemente detenute da 42XFund.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Una sorta di gioco delle tre carte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Gli esponenti del governo americano hanno quindi scritto ed inviato la settimana scorsa una lettera al presidente alla Casa Bianca richiedendo in modo diretto un’indagine più approfondita di tale accordo e soprattutto dei rapporti che intercorrono tra la Cina e gli Emirati Arabi Uniti chiedendo in modo specifico l’intervento del National Intelligence Council.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel frattempo, Microsoft principale attore della vicenda, ha dichiarato di star lavorando a stretto contratto con il Consiglio di sicurezza nazionale in quanto, al di là di tutti gli investimenti e i ricavi economici che ne possano derivare, la sicurezza nazionale deve esser sempre considerata al primo posto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>El País alla conquista del mercato statunitense</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/07/05/el-pais-alla-conquista-del-mercato-statunitense/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 09:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[El País espande la copertura negli Stati Uniti per servire i 42 milioni di ispanofoni, affrontando la sfida di attirare lettori che preferiscono l'inglese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><em>El País</em>, uno dei principali quotidiani spagnoli, ha compiuto <a href="https://www.niemanlab.org/2024/06/el-pais-aims-for-the-u-s-with-a-new-american-spanish-language-edition/">un grande passo</a> espandendo la copertura delle notizie agli Stati Uniti, con l&#8217;obiettivo di servire il vasto pubblico ispanofono presente nel paese: dare notizie in spagnolo su ciò che avviene in quel paese agli oltre 42 milioni di ispanofoni e 36,2 milioni di latinoamericani aventi diritto di voto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nel corso degli anni, il giornale ha ampliato il proprio raggio d&#8217;azione, trasformandosi da &#8220;organo di informazione spagnolo&#8221; a &#8220;organo di informazione in spagnolo&#8221;, raggiungendo così un pubblico oltre i confini della Spagna: questa espansione è iniziata nel marzo 2013 con il lancio di <em>El País América</em>, una mossa mirata a coprire le notizie dell&#8217;America Latina.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il direttore di <em>El País América</em>, Jan Martínez Ahrens, ha sottolineato il duplice vantaggio di avere un&#8217;edizione statunitense: i lettori riceveranno giornalismo affidabile e di alta qualità in spagnolo, mentre <em>El País</em> potrà adattare la sua copertura alle esigenze e agli interessi specifici di questo pubblico. &#8220;Non possiamo essere così presuntuosi da credere che interesseremo tutti. Interesseremo alcuni. Impareremo a conoscere questi lettori e loro impareranno a conoscere anche noi&#8221;, ha dichiarato Martínez.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;ingresso di <em>El País</em> nel mercato statunitense non è così semplice: infatti, solo il 24% di tutti gli adulti latinoamericani negli Stati Uniti legge le notizie in spagnolo, rispetto al 51% che preferisce l&#8217;inglese, secondo il <a href="https://www.pewresearch.org/race-and-ethnicity/2024/03/19/how-hispanic-americans-get-their-news/">Pew Research Center</a>. Tuttavia, questa percentuale aumenta al 47% tra gli immigrati latinoamericani, mentre scende al 3% tra i latinoamericani nati negli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><em>El País</em> ha già una solida base di 11 corrispondenti e redattori bilingue negli Stati Uniti, che scrivono e riportano notizie su una vasta gamma di argomenti, tra cui politica, economia, affari, sport, arte e cultura, intrattenimento e immigrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Martínez e il suo team sono consapevoli delle sfide del fare reportage come outsider e dell&#8217;importanza di costruire un rapporto di fiducia con le comunità locali. Per Martínez sarà un processo lento e graduale: &#8220;l&#8217;abbonamento richiede molto tempo e devi generare una lealtà e costruire una comprensione reciproca di ciò che piace al tuo lettore e di ciò che puoi offrire. Il lettore deve conoscerti e sapere che ciò che gli offri è ciò a cui è interessato. Non ci riesci mai da un giorno all&#8217;altro.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Continua la guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina per l’IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/06/21/continua-la-guerra-tecnologica-tra-stati-uniti-e-cina-per-lia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Rossano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 09:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecosistema digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli USA intensificano la “guerra dei chip” chiedendo a Giappone e Paesi Bassi di limitare l'export di semiconduttori in Cina, cruciali per l'AI.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Iniziata già da tempo con le numerose iniziative statunitensi per limitare le esportazioni proprie e dei propri alleati di alta tecnologia in Cina, la “guerra dei chip” continua con le ultime mosse del governo USA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Come <a href="https://www.scmp.com/tech/tech-war/article/3267204/tech-war-us-seeks-help-allies-japan-and-netherlands-curb-chinas-ai-chip-progress">riferisce</a> il South China Morning Post, un alto funzionario americano visiterà il Giappone e i Paesi Bassi per chiedere ai due paesi di aggiungere nuove restrizioni al settore cinese dei semiconduttori, inclusa la sua capacità di produrre chip di memoria a larghezza di banda elevata (HBM) necessari per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI) ed Il sottosegretario americano al Commercio per l’Industria e la Sicurezza, Alan Estevez, farà pressione sui suoi omologhi a Tokyo e L’Aia affinché pongano maggiori limiti alle attività nella Cina continentale del fornitore olandese ASML Holding e della giapponese Tokyo Electron.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I chip di memoria ad alta larghezza di banda sono fondamentali per l&#8217;intelligenza artificiale, poiché permettono una maggiore efficienza nel trattamento dei dati. Sono un tipo di chip di memoria a basso consumo energetico e corsie di comunicazione ultra-ampie. Sono destinati alle GPU che elaborano grandi quantità di dati utili per sistemi di intelligenza artificiale. Soprattutto, sono componenti chiave dei chip AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tokyo Electron e ASML Holding forniscono le macchine che producono le die, le ultrasottili piastrine di materiale semiconduttore sulle quali sono realizzati i circuiti integrati di memoria dinamica ad accesso casuale, che vengono impilati insieme per realizzare chip HBM.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le relazioni con la Cina però sono complesse ed articolate, basate su scambi economici e commerciali su molti livelli e non sarà semplice riuscire a convincere Tokyo e l’Aia a imporre ulteriori limitazioni su questi prodotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">D’altra parte, la Cina sta investendo massicciamente nella produzione di questi chip, con aziende come Huawei e Wuhan Xinxin Semiconductor Manufacturing Co. che stanno già sviluppando soluzioni proprie.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-text-align-center"><strong>Video di Bloomberg della notizia</strong></h4>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<p><iframe src="https://www.bloomberg.com/media-manifest/embed/iframe?id=42e67a01-1d15-450b-9e54-c44d80bfe733" 
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		<item>
		<title>La Cina con l’IA tenta di influenzare le elezioni americane</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/04/08/la-cina-con-lia-tenta-di-influenzare-le-elezioni-americane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 11:18:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Microsoft Threat Analysis Center avverte di minacce informatiche dalla Cina e Corea del Nord, mirate a influenzare le elezioni USA con disinformazione sui social.







]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Il Microsoft Threat Analysis Center venerdì scorso ha pubblicato un <a href="https://cdn-dynmedia-1.microsoft.com/is/content/microsoftcorp/microsoft/final/en-us/microsoft-brand/documents/MTAC-East-Asia-Report.pdf">report</a> che mette in evidenza gravi minacce informatiche provenienti dalla Cina e dalla Corea del Nord.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Microsoft accusa la Cina di voler interferire nelle prossime elezioni degli Stati Uniti, tramite la diffusione di contenuti generati dall&#8217;intelligenza artificiale sui social media, con l&#8217;obiettivo di influenzare l’elezione di candidati più vicini alle proprie posizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0"><a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/apr/05/china-using-ai-disrupt-elections">Già In passato</a>, la Cina aveva attuato questa strategia, tentando di influenzare le elezioni, a Taiwan a gennaio. Si ritiene che per quell’occasione il gruppo informatico cinese Storm 1376 avesse creato falsi account sui social media e pubblicato audio e video falsificati su YouTube per influenzare l&#8217;opinione pubblica. In quel caso YouTube intervenne prontamente rimuovendo il contenuto prima che potesse raggiungere un vasto pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Nel rapporto pubblicato da MTAC risulta evidente che gli Stati Uniti potrebbero essere il prossimo obiettivo di tali attacchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0"><a href="https://blogs.microsoft.com/on-the-issues/2024/04/04/china-ai-influence-elections-mtac-cybersecurity/">Dai dati emerge</a> un aumento della creazione di falsi account sui social (account che sembrerebbero legati al governo cinese) che stanno ponendo domande provocatorie su questioni controverse come l’uso di droghe negli Stati Uniti, le politiche di immigrazione e le tensioni razziali. Tali post inoltre&nbsp; creati da un’intelligenza artificiale generativa&nbsp; chiedono ai follower di esprimere opinioni, presumibilmente per raccogliere informazioni sulle preferenze politiche degli elettori statunitensi e ciò potrebbe servire ad individuare con maggiore precisione i dati demografici dei principali gruppi di elettori in vista delle elezioni presidenziali statunitensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">I tentativi di diffondere disinformazione includono la manipolazione dell&#8217;opinione pubblica riguardo eventi come il deragliamento del treno in Kentucky nel novembre 2023, gli incendi devastanti di Maui nell&#8217;agosto dello stesso anno, lo smaltimento delle acque reflue nucleari giapponesi e l&#8217;ampio dibattito sull&#8217;uso di droghe negli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Il Dipartimento di Stato americano ha sollevato preoccupazioni sulla possibilità che la Cina abbia intenzioni ostili e ha denunciato il finanziamento milionario delle autorità cinesi per promuovere la disinformazione online.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Ma finora, scrive Microsoft, non ci sono prove a sufficienza per affermare che questi sforzi siano riusciti a&nbsp;condizionare l’opinione pubblica americana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crescono le cause contro OpenAI per la violazione del copyright</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/29/crescono-le-cause-contro-openai-per-la-violazione-del-copyright/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 10:52:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel febbraio 2024, The Intercept, Raw Story e AlterNet hanno fatto causa a OpenAI, accusandola di violare il copyright copiando articoli senza attribuzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Nel mese di febbraio 2024, <em><a href="https://theintercept.com/">The Intercept</a></em>, <em><a href="https://www.rawstory.com/">Raw Story</a></em> e <em><a href="https://www.alternet.org/">AlterNet</a></em> hanno presentato <a href="https://www.theverge.com/2024/2/28/24085973/intercept-raw-story-alternet-openai-lawsuit-copyright">azioni legali</a> presso il tribunale distrettuale meridionale di New York contro OpenAI, rappresentate dallo studio legale Loevy &amp; Loevy.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Questi siti accusano ChatGPT di riprodurre proprie opere giornalistiche protette da copyright senza nemmeno fornire informazioni fondamentali come gli autori, i titoli, i diritti d&#8217;autore o i termini di utilizzo di tali opere.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Tale mancanza di attribuzione aggraverebbe la violazione dei diritti degli autori e del rispetto delle norme sul copyright. Infatti i legali lamentano che ChatGPT replica letteralmente o quasi letteralmente i propri contenuti senza fornire le necessarie informazioni sul copyright.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Le azioni legali avanzate da Raw Story e AlterNet vanno oltre, sostenendo che OpenAI e Microsoft erano consapevoli che l&#8217;eventuale violazione del copyright avrebbe compromesso la popolarità e le entrate di ChatGPT. Entrambe le società offrono una copertura legale ai clienti paganti nel caso di denunce per violazione del copyright riguardanti l&#8217;utilizzo di strumenti come Copilot o ChatGPT Enterprise.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">È importante notare che OpenAI ha già affrontato <a href="https://www.interskills.it/2024/02/23/le-controversie-sul-copyright-nelladdestramento-dei-modelli-di-intelligenza-artificiale/">altre cause legali</a> riguardanti il copyright, dove l&#8217;azienda è riuscita a difendersi con successo. Nel luglio scorso, la comica Sarah Silverman insieme ad altri autori come Christopher Golden, Richard Kadrey, Paul Tremblay e Mona Awad aveva accusato OpenAI di aver utilizzato i loro lavori per addestrare ChatGPT senza consenso, violando il loro diritto d&#8217;autore. Tuttavia, il 19 febbraio 2024, la giudice federale Araceli Martínez-Olguín ha respinto le accuse.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Date queste premesse, <a href="https://www.niemanlab.org/2024/03/the-intercept-charts-a-new-legal-strategy-for-digital-publishers-suing-openai/">la strategia legale</a> di Loevy &amp; Loevy si concentra sulla presunta violazione della Digital Millennium Copyright Act (DMCA) del 1998 da parte di OpenAI. Il Digital Millennium Copyright Act rende illegali la produzione e la divulgazione di tecnologie, strumenti o servizi che aggirino le misure di accesso ai lavori protetti dal copyright (conosciuti anche come DRM) e criminalizza l&#8217;elusione di dispositivi di controllo d&#8217;accesso, anche senza violazione effettiva del diritto d&#8217;autore. Inoltre, prevede un inasprimento delle pene per la violazione del copyright su Internet. Lo studio legale sostiene che OpenAI avrebbe intenzionalmente rimosso le informazioni relative al copyright dagli articoli online di <em>The Intercept</em>, <em>Raw Story</em> e <em>AlterNet</em> inclusi nei set di dati di addestramento di ChatGPT, violando apertamente il DMCA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10);margin-bottom:0">Affinché sia possibile citare direttamente OpenAI però gli editori devono mantenere una documentazione delle opere prodotte e utilizzate presso l&#8217;Ufficio copyright degli Stati Uniti. I giornali in formato cartaceo hanno la possibilità di pagare una tariffa mensile per registrare tutti i contenuti pubblicati durante il periodo considerato, mentre le pubblicazioni esclusivamente digitali devono gestire registrazioni elettroniche per ciascun singolo articolo, il che comporta costi significativi. Ad esempio, il processo di registrazione di tutti gli articoli presenti su un sito di notizie prolifico come <em>The Intercept</em> può rapidamente accumulare decine di migliaia di dollari. Questo crea un problema ulteriore per siti come The Intercept, <em>Raw Story</em> e <em>AlterNet</em> nel dimostrare tali le violazioni. In questo senso una delle <a href="https://www.milanofinanza.it/news/intelligenza-artificiale-ecco-le-proposte-consegnate-dalla-commissione-di-padre-benanti-a-giorgia-meloni-202403271156508846">linee di intervento</a> proposte nella relazione della Commissione sull’intelligenza artificiale per l’informazione, presentato alla premier Giorgia Meloni lo scorso 26 marzo, potrebbe rappresentare un utile strumento. La Commissione presieduta da padre Paolo Benanti propone la promozione della tracciabilità mediante la marcatura temporale dei contenuti editoriali con tre obiettivi: presidiare l&#8217;autenticità e la provenienza dei contenuti da fonti editoriali; garantire la patemità delle opere e la titolarità dei diritti; consentire l&#8217;attribuzione della responsabilità dei contenuti per contrastare la disinformazione.</p>
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		<title>Apple vuole inserire l’IA di Google negli iPhone</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/20/apple-vuole-inserire-lia-di-google-negli-iphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 11:04:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Apple e Google avrebbero siglato un accordo per integrare l'IA Gemini di Google nei prossimi iPhone, migliorando le funzionalità di iOS e rendendo Google il motore di ricerca predefinito su Safari. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Apple e Google avrebbero stretto un accordo per incorporare l&#8217;intelligenza artificiale di Google Gemini nei prossimi iPhone, secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-03-18/apple-in-talks-to-license-google-gemini-for-iphone-ios-18-generative-ai-tools">Bloomberg</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questo consentirebbe ad Apple di offrire ai propri clienti funzionalità alimentate dall&#8217;intelligenza artificiale già con la prossima versione di iOS. L’azienda mira a introdurre funzionalità come la creazione di immagini e la scrittura di testi, rivoluzionando l&#8217;interazione degli utenti con i dispositivi e la creazione di contenuti, sia su dispositivi per operazioni di base sia nel cloud per compiti più complessi. Nell’accordo inoltre sarebbe previsto che Google diventi il&nbsp;motore di ricerca predefinito&nbsp;sul browser web Safari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Concludere un accordo del genere permetterebbe quindi all’azienda di essere immediatamente competitiva, considerando che gran parte dei produttori di device mobili stanno implementando “in house” o con accordi terzi, tali tecnologie. Infatti, la società madre di Google, Alphabet, ha <a href="https://finance.yahoo.com/news/apple-google-gemini-partnership-could-014602633.html">registrato un rialzo</a> ieri al NASDAQ, chiudendo la giornata in crescita del 4,6%, a seguito del rapporto di Bloomberg.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Dall&#8217;altra parte, Google trarrebbe vantaggio dall&#8217;accordo attraverso un aumento significativo degli utenti per la propria IA: l&#8217;integrazione di Gemini negli iPhone potrebbe portare milioni di nuovi utilizzatori, posizionando probabilmente Gemini come il modello di IA più diffuso e utilizzato al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">D’altra parte Apple è in ritardo nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale rispetto ai suoi principali concorrenti come Alphabet e Microsoft, nonostante <a href="https://www.interskills.it/2024/01/04/apple-cerca-laccordo-con-gli-editori-per-la-sua-ia/">gli investimenti</a> significativi confermati dal CEO Tim Cook come l’acquisto di numerose startup nel settore dell&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Oltre Google, sembra che Apple abbia contattato anche OpenAI per esaminare l&#8217;uso dei suoi modelli nei propri dispositivi mobili.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tuttavia, un accordo del genere potrebbe comportare <a href="https://www.fortuneita.com/2024/03/18/gemini-sbarca-su-iphone-laccordo-google-apple-sullai-e-il-solco-con-leuropa/">alcuni rischi</a>, incluso l&#8217;aumento della disparità tra Stati Uniti ed Europa. Se l&#8217;obiettivo dell&#8217;Unione Europea è quello di colmare il divario creato dalle Big Tech degli Stati Uniti nell&#8217;intelligenza artificiale, l&#8217;unione tra Apple e Alphabet potrebbe complicare ulteriormente la situazione, richiedendo rassicurazioni anche per quanto riguarda le questioni antitrust alle quali, come sappiamo, negli Stati Uniti sono molto attenti.</p>
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		<title>SØØn &#8211; Newsletter n°10 del 8 marzo 2024</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/08/soon-newsletter-n10-del-8-marzo-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 12:06:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli argomenti trattati questa settimana sono:
- Google da’ una ripulita: aggiornamenti per il suo algoritmo di ranking
- NON è più tempo per le News, bellezza!
- Elon Musk fa causa ad OpenAI
- Claude 3 (Anthropic) sfida ChatGpt
- Continua la querelle tra Il The New York Times e OpenAI – Microsoft

]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[fusion_builder_container admin_label=&#8221;Iframe Newsletter&#8221; type=&#8221;flex&#8221; hundred_percent=&#8221;no&#8221; hundred_percent_height=&#8221;no&#8221; min_height_medium=&#8221;&#8221; min_height_small=&#8221;&#8221; min_height=&#8221;&#8221; hundred_percent_height_scroll=&#8221;no&#8221; align_content=&#8221;stretch&#8221; flex_align_items=&#8221;flex-start&#8221; flex_justify_content=&#8221;flex-start&#8221; flex_wrap_medium=&#8221;&#8221; flex_wrap_small=&#8221;&#8221; flex_wrap=&#8221;wrap&#8221; flex_column_spacing=&#8221;&#8221; hundred_percent_height_center_content=&#8221;yes&#8221; equal_height_columns=&#8221;no&#8221; container_tag=&#8221;div&#8221; menu_anchor=&#8221;&#8221; hide_on_mobile=&#8221;small-visibility,medium-visibility,large-visibility&#8221; status=&#8221;published&#8221; publish_date=&#8221;&#8221; class=&#8221;&#8221; id=&#8221;&#8221; margin_top_medium=&#8221;&#8221; margin_bottom_medium=&#8221;&#8221; margin_top_small=&#8221;&#8221; 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		<title>Elon Musk fa causa ad OpenAI</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/03/08/elon-musk-fa-causa-ad-openai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 11:26:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elon Musk ha intentato una causa contro OpenAI e il suo CEO, Sam Altman, accusando l'azienda di aver tradito la sua missione originaria di sviluppare intelligenza artificiale a beneficio dell'umanità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La notizia non è di oggi, ma la newsletter settimanale ci impone tempi più lenti (e forse maggior accuratezza): Elon Musk ha presentato una causa legale contro OpenAI e il suo CEO, Sam Altman, affermando che l&#8217;azienda ha abbandonato la sua missione originaria di sviluppare tecnologie di intelligenza artificiale a beneficio dell&#8217;umanità in modalità non profit.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.theverge.com/2024/3/1/24087473/elon-musk-openai-lawsuit-nonprofit-mission">La causa è stata depositata</a> lo scorso 29 febbraio presso un tribunale di San Francisco: sì, è proprio lo stesso Elon Musk che nel 2015 ha co-fondato OpenAI con Altman, e il presidente di OpenAI Greg Brockman, ma che attualmente non detiene più una partecipazione nella società.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le accuse avanzate da Musk includono: violazione del contratto, violazione del dovere fiduciario e pratiche commerciali sleali da parte di OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Musk sostiene che <a href="https://www.interskills.it/2023/12/07/il-legame-tra-microsoft-e-openai-si-rafforza/">la partnership di OpenAI con Microsoft</a> ha trasformato l&#8217;organizzazione in una &#8220;filiale di fatto a codice chiuso&#8221; di Microsoft, focalizzata sulla massimizzazione dei profitti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Secondo Musk, ciò costituisce una violazione dell&#8217;accordo originale tra lui, Altman e il presidente Greg Brockman, che si erano impegnati a mantenere l&#8217;organizzazione come entità no-profit e a mantenere la sua tecnologia open source.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il proprietario di Tesla afferma che OpenAI, sotto la sua nuova direzione, non solo sta sviluppando, ma sta anche perfezionando un&#8217;intelligenza artificiale generale (AGI) per massimizzare i profitti di Microsoft, anziché per il bene dell&#8217;umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Egli chiede che l&#8217;azienda torni alla filosofia open source e richiede un&#8217;ingiunzione per impedire a OpenAI, al suo presidente Gregory Brockman, al CEO Sam Altman e a Microsoft di lucrare sulla tecnologia di intelligenza artificiale generale dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Nell’analisi della questione, Elon Musk si concentra anche sul licenziamento di Altman nel 2023 e sulla sua successiva reintegrazione come CEO.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Afferma che il licenziamento di Altman ha portato Microsoft a intervenire e a forzare le dimissioni dei membri del consiglio che avevano cercato di rimuoverlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Il proprietario di Tesla afferma che i membri attuali del consiglio non hanno più comprensione della tecnologia e che il controllo di Microsoft su Altman e sul consiglio impedirà loro di riconoscere GPT-4 come AGI per mantenere la tecnologia privata e redditizia, ed ha dichiato: &nbsp;&#8220;I nuovi membri del Consiglio mancano di una sostanziale esperienza in materia di intelligenza artificiale e, in base alle informazioni e alle convinzioni, non sono attrezzati per determinare in modo indipendente se e quando OpenAI avrà raggiunto l&#8217;AGI &#8211; e quindi quando avrà sviluppato un algoritmo che è al di fuori dell&#8217;ambito di applicazione di Microsoft.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La causa mira a far rispettare l&#8217;accordo originale di OpenAI e a riportare l&#8217;azienda alla sua missione originale di sviluppare l&#8217;AGI a beneficio dell&#8217;umanità, anziché favorire Altman, Brockman e Microsoft.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">In risposta alle accuse di Musk, OpenAI ha pubblicato una serie di e-mail che sembrano contraddire le sue affermazioni, spiegando che Musk aveva cercato di ottenere un controllo maggiore sull&#8217;azienda e di unirla a Tesla.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">“Mentre parlavamo di una for profit per portare avanti la nostra missione, Elon voleva che ci unissimo con Tesla o voleva l’intero controllo, ha fondato una società rivale e poi ci ha fatto causa quando abbiamo iniziato ad avere successo senza di lui», afferma <a href="https://openai.com/blog/openai-elon-musk">OpenAI sul suo blog</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La società ha inoltre ribadito il suo impegno per la missione originaria ovvero di beneficiare l&#8217;intera umanità con l&#8217;intelligenza artificiale generale, affermando: «Siamo concentrati a portare avanti la nostra missione e abbiamo ancora una lunga strada davanti a noi».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Va però ricordato che effettivamente La partnership tra OpenAI e Microsoft è attualmente all’esame da parte delle autorità di regolamentazione nel&nbsp;Regno Unito,&nbsp;<a href="https://www.interskills.it/2024/01/19/i-legami-di-microsoft-con-openai-allesame-dellantitrust-europeo/">nell’UE</a>&nbsp;e&nbsp;negli Stati Uniti&nbsp;per valutare se la loro relazione condivisa influisce sulla concorrenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Londra crea l&#8217;AI Safety Institute per affrontare i rischi dei modelli di IA</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/02/14/londra-crea-lai-safety-institute-per-affrontare-i-rischi-dei-modelli-di-ia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 10:49:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[L'AI Safety Institute, l'organizzazione dedicata alla sicurezza nell'utilizzo e nello sviluppo dell'intelligenza artificiale inglese presentata dal primo ministro Rishi Sunak lo scorso anno, ha reso pubblici i primi risultati della sua ricerca sui modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), alla base di strumenti come i chatbot e i generatori di immagini.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">I modelli LLM hanno dimostrato di essere vulnerabili all&#8217;inganno e alla manipolazione, aprendo la porta a possibili abusi. Sui modelli testati è emerso il grave rischio che potrebbero assistere nella pianificazione di attacchi informatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Un esempio emblematico emerso dalla <a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/feb/11/ai-safety-institute-needs-to-set-standards-rather-than-do-testing">ricerca</a> è l&#8217;identificazione di un modello capace di generare personaggi sui social media per diffondere disinformazione in modo altamente convincente ed efficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Inoltre, l&#8217;istituto ha scoperto che gli agenti IA, parti dedicate a funzioni specifiche degli LLM, erano in grado di ingannare gli utenti umani: in una simulazione, un LLM è stato utilizzato come operatore di borsa e, pur essendo costretto a effettuare insider trading, ha deciso spesso di mentire al riguardo, ritenendo che fosse &#8220;meglio evitare di ammettere di farlo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La valutazione dei modelli è stata condotta utilizzando il metodo &#8220;red-teaming&#8221;, in cui specialisti tentano di violare le garanzie per verificare i livelli di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;AI Safety Institute, che collabora con altri enti interessati, tra cui stati, accademici e politici, impiega attualmente 24 ricercatori che testano sistemi avanzati di intelligenza artificiale, concentrandosi su questioni quali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;impatto sull&#8217;interazione umana</li>



<li>la capacità di auto replicazione</li>



<li>l&#8217;aggiornamento dei sistemi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;AI Safety Institute collabora inoltre con altre aziende, come <a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/feb/11/ai-safety-institute-needs-to-set-standards-rather-than-do-testing">Faculty AI</a>, azienda tecnologica con sede a Londra che offre soluzioni avanzate nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale e dell&#8217;analisi dei dati, per testare una quantità di modelli maggiore e verificare se violino violare le linee guida di sicurezza stabilite.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Anche <a href="https://hyscaler.com/insights/ai-safety-institute-global-standards/">negli Stati Uniti</a> è stato annunciato un istituto per la sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale, supportato da un consorzio di grandi aziende tecnologiche, come Meta, Google, Apple e OpenAI, che aiuteranno la Casa Bianca a raggiungere gli obiettivi del suo ordine esecutivo del 30 ottobre 2023, sulla sicurezza dell&#8217;IA.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli “strani” rapporti delle aziende di IA al vaglio della Federal Trade Commission</title>
		<link>https://www.interskills.it/2024/02/02/gli-strani-rapporti-delle-aziende-di-ia-al-vaglio-della-federal-trade-commission/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 11:34:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica e Normativa]]></category>
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		<category><![CDATA[vicepresidente]]></category>
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					<description><![CDATA[La FTC degli Stati Uniti ha avviato un'indagine su investimenti e partnership nel campo dell'IA generativa, concentrandosi su Alphabet, Amazon, Microsoft, Anthropic e OpenAI. L'inchiesta esamina se tali accordi compromettano la concorrenza e distorcano l'innovazione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)"><a href="https://www.theguardian.com/technology/2024/jan/25/ftc-ai-inquiry-microsoft-alphabet-amazon">La Federal Trade Commission</a> (FTC) degli Stati Uniti ha avviato un&#8217;indagine approfondita sulle operazioni di investimento e le partnership nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale generativa. L&#8217;attenzione è concentrata su colossi tecnologici come Alphabet, Amazon, Microsoft, Anthropic e OpenAI. Giovedì scorso, l&#8217;organo regolatore ha emesso richieste dettagliate alle cinque aziende, chiedendo informazioni approfondite sulla portata e sugli effetti dei loro investimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">L&#8217;indagine si propone di esaminare i privilegi conferiti dagli investimenti delle grandi aziende nelle startup di intelligenza artificiale emergenti, valutando se tali accordi possano compromettere la concorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Lina Khan, presidente della FTC, ha dichiarato che lo studio si concentrerà sulla possibilità che gli investimenti e le partnership delle aziende dominanti possano aver distorto il settore dell&#8217;innovazione e minato il principio della concorrenza leale in un settore strategico fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Amazon ha investito 4 miliardi di dollari in Anthropic a settembre, mentre Google ha aumentato la propria quota nella società al 10%. Microsoft è il principale finanziatore di OpenAI, con un investimento di circa 10 miliardi di dollari, e detiene un ruolo nel consiglio di amministrazione, anche se senza diritto di voto, dopo il ritorno di Sam Altman come CEO.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le società coinvolte beneficiano della possibilità di integrare le tecnologie di intelligenza artificiale generativa sviluppate dalle startup nei loro servizi esistenti. Al contempo, le startup, grazie alle partnership con fornitori di servizi cloud, ottengono un accesso più conveniente alle risorse di rete e calcolo necessarie per addestrare e perfezionare i propri modelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">La FTC, <a href="https://www.hwupgrade.it/news/web/ftc-un-indagine-per-fare-luce-sugli-investimenti-di-amazon-alphabet-e-microsoft-in-anthropic-e-openai_123759.html">tra le varie richieste avanzate</a>, vuole informazioni dettagliate sugli specifici accordi di investimento tra le società e su come le partnership influenzino il rilascio di prodotti, la concorrenza di mercato e il monitoraggio tecnologico. Le società hanno 45 giorni di tempo per rispondere alle richieste della FTC.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Tra le collaborazioni, quella tra Microsoft e OpenAI è la più nota, ma anche Google e Amazon hanno recentemente stipulato accordi multimiliardari con Anthropic, una startup di intelligenza artificiale di San Francisco fondata da ex leader di OpenAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Rima Alaily, vicepresidente e consulente legale generale di Microsoft, ha sottolineato che le partnership tra aziende indipendenti, come quella tra Microsoft e OpenAI, favoriscono la concorrenza e accelerano l&#8217;innovazione. La società ha dichiarato la disponibilità a fornire tutte le informazioni richieste dalla FTC per completare l&#8217;indagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Le altre società coinvolte come Anthropic e Amazon hanno rifiutato di commentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--10)">Questa mossa della FTC rappresenta un importante impegno dell&#8217;agenzia nel valutare attentamente le attività delle aziende di intelligenza artificiale e le loro strategie di espansione attraverso partnership, anziché acquisizioni dirette. L&#8217;indagine solleva preoccupazioni sulla possibilità che le aziende dominanti possano ottenere un&#8217;influenza troppo elevata nel settore ed un accesso privilegiato a tali risorse, che potrebbe mettere a rischio la concorrenza leale nel settore.</p>
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