Sembra paradossale ma è proprio così.
In una survey riepilogata sul sito dell’INMA, l’ International News Media Association, ovvero un’associazione conta membri in oltre 70 Paesi, tra cui editori, dirigenti e professionisti di aziende di media di diversa natura, si evidenzia come le elezioni presidenziali statunitensi abbiano avuto un forte impatto sul traffico e sull’interesse mediatico.
Tuttavia, a fronte di tale interesse gli abbonamenti risultano in calo, evidenziando alcune tendenze chiave e offrendo spunti per riflettere sulle dinamiche attuali del settore dell’informazione digitale.
Le elezioni presidenziali hanno sempre rappresentato una potente leva per aumentare il traffico online, specialmente in Nord America. Il confronto tra i dati del 2024 e quelli del 2020 mostra una sostanziale continuità nell’interesse degli utenti verso i contenuti giornalistici, suggerendo che eventi politici di questa portata rimangono un importante traino per il settore ed inoltre, secondo Google Trends , l’interesse per le parole chiave correlate a Donald Trump negli Stati Uniti durante la settimana elettorale è stato maggiore rispetto alle precedenti elezioni del 2016 e del 2020.
La vittoria di Trump ha aumentato l’interesse a livello globale. Peraltro, il dato regionale evidenzia una concentrazione della domanda principalmente negli Stati Uniti, con un impatto marginale a livello internazionale.

Il dato principale emerso è il calo nella conversione degli utenti in abbonati, un dato che contrasta con l’aumento del traffico: nel terzo trimestre del 2024, le testate online marchio nordamericano medio hanno venduto solo 71 abbonamenti digitali ogni milione di utenti online, mentre quattro anni prima ne vendevano 203.
Questo fenomeno potrebbe indicare un cambiamento nel comportamento degli utenti, che potrebbero preferire l’accesso gratuito a contenuti elettorali piuttosto che sottoscrivere abbonamenti. È ancora presto per dare un significato “strutturale” a questi dati ma l’indicazione più ovvia è che le aziende mediatiche dovrebbero rivedere le loro strategie per trasformare i picchi di traffico in opportunità di guadagno sostenibile.
L’articolo inserisce le elezioni nel contesto di una cronologia più ampia, sottolineando come eventi globali (pandemia, guerra, elezioni) abbiano una correlazione diretta con i modelli di domanda. Nel caso specifico del 2024, la sconfitta di un presidente in carica e l’annuncio di politiche radicalmente diverse suggeriscono che il ciclo delle notizie potrebbe generare picchi ripetuti, creando opportunità prolungate per i media.
Il parallelo tra l’interesse mediatico e la performance delle società di media in borsa indica una forte fiducia degli investitori nella capacità del settore di trarre vantaggio dai grandi eventi.
Tuttavia, la crescita del valore azionario potrebbe non riflettere l’effettiva capacità degli editori di tradurre il traffico in ricavi stabili, specialmente alla luce del calo nelle conversioni.











