Video artificiali con Sora

OpenAI ha lanciato Sora, un’IA generativa in grado di creare video realistici a partire da descrizioni testuali. Attualmente disponibile negli Stati Uniti e in numerosi altri Paesi, esclusi Regno Unito e Europa, Sora è accessibile tramite abbonamenti ChatGPT Plus e Pro. Nonostante la sua innovazione, suscita preoccupazioni riguardo alla disinformazione e allo sfruttamento degli artisti.

volto generato IA

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A febbraio 2024 OpenAI ha annunciato il lancio di Sora, uno strumento innovativo di intelligenza artificiale generativa del tipo “text-to-video”, ovvero capace di trasformare semplici descrizioni testuali in video realistici.

Il lancio di Sora è stato anticipato da un periodo iniziale di test riservato a un gruppo selezionato di artisti, registi ed esperti di sicurezza.

Lo scorso 9 dicembre 2024, Sora è stato reso disponibile negli Stati Uniti e in molti altri Paesi a livello internazionale, ad eccezione del Regno Unito ed Europa, dove il lancio è stato posticipato per soddisfare a pieno i requisiti di conformità previsti dall’Online Safety Act, dal Digital Services Act e dal GDPR.

Come funziona Sora?

Come accennato, Sora è un generatore IA di “testo in video”, in grado di creare brevi clip (al momento della durata massima di 20 secondi).  L’utente deve semplicemente digitare una descrizione, come ad esempio: “un’ampia e serena ripresa di una famiglia di mammut lanosi in un deserto aperto”.

Sora genera un video che riproduce esattamente quella scena, con una qualità che può raggiungere una risoluzione di 1080p (alta risoluzione).

Lo strumento è stato progettato per offrire nuove opportunità di creatività, consentendo agli utenti di esplorare nuove forme di narrazione visiva e di applicazione a diversi settori professionali.

Sora è disponibile come parte degli abbonamenti ChatGPT Plus e Pro, che differiscono per utilizzo e qualità.

Con l’account Plus, gli utenti di ChatGPT possono utilizzare Sora senza costi aggiuntivi. Ogni mese è possibile creare fino a 50 video in risoluzione 480p (risoluzione standard) oppure un numero inferiore di video con una qualità superiore, fino a 720p.

Per chi desidera maggiore flessibilità e funzionalità avanzate, OpenAI propone il piano Pro che offre un utilizzo dieci volte superiore rispetto al piano Plus, consentendo di generare molti più video, accedere a risoluzioni più elevate (fino a 1080p) e creare contenuti di durata maggiore. OpenAI, sta lavorando a piani tariffari personalizzati per adattarsi alle diverse esigenze degli utenti, con l’intenzione di renderli disponibili all’inizio del prossimo anno.

Il lancio di Sora con la possibilità di generare video “artificiali” ha sollevato dubbi sul rischio di utilizzi impropri, come la creazione di disinformazione e deepfake. Sono stati già diffusi video fake generati dall’IA in passato come il caso Kamala Harris.

OpenAI sta cercando di mitigare questi problemi bloccando la creazione di contenuti dannosi come materiale pedopornografico e deepfake sessuali.

Inoltre, tutte le creazioni di Sora includono metadati C2PA, (Consortium for Content Provenance and Authenticity) che attraverso etichette (nascoste) identificheranno un video come proveniente da Sora per garantire trasparenza. Per rafforzare la fiducia nei contenuti digitali, l’azienda sta anche lavorando per limitare i caricamenti di contenuti che ritraggono persone specifiche e bloccare i contenuti con nudità.

Per potenziare ulteriormente la sicurezza, OpenAI ha collaborato con i “red teamers” – esperti IA e nei settori della disinformazione, dei contenuti illegali e della sicurezza – per testare rigorosamente Sora e identificare potenziali rischi. Il feedback dei red teams ha l’obiettivo di contribuire a perfezionare le misure di sicurezza di Sora e a renderlo uno strumento più sicuro.

Secondo esperti come Marques Brownlee, Sora rappresenta un’innovazione rivoluzionaria nel campo della generazione video basata sull’AI. Tuttavia, alcuni critici sottolineano che lo strumento fatica a replicare in modo realistico alcune dinamiche fisiche di base.

Il rapporto con il mondo dell’arte è ambivalente e non senza problemi. Il 26 novembre scorso, i “Sora PR Puppets”, gruppo di artisti e sviluppatori, ha fatto trapelare un accesso non autorizzato a Sora per protestare contro presunte pratiche scorrette dell’azienda. L’accesso è stato bloccato rapidamente da OpenAI.

Secondo gli artisti, l’azienda li stava sfruttando nel programma di accesso anticipato senza compensarli adeguatamente, utilizzandoli per pubblicità. Nello specifico, i Sora PR Puppets accusano OpenAI di averli coinvolti non tanto per migliorare lo strumento o raccogliere feedback, ma piuttosto per costruire una narrativa positiva attorno a Sora così da limitarne le critiche. Dunque, gli artisti sarebbero stati usati per creare opere e contenuti che mostrano le potenzialità del generatore video, aiutando OpenAI a promuovere Sora come uno strumento innovativo, senza valorizzare realmente il contributo dato.

In aggiunta, accusano OpenAI di “art washing” ovvero una pratica che prevede l’uso delle arti o della creatività per migliorare l’immagine pubblica di un’organizzazione o di un’azienda, e spesso per distogliere l’attenzione da pratiche controverse o discutibili.

Niko Felix, portavoce di OpenAI, a queste accuse ha risposto dicendo che la partecipazione al programma da parte degli artisti è totalmente volontaria, e di non aver imposto alcun obbligo di fornire feedback o utilizzare lo strumento.

Alcune immagini,traduzioni e sintesi possono essere stati realizzati con ausilio di strumenti di intelligenza artificiale.

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