La libertà di espressione rappresenta un pilastro fondamentale delle società democratiche, garantisce ai cittadini il diritto di esprimere opinioni, denunciare abusi e partecipare al dibattito pubblico senza temere ritorsioni. Non a caso, l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea sancisce: “Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.”
Tuttavia, questa libertà è progressivamente minacciata dall’uso delle cosiddette querele temerarie, note come SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), azioni legali silenziose ma devastanti, concepite per reprimere la libertà di espressione, ostacolare il dibattito pubblico e la critica verso il potere.
Il Report CASE 2024 è un documento elaborato dalla Daphne Caruana Galizia Foundation per conto della Coalition Against SLAPPs in Europe (CASE), con l’obiettivo di garantire la libertà di espressione e la tutela dei giornalisti e attivisti.
Il Report mette in luce l’entità, la portata e la gravità del problema delle SLAPP attraverso una meticolosa analisi dei dati relativi al 2023 e il confronto con quelli degli anni precedenti. Questo rapporto, giunto alla sua terza edizione, mappa la diffusione del fenomeno evidenziarne le tendenze e propone soluzioni legislative per contrastarlo.
Attraverso l’analisi che copre un arco temporale di oltre un decennio (2010-2023), il rapporto rivela più di 1.049 casi di SLAPPs documentati in tutta Europa, con una crescita costante e preoccupante.

Ma cosa si cela dietro questi numeri? Chi sono i protagonisti di questa battaglia legale? E perché le SLAPPs rappresentano una minaccia così grave per la democrazia?
Un Problema in Crescita: Definizione e Dati
SLAPPs sono cause legali avviate per intimidire, scoraggiare e mettere a tacere chi denuncia il potere abusivo, fatti illeciti o tratta questioni di interesse pubblico.
Queste cause sono costruite per essere lunghe, costose e logoranti sia dal punto di vista psicologico sia finanziario, un vero e proprio attacco alla capacità del bersaglio di difendersi.
Un dato interessante è che le SLAPPs non colpiscono solo grandi organizzazioni o testate giornalistiche di primo piano.
Al contrario, i bersagli principali sono individui o piccole realtà che operano come:
- Giornalisti investigativi, che espongono casi di corruzione, frode o cattiva gestione.
- Attivisti e ONG, impegnati nella difesa dell’ambiente o dei diritti umani.
- Accademici e whistleblower, le cui ricerche o denunce mettono in discussione il potere costituito.

Dall’altro lato, troviamo i richiedenti delle SLAPPs: aziende, politici e altre figure di potere che utilizzano queste cause come arma per reprimere la critica e mantenere il controllo su ciò che viene detto e in che modo viene detto. Nel 2023, quasi la metà dei casi (45,2%) è stata avviata da imprese o imprenditori, mentre il 35,5% ha visto protagonisti politici. Questa concentrazione di potere economico e politico fa sì che i target si trovino spesso schiacciati sotto il peso di procedimenti giudiziari sproporzionati.

Dimensione geografica del fenomeno
L’estensione del fenomeno delle SLAPPs non conosce confini geografici, vengono documentati casi in ben 41 paesi del continente europeo, dimostrando come questa pratica si sia radicata in contesti giuridici e culturali molto diversi.
Tra questi paesi emergono l’Italia in cui nel 2023 sono stati registrati 26 nuovi casi, un dato che pone il paese tra quelli dove si verificano la maggiore quantità di querele temerarie. Questo riflette una tendenza a usare il sistema legale come strumento di censura implicita.

Accanto ai casi nazionali, emerge una percentuale di cause transfrontaliere (9,4%), ovvero, procedimenti legali in cui le parti coinvolte provengono da giurisdizioni diverse, oppure il caso presenta elementi che coinvolgono più di uno Stato. Ad esempio, un giornalista residente in Italia potrebbe essere citato in giudizio da un’azienda con sede in Francia, o viceversa. Questi casi assumono una rilevanza particolare per via delle sfide di incongruenza legali aggiuntive.
Le Basi Legali
Una delle caratteristiche delle SLAPPs è la loro capacità di colpire questioni di cruciale interesse pubblico. Nel 2023, il 36,1% dei casi era legato a denunce di corruzione, seguite da questioni ambientali (16,3%).

Tuttavia, il ventaglio di tematiche è ampio e include:
- Denunce di abusi di potere: In Grecia, ad esempio, diversi giornalisti sono stati trascinati in tribunale per aver indagato su uno scandalo di sorveglianza legato a un importante esponente politico.
- Questioni ambientali: In un caso emblematico, la multinazionale Shell, una delle compagnie petrolifere e del gas al mondo, con sede nei Paesi Bassi e in Gran Bretagna ha intentato una causa contro Greenpeace, organizzazione ambientalista internazionale, per le proteste pacifiche sui combustibili fossili nel Mare del Nord. La causa chiede un blocco a tempo indeterminato di tutte le proteste presso le infrastrutture Shell in qualsiasi parte del mondo.
- Diritti umani: In Bulgaria, il sito investigativo Bivol è stato citato per diffamazione, con richieste di risarcimento che superavano i 500.000 euro.
Questi esempi dimostrano come le SLAPPs non si limitino a colpire la libertà di espressione, ma abbiano anche un effetto paralizzante (chilling effect) sul dibattito pubblico.
Soluzioni attuali: Limiti
Nell’aprile 2024 un barlume di speranza è rappresentato dall’adozione della Direttiva Anti-SLAPP dell’Unione Europea. Questo strumento legislativo introduce meccanismi per rigettare rapidamente cause abusive e proteggere chi è impegnato nella partecipazione pubblica. Tuttavia, la Direttiva presenta alcune lacune tematiche:
- Si applica solo ai casi transfrontalieri, lasciando scoperta la maggioranza dei procedimenti nazionali.
- Copre esclusivamente cause civili e commerciali, senza affrontare il problema delle cause penali.
- Prevede il rigetto rapido solo per cause “manifestamente infondate”, un criterio che potrebbe lasciare spazio a interpretazioni ambigue.
Allo stesso tempo, il Consiglio d’Europa ha emanato una raccomandazione non vincolante, che invita gli Stati membri a garantire una protezione più ampia contro le SLAPPs, includendo anche i procedimenti penali e amministrativi.
Le SLAPPs rappresentano una minaccia concreta e in crescita per la libertà di stampa, i diritti umani e la partecipazione pubblica.
Per affrontare questa sfida, è necessario un impegno congiunto da parte dei governi europei, delle istituzioni internazionali e della società civile. Tra le misure urgenti da adottare:
- Introduzione di meccanismi di rigetto rapido per tutte le cause abusive, indipendentemente dal loro contesto giuridico.
- Supporto finanziario e legale per i target, spesso privi dei mezzi per difendersi efficacemente.
Le SLAPPs non sono solo una questione legale, ma un problema etico e politico che tocca il cuore della democrazia. Difendere i “cani da guardia dell’informazione” significa difendere il diritto di ogni cittadino a un’informazione libera e a una società trasparente. Inoltre, come si afferma nella parte finale del report, i risultati rappresentano solo la punta dell’iceberg e probabilmente ci saranno centinaia di altre SLAPP che non vengono denunciate.











