L’impegno contro l’uso distorto dell’intelligenza artificiale

Nel 2024, l’uso improprio dell’IA generativa nelle elezioni ha suscitato preoccupazioni globali. In Bangladesh, India e USA sono emersi casi di deepfake e manipolazione dei contenuti. OpenAI in vista delle elezioni presidenziali ha adottato ha adottato una serie di strategie finalizzate a ridurre i rischi di disinformazione durante il periodo pre e post-elettorale.

OpenAI logo su sfondo tavolo riunione

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L’uso improprio dell’intelligenza artificiale generativa nelle elezioni politiche è stato uno dei temi centrali di questo 2024, anno in cui oltre 76 paesi sono stati chiamati alle urne.

Nel mese di gennaio il World Economic Forum, nel Global Risks Report 2024, aveva posizionato la disinformazione tra i rischi più immediati e destabilizzanti a livello globale, evidenziando come le informazioni manipolate e falsificate rappresentassero un pericolo per i processi elettorali ed un rischio in grado di innescare disordini civili, indebolire la fiducia nelle istituzioni e generare sfiducia nei confronti dei media.

Le preoccupazioni espresse all’inizio dell’anno si sono rivelate fondate

Già nelle elezioni in Bangladesh, durante la competizione tra la prima ministra Sheikh Hasina e l’opposizione rappresentata dal partito nazionalista del Bangladesh, l’uso di deepfake e di contenuti manipolati dall’IA per diffondere informazioni fuorvianti e alterare la percezione pubblica è stato evidente.

In India, lo scorso giugno l’intelligenza artificiale è stata utilizzata per creare avatar virtuali dei leader politici, che interagivano direttamente con gli elettori per ricevere sostegno.

Anche negli Stati Uniti, l’attenzione sui deepfake è cresciuta con l’avvicinarsi delle presidenziali e. in questo contesto, nel luglio 2024, Elon Musk ha condiviso sulla piattaforma X un video falso, generato tramite IA, per deridere Kamala Harris.

Questi eventi hanno contribuito ad aumentare il timore di un uso improprio dell’intelligenza artificiale generativa soprattutto in vista delle elezioni statunitensi.

Nel contesto di questa crescente preoccupazione, OpenAI ha intrapreso una serie di strategie finalizzate a ridurre i rischi di disinformazione durante il periodo pre e post-elettorale.

Il 31 ottobre, l’azienda sul suo blog ha annunciato l’adozione di nuove misure di sicurezza per limitare la diffusione di contenuti manipolati e indirizzare gli utenti verso fonti affidabili come Reuters e Associated Press, due tra le principali agenzie di informazione, per incoraggiare gli utenti a consultare fonti ufficiali e affidabili riguardo alle informazioni elettorali.

Inoltre, grazie a una collaborazione con la National Association of Secretaries of State (NASS), ChatGPT ha indirizzato le persone che cercavano informazioni su come e dove votare verso CanIVote.org, autorevole fonte di informazioni delle modalità di voto negli Stati Uniti.

OpenAI, in seguito alla conclusione delle elezioni, l’8 novembre ha annunciato che ChatGPT ha respinto oltre 250.000 richieste di generazione di immagini tramite il suo modello DALL·E, per prevenire l’uso di immagini di figure politiche di spicco – tra cui il presidente eletto Trump, la vicepresidente Harris, il vicepresidente eletto Vance, il presidente Biden – che avrebbero potuto alimentare la disinformazione visiva e distorcere la percezione pubblica.

L’attenzione di OpenAI, per i pericoli dell’IA non è stato solo per le elezioni ma già il mese scorso  ha pubblicato un rapporto di 54 pagine, in cui affermato di aver interrotto più di 20 operazioni ingannevoli in tutto il mondo che hanno tentato di utilizzare i suoi modelli. I contenuti erano articoli di siti Web generati dall’intelligenza artificiale e post sui social media di account falsi.

Alcune immagini,traduzioni e sintesi possono essere stati realizzati con ausilio di strumenti di intelligenza artificiale.

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