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IMMAGINE REALIZZATA CON IA DALL-E

L’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione giornalistica è un argomento che fa’ molto discutere per questioni etiche e deontologiche: una recente indagine del Centro di ricerca per la sfera pubblica e la società dell’Università di Zurigo ha posto il focus sulle opinioni del pubblico svizzero sulla questione.

È stato quindi prodotto uno studio, basato su un campione di 1.254 partecipanti che riflette la diversità demografica della Svizzera, condotto tra il 14 e il 25 luglio 2023 utilizzando il software Qualtrics.

L’indagine mirava a valutare la consapevolezza, l’utilizzo e l’impatto dell’IA sul giornalismo, nonché la disponibilità a pagare per contenuti IA -assistiti o generati.

I risultati rivelano una cauta apertura verso i contenuti giornalistici influenzati dall’IA, solo il 29,1% degli intervistati si dice disposto a leggere notizie completamente automatizzate, mentre una schiacciante maggioranza del 84,3% preferisce articoli non influenzati dall’IA. Inoltre, c’è una distinzione nell’accoglienza dei contenuti IA in base alla tipologia delle notizie: le informazioni quotidiane come meteo e finanza sono più accettate (61,2%), mentre temi delicati come politica e scienza ricevono minor approvazione, mettendo in evidenza la preferenza per un intervento umano.

Una richiesta chiara emerge dal pubblico: la trasparenza nell’uso dell’IA. C’è una percezione negativa riguardo alla qualità delle notizie prodotte da AI, con il 61,3% degli intervistati preoccupato per un possibile declino del giornalismo e il 67,1% che teme un incremento nelle fake news. Questa sfiducia richiede un approccio esplicito alla trasparenza, emerge la necessità di specificare come l’IA viene utilizzata nel processo di produzione delle notizie.

Per migliorare questa trasparenza, si suggerisce l’introduzione di brevi documenti metodologici che spieghino il ruolo dell’IA nei contenuti giornalistici. Questo contribuirebbe a differenziare il giornalismo serio da quello che sfrutta indebitamente l’IA per il plagio. La trasparenza è fondamentale per contrastare la convinzione diffusa che l’IA danneggi la qualità delle notizie, quando invece può essere un valido strumento di garanzia della qualità, se impiegata correttamente, come evidenziato dagli studiosi Bibo Lin e Seth Lewis.

Il sondaggio mostra anche una scarsa propensione a pagare per i contenuti generati dall’IA, con la popolazione più propensa a investire in contenuti giornalistici tradizionali. Viene inoltre espressa la convinzione che l’adozione dell’IA nei media sia guidata principalmente dalla volontà di ridurre i costi piuttosto che migliorare la qualità del servizio informativo.

I dati della ricerca mostrano quindi un approccio prudente del pubblico svizzero verso l’IA nel giornalismo, con un forte desiderio di mantenere elevati standard di qualità e trasparenza. Ciò suggerisce che l’industria dei media debba ponderare attentamente queste percezioni nell’integrare l’IA nelle proprie pratiche, enfatizzando la chiarezza e il mantenimento di alti standard qualitativi.