IMMAGINE REALIZZATA CON IA MIDJOURNEY

Ernest Kung, Product Manager AI per The Associated Press aiuta le redazioni locali a implementare l’intelligenza artificiale nei loro flussi di lavoro. Kung racconta su Nieman Lab come già dal 2022 le redazioni locali si stavano avvicinando all’intelligenza artificiale. All’epoca alcuni responsabili delle notizie parlavano di intelligenza artificiale, ma non molti la utilizzavano.

Nel 2023, con l’esplosione di ChatGPT e IA generativa, anche le redazioni più piccole hanno iniziato a prestare attenzione all’intelligenza artificiale, a documentarsi e ad implementare alcune soluzioni di questo tipo. Per il 2024, Kung prevede che le redazioni più piccole adotteranno ampiamente almeno uno strumento di intelligenza artificiale nel loro flusso di lavoro.

Uno degli strumenti ineludibili sarà sicuramente la trascrizione automatica. Qualsiasi redazione che utilizzi uno dei tanti strumenti di trascrizione disponibili in commercio sta sfruttando l’intelligenza artificiale.

Kung tuttavia ritiene che alcune di queste redazioni potrebbero scegliere di andare oltre e adottare nel loro flusso di lavoro ChatGPT, Claude, Bard o qualche altro strumento di chat basato su modelli linguistici di grandi dimensioni.

Rubina Madan Fillion, direttore per le strategie editoriali del The New York Times, racconta come ad inizio di quest’anno il The New York Times ha annunciato l’esplorazione dell’uso dell’IA per supportare i giornalisti e accrescere il pubblico. Alex Hardiman, Chief Product Officer del Times, ha espresso entusiasmo per l’uso dell’IA al fine di rendere il lavoro giornalistico più accessibile, pur sottolineando l’importanza dell’esperienza umana e del giudizio nel campo.

Per la FIllion, in un’epoca in cui la fiducia nei media sta diminuendo, è cruciale umanizzare il giornalismo e rafforzare la fiducia con i lettori. Secondo un sondaggio del Pew Research Center, solo il 21% degli americani ha parlato con un giornalista locale. Questa distanza è diventata problematica con l’aumento della disinformazione e la difficoltà nel riconoscere fonti affidabili, problemi aggravati dall’ascesa dell’IA generativa.

Varie redazioni siano impegnate nei processi di “umanizzazione” delle notizie cercando di fornire sempre più informazioni sui reporter che sono sul campo e sugli eventi di cronaca da essi narrati.

Ricorda ad esempio che la CNN ha una newsletter, Inside CNN, che presenta domande e risposte con i singoli dipendenti. E non si limita ai giornalisti e ai redattori tradizionali.

Le domande sono progettate per informare i lettori sul lavoro quotidiano dei giornalisti ed anche sul chi sono al di fuori della redazione.

Se i giornalisti da una parte cercano nuovi strumenti per alleggerire il lavoro di routine, d’altra parte è crescente il bisogno di rendere il giornalismo ed i giornalisti più vicini ai lettori, chiave di volta per creare quel rapporto di fiducia che è anche economicamente fondamentale per fare informazione.